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	<title>Via dal Vento &#187; Avifauna e biodiversità</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>La Società Israeliana per la protezione della natura: le torri eoliche minacciano gli uccelli e le aree naturali.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un rapporto preparato da uno dei gruppi ambientalisti più importanti di Israel, la Società per la Protezione della Natura, l&#8217;eolico entra tra le principali minacce all&#8217;ambiente nel paese: le proposte di creare centrali nel Golan, nel Nord del Negev e nelle montagne di Eilat metterebbero a rischio le aree naturali e l&#8217;avifauna. Fonte: Haaretz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un rapporto preparato da uno dei gruppi ambientalisti più importanti di Israel, la Società per la Protezione della Natura, l&#8217;eolico entra tra le principali minacce all&#8217;ambiente nel paese: le proposte di creare centrali nel Golan, nel Nord del Negev e nelle montagne di Eilat metterebbero a rischio le aree naturali e l&#8217;avifauna.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.haaretz.com/print-edition/news/israeli-environmental-group-wind-turbines-endanger-birds-threaten-open-areas-1.407689">Haaretz</a></p>
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		<title>La Regione Toscana smonta gli studi sull&#8217;avifauna degli eolici</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/la-regione-toscana-smonta-gli-studi-sullavifauna-degli-eolici/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo le importanti ed esemplari motivazioni con cui la Regione Toscana ha bocciato l&#8217;eolico di Monterotondo Marittima, nella parte relativa all&#8217;avifauna: Il rappresentante del Settore “Politiche agroambientali, attività faunistico-venatoria e pesca dilettantistica ” ha fornito nel corso della riunione della conferenza interna del 16 giugno 2010 il seguente contributo: “ricordato il contenuto della Risoluzione adottata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo le importanti ed esemplari motivazioni con cui la Regione Toscana ha bocciato l&#8217;eolico di Monterotondo Marittima, nella parte relativa all&#8217;avifauna:</em></p>
<p>Il rappresentante del Settore “Politiche agroambientali, attività faunistico-venatoria e pesca dilettantistica ” ha fornito nel corso della riunione della conferenza interna del 16 giugno 2010 il seguente contributo:<br />
“ricordato il contenuto della Risoluzione adottata dagli ornitologi italiani durante il XV Convegno Italiano di Ornitologia svoltosi nello scorso mese di ottobre; in riferimento allo Studio di Impatto Ambientale e alla relativa Valutazione di Incidenza presentata dal proponente emerge un quadro notevolmente contraddittorio, in quanto si afferma prima che esistono numerosissime specie di uccelli migratori e non, soprattutto rapaci rarissimi e una notevole presenza di chirotteri con colonie riproduttive nelle immediate vicinanze dell’impianto, ma successivamente si raggiungono conclusioni che prevedono un impatto trascurabile dell’impianto sull’avifauna locale e migratoria. In sostanza la Valutazione di Incidenza arriva ad affermare che il rischio di collisioni è presente, e la perdita anche solo di pochissimi esemplari ogni anno presenta una minaccia importante per alcune specie a rischio estinzione in Toscana ma anche in Italia e in Europa. Questo non può essere considerato accettabile soprattutto per specie particolarmente protette e a rischio estinzione come il falco Lanario e il Biancone.<br />
Il fattore di densità dei rapaci è da considerarsi con importanza relativa alle specie e alle popolazioni: una bassa probabilità di incidenza diretta (collisione) a carico di individui di una popolazione a bassa densità come quella di Lanario (presente nell’area) può determinare con maggiori probabilità l’estinzione totale della specie in quel territorio.</p>
<p><span id="more-7942"></span><br />
In merito alla protezione delle colonie riproduttive dei chirotteri presenti in zona è evidente una criticità non risolta relativa ad una colonia che si è stabilizzata nell’edificio n. 5 analizzato dal monitoraggio del proponente. Se da una parte si evidenza l’importanza di tale colonia e si precisa come il progetto preliminare sia stato modificato in modo da escludere ogni turbativa dell’edificio n. 5, dall’altra si trascura l’affermazione fatta dallo stesso proponente che indica una distanza tra l’edificio n. 5 e l’impianto di circa 1,5 km, insufficiente per annullare un eventuale impatto negativo. Infatti i Chirotteri compiono spostamenti giornalieri di diversi chilometri per raggiungere le aree di foraggiamento. Sempre secondo l’analisi del proponente si ricorda che la presenza di impianti eolici nei pressi di aree di foraggiamento (piccolo lago vicino all’impianto) può avere sia effetti diretti (collisioni) sia effetti indiretti (allontanamento spontaneo e conseguente perdita dell’area di foraggiamento). Ulteriore elemento di rischio emerge dall’affermazione che riguarda la non conoscenza esatta delle rotte percorse dai Chirotteri nella zona e quindi non è possibile stabilire se l’area dell’impianto si trovi o meno lungo una direttrice. Per di più il proponente continua sostenendo che è estremamente difficile stimare soglie critiche di mortalità tali da evitare l’estinzione locale dei pipistrelli, ciò è dovuto al fatto che non si conoscono stime relative alle popolazioni delle varie specie di Chirotteri presenti in zona. Non si capisce come, dopo tali affermazioni, il proponente possa ritenere che il numero di morti sostenibili sarà molto basso, ed anzi, viene correttamente ricordato che i Chirotteri sono molto vulnerabili ad eventuali morti accidentali causate dall’impatto con le pale dei generatori eolici, in particolare se queste riguardano femmine riproduttive in stato di gravidanza.<br />
Tutto ciò fa supporre quindi che il monitoraggio sia insufficiente a stabilire con relativa attendibilità stime accettabili di impatto dell’avifauna e dei Chirotteri sull’impianto in oggetto. Per quanto riguarda la determinazione dello status attuale dell’avifauna e della fauna (mammiferi) presente nella zona, vengono descritte come risorse rare, rinnovabili, strategiche descrivendo in ogni fase di realizzazione dell’impianto il valore d’impatto su fauna ed avifauna locale. In particolar modo, nella fase di cantiere il proponente afferma che potrebbero verificarsi impatti a causa di sbancamenti,<br />
22	Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 2 del 11.1.2012<br />
riporti di terreno, scavi ect ect. Questa evenienza costituisce un reale pericolo soprattutto per le specie ungulati che inevitabilmente dovranno spostarsi dalla zona interessata dai lavori e, considerando che nelle vicinanze dell’area dell’impianto è presente la strada provinciale SP160 che interessa il lato sud ed est dell’impianto, si potranno verificare attraversamenti del tratto stradale citato con conseguente rischio di incidenti stradali causati da fauna selvatica. Durante la fase di esercizio il proponente dichiara impatti “medi”, reversibili a lungo temine per il Biancone. Questa perdita non è assolutamente insostenibile per una specie inserita nella Red List internazionale delle specie a rischio estinzione.<br />
Per quanto riguarda la stima delle collisioni bisogna rilevare che essa appare volta a fornire dati minimizzanti perché basata sul numero di passaggi effettuati dai rapaci nell’area dell’impianto solo nel limitato periodo di monitoraggio. Il monitoraggio avifaunistico, infatti, condotto dal proponente, non può dirsi esaustivo della frequentazione dell’area dell’impianto da parte di rapaci residenti in aree limitrofe, in migrazione e svernamento. In particolare, come evidenziato dallo stesso proponente, il territorio scelto per la realizzazione dell’impianto si trova al centro tra due Siti di Interesse Regionale e le rotte di spostamento dell’avifauna presente nell’area attraverserebbero inevitabilmente l’impianto eolico (come emerge dalla tavola 2.2b del monitoraggio avifaunsitico predisposto dal proponente dal titolo “Direzioni di migrazione e areali di frequentazione”).<br />
Il fattore “capacità di schivare le pale” è assolutamente non definibile e rende, dunque, non credibile qualsiasi calcolo minimizzante basato su di esso. Pare anzi vero il contrario, cioè che molte specie siano attratte dal movimento delle pale e quindi soggette a collisione.<br />
Da sottolineare, inoltre, che per specie come il Lanario anche la perdita di un basso numero di individui all’anno costituirebbe un grave danno alla conservazione della specie, nidificante a poche centinaia di metri dall’impianto previsto e non presa affatto in considerazione. Conclusioni: per quanto sopra esposto il parere di questo Ufficio risulta negativo in merito al procedimento di VIA attualmente in corso nei confronti dell’impianto eolico in oggetto”;<br />
- [...] per tutto quanto sopra [...] il progetto risulta incompatibile con l’ambiente in relazione agli impatti critici non mitigabili sulle componenti “paesaggio” e “avifauna”;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/Delibera-negativa-progetto-eolico-Monterotondo.pdf">DGR Toscana nr. 1206/2011</a></p>
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		<title>Le centrali eoliche spagnole uccidono tra i 6 e i 18 milioni di uccelli ogni anno</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/le-centrali-eoliche-spagnole-uccidono-tra-i-6-e-i-18-milioni-di-uccelli-ogni-anno/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo dice la società ornitologica spagnola, che specifica anche come le statistiche per la mortalità debbano essere interpretate in funzione della consistenza delle popolazioni di ogni singola specie con la conseguenza che piccoli tassi di mortalità possono condannare specie già in pericolo. La stima è stata presentata al congresso della società tenutosi il 12 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dice la società ornitologica spagnola, che specifica anche come le statistiche per la mortalità debbano essere interpretate in funzione della consistenza delle popolazioni di ogni singola specie con la conseguenza che piccoli tassi di mortalità possono condannare specie già in pericolo. La stima è stata presentata al congresso della società tenutosi il 12 gennaio 2012.<br />
Fonte: <a href="http://www.seo.org/sala_detalle.cfm?idSala=6140&#038;CFID=5713153&#038;CFTOKEN=27775615&#038;jsessionid=aa306c3dc5133e6b06d3">SEO Birdlife</a>.</p>
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		<title>Bulgaria: fermata realizzazione di parco eolico nocivo per l’avifauna</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il ministero per l’Ambiente e le acque bulgaro ha annullato la decisione del Direttorato regionale della città di Burgas, sul Mar Nero, che avrebbe voluto realizzare un parco eolico in una zona posta lungo la rotta percorsa dagli uccelli migratori. Lo ha confermato una nota ministeriale. Il parco eolico doveva essere composto da undici grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Il ministero per l’Ambiente e le acque bulgaro ha annullato la decisione del Direttorato regionale della città di Burgas, sul Mar Nero, che avrebbe voluto realizzare un parco eolico in una zona posta lungo la rotta percorsa dagli uccelli migratori. Lo ha confermato una nota ministeriale. Il parco eolico doveva essere composto da undici grandi generatori a pale, situati in un punto in cui passa una delle due principali rotte migratorie dei volatili europei, la cosiddetta “Via Pontica”. In quel tratto, la rotta è larga non più di 60 chilometri. Inoltre, il parco eolico si sarebbe trovato ad appena cinque chilometri di distanza dall’area protetta del lago di Atanasovsko, che, come confermato da oltre vent’anni di ricerche, è uno dei luoghi principali in Bulgaria per il passaggio e la riproduzione di specie quali le cicogne, i pellicani e molti rapaci.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agenzianova.com/a/4f0740ec601a38.10973640/638527/2012-01-06/bulgaria-fermata-realizzazione-di-parco-eolico-nocivo-per-l-ambiente/linked">Agenzia Nova</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eolico avrà licenza di uccidere le aquile dell&#8217;Oregon</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo U.S. Fish and Wildlife Service, l&#8217;ente deputato alla tutela della fauna negli USa, sta pensando di concedere agli sviluppatori di centrali eoliche dell&#8217;Oregon una licenza di uccidere un determinato numero di aquile reali nel corso della vita di una centrale, senza subire conseguenze di natura penale, visto che si tratta di una specie protetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo U.S. Fish and Wildlife Service, l&#8217;ente deputato alla tutela della fauna negli USa, sta pensando di concedere agli sviluppatori di centrali eoliche dell&#8217;Oregon una licenza di uccidere un determinato numero di aquile reali nel corso della vita di una centrale, senza subire conseguenze di natura penale, visto che si tratta di una specie protetta con una speciale legge risalente al 1940. E&#8217; il primo permesso del genere mai concesso da quando la legge è in vigore.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ktvz.com/news/30143213/detail.html">KVTZ</a>.</p>
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		<title>California, l&#8217;eolico contro i condor</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Aumentano le preoccupazioni in California per il possibile impatto delle centrali eoliche in progetto al passo di Tehachapi sul condor della California. Ne parla un lungo dossier di Forbes: il condor californiano è stato oggetto di uno dei più importanti progetti di reintroduzione dopo essere scampato di poco all&#8217;estinzione e adesso sta espandendo il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano le preoccupazioni in California per il possibile impatto delle centrali eoliche in progetto al passo di Tehachapi sul condor della California. Ne parla un lungo dossier di Forbes: il condor californiano è stato oggetto di uno dei più importanti progetti di reintroduzione dopo essere scampato di poco all&#8217;estinzione e adesso sta espandendo il proprio habitat in nuove zone, interessate da progetti eolici. La preoccupazione non riguarda solo l&#8217;aspetto conservazionistico ma anche problemi economici: la legge dello Stato è molto severe per chi uccide i condor senza autorizzazione e si teme che possa essere applicata anche alle società che gestiscono le centrali che potrebbero essere costrette a sospendere l&#8217;attività in seguito ad eventuali collisioni. Di qui sorgono anche problemi per ottenere il finanziamento dei progetti da parte delle banche.<br />
Fonte: <a href="http://www.forbes.com/forbes/2012/0116/feature-mark-tholke-wind-farm-california-tehachapi-mountains.html">Forbes</a>.</p>
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		<title>Canada, continua la strage dell&#8217;avifauna a Wolfe Island</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicati i dati dell&#8217;ultimo rapporto semestrale sulla mortalità dell&#8217;avifauna provocata dalla centrale eolica di Wolfe Island, in Canada. Nella prima metà del 2011 sono stati uccisi 16 rapaci, 131 uccelli di altro tipo e 41 pipistrelli. Emergono anche parecchi dubbi sulla modalità con cui vengono effettuate le ricerche ed il timore che i numeri reali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicati i dati dell&#8217;ultimo rapporto semestrale sulla mortalità dell&#8217;avifauna provocata dalla centrale eolica di Wolfe Island, in Canada. Nella prima metà del 2011 sono stati uccisi 16 rapaci, 131 uccelli di altro tipo e 41 pipistrelli. Emergono anche parecchi dubbi sulla modalità con cui vengono effettuate le ricerche ed il timore che i numeri reali siano molto maggiori di quanto riportato dai consulenti della società che gestisce l&#8217;impianto.</p>
<p>Fonte: <a href="http://windfarmrealities.org/?p=1329">Wind Farm Realities</a></p>
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		<title>Egitto, i timori per l&#8217;avifauna bloccano l&#8217;eolico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/egitto-i-timori-per-lavifauna-bloccano-leolico/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto sembra in campo di energia rinnovabili avremmo molto da imparare perfino dagli egiziani. I progetti di installare centrali eoliche lungo la costa del Mar Rosso si scontrano con la presenza di un&#8217;importantissima rotta migratoria lungo cui passano annualmente un milione e mezzo di uccelli. Il Governo pensa così di limitare lo sviluppo dell&#8217;eolico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto sembra in campo di energia rinnovabili avremmo molto da imparare perfino dagli egiziani. I progetti di installare centrali eoliche lungo la costa del Mar Rosso si scontrano con la presenza di un&#8217;importantissima rotta migratoria lungo cui passano annualmente un milione e mezzo di uccelli. Il Governo pensa così di limitare lo sviluppo dell&#8217;eolico in queste zone.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.upi.com/Business_News/Energy-Resources/2011/12/30/Conservation-dampens-Egypts-green-efforts/UPI-92601325250880/#ixzz1iEhkytHK">UPI</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>USA: petizione delle associazioni ornitologiche per controlli più stretti e vincolanti per l&#8217;eolico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/usa-petizione-delle-associazioni-ornitologiche-per-controlli-piu-stretti-e-vincolanti-per-leolico/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[La American Bird Conservancy, una delle più importanti associazione ornitologiche degli USA lancia l&#8217;allarme eolico: le stime del governo federale sono che nel 2009 440.000 uccelli sono stati uccisi da aerogeneratori e si stima vche nel 2020 tale numero salirà a oltre 1.000.000 di uccelli uccisi ogni anno. Inoltre i progetti eolici impatteranno 20.00 miglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La American Bird Conservancy, una delle più importanti associazione ornitologiche degli USA lancia l&#8217;allarme eolico: le stime del governo federale sono che nel 2009 440.000 uccelli sono stati uccisi da aerogeneratori e si stima vche nel 2020 tale numero salirà a oltre 1.000.000 di uccelli uccisi ogni anno. Inoltre i progetti eolici impatteranno 20.00 miglia quadrate di habitat terrestre e 4.000 miglia quadrate di habitat marino. In pericolo numerosissime specie di uccelli, in particolare i rapaci e gli uccelli di grandi dimensioni minacciati da tre fattori contestuali: la collisione con gli impianti eolici, la collisione con le linee elettriche a questi associati e la perdita o la modifica di habitat essenziali.</p>
<p>L&#8217;Associazione chiede che le attuali normative di protezione e di verifica ambientale relative alle pratiche autorizzative  per centrali eoliche da volontarie siano rese obbligatorie. La normativa attuale emanata dal Fish &#038; Wildlife Service, che contiene aspetti importanti di tutela, dopo pressione della lobby eolica non è stata resa obbligatoria, ma è solo consigliata.</p>
<p><a href="http://www.abcbirds.org/abcprograms/policy/collisions/pdf/wind_rulemaking_petition.pdf">Scarica il testo della petizione (in inglese, 100 pagine)</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.abcbirds.org/abcprograms/policy/collisions/wind_farms.html">American Bird Conservancy</a></p>
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		<title>Rumore in mare, inferno per i mammiferi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli esperti lanciano l&#8217;allarme per la sempre maggiore invasioni degli ambienti marini legata alle attività umane: traffico marittimo, prospezioni petrolifere, elettrodotti sottomarini, attività militari e infine centrali eoliche offshore. Il pericolo viene anche da dove non te lo aspetteresti per esempio la costruzione di campi eolici sempre più estesi. Una tecnica di installazione prevede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esperti lanciano l&#8217;allarme per la sempre maggiore invasioni degli ambienti marini legata alle attività umane: traffico marittimo, prospezioni petrolifere, elettrodotti sottomarini, attività militari e infine centrali eoliche offshore.</p>
<blockquote><p>Il pericolo viene anche da dove non te lo aspetteresti  per esempio la costruzione di campi eolici sempre più estesi. Una tecnica di installazione prevede di installare sul fondo del mare con un martello idraulico un plinto che servirà di supporto alla fondazmenta dei mulini a vento. Un processo suscettibile si provocare un rumore di 250 decibel una dose mortale per i mammiferi che si trovano nei paraggi. A questo si aggiungerà il rumore provocato dai battelli necessari per l&#8217;installazione, la posa dei cavi, l&#8217;allargamento delle infrastrutture portuali.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ladepeche.fr/article/2011/12/03/1231079-le-tintamarre-en-mer-enfer-des-mammiferes.html"> La Depeche</a>.</p>
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		<title>Canada il Senato e gli ambientalisti chiedono una moratoria per l&#8217;eolico nelle IBA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 17:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo ambientalista Nature Canada (una coalizione di moltissime associazioni canadesi) appoggia una mozione, votata all&#8217;unanimità dal Senato canadese che chiede una moratoria sull&#8217;approvazione di progetti eolici entro tre chilometri dalle coste del Lago Ontario (aree IBA, Important bird Areas, ovvero di importanza per l&#8217;avifauna), finché non ne venga adeguatamente studiato l&#8217;impatto e finché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo ambientalista Nature Canada (una coalizione di moltissime associazioni canadesi) appoggia una mozione, votata all&#8217;unanimità dal Senato canadese che chiede una moratoria sull&#8217;approvazione di progetti eolici entro tre chilometri dalle coste del Lago Ontario (aree IBA, Important bird Areas, ovvero di importanza per l&#8217;avifauna), finché non ne venga adeguatamente studiato l&#8217;impatto e finché non vengano imposte restrizioni per la tutela delle aree protette.</p>
<p>Fonte: <a href="http://naturecanada.ca/newsroom_nov_28_11_wind_moratorium.asp">Nature Canada</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eolico in Cile mette a rischio la balenottera azzurra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 17:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Perplessità dal mondo ambientalista cileno per la costruzione di una centrale eolica di grandi dimensioni a Chiloé sulle coste del Pacifico. Si teme che la costruzione di una centrale sulla costa potrebbe mettere a rischio una zona di riproduzione delle balenottere azzurre e danneggiare l&#8217;habitat di uccelli migratori, pinguini e altre specie marine. Fonte: National [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perplessità dal mondo ambientalista cileno per la costruzione di una centrale eolica di grandi dimensioni a Chiloé sulle coste del Pacifico. Si teme che la costruzione di una centrale sulla costa potrebbe mettere a rischio una zona di riproduzione delle balenottere azzurre e danneggiare l&#8217;habitat di uccelli migratori, pinguini e altre specie marine.</p>
<p>Fonte: <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/energy/2011/11/111129-chile-wind-farm-impact-on-the-blue-whale">National Geographic</a>.</p>
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		<title>Le pale eoliche e gli uccelli del Cilento, una convivenza difficile. Parte II: intervista a Yasmine Accardo del Cras di Sessa Cilento</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-campania/le-pale-eoliche-e-gli-uccelli-del-cilento-una-convivenza-difficile-parte-ii-intervista-a-yasmine-accardo-del-cras-di-sessa-cilento/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;A Sessa Cilento da 6 mesi è attivo il Centro recupero animali selvatici il quale interviene per un primo soccorso in caso di ritrovamento di animali selvatici feriti nel Parco cilentano. La maggior parte degli animali ricoverati al Centro di Sessa sono volatili. Per questo motivo il Giornale del Cilento ha ascoltato la direttrice sanitaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;A Sessa Cilento da 6 mesi è attivo il Centro recupero animali selvatici il quale interviene per un primo soccorso in caso di ritrovamento di animali selvatici feriti nel Parco cilentano. La maggior parte degli animali ricoverati al Centro di Sessa sono volatili. Per questo motivo il Giornale del Cilento ha ascoltato la direttrice sanitaria del Centro recupero animali selvatici, Yasmine Accardo. Dalle dichiarazioni della dottoressa emerge come le pale eoliche possano essere causa di ferite anche mortali per gli uccelli. Ma un&#8217;altra problematicha che emerge dall&#8217;intervista è quella legata al modo in cui le pale eoliche influenzano il comportamento degli uccelli, i quali sono costretti a deviare le traiettorie dei propri voli.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornaledelcilento.it/it/30-11-2011-le_pale_eoliche_e_gli_uccelli_del_cilento_una_convivenza_difficile_parte_ii_intervista_a_yasmine_accardo_del_cras_di_sessa_cilento-10250.html">Giornale del Cilento</a>.</p>
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		<title>Le pale eoliche e gli uccelli del Cilento, una convivenza difficile</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-basilicata/le-pale-eoliche-e-gli-uccelli-del-cilento-una-convivenza-difficile/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 12:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;intervista ad Enzo Cripezzi sul tema del rapporto tra eolico ed avifauna: &#8220;D: Quale può essere l’impatto ambientale degli impianti eolici, soprattutto in un territorio come quello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni? R: In generale la situazione, come per tutto il Mezzogiorno è drammatica.  Nell&#8217;area in questione si aggiungono il vilipendio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;intervista ad Enzo Cripezzi sul tema del rapporto tra eolico ed avifauna:</p>
<blockquote><p>&#8220;D: Quale può essere l’impatto ambientale degli impianti eolici, soprattutto in un territorio come quello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni?<br />
R: In generale la situazione, come per tutto il Mezzogiorno è drammatica. <br />
Nell&#8217;area in questione si aggiungono il vilipendio di risorse paesaggistiche e naturali (dal Nibbio reale all&#8217;Aquila, ancora con pochissime coppie residue) che possono rappresentare il riscatto del nostro sud, visto che si tratta di risorse ormai delocalizzabili in Cina o altrove.<br />
Ciò è ancor più vero per le aree protette, in cui il territorio e i suoi valori sono il primo bene monetizzabile a vantaggio delle popolazioni.<br />
In un momento in cui tedeschi e inglesi vedono il film &#8220;Basilicata coast to coast&#8221; e promuovono l&#8217;acquisto e la visita nel Mezzogiorno noi lo degradiamo per sempre.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornaledelcilento.it/it/20-11-2011-le_pale_eoliche_e_gli_uccelli_del_cilento_una_convivenza_difficile_parte_i_intervista_ad_enzo_cripezzi_della_lipu_birdlife_italia-10168.html">Il Giornale del Cilento</a>.</p>
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		<title>Mortalità dei pipistrelli e torri eoliche. Quali le cause?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio scientifico apparso sul Journal of Mammalogy, organo della American Society of Mammalogists, indaga le cause della mortalità dei pipistrelli presso le centrali eoliche. I pipistrelli muoiono per due cause, l&#8217;impatto diretto con le parti meccaniche, e il barotrauma, causato dalla differenza di pressione. La maggior parte delle carcasse esaminate (il 74%) presentava fratture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio scientifico apparso sul Journal of Mammalogy, organo della American Society of Mammalogists, indaga le cause della mortalità dei pipistrelli presso le centrali eoliche. I pipistrelli muoiono per due cause, l&#8217;impatto diretto con le parti meccaniche, e il barotrauma, causato dalla differenza di pressione. La maggior parte delle carcasse esaminate (il 74%) presentava fratture e altri segni dell&#8217;impatto, mentre il 52% presentava segni di emorragia interna. Lo studio trova che sia difficile attribuire con certezza ad una delle due cause le morti dei pipistrelli.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.asmjournals.org/doi/abs/10.1644/10-MAMM-A-404.1">AMS</a></p>
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		<title>Pennsylvania, trovato un pipistrello morto. La centrale eolica chiude di notte.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 07:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[La scoperta della carcassa di un pipistrello appartenente ad un specie protetta ha indotto le autorità a ordinare la chiusura notturna nel periodo autunnale della centrale eolica &#8220;North Allegheny&#8221;. E&#8217; stato lo stesso operatore dell&#8217;impianto ad informare le autorità della scoperta della carcassa, durante un monitoraggio ambientale. Fonte: Renewables Biz.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scoperta della carcassa di un pipistrello appartenente ad un specie protetta ha indotto le autorità a ordinare la chiusura notturna nel periodo autunnale della centrale eolica &#8220;North Allegheny&#8221;. E&#8217; stato lo stesso operatore dell&#8217;impianto ad informare le autorità della scoperta della carcassa, durante un monitoraggio ambientale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.renewablesbiz.com/article/11/10/bat-fatalities-wind-farms">Renewables Biz</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>500 uccelli uccisi in una notte da una centrale eolica</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/500-uccelli-uccisi-in-una-notte-da-una-centrale-eolica/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 06:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Strage di uccelli migratori in una notte nella centrale eolica di Laurel Mountain, West Virginia. 500 uccelli sono morti non a causa dell&#8217;impatto con le turbine ma per la confusione indotta dalle luci della sottostazione di trasformazione. Un&#8217;ulteriore conferma dei devastanti effetti che ha sull&#8217;ambiente l&#8217;industrializzazione di aree naturali e di grande importanza per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strage di uccelli migratori in una notte nella centrale eolica di Laurel Mountain, West Virginia. 500 uccelli sono morti non a causa dell&#8217;impatto con le turbine ma per la confusione indotta dalle luci della sottostazione di trasformazione. Un&#8217;ulteriore conferma dei devastanti effetti che ha sull&#8217;ambiente l&#8217;industrializzazione di aree naturali e di grande importanza per la biodiversità per la produzione di energia cosiddetta rinnovabile.</p>
<p>Fonte: <a href="http://green.blogs.nytimes.com/2011/11/09/nearly-500-birds-found-dead-at-wind-farm/">New York Times</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Eolico in Toscana, servono linee guida più aggiornate e un atlante più preciso degli impatti nelle varie aree</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/eolico-in-toscana-servono-linee-guida-piu-aggiornate-e-un-atlante-piu-preciso-degli-impatti-nelle-varie-aree/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito Greenreport.it alcune considerazioni di Paolo Sposimo, naturalista e consulente ambientale. Vorrei permettermi di aggiungere qualche considerazione sul tema dello sviluppo dell&#8217;energia eolica in Toscana, su cui si è acceso un notevole dibattito nelle ultime settimane. Lavorando in una piccola società di consulenza in campo ambientale, ho avuto modo di collaborare sia con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal sito <a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?lang=it&#038;page=default&#038;id=13169">Greenreport.it</a> alcune considerazioni di Paolo Sposimo, naturalista e consulente ambientale.</em></p>
<p>Vorrei permettermi di aggiungere qualche considerazione sul tema dello sviluppo dell&#8217;energia eolica in Toscana, su cui si è acceso un notevole dibattito nelle ultime settimane.</p>
<p>Lavorando in una piccola società di consulenza in campo ambientale, ho avuto modo di collaborare sia con gli uffici della Regione Toscana alla stesura delle Linee guida per la valutazione dell&#8217;impatto ambientale degli impianti eolici, pubblicate nel 2004, sia con numerosi proponenti di impianti eolici, collaborando a Studi d&#8217;Impatto Ambientale e di Incidenza e a monitoraggi faunistici ante operam; ho quindi visto da vicino e in qualche modo ho &#8220;condiviso&#8221; le difficoltà di entrambe le parti.</p>
<p>Riguardo agli aspetti naturalistici &#8211; non sono infatti in grado di affrontare le questioni legate al paesaggio &#8211; la situazione di incertezza e di scontro che si è venuta a creare è dovuta, a mio parere, alla mancanza di un quadro di riferimento, normativo e tecnico-scientifico, che permetta ai proponenti di individuare a priori i siti potenzialmente idonei a queste opere, e agli uffici regionali di valutare in modo il più possibile oggettivo se i potenziali impatti di un qualsiasi progetto sono accettabili o meno.</p>
<p>Oggi entrambe le parti si trovano in difficoltà: gli operatori economici, in assoluta buona fede, possono proporre la realizzazione di impianti anche in aree dove queste potrebbero produrre un notevole impatto, gli uffici regionali devono invece cercare di capire se i possibili impatti sono stati adeguatamente esaminati e descritti e, questione ancora più complessa, valutare il &#8220;peso&#8221; di questi impatti.</p>
<p>Ad esempio, il rischio di mortalità a carico di una qualsiasi specie, secondo quanto stabilito dalle direttive europee, deve essere considerato tenendo conto dell&#8217;impatto cumulativo dell&#8217;opera in esame e di quelle simili già autorizzate o proposte: ma quale può essere la mortalità cumulativa accettabile a carico della popolazione nidificante in Toscana di una certa specie di rapace o di pipistrello?</p>
<p><span id="more-7274"></span> </p>
<p>Questo punto è particolarmente critico: alcune specie semplicemente non possono sopportare incrementi anche modesti del tasso di mortalità della popolazione adulta, e quindi la perdita anche di pochi individui l&#8217;anno potrebbe, a lungo termine, provocarne l&#8217;estinzione locale (questo potrebbe essere il caso dell&#8217;aquila reale oppure di alcuni uccelli marini, qualora risultassero vulnerabili rispetto agli impianti off-shore); altre specie, naturalmente caratterizzate da più elevati tassi di natalità e di mortalità, , hanno invece popolazioni che possono non risentire affatto della perdita di decine o centinaia di individui l&#8217;anno (ad es. gran parte dei passeriformi ma anche specie relativamente comuni di rapaci diurni e notturni).</p>
<p>È evidente come, a fronte di tutte queste incertezze, il principio di precauzione, di cui i valutatori devono tenere conto, possa indurre a bocciare un gran numero di proposte, che non sempre e non necessariamente produrrebbero impatti significativi.</p>
<p>Quale può essere la soluzione? A mio parere, non la semplice richiesta di &#8220;allargare le maglie&#8221;, in assenza di strumenti e criteri che permettano di premiare i progetti ambientalmente più compatibili.</p>
<p>Servirebbe invece:<br />
1. disporre di Linee Guida più aggiornate, coerenti con i recenti cambiamenti del quadro normativo nazionale, vincolanti per quanto riguarda le aree &#8220;non idonee&#8221; e con indicazioni stringenti sui contenuti minimi degli Studi di Impatto Ambientale. Queste, secondo quanto annunciato dalla Regione Toscana, sono attese in tempi brevissimi;</p>
<p>2. tentare di individuare &#8211; sulla base delle migliori conoscenze esistenti, coinvolgendo gli esperti presenti sul territorio regionale &#8211; aree a diverso livello di rischio per l&#8217;avifauna e per i pipistrelli, in modo da semplificare le procedure nelle zone a minor rischio e in qualche modo &#8220;sconsigliare&#8221; la presentazione di progetti progetti nelle aree dove il rischio è maggiore;</p>
<p>3. provare a individuare, sempre con il coinvolgimento degli esperti, dei valori di mortalità &#8220;accettabile&#8221;, cumulativi e non, per le specie maggiormente vulnerabili presenti in Toscana. Si tratterebbe evidentemente di approssimazioni, da affinare nel tempo con l&#8217;acquisizione di nuove conoscenze derivanti dai monitoraggi in fase di esercizio e possibilmente da indagini ad hoc, che però potrebbero aiutare notevolmente chi deve rilasciare o meno l&#8217;autorizzazione a questi impianti.</p>
<p>Insomma, sarebbe utile disporre di metodi e strumenti che permettano di proporre la realizzazione di impianti eolici nei siti più idonei e di individuare e non autorizzare solo quelli che realmente potrebbero causare impatti significativi.</p>
<p>* Naturalista, consulente nel settore ambientale</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Regione dice Puglia  sì al parco eolico tra Gravina e Poggiorsini. Perpolessità dal Parco dsell&#8217;Alta Murgia</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 17:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La nascitura centrale, che non ricade nei confini del parco dell&#8217;alta Murgia o di aree protette, taglia dunque il traguardo dopo una vistosa cura dimagrante, imposta dalle prescrizioni dettate, negli anni passati, dai Municipi interessati e dalla stessa Regione: in prima battuta, infatti, il progetto presentato contemplava l&#8217;occupazione di una superficie di oltre 28.000 metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;La nascitura centrale, che non ricade nei confini del parco dell&#8217;alta Murgia o di aree protette, taglia dunque il traguardo dopo una vistosa cura dimagrante, imposta dalle prescrizioni dettate, negli anni passati, dai Municipi interessati e dalla stessa Regione: in prima battuta, infatti, il progetto presentato contemplava l&#8217;occupazione di una superficie di oltre 28.000 metri quadrati, di 13.000 metri quadrati di nuove strade da realizzare, di 56 pale (ciascuna del diametro di 90 metri) da installare. Poi, però, le interferenze con la presenza di boschi ripariali e ambienti umidi o di pseeudo steppa e macchia mediterranea, alcuni dei quali prediletti dal falco grillaio, hanno indotto il cambiamento di rotta che ha portato quasi al dimezzamento delle aree da occupare ed all&#8217;esclusione, dai siti candidati ad ospitare gli aerogeneratori appulo-abruzzesi, di quelli prossimi al bosco di Difesa Grande, ai corridoi ecologici dei torrenti Basentello e Petecchia, al lago Serra di Corvo. </p>
<p>Un ridimensionamento accettato volontariamente anche dalla società proponente e contrastato fino all&#8217;ultimo solo dall&#8217;Ente Parco: mentre in fatti il Comune di Gravina il 19 gennaio 2010 chiedeva termini per poter esaminare la nuova situazione determinatasi, non producendo tuttavia alcuna documentazione o richiesta ulteriore e facendo così maturare i termini utili a considerare acquisito il parere favorevole di marca municipale, ancora lo scorso maggio, e poi da ultimo a giugno, il Parco dell&#8217;alta Murgia chiedeva alla Regione, prima al Servizio Ecologia e poi all&#8217;Area ambiente, di &#8220;voler procedere ad una valutazione degli impatti e dell&#8217;incidenza dell&#8217;impianto congiuntamente ad altri impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in corso di realizzazione nella medesima area e in aree contigue, essendo possibile il determinarsi di una sommatoria di impatti di cui allo stato attuale si ignora l&#8217;entità&#8221;. Risposte? Nessuna. Solo il silenzio per legge equivalente all&#8217;assenso idoneo a portare, infine, al rilascio dell&#8217;autorizzazione unica.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.gravinalife.it/magazine/notizie/la-regione-dice-si-al-parco-eolico-tra-gravina-e-poggiorsini/">Gravina Life</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eolico al Bosco delle Rose mette in pericolo il grillaio</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 17:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Comune di Lavello, in Basilicata, sono in progetto 4 centrali eoliche con torri alte fino a 150 metri in una zona di grande pregio paesaggistico e naturalistico. Il Quotidiano della Basilicata dedica una pagina, il 28 settembre, al falco grillaio, presente stanziale co due articoli, uno di Vitantonio Iacoviello, residente del luogo, e l&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Comune di Lavello, in Basilicata, sono in progetto 4 centrali eoliche con torri alte fino a 150 metri in una zona di grande pregio paesaggistico e naturalistico.<br />
Il Quotidiano della Basilicata dedica una pagina, il 28 settembre, al falco grillaio, presente stanziale co due articoli, uno di Vitantonio Iacoviello, residente del luogo, e l&#8217;altro di Enzo Cripezzi, della LIPU.<br />
<a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/10/grillaio2.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/10/grillaio2-300x259.jpg" alt="" title="grillaio2" width="300" height="259" class="alignleft size-medium wp-image-7227" /></a><br />
ISCQUAQQUAAAAA!<br />
 Grandi e piccoli questo verso gridavamo (di origine araba, bizantina come sciaraball ?&#8230;) sbattendo le mani per spaventare e far fuggire qualche nibbio (per noi erano tutti nibbi, magari grandi e piccoli, non distinguevamo certo le specie dei rapaci ) che si approssimava all&#8217;aia della masseria del Bosco delle Rose, nella quale abitavamo tutta l&#8217;estate e tutte le festività scolastiche.</p>
<p>Nessuno mai ha osato sparare a quelli che pure vedevamo come “nemici” delle innumerevoli nidiate di pulcini che allevavamo in diecine di “alloggi” mobili, i “pagliaridd” che ospitavano una sola famiglia , se pure grande a nostro piacimento a seconda del numero delle uova che ponevamo sotto la chioccia,tutte quelle che la” fascedd” col letto di paglia poteva contenere.</p>
<p>Col passare del tempo ,scomparsi i paglairidd, non abbiamo più badato ai negl (gl di famiglia&#8230;), non sappiamo dire cosa sia successo di loro in questi decenni, ma una cosa sappiamo per certo , oggi che siamo tornati a porre attenzione ai rapaci della nostra zona, ad osservarli nelle loro maestose evoluzioni ,a fotografarli e riprenderli, oggi abbiamo scoperto che sono numerosissimi, di svariate dimensioni e specie e&#8230;abbiamo avuto una splendida sorpresa: Il Falco Grillaio, la cui presenza è tipica delle Murge appulo-lucane, ha scelto in folti gruppi il comprensorio “Bosco delle Rose” , “Il Finocchiaro” e” Iannuzzi “a Lavello.</p>
<p><strong>Il falco grillaio in volo su Lavello</strong></p>
<p>di ENZO CRIPEZZI (LIPU Onlus)<br />
La Basilicata è terra dalle mille sorprese e dai mille valori,la riscoperta di inestimabili valori storici e paesaggistici si salda con rare emergenze naturalistiche spesso tipiche solo di alcune zone lucane con una importanza di carattere nazionale e comunitaria.</p>
<p><span id="more-7225"></span> </p>
<p>I variegati scenari ambientali della Lucania sono l&#8217;ingrediente di base per conservare specie di grande interesse scientifico o talvolta per favorirne il loro ritorno.<br />
Una di queste emergenze faunistiche è presente nell&#8217;agro di Lavello dove il mosaico basso collinare caratterizzato da estensioni cerealicole, stoppie e pascoli residuali fa da cornice a una delle sorprese più gradite dell&#8217;ultimo periodo.</p>
<p>Compagnie di spericolati volatori planano, picchiano, battono quest&#8217;angolo di cielo nella stagione estiva a caccia di insetti, posandosi<br />
leggeri sui pali della elettrificazione rurale o sulle preziose masserie storiche del circondario schiamazzando per contendere spazi ad altri abitanti tipici come la Taccola (Corvus monedula) o di notevole interesse come la Ghiandaia marina (Coracias garrulus). Sono Grillai, i piccoli falchi nidificanti nei centri storici del Materano e della Murgia appulo-lucana che fanno la loro comparsa nella buona stagione dopo un viaggio di migliaia di km dai paesi del centro Africa dopo aver superato savane, deserti e distese di mare grazie a una padronanza del volo che ha ben pochi concorrenti. Dopo la stagione riproduttiva, questo migratore ritorna nei quartieri di svernamento africani. Il Grillaio (Falco naumanni) è una specie minacciata e vulnerabile (lista rossa IUCN), in allegato I della Dir. 79/409 (specie prioritaria) e SPEC 1 (globalmente minacciata), (Birdlife International 2004). Le circoscritte popolazioni europee hanno subito un drammatico trend dagli anni &#8217;60 (100.000 individui nella sola Spagna) ai giorni nostri (poco oltre 20.000 individui in tutta Europa) e da qui l&#8217;interesse che la specie suscita nelle istituzioni preposte alla tutela ambientale e l&#8217;inserimento nelle direttive internazionali. Probabilmente le cause di questa situazione sono da ricercarsi nell&#8217;uso massivo di fitofarmaci in agricoltura e nelle trasformazioni ambientali<br />
delle aree incolte e dei pascoli. Il Grillaio è tendenzialmente coloniale, da poche coppie a centinaia di individui. L&#8217;ambiente d&#8217;elezione per questo rapace è costituito da distese aperte, preferibilmente a pascolo ma anche cerealicole, che utilizza per esigenze trofiche dove caccia prevalentemente insetti (in particolare ortotteri e cavallette,da cui il nome) e in misura minore piccoli vertebrati. I siti di nidificazione sono in genere costituiti da cavità e sottotetti sugli edifici storici dei centri abitati o su masserie e strutture isolate nelle campagne.</p>
<p>E&#8217; simile al più comune “cugino” Gheppio con cui può essere confuso. Ha le ali appuntite tipiche del falconide e la coda lunga con una barra scura. Il maschio si caratterizza per colori più brillanti con testa grigio-azzurra e dorso color rosso mattone uniforme con sottoala bianco e ventre crema-arancio. La femmina, più mimetica, è di un rossiccio picchettato di nero con ventre chiaro. Ha una lunghezza di circa 30 cm e una apertura alare intorno ai 60 cm.<br />
Il Grillaio giunge dall&#8217;Africa a fine aprile e si insedia nelle aree di riproduzione dove sceglie nicchie o cavità in cui, in media a metà maggio, depone 3-5 uova che saranno covate principalmente dalla femmina per 28 giorni.</p>
<p>Alla nascita i pulcini sono inetti e coperti di piumino, quindi ancora coperti dalla femmina mentre il maschio porta loro il cibo. I giovani crescono a vista d&#8217;occhio e dopo alcuni giorni anche la femmina procura il cibo insieme al maschio. A circa 4 settimane i giovani si involano ma seguono gli adulti nel circondario dei siti riproduttivi fino a perfezionare l&#8217;arte del volo e della caccia, fondamentali per sopravvivere e per sperare di superare con successo la prima migrazione verso l&#8217;Africa insieme agli adulti.<br />
Il Grillaio da alcuni anni sembra registrare una certa stabilità delle popolazioni e pur non presentando incrementi demografici apprezzabili in valore assoluto, si registrano circoscritte espansioni del suo areale attraverso l&#8217;insediamento di piccole colonie nidificanti (230 coppie) in masserie isolate o in quartieri storici cittadini, a ridosso di territori aperti utilizzati per le esigenze trofiche.<br />
Si tratta quindi di una dinamica positiva che probabilmente si avvantaggia anche di una nuova agricoltura di qualità, meno basata sui biocidi, di cui il Grillaio diventa involontario “termometro” dello stato di salute.<br />
Tuttavia è una dinamica incerta, vulnerabile, quindi meritevole di attenzioni per garantirne il successo attraverso politiche di uso del territorio serie e non improvvisate.<br />
La presenza registrata nel comprensorio “Bosco delle RoseFinocchiaro-Iannuzzi” dell&#8217;agro di Lavello, non solo in periodo di passo migratorio ma anche durante il periodo estivo, lascia presupporre chiaramente come quest&#8217;area sia parte integrante delle importanti aree riproduttive.</p>
<p>La Basilicata si conferma scrigno di Biodiversità a livello almeno nazionale, in chiave del tutto sinergica alle bellezze storiche, ai paesaggi rurali degni delle location cinematografiche, ai siti archeologici alle tradizioni culturali e alla qualità di agricoltura e pastorizia.<br />
Le istituzioni regionali hanno grandi responsabilità verso il proprio territorio e dovrebbero mettere a sistema questi valori, tutelarli, promuoverli in un ottica di rispetto e di saggio utilizzo delle risorse. La Basilicata è la vera regione verde d&#8217;Italia, tutto l&#8217;anno, con un capitale grandioso che non potrà mai essere delocalizzato in Cina o altrove ma che, però, deve essere difeso, utilizzato e promosso con intelligenza perché non si degradi maldestramente e per sempre. E i lucani avrebbero tutto da guadagnarci.</p>
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