LIPU: l’Abruzzo è sotto l’attacco delle società che impiantano centrali eoliche

L’Abruzzo è sotto l’attacco delle società che impiantano centrali eoliche». A lanciare l’allarme è la Lipu, la Lega italiana a protezione degli uccelli, che a Pescara ha raccolto i suoi rappresentanti per dire no «all’aggressione dell’eolico selvaggio nelle aree più belle e faunisticamente interessanti dell’Abruzzo».
«E’ il business del momento per la criminalità organizzata», dice Carlo Ripa di Meana, presente alla conferenza stampa. E l’Abruzzo, che attualmente conta 16 centrali eoliche, può essere l’ennesima vittima annunciata di questo business che attira gli interessi di molti, grazie alla disponibilità di incentivi statali e fondi europei.
Il vento dell’eolico, senza regole certe e controlli, rischia di soffiare nella direzione sbagliata, alimentando l’economia sporca invece di produrre energia pulita. «Lo scenario che si prospetta», spiega il naturalista, Daniele Valfrè, «è la messa in opera, entro pochi anni, di un gran numero di centrali eoliche ai confini con Marche, Lazio e Molise, dopo lo scempio che si è realizzato nei comuni di Cerchio, Collarmele e di Pescina, nel Parco Sirente-Velino». Si tratta dell’installazione di aerogeneratori, meglio conosciuti come pale eoliche, alti fino a 150 metri, con un diametro-rotore di 100 metri, che richiedono la costruzione di strade e profondi scavi per le fondamenta. «Tutti motivi per cui non devono essere installati all’interno o nelle dirette vicinanze di zone di pregio ambientale e faunistico come i parchi», continua Valfrè. Gli esperti prevedono infatti «la possibile estinzione di specie come l’aquila reale, l’avvoltoio grifone, il nibbio», ma anche una minaccia «per l’orso marsicano e il lupo appenninico».

Solo nella provincia dell’Aquila sono 21 i progetti in fase di preparazione. A Collarmele, Alvio, Trasacco, Gioia dei Marsi, Sperone, Villalago, Bugnara, Introdacqua e Tornimparte.
E poi in provincia di Chieti, dove sono 8 le centrali che dovrebbero essere impiantate a Castelguidone, San Giovanni Lipioni, Cupiello, Fallo, Celenza sul Trigno, Montazzoli, Carpineto Sinello, Atessa. Per un totale di oltre 60 nuove pale, in una zona in cui ce ne sono altre 200.
Dalla Lipu denunciano la mancanza di una pianificazione regionale sulla scelta dei nuovi siti, e di un coordinamento con le regioni confinanti, oltre alla necessità di rendere obbligatoria la valutazione di incidenza ambientale.
L’associazione chiede alla Regione di intervenire per tutelare l’ambiente attraverso l’emanazione di linee guida sulla realizzazione delle centrali. «Altrimenti da regione verde, l’Abruzzo finirà per diventare regione del cannibalismo dei parchi», conclude il delegato della Lipu per la Puglia, Enzo Cripezzi, intervenuto insieme a Stefano Allavena, delegato per l’Abruzzo e a Paola Meo del comitato “Dinamismi”.

Fonte: Il Centro

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