Il vento nella terra di mezzo

“Finisce così l’articolo che Science Daily ha dedicato ieri ad uno studio pubblicato recentemente su Environmental Research Letters:

Are global wind power resource estimates overstated?

Nel paper, gli autori Adams & Keith, si ponono il problema di valutare quale sia il potenziale di sviluppo dell’energia eolica in termini di capacità, prendendo in considerazione sia l’interazione tra le torri eoliche degli impianti su vasta scala, sia le conseguenze di una eventuale massiccia estrazione di energia dal sistema.

Secondo quanto affermano, le precedenti stime della quantità di emergia estraibile per m2 , da 2 a 4 Watt, sarebbero eccessivamente ottimistiche. Dalle loro analisi scaturisce un potenziale che non va oltre il W/m2, riferito però agli impianti molto vasti, quelli cioè che arrivano a impegnare più di 100 km2. Il fatto è, scrivono precisando il loro pensiero a SD, che se l’obbiettivo che ci si pone è quello di arrivare a coprire con l’energia eolica una porzione importante del fabbisogno energetico mondiale, il 10/20% o più, inevitabilmente si dovrà tener conto sia della reale capacità estrattiva, che a loro risulta essere parecchio più bassa di quanto stimato, sia del fatto che l’impatto sul sistema clima potrebbe essere più significativo di quello prodotto dalla CO2. Ammesso e non concesso, viene da aggiungere, che quest’ultimo sia in effetti noto.”

Fonte: Climatemonitor.

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