Impianti a rinnovabili: nulle le clausole che riconoscono royalties ai Comuni

Le clausole che riconoscono royalties ai Comuni per impianti a rinnovabili sono nulle. Lo ha confermato il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) con la sentenza 23 /2016 (in allegato in basso), rigettando l’appello proposto da un Comune contro la sentenza del TRAP Piemonte (sentenza 2120/13, vedi sotto) che lo aveva condannato a restituire le somme già versate da una impresa idroelettrica.

“Si tratta di una decisione rilevante per il settore delle fonti rinnovabili, nel quale stenta a sradicarsi l’impropria prassi della conclusione di accordi con i Comuni che hanno quale scopo unico o principale la deviazione verso l’ente locale di parte delle incentivazioni riconosciute dallo Stato alla produzione di energia pulita, quale implicita contropartita alla rinuncia dei Comuni a contestare la localizzazione degli impianti”, commentano in una nota i legali dello studio “GPA – GiusPubblicisti Associati”.

via QualEnergia.it.

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Impianto eolico fra Gela e Agrigento, presentato un esposto

Una esposizione non conforme alla realtà per quanto attiene le condizioni socio economiche del territorio. Una minimizzazione dell’impatto sull’avifauna acquatica e migratoria dell’ opera, che potrebbe costarci anche una messa in infrazione da parte della Unione Europea per aver disatteso la direttiva habitat. Ed ancora, sebbene successivamente alla presentazione del progetto al Ministero, l’Ispra vieta espressamente la realizzazione degli impianti eolici, l’iter comunque  va avanti. Un mancato rispetto delle distanze dal bagnasciuga, perché si è taciuta la presenza di numerose realtà economiche quali villaggi turistici, lidi balneari e porto turistico. Una grave mancanza nel non interpellare e coinvolgere la Soprintendenza del Mare, dovuta per legge, alla quale non si è dato modo di analizzare il progetto e di indicare eventuali prescrizioni

via Tensivamente.

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Bocciata la «selva eolica» a ridosso del castello di Monteserico di Genzano di Lucania

La Ola rende noto che con deliberazione della giunta regionale della Basilicata n. 90 del 2 Febbraio 2016 è stato espresso giudizio negativo di compatibilità Ambientale ad uno dei diversi progetti eolici che riguardano il comune di Genzano ed in particolare l’area ove insiste il castello di Monteserico

via Olambientalista.

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Pala eolica abbattuta dal vento ad Avigliano

Dal sito www.aviglianonline.eu si apprende che il vento di questi giorni ha abbattuto una pala eolica ad Avigliano in località Cascia.

Non è la prima volta che accade in Basilicata, a dimostrazione che impianti che dovrebbero in teoria resistere a venti impetuosi e sfruttarne l’energia, vengono invece distrutti proprio a causa del vento.

Fortunatamente non si segnalano in questo caso danni a persone e a cose.

via Olambientalista.

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La Spagna vince la prima causa internazionale sul taglio degli incentivi alle rinnovabili

Un comunicato del ministero dell’Industria e dell’Energia spagnolo sintetizza la decisione del Tribunale arbitrale di Stoccolma, secondo il quale i ricorrenti non potevano avere la legittima aspettativa che il quadro regolatorio che stabilisce gli incentivi alle rinnovabili potesse rimanere immutato durante tutta la vita dei loro impianti. Anzi, la possibilità di modifiche del quadro normativo avrebbe potuto essere facilmente prevista dagli investitori attraverso un’approfondita analisi del quadro giuridico. Un’analisi, secondo il Tribunale, che sarebbe stata in linea con il livello di diligenza atteso da un investitore straniero in un settore fortemente regolato come quello energetico e che è essenziale per procedere all’investimento.

via l'Astrolabio.

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Impianti eolici, nelle Zps è vietata la realizzazione

Nelle zone di protezione speciale (Zps) è vietata la realizzazione degli impianti eolici senza che sia necessario esperire uno screening ambientale per verificare la eventuale compatibilità ambientale dell’opera.
Lo ha ricordato il Consiglio di Stato nella sentenza 14 gennaio 2016, n. 83 confermando la decisione del Tar che aveva rigettato le doglianze di un’impresa cui era stato impedito di realizzare un impianto eolico in una Zps.

via ReteAmbiente.

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Melfi e i “contributi” per l’eolico

Un intervento di Vitantonio Iacoviello , presidente sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra:

La città di Melfi stanzia i fondi ricevuti dall’eolico, 790.000 Euro, per “ la riqualificazione energetica ed edilizia delle abitazioni private”: ai comuni viene riconosciuta per legge,da parte delle aziende eoliche,la “faraonica” percentuale del 3% sugli introiti annui derivanti dalle maxipale eoliche. Qualche sindaco riesce a contrattare somme maggiori,ma sempre percentuali irrisorie,da utilizzare esclusivamente per opere di compensazione ambientale. E dunque l’Amministrazione di Melfi ha indirizzato i fondi secondo le indicazioni della legge. Ma ci abbiamo proprio guadagnato? Davvero il popolo lucano ci guadagna in cambio della “modifica che il territorio sta subendo per l’insediamento di questi impianti”? “Modifica” e “subendo” sono le parole usate dai nostri rappresentanti. Modifica è un vezzoso eufemismo per edulcorare lo scempio del Paesaggio che è sotto gli occhi di tutti,subendo è solo un quarto di verità,dato che ogni amministrazione ha il potere di opporvisi e non lo esercita a dovere solo per propria scelta. Già, ma perché opporsi? Qualcuno dice che sarebbe un peccato perdere “l’elargizione” che gli eolici ci fanno.

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A proposito di eolico a Poggio tre Vescovi

Segnaliamo un intervento di Giuseppe Prosperi:

La questione energetica sta diventando sempre più importante: da una parte la storica dipendenza del nostro paese dall’estero ci spinge a prospezioni su gran parte del territorio nazionale alla ricerca  di possibili giacimenti, dall’altra l’emergenza CO2 con il conseguente cambiamento climatico globale impone a tutti i paesi un cambiamento epocale che ci faccia passare dall’utilizzo preponderante  di energia fossile a quella da fonti rinnovabili, in cui, peraltro, attualmente l’Italia occupa una posizione di primo piano.
Se, sul piano teorico, ambedue le esigenze, ricerca di nuovi giacimenti e  progettazione di nuovi impianti per le rinnovabili, possono apparire giustificabili, i problemi sorgono quando  si passa  ai piani attuativi. Le  scelte investono i rappresentanti delle amministrazioni a tutti i livelli fino al governo centrale, mentre i Tar sentenziano su ricorsi e controricorsi. Il sistema industriale  ha da parte sua  buon gioco nel presentare progetti che, dati alla mano, dimostrerebbero la convenienza delle sue proposte.
Si ha la sensazione che le esigenze meramente economiche, per lo più legate a determinate lobby, possano prevalere su altre esigenze, prima fra tutte la difesa del paesaggio e del territorio, valori che hanno dal punto di vista istituzionale un rango superiore,  espressamente tutelati dall’articolo 9 della Costituzione che pone la tutela paesaggistica al di sopra di qualsiasi esigenza economica.

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Sicilia. La Regione introduce una nuova moratoria sull’eolico

con l’approvazione del Decreto Dirigenziale 13/2016, la Regione Siciliana ha introdotto una moratoria sull’eolico sospendendo i procedimenti per l’autorizzazione di impianti di potenza superiore a 20 kW in quanto vi è la necessità di individuare, preventivamente, le aree non idonee all’installazione di impianti rinnovabili

via Siracusa Times.

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Eolico selvaggio, Fava: vigilanza necessaria, può essere la porta di ingresso di meccanismi criminali nell’economia locale

“L’idea che ho maturato anche attraverso l’esperienza diretta in altre Regioni suggerisce che l’energia possa essere poco ‘pulita’ se non ci sono sul territorio i dovuti anticorpi e la debita attenzione. In Sicilia l’investimento più cospicuo ed oneroso sull’eolico è stato fatto da aziende legate a decine di prestanome di Matteo Messina Denaro. Le cosche criminali vanno considerate come vere e proprie entità finanziarie de-ideologizzate. Se per loro è più conveniente investire nell’eolico, piuttosto che nell’edilizia o nella grande distribuzione, non saranno certo le nostre buone intenzioni a fermarli. Li si può bloccare attraverso un’attenzione particolare e consapevole sul territorio e sugli insediamenti che vi sorgono. L’eolico può costituire la porta d’accesso attraverso la quale far permeare meccanismi criminali nell’economia locale. Tredici attentati di questo tipo fanno quantomeno pensare che si debba prestare la dovuta attenzione al mondo delle energie pulite, con un occhio particolare al sistema dei subappalti che ruotano attorno all’installazione di pale eoliche. Anche sull’affitto dei terreni si sta generando un vero e proprio business su cui sarebbe bene riflettere, ma la sensazione è che l’Alta Irpinia sia un territorio abbastanza marginale, quasi abbandonato a se stesso. Dalle documentazioni inviatemi dai movimenti territoriali altirpini si evince un forte isolamento, una vera e propria solitudine di questa parte di territorio”.

via Il Ciriaco.

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Nuova ribalta per il mostro eolico di Poggio Tre Vescovi

Ricompare improvvisamente a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto di uno degli impianti eolici onshore più grandi d’Europa, capace di modificare, oltre al delicato ecosistema di crinale, la percezione del paesaggio dell’intero Montefeltro. Un atto di dileggio proprio in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita di Piero della Francesca. Il faraonico progetto è stato presentato dalla Geo Italia, una minuscola società a responsabilità limitata del tutto priva degli enormi requisiti patrimoniali richiesti dalla legge come garanzia per partecipare alle eventuali aste competitive per aggiudicarsi gli incentivi pubblici e che addirittura risulta dal 2013 in… liquidazione volontaria!

via Rete della Resistenza sui Crinali.

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Fisco e rinnovabili gonfiano il prezzo dell’energia italiana

In Italia, tra il 2008 e il 2012, solo il 4% dei clienti domestici ha cambiato fornitore gas o elettricità contro l’8% della Spagna o il 16% del Regno Unito. Il peso degli incentivi alle rinnovabili sul prezzo dell’energia, nel 2014, è stato di gran lunga il più alto d’Europa (23%, nettamente staccati tutti gli altri big continentali) per un valore assoluto di circa 12 miliardi. E la fiscalità continua a farla da padrona: con il gettito della tassazione energetica che nel nostro Paese sfiora il 3% del Pil con Francia, Germania e Spagna che si attestano poco sopra l’1,5%.

Sono i principali risultati di un’analisi effettuata dallo Iefe-Bocconi e promossa nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Permanente Engie

via Il Sole 24 ORE.

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Dal 2016 stop ai sussidi per l’eolico inglese

Il governo inglese ha deciso, come promesso in campagna elettorale, di porre fine ai sussidi per l’eolico installato su terraferma a partire dall’aprile 2016.

Fonte: BBC

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VIA alla “guerra” per l’eolico sul Peglia

Questa mattina ha avuto inizio la conferenza di VIA per il procedimento di valutazione di impatto Ambientale per i due progetti di realizzazione e di esercizio di impianti eolici in loc. ” Poggio della Cavallaccia ” e in loc. ” La Montagna ”  sul  Monte Peglia. In tale sede il Comune di San Venanzo, assistito dai propri consulenti tecnico – giuridici, ha anticipato il proprio parere negativo per tale realizzazione, in primo luogo in riferimento alla localizzazione degli aereogeneratori all’interno dell’area contigua dell’Area Naturale  Protetta dell’ Elmo – Melonta, e per la loro ubicazione all’interno delle zone E 1  ( aree boscate ).
Seguirà, nei termini previsti dalla normativa, l’invio formale del suddetto parere.

via ilTamTam.it il giornale online dell’umbria.

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Eolico in mare a Termoli, dal governo la pietra tombale per i 54 pali: progetto bocciato

Il Consiglio di Stato, due anni fa, aveva già dato ragione al ricorso presentato dalla Regione Molise nel 2007. La battaglia era iniziata allora, quando la società Effeventi aveva ottenuto l’ok della Valutazione d’impatto ambientale per l’installazione di 54 turbine da 3 megawatt ciascuna al largo delle coste molisane, al confine tra Petacciato e Termoli. Ma per una volta gli enti locali si erano ribellati tutti insieme: Regione, Provincia, Comuni costieri. I sindaci di Termoli e Petacciato erano Vincenzo Greco e Gabriele Lapalombara.
E la battaglia legale è stata vinta, sia al Tar che al Consiglio di Stato. L’ultimo atto il 19 maggio scorso, quando il Consiglio dei Ministri, stante il parere contrario del Ministero dei Beni Culturali, ha fatto sapere tramite una lettera, che non si occuperà della questione e che il progetto deve ripartire da zero.

via Primonumero.it.

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