Quanti italiani sono consapevoli della abissale sproporzione tra i danni causati dagli impianti eolici al paesaggio, all'ambiente naturale e alla fauna e il loro marginale contributo alla soluzione del problema energetico nazionale ?
Perché nessuna eco giunge al pubblico della tragedia che si sta abbattendo sulle bellezze naturali italiane ?
Via dal Vento, una voce che non teme di dire la verità.
La centrale eolica di Makara, composta di 62 aerogeneratori Siemens, ha provocato oltre 750 lettere di protesta da parte dei resident nella zona che lamentano disturbo dovuto al rumore e danni alla salute.
Fonte: Radio New Zealand
Il governo giapponese, come abbiamo già scritto in precedenza, ha avviato un’inchiesta sui possibili danni ala salute da parte del rumore delle torri eoliche che partirà nell’aprile 2010. Secondo quanto riporta il sito Asahi.com si sono avute proteste per il rumore e per possibili danni alla salute in vicinanza di circa 30 centrali eoliche nel paese.
Le centrali che hanno provocato le maggiori lamentele sono sette dove si sono avute fino a 60 lamentele per problemi di salute.
Fonte: Asahi.com
Segnaliamo questo articolo di Paolo Del Debbio apparso su “Il Giornale” che affronta anche la questione dell’eolico in Puglia:
C’è poi un’altra questione non da poco. Vendola è molto sensibile alle ragioni dell’ambiente e anche a questioni culturali. Bene, ad oggi, le macchine che producono queste energie alternative sono veri e propri colpi negli occhi. Non so cosa ispiri a lui la vista di questi aggeggi collocati sul territorio. A noi vedere le pale dell’energia eolica non ricorda le guglie di una cattedrale gotica né i pannelli solari un qualche mosaico bizantino. Non è facile collocare queste apparecchiature senza danneggiare il nostro ambiente naturale. Ma anche questo non conta, conta solo quando c’è da costruire un’autostrada, un ponte o anche solo un cavalcavia.
La ventilata ipotesi di realizzare una centrale eolica offshore nelle acque prospicenti il Gargano solleva numerose polemiche. Queste le parole del Comitato per la tutela del mare del Gargano:
La realizzazione del parco eolico avrebbe un notevole impatto negativo non solo visivo e paesaggistico, ma anche più prettamente ambientale e di disturbo rispetto ai fenomeni migratori dell’avifauna.
Innegabilmente compromessa, inoltre, ne risulterebbe la navigazione sia di pesca che da diporto (soprattutto crocieristica), per l’interdizione, non solo dello specchio d’acqua direttamente interessato, ma anche delle rotte navali che lo incrocerebbero.
Dannoso per l’ambiente, il paesaggio, l’economia turistica, il progetto, inoltre, assicura un esiguo ritorno economico, con un impatto sulla forza lavoro limitata alla realizzazione del progetto, ma non alla sua gestione (riservata alla Seva) che nella bozza della convenzione anche per gli impegni assunti è sbilanciata a suo favore ed a scapito dell’ente locale.
Della questione si occupa anche un articolo dal titolo “Tramonto eolico” di Pasquale Trivisonne apparso sul giornale on-line Adesso il Sud, che pone l’accento sulle società sviluppatrici dell’opera:
L’amministratore delegato della società S.E.V.A. s.r.l, interessata ad installare impianti eolici industriali al largo di Foce Varano, in una recente intervista ha dichiarato che l’obbiettivo della sua azienda è quello “di produrre, entro 5 anni, circa 700 MW elettrici da impianti eolici offshore lungo le coste dell’ Adriatico”.
La società in questione è costituita con una capitale sociale di 110.000 euro, le quote sono divise tra tre soci e una delle quote più consistenti è di proprietà della società Finrex S.A, domiciliata a Lugano in Svizzera.
Le società anonime rappresentano il 90% delle società svizzere, non sono permesse in Italia e hanno la caratteristica di garantire l’anonimato assoluto del cliente-azionista.
Rappresentano la forma societaria perfetta per realizzare opere che richiedono investimenti imponenti e rischiosi: in caso di problemi, la proprietà è talmente frazionata che venirne a capo è praticamente impossibile.
Fonte: SanGiovanniRotondo.net
L’autorità per l’energia ha fissato il prezzo massimo di riferimento dei certificati verdi relativi all’anno 2009, pari a 112,82 euro/MWh. Il prezzo massimo è il prezzo a cui il GSE colloca sul mercato i propri certificati verdi nel caso quelli immessi sul mercato non siano sufficienti a coprire la quota obbligatoria.
Il prezzo medio di mercato dei certificati verdi relativi all’anno 2009 è stato invece pari a 87,99 euro/MWh.
E’ stato presentato alle autorità competenti il progetto per la realizzazione dell’ennesimo parco eolico in Molise. Questa volta è interessato il comune di Guglionesi (Campobasso) e l’iniziativa è della società altoatesina Fri-el. Tutti gli interessati hanno la possibilità di visionare il progetto presso le autorità competenti presso cui è depositata copia (Comune, Provincia) e presentare osservazioni entro 45 giorni.
Queste le parole del deputato regionale Marziano, del PD:
Non posso certo essere considerato, pregiudizialmente, un avversario dell’energia alternativa. Ma il mio no è deciso quando si ipotizza un parco eolico in un territorio dove le fonti economiche sono agricoltura di qualità e turismo, che valorizza il grande patrimonio ambientale e culturale
Fonte: SiracusaNews
Un’aquila reale è stata ritrovata a pezzi nei pressi di una torre eolica in Austria. Gli esperti ritengono che sia stata uccisa dall’elica della torre.
Fonte: Austrian Indipendent
In Campania, dove molto elevato è lo sviluppo dell’eolico, la vacuità delle promesse occupazionali relative allo sfruttamento dell’energia del vento è ormai sempre più evidente:
Come si ricorderà la questione della fattoria eolica di monte Tairano era stata al centro di un vivacissimo consiglio comunale aperto del 16 ottobre 2008, allorquando sembrava che la questione della fattoria eolica da 63 Mw progettata dalla Benfil fosse uno degli sbocchi dello stato di crisi occupazionale del comparto tessile industriale di Airola.
In effetti in quella sede emersero due notizie: da un lato che il progetto non aveva una ricaduta diretta ed immediata sulla situazione occupazionale del comparto tessile e dall’altro che la giunta comunale, con delibera di giunta n° 196/08 del 19.09.08, aveva in precedenza autorizzato l’istallazione di una stazione anemometrica in loco atta alla misurazione della forza del vento in vista degli studi di fattibilità del progetto.
In tale sede si chiarì inoltre che l’unico beneficio per la comunità locale sarebbe stato la sensibile diminuzione dei costi sostenuti dalla Benfil per la produzione che avrebbe in futuro permesso all’azienda di continuare a produrre ad Airola.
Tuttavia in questi giorni la Benfil ha comunicato la volontà di cedere alla Windy Electricity srl. il progetto della fattoria eolica sui monti di Airola.
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Resta comunque l’amaro in bocca per una situazione in cui i circa 400 operai cassaintegrati del gruppo TESSIVAL/BENFIL rischiano la messa in mobilità, mentre la proprietà del gruppo cerca di concretizzare un progetto irrealizzabile a prorio esclusivo utile, senza apportare alcun beneficio concreto al territorio caudino.
Fonte: Pecora nera
La gente del Salento è ormai esasperata e non ci sta a veder morire il proprio territorio per le ingordigie speculative ed industrializzanti di lobby politico-imprenditoriali che stanno uccidendo il Salento e la Puglia tutta. Il convegno sulle energie rinnovabili tenutosi a Cursi, in provincia di Lecce, organizzato dal PD domenica pomeriggio, è stato caratterizzato da una vera e propria sollevazione popolare dei cittadini; studiosi, madri di famiglia, direttrici di istituti scolastici e professionali, gente comune e di ogni livello professionale hanno chiesto, all’unisono e a gran voce, al consigliere regionale Antonio Maniglio, lì presente, in rappresentanza della Regione Puglia, la urgente moratoria di tutti gli impianti di energie rinnovabili da fonte eolica, fotovoltaica e da biomasse già autorizzati o in iter autorizzativo in tutto il Salento, (province di Brindisi, Taranto ed in particolare Lecce).
Il quadro emerso e denunciato, alla presenza anche del presidente Antonio Gabellone della Provincia di Lecce è stato sconcertante quanto chiaro: ovunque, dal Capo di Leuca al Brindisino, da Otranto a Gallipoli, sono migliaia i progetti per assordanti torri eoliche d’acciaio, alte 150m ciascuna, e per ettari di campi da sottrarre alla natura e alle produzioni silvo-agro-pastorali e da desertificare artificialmente per essere coperti di pannelli di silicio, cui si aggiungeranno decine e decine di camini fumosi, che immetteranno, 24 ore su 24, fumi altamente nocivi e cancerogeni in atmosfera per le decine di centrali a biomasse in previsione.
Fonte: Sudnews.it
Un’analisi del sistema elettrico della Sardegna apparsa su Sardegna Democratica, il sito di Renato Soru, mette in evidenza i limiti della scelta eolica:
Nella localizzazione degli impianti eco-compatibili l’attenzione deve, infatti, essere sempre alta. Anche se si considera positivo un impianto termoelettrico a biomassa rispetto agli obiettivi di Kyoto, o un impianto fotovoltaico posizionato a terra, se sono costruiti in campo aperto in area agricola, causano una “ferita” sul territorio, creando l’apertura di una nuova piccola area industriale in “aperta campagna”.
Per minimizzare l’alterazione paesaggistica è opportuno che tutti gli impianti di generazione elettrica vengano realizzati dentro o nei pressi di aree già alterate e compromesse da recuperare o dentro le aree industriali esistenti. Le buone prassi in materia di energia sono l’elemento portante del Piano Energetico e Ambientale della Regione Autonome della Sardegna elaborato dalla giunta Soru
Fonte: Sardegna Democratica
Queste le parole di Roberto Bruno, consigliere comunale del Partito Democratico di Pachino, in Sicilia:
Care amiche e cari amici
siamo fermamente contrari alla proposta, reiterata per l’ennesima volta, di impiantare un parco di pale eoliche nel nostro territorio. E lo siamo con le medesime ragioni, posizioni e considerazioni che ci portarono già la prima volta a bocciare questo progetto, forti di un consenso popolare e dell’opinione pubblica che in diverse occasioni si è manifestata contraria.
Nel ribadire il nostro sostegno alle energie pulite e alternative, riteniamo che un parco eolico vada impiantato tenendo in massima considerazione le vocazioni di un territorio, che per il nostro comprensorio sono l’agricoltura di qualità ed il turismo, altrettanto di qualità.
Sono queste le vere risorse su cui si deve puntare per lo sviluppo del settore turistico, perché sono questi i beni che il nostro territorio possiede: a che pro discutere (e in pompa magna) di incidenza di eventi culturali se poi non si tutelano il territorio e il paesaggio? A che pro parlare di turismo culturale se poi non si valorizzano i beni culturali, l’ambiente, la qualità della vita del territorio in cui viviamo?
Fonte: il blog di Roberto Bruno
Queste le parole del Vicepresidente della Commissione Antimafia:
Scelte già superate, vecchie, invasive, in un territorio straordinariamento ricco di risorse paesaggistiche, vocato al turismo, che deve puntare sulla produzione energetica tenendo conto di questi punti irrimovili. Questo in sintesi il pensiero del vice presidente nazionale Antimafia, il parlamentare siracusano del Pdl, Fabio Granata, in merito alla ventilata ipotesi diella realizzazione di nuovi megaimpianti eolici in alcuni comuni, Avola e Pachino, del distretto del Sud-Est.
“Qualsiasi decisione che dovesse maturare, da parte dei Comuni di Pachino ed Avola – afferma Granata – in ordine all’approvazione dei progetti presentati per la realizzazione di nuovi parchi eolici nel Sud-Est, mi vedrà fieramente contrario e pronto a sposare la netta protesta già annunciata dal sindaco di Noto”.
Fonte: Giornale di Siracusa
E’ scontro tra Regione Puglia e Governo in merito alla possibilità di insediare impianti di produzione energetica all’interno di aree protette.
Ma il cuore della questione riguarda la possibilità di insediarsi (e come) all’interno di aree protette, parchi nazionali, Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale. Su questo tema, l’ente parco nazionale dell’Alta Murgia ha sostenuto un vero e proprio braccio di ferro, giungendo in alcuni casi a invocare e ottenere l’intervento della magistratura ordinaria (ci sono state anche alcune pronunce della Corte di Cassazione, sia pure in fase cautelare e quindi non ancora definitive) contro la violazione di meccanismi di tutela della flora e della fauna selvatica così come individuati dalle direttive dell’Unione europea.
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In questo dibattito emerge peraltro chiara la posizione di un organismo periferico dello Stato, la direzione regionale per i beni culturali e Paesaggistici della Puglia. In una lettera dei giorni scorsi, il direttore Ruggero Martines sottolinea come gli impianti eolici e fotovoltaici (ritenuti «incompatibili con centri storici e aree di coltivo tipiche della Puglia»), «se da un lato producono energie rinnovabili, stanno producendo un grave detrimento a un bene che rinnovabile non è: il paesaggio».
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
il Consiglio Comunale di Cerreto sannita respinge la proposta della minoranza di deliberare il blocco all’installazione di centrali eoliche:
‘Sul vecchio “Sannio Storico” degli Oschi prima e dei Sanniti Pentri poi – si legge nella nota – è in atto un’aggressione senza precedenti da parte delle multinazionali del vento per l’installazione di centrali industriali di produzione di energia eolica. E’ ora di dare nome e cognome alle cose. Non esiste nessun “parco eolico”o “fattoria eolica” che possano definirsi tali quando si parla di palificazioni di acciaio di oltre 130 metri di altezza, di duecento tonnellate d’acciaio con fondazioni che arrivano fino a 25 metri di profondità. Altro che “fondazioni su plinti di un metro” come asserito dall’assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita, Melotta.
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L’esperienza del Fortore dovrebbe far riflettere. Nessun vantaggio per le popolazioni dopo che il territorio è stato devastato. I proventi economici alle multinazionali del vento e l’energia prodotta tutta utilizzata nel nord-est dell’Italia. Che fosse la nuova frontiera dell’emigrazione?
Prima le braccia, ora l’elettricità tutto a vantaggio dei ricchi del nord che sfruttano i poveri del sud. Una ferita ancora aperta da quel lontano 1860.
Fonte: Il Sannita
Il New York Times scrive che, secondo un rapporto del Dipartimento dell’Energia Americano, l’espansione dell’energia eolica negli USA fino a coprire tra il 20 e il 30% della domanda di energia elettrica sarà possibile ma estremamente costosa e porterà a modesti benefici in termini di riduuzione delle emissioni di anidride carbonica, ovvero a solo una riduzione del 4,5% delle emissioni.
Fonte: New York Times
Nel Comune molisano nasce un’aggregrazione di cittadini per combattere la prevista centrale eolica:
“Il Comitato si è liberamente e democraticamente costituito per difendere le ragioni dei cittadini –prosegue la nota inviata alla stampa – che verrebbero colpiti e penalizzati dall’insediamento eolico”.
Fonte: Caffé Molise
Si tratta di un impianto di 30 MW di potenza di picco di proprietà della società Maestrale Green Energy.
Fonte: Quotidiano di Sicilia
Segnaliamo questa lettera aperta di Luca Bellincioni al Sindaco di Piansano intenzionato ad installare una centrale eolica sul proprio territorio:
Noi dell’associazione Oreas siamo convinti che non si possa aiutate l’ecosistema globale rovinando gli ecosistemi locali, e che l’eolico industriale sia attualmente una forma gravissima ed inaccettabile di speculazione sul territorio. Inoltre, non crediamo che la devastazione dell’intero paesaggio della Tuscia (contando che progetti di parchi eolici sono in ballo anche in altri Comuni della Provincia) possa apportare risultati positivi in termini di sviluppo locale a lungo termine, anzi.
Segnaliamo questo articolo di Vittorio Emiliani apparso oggi su L’Unità a proposito del voto contrario all’eolico nel referendum tenutosi ad Urbania:
A Urbania, l’antica Casteldurante del Ducato di Urbino, si è votato domenica sull’installazione di 24 pale eoliche, alte 120 metri, sui monti soprastanti: clamorosamente l’81 % degli elettori ha votato “no” dopo un dibattito vivo, ricco di informazioni. Le obiezioni che hanno fatto breccia: si tratta di paesaggi molto belli e integri dove turismo e agriturismo cominciano a rendere, di terreni franosi, di un ecosistema assai delicato, popolato da specie animali e vegetali pregiate e così via. Un voto contro l’eolico? No, un voto per un eolico pianificato in modo attento, da installare dove vi siano le condizioni ambientali e paesaggistiche, fuori dalle zone tutelate. Un segnale preciso rivolto ai politici marchigiani, in generale a istituzioni che riluttano ormai a pianificare anche l’uso dei beni irriproducibili dando via libera al business speculativo.
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