Energia, così cambiano gli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche

Oltre 290 euro/Mwh al solare termodinamico, via i registri e le aste per l’eolico offshore e regolazione sugli impianti ex-zuccherifici. Sono alcune delle novità del decreto per la definizione degli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche in base a una bozza che Public Policy ha avuto modo di visionare. Il dm andrà a sostituire quello del 6 luglio 2012.

via Public Policy.

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Eolico, limiti a realizzazione in aree bruciate da incendi

Il fatto che il Dlgs 387/2003 consenta la realizzazione di impianti eolici anche in area agricola non supera i limiti alla realizzazione di opere in aree bruciate da incendi come previsto dalla legge quadro sugli incendi boschivi (legge 353/2000).
 
La Cassazione (sentenza 21 aprile 2015, n. 16624) conferma il sequestro preventivo di un parco eolico nei confronti di una azienda contro il cui amministratore si è ipotizzato il reato di lavori eseguiti in assenza di titolo abilitativo (articolo 44, Dpr 380/2001). I Supremi Giudici hanno ribadito che il fatto che il Dlgs 387/2003 consenta la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili anche in area agricola, non fa venire meno i vincoli e le limitazioni d’uso dei terreni bruciati da incendi, che hanno una funzione deterrente a tutela del patrimonio boschivo (articolo 10, legge 353/2000).
 
I Giudici hanno anche ritenuto provato, quantomeno ai fini del fumus commissi delicti che giustifica il sequestro, il fraudolento "frazionamento" degli impianti eolici del parco in impianti a sé stante, posto in essere per godere della procedura autorizzativa semplificata (Pas) invece che della più complessa autorizzazione unica ex Dlgs 387/2003 necessaria nel caso di specie per un impianto di quelle dimensioni considerato unitariamente.

via ReteAmbiente.

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Nuovo eolico a Cairo Montenotte e Savona

E’ stata avviata la procedura di Valutazione di impatto Ambientale per una centrale eolica, composta di due aerogeneratori da 2,,5 MW ciascuno, nei Comuni di Cairo Montenotte e Savona.

Maggiori informazioni sul sito del settore VIA della Regione Liguria.

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Eolico “San Vito”, si allarga il fronte del “no”

Cresce il dissenso attorno al parco eolico “San Vito”. Ambientalisti e proprietari terrieri parlano di un <<progetto devastante>> per il territorio.

E per stoppare quello che considerano l’ennesimo squarcio all’ecosistema, oltre a coinvolgere il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, hanno anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro. Nelle intenzioni, inoltre, c’è anche una protesta civile per smuovere le acque dell’opinione pubblica attorno alla vicenda.

Ma c’è di più. Il fronte del “no”, del quale oltre agli ambientalisti e ai proprietari fanno parte anche rappresentanti di alcune associazioni locali, ha fatto notificare in questi giorni il ricorso contro la messa in moto dell’iter progettuale intimando Regione Calabria e amministrazioni comunali a non fare cominciare i lavori. La palla, adesso, è proprio nelle mani di Regione e Comuni che devono rilasciare i permessi. Solo che c’è un però visto che i secondi non prendono parte alla conferenza dei servizi dove si discute delle vicende e delle questioni anticipando il rilascio delle autorizzazioni uniche.

via Preserre e dintorni.

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L’Europa salvera’ il Matese dall’eolico selvaggio?

Il WWF Sannio rende noto, che l’Unione Europea ha avvitato delle indagini sulle concessioni regionali in merito alla costruzione dei parchi eolici nei Siti d’importanza Comunitaria – SIC – e zone ZPS, ovvero di protezione speciale rientranti nel progetto Natura2000 così come anticipava IlQuaderno lo scorso novembre.

Nei giorni scorsi – scrive il WWF Sannio – il settimanale “L’Espresso” ha pubblicato un articolo sull’avvio di una indagine della UE nei confronti dell’Italia per la cattiva tutela dei siti “Natura 2000” (cosiddetti SIC – Siti di Importanza Comunitaria e ZPS – Zone di Protezione Speciale). L’articolo elenca alcuni casi emblematici, tra cui le richieste di installazione degli impianti eolici nel SIC “Pendici Meridionali del monte Mutria”. Questo caso è stato portato all’attenzione della UE nell’estate scorsa da questa Associazione, insieme a Italia Nostra, LIPU, LerkaMinerka, Comitato Civico per la Tutela e salvaguardia del territorio della Montagna di Morcone, associazione Ru.De.Ri. “Rural Design per la Rigenerazione dei Territori”, comitato “A Guardia dell’Ambiente, comitato anti eolico “Don Chischiotte” con una lettera esposto in cui si evidenziava la gran quantità di richieste di installazione di torri eoliche nel SIC: ben 73!

via il Quaderno.

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L’eolico è nemico del fagiano

Questo, almeno, è il risultato di uno studio sul campo (Responses of male Greater Prairie-Chickens to wind energy developmen), effettuato da Virginia Winder del Benedictine College, Andrew Gregory della Bowling Green State University, Lance McNew della Montana State University e Brett Sandercock della Kansas State University.

Durante una campagna durata 5 anni, i ricercatori hanno monitorato alcune comunità di tetraoni delle praterie in luoghi ove sono stati poi costruiti impianti eolici. Sono quindi stati posti sotto osservazione 27 spazi che ne ospitano i consueti, primaverili rituali di corteggiamento e, quindi, di accoppiamento.

Ebbene: sembra proprio che nel raggio di 8 chilometri da ciascun impianto eolico realizzato, tali spazi siano stati abbandonati dai tetraoni, che sono stati costretti a… emigrare altrove per gareggiare tra maschi e dar luogo così alle annuali fatiche riproduttive.

via Rai News.

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Via, aumentano i controlli delle Regioni sull’impatto ambientale

Dal 26 aprile scorso sono applicabili i nuovi criteri di valutazione dei progetti di opere pubbliche sottoposti a verifica di Via (valutazione di impatto ambientale) di competenza delle regioni e delle province autonome. Con la conseguenza che abbassandosi le soglie di verifica l’analisi dell’impatto ambientale si allarga a un numero sempre maggiore di progetti di opere o infrastrutture. Il decreto del ministero dell’Ambiente del 30 marzo 2015 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 84 dell’11 aprile 2015 e appunto entrato in vigore 15 giorni dopo), emanato a seguito del decreto legge n. 91/2014, ha infatti recepito le indicazioni fornite dalla Direttiva 2011/92/Ue e, quindi, ha definito i nuovi criteri integrativi e le soglie da applicare ai progetti di competenza regionale da assoggettare a procedura di verifica di Via, così come richiede il Codice dell’ambiente (Dlgs n. 152/2006, all’allegato IV della parte seconda).

via Il Sole 24 Ore.

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Tuscania e Orvieto alleate contro l’eolico selvaggio

A Tuscania e a Orvieto è imminente il rischio che si realizzino due progetti di impianti eolici inaccettabili perché troppo invasivi e collocati nel posto sbagliato. I progetti eolici che impegneranno le prospettive intorno alla chiesa di san Pietro a Tuscania e il Duomo di Orvieto minacciano di stravolgere paesaggi pregiati, alterandone fortemente la percezione sociale e compromettendone la bellezza e il paesaggio che le circonda. Le due chiese sono capolavori identitari della storia e della cultura del nostro Paese.

Tra le conseguenze inevitabili, ci sarebbe anche il prevedibile e irreparabile danno che l’alterazione del paesaggio comporterebbe all’attrattività culturale e turistica delle due aree che in essa hanno avuto sinora un importantissimo fattore di sviluppo economico. Troppi e troppo gravi sono le conseguenze negative di questi progetti perché il Mibact e le Regioni Lazio e Umbria, e tutti coloro che hanno a cuore le meraviglie del territorio italiano, non facciano quanto necessario per annullarne la realizzazione.
A Tuscania e a Orvieto non è in discussione il tema degli impianti eolici in quanto tali, bensì un grave esempio di mancata armonizzazione tra le tutele che derivano dagli articoli 9 e 32 della Costituzione. I casi di Tuscania e Orvieto rimandano senz’altro alla necessità di una più ampia riflessione sulla normativa di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio italiano, troppo spesso disattesa.

via newTuscia.

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Italia Nostra contro l’Eolico a Orvieto

La società Innova Wind di Napoli ha presentato alla provincia di Terni/Regione Umbria due progetti per la realizzazione sul Monte Peglia di impianti di mega eolico per un totale di 18 torri alte 150 metri,. Ogni pala sarà 3 volte il Duomo di Orvieto. La società ha un capitale versato 10.000€ per gestire una realizzazione che dovrebbe essere di 68 milioni di euro. Il progetto prevede ettari di cemento armato e nuove strade da realizzare nei boschi, chilometri di cavidotti e di elettrodotti in zone fino ad ora intoccate. Il Monte Peglia è un’area con notevole biodiversità e valori naturalistici (vegetazione fauna) e con importanti giacimenti paleontologici, geologici,
preistorici, archeologici e storici. Comprende il parco Bosco dell’Elmo/Melonta che si estende per 1268 ettari.

via Orvietosì.it.

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La partita delle pale eoliche a Calitri non è ancora chiusa

Per Orazio Sorece, di Fratelli d’Italia An, la partita non è ancora chiusa. «Mi schiero a sostegno del comitato Luzzano futura. Non parlo solo da candidato alle regionali ma anche da presidente dell’associazione dei consumatori "Rete Sociale Attiva", dobbiamo apportare delle modifiche a questo progetto perché è in atto un torto alla comunità calitrana. L’installazione delle pale nella zona preposta va ad alterare l’equilibrio paesaggistico e invade le case di tanti cittadini che dopo anni di sacrifici ed emigrazioni si vedono occupare lo spazio che circonda le loro abitazioni con fili di alta tensione e inquinamento acustico prodotto dal rotore delle pale e non solo». La collocazione dei parchi eolici è fortemente voluta dall’Unione Europea che finanzia gli imprenditori che operano nel settore, secondo le stime per ogni cinquemila pale si ha un risparmio energetico pari all’uno per cento circa. «

via Il Ciriaco.

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Eolico a San Bartolomeo in Galdo, il monito del Sindaco: «Revocare l’autorizzazione»

l primo cittadino chiede l’annullamento in autotutela del Decreto dirigenziale
n. 20 del 19 marzo 2015. L’iter relativo al via libera risulterebbe segnato da numerose difformità e illegittimità. Gianfranco Marcasciano ha inoltrato alla Regione l’istanza di annullamento. Il dispositivo risulta adottato in assenza di provvedimento finale di valutazione di impatto ambientale.

via Il Sannio quotidiano.

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Le infiltrazioni criminali nelle energie rinnovabili: Eolico e Fotovoltaico

Segnaliamo questa ricerca di Banca Etica, Arci e altre Associazioni sulle infiltrazioni della criminalità organizzate nel settore delle cosiddette “rinnovabili”:

L’analisi condotta ha svelato i retroscena degli investimenti nell’energia pulita in Italia.
L’appetibilità economica attira gli interessi della criminalità organizzata che si infiltra nelsistema sfruttando la presenza di un iter burocratico spesso difficile da decifrare.
Possiamo affermare che i casi di infiltrazione criminale, sia nell’eolico che nel fotovoltaico, hanno diversi punti in comune. Il sistema cambia a seconda della struttura
dell’organizzazione criminale e del suo radicamento nel territorio ma si ripetono le
dinamiche di corruzione e clientelismo al fine di pilotare l’iter burocratico e i finanziamenti dei progetti. Inoltre, è ricorrente la presenza di una figura che manovra i meccanismi del sistema sconfinando nell’illegalità. Questa ricerca vuole rappresentare un punto di partenza per valutare e studiare le possibili strategie d’intervento nei punti chiave individuati. Strategie che coinvolgano i diversi attori sociali e in genere tutti i soggetti, sia pubblici che privati, interessati a preservare un settore in così forte sviluppo da possibili distorsioni. In futuro ci focalizzeremo proprio su questi aspetti, cercando quindi di suggerire gli strumenti, le linee guida e le buone pratiche coinvolgendo tutti gli stakeholders.

Link al documento

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Petizione contro l’impianto eolico di Pian Cerreto nel Comune di Sassoferrato (AN)

Riceviamo dal Comitato Difesa Monte Mezzano:

PETIZIONE PER BLOCCARE L’IMPIANTO EOLICO di Pian Cerreto nel Comune di Sassoferrato AN proposto dalla ditta Emis srl (Procedimento VIA V00588).

Avendo preso visione del suddetto progetto di impianto eolico

RITENIAMO

Che il paesaggio, la biodiversità e i beni storico artistici della nostra zona montana siano beni comuni universali e come tali non possono soggiacere a scelte strumentali ed utilitaristiche di pochi, e la loro tutela deve essere obiettivo primario come stabilito dalla Convenzione Europea per il Paesaggio, dall’art. 9 della Costituzione e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Come associazioni siamo favorevoli ad uno sviluppo razionale delle fonti di energia rinnovabili, come il fotovoltaico, il termico nel settore solare, prediligendo impianti posti sui tetti delle abitazioni o sopra i tetti dei capannoni industriali, l’idroelettrico, il geotermico e il micro eolico laddove l’installazione non comprometta l’equilibrio dell’ambiente ospitante.

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Parco eolico di San Vito (Cz), “Modificare progetto per presenza bosco sottoposto a vincoli di legge”

Il Governatore della Regione Calabria Oliverio intervenga per modificare il tragitto dell’elettrodotto che arriverà al parco eolico di San Vito (Cz), perché l’attuale progetto prevede il passaggio da un bosco sottoposto a vincoli di legge". È quanto afferma il deputato M5S Paolo Parentela, dopo aver scritto una lettera al Governatore Oliverio ed ai dirigenti dei dipartimenti attività produttive, ambiente, attività culturali, agricoltura e foreste della Regione Calabria. "L’opera in questione – aggiunge il parlamentare – attraverserà i comuni di Petrizzi, Gagliato, Argusto, Chiaravalle Centrale e Cardinale, e passerà da un bosco di castagneti soggetto dalla legge a vincolo paesaggistico-ambientale ed a vincolo idrogeologico-forestale. L’inserimento dei tralicci e la realizzazione delle gallerie di servizio e di manutenzione prevedono, in queste aree boschive, il taglio raso degli alberi e l’estirpazione di secolari ceppaie con danni irrimediabili per l’ambiente ed il paesaggio e rischi concreti anche per la fauna e l’ecosistema dei boschi

via Il Dispaccio.

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Il Texas abbandona la legislazione pro eolico

Il Senato del Texas ha approvato una legge che terminerà i due principali programmi di sussidi statali alle energie rinovabili, il Renewable Portfolio Standard e la Competitive Renewable Energy Zone. Forti proteste dall’industria eolica sempre dipendente dai sussidi pubblici.

via The Texas Tribune.

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