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	<title>Via dal Vento &#187; Avifauna</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Alta mortalità di pipistrelli per la centrale eolica di Ripley in Canada</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato il risultato di un monitoraggio parziale sugli effetti sull&#8217;avifauna di una centrale eolica composta da 38 torri da 2 MW situata in  una zona coltivata del Canada. Durante il breve periodo di monitoraggio sono stati rinvenute 151 carcasse di cui 120 pipistrelli e 31 uccelli. I risultati mostrano una mortalità pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato pubblicato il risultato di un monitoraggio parziale sugli effetti sull&#8217;avifauna di una centrale eolica composta da 38 torri da 2 MW situata in  una zona coltivata del Canada. Durante il breve periodo di monitoraggio sono stati rinvenute 151 carcasse di cui 120 pipistrelli e 31 uccelli. I risultati mostrano una mortalità pari a 13 pipistrelli e 3 uccelli morti per un periodo di monitoraggio di sei mesi per ogni turbina, preoccupante soprattutto per l&#8217;impatto sui chirotteri.</p>
<p>Fonte: RIPLEY WIND POWER PROJECT POST- CONSTRUCTION MONITORING REPORT</p>
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		<title>Quattro impianti eolici in fase di autorizzazione in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 06:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Avifauna]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale dovrà dare pareri sulle centrali eoliche previste a Gioia dei Marsi, Scoppito, Fallo e Celenza sul Trigno. Le associazioni ambientaliste chiedono di bocciare i progetti, queste le parole di Stefano Allavena della LIPU
gli impianti eolici possono avere un impatto ambientale molto consistente se realizzati in aree delicate dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale dovrà dare pareri sulle centrali eoliche previste a Gioia dei Marsi, Scoppito, Fallo e Celenza sul Trigno. Le associazioni ambientaliste chiedono di bocciare i progetti, queste le parole di Stefano Allavena della LIPU</p>
<blockquote><p>gli impianti eolici possono avere un impatto ambientale molto consistente se realizzati in aree delicate dal punto di vista ambientale e naturalistico a causa degli sbancamenti per la realizzazione delle strade di accesso e dei plinti di cemento armato e a causa dell&#8217;impatto di uccelli e pipistrelli contro le pale. Quello di Gioia dei Marsi, ad esempio, è praticamente al confine con il Parco d&#8217;Abruzzo e in un&#8217;area di valore per l&#8217;Orso bruno marsicano. A livello scientifico internazionale sono ormai numerose le pubblicazioni che testimoniano come per alcune specie la mortalità da eolico sia del tutto insostenibile. Questi quattro progetti andrebbero ad occupare aree di pregio paesaggistico ed ambientale, territori di caccia di specie rare quali Aquila reale, Nibbio reale, Nibbio bruno e Grifone. Questi impianti, che trasformano il territorio in aree industriali a tutti gli effetti, vengono localizzati in aree economicamente marginali ma di alto valore naturalistico invece che essere concentrati in territori già fortemente antropizzati
</p></blockquote>
<p>e di Camilla Crisante, Presidente del WWF regionale:</p>
<blockquote><p>“Il Comitato VIA della Regione per l&#8217;ennesima volta si troverà a giudicare questi grandi impianti senza avere informazioni di base sulla fauna, se non quelle, molto parziali, fornite dagli stessi proponenti dei progetti.<br />
Gli studi vengono fatti senza gli approfondimenti richiesti, ad esempio, nelle linee guida degli scienziati afferenti a Eurobats, l&#8217;accordo per la tutela dei pipistrelli a cui anche lo Stato Italiano ha aderito. Da oltre un anno abbiamo chiesto per iscritto alla Regione di conoscere i dati relativi alle specie per le quali in tutti gli altri paesi europei ricercatori ed enti pubblici hanno accertato una mortalità da eolico, come Nibbio reale e Aquila reale.<br />
Ebbene, non abbiamo ottenuto risposta, neanche per avere i dati degli studi prescritti dalla Regione per impianti che la stessa regione approvò anni fa</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/30361/Eolico_in_abruzzo_gioved_quattro_megaimpianti_al_comitato_valutazione_di_impatto_ambientale.html">Pagine Abruzzo</a></p>
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		<title>Poiana uccisa da una pala eolica a Ripabottoni, Molise</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 12:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Molise]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riceviamo la segnalazione di una poiana ritrovata uccisa a poca distanza da un aerogeneratore della centrale eolica di Ripabottoni in Molise il 17 giugno 2010. Maggiori informazioni sul sito La sindrome dell&#8217;ottetto che fa una critica anche delle relazioni naturalistiche che accompagnano gli studi di impatto ambientale delle centrali eoliche.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/07/DSCN0340.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/07/DSCN0340-225x300.jpg" alt="" title="DSCN0340" width="225" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-3419" /></a></p>
<p>Riceviamo la segnalazione di una poiana ritrovata uccisa a poca distanza da un aerogeneratore della centrale eolica di Ripabottoni in Molise il 17 giugno 2010. Maggiori informazioni sul sito <a href="http://lasindromedellottetto.blogspot.com/">La sindrome dell&#8217;ottetto</a> che fa una critica anche delle relazioni naturalistiche che accompagnano gli studi di impatto ambientale delle centrali eoliche.</p>
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		<title>Turbina eolica spenta perché faceva strage di uccelli</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/turbina-eolica-spenta-perche-faceva-strage-di-uccelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 11:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Un aerogeneratore di piccole dimensioni installato presso una scuola di Portland in UK è stato spento dopo aver ucciso 14 uccelli in sei mesi. Molte le proteste per le uccisioni da parte degli studenti che hanno spinto la direzione a terminare il progetto e spegnere la macchina.
Fonte: Dorset Echo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un aerogeneratore di piccole dimensioni installato presso una scuola di Portland in UK è stato spento dopo aver ucciso 14 uccelli in sei mesi. Molte le proteste per le uccisioni da parte degli studenti che hanno spinto la direzione a terminare il progetto e spegnere la macchina.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.dorsetecho.co.uk/news/8252862.Portland_school_turns_off_wind_turbine_to_halt_seabird_slaughter/">Dorset Echo</a></p>
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		<title>Inizia la devastazione eolica della Grecia</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/inizia-la-devastazione-eolica-della-grecia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo questa segnalazione da un lettore greco:
E’ stata votata in Grecia la legge Num. 3851/2010 per l’introduzione dell’energia rinnovabile (Er). Prima di spiegare dettagliatamente perché la nuova L. va contro la biodiversità’e contro gli interessi del cittadino, vi devo dire che la Grecia e’ l’unico paese europeo dove non c’e’ catasto, ne’ pianificazione territoriale . [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo questa segnalazione da un lettore greco:</p>
<p>E’ stata votata in Grecia la legge Num. 3851/2010 per l’introduzione dell’energia rinnovabile (Er). Prima di spiegare dettagliatamente perché la nuova L. va contro la biodiversità’e contro gli interessi del cittadino, vi devo dire che la Grecia e’ l’unico paese europeo dove non c’e’ catasto, ne’ pianificazione territoriale . Le aree protette, di cui al progetto europeo Natura 2000, in gran maggioranza non hanno ente gestore e piano di gestione. In quelle poche dotate di ente gestore, questo e’ esclusivamente controllato a livello centrale (ministero del Ambiente) e non vi e’ la partecipazione delle associazioni locali (allevatori etc).<br />
A Creta, dove abito, gran parte del territorio e’ montagnoso (60%). Si riscontra la presenza di 160 specie di piante endemiche. Nidificano sette coppie di gipeti (4 riproduttivi) 160 coppie di grifoni 20 coppie di aquila reale. L’isola e’ inoltre abitata da una vasta quantità di poiane,e di falchi pellegrini, della regina e tanti altri.<br />
Gli ultimi anni e stato un aumento delle popolazioni molto significante<br />
Tutte queste mancanze legislative rendono l’effetto della legge ancora più dannoso.<br />
<span id="more-3306"></span></p>
<p>I punti più negativi della legge sono:<br />
1.	La legge 1650/86 per la protezione dell’Ambiente prevedeva due tipi di studi di impatto ambientale per la realizzazione di un’opera: un preliminare dove si valutava l’equilibrio/sopportazione dell’habitat rispetto il progetto richiesto. In caso di esito positivo si passava allo studio/ valutazione delle misure da adottare per la protezione dell’habitat (limitazione del danno).La nuova legge sulla ER, con il pretesto di accelerare i tempi per l’esecuzione , elimina la fase dello studio preliminare in modo che ogni progetto può essere approvato anche in zone dove le restrizioni per qualsiasi attività dovrebbero essere negate e si deve soltanto cercare di limitare i danni.(Infatti a Creta quattro richieste di costruzione di grandi parchi eolici riguardano aree SPA e più precisamente zone A collocate a poche decine di metri dai nidi degli avvoltoi).<br />
2.	La nuova legge non prevede criteri per l’individuazione di chi e di come devono essere fatti gli studi di impatto ambientale. Questo punto da la possibilità ai grandi investitori di commissionare lo studio di limitazione del danno a privati senza le sufficienti garanzie.<br />
3.	La nuova legge prevede che siano escluse le seguenti aree:le zone umide RAMSAR che in Grecia sono 8 e di potenza eolica minima; gli habitat prioritari situati entro le aree protette Natura 2000. Il problema e’ che la maggior parte dei possibili habitat prioritari non sono stati individuati poiché quasi tutte le aree protette non hanno ente gestore e conseguente piano di gestione territoriale. Cio’ le rende totalmente “indifese” .<br />
4.	La stessa cosa vale per le centinaia di piccole isolette rocciose nel mar Egeo (perfino le isolette dichiarate come SPA) dove nidifica l’85% della popolazione mondiale del falco della regina. Questi territori sono aperti agli investimenti.<br />
5.	Non c’e’ articolo che preveda l’opportunità’ di individuare e monitorare i corridoi di volo e passaggio degli uccelli migratori al fine di escluderli dalle aree da adibire a parchi eolici, non si prevedono inoltre contromisure sul terreno per poter così limitare i danni misure entrambi previste e proposte dalla guida Wind Energy development and Natura 2000.<br />
6.	Viene data assoluta precedenza anche in aree forestali dove la mancanza di un registro nazionale di queste aree da decenni provoca incendi dolosi e abusivismo edilizio. Ci sono già molti ricorsi giudiziari per aree forestali poiché devastate. In particolare ad Evia, nell’area protetta di Nea Charistos, il 49% del territorio sarà destinato all’edificazione di piu’ parchi eolici. La legge vanifica detti ricorsi<br />
7.	E’ prevista la partecipazione economica degli enti locali interessati come possibili azionisti nel progetto di costruzione delle centrali eoliche. In realtà detta previsione e’ difficilmente realizzabile causa:a) disinformazione b) impossibilità di accesso al credito per l’investimento da parte degli enti locali c) attuazione celere dei progetti . L’art.11 punto 8 prevede l’adozione della procedura di cui all’art.9 della L. 3775/2009 ( quattro mesi da presentazione progetto a ottenimento licenza) nel caso i progetti presentati soddisfino i criteri di detta norma (ammontare dell’investimento; posti lavoro creati).<br />
8.	La procedura di rilascio della licenza non contempla il coinvolgimento attivo e/o l’espressione del parere da parte dell’ente locale nel cui territorio verrà installato il parco eolico.<br />
9.	Gli inceneritori di ultima generazione sono stati introdotti quale fonte di energia rinnovabile, provocando l’ira di tutte le associazioni ambientaliste nazionali ed internazionali</p>
<p>Lo stato partecipa alla costruzione dei parchi eolici con contributi minimi a fondo perduto del 30%. Affitta alle compagnie per 25 anni i punti più alti delle aree montane a prezzi scandalosamente bassi.<br />
Compra l’elettricità prodotta dalla ER 4 in prezzo 4 volte più alto dal’attuale.<br />
L’investitore(quasi sempre straniero ) ammortizza l’investimento in 6 anni ca. e porta i soldi all’estero in un paese che sta fallendo.<br />
Queste legge e stata criticata in mondo molto chiaro dall’HOS (LIPU Greca) dalla WWF HELLAS e da 170 associazioni ambientaliste ,inoltre da gran parte degli istituti di scienze naturali.<br />
Psarras Dimitri<br />
<a href="http://phoenix-crete.org/">http://phoenix-crete.org/</a></p>
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		</item>
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		<title>Risoluzione di ALTURA sull&#8217;eolico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sull-eolico-in-calabria/risoluzione-di-altura-sulleolico/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 13:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assemblea dei Soci di ALTURA (Associazione per la tutela dei rapaci e dei loro ambienti) ha approvato una risoluzione sui danni che le centrali eoliche stanno provocando all&#8217;avifauna, con particolare riferimento ad alcune centrali in progetto in Basilicata e Puglia:

I partecipanti all’Assemblea nazionale di Altura, riuniti presso i locali dell’Ente Parco della Murgia Materana,
Premessa:
la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assemblea dei Soci di ALTURA (Associazione per la tutela dei rapaci e dei loro ambienti) ha approvato una risoluzione sui danni che le centrali eoliche stanno provocando all&#8217;avifauna, con particolare riferimento ad alcune centrali in progetto in Basilicata e Puglia:</p>
<p><span id="more-3287"></span></p>
<p>I partecipanti all’Assemblea nazionale di Altura, riuniti presso i locali dell’Ente Parco della Murgia Materana,<br />
<strong>Premessa:</strong><br />
la propria consapevole condivisione dello sviluppo di produzioni energetiche attraverso fonti rinnovabili, ma ritenendo che le relative tecnologie non possano essere applicate acriticamente e senza attenta valutazione dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente naturale e sulla biodiversità.<br />
<strong>Esaminati:</strong><br />
la mole di documenti, fonti bibliografiche, dati e considerazioni circa l&#8217;impatto diretto e indiretto degli impianti eolici sui rapaci, sull&#8217;avifauna e la biodiversità in genere, e in particolare la risoluzione adottata nel 2009 anche dal XV Convegno Nazionale di Ornitologia, alla luce delle evidenze scientifiche internazionali.<br />
<strong>Verificato:</strong><br />
che i risultati di studi condotti in molte parti del mondo evidenziano spesso effetti pesanti e insostenibili degli impianti eolici su popolazioni di rapaci e sovente su intere comunità ornitiche in termini di consistenti incrementi della mortalità e perdita o degrado di habitat.<br />
<strong>Considerato:</strong><br />
· che molte aree rurali della Basilicata e della Puglia rivestono una fondamentale importanza come habitat di un gran numero di specie di uccelli stanziali e migratori fra cui moltissimi rapaci e diverse coppie di Cicogna nera, tanto da determinare l’approvazione di diversi progetti di importanza comunitaria come la reintroduzione dell’avvoltoio Grifone sul Pollino<br />
· che gran parte di queste specie risultano già rare e/o minacciate da altri fattori e che pertanto sono classificate come meritevoli di particolari sforzi di conservazione secondo studi e determinazioni nazionali e comunitarie (Liste Rosse, Direttive CEE etc.),<br />
 · che gli habitat naturali e seminaturali interessati (direttamente o indirettamente) risultano di altissimo valore biologico e rappresentano altresì comprensori di interesse strategico per arrestare il declino della biodiversità.<br />
<strong>Identificano:</strong><br />
la realizzazione di impianti eolici nelle aree considerate come una minaccia gravissima aggiuntiva per i rapaci e per l&#8217;avifauna in genere, capace di determinare estinzioni locali, declino di popolazioni anche in ambiti vasti e conseguente perdita di biodiversità.<br />
<strong>Rilevano:</strong><br />
· che siano del tutto deleterie e ormai completamente fuori controllo istituzionale le dinamiche di proliferazione in atto di tali impianti industriali, prive di pianificazione energetica &#8211; territoriale e di Valutazioni ambientali adeguate, che anzi risultano a dir poco superficiali;<br />
· che assediare a breve distanza le suddette aree di alta valenza per il paesaggio e la biodiversità con tali manufatti industriali (i più grandi mai realizzati dall’uomo) equivalga a compromettere ugualmente i valori e le emergenze faunistiche che le caratterizzano;<br />
 · che, in assenza di serie norme di riferimento, anche la disinvolta dinamica di diffusione di insediamenti fotovoltaici sui suoli stia per ricalcare il processo ingovernato dell’eolico, aggiungendo un pesantissimo degrado territoriale su vasta scala.<br />
Per quanto detto e considerando che il ricorso alla produzione energetica da fonte eolica risulta recare in Italia un contributo modesto alla soluzione del problema delle emissioni di gas-serra, ancor più in assenza di adeguate politiche di efficienza e risparmio energetico,<br />
<strong>Esprimono:</strong><br />
forte preoccupazione per il proliferare indiscriminato di impianti eolici in numerosi ambiti di notevole pregio paesaggistico, ambientale e di importanza strategica per l&#8217;avifauna, con forti rischi di infrazione delle direttive comunitarie e relativi danni finanziari che ne conseguirebbero per la collettività.<br />
<strong>Denunciano in particolare:</strong><br />
<em>in Basilicata:</em> la deprecabile forzatura condotta da società eoliche che hanno condizionato la politica regionale con la strategia dei ricorsi, portando alla approvazione indebita di un Piano Energetico Regionale senza che questo sia stato sottoposto alla Valutazione di Incidenza, obbligatoriamente prevista per legge, e dai contenuti scandalosi in cui spiccano misure di tutela del tutto insufficienti, la grave deregolamentazione degli impianti fino a 1 MW con la semplice DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) e una soglia di potenza inaccettabile, il doppio di quanto previsto nel recente passato perfino dall’ANEV (associazione delle società eoliche).<br />
Denunciano altresì la gravissima ed emblematica situazione di Campomaggiore (Pz) aggredita da un insediamento eolico escluso da V.I.A. e privo di V.I.., malgrado coincida con un sito di svernamento di 100 Nibbi reali scandalosamente non contemplato nelle relazioni ambientali, si trovi in areale di molte altre specie di rapaci minacciati e della Cicogna nera, e sia interposto a breve distanza fra ben tre Siti di Importanza Comunitaria nonché Zone di Protezione Speciale, a ridosso del Parco Regionale delle Piccole Dolomiti Lucane, gia vincolo paesaggistico nazionale, e all’interno di una IBA (Important Birds Areas).<br />
<em>in Puglia:</em> la gravissima insufficienza delle norme di riferimento, nonché la ulteriore liberalizzazione per gli impianti eolici da 1 MW, promossi con semplice DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), esulando da qualsivoglia genere di controllo. Denunciano altresì la sconcertante ed emblematica situazione dei territori di Laterza e Castellaneta (Ta), dove si registrano numerosi progetti di torri eoliche di grossa taglia, in parte già incredibilmente approvati, in un comprensorio che si frappone fra tre Siti di Importanza Comunitaria nonché Zone di Protezione Speciale, a ridosso del Parco Regionale delle Gravine, del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e del Parco Regionale della Murgia Materana (sito Unesco) e malgrado la presenza di comunità ornitiche di assoluto rilievo in ambito europeo a cominciare dall’avvoltoio Capovaccaio.<br />
<strong>Chiedono:</strong><br />
· che gli incentivi finanziari, esponenziali e ingiustificabili per la produzione energetica da fonte eolica, alla base della virulenza del fenomeno in atto, della “guerra” alle regole condotta dalle società eoliche e conseguentemente delle numerose inchieste giudiziarie, siano immediatamente ridotti e subordinati a monte all’insediamento in aree non sensibili;<br />
· che, analogamente, anche gli incentivi per il fotovoltaico siano drasticamente rimodulati, escludendo gli impianti al suolo oltre una soglia minima e favorendo invece gli impianti sulle superfici coperte o già antropizzate, con estrema attenzione per le aree di valenza storica;<br />
· che l&#8217;installazione di impianti eolici possa essere autorizzata solo previe valutazioni supportate dal conforto e dalla dimostrazione scientifica sulla compatibilità territoriale;<br />
· che la politica e le istituzioni non si sottraggano al dovere primario di governare il territorio secondo principi di etica e moralità, tutelando i valori collettivi di cui prima, evitando di abdicare tale dovere in favore delle pressioni economico-finanziarie delle società eoliche;<br />
 · che sia immediatamente adottata una revisione delle norme regionali pugliesi in materia, in una ottica di maggiore garanzia per la tutela dei valori citati;<br />
· che in Basilicata sia adottato rapidamente un tavolo tecnico-istituzionale che affronti la situazione e che siano emanate misure urgenti di tutela, prima che siano definitivamente compromessi i valori incommensurabili del paesaggio e della biodiversità della Regione, in assoluto tra le più importanti della Nazione;<br />
· che nel Paese siano approntati e condivisi seri Piani Energetici Ambientali Regionali a cui subordinare la realizzazione delle centrali di produzione energetica tra cui l’eolica; · che gli organi di informazione assumano le debite responsabilità di fronte ad una situazione di palese fuori controllo del fenomeno divulgando appropriatamente la colossale speculazione in atto. </p>
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		<item>
		<title>Altamura e Gravina, centrali eoliche in zone protette</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 04:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Altamura e Gravina sono gravate da una miriade di progetti abbastanza devastanti», afferma sempre Enzo Cripezzi. Come risulta dal report della LIPU aggiornato a novembre 2009, v’è una serie di progetti per i quali è in corso la Valutazione dell’Impatto Ambientale. Uno tra Gravina e Poggiorsini risulta avere lo screening positivo, cioè lo screening [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Anche Altamura e Gravina sono gravate da una miriade di progetti abbastanza devastanti», afferma sempre Enzo Cripezzi. Come risulta dal report della LIPU aggiornato a novembre 2009, v’è una serie di progetti per i quali è in corso la Valutazione dell’Impatto Ambientale. Uno tra Gravina e Poggiorsini risulta avere lo screening positivo, cioè lo screening dimostra la compatibilità dell’impianto col territorio in una zona indicata come SIC ZPS IBA, cioè un Sito di Importanza Comunitaria, una Zona a Protezione Speciale, un’area importante per gli uccelli (Important Birds Area). Tutto il territorio della Murgia è indicato come SIC ZPS IBA per la presenza del falco grillaio. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.gravinaonline.it/gravina/informa/7838.html">Gravina On-Line</a></p>
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		<title>LIPU: eolico, la situazione è fuori controllo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 19:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:
EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.
Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.
E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:</p>
<p>EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.<br />
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:<br />
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.</p>
<p>Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.</p>
<p>E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo sviluppo in Italia dell’energia eolica, che tra impianti attivi (4.845 megawatt a fine 2009), impianti autorizzati (altri 7.674 megawatt) e pareri ambientali positivi ha messo un’ipoteca di oltre 11mila megawatt, raggiunti all’insegna di una “sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva programmazione o analisi preventiva da parte dello Stato o delle Regioni”. Senza contare gli altri 70mila megawatt che derivano da istanze in istruttoria presso le autorità preposte.</p>
<p>Uno sforzo immane, quello dello sviluppo di impianti eolici, in termini di costi (a regime 3,7 miliardi di euro all’anno) e purtroppo di perdita di biodiversità e paesaggio, in cambio di un contributo pari solo all’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale, tra comparto elettrico, dei trasporti, civile e industriale. Dunque un contributo modesto agli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, che ora impone tagli all’anidride carbonica che saranno da ricercarsi – secondo la LIPU &#8211; soprattutto nei comparti dell’edilizia e dei trasporti.</p>
<p> <span id="more-3214"></span></p>
<p>In Italia l’eccessiva contribuzione pubblica sull’eolico, pari a circa il doppio delle media europea e valida per 15 anni rinnovabili con la ristrutturazione della turbina, “è alla base di una distorsione del mercato, di spinte ingovernabili, di condizionamenti nell’adozione delle regole e nella comunicazione e di sempre più numerosi episodi di malgoverno o di vero e proprio malaffare, che ha visto infiltrazioni anche da parte della malavita organizzata”.</p>
<p>Tutto ciò in assenza di Linee Guida nazionali per l’inserimento di rinnovabili sul territorio, previste dal decreto legislativo 387 del 2003, linee guida una cui bozza è attualmente all’esame della Conferenza Unificata Stato Regione ma che risulta essere un documento inadeguato alle esigenze di tutela del territorio e alla fissazione di obblighi non derogabili.</p>
<p>“Il tema è molto delicato e ormai scottante – afferma Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali LIPU-BirdLife Italia &#8211; Da un lato, c’è in gioco l’importantissima questione della riduzione delle emissioni e dunque dell’utilizzo di “cattive” forme di energia. D’altro canto, abbiamo la necessità di salvaguardare quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità e il paesaggio italiano, a partire dai siti di Rete Natura 2000, delle altre aree protette e da tutti i territori con alto valore paesaggistico o naturalistico.</p>
<p>“Le due cose – prosegue Selvaggi &#8211; possono e devono essere conciliate. Per questo avanziamo un accorato appello a Governo, Parlamento, Commissioni Ambiente di Camera e Senato, nonché alle regioni riunite in Conferenza unificata, con tre richieste precise: si adottino subito misure serie per la tutela di valori naturalistici e paesaggistici non ancora compromessi; si rimodulino gli incentivi per l’eolico, uniformandoli al mercato europeo e legandoli alla sostenibilità anche naturalistica degli impianti; si preveda un limite programmatico e non derogabile all’insediamento di tecnologie eoliche e fotovoltaiche nelle aree non urbanizzate, assieme alla promozione di obiettivi di pianificazione a medio e lungo termine. E si faccia presto – conclude Selvaggi &#8211; prima che dell’Italia che conosciamo, con le sue bellezze straordinarie, resti poco o nulla”.</p>
<p>15 giugno 2010</p>
<p>UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA 0521.1910706 – 340.3642091</p>
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		<title>Le centrali eoliche del Texas mettono in pericolo le gru americane?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 15:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo una lettera inviata dal biologo Jim Wiegand a National Geographic, tra la causa della morte di alcune delle 23 gru americane scomparse nel Texas potrebbero esserci le centrali eoliche di recente costruite nell&#8217;area. La gru americana è una specie estremamente rara e minacciata, il cui numero è ridotto a soli 250 esemplari. Secondo Wiegand [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una lettera inviata dal biologo Jim Wiegand a National Geographic, tra la causa della morte di alcune delle 23 gru americane scomparse nel Texas potrebbero esserci le centrali eoliche di recente costruite nell&#8217;area. La gru americana è una specie estremamente rara e minacciata, il cui numero è ridotto a soli 250 esemplari. Secondo Wiegand ci sarebbe anche un preoccupante silenzio delle autorità preposta alla conservazione sul tema del pericolo che gli aerogeneratori pongono alle gru.</p>
<p>Fonte: <a href="http://windconcernsontario.wordpress.com/2010/06/10/whooping-cranes-%E2%80%93-a-letter-to-national-geographic/">Wind Concerns Ontario</a></p>
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		<title>Rapporto shock: una centrale eolica in Canada ha ucciso in sei mesi oltre 600 uccelli e 1200 pipistrelli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 15:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[La centrale eolica di di Wolfe Island in Canada (composta da 86 turbine da 2,3 MW) ha provocato nel secondo semestre del 2009 602 fatalità stimate tra l&#8217;avifauna e 1270 tra i chirotteri, secondo il monitoraggio post costruzione.
Fonte: Globe and Mail 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La centrale eolica di di Wolfe Island in Canada (composta da 86 turbine da 2,3 MW) ha provocato nel secondo semestre del 2009 602 fatalità stimate tra l&#8217;avifauna e 1270 tra i chirotteri, secondo il monitoraggio post costruzione.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.theglobeandmail.com/news/national/windfarm-turbines-deadly-for-birds-bats/article1598597/"> Globe and Mail </a></p>
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		<title>Creta: le centrali eoliche mettono a rischio gli avvoltoi</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/creta-le-centrali-eoliche-mettono-a-rischio-gli-avvoltoi/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista al sito European Raptors l&#8217;ornitologo Stavros Xirouchakis elenca le centrali eoliche come una delle principali minacce agli avvoltoi a Creta. Particolarmente a rischio i gipeti e i grifoni, specie estremamente rare in Europa. Ad oggi quattro grifoni sono stati trovati morti a causa delle pale eoliche, ma il numero è certamente più alto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;intervista al sito European Raptors l&#8217;ornitologo Stavros Xirouchakis elenca le centrali eoliche come una delle principali minacce agli avvoltoi a Creta. Particolarmente a rischio i gipeti e i grifoni, specie estremamente rare in Europa. Ad oggi quattro grifoni sono stati trovati morti a causa delle pale eoliche, ma il numero è certamente più alto, visto che di molte carcasse non rimane traccia.</p>
<p>Fonte: <a href="http://europeanraptors.org/interviews/interview_vultures_crete_stavros_xirouchakis.html">European Raptors</a></p>
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		<title>WWF FRIULI, PALE EOLICHE PERICOLOSE PER I GRIFONI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 04:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzare un &#8221;Parco eolico&#8221; nel comune di Trasaghis (Udine) in considerazione della vicinanza con la Riserva naturale del Lago di Cornino e del progetto di reintroduzione nell&#8217;area dell&#8217;uccello grifone. &#8221;Le pale eoliche &#8211; spiega in una nota il Wwf del Friuli Venezia Giulia &#8211; rappresentano uno dei maggiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzare un &#8221;Parco eolico&#8221; nel comune di Trasaghis (Udine) in considerazione della vicinanza con la Riserva naturale del Lago di Cornino e del progetto di reintroduzione nell&#8217;area dell&#8217;uccello grifone. &#8221;Le pale eoliche &#8211; spiega in una nota il Wwf del Friuli Venezia Giulia &#8211; rappresentano uno dei maggiori fattori di mortalita&#8217; e il grifone risulta, in numerosi studi, una delle specie piu&#8217; colpite, se non espressamente quella che subisce le maggiori perdite&#8221;. L&#8217;importanza della popolazione di grifone e&#8217; elevatissima dal punto di vista naturalistico, ecologico e in relazione al turismo naturalistico di tutta l&#8217;area e dei Paesi limitrofi. Si tratta &#8211; spiega il Wwf &#8211; dell&#8217;unica popolazione nidificante sull&#8217;intera catena alpina, che ha assunto un ruolo strategico sempre maggiore per le colonie di grifoni della Croazia e per gli uccelli che trascorrono il periodo estivo sulle Alpi italiane, austriache e slovene.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agi.it/trieste/notizie/201006071516-cro-r010369-ambiente_wwf_friuli_pale_eoliche_pericolose_per_i_grifoni">AGI</a></p>
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		<title>Appello alla LIPU per la salvaguardia degli uccelli migratori</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-puglia/appello-alla-lipu-per-la-salvaguardia-degli-uccelli-migratori/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 15:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo appello dal forum Ambiente e Salute del Salento contro la realizzazione della centrale eolica offshore nel Canale di Otranto
Gentilissimi amici della LIPU italiani e non,
 chiediamo il vostro aiuto per salvare gli uccelli migratori d&#8217;Europa e del Mediterraneo che attraversano lo stretto strategico del Canale d&#8217;Otranto, tra la Grecia-Penisola Balcanica e l’Italia. Proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo appello dal forum Ambiente e Salute del Salento contro la realizzazione della centrale eolica offshore nel Canale di Otranto</p>
<p>Gentilissimi amici della LIPU italiani e non,<br />
 chiediamo il vostro aiuto per salvare gli uccelli migratori d&#8217;Europa e del Mediterraneo che attraversano lo stretto strategico del Canale d&#8217;Otranto, tra la Grecia-Penisola Balcanica e l’Italia. Proprio lì, infatti, si vuole collocare un mega impianto di torri eoliche off-shore!</p>
<p>Nella strumentale ignoranza sul problema degli organi competenti, contiamo sulla vostra preziosa competenza. Vi chiediamo di parlare del problema e di diffondere la sua conoscenza quanto più possibile, affinché gli organi statali competenti non possano far finta di niente! Vi inviamo quanto abbiamo prodotto in queste settimane in termini di azioni e di comunicati. Vi chiediamo di diffondere questo materiale o di estrapolarne qualsiasi dato che voi vogliate a fine di fare uscire articoli e servizi sui giornali nazionali e non, sulle tv nazionali e non, siti internet, ecc.! Noi abbiamo un limitato raggio d&#8217;azione regionale, contiamo sull&#8217;appoggio della LIPU perché il problema, che ha valenza globale, possa essere posto su base nazionale ed europea ed internazionale-mediterranea, trattandosi di un problema dagli effetti internazionali e non meramente locali, come voi ben avete già capito, esperti di rotte migratorie tra continenti e studi di inanellamento, a differenza di chi sottace gli evidentissimi e palesi alti impatti ambientali, solo per meri interessi di denaro; per il denaro che corrompe anche politici di destra, centro e sinistra senza confini, tanto da averci fatto giungere alle follie dei nostri giorni ai danni dell&#8217;ambiente, proprio paradossalmente, in un’epoca in cui finalmente &#8220;ambiente&#8221; è una delle parole più usate nei mezzi di comunicazione!<br />
Siamo pronti a collaborare per qualsiasi azione, ricorsi, denunce, ecc. Qui ci sta dando una mano la locale sezione di Italia Nostra, ma delle altre grandi associazioni ambientaliste, pure ben presenti, e che non cito, neanche a parlarne, anzi esultano per il progetto!!! Ma il problema in questione ha bisogno fisiologicamente dell&#8217;appoggio, anche solo morale, della LIPU, per essere evidenziato e compreso dall&#8217;opinione pubblica internazionale in tutta la sua gravità!<br />
Vi ringraziamo dal Forum Ambiente e Salute di Lecce, rete di associazioni e comitati, gruppo d&#8217;azione locale a difesa del territorio e della salute nel Salento (Sud Puglia).</p>
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		<title>LIPU: l&#8217;Abruzzo è sotto l’attacco delle società che impiantano centrali eoliche</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 19:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Avifauna]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Abruzzo è sotto l’attacco delle società che impiantano centrali eoliche». A lanciare l’allarme è la Lipu, la Lega italiana a protezione degli uccelli, che a Pescara ha raccolto i suoi rappresentanti per dire no «all’aggressione dell’eolico selvaggio nelle aree più belle e faunisticamente interessanti dell’Abruzzo».
 «E’ il business del momento per la criminalità organizzata», dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Abruzzo è sotto l’attacco delle società che impiantano centrali eoliche». A lanciare l’allarme è la Lipu, la Lega italiana a protezione degli uccelli, che a Pescara ha raccolto i suoi rappresentanti per dire no «all’aggressione dell’eolico selvaggio nelle aree più belle e faunisticamente interessanti dell’Abruzzo».<br />
 «E’ il business del momento per la criminalità organizzata», dice Carlo Ripa di Meana, presente alla conferenza stampa. E l’Abruzzo, che attualmente conta 16 centrali eoliche, può essere l’ennesima vittima annunciata di questo business che attira gli interessi di molti, grazie alla disponibilità di incentivi statali e fondi europei.<br />
 Il vento dell’eolico, senza regole certe e controlli, rischia di soffiare nella direzione sbagliata, alimentando l’economia sporca invece di produrre energia pulita. «Lo scenario che si prospetta», spiega il naturalista, Daniele Valfrè, «è la messa in opera, entro pochi anni, di un gran numero di centrali eoliche ai confini con Marche, Lazio e Molise, dopo lo scempio che si è realizzato nei comuni di Cerchio, Collarmele e di Pescina, nel Parco Sirente-Velino». Si tratta dell’installazione di aerogeneratori, meglio conosciuti come pale eoliche, alti fino a 150 metri, con un diametro-rotore di 100 metri, che richiedono la costruzione di strade e profondi scavi per le fondamenta. «Tutti motivi per cui non devono essere installati all’interno o nelle dirette vicinanze di zone di pregio ambientale e faunistico come i parchi», continua Valfrè. Gli esperti prevedono infatti «la possibile estinzione di specie come l’aquila reale, l’avvoltoio grifone, il nibbio», ma anche una minaccia «per l’orso marsicano e il lupo appenninico».<br />
<span id="more-3062"></span></p>
<p> Solo nella provincia dell’Aquila sono 21 i progetti in fase di preparazione. A Collarmele, Alvio, Trasacco, Gioia dei Marsi, Sperone, Villalago, Bugnara, Introdacqua e Tornimparte.<br />
 E poi in provincia di Chieti, dove sono 8 le centrali che dovrebbero essere impiantate a Castelguidone, San Giovanni Lipioni, Cupiello, Fallo, Celenza sul Trigno, Montazzoli, Carpineto Sinello, Atessa. Per un totale di oltre 60 nuove pale, in una zona in cui ce ne sono altre 200.<br />
 Dalla Lipu denunciano la mancanza di una pianificazione regionale sulla scelta dei nuovi siti, e di un coordinamento con le regioni confinanti, oltre alla necessità di rendere obbligatoria la valutazione di incidenza ambientale.<br />
 L’associazione chiede alla Regione di intervenire per tutelare l’ambiente attraverso l’emanazione di linee guida sulla realizzazione delle centrali. «Altrimenti da regione verde, l’Abruzzo finirà per diventare regione del cannibalismo dei parchi», conclude il delegato della Lipu per la Puglia, Enzo Cripezzi, intervenuto insieme a Stefano Allavena, delegato per l’Abruzzo e a Paola Meo del comitato “Dinamismi”.</p>
<p>Fonte: Il Centro</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;eolico offshore nel Canale di Otranto potrebbe danneggiare l&#8217;avifauna</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-puglia/leolico-offshore-nel-canale-di-otranto-potrebbe-danneggiare-lavifauna/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 12:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo queste dichiarazioni di Oreste Caroppo, del Comitato per la Tutela del Paesaggio Salentino a proposito del possibile impatto di una centrale eolica offshore prevista a TRicase, nel Canale di Otranto
Lecce (Salento) &#8211; Mega torri eoliche anche nel Canale d’Otranto a largo di Tricase?! E’ soltanto una follia, l’impatto sugli uccelli sarebbe intollerabile e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo queste dichiarazioni di Oreste Caroppo, del Comitato per la Tutela del Paesaggio Salentino a proposito del possibile impatto di una centrale eolica offshore prevista a TRicase, nel Canale di Otranto</p>
<blockquote><p>Lecce (Salento) &#8211; Mega torri eoliche anche nel Canale d’Otranto a largo di Tricase?! E’ soltanto una follia, l’impatto sugli uccelli sarebbe intollerabile e di gravità inaudita e di portata internazionale! La Regione Puglia si fermi e indica la moratoria di tutti i progetti di impianti industriali di mega-eolico e mega-fotovoltaico previsti in mare e sulla terraferma, prima di commettere, senza pianificazioni, l’ennesimo crimine ambientale! Pensare di collocare mega-torri eoliche di decine e decine di metri di altezza al largo della costa salentina nel bel mezzo del Canale d’Otranto è semplicemente una pazzia, un attentato ai danni dell’avifauna, degli uccelli, di portata immane e di gravità internazionale, per cui chiameremo anche l’Europa intera, e la giustizia europea a pronunciarsi se sarà necessario! Il Canale d’Otranto, stretto di mare tra l’Adriatico e lo Ionio, dove le coste balcaniche distano, soltanto, 70 &#8211; 80 km  dalla Penisola Italiana, costituisce certamente uno dei più importanti tratti di mare per confluenza e addensamento delle rotte migratorie internazionali, del Sud-Italia, la cui importanza biologica strategica è sancita da diversi trattati internazionali, tra cui la Conferenza di Ramsar del 1971, sottoscritta dall’Italia</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=3331:no-al-mega-eolico-offshore-nel-canale-dotranto-studio-esteso&#038;catid=84:lettori-scrivono&#038;Itemid=139">Il Paese Nuovo</a></p>
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		<title>Impianti eolici offshore: preoccupazione per le migrazioni dell&#8217;Oca Facciabianca</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 05:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è preoccupazione nel mondo accademico per questo rara specie di oca che si riproduce nell&#8217;artico e la cui rotta di migrazione passa per i tratti di mare dove è prevista una massiccia espansione dell&#8217;energia eolica offshore al servizio di UK e Norvegia.
Larry Griffin, ricercatore del Wildfowl and Wetlands Trust (WWT) ha tracciato i movimenti delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è preoccupazione nel mondo accademico per questo rara specie di oca che si riproduce nell&#8217;artico e la cui rotta di migrazione passa per i tratti di mare dove è prevista una massiccia espansione dell&#8217;energia eolica offshore al servizio di UK e Norvegia.</p>
<p>Larry Griffin, ricercatore del Wildfowl and Wetlands Trust (WWT) ha tracciato i movimenti delle oche e si dice preoccupato per le potenziali collisioni con i previsti impianti eolici nelle acque del mare del Nord.</p>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/04/800px-BrantaLeucopsisFilghtB.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/04/800px-BrantaLeucopsisFilghtB-300x199.jpg" alt="" title="800px-BrantaLeucopsisFilghtB" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2675" /></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.independent.co.uk/environment/nature/geese-tagged-to-examine-threat-posed-by-wind-farms-1940152.html">The Indipendent</a></p>
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		<title>L&#8217;eolico nel Wisconsin fa strage di uccelli e pipistrelli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 05:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i risultati di un monitoraggio indipendente svolto per conto della società che gestisce l&#8217;impianto eolico di Fond du Lac Country nel Wisconsin, la mortalità causata dalla centrale sarebbe di 11,83 uccelli e 40,54 pipistrelli per aerogeneratore ogni anno. L&#8217;impianto si compone di 88 turbine il che da una mortalità stimata totale annua di 1041 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i risultati di un monitoraggio indipendente svolto per conto della società che gestisce l&#8217;impianto eolico di Fond du Lac Country nel Wisconsin, la mortalità causata dalla centrale sarebbe di 11,83 uccelli e 40,54 pipistrelli per aerogeneratore ogni anno. L&#8217;impianto si compone di 88 turbine il che da una mortalità stimata totale annua di 1041 uccelli e 3567 pipistrelli.</p>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/04/10.pdf'>Leggi l&#8217;intero rapporto.</a></p>
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		<title>Eolico in Grecia: richiesta d&#8217;aiuto per salvare il paesaggio e il Falco della Regina</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 14:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo questa richiesta d&#8217;aiuto da Dimitri Psarras:
In questi giorni è stata votata la nuova legge sulle energie rinnovabili in Grecia.
Prevede l&#8217; installazione di centrali eoliche  dentro le aree protette dentro le Zone di protezione ZPS, dentro le aree di foresta e sul le isole piccole rocciose dove nidifica il 85% della popolazione globale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo questa richiesta d&#8217;aiuto da Dimitri Psarras:</p>
<blockquote><p>In questi giorni è stata votata la nuova legge sulle energie rinnovabili in Grecia.<br />
Prevede l&#8217; installazione di centrali eoliche  dentro le aree protette dentro le Zone di protezione ZPS, dentro le aree di foresta e sul le isole piccole rocciose dove nidifica il 85% della popolazione globale del Falco della regina (Falco eleonorae).<br />
Prima di arrivare alla corte europea e molto importante farci sentire presso il commissario europeo e la stampa estera.<br />
In Grecia, quei pochi che non sono terrorizzati dalla crisi, scrivono già al commissario ma serve aiuto estero, in modo che tante lettere arrivino al commissario,  all&#8217;ambasciata greca e all&#8217;ufficio ellenico di turismo.
</p></blockquote>
<p>Invitiamo tutti a scrivere una lettera di protesta contro l&#8217;installazione di centrali eoliche in aree naturali protette, nelle foreste e nei dintorni di luoghi di nidificazione di rapaci protetti come il Falco della Regina.</p>
<p>Le lettere dovrebbero essere indirizzate al Commissario Europeo:<br />
janez.potocnik@ec.europa.eu<br />
joseph.hennon@ec.europa.eu</p>
<p>all&#8217;ambasciata greca in Italia</p>
<p>gremroma@tin.it </p>
<p>e all&#8217;ente del turismo ellenico:</p>
<p>Roma: enetroma@getnet.it<br />
Milano: turgrec@tin.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pale eoliche e malattie minacciano i pipistrelli</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 07:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[In Canada è forte la preoccupazione per l&#8217;impatto dell&#8217;energia eolica sui chirotteri:
Anche se i pipistrelli non sono nella lista degli animali teneri e simpatici sono una parte vitale dell&#8217;ecosistema la cui popolazione è minacciata su diversi fronti.
Ingenti numeri di pipistrelli sono stati uccisi e feriti da pale eoliche e una malattia chiamata &#8220;sindrome del naso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Canada è forte la preoccupazione per l&#8217;impatto dell&#8217;energia eolica sui chirotteri:</p>
<blockquote><p>Anche se i pipistrelli non sono nella lista degli animali teneri e simpatici sono una parte vitale dell&#8217;ecosistema la cui popolazione è minacciata su diversi fronti.<br />
Ingenti numeri di pipistrelli sono stati uccisi e feriti da pale eoliche e una malattia chiamata &#8220;sindrome del naso bianco&#8221; minaccia di ucciderli a centinaia di migliaia.<br />
Va ricordato che un beneficio immediato dei pipistrelli è che un piccolo pipistrello può in un ora mangiare fino a 1000 zanzare che altrimenti starebbero ronzando attorno alle nostre orecchie o succhiando il nostro sangue</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.citizen.on.ca/news/2010-03-25/Local_News/Disease_wind_turbines_menace_bat_population.html">Orangeville Citizen</a></p>
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		<title>UK e USA: le associazioni ambientaliste prendono soldi dall&#8217;industria eolica</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Christopher Booker denuncia il conflitto di interessi dalle pagine del Telegraph
Negli USA la sezione locale dell&#8217;Audobon Society ha ritirato la propria opposizione a una gigantesca centrale eolica al largo di Cape Cod dopo che era stata promessa una notevole somma agli ornitologi per monitorare gli effetti sull&#8217;avifauna. In Gran Bretagna la RSPB (Società Reale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Christopher Booker denuncia il conflitto di interessi dalle pagine del <a href="http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/christopherbooker/7437040/Eco-friendly-but-not-to-eagles.html">Telegraph</a></p>
<blockquote><p>Negli USA la sezione locale dell&#8217;Audobon Society ha ritirato la propria opposizione a una gigantesca centrale eolica al largo di Cape Cod dopo che era stata promessa una notevole somma agli ornitologi per monitorare gli effetti sull&#8217;avifauna. In Gran Bretagna la RSPB (Società Reale per la Protezione degli Uccelli) sostiene di guardare criticamente a tal i effetti, ma nonostante ciò chiede un&#8217;espansione delle centrali eoliche con l&#8217;argomento che &#8221; il cambiamento climatico è la maggior minaccia alla biodiversità del pianeta&#8221;. La RSPB riceve 10 sterline dallo sviluppatore eolico Scottish &#038; Southern Energy per ogni consumatore che sceglie la tariffa “RSPB Energy”. Gli ornitologi ricavano anche un buon reddito dgli sviluppatori per le valutazioni di impatto ambientale o per monitorare centrali esistenti alla ricerca di collisioni con gli uccelli</p></blockquote>
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