Civitavecchia: “L’eolico con il quale abbiamo barattato il salvataggio di Hcs era una bufala”

L’eolico con il quale ieri in Consiglio comunale abbiamo barattato il salvataggio delle partecipate era una autentica bufala. Si trattava della realizzazione, prevista dall’accordo del 2008 tra Enel e Comune, di un parco fino a 200 megawatt, quindi dell’installazione di un centinaio di generatori alti più di 70 metri con pale lunghe più di 40 metri, qualcosa di irrealizzabile se pensiamo ad un territorio piccolo ed in gran parte vincolato da una Zona a Protezione Speciale come quello di Civitavecchia. Anche qualora si fosse potuto realizzare, l’impianto non avrebbe apportato nessun beneficio ambientale alla popolazione locale, perché ovviamente le rinnovabili comportano vantaggi solo nel momento in cui vanno a sostituire i combustibili fossili, ma, in base al vecchio accordo, neanche uno solo dei 200 MW del parco eolico avrebbe sostituito uno dei 1.980 MW di potenza della centrale a carbone di TVN, quindi sarebbe stato solo una ulteriore fonte di inquinamento, anche se di impatto limitato. Un accordo farlocco quindi, che non poteva essere fatto valere nemmeno davanti ad un giudice, anche perché persino il Comune risulta inadempiente, in quanto avrebbe dovuto individuare dei siti idonei ad ospitare il parco e non lo ha fatto.

via Terzo Binario News.

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Eolico, la Liguria apre le porte alle pale sulle colline

Ha preso il via oggi in Giunta con una procedura di variante al Piano Paesistico Regionale l’iter che porterà all’approvazione di una norma che darà regole più veloci e certe per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. E’ stato l’assessore regionale all’Urbanistica, Marco Scajola a presentare la proposta che porterà a una semplificazione delle attuali procedure per gli operatori interessati a realizzare impianti da energie rinnovabili, soprattutto impianti eolici. Fino ad oggi infatti le procedure erano molto complicate in quanto gli impianti non erano previsti dal piano paesistico regionale. Pertanto parallelamente alla VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, serviva la compatibilità paesistica che comportava un iter molto complicato, lungo parecchi mesi che si concludeva con una deroga al piano paesistico regionale. “Con la nuova norma che andremo ad approvare attraverso una variante – spiega Scajola – nel piano paesistico daremo anche i criteri e sarà dunque più facile, per gli operatori, sapere come muoversi per realizzare gli impianti”. L’iter, che ha preso il via oggi, porterà all’approvazione, entro alcuni mesi, della Valutazione Ambientale Strategica a cui seguirà l’adozione della variante al Piano Paesistico che verrà inviata ai Comuni per il loro parere e quindi il passaggio in consiglio regionale per l’approvazione definitiva.

via Citta della Spezia.

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Il sindaco di Casteldelci sull’eolico a Poggio Tre Vescovi: avvertimenti inappropriati ai consiglieri

rosegue in Alta Valmarecchia il dibattito sul Parco Eolico di Poggio Tre Vescovi. Nei giorni scorsi si è tenuto un consiglio comunale aperto a Casteldelci che ha visto la partecipazione di oltre 150 persone.
Nel corso della seduta è intervenuto anche il coordinatore del progetto Roberto Schirru, della società tedesca Geo. Il consiglio si è riservato di valutare solo quando sarà messo sul tavolo il progetto definitivo ma dal sindaco Luigi Cappella è arrivata anche una dura critica ai metodi utilizzati dalla Geo. “Questa mattina ne ha parlato alla nostra trasmissione Tempo Reale. “Quando Schirru, con toni un po’ sprezzati, si chiedeva come può un sindaco di una realtà con 400 abitanti mandare a monte un investimento che farebbe ricca tutta la montagna dell’Alta Valmarecchia – spiega Luigi Cappella alla trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale – ho preso la parola e ho spiegato che 426 anime decideranno in scienza. coscienza e conoscenza e non in ossequio ai suoi avvertimenti, a dir poco non appropriati, sia sulla stampa, sia ai singoli consiglieri comunali sulle conseguenze pecuniarie per Casteldelci in caso di un loro rifiuto.” 

via Newsrimini.it.

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Regione Campania: per l’eolico moratoria di sei mesi e classificazione territoriale: in consiglio un emendamento

Centottanta giorni di sospensione del rilascio di nuove autorizzazioni (anche per i procedimenti in corso) per eolico e mini-eolico oltre i 20 Kw e parametri di classificazione territoriale in base ai quali individuare le aree che potranno ospitare nuovi insediamenti eolici.
E’ approdato stamane in Commissione Bilancio, a Napoli, l’emendamento a firma Iannace-Bonavitacola. Inserita all’nterno del maxiemendamento alla Legge di Bilancio – che non è altro che una sorta di Milleproroghe regionale -, la proposta verrà licenziata domattina dalla commissione e la prossima settimana dal consiglio regionale.

Il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Picarone (Pd), ci ha confermato la notizia: “L’emendamento – afferma Picarone – è stato inserito nel maxi-emendamento. Tutto dovrebbe essere definitivamente votato la prossima settimana, quando il testo passerà all’esame dell’aula. Con questa moratoria procediamo alla sospensione di tutti gli impianti di eolico e mini eolico nei confini regionali, in base a una classificazione del territorio”. Al di là della moratoria in sé e del suo significato politico e pratico, è proprio la classificazione del territorio il dato fondamentale dell’emendamento. Va infatti a stabilire determinati parametri con i quali individuare, nei sei mesi di tempo, le aree che potranno ospitare nuovi insediamenti eolici e gli indirizzi per la valutazione degli impatti cumulativi di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza superiore a 20 Kw.

via LaNostraVoce.

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L’eolico nella Valle del Fortore.

L’impatto dell’eolico nella Valle del Fortore, con i quasi 700 aerogeneratori presenti per una potenza di 1700 MW a cavallo tra Campania, Puglia e Molise. L’area più devastata d’Italia per quanto riguarda le cosidette “rinnovabili”.

Eolico Fortore map

Via FB Baselice

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Eolico, i sindaci del Titerno e Alto Tammaro chiedono la sospensione delle autorizzazioni

I comuni che hanno firmato la richiesta per la sospensione  delle autorizzazioni  degli impianti eolici autorizzati e in fase di autorizzazione, nella piena convinzione che tali strutture per la generazione di energia, siano state autorizzate dalla Regione Campania in assenza di un Piano Energetico Regionale (previsto dal Decreto legislativo 31 marzo 1998, n 112) sono :Santa Croce Del Sannio, Casalduni, Castelpagano, Colle Sannita, Sn Salvatore Telesino,  Fragneto Monforte, Fragneto L’Abate, Sassinoro, Cerreto Sannita, Campolattaro, Guardia Sanframondi, San Lorenzello, Cusano Mutri, Pietraroja, Faicchio e Pontelandolfo.

Gianfranco Rinaldi, sindaco di Pontelandolfo, condivide pienamente  le perplessità degli altri sindaci, per le criticità evidenziate nel documento, e in una sua dichiarazione pone la questione anche del mini eolico  e delle autorizzazioni dei singoli impianti, che non tengono conto dell’impatto ambientale e paesaggistico complessivo.

via Radio Città Benevento.

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Il vento soffia ma i soldi non girano: a Riparbella le “royalties” non arrivano

Il Comune ha incaricato un legale di recuperare i soldi dovuti da Parco Eolico srl, la società legata alla Agsm che gestisce le pale eolicheRIPARBELLA — Le pale eoliche si sono lì, mosse dal vento, e svolgono il loro dovere, girando per produrre energia. Ma i soldi, quelli sarebbero fermi: i pagamenti dovuti da Parco Eolico srl, società legata alla Agsm di Verona, all’Amministrazione comunale, sarebbero infatti congelati al 2 gennaio 2015. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tirreno l’Amministrazione avrebbe conferito incarico a un legale di recuperare le somme dovute.Sempre secondo il quotidiano, dall’inaugurazione del parco eolico nel dicembre 2012 risultano saldati poco più di 337mila euro a fronte dei 450mila previsti inizialmente.

via Qui News Val di Cecina.

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Ancora parchi eolici a Troia. Non bastavano 98 pale in un Comune di 7mila anime?

La Edison Energia ha presentato, a maggio 2015, all’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, la richiesta di autorizzazione unica per un parco eolico di 11 pale da 3MW in agro di Troia (nelle contrade di Serraredine, Titoloni e Sant’Andrea). Inoltre, il 4 maggio 2015 è stata richiesta alla provincia di Foggia la Via (Valutazione di impatto ambientale) per un impianto eolico della potenza di 33 MW. A segnalare la nuova "ondata" di rinnovabili è Grazia Manna del MeetUp "Troia 5 Stelle". "Le due richieste – spiega – sono state inoltrate, per conoscenza, anche al Comune di Troia. A tutt’oggi vi sono state varie conferenze dei servizi sia a Bari che a Foggia. L’Ente comunale di Troia, ha già dato, nel settembre 2015, il vergognoso parere urbanistico favorevole sulla richiesta della Regione Puglia. Alla Conferenza di servizio del 18 dicembre 2015, tenutasi a Foggia, il Comune di Troia è risultato assente ingiustificato. A quella del 10 febbraio 2016 erano presenti il capogruppo PD e l’ingegnere capo che hanno concluso i loro interventi con parere sfavorevole. La seduta è stata aggiornata al 04 marzo 2016. Fatto sta – prosegue l’attivista troiana – che di tutte queste richieste di incontri, non sono stati informati né i consiglieri di maggioranza né i consiglieri di minoranza né tantomeno i cittadini attraverso comunicati dell’ufficio stampa comunale (peraltro pagato a spese di tutti i contribuenti). Perché tanti segreti… d’ufficio?".

via | l'Immediato.

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Eliche spezzate in volo per 30 metri sulle nostre teste

La storia si ripete. E tornano gli interrogativi sulla sicurezza degli impianti montati a ridosso di strade ed edifici. Nell’edizione di ieri abbiamo segnalato, su input del segretario regionale di Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, la rottura di una pala eolica vicino al Monte Alpi, nel territorio di Latronico. Pezzi «dondolanti» che incutono paura. Da qui la denuncia di Bolognetti ai carabinieri per chiedere un intervento che, per la verità, era stato sollecitato al sindaco già il 13 febbraio scorso da una nota della Polizia locale. «E’ sconcertante e inaccettabile – dice Bolognetti – che il sindaco abbia atteso oltre 15 giorni per emettere un’ordinanza e che lo abbia fatto per l’ennesima volta a seguito di una mia segnalazione ai carabinieri». E ancora «bisognerebbe anche interrogarsi sulla qualità e su chi collauda questi aerogeneratori». Il caso non è isolato. Già nelle settimane scorse lo stesso Bolognetti si era occupato della situazione a Castelsaraceno, con eliche volate via e piombate nei campi. Oggi riceviamo l’ennesima segnalazione: questa volta lo scenario è quello di Oppido Lucano.

via La Gazzetta del Mezzogiorno.

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Il santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri assediato dalle pale eoliche?

E’ quanto sta per accadere, a giudicare dal numero degli impianti di produzione di energia da fonte eolica da 60 kW (c.d. mini-eolico) autorizzati e realizzati negli ultimi mesi.

Ne risultano già tre, autorizzati sotto il profilo storico-culturale (art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) nel corso del 2015, sebbene a breve distanza da uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica, esteso per più di 3 ettari lungo la Giara di Serri, altopiano basaltico al confine fra Trexenta e Sarcidano.

Serri, santuario nuragico di S. Vittoria (da http://www.sardegnacultura.it)
Energia da fonte rinnovabile, potenzialmente utile quando non frutto di pura speculazione e dubbia legalità, ma i cui impianti sono ben visibili dal sito culturale, rovinando il contesto storico-ambientale che costituisce anche il fondamentale richiamo turistico per l’area.

E’ questo che vogliamo?

E’ questo il futuro per le nostre risorse culturali?

A questo punto è necessaria un ampliamento della fascia di rispetto delle aree e dei siti archeologici fra quelli non idonei all’installazione degli impianti alimentati da fonti di energia eolica, direttiva regionale operativa dall’agosto 2015.

via Gruppo d'Intervento Giuridico onlus.

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L’affaire eolico in Basilicata: aerogeneratore in frantumi a Latronico

Un reportage di Maurizio Bolognetti per Radio Radicale:

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Andretta: da una pala del Formicoso piove olio per ore, polemica degli ambientalisti

Ha iniziato a perdere olio nel primo pomeriggio di ieri. E ieri sera, intorno alle 21, la situazione era quella che vedete nelle immagini.

Torre inondata d’olio (foto in alto) e, quel che più importa, strada piena di liquido lubrificante (foto in basso). Siamo in località Pero Spaccone, sul Formicoso, nel punto in cui il territorio del Comune di Andretta confina con quello di Bisaccia. E’ proprio il punto in cui anni fa si è arrivati ad un soffio dalla mega discarica. L’insediamento eolico di cui fa parte questa torre è della Friel, società trentino-tedesca.

A poche centinaia di metri dalla sottostazione di convogliamento dell’energia elettrica, per ore, è piovuto olio, letteralmente. Le eliche hanno continuato a girare, il vento era fortissimo e ha fatto volare il lubrificante su una buona area del territorio circostante. Essendo buio, abbiamo potuto constatare soltanto gli effetti sulla strada (situata a circa cinquanta metri dalla torre), come documentato nella foto, ma va da sé che anche i terreni circostanti siano stati oggetto della pioggia di lubrificante proveniente dalla turbina della macchina.

via LaNostraVoce.

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Eolico di fronte al Castello di Monteserico: sconcerto e preoccupazione per l’autorizzazione regionale

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, esprime sconcerto, disappunto e preoccupazione per il parere positivo VIA concesso dalla giunta regionale di Basilicata in data 24 Febbraio 2016 all’impianto eolico situato a diretto contatto del Castello di Monteserico di Genzano di Lucania, in località Corbo.

Un monumento storico situato in un contesto paesaggistico unico in Italia che, da domani, dovrà subire un nuovo scempio, proprio mentre su costose riviste e guide in carta patinata se ne pubblicizzano la bellezza e l’integrità del paesaggio.

via Olambientalista.

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Senza incentivi in Spagna non si installano più centrali eoliche

La Spagna, per la prima volta dagli anni 80, non ha installato nemmeno un aerogeneratore nuovo nel 2015. Dal 2013, quando è stato drasticamente ridotto il sistema degli incentivi sono stati installati solo 13 MW.

via Bloomberg Business.

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Petizione per salvare la Liguria dall’eolico

Avendo visionato negli anni passati numerosi procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione di diversi impianti eolici in territorio ligure, con particolare riferimento al territorio della Provincia di Savona, presenti sul sito internet della Regione Liguria, ed avendo verificato, ad oggi, la presenza di almeno sei progetti in fase di scooping,

RITENIAMO

Che un territorio pregiato e ricco come quello ligure in cui il paesaggio, la biodiversità e i beni storico artistici sia un bene comune universale e come tale non debba essere vittima di scelte strumentali ed utilitaristiche di pochi. La tutela dei nostri territori e la ricchezza che esso racchiude deve essere l’obiettivo primario dei cittadini e soprattutto degli amministratori da questi delegati ad operare nell’interesse comunitario come, per altro, stabilito dall’art. 9 della Costituzione, dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio nonché dalla Convenzione Europea per il Paesaggio.

Firma su Change.org.

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