James Lovelock: le torri eoliche come le statue dell’isola di Pasqua, monumento ad una civiltà fallita

Segnaliamo questa lettera scritta da James Lovelock, scienziato e tra i padri fondatori dell’ambientalismo, in relazione al progetto di una centrale eolica nel Devon:

Sono James Lovelock, scienziato e scrittore, conosciuto come creatore della Teoria di Gaia, che vede la terra come un’entità autoregolante che mantiene il proprio ambiente superficiale sempre adatto alla vita.

Quando ero un giovane scolaro negli anni 30 andavo in bici da casa mia nel Kent fino a Land’s End e ritorno. La campagna inglese a quei tempi mi sembrava e probabilmente era la più bella del mondo; ogni miglio del mio viaggio era in mezzo a strade tranquille, nell’aria fresca e senza traffico. Passavo attraverso un paesaggio in continuo cambiamento che rifletteva nella vegetazione una geologia molto diversa, dalle rocce recenti del Kent fino a quasi il Precambriano del Cornwall.La nostra terra è evoluta casualmente fino a diventare un luogo dove gli esseri umani vivevano in una pacifica coesistenza con il mondo naturale fino a diventarne parte. In questa ecologia umana piante e animali beneficiavano dalla nostra presenza come noi dalla loro. I “mulini satanici” di Blake esistevano solo all’interno di città densamente popolate e che occupavano solo una piccola parte del tutto e, lontano dalle città, la campagna incontaminata era a distanza di un viaggio in tram. Sfortunatamente, quella splendida campagna è oggi del tutto svanita, rimpiazzata dall’agribusiness, agricoltura industriale estremamente efficiente nel produrre cibo, ma noiosa alla vista ed ecologicamente povera. Nello stesso tempo migliori automobili e strade hanno permesso una vasta espansione dei sobborghi urbani e delle seconde case. L’Inghilterra sta diventando un’unica grande città dove ogni tanto si trovano per caso dei campi verdi. I pochi brandelli di campagna originale che rimangono si trovano nel Devon settentrionale e occidentale e nel Northumberland, dove le persone e la natura ancora coesistono in un modo più o meno sostenibile; questi sono i posti dove foreste e siepi servono ancora sia gli umani che la natura. La rimanente campagna inglese ha un valore molto maggiore di quello estetico: gli studiosi di Scienze della Terra oggi riconoscono il nostro pianeta come un sistema autoregolantesi che permette l’abitabilità per i propri abitanti e, per questa funzione, è riconosciuto il bisogno che le foreste naturali e la vita marina nelle acque costali e profonde interagiscano con l’atmosfera e l’oceano in modo da mantenere un ambiente abitabile e costante. Idealmente la gli umani dovrebbero coesistere con altre forma di vita in modo benigno, ma in gran parte del mondo questo raramente avviene. Dobbiamo fare tesoro delle poche eccezioni rimanenti come la campagna del Nord Devon in modo che possano essere un esempio di come gli umani possano vivere in modo sostenibile sulla terra. Un intera biblioteca di libri partendo dalla Natural History of Selbourne di Gilbert White fino alla serie New Naturalist degli anni 60 testimonia la ricchezza, la salute e la bellezza dell’Inghilterra come era una volta. Siamo fortunati che una parte di questa bellezza rimanga nel Nord Devon e dobbiamo mantenerla come il nostro bene più prezioso.

E’ vero che abbiamo bisogno di un modo migliore di produrre energia e c’è poco dubbio tra gli scienziati, e parlo come uno di questi, che l’utilizzo di combustibili fossili è di gran lunga la più pericolosa fonte di energia. Usandoli per alimentare le industrie, le case e i trasporti stiamo cambiando la composizione dell’atmosfera in un modo che porterà profondi effetti negativi sull’ecologia della Terra e anche su noi stessi.

Ciò che facciamo nel Regno Unito in merito alle fonti di energia è principalmente un esempio per il resto del mondo, perché anche se ottenessimo tutta la nostra energia da fonti rinnovabili ci sarebbe solo un piccolissimo cambiamento nelle emissioni globali di gas serra. Ma c’è comunque bisogno di questi esempi, che sono qualcosa di cui essere orgogliosi. Il modo armonioso con cui cui nel Nord Devon viviamo la campagna è tuttavia anch’esso un esempio per il mondo di come vivere in modo sostenibile con la terra. E’ stupido mettere questi ideali in conflitto uno con l’altro e fare in modo che una buona intenzione distrugga l’altra. Innalzare enormi torri eoliche sul crinale di Broadbury al di sopra delle vallate di Carey e Wolfe è solo vandalismo industriale che svilirà la campagna e renderà l’intera regione vulnerabile allo sviluppo urbano e all’agricoltura insostenibile. Persino se non ci fosse nessuna alternativa all’energia eolica dovremmo pretendere che queste centrali elettriche industriali alte 84 metri siano costruite in aree meno sensibili ecologicamente. Meglio ancora dovremmo guardare all’esempio francese dove si è saggiamente scelto l’energia nucleare come fonte principale di energia: una singola centrale nucleare fornisce la stessa elettricità di 3.200 torri eoliche.

Sono un ambientalista e membro fondatore dei Verdi ma mi vergogno al pensiero che le nostre buone intenzioni originali siano state così mal comprese e mal applicate. Non avevamo mai voluto un movimento Verde fondamentalista che rifiutasse tutte le fonti di energia eccetto le rinnovabili, e non ci aspettavamo certo che i Verdi mettessero da parte la nostra preziosa eredità ecologica a causa del loro fallimento a capire che i bisogni della Terra sono inseparabili dai bisogni umani. Dobbiamo evitare che le torri eoliche diventino come le statue dell’isola di Pasqua, monumento di una civiltà fallita.

James Lovelock, 11 Dicembre 2012 Planning Application Witherdon Wood Wind Turbine

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