La LIPU non progetta impianti eolici

In risposta alla classica disinformazione proeolica messa in atto da alcuni giornalisti di “La Repubblica” (vedi l’articolo in questione), pubblichiamo la precisazione della sezione di Fermo della LIPU:

Siamo rimasti molto colpiti, preoccupati e contrariati, per le notizie di stampa evidenziate anche in questa pagina, relative al mega-impianto eolico di Colfiorito. Si tratta di una questione che conosciamo da tempo, la riassumiamo qui (prima che si corra a frettolose conclusioni). Primo: la LIPU è e rimane fermamente contraria a questo uso scriteriato dell’eolico in generale, del mega-eolico in particolare ed in zone di particolare pregio paesaggistico, ancora più in particolare. Lo abbiamo sempre detto e così continua ad essere anche qui, anche adesso. La nostra associazione è pertanto contraria alla realizzazione di questo mega-impianto eolico all’imboccatura della piana di Colfiorito, che è uno dei punti paesaggisticamente più belli delle Marche. Parentesi: quella zona a cavallo tra Marche e Umbria sta per essere sfregiata da un altro più devastante e terribile scempio ambientale, che è il famoso Quadrilatero, cioè strade su strade e superstrade (“il più grande cantiere aperto oggi in Italia…!”), che fra l’altro distruggerà anche l’area umida di Colfiorito, il cosidetto padule, ricchissimo di biodiversità, e il tutto per arrivare a Foligno una mezz’oretta prima di quanto succede oggi.


Secondo: la LIPU non c’entra niente con la progettazione di quell’impianto eolico, nè si vede come ci possa entrare, dal momento che la nostra associazione, ma probabilmente tutte le associazioni ambientaliste (o quasi) lavorano sulla sfera dei suggerimenti, delle proposte, della cultura, dell’informazione, se vogliamo della politica, ma non della progettazione, che spetta agli enti o alle società appaltatrici. Terzo: la LIPU non ha mai dato alcuna “benedizione” a questo o ad altri progetti del genere, nè tanto meno ha collaborato alla sua realizzazione. Nè alcuna delegazione locale nè il coordinamento regionale. Ci piacerebbe dare la benedizione a progetti di recupero ambientale di aree degradate, ma non è questo il caso. E allora dove sta il casus belli? La società che costruisce l’impianto si è avvalsa per la VIA di uno studio tecnico marchigiano, uno dei soci del quale è anche socio Lipu. In altre parole: un socio Lipu, nella sua personale attività professionale nello studio tecnico in cui lavora, ha contribuito a stendere la VIA di quel progetto. E questo semplice dato di fatto ha autorizzato il presidente della Provincia ad affermare che al progetto “ha collaborato anche la Lipu”. Come se la tessera dell’Avis di un tecnico autorizzasse il presidente a dire che ha collaborato anche l’Avis, o come se la tessera del WWF di un altro socio del medesimo studio, autorizzasse a parlare di collaborazione del WWF. E’ chiaro a chiunque che un conto è la personale attività professionale di una persona, un conto è la posizione culturale e politica di una associazione nazionale di cui – eventualmente – questa è socio. Pertanto la Lipu da un lato continua a rispettare, nè potrebbe fare altrimenti, le scelte professionali personali di ognuno dei suoi soci, anche nel caso in cui – eventualmente – non le condivida, e dall’altro ribadisce qui la propria contrarietà alla realizzazione di mega-impianti eolici, specialmente in aree di particolare pregio paesaggistico, anche nel caso in cui un socio abbia contribuito. E per questo valgono le parole dette sopra e in ogni altra situazione analoga. Post Scriptum: alla luce dei recenti articoli di stampa, è nostra intenzione scrivere al Presidente della Provincia di Macerata diffidandolo dall’usare impropriamente in nome dell’associazione come supposto sostenitore o peggio, partner della realizzazione di quel progetto

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