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Incendio provocato da una centrale eolica brucia 1100 acri nel Colorado

Un corto circuito in una linea di una aerogeneratore ha provocato l’incendio di 1.100 acri di prateria nella Northern Weld County (Colorado, USA). 25 pompieri hanno lottato 5 ore prima di domare le fiamme. Non si segnalano vittime.

Fonte: The tribune

Scritto da: Via dal Vento 11 marzo 2010 Archiviato in Estero, Incidenti. Condividi su Facebook !


Licata, il Comune ribadisce il no all’eolico offshore

il Comune ha sottolineato l’assoluta incompatibilità dell’impianto con il processo di sviluppo turistico avviato già da tempo dalla città e l’incompatibilità con vincoli di tipo storico, culturale e naturalistico:

Con una nota a firma del Sindaco Angelo Graci, il Comune di Licata, nel richiamare e ribadire quanto già più volte affermato, ha espresso parere negativo al progetto di realizzazione di un impianto eolico, costituito da 156 aerogeneratori, sul litorale antistante i Comuni di Licata, Palma di Montechiaro e Agrigento, impianto proposto dalla “Energia Rinnovabile S.r.l.” con sede a Trapani.

Fonte: AgrigentoWeb

Scritto da: Via dal Vento 11 marzo 2010 Archiviato in Offshore, Sicilia. Condividi su Facebook !


Sardegna, per il consigliere Locci il piano casa impedisce l’eolico offshore

Per il Consigliere Regionale del PDL Giorgio Locci, il Piano Casa elaborato dalla maggioranza impedirebbe le centrali eoliche in mare grazie ad una serie di vincoli:

Questa legge – spiega Locci – prevede una serie di divieti “per impedire che si possano insediare nel nostro mare gli impianti eolici: non e’ possibile passare linee elettriche nella fascia dei 300 metri della battigia, il mare territoriale e’ fatto oggetto di tutela e cosi pure le praterie di poseidonia”

Fonte: AGI

Scritto da: Via dal Vento 11 marzo 2010 Archiviato in Offshore, Sardegna. Condividi su Facebook !


Cina: gli impianti eolici sono progetti di sola immagine

La sconcertante dichiarazione, considerato lo sviluppo dell’eolico cinese, viene da una fonte ufficiale il viceministro dell’industria e dell’Information Technology Miao Wei, per il quale le centrali eoliche sarebbero costruite solo per mettere in buona luce i governi locali ma non sarebbero di nessuna utilità per la collettività.
Sempre secondo il viceministro gli impianti eolici in Cina starebbero avendo numerosi problemi di affidabilità a causa delle frequenti tempeste di sabbia e si stima che le aspettative di durata degli aerogeneratori siano di molto ridotte rispetto agli usuali 20 anni.
Un’ulteriore fattore di sviluppo dell’eolico cinese, questo lo aggiungiamo noi, potrebbe essere da ricercarsi nei meccanismi del Clean Development Mechanism, tramite cui questi impianti ( e l’eolico cinese e indiano ha una parte estremamente rilevante) possono vendere sui mercati internazionali i crediti di CO2 pari alle emissioni che sarebbero evitate sulla base di calcoli puramente teorici.
In Europa si è sviluppato un fiorente mercato della vendita di queste emissioni (promosso in Italia anche da una nota associazione ambientalista).

Fonte: China Daily 1 e 2

Scritto da: Via dal Vento 11 marzo 2010 Archiviato in Costi per la collettività, Estero. Condividi su Facebook !


Il Sindaco di Piombino: no all’eolico in campagna

Queste le parole del Sindaco Gianni Anselmi (PD):

Bisogna essere selettivi sulle norme, certo, sulle pale eoliche la procedura è regionale, solo le più piccole sono libere. Ribadisco che a me in campagna questa roba non piace. Sotto i pali ci sono le strade, c’è da fare la manutenzione c’è consumo di territorio. Non ho invece dubbi: sì all’interno delle aree portuali ed industriali.

Fonte: La Nazione

Scritto da: Via dal Vento 10 marzo 2010 Archiviato in Toscana. Condividi su Facebook !


Ritirati 4 progetti su 5 per l’eolico nel golfo di Cagliari.

Secondo la capitaneria di porto sarebbero stati ritirati la maggior parte dei progetti di centrali eoliche offshore nel Golfo di Cagliari. Delle 290 turbine previste rimarrebbero progetti solo per 33.

I più trionfalisti diranno che l’invasore ha scelto la strada della ritirata. In silenzio, così come senza clamore avevano cercato di sbarcare sul Golfo degli Angeli per installare 290 pale eoliche, occupando una porzione di mare di quasi 30 mila ettari. Quattro dei cinque progetti presentati per costruire un mega-parco eolico (dell’ideale lunghezza di sedici chilometri) tra Cagliari e Pula sono stati ritirati. E quello rimasto in campo (della Trevi Energy di Cesena) è stato ridimensionato, passando da 90 a 33 aero-generatori e perdendo per strada il piano per la realizzazione di un impianto per la mitilicoltura, ai piedi delle torri alte fino a 120 metri fuori dal livello del mare.

Fonte: Unione Sarda

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Incidente a centrale eolica in costruzione in Germania

Durante la costruzione di una centrale eolica nel nord della Germania. Mentre una gru stava sollevando il rotore una raffica di vento ha fatto perdere il controllo all’operatoreed il rotore è precitato a terra. Nessun ferito tra gli addetti alla costruzione che si sono messi in salvo prima di essere travolti.

Fonte: Vertikal.net

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Lombardo: bloccato l’eolico selvaggio

Il governatore della Sicilia rivenidica il merito di aver bloccato la proliferazione delle centrali eoliche:

Si e’ bloccata la proliferazione selvaggia del mega eolico, che convince poco. Ci sono dati ancora dati controversi pero’, posso assicurarvi, che per i siciliani si e’ tradotto in una perdita secca, esclusa qualche royalty ai comuni. Sappiamo che non tutti sono d’accordo, ma non consentiremo piu’ il saccheggio del territorio

Fonte: AGI

Scritto da: Via dal Vento 9 marzo 2010 Archiviato in Sicilia. Condividi su Facebook !


Mafia e eolico: sei condanne

Arrivano i primi risultati delle inchieste sull’eolico. Condannate sei persone dal GUP di Palermo. Oltre ad amministratori locali ed esponenti dei clan anche l’imprenditore trentino Luigi Franzinelli.

Il gup di Palermo Daniela Troja ha condannato, complessivamente, a 33 anni di reclusione sei tra imprenditori, tecnici comunali e esponenti mafiosi accusati di avere pilotato le gare relative alla realizzazione di impianti eolici nel trapanese. L’indagine è stata coordinata dal pm della dda di Palermo, Pierangelo Padova.

Fonte: Live Sicilia

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Petizione contro l’eolico a Castelguidone

La petizione online può essere sottoscritta su questa pagina.

Fino al 12 aprile si possono presentare osservazioni alla centrale nell’ambito del processo di Valutazione di Impatto Ambientale. Si può scaricare la Sintesi non Tecnica per valutare il progetto. Chiunque sia interessato può fare osservazioni.

Il comitato DINAMISMI chiede alla Regione Abruzzo – Valutazione Impatto Ambientale di non concedere l’autorizzazione al progetto di installazione di un impianto eolico industriale (20 MW di potenza nominale con 10 aerogeneratori) in località Monte S.Vito a Castelguidone (CH).

L’Abruzzo ed il confinante Molise stanno pagando un prezzo elevatissimo in termini di impatto ambientale dovuto alla moltitudine di pale che stanno sventrando le cime delle nostre montagne. E’ in atto una grave speculazione ai danni delle popolazioni che vivono da sempre, anche con difficoltà, in questi luoghi diventati bersaglio dei mercenari del vento. Questa “nuova” lobby è nata per accaparrarsi i facili guadagni promessi da un lucroso sistema di incentivazione pubblico, ma senza la minima sensibilità ecologica tanto sbandierata!

Non permettiamo a questi signori di appropriarsi dell’unica cosa che ci appartiene: IL NOSTRO TERRITORIO!!!

L’impianto eolico di Castelguidone (ch) sarà situato nell’UNICA visuale della piazza del paese ad una distanza di 1400 m da questo e molto meno dalle case situate a ridosso dell’impianto. Studi condotti in vari Stati (Giappone, Inghilterra, Canada, Francia, etc.) hanno dimostrato danni alla salute dell’uomo causati dal rumore a bassa frequenza emanato dal rotore delle pale ad una distanza di circa 2500 m, viene pertanto riconosciuta quest’ultima come distanza minima di sicurezza.

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Problemi tecnici per i contatti

Segnaliamo che per motivi tecnici legati all’aggiornamento del sito abbiamo avuto un malfunzionamento dei moduli di contatto e segnalazione notizie negli ultimi giorni. Invitiamo chi avesse cercato di contattarci a ripetere l’operazione sulla pagina dei contatti, che ora dovrebbe funzionare.

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Nuovo centrale eolica in Campania

L’ultimo numero del bollettino regionale campano da notizia dell’AVVISO DI AVVIO DI PROCEDIMENTO per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica nel Comune di Laviano (SA) e della contestuale comunicazione di avvio del procedimento che porterà all’attivazione della procedura di espropriazione o asservimento per i terreni dei privati interessati dall’opera.
Gli atti ed i documenti relativi al progetto definitivo dell’iniziativa sono depositati presso l’ufficio– A.G.C. 12 – Settore Regolazione dei Mercati – Centro Direzionale, isola A/6 – Napoli, dove potranno essere visionati. Termine per le osservazioni da parte del pubblico è 30 giorni a partire dal giorno 8 marzo 2010.
L’azienda interessata alla realizzazione è la Sorgenia Spa.

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Renato Soru: io li avevo bloccati!

Renato Soru, exPresidente della Sardegna rivendica alla sua amministrazione il merito di aver bloccato la speculazione eolica in Sardegna e accusa i suoi successori di aver dato di nuova via libera alle aziende eoliche:

Se tutto ciò non è avvenuto, se molti impianti pronti a partire ( Balascia, Buddusò, Grighine, Campeda ….etc ) sono stati bloccati per anni, lo si deve all’azione decisa di tutela e di programmazione portata avanti da Soru e dal governo regionale negli anni 2004-2008. Il primo atto fu l’approvazione della legge salvacoste che all’art. 8 previde una moratoria per gli impianti eolici nelle more dell’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e del Piano Energetico. Quest’ultimo definì le quantità da realizzarsi nel tempo tenendo conto dei limiti e delle condizioni di sicurezza della rete di trasporto dell’energia . Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e le successive linee guida hanno indicato principalmente le zone industriali per realizzare gli impianti eolici di grande taglia,sia per consentire il consumo nei luoghi di produzione e per favorire iniziative di sviluppo industriali nel settore.

Naturalmente si deve fare di tutto per fermare questo scempio. Suggerisco, tra le altre iniziative da intraprendere, di presentare con urgenza una proposta di modifica della legge per restituire le competenze alla regione. Nel frattempo si stanno consumando altri scempi speculativi, questa volta sotto forma di finte serre fotovoltaiche delle dimensioni di decine di ettari. Il copione è lo stesso dell’eolico dei primi anni duemila: signori con la valigetta che girano la Sardegna per convincere agricoltori in crisi ad affittare il loro terreno per trenta anni

Fonte: Sardegna Democratica

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Giù le mani dal Formicoso!!

Queste le parole del candidato Consigliere Regionale in Campani Giandonato Giordano (PD) a proposito dell’altopiano irpino già sede di numerosi progetti eolici e anche proposto per una discarica:

«No all’eolico selvaggio che ha deturpato l’Alta Irpinia, no alle gestioni dei parchi eolici ad opera di società private che stanno ottenendo lauti guadagni trasferendo solo gli spiccioli ai comuni di riferimento. Diciamo si a parchi eolici ordinati e senza “impatto ambientale”, diciamo ancora si alla gestione degli impianti eolici attraverso la presenza di società miste nelle quale si registri la partecipazione maggioritaria dei comuni, al fine di introitare risorse economiche da destinare ai servizi per i cittadini

Fonte: IrpiniaOggi

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La sopraintendenza dice NO all’eolico sulla montagna di Morcone

Riceviamo questo comunicato stampa dal Partito Democratico di Morcone:

La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, con nota del 15 febbraio 2010 prot. n. 1955, ha espresso PARERE NEGATIVO “alla realizzazione dell’intervento che prevede la costruzione di un rilevante numero di aerogeneratori, che comporterebbe la definitiva cancellazione dei segni distintivi del paesaggio tutelato e l’alterazione del contesto percettivo in cui i ruderi sono compresi”.
Si tratta di un parere netto, chiaro, legato alla significativa presenza di fattori oggettivi, culturalmente rilevanti, per i quali necessita ogni forma di TUTELA.
E’ un altro perentorio parere negativo che potrebbe mettere, finalmente, la parola fine all’idea scellerata di realizzare un mostruoso parco eolico sulla montagna di Morcone.
Riteniamo questa notizia di straordinaria importanza in quanto il tentativo di realizzare il Parco eolico sulla Montagna di Morcone rappresenta un avamposto per la “conquista”, e quindi per la distruzione dell’intera area del Matese.

Leggi il resto del Comunicato Stampa

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Eolico a Cagliari: Matteoli dice no, il Sindaco chiede i documenti e si forma un comitato

Molte novità per quanto riguarda la centrale eolica offshore in progetto nel golfo di Cagliari:

  • Il Ministro Matteoli ribadisce la propria contrarietà:

    La direzione e gli altri uffici competenti – prosegue Matteoli – stanno istruendo, come è loro dovere, la pratica. L’istruttoria è in una fase iniziale, ma resta la contrarietà, come già ho avuto modo di affermare, mia personale e del Ministero che ho l’onore di dirigere alla realizzazione del detto impianto”

    Fonte: Unione Sarda

  • Il Sindaco di Cagliari Floris ha richiesto tutti gli atti dei progetti previsti nel Golfo di Cagliari. Fonte: AGI
  • Nasce un comitato a Pula che promette di contrastare duramente i progetti:

    Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, sia al fotovoltaico che a un certo tipo di eolico terrestre – ha detto Antonio Tolu – ma non accetteremo mai di svendere la nostra costa ad aziende che arrivano dalla Penisola intenzionate a realizzare business che non avranno ricadute sulla nostra economia e che invece si propongono di devastare il nostro ambiente e il nostro paesaggio. Siamo pronti a una lotta senza quartiere»

    Fonte: Unione Sarda

  • Mentre Mauro Pili, deputato del PDL e ex Presidente della Sardegna tuona contra la speculazione eolica:

    Chi c’è dietro queste società eoliche?
    «Dietro l’eolico si nascondono interessi di ogni genere, da quelli singoli ai grandi gruppi. Dalla scelta delle aree alle imprese che realizzano, i milioni scorrono facili, gestiti privatamente da chi, però, beneficia, di denari pubblici. E molto spesso questi rivoli finanziari approdano in società nascoste nei paradisi fiscali e con capitali di dubbia provenienza. Non è un caso che la stessa commissione antimafia abbia deciso di aprire un fascicolo, così come le indagini della magistratura hanno scoperchiato un sistema pericoloso di soldi che ruota sull’eolico. In Francia sono i prefetti che scelgono le aree per fare l’eolico a terra e si fa un bando pubblico per la gestione. In Italia chi prima arriva mette un impianto eolico dove vuole e come vuole».

    Fonte: Unione Sarda“>Unione Sarda

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Tutti gli incidenti dell’eolico

Ci è stato riferito che un rappresentante di una nota associazione di produttori eolici avrebbe sostenuto, nel corso di una trasmissione televisiva dedicata all’incidente di Capannoli, che si tratta del primo caso avvenuto al mondo. Questo non è naturalmente vero perché nel nostro piccolo in un anno di attività abbiamo già parlato di almeno una dozzina di incidenti simili, sia per il minieolico che per il maxieolico. Ricordiamo tra i più eclatanti: la torre eolica esplosa in Brasile, gli incendi in Francia e in Germania, il collasso di una torre a Fenner (USA). Per rimanere vicino a Capannoli ricordiamo il lancio di pezzi di ghiaccio su una strada pubblica a Montecatini V.C. (PI) e le ripetute rotture delle eliche a Scansano (GR).

Ricordiamo che buona parte degli incidenti alle centrale eoliche rimangono ignoti in quanto vengono notati solo dagli addetti alla centrale e non riportati alla stampa.

Tutti gli articoli sugli incidenti nell’ultimo anno si possono trovare su questa pagina

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290 turbine eoliche nel Golfo di Cagliari?

L’Unione Sarda riporta un interessante articolo di informazione sui progetti eolici in nel golfo di Cagliari:

CAPO ZAVORRA: La società romagnola vuole installare, a otto chilometri dalla costa, 33 turbine capaci di produrre complessivamente 99 megawatt di potenza, alte 90 metri oltre il livello del mare. Una soluzione che, se combinata agli altri quattro progetti (presentati da altre tre aziende) sullo stesso tratto di litorale, porterebbe alla nascita di una muraglia eolica lunga sedici chilometri, con 290 aero-generatori che produrrebbero un evidente impatto ambientale, visto che sarebbero ben visibili anche dalla costa di Cagliari.

Il Partito Democratico invoca l’intervento della Giunta Regionale:

“La Regione ha tutti gli strumenti per bloccare l’eolico offshore nel Golfo di Cagliari ed in altri litorali della Sardegna”. E’ quanto si sostiene in una interpellanza firmata dai Consiglieri regionali del PD Porcu, Diana, Espa ed altri. Lo stabilisce in maniera molto chiara -ai legge in una nota – la sentenza n. 88 del 2009 della Corte Costituzionale con la quale si afferma che “in caso di dissenso delle amministrazioni locali, la decisione sull’installazione di questi mega impianti deve passare alla Regione

Sull’argomento continua la mobilitazione del deputato PDL Mauro Pili che chiede di sollevare il conflitto costituzionale con lo Stato.

Sull’argomento dell’eolico in Sardegna si segnala anche questo intervento del leader indipendentista Gavino Sale (Youtube).

Scritto da: Via dal Vento 4 marzo 2010 Archiviato in Offshore, Sardegna. Condividi su Facebook !


Rinvio per la centrale eolica di Surano in Salento

Rinviata a data da destinarsa la conferenza di servizi che doveva decidere l’autorizzazione per la centrale eolica di Surano a causa di lacune nella documentazione fornita dal proponente. Soddisfazioni dai movimenti che lottano contro la speculazione eolica nel Salento:

“E’ stata l’ennesima tappa di un percorso a ostacoli dovuto ed irrinunciabile per la salvezza del paesaggio – ha dichiarato Oreste Caroppo, presidente del Movimento per “La Rinascita del Salento” -. Affrontiamo l’assurda incoerenza di alcuni amministratori con la recente nascita del parco paesaggistico dei Paduli, riconosciuto come primo progetto pilota per il Piano Paesaggistico Regionale, adottato da pochi mesi dalla Puglia per il recupero e miglioramento delle antiche suggestioni naturali e rurali del locale paesaggio, e approvato dai comuni dei Paduli, tra cui Surano e Montesano. Grande sarebbe il rischio di dissesto idrogeologico – ha continuato – causato dall’insediamento di mega torri eoliche in quel contesto geologico e idrologico soggetto anche ad alluvioni stagionali”.
Il comune di Nociglia, rappresentato dal sindaco Giuseppe Fracasso si è opposto con forza a quello che Marcello Seclì, presidente di “Italia nostra”, ha definito un “tentativo di stupro speculativo del territorio”. Sulla stessa linea gli amministratori di Supersano, che hanno imposto un veto assoluto agli impianti che “deturperebbero il paesaggio della Foresta Belvedere e della Specchia Torricella, un antico fortilizio risalente alle più antiche epoche dell’insediamento dei Normanni nel sud Italia, in età medioevale”.

Fonte: Il Tacco d’Italia

Scritto da: Via dal Vento 2 marzo 2010 Archiviato in Paesaggio, Puglia. Condividi su Facebook !


Ricorso contro una centrale eolica a poca distanza dal Monastero bizantino di San Fantino

In Campania parte un ricorso di un’azienda agricola contro una centrale eolica in un luogo di grande significato culturale nel Comune di Torraca (SA):

È opportuno e legittimo installare un impianto eolico a poca distanza da un monastero bizantino e da un’azienda olivicola? Se lo chiede il titolare dell’azienda in questione tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Gullì, che ha richiesto l’intervento del Tar Calabria sulla questione dell’impianto eolico realizzato in territorio di Borgia, nei pressi del monastero basiliano di San Fantino, dalla società Parco Eolico Girifalco srl, rappresentata dagli avvocati Luca Perfetti, Biagio Giliberti, Alessandro Rosi e Demetrio Verbaro, mentre il Comune di Girifalco è tutelato dall’avvocato Migliazza. I rilievi sollevati dall’avvocato Gullì vanno nella direzione di rappresentare quello che, a suo dire, è la situazione «essendo stato costruito un impianto eolico nelle vicinanze dell’antico monastero di San Fantino senza acquisire il parere del ministero per i Beni e le attività culturali». Secondo la ricostruzione dell’avv. Gullì «costituisce un caso emblematico di disprezzo dei valori culturali e storici da parte della pubblica amministrazione».

Fonte: Versante Jonico

Scritto da: Via dal Vento 2 marzo 2010 Archiviato in Campania, Paesaggio. Condividi su Facebook !