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	<title>Via dal Vento &#187; Analisi Energetica</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Energia: il vento vince col trucco</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo del Quotidiano di Sicilia sulla situazione delle fonti rinnovabili nell&#8217;isola che evidenzia come lo sviluppo dell&#8217;eolico abbia impedito quelllo di altre fonti rinnovabili, abbia portato a collusioni con la mafia e abbia portato scarsi risultati dal punto di vista ocupazionale:

Tuttavia la questione energetica siciliana aspetta ancora il decollo delle immense potenzialità dell’Isola &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo del Quotidiano di Sicilia sulla situazione delle fonti rinnovabili nell&#8217;isola che evidenzia come lo sviluppo dell&#8217;eolico abbia impedito quelllo di altre fonti rinnovabili, abbia portato a collusioni con la mafia e abbia portato scarsi risultati dal punto di vista ocupazionale:</p>
<blockquote><p>
Tuttavia la questione energetica siciliana aspetta ancora il decollo delle immense potenzialità dell’Isola &#8211; l’eolico detiene 1.044 GWh di produzione lorda su 1.200 GWh di rinnovabili nel 2008 &#8211; mentre ci sono settori floridi che andrebbero immediatamente potenziati: biomasse, geotermia, idroelettrico e appunto incenerimento, sebbene in una variante meno invasiva, come ha spiegato il neo commissario Lombardo in questi giorni, di quella previste nell’originario piano dei rifiuti. Proprio lo stop all’eolico, dominatore incontrastato del periodo Cuffaro, voluto dal governatore apre nuovi spiragli per le altre rinnovabili.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.qds.it/index.php?id=4761">Leggi il resto dell&#8217;articolo sul &#8220;Quotidiano di Sicilia&#8221;</a></p>
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		<title>Energia verde? Sì, ma c’è il trucco</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Giornale smaschera una recente campagna stampa di Confartigianato dove si vantavano eccezionali risultati di crescita per le fonti rinnovabili, dimostrando che tale crescita è dovuta in gran parte alle vecchie centrali idroelettriche non ad eolico e solare.
Leggi l&#8217;intero articolo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giornale smaschera una recente campagna stampa di Confartigianato dove si vantavano eccezionali risultati di crescita per le fonti rinnovabili, dimostrando che tale crescita è dovuta in gran parte alle vecchie centrali idroelettriche non ad eolico e solare.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/economia/energia_verde_si_ma_ce_trucco/20-07-2010/articolo-id=462094-page=0-comments=1">Leggi l&#8217;intero articolo</a>.</p>
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		<title>Il paradosso degli impianti alternativi, pagati per non produrre</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 11:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un intervento del Prof. Franco Battaglia sulle fonti rinnovabili:
Trovo quanto mai lodevole l&#8217;impegno che un valente e raffinato critico d&#8217;arte come Vittorio Sgarbio e un attentoesensibile ambientalista come Carlo Ripa di Meana profondono nel denunciare la dolosa devastazione paesaggistica degli impiantì eolici e fotovoltaici. La devastazione non sfugge perfino ad un occhio rozzo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un intervento del Prof. Franco Battaglia sulle fonti rinnovabili:</p>
<blockquote><p>Trovo quanto mai lodevole l&#8217;impegno che un valente e raffinato critico d&#8217;arte come Vittorio Sgarbio e un attentoesensibile ambientalista come Carlo Ripa di Meana profondono nel denunciare la dolosa devastazione paesaggistica degli impiantì eolici e fotovoltaici. La devastazione non sfugge perfino ad un occhio rozzo e diseducato come il mio a dispetto degli studi classici che hanno colmato i miei 5 anni dì liceo e a dispetto dei vani tentativi di mia mamma, pittrice e da poco scomparsa, di ostinarsi ad educarmi al bello delle cose da guardare: sono sempre stato attratto, invece, dal bello delle cose da pensare.<br />
Orbene, turbine eoliche e pannelli fotovoltaici sono una offesa all&#8217;intelligenza prima che agli occhi, e all&#8217;etica prima che all&#8217;estetica: eolico e fotovoltaico sono il prodotto di un racket che ha radici non nella mia Sicilia ove a troppi fa comodo allocare ogni racket malavitoso, anche quello che non c&#8217;è ma nel«civilissimo» Nord dell&#8217;Europa. Dove, oltre 30 anni fa ricordate? nascevano quelli che promettevano il Sole-che-ride.<br />
&#8230;<br />
Perché eolico e fotovoltaico sono un&#8217;offesa alla nostra intelligenza? La ragione è semplice: sono tecnologie che non producono<br />
energia compatibilmente coi nostri bisogni. L&#8217;umanità, e ciascuno di noi, quando ha bisogno di energia, la richiede con 3 caratteristiche cruciali: qui, ora, e con precisa potenza, né di più né di meno.<br />
Energia erogata lì anziché qui, prima o dopo anziché ora, o con potenza minore del bisogno è inservibile. E con potenza maggiore è addirittura dannosa. Ma il sole non brilla e il vento non soffia a comando.</p></blockquote>
<p>Fonte: Il giornale 19 luglio 2010</p>
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		<title>Eolico: corruzione e nuovo sistema energetico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/eolico-corruzione-e-nuovo-sistema-energetico/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 11:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Pallante, teorico del movimento per la decrescita felice, interviene con un articolo su &#8220;Il Fatto quotidiano&#8221; sui recenti scandali che hanno coinvolto l&#8217;industria eolica:
Si sta parlando molto in questi giorni di un vasto giro di presunta corruzione sui finanziamenti pubblici alle energie rinnovabili. Non ci si dovrebbe stupire, perché il malaffare in questi casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio Pallante, teorico del movimento per la decrescita felice, interviene con un articolo su &#8220;Il Fatto quotidiano&#8221; sui recenti scandali che hanno coinvolto l&#8217;industria eolica:</p>
<blockquote><p>Si sta parlando molto in questi giorni di un vasto giro di presunta corruzione sui finanziamenti pubblici alle energie rinnovabili. Non ci si dovrebbe stupire, perché il malaffare in questi casi è un rischio insito non casuale, un processo quasi automatico, quando si danno dei finanziamenti per fare cose che sul mercato non starebbero in piedi da sole.</p>
<p>I sostegni pubblici potrebbero e dovrebbero invece essere dati alle famiglie che decidono di investire sulle energie rinnovabili, sia perché i finanziamenti sarebbero di piccola entità, sia perché lo Stato darebbe un sostegno a tutte quelle famiglie che decidono in proprio di fare una scelta che, su larga scala, potrebbe autonomizzare a livello energetico il Paese e ridurre notevolmente le emissioni di CO2.</p>
<p>Tutt’altro accade quando si finanziano grandi società, il cui obiettivo è solo fare business, quando il business in questo caso è dato solo dal finanziamento pubblico, alla faccia del liberismo di cui in molti si riempiono la bocca. Con le grandi società si parla di grandi cifre per grandi impianti e grandi operazioni a livello finanziario. Il fatto è che ciò si configura come un trasferimento di soldi dalle tasche dei più poveri (provenienti dalle tasse) alle tasche dei più ricchi (grazie appunto ai contributi statali).</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/19/eolico-corruzione-e-nuovo-sistema-energetico/41623/">Il Fatto quotidiano</a></p>
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		<title>Scaroni (ENI), meglio il risparmio delle rinnovabili</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/scaroni-eni-meglio-il-risparmio-delle-rinnovabili/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;A.D. dell&#8217;ENI si esprime così sulla questione energetica:
Il risparmio energetico  e&#8217; una cosa che ci sta molto a cuore, nel senso che a me sembra che, prima di immaginare di riempire di mulini a vento localita&#8217; che non hanno vento o di coprire lo scarso territorio che noi abbiamo di pannelli solari che usano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;A.D. dell&#8217;ENI si esprime così sulla questione energetica:</p>
<blockquote><p>Il risparmio energetico  e&#8217; una cosa che ci sta molto a cuore, nel senso che a me sembra che, prima di immaginare di riempire di mulini a vento localita&#8217; che non hanno vento o di coprire lo scarso territorio che noi abbiamo di pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni, noi dovremmo esplorare tutte le strade per consumare meno&#8221;. Lo ha detto Paolo Scaroni, ad di Eni, a margine del Forum per il Mediterraneo. Consumare meno e&#8217; una &#8220;strada il cui potenziale e&#8217; un multiplo di qualunque cosa noi immaginiamo in termini di rinnovabili&#8221;, ha aggiunto Scaroni</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-830154/energia-scaroni-prima/">Radiocor</a></p>
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		<title>Impianti eolici: scarso il contributo alla generazione distribuita e alla piccola generazione</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/impianti-eolici-scarso-il-contributo-alla-generazione-distribuita-alla-piccola-generazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Autorità per l&#8217;Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato il primo rapporto sulla generazione distribuita e sulla piccola generazione per gli anni 2007 e 2008.
Per generazione distribuita si intende l’insieme degli impianti di generazione con potenza nominale inferiore a 10 MVA (che per gli impianti eolici può trattarsi anche di impianti di dimensioni considerevoli con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Autorità per l&#8217;Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato il primo rapporto sulla generazione distribuita e sulla piccola generazione per gli anni 2007 e 2008.</p>
<p>Per generazione distribuita si intende l’insieme degli impianti di generazione con potenza nominale inferiore a 10 MVA (che per gli impianti eolici può trattarsi anche di impianti di dimensioni considerevoli con torri alte più di 100 metri e notevole impatto paesaggistico). Per piccola generazione l’insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica, anche in assetto cogenerativo, con capacità di generazione non superiore a 1 MW (è un<br />
sottoinsieme della generazione distribuita).</p>
<p>Nel 2008 risultavano installati 441 MW eolici inferiori ai 10 MW che hanno prodotto 0,7 TWh pari al 3,6% della generazione distribuita.</p>
<p>Per quanto riguarda la piccola generazione (il cosiddetto mini e micro eolico) erano installati 13 MW da impianti eolici che hanno prodotto circa 9 GWh (poco meno dello 0,4% della produzione da piccola generazione).</p>
<p>In entrambi i casi i maggiori contributi a queste forme di generazione vengono dagli impianti idroelettrici e da quelli alimentati a fonti non rinnovabili.</p>
<p>Fonte: AEEG, MONITORAGGIO DELLO SVILUPPO DEGLI IMPIANTI DI GENERAZIONE DISTRIBUITA PER GLI ANNI 2007 E 2008</p>
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		<title>Istruttoria sulla proliferazione dell&#8217;eolico in Italia</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/istruttoria-sulla-proliferazione-delleolico-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 13:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo che nella sezione Documenti è possibile scaricare la versione aggiornata del &#8220;DOSSIER ISTRUTTORIO SULLA REALE DINAMICA DELLA PROLIFERAZIONE DI IMPIANTI EOLICI IN ITALIA&#8221;, realizzato da un nutrito gruppo di Associazioni che cerca di fornire un quadro sulle centrali eoliche installate, autorizzate e in fase di approvazione su tutto il territorio nazionale. Questi i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo che nella sezione <a href="http://www.viadalvento.org/documenti/">Documenti</a> è possibile scaricare la versione aggiornata del <a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/06/ISTRUTTORIA-eolico-rev.20.05.10.pdf'>&#8220;DOSSIER ISTRUTTORIO SULLA REALE DINAMICA DELLA PROLIFERAZIONE DI IMPIANTI EOLICI IN ITALIA&#8221;</a>, realizzato da un nutrito gruppo di Associazioni che cerca di fornire un quadro sulle centrali eoliche installate, autorizzate e in fase di approvazione su tutto il territorio nazionale. Questi i dati aggiornati:</p>
<blockquote><p>All’Ottobre 2009 Terna-Enea inquadravano 4331 MW in servizio ma anche ulteriori 3343 MW definitivamente autorizzati (e quindi in fase di costruzione) per complessivi 7674 MW, pur non considerando impianti al di sotto di 10 MW. Da un rapido screening nazionale su tutti i procedimenti autorizzativi regionali approdati a pareri ambientali, si evince che la potenza eolica complessiva tra installata e/o approvata ai pareri ambientali (preludio all’autorizzazione finale) si può valutare in non meno di 11.000 MW. Questo rappresenta il dato più sintomatico per quanto fortemente occultato.<br />
Se poi si considerasse il dato delle ulteriori istanze presentate, avremmo progetti aggiuntivi per oltre 70.000 MW !<br />
In altri termini una inondazione dilagante di istanze, assolutamente ingestite e ingestibili ma che rischiano di maturare diritti e pretese sul piano legale in ordine alla tempistica di valutazione e agli obblighi di riscontro in capo agli enti preposti, per il solo fatto di essere presentate. E si tratta di una dinamica in continuo e costante incremento.</p></blockquote>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/06/ISTRUTTORIA-eolico-rev.20.05.10.pdf'>Scarica il documento in formato PDF</a></p>
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		</item>
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		<title>Cala la produzione di energia rinnovabile in UK</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 13:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;inverno la produzione di energia rinnovabile in Gran Bretagna è calata del 7,5% a causa delle scarse precipitazioni e degli scarsi venti. Queste le parole di David King già primo scienziato del governo Direttore della  Smith School of Enterprise and the Environment alla Oxford University: &#8220;Non possiamo essere troppo dipendenti dall&#8217;energia eolica perché richiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;inverno la produzione di energia rinnovabile in Gran Bretagna è calata del 7,5% a causa delle scarse precipitazioni e degli scarsi venti. Queste le parole di David King già primo scienziato del governo Direttore della  Smith School of Enterprise and the Environment alla Oxford University: &#8220;Non possiamo essere troppo dipendenti dall&#8217;energia eolica perché richiede sempre una centrale a gas che possa essere azionata per fornire una fonte di energia alternativa&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/28/drive-switch-green-power-setback">The Guardian</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perplessità dal Presidente del CAI sull&#8217;eolico in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Club Alpino Italiano, Prof. Annibale Salsa, esprime pesanti perplessità sullo sviluppo dell&#8217;energia eolica in Italia. L&#8217;occassione è una lettera inviata all&#8217;On. Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.
A due anni dalla approvazione del Documento , il Club Alpino Italiano considera tuttora validi i principi indicati in quanto se rispettati garantirebbero equilibrio ecologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Club Alpino Italiano, Prof. Annibale Salsa, esprime pesanti perplessità sullo sviluppo dell&#8217;energia eolica in Italia. L&#8217;occassione è una lettera inviata all&#8217;On. Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.</p>
<blockquote><p>A due anni dalla approvazione del Documento , il Club Alpino Italiano considera tuttora validi i principi indicati in quanto se rispettati garantirebbero equilibrio ecologico e rispetto dell’ambiente.<br />
Per contro, gli allarmanti dati e le considerazioni riportate in allegato 1, indicano che per gli impianti eolici in esercizio, l’obiettivo produttivo è scarsamente conseguito e, quindi, ne deriva la loro scarsa sostenibilità energetico – ambientale.<br />
Inoltre, a fronte di situazioni reali di impatto ambientale e sociale, nonché di gestione del territorio, procurate da uno sviluppo impiantistico non convenientemente pianificato , si assiste, purtroppo, alla proliferazione di impianti a fonte rinnovabile caratterizzati da benefici energetici non corrispondenti alle attese , non potendosi escludere finalità marcatamente utilitaristiche e di sfruttamento disordinato del territorio.<br />
Il Club Alpino Italiano ribadisce, pertanto, la necessità di risolvere le carenze e le ambiguità che hanno consentito fino ad ora la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile energeticamente insignificanti ed altamente impattanti sul territorio , con un sistema dï regole e pianificazione nazionale , anche condizionando più severamente la concessione di incentivi attualmente previsti, soprattutto per gli impianti eolici industriali, prevenendo gli aspetti speculativi dell’attuale corsa alle fonti rinnovabili d’energia ed il conseguente spreco di risorse ambientali.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/documenti/eolico-e-associazioni/club-alpino-italiano-lettera-del-presidene-allon-alessandri/">Leggi l&#8217;intera lettera.</a></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;uso strumentale delle statistiche da parte della stampa pro eolica</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/luso-strumentale-delle-statistiche-da-parte-della-stampa-pro-eolica/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Chicco Testa sul suo blog smaschera l&#8217;uso strumentale delle statistiche fatto da Antonio Cianciullo, giornalista di Repubblica, facendo i confronti tra produzione di oenergia da fonte elettronucleare ed eolica:
Tra il 2005 e 2009 l’eolico ha più che triplicando la produzione di elettricità che passa da 99,5TWh a 340TWh (dati World Wind Energy Association). Un vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chicco Testa sul suo blog smaschera l&#8217;uso strumentale delle statistiche fatto da Antonio Cianciullo, giornalista di Repubblica, facendo i confronti tra produzione di oenergia da fonte elettronucleare ed eolica:</p>
<blockquote><p>Tra il 2005 e 2009 l’eolico ha più che triplicando la produzione di elettricità che passa da 99,5TWh a 340TWh (dati World Wind Energy Association). Un vero exploit però dal peso piuma. In termini relativi, il vento conta comunque ancora solo per  1,8-2% sul totale della produzione di elettricità (guadagnando in quegli anni circa un punto percentuale). Nello stesso arco di tempo, l’output da energia da fissione è rimasto sì pressoché stagnante 2 764 TWh nel 2005 e 2755TWh nel 2009, però secondo i dati ufficiosi dell’AIE, contribuisce ancora per il 14% della torta elettrica. Ben 7 volte l’apporto dell’eolico. Detto ciò, c’è poco da rallegrarsi visto che rimane comunque la spada di Damocle dei combustibili fossili che rappresentano ancora sempre e comunque 66%.</p>
<p>Con questo non vogliamo affatto sminuire la straordinaria parabola dell’energia del vento (che rimane la più competitiva tra le rinnovabili come ha rimarcato ultimamente anche il rapporto 2010 dell’International Energy Outlook) ma semplicemente inquadrare in una corretta prospettiva l’effettivo peso di ciasuna fonte energetica che lo strasbismo statistico di Cianciullo deforma a suo piacimento.</p>
<p>Un’ultima domanda: se il vento è così competitivo come mai si alzano alte grida appena qualcuno,come è successo nella recente manovra finanziaria, ne riduce un po’ gli incentivi?</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.newclear.it/?p=1833">Newclear</a></p>
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		<title>La produttività dell&#8217;eolico italiano è la peggiore d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati di Wind Power Barometer, la pubblicazione annuale di Eurobserv&#8217;ER, l&#8217;osservatorio sulle fonti rinnovabili della Comunità Europea che mette a confronto potenza installata e produzione nell&#8217;anno 2009 per l&#8217;energia eolica, la produttività dell&#8217;eolico italiano è di gran lunga la peggiore dell&#8217;Unione Europea (se escludiamo Estonia e Romania che presentano potenze installate non significative). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati di Wind Power Barometer, la pubblicazione annuale di <a href="http://www.eurobserv-er.org/">Eurobserv&#8217;ER</a>, l&#8217;osservatorio sulle fonti rinnovabili della Comunità Europea che mette a confronto potenza installata e produzione nell&#8217;anno 2009 per l&#8217;energia eolica, la produttività dell&#8217;eolico italiano è di gran lunga la peggiore dell&#8217;Unione Europea (se escludiamo Estonia e Romania che presentano potenze installate non significative). La produttività italiana è pari a solo 1255 ore equivalenti. Difatti l&#8217;Italia che vanta la terza potenza eolica installata è solo settima per produzione totale. Scarsi i risultati anche per la Germania (1455 ore equivalenti). I migliori risultati si ottengono, come prevedibile, in Irlanda, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi.  Una pala eolica installata in Italia produce circa la metà di quanto avrebbe prodotto se fosse stata installata in Irlanda.<br />
<span id="more-2853"></span><br />

<table id="wp-table-reloaded-id-8-no-1" class="wp-table-reloaded wp-table-reloaded-id-8">
<thead>
	<tr class="row-1 odd">
		<th class="column-1">Nazione </th><th class="column-2">Potenza di picco (MW)</th><th class="column-3">Produzione elettrica 2009 (GWh)</th><th class="column-4">Fattore di carico 2009 (ore equivalenti)</th>
	</tr>
</thead>
<tfoot>
	<tr class="row-26 even">
		<th colspan="4" class="column-1 colspan-4">Fonte: Wind Power Barometer, EurObserv'er<br />
Nota: Slovenia, Cipro e Malta non hanno eolico installato.<br />
Nota: il fattore di carico è l'indice della produttività degli impianti eolici ed è espresso in ore equivalenti alla massima produzione degli impianti (si ottiene dividendo la produzione elettrica in MWh per la potenza installata in MW). E' influenzato anche dalla data di entrata in funzione degli impianti installati nell'anno di riferimento, anche se questo non incide sui confronti tra le nazioni nella maggior parte dei casi. In molti paesi europei la produttività è limitata artificialmente per problemi di rete. </th>
	</tr>
</tfoot>
<tbody>
	<tr class="row-2 even">
		<td class="column-1">Germania</td><td class="column-2">25777</td><td class="column-3">37500</td><td class="column-4">1455</td>
	</tr>
	<tr class="row-3 odd">
		<td class="column-1">Spagna</td><td class="column-2">19149</td><td class="column-3">36188</td><td class="column-4">1890</td>
	</tr>
	<tr class="row-4 even">
		<td class="column-1">Italia</td><td class="column-2">4850</td><td class="column-3">6087</td><td class="column-4">1255</td>
	</tr>
	<tr class="row-5 odd">
		<td class="column-1">Francia</td><td class="column-2">4521</td><td class="column-3">7800</td><td class="column-4">1835</td>
	</tr>
	<tr class="row-6 even">
		<td class="column-1">UK</td><td class="column-2">4051</td><td class="column-3">9259</td><td class="column-4">2285</td>
	</tr>
	<tr class="row-7 odd">
		<td class="column-1">Portogallo</td><td class="column-2">3535</td><td class="column-3">6639</td><td class="column-4">1878</td>
	</tr>
	<tr class="row-8 even">
		<td class="column-1">Danimarca</td><td class="column-2">3481</td><td class="column-3">6716</td><td class="column-4">1929</td>
	</tr>
	<tr class="row-9 odd">
		<td class="column-1">Paesi Bassi</td><td class="column-2">2220</td><td class="column-3">4800</td><td class="column-4">2162</td>
	</tr>
	<tr class="row-10 even">
		<td class="column-1">Svezia</td><td class="column-2">1560</td><td class="column-3">2519</td><td class="column-4">1614</td>
	</tr>
	<tr class="row-11 odd">
		<td class="column-1">Irlanda</td><td class="column-2">1260</td><td class="column-3">2955</td><td class="column-4">2345</td>
	</tr>
	<tr class="row-12 even">
		<td class="column-1">Grecia</td><td class="column-2">1087</td><td class="column-3">2107</td><td class="column-4">1938</td>
	</tr>
	<tr class="row-13 odd">
		<td class="column-1">Austria</td><td class="column-2">995</td><td class="column-3">2100</td><td class="column-4">2110</td>
	</tr>
	<tr class="row-14 even">
		<td class="column-1">Polonia</td><td class="column-2">705</td><td class="column-3">1250</td><td class="column-4">1773</td>
	</tr>
	<tr class="row-15 odd">
		<td class="column-1">Belgio</td><td class="column-2">563</td><td class="column-3">834</td><td class="column-4">1481</td>
	</tr>
	<tr class="row-16 even">
		<td class="column-1">Ungheria</td><td class="column-2">201</td><td class="column-3">352</td><td class="column-4">1751</td>
	</tr>
	<tr class="row-17 odd">
		<td class="column-1">Repubblica Ceca</td><td class="column-2">193</td><td class="column-3">300</td><td class="column-4">1554</td>
	</tr>
	<tr class="row-18 even">
		<td class="column-1">Bulgaria</td><td class="column-2">177</td><td class="column-3">361</td><td class="column-4">2039</td>
	</tr>
	<tr class="row-19 odd">
		<td class="column-1">Estonia</td><td class="column-2">149</td><td class="column-3">172</td><td class="column-4">1154</td>
	</tr>
	<tr class="row-20 even">
		<td class="column-1">Finlandia</td><td class="column-2">146</td><td class="column-3">275</td><td class="column-4">1883</td>
	</tr>
	<tr class="row-21 odd">
		<td class="column-1">Lituania</td><td class="column-2">91</td><td class="column-3">145</td><td class="column-4">1593</td>
	</tr>
	<tr class="row-22 even">
		<td class="column-1">Lussemburgo</td><td class="column-2">43</td><td class="column-3">65</td><td class="column-4">1511</td>
	</tr>
	<tr class="row-23 odd">
		<td class="column-1">Lettonia</td><td class="column-2">28</td><td class="column-3">56</td><td class="column-4">2000</td>
	</tr>
	<tr class="row-24 even">
		<td class="column-1">Romania</td><td class="column-2">14</td><td class="column-3">17</td><td class="column-4">1214</td>
	</tr>
	<tr class="row-25 odd">
		<td class="column-1">Slovacchia</td><td class="column-2">3</td><td class="column-3">8</td><td class="column-4">2666</td>
	</tr>
</tbody>
</table>
</p>
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		<title>Esperto britannico: l&#8217;eolico è utile ma troppo ingombrante</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 04:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo David McKay, consulente del ministero brtiannico per l&#8217;ambiente
L&#8217;eolico e il solare non potranno essere la soluzione del problema energetico. Potranno al massimo contribuire in qualche percentuale al futuro mix energetico: il loro problema è che gli impianti occupano troppo spazio. Lo sostiene David MacKay, docente al Dipartimento di fisica dell&#8217;Università di Cambridge e consulente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a href="http://www.withouthotair.com/">David McKay</a>, consulente del ministero brtiannico per l&#8217;ambiente</p>
<blockquote><p>L&#8217;eolico e il solare non potranno essere la soluzione del problema energetico. Potranno al massimo contribuire in qualche percentuale al futuro mix energetico: il loro problema è che gli impianti occupano troppo spazio. Lo sostiene David MacKay, docente al Dipartimento di fisica dell&#8217;Università di Cambridge e consulente scientifico del Ministero britannico dell&#8217;energia e dei cambiamenti climatici. Nel suo ultimo libro, &#8220;Sustainable Energy &#8211; Without the Hot Air,&#8221; MacKay calcola che, per produrre abbastanza energia da sostituire i combustibili fossili, i parchi eolici dovrebbero occupare metà di tutta la Gran Bretagna</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/181092/">La Stampa</a></p>
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		<item>
		<title>Il Times: con l&#8217;eolico sacrificati i paesaggi più preziosi per scarsissima energia</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/il-times-con-leolico-sacrificati-i-paesaggi-piu-preziosi-per-scarsissima-energia/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 06:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[La conferma a quanto da noi sempre sostenuto arriva dall&#8217;autorevole pubblicazione inglese Times che dedica due articoli alla questione:
Il primo dettagliato studio delle centrali eoliche britanniche suggerisce che alcuni preziosi paesaggi possano essere stati rovinati solo per piccoli vantaggi in termini di energia verde. L&#8217;analisi rivela che più di 20 centrali eoliche producono meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La conferma a quanto <a href="http://www.viadalvento.org/documenti/rosa-filippini-perche-il-gioco-delleolico-non-vale-la-candela/">da noi sempre sostenuto</a> arriva dall&#8217;autorevole pubblicazione inglese Times che dedica due articoli alla questione:</p>
<blockquote><p>Il primo dettagliato studio delle centrali eoliche britanniche suggerisce che alcuni preziosi paesaggi possano essere stati rovinati solo per piccoli vantaggi in termini di energia verde. L&#8217;analisi rivela che più di 20 centrali eoliche producono meno di 1/5 del loro potenziale massimo di produzione<br />
&#8230; questo potrebbe non sembrare importante se non fosse che la bassa produttività fa aumentare il già alto costo dell&#8217;energia eolica. E, ancora peggio, molte di queste centrali eoliche hanno avuto l&#8217;autorizzazione perché avevano promesso livelli di produzione che non sono mai stati ottenuti. Le comunità locali si sono ritrovate con enormi, rumorose centrali di fronte alle loro case, sapendo che stanno producendo ben poca energia
</p></blockquote>
<p>Naturalmente in Italia, dove la produttività è ancora più bassa, la situazione è ben peggiore.</p>
<p>Fonte: Times On Line <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article7069938.ece">1</a> e <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/leading_article/article7069806.ece">2</a> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La rete elettrica europea non regge l&#8217;eolico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/la-rete-elettrica-europea-non-regge-leolico/</link>
		<comments>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/la-rete-elettrica-europea-non-regge-leolico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 08:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Rete elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sviluppo dell&#8217;energia eolica in alcune regioni europee sta mettendo a dura prova le infrastrutture esistenti di trasmissione richiedendo nuovi costosissimi e impattanti investimenti che generalmente vengono posti a carico della collettività non dei produttori eolici. La Reuters analizza la situazione in un articolo. La produzione eolica europea è pari a solo il 4% della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo dell&#8217;energia eolica in alcune regioni europee sta mettendo a dura prova le infrastrutture esistenti di trasmissione richiedendo nuovi costosissimi e impattanti investimenti che generalmente vengono posti a carico della collettività non dei produttori eolici. La Reuters analizza la situazione<a href="http://uk.reuters.com/article/idUKLNE62H02G20100318?sp=true"> in un articolo</a>. La produzione eolica europea è pari a solo il 4% della domanda elettrica e mette a dura prova le reti di trasmissione. Cosa succederà quando si vorranno raggiungere obbiettivi significativi?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un uso massiccio dell&#8217;energia eolica può determinare cambiamenti climatici</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/un-uso-massiccio-dellenergia-eolica-puo-determinare-cambiamenti-climatici/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 16:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un interessante studio del Massachusetts Institute of Technology, l&#8217;utilizzo su larga scala dell&#8217;energia eolica per fornire anche solo il 10% della domanda mondiale di energia mondiale prevista per il 2100 potrà portare a notevoli variazioni climatiche. Lo studio prevede aumenti della temperatura fino ad 1° nei pressi delle installazioni terrestri ( che dovranno estendersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un interessante studio del Massachusetts Institute of Technology, l&#8217;utilizzo su larga scala dell&#8217;energia eolica per fornire anche solo il 10% della domanda mondiale di energia mondiale prevista per il 2100 potrà portare a notevoli variazioni climatiche. Lo studio prevede aumenti della temperatura fino ad 1° nei pressi delle installazioni terrestri ( che dovranno estendersi su vastissime superfici) e effetti significativi di raffreddamento e riscaldamento anche in località distanti, come pure alterazioni delle distribuzioni globali di pioggia e nuvole. Naturalmente si tratta di ricerche ancora allo stadio embrionale con tutte le limitazioni e le incertezze dei modelli climatici attuali.<br />
<a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/03/acp-10-2053-2010.pdf'>Potential climatic impacts and reliability of very large-scale wind farms</a><br />
C. Wang and R. G. Prinn<br />
Center for Global Change Science and Joint Program of the Science and Policy of Global Change, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, MA 02139, USA</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Qualche buona prassi per risparmiare energia</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-sardegna/qualche-buona-prassi-per-risparmiare-energia/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;analisi del sistema elettrico della Sardegna apparsa su Sardegna Democratica, il sito di Renato Soru, mette in evidenza i limiti della scelta eolica:
Nella localizzazione degli impianti eco-compatibili l&#8217;attenzione deve, infatti, essere sempre alta. Anche  se si considera positivo un impianto termoelettrico a biomassa rispetto agli obiettivi di Kyoto, o un impianto fotovoltaico posizionato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;analisi del sistema elettrico della Sardegna apparsa su Sardegna Democratica, il sito di Renato Soru, mette in evidenza i limiti della scelta eolica:</p>
<blockquote><p>Nella localizzazione degli impianti eco-compatibili l&#8217;attenzione deve, infatti, essere sempre alta. Anche  se si considera positivo un impianto termoelettrico a biomassa rispetto agli obiettivi di Kyoto, o un impianto fotovoltaico posizionato a terra, se sono costruiti in campo aperto in area agricola, causano una &#8220;ferita&#8221; sul territorio, creando l&#8217;apertura di una nuova piccola area industriale in &#8220;aperta campagna&#8221;.</p>
<p>Per minimizzare l&#8217;alterazione paesaggistica è opportuno che tutti gli impianti di generazione elettrica vengano realizzati dentro o nei pressi di aree già alterate e compromesse da recuperare o dentro le aree industriali esistenti. Le buone prassi in materia di energia sono l&#8217;elemento portante del Piano Energetico e Ambientale della Regione Autonome della Sardegna elaborato dalla giunta Soru</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.sardegnademocratica.it/index/economia/articolo/22377/qualche-buona-prassi-per-risparmiare-energia.html">Sardegna Democratica</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;espansione dell&#8217;eolico negli USA sarà costosa e porterà ad una modesta riduzione delle emissioni di CO2</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/lespansione-delleolico-negli-usa-sara-costosa-e-portera-ad-una-modesta-riduzione-delle-emissioni-di-co2/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il New York Times scrive che, secondo un rapporto del Dipartimento dell&#8217;Energia Americano, l&#8217;espansione dell&#8217;energia eolica negli USA fino a coprire tra il 20 e il 30% della domanda di energia elettrica sarà possibile ma estremamente costosa e porterà a modesti benefici in termini di riduuzione delle emissioni di anidride carbonica, ovvero a solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il New York Times scrive che, secondo un rapporto del Dipartimento dell&#8217;Energia Americano, l&#8217;espansione dell&#8217;energia eolica negli USA fino a coprire tra il 20 e il 30% della domanda di energia elettrica sarà possibile ma estremamente costosa e porterà a modesti benefici in termini di riduuzione delle emissioni di anidride carbonica, ovvero a solo una riduzione del 4,5% delle emissioni.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.nytimes.com/2010/01/21/business/energy-environment/21wind.html">New York Times</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Rivisti al ribasso i dati sulla produzione eolica 2009</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/rivisti-al-ribasso-i-dati-sulla-produzione-eolica-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto riportato sul rapporto mensile del dicembre 2009 emesso da Terna la produzione eolica nel 2009 sarebbe stata di circa 6 TWh non 6,7 TWh come riportato in un comunicato della lobby eolica di qualche giorno fa. Tali dati non sono comunque ufficiali, ma se confermati mostrerebbero, come a fronte di un innegabile trend [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato sul rapporto mensile del dicembre 2009 emesso da Terna la produzione eolica nel 2009 sarebbe stata di circa 6 TWh non 6,7 TWh come riportato in un comunicato della lobby eolica di qualche giorno fa. Tali dati non sono comunque ufficiali, ma se confermati mostrerebbero, come a fronte di un innegabile trend di espansione della potenza installata, la produttività degli impianti eolici italiani si stia posizionando su livelli molto bassi.</p>
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		<title>Scarsa la produttività dell&#8217;eolico in Italia anche nel 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 17:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati ufficiosi forniti dalla lobby eolica a fronte di un considerevole aumento di potenza installata passata da 3.750 MW a 4.850 MW in un anno la produzione di energia dal vento sarebbe stata pari a 6,7 TWh con una &#8216;efficienza delle centrali stimabile in circa 1.550 ore equivalenti (considerando il fatto che molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati ufficiosi forniti dalla lobby eolica a fronte di un considerevole aumento di potenza installata passata da 3.750 MW a 4.850 MW in un anno la produzione di energia dal vento sarebbe stata pari a 6,7 TWh con una &#8216;efficienza delle centrali stimabile in circa 1.550 ore equivalenti (considerando il fatto che molte centrali sono entrate in produzione nel corso dell&#8217;anno) ovvero  meno del 18%.<br />
La situazione sarà ancora peggiore se i dati reali a consuntivo saranno inferiori a quanto stimato ad oggi (come avviene regolarmente da alcuni anni).<br />
L&#8217;incidenza dell&#8217;eolico sulla produzione totale si ferma, nonostante gli oltre 5.000 aerogeneratori installati in gran parte nel Sud Italia, al 2% dell&#8217;energia elettrica, ovvero meno dell&#8217;1% del fabbisogno energetico nazionale.<br />
Tra i motivi della scarsa produzione oltre alla scarsa ventosità del territorio nazionale e all&#8217;installazione di centrali in zone poco ventose grazie agli enormi incentivi vi è probabilmente anche l&#8217;inadeguatezza della rete elettrica che costringe a bloccare la produzione eolica in alcune zone del Sud Italia.  </p>
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		<title>Il Sole 24 ore: «Sulle rinnovabili i numeri non tornano»</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un articolo apparso nei giorni scorsi sul sito de &#8220;Il Sole 24 ore&#8221; a proposito delle potenzialità delle fonti rinnovabili e dei frequenti divari tra produzione teorica ed effettiva:
Le energie rinnovabili sono una «grande opportunità di ricerca e di business», ma i target che si sono posti l&#8217;Unione europea e l&#8217;amministrazione Obama sono irraggiungibili&#8230;
Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/energie-rinnovabili-angelo-spena.shtml?uuid=def3c24e-9e0c-11de-8d06-65c305b3f5e4&#038;DocRulesView=Libero">un articolo apparso nei giorni scorsi sul sito de &#8220;Il Sole 24 ore&#8221;</a> a proposito delle potenzialità delle fonti rinnovabili e dei frequenti divari tra produzione teorica ed effettiva:</p>
<blockquote><p>Le energie rinnovabili sono una «grande opportunità di ricerca e di business», ma i target che si sono posti l&#8217;Unione europea e l&#8217;amministrazione Obama sono irraggiungibili&#8230;</p>
<p><strong>Da dove nasce questo divario tra installato e produzioni effettive?</strong><br />
Ci sono tre ordini di problemi. Il primo è legato a malfunzionamenti e problemi di sistema, poi la geografia del Paese: in molte zone il vento è raro. Infine, si scontano gli errori nelle analisi preventive, troppo semplicistiche e ottimistiche. Si trascurano troppi aspetti prestazionali. Una fonte rinnovabile deve soddisfare insieme tutti i tre requisiti: costo, durata, efficienza. Se solo uno non c&#8217;è, salta tutto.
</p></blockquote>
<p>Fonte: Il sole 24 ore</p>
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