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	<title>Via dal Vento &#187; Costi per la collettività</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Eolico: il colore dei soldi verde-ambientalista</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog collettivo &#8220;Il legno storto&#8221; parla di eolico e contraddizioni del mondo ambientalista.
Soldi, soldi, sempre soldi che piovono dalle casse di Bruxelles, di Roma, di tutte le regioni, di tutte le provincie e di tutti i comuni per riempire le tasche dei &#8220;difensori dell&#8217;ambiente&#8221;.
Stacchiamo per un attimo la spina dall&#8217;attualità pirotecnica della cronaca giudiziaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog collettivo &#8220;Il legno storto&#8221; parla di eolico e contraddizioni del mondo ambientalista.</p>
<blockquote><p>Soldi, soldi, sempre soldi che piovono dalle casse di Bruxelles, di Roma, di tutte le regioni, di tutte le provincie e di tutti i comuni per riempire le tasche dei &#8220;difensori dell&#8217;ambiente&#8221;.<br />
Stacchiamo per un attimo la spina dall&#8217;attualità pirotecnica della cronaca giudiziaria che incessantemente lancia nuove ed esplosive agenzie sui faccendieri dell&#8217;eolico, in Sardegna e altrove, e proviamo a immaginare uno scenario più vasto, più complesso e assai più inquietante. Parliamo di peccato originale e di peccatori che, non essendo mai stati intercettati, ci appaiono come santi immacolati posti sugli altari delle cattedrali dell&#8217;ambientalismo.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=29337&#038;Itemid=26">Leggi l&#8217;intero articolo</a>.</p>
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		<title>Tremonti: l&#8217;eolico deturpa il paese</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 19:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste le parole del Ministro dell&#8217;Economia durante un&#8217;intervista a Repubblica:
Ma quella morale è una questione generale. Questo è un Paese in cui molti &#8220;governi&#8221; locali si sono clonati e derivati in galassie societarie &#8220;parallele&#8221;. Spesso più grandi dei governi stessi. E non sempre sotto il controllo democratico e giudiziario. Leggasi la monografia della Corte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste le parole del Ministro dell&#8217;Economia durante un&#8217;intervista a Repubblica:</p>
<blockquote><p>Ma quella morale è una questione generale. Questo è un Paese in cui molti &#8220;governi&#8221; locali si sono clonati e derivati in galassie societarie &#8220;parallele&#8221;. Spesso più grandi dei governi stessi. E non sempre sotto il controllo democratico e giudiziario. Leggasi la monografia della Corte dei Conti. Mezza Italia è in dissesto sanitario. E questo riduce drammaticamente la &#8220;cifra&#8221; della morale pubblica. Troppo spesso i fondi pubblici sono una pipeline verso gli affari. Oggi l&#8217;affare degli affari è quello dell&#8217;eolico, almeno questo non inventato da noi. Vastissime aree del Paese sono deturpate da pale eoliche sorte all&#8217;improvviso, in un territorio che nei secoli passati non ha mai avuto i mulini a vento. E forse ci sarà una ragione. È in tutto questo che vedo la grande questione morale, questo è l&#8217;albero storto che va raddrizzato. E per farlo non vedo alternative al federalismo fiscale. L&#8217;unica, l&#8217;ultima forma per riportare nella trasparenza e nell&#8217;efficienza la cosa comune&#8221;.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276/?ref=HREC1-4">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Scaroni (ENI), meglio il risparmio delle rinnovabili</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/scaroni-eni-meglio-il-risparmio-delle-rinnovabili/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;A.D. dell&#8217;ENI si esprime così sulla questione energetica:
Il risparmio energetico  e&#8217; una cosa che ci sta molto a cuore, nel senso che a me sembra che, prima di immaginare di riempire di mulini a vento localita&#8217; che non hanno vento o di coprire lo scarso territorio che noi abbiamo di pannelli solari che usano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;A.D. dell&#8217;ENI si esprime così sulla questione energetica:</p>
<blockquote><p>Il risparmio energetico  e&#8217; una cosa che ci sta molto a cuore, nel senso che a me sembra che, prima di immaginare di riempire di mulini a vento localita&#8217; che non hanno vento o di coprire lo scarso territorio che noi abbiamo di pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni, noi dovremmo esplorare tutte le strade per consumare meno&#8221;. Lo ha detto Paolo Scaroni, ad di Eni, a margine del Forum per il Mediterraneo. Consumare meno e&#8217; una &#8220;strada il cui potenziale e&#8217; un multiplo di qualunque cosa noi immaginiamo in termini di rinnovabili&#8221;, ha aggiunto Scaroni</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-830154/energia-scaroni-prima/">Radiocor</a></p>
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		<title>Gli Amici della Terra applaudono le proposte di Ortis sulla riforma del sistema degli incentivi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[ L’associazione Amici della Terra accoglie con favore la proposta lanciata oggi da Ortis, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), in occasione della presentazione della relazione annuale, di attribuire all’Autorità poteri di regolazione e verifica su tutti i meccanismi di incentivazione delle rinnovabili che comportano maggiori oneri nelle bollette dei consumatori, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L’associazione Amici della Terra accoglie con favore la proposta lanciata oggi da Ortis, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), in occasione della presentazione della relazione annuale, di attribuire all’Autorità poteri di regolazione e verifica su tutti i meccanismi di incentivazione delle rinnovabili che comportano maggiori oneri nelle bollette dei consumatori, in coerenza con gli obiettivi energetici stabiliti dal Governo e dal Parlamento.<br />
Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra dichiara: “La recente approvazione dei nuovi cospicui incentivi per il fotovoltaico in un contesto di sacrifici per molte tecnologie, altrettanto promettenti, della green economy conferma la necessità di una regia nei meccanismi di incentivazione. La strategia al 2020 avviata tre anni fa dall’Europa richiede una grande capacità di integrazione delle politiche  su clima, rinnovabili ed efficienza energetica, all’insegna del risparmio per i consumatori, della prevenzione paesaggistica e ambientale, e di un effettivo dispiegamento delle opportunità industriali e occupazionali associate agli obiettivi europei. Per le sue funzioni già svolte e per la capacità dimostrata sul campo, l’AEEG è il soggetto più idoneo per stabilire la congruità e coerenza dei diversi meccanismi di incentivazione. Per una riforma davvero integrata, occorre che questa regia non riguardi solo i meccanismi di incentivazione delle rinnovabili, ma sia estesa anche a quelli per l’efficienza energetica, spesso assai più convenienti per i consumatori. Occorre, inoltre, che si tenga conto non solo degli oneri che ricadono sulle bollette, ma anche dei costi esterni ambientali che ricadono sulla collettività.”</p>
<p>Per maggiori informazioni sugli squilibri in atto nei meccanismi di incentivazione delle rinnovabili, si veda il documento “<a href=" http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=831&#038;Itemid=1">Osservazioni di Amici della Terra Italia al Piano di Azione Nazionale per le fonti Rinnovabili</a>”, scaricabile dal sito www.amicidellaterra.it.</p>
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		<title>Ortis: riformare gli incentivi alle rinnovabili e ridurne i costi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente dell&#8217;Autorità per l&#8217;Energia Ortis, nel corso della Relazione annuale lamenta il peso delle fonti rinnovabili sulle bollette degli italianai (pari a circa 3 miliardi euro annui, il 10% del costo annuale del sistema elettrico) e propone il passaggio ad un sistema in  cui tale meccanismo è finanziato dalla fiscalità generale.
Non si sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente dell&#8217;Autorità per l&#8217;Energia Ortis, nel corso della Relazione annuale lamenta il peso delle fonti rinnovabili sulle bollette degli italianai (pari a circa 3 miliardi euro annui, il 10% del costo annuale del sistema elettrico) e propone il passaggio ad un sistema in  cui tale meccanismo è finanziato dalla fiscalità generale.</p>
<blockquote><p>Non si sa se per estremo sacrificio o per lasciare un&#8217;Authority più dotata Ortis propone di affidare proprio ai suoi uffici il coordinamento e il &#8220;governo&#8221; dei sussidi alle fonti verdi. Ritiene necessaria «una revisione della durata e del livello delle incentivazioni con particolare attenzione al solare fotovoltaico» che evidentemente vada oltre i tagli già disposti negli ultimi giorni dal Governo con il nuovo &#8220;conto energia&#8221;.<br />
Ortis ha in mente, tra l&#8217;altro, una norma che &#8220;dirotti&#8221; parte dell&#8217;elettricità eolica, difficile da mettere in rete, all&#8217;alimentazione dei pompaggi di acqua per nuovi bacini idroelettrici. Ma ventila anche una correzione dei «malfunzionamenti» del mercato dei certificati verdi. Perché senza interventi piuttosto drastici c&#8217;è il «forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20%, da qui al 2020» avverte Ortis rimarcando che quest&#8217;anno l&#8217;onere pubblico per incentivare le rinnovabili supererà i 3 miliardi di euro, quasi il 10% del costo annuale del sistema elettrico.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-16/pressing-ortis-carogas-080501.shtml?uuid=AYhd2C8B#continue">Il Sole 24 ore</a></p>
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		<title>L&#8217;eolico in Gran Bretagna distruggerà migliaia di posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un recentissimo studio inglese il ricorso alle fonti rinnovabili ed il conseguente aumento del costo dell&#8217;elettricità legato alla presenza degli incentivi distruggerà migliaia di posti di lavoro nei settori manifatturieri energivori come le industrie dell&#8217;acciaio, del cemento, della ceramica e della carta e della chimica. Solo in questo settore sono a rischio nei prossimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recentissimo studio inglese il ricorso alle fonti rinnovabili ed il conseguente aumento del costo dell&#8217;elettricità legato alla presenza degli incentivi distruggerà migliaia di posti di lavoro nei settori manifatturieri energivori come le industrie dell&#8217;acciaio, del cemento, della ceramica e della carta e della chimica. Solo in questo settore sono a rischio nei prossimi 10 anni 46.000 posti di lavoro più 87.000 nell&#8217;indotto a causa di industrie che potrebbero decidere di chiudere per gli alti costi dell&#8217;elettricità.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.businessweek.com/news/2010-07-12/u-k-energy-policy-threatens-thousands-of-jobs-civitas-says.html">Bloomberg</a></p>
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		<title>Tremonti ha capito dove spira il vento</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/tremonti-ha-capito-dove-spira-il-vento/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un nuovo articolo di Mario Pirani apparso su Repubblica il 12 luglio 2010
OGNI giorno trova conferma la verità del vecchio detto secondo cui il Maligno si nasconde nei dettagli. Così, mentre i temi generali sulla manovra finanziaria vengono largamente dibattuti e saranno, alla fine, risolti da un maxi emendamento su cui il governo porrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un nuovo articolo di Mario Pirani apparso su Repubblica il 12 luglio 2010</p>
<blockquote><p>OGNI giorno trova conferma la verità del vecchio detto secondo cui il Maligno si nasconde nei dettagli. Così, mentre i temi generali sulla manovra finanziaria vengono largamente dibattuti e saranno, alla fine, risolti da un maxi emendamento su cui il governo porrà la fiducia, le lotte intestine per spostare preventivamente singole poste di pochi o molti milioni di euro dall&#8217;uno all&#8217;altro articolo della legge si svolgono nella disattenzione dei cittadini, che non sono neppure al corrente delle faide in corso, del frenetico attivismo delle lobbies, degli scambi inverecondi tra politica e affari. Un caso tipico è quello dell&#8217;art. 45, introdotto da Tremonti per porre un freno alla speculazione sugli incentivi —i più alti al mondo — che il nostro paese destina agli impianti eolici. Non è per vantare dei meriti ma nella nostra rubrica ci eravamo più volte rivolti al ministro dell&#8217;Economia proprio perché tra i risparmi possibili non trascurasse qualche sano taglio in un settore che, non per caso, è diventato un pascolo frequentatissimo dalla criminalità organizzata.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/documenti/articoli-di-stampa/mario-pirani/tremonti-ha-capito-dove-spira-il-vento/"><br />
Leggi l&#8217;articolo completo</a></p>
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		<title>Ontario: l&#8217;eolico non produce elettricità quando ce ne è bisogno</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/estero/ontario-leolico-non-produce-elettricita-quando-ce-ne-e-bisogno/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 05:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;analisi apparsa sul Financial Post mostra come nello stato Canadese dell&#8217;Ontario l&#8217;energia eolica non sia in grado di contribuire in modo efficacie ai bisogni energetici del paese:
Il vento ha soffiato al meglio ieri tra mezzanotte e l&#8217;una producendo 214 MWh durante un&#8217;ora. Se l&#8217;eolico avesse operato in un sistema di libero mercato dell&#8217;elettricità avrebbe ricavato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;analisi apparsa sul Financial Post mostra come nello stato Canadese dell&#8217;Ontario l&#8217;energia eolica non sia in grado di contribuire in modo efficacie ai bisogni energetici del paese:</p>
<blockquote><p>Il vento ha soffiato al meglio ieri tra mezzanotte e l&#8217;una producendo 214 MWh durante un&#8217;ora. Se l&#8217;eolico avesse operato in un sistema di libero mercato dell&#8217;elettricità avrebbe ricavato solo 36.85 dollari per MWh, ovvero un terzo o un quarto del valore dell&#8217;elettricità durante le ore di picco.<br />
Nelle ore successive, le più produttive del giorno,  l&#8217;eolico ha continuato a registrare prezzi reali molto bassi.<br />
Poi quando i prezzi dell&#8217;elettricità salgono assieme alla domanda perché la società si mette a lavorare, le torri eoliche sono andate a dormire. La produzione di picco di 214 MW è crollata ad un minimo di 11 e non è mai salita sopra i 60. Per vedere questi numeri in prospettiva, quando l&#8217;Ontario aveva bisogno al massimo dell&#8217;eolico, esso stava producendo  un ventesimo dell&#8217;1% dei bisogni energetici, praticamente niente. Persino nella sua ora migliore ha soddisfatto solo l&#8217;1,21% dei fabbisogni., e questo perché altre forme più flessibili di generazione avevano ridotto la loro produzione ( a differenza dell&#8217;idroelettrico o delle fonti fossili l&#8217;eolico non è dispacciabile).</p>
<p>Fonte: <a href="http://opinion.financialpost.com/2010/07/08/lawrence-solomon-winds-bad-day/">Financial Post </a></p>
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		<title>La Spagna risparmierà 1,2 miliardi di euro con il taglio dei sussidi all&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 04:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica colpisce duramente la Spagna che ha ridotto, come da noi già riportato, del 35% i sussidi all&#8217;eolico. Il risparmio annuo di tale misura è stato quantificato in circa 1,2 miliardi di euro. Attualmente i sussidi alle rinnovabili costano alla collettività spagnola 5 miliardi di euro annui, finanziati con un aumento del debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica colpisce duramente la Spagna che ha ridotto, come da noi già riportato, del 35% i sussidi all&#8217;eolico. Il risparmio annuo di tale misura è stato quantificato in circa 1,2 miliardi di euro. Attualmente i sussidi alle rinnovabili costano alla collettività spagnola 5 miliardi di euro annui, finanziati con un aumento del debito pubblico che ha raggiunto un livello cumulato di circa 16 miliardi di euro. Un risparmio ulteriore di 1 miliardo di euro annui è previsto dal taglio degli incentivi al fotovoltaico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.businessweek.com/news/2010-07-09/spain-said-to-save-1-5-billion-on-wind-power-cuts.html">Business Week</a>.</p>
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		<item>
		<title>Annacquato l&#8217;Art. 45 della finanziaria</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/italia/annacquato-lart-45-della-finanziaria/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 05:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una proposta del relatore alla Finanziaria è stata di molto ridotta la portata dell&#8217;Art. 45 della Finanziaria che avrebbe ridotto gli incentivi all&#8217;eolico, abolendo l&#8217;obbligo di riacquisto da parte della collettività dei Certificati Verdi invenduti sul mercato.
Rimane l&#8217;obbligo ma vengono posti dei limiti ai fondi a disposizione per il riacquisto, anche se la nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una proposta del relatore alla Finanziaria è stata di molto ridotta la portata dell&#8217;Art. 45 della Finanziaria che avrebbe ridotto gli incentivi all&#8217;eolico, abolendo l&#8217;obbligo di riacquisto da parte della collettività dei Certificati Verdi invenduti sul mercato.<br />
Rimane l&#8217;obbligo ma vengono posti dei limiti ai fondi a disposizione per il riacquisto, anche se la nuova formulazione dell&#8217;articolo è alquanto oscura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutelare il Territorio, Contro la Speculazione eolica!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 05:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente Regionale di Fare Verde Puglia, Graziano De Tuglie lancia un appello ai senatori pugliesi chiedendo loro di schierarsi in difesa dell&#8217;Art. 45 della  Finanziaria che bloccherebbe la speculazione sull&#8217;eolico:
ATTESO che la Manovra Finanziaria 2010 Tremonti, all&#8217;art.45 prevede una riduzione di 600 milioni di euro di oneri che vengono caricati sulle bollette elettriche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Regionale di Fare Verde Puglia, Graziano De Tuglie lancia un appello ai senatori pugliesi chiedendo loro di schierarsi in difesa dell&#8217;Art. 45 della  Finanziaria che bloccherebbe la speculazione sull&#8217;eolico:</p>
<p>ATTESO che la Manovra Finanziaria 2010 Tremonti, all&#8217;art.45 prevede una riduzione di 600 milioni di euro di oneri che vengono caricati sulle bollette elettriche degli italiani, rappresentando una delle poche norme in favore dei consumatori che tale Manovra contiene, e costituendo un tentativo di porre un freno all&#8217;esplosione delle tariffe energetiche, quantomeno per la parte che non dipende dall&#8217;aumento delle materie prime, eliminando quanto previsto dalla Finanziaria Prodi del 2008 in ordine all&#8217;emissione di 1 certificato verde (CV) per ogni MW prodotto da rinnovabile x 15 anni, spettante anche ai vecchi produttori CIP6 da rinnovabili;</p>
<p><span id="more-3330"></span><br />
CONSIDERATO che il CV è un prodotto finanziario il cui valore è dato dalla differenza tra la cifra fissa di 180 euro e il prezzo medio di scambio dell&#8217;energia elettrica dell&#8217;anno precedente (circa 80-100 euro negli ultimi anni), valendo circa 80-100 euro, ed è volto a &#8220;ripulire la coscienza ai produttori energetici da fonti tradizionali&#8221;, in quanto acquistando il CV ottemperano all&#8217;obbligo di produrre quote crescenti di energia da fonti rinnovabili. Il CV si scambia in un mercato parallelo a quello elettrico, ma siccome il suo prezzo può variare in salita, ma non troppo in discesa (il pezzo base è fissato) è un titolo un po&#8217; atipico. Per mantenere il &#8220;mercato&#8221; la Finanziaria 2008 di Prodi, nel comma 149 dell&#8217;articolo 2 che Tremonti sopprime, previde che fino a quando non fosse stata raggiunta la quota del 25% di produzione di energia da rinnovabili, il Gestore del Mercato Elettrico (GME) avrebbe ricomprato i CV avanzati al prezzo medio dei CV dell&#8217;anno precedente. In considerazione di ciò, i produttori energetici da fonti tradizionali comprano quel tanto di CV che gli occorre, i venditori di CV non si agitano più di tanto in quanto hanno una garanzia su quel che avanza, il prezzo rimane stabile. Il CV diventa allora un bond di Stato a prezzo garantito, dove il garante però non è il Governo, ma le bollette dei cittadini.<br />
L&#8217;art.45 di Tremonti ha, di fatto, abolito il prezzo fisso dei CV, aprendo alla piena concorrenza sul mercato!<br />
PRESO ATTO che alcuni Senatori, tra i quali i pugliesi Saccomanno, Gallo, Amoruso, Tomaselli, Caforio, Mongiello, D&#8217;Ambrosio Lettieri, hanno proposto, con emendamenti, al Senato lo stralcio o la soppressione dell&#8217;articolo 45 della Manovra che taglia non già le incentivazioni alle rinnovabili, ma sopprime solo l&#8217;obbligo da parte del GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) di riacquistare i CV in eccesso di offerta, al prezzo di mercato registrato l&#8217;anno precedente, nonché la richiesta analoga di soppressione avanzata dalla Marcegaglia, fuoriluogo in considerazione dei suoi interessi diretti nel collocamento dei CV;<br />
l&#8217;Associazione FARE VERDE Puglia, impegnata nella tutela del territorio e del paesaggio della Puglia dagli assalti speculativi di alcuni gruppi commerciali che, parlando di Natura hanno e stanno alterando la produzione agricola, anche di qualità della regione, in particolare installando &#8220;Parchi Eolici&#8221; anche laddove non vi è costanza di vento annuale tale da rendere efficiente l&#8217;installazione, rincorrendo esclusivamente i &#8220;benefici&#8221; speculativi dei Certificati Verdi,</p>
<p>fa APPELLO</p>
<p>ai Senatori Saccomanno, Gallo, Amoruso, Tomaselli, Caforio, Mongiello, D&#8217;Ambrosio Lettieri:</p>
<p>1) di ritirare la proposta di soppressione dell&#8217;art.45 della Manovra Economica Tremonti 2010 atteso che la normativa vigente, art.2 c.149 Finanziaria 2008 (Prodi), ha trasformato i certificati verdi da strumento teso, attraverso il mercato, a ridurre al minimo i costi di incentivazione a carico degli utenti a sistema controllato in maniera tale da assicurare gli incentivi piu&#8217; alti d&#8217;Europa agli investitori, anche in considerazione che i presupposti per il rilascio dei Certificati Verdi sono quelli previsti e non quelli a consuntivo, un meccanismo che assicura implicitamente cospicui finanziamenti senza interessi;<br />
2) di approvare l&#8217;art.45 di detta Manovra, così come formulato, sì da ridurre di 600 milioni di euro gli oneri che vengono caricati sulle bollette elettriche degli italiani: mentre si chiedono sacrifici ai cittadini italiani, sarebbe moralmente inaccettabile mantenere una normativa che pesa per 600 milioni di euro all&#8217;anno sulle bollette degli utenti e favorisce la speculazione.<br />
Confidando nella Loro attenzione al benessere del Territorio che Li esprime.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Spagna taglia i sussidi all&#8217;eolico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/estero/la-spagna-taglia-i-sussidi-alleolico/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[La difficile situazione economica costringe il governo spagnolo a tagliare i sussidi alle rinnovabili, onde evitare gravosi aumenti sulla bolletta per i consumatori. Per l&#8217;energia eolica il taglio sarà del 35% a partire dal 2013. L&#8217;incentivo pagato dal governo spagnolo è, prima dei tagli, circa la metà di quello pagato in Italia.
fonte: AFP
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La difficile situazione economica costringe il governo spagnolo a tagliare i sussidi alle rinnovabili, onde evitare gravosi aumenti sulla bolletta per i consumatori. Per l&#8217;energia eolica il taglio sarà del 35% a partire dal 2013. L&#8217;incentivo pagato dal governo spagnolo è, prima dei tagli, circa la metà di quello pagato in Italia.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5iNQSIn1cUpgJrGdfvnCKQLkP0dag">AFP</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Emma Bonino: mantenere l&#8217;Art. 45 della Finanziaria</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/emma-bonino-mantenere-lart-45-della-finanziaria/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 07:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato Stampa di Emma Bonino sull&#8217;artico9lo 45 che abolisce l&#8217;obbligo di riacquisto dei Certificati Verdi invenduti da parte del GSE
L’articolo 45 della Manovra Tremonti riduce il costo delle bollette elettriche degli italiani di circa 600 milioni di euro nel solo 2010. Tra le infinite polemiche che hanno accompagnato questa norma stupisce il fragoroso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il comunicato Stampa di Emma Bonino sull&#8217;artico9lo 45 che abolisce l&#8217;obbligo di riacquisto dei Certificati Verdi invenduti da parte del GSE</p>
<p>L’articolo 45 della Manovra Tremonti riduce il costo delle bollette elettriche degli italiani di circa 600 milioni di euro nel solo 2010. Tra le infinite polemiche che hanno accompagnato questa norma stupisce il fragoroso silenzio delle associazioni dei consumatori, che non hanno speso una parola per difenderlo. Eppure non si tratta di poca cosa: il prezzo dell’energia è componente fondamentale del costo di produzione per le imprese e dei costi di base per le famiglie. Buonsenso vorrebbe che fosse il più basso possibile.<br />
Viceversa la soppressione dell’articolo 45 ha infiniti sostenitori: dalla Marcegaglia, che non capisco come giustifichi questa sua posizione con le PMI, alla CISL. Ancora di più mi insospettisce il fatto che al Senato sono stati presentati ben 18 emendamenti soppressivi della norma, da senatori di tutti i Gruppi parlamentari. Alcuni di questi emendamenti hanno un dispositivo di copertura per maggiori spese o minori entrate, segno che qualcuno ha presentato dietro pressioni, senza capire cosa stava presentando.<br />
Allora forse è il caso di essere chiari: l’attuale obbligo di riacquisto dei Certificati Verdi ha trasformato questi titoli in bond garantiti non dallo Stato, ma dalle bollette degli italiani. Invece di essere contrattati sul mercato e quindi avere un prezzo variabile, i CV sono a prezzo fisso, tanto poi alla fine ci sono i fessi che pagano.<br />
Senza toccare tutte le altre agevolazioni che spettano alle rinnovabili Tremonti ha semplicemente detto: avete voluto il mercato elettrico? Che sia mercato&#8230;!! Di fatto ha abolito il prezzo fisso dei CV e facendo questo ha abolito una ingiustificata rendita di posizione e uno stimolo alla speculazione sulle rinnovabili.<br />
E quindi, per una volta: bravo Tremonti !</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La centrale eolica offshore di Anholt: una completa farsa</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/estero/la-centrale-eolica-offshore-di-anholt-una-completa-farsa/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 13:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è l&#8217;opinione dello studioso danese Bjorn Lomborg, autore de &#8220;L&#8217;ambientalista scettico&#8221; e noto critico dei modi tradizionali di combattere i cambiamenti climatici:

Per anni l&#8217;industria eolica eolica e vari politici ci hanno detto che con un po&#8217; più di aiuto e sussidi avremmo reso l&#8217;industria eolica competitiva. Non è stato così. Nel 2005 abbiamo deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è l&#8217;opinione dello studioso danese Bjorn Lomborg, autore de &#8220;L&#8217;ambientalista scettico&#8221; e noto critico dei modi tradizionali di combattere i cambiamenti climatici:</p>
<blockquote><p>
Per anni l&#8217;industria eolica eolica e vari politici ci hanno detto che con un po&#8217; più di aiuto e sussidi avremmo reso l&#8217;industria eolica competitiva. Non è stato così. Nel 2005 abbiamo deciso di pagare 51,8 cent/Kwh per la centrale eolica di Horns Rev II . Nel 2008 il prezzo è stato del 20% più alto per la centrale di Nysted II ed ora è del 100% più alto per Anholt Park. &#8230;<br />
Il progetto è uno stimolo alla crescita economica verde, potrà dare fino a 8000 posti di lavora dice il socialdemocratico Ole Haekkerup, ma gli stessi studi del Ministero raccontano l&#8217;intera storia: &#8220;Nel lungo termine gli effetti sull&#8217;occupazione svaniscono&#8221; Infatti il tottale effetto sull&#8217;occupazione della centrale di Anholt sarà pari a zero!!! Nei primi due anni ci potranno essere effettivamente fino a 8.000 posti di lavoro, che spariranno dopo quattro anni!!!<br />
&#8230;<br />
Le turbine eoliche producono elettricità solo quando il vento soffia. A volte soffia molto e spesso quando usiamo meno energia. Perciò con la centrale eolica di Anholt ci troveremo nella grottesca situazione di comprare elettricità a tre volte il prezzo di mercato e a pagare ancora per poterla esportare. Per quanto possa sembrare incredibile è già successo diverse volte &#8230; il mercato dell&#8217;elettricità del Nord Europa ha già introdotto la possibilità di prezzi negativi per l&#8217;elettricità. Così possiamo pagare per sbarazzarci dell&#8217;energia eolica. E&#8217; una farsa completa!!!
</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.berlingske.dk/kronikker/anholt-en-fuldendt-farce">berlingske.dk</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Risoluzione Alessandri sull&#8217;eolico presentata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/italia/risoluzione-alessandri-sulleolico-presentata-alla-commissione-ambiente-della-camera-dei-deputati/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il testo della risoluzione presentata dall&#8217;On. Alessandri (Lega Nord, Presidente della Commissione) e firmata da altri nove parlamentari in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. La risoluzione denuncia i danni ambientali ed economici generati dall&#8217;eolico in Italia, chiedendo al Governo una serie di misure in grado di bloccare la proliferazione senza regole delle centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il testo della risoluzione presentata dall&#8217;On. Alessandri (Lega Nord, Presidente della Commissione) e firmata da altri nove parlamentari in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. La risoluzione denuncia i danni ambientali ed economici generati dall&#8217;eolico in Italia, chiedendo al Governo una serie di misure in grado di bloccare la proliferazione senza regole delle centrali eoliche.</p>
<p>La VIII Commissione,</p>
<p>premesso che,</p>
<p>esponenti della cultura, dell&#8217;arte e della politica, in collaborazione con cittadini delle aree interessate e con le associazioni ambientaliste, denunciano da anni gli impatti sul paesaggio italiano arrecati da installazioni selvagge di impianti eolici di grossa potenza e i rilevanti effetti che si verificano sulla qualità della vita e sulle possibilità di sviluppo turistico delle zone limitrofe agli impianti;</p>
<p>l&#8217;esperienza della Germania, dove sono installati ormai oltre 19.000 pali, chiamati dai tedeschi «asparagi», ha dimostrato che risultano precluse non solo le possibilità di sviluppo turistico ed agrituristico, ma che si concretizzano ulteriori danni economici e patrimoniali alle comunità, poiché case e terreni scendono drasticamente di valore ed in molti casi diventano invendibili; oltre alla riduzione dei valori paesaggistici sono segnalati effetti sulla salute e sull&#8217;umore dovuti al costante rumore a bassa frequenza o all&#8217;«effetto discoteca» dovuto alle luci notturne collocate sulle pale;</p>
<p>le istanze dei soggetti locali esprimono di fatto un aspetto paradossale dell&#8217;eolico industriale nella sua attuale gestione: in ragione di un macro-obiettivo ambientale sovranazionale (la riduzione delle emissioni), si sottovaluta il complesso dei danni locali, realizzando un duplice risultato negativo e cioè che col crescere delle installazioni si provoca la riduzione di un vasto complesso di valori e un sicuro aumento delle bollette elettriche; nel caso di regioni come la Toscana e l&#8217;Umbria, che hanno fatto del paesaggio una fonte primaria di ricchezza, il proliferare incontrollato degli impianti eolici potrebbe compromettere valori turistici e immobiliari enormemente superiori;</p>
<p>sul tema degli impianti eolici industriali, all&#8217;interno del mondo ambientalista si sta verificando un ulteriore paradosso, consistente nella contrapposizione tra diverse associazioni e, in taluni casi, all&#8217;interno delle medesime associazioni, con discordanze tra centro (favorevoli) e periferia (contrarie);</p>
<p>gli oppositori dell&#8217;eolico industriale si dichiarano non contrari al suo sviluppo, quanto piuttosto alla sua crescita disordinata, agli impatti sul territorio non adeguatamente meditati e a taluni aspetti affaristici e collusivi; secondo queste posizioni il regime fortemente agevolativo avrebbe innescato una spirale speculativa; in particolare i certificati verdi si sono trasformati in una sorta di bond garantiti dallo Stato italiano, con rendimenti altissimi, che favoriscono nei fatti una oggettiva «aggressione al territorio» e alimentano una bolla speculativa, nella quale la produttività dell&#8217;impianto è secondaria rispetto ai suoi rendimenti. Sul mercato finanziario, in particolare all&#8217;estero, è tuttora possibile reperire titoli con rendimenti;</p>
<p>le associazioni ambientaliste maggiormente critiche del fenomeno hanno reso pubblico uno screening nazionale su tutti i procedimenti autorizzativi regionali trasmessi ai pareri ambientali, dal quale si evince che la potenza eolica complessiva tra installata e/o approvata dai pareri ambientali (preludio all&#8217;autorizzazione finale) si può valutare in non meno di 11.000 MW. Se poi si considerano le ulteriori istanze presentate, abbiamo progetti aggiuntivi per oltre 70.000 MW;</p>
<p><span id="more-3251"></span></p>
<p>a seguito degli impegni adottati in sede comunitaria il Governo italiano ha approvato nel 2007, il «Position Paper» dello Stato, che prevede al 2020 una potenza installabile di 12.000 MW (differenziandoli 10.000 su terra ferma più 2000 off-shore); a fine 2009 Terna-Enea hanno censito 4.850 MW in servizio, e ulteriori 3.343 MW definitivamente autorizzati (e quindi in fase di realizzazione) per complessivi 7.674 MW, pur non considerando impianti al di sotto di 10 MW;</p>
<p>gli impatti sul territorio di tali impianti sono rilevati dai dati del GSE risultano ad oggi 242 singoli impianti eolici in Italia, con circa 3.500 torri; calcolando circa 300 mq di calcestruzzo per ogni base di torre, calcolando le distanze medie tra le torri e, prudenzialmente, circa 2 km di strade per ogni impianto abbiamo oltre un milioni di mq di calcestruzzo già riversati sul territorio ed oltre 500 km di strade e piazzole compatibili con carichi eccezionali; le associazioni ambientaliste hanno calcolato che, qualora fossero realizzati tutti gli impianti richiesti, posti in fila essi realizzerebbero una linea lunga 6.000 km; l&#8217;impatto di queste opere è accresciuto dalla necessità di realizzarle su rilievi e crinali, aree fragili, costantemente interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico;</p>
<p>sono inoltre da valutare con attenzione gli effetti diretti (collisioni) e indiretti (sottrazione e degrado di ambienti o disturbo) sull&#8217;avifauna, come conclamati dalla bibliografia scientifica estera e richiamati dal documento «Windfarms and Birds. An Analysis of the effects of windfarms on birds, and guidance on environmental assessment criteria and site selection issues» adottato già nel 2003 dal Consiglio d&#8217;Europa. Una indagine parziale in Spagna ha calcolato che 400 aereogeneratori hanno ucciso per collisione oltre 7.150 tra uccelli (di cui ben 433 rapaci) e pipistrelli, pari a 18 animali/aereogeneratore/anno. La collocazione di impianti nei pressi, se non addirittura dentro, le aree protette realizza un terzo paradosso in cui la collettività destina risorse per la protezione delle specie a rischio e poi ne destina altre per decimarle;</p>
<p>esiste un vasto complesso di normative, a cominciare dall&#8217;articolo 9 della Costituzione, che impongono allo Stato misure cogenti per gli aspetti territoriali di sua diretta influenza (aree protette nazionali, vincolistica paesaggistica e culturale derivante da norme dello Stato, Trattati comunitari e internazionali, quali la Convenzione Europea del Paesaggio, aree per le quali lo Stato assume responsabilità nei confronti della Unione Europea o dell&#8217;UNESCO: ZPS, SIC, IBA, zone umide Ramsar, coste o siti con fauna protetta da convenzioni internazionali, Siti patrimonio dell&#8217;umanità;</p>
<p>la previgente legge Galasso, oggi contenuta nell&#8217;attuale normativa vincolistica ed ambientale generale, assicurava la protezione delle montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole, riconoscendo loro il valore di «aree di ricarica», cioè di produzione dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua pulite e di conservazione della biodiversità; la difesa delle «aree di ricarica» è elemento centrale della Teoria dello sviluppo sostenibile, che riconosce ad esse non solo un valore «patrimoniale», ma anche una valenza produttiva di beni e servizi indispensabili alla sopravvivenza, che la Teoria quantifica economicamente;</p>
<p>sulla base di quanto esposto, va verificata la denuncia secondo cui il sistema di elevati incentivi in favore dell&#8217;eolico industriale, adottato per far fronte ad un impegno comunitario estremamente difficile, ha innescato una spirale speculativa, nella quale si muove anche la criminalità organizzata, basata su una tecnologia invasiva e, per quel che riguarda l&#8217;Italia, di problematica efficienza; gli impatti che ne derivano riguardano;</p>
<p>l&#8217;uso non produttivo del territorio nazionale; giova ricordare che il 26 gennaio 2010 l&#8217;Assemblea della Camera ha approvato la innovativa mozione 1-00324 che riconosce il territorio come bene comune e risorsa limitata, da sfruttare in termini di massima efficienza;</p>
<p>la riduzione di valori paesaggistici, ambientali, faunistici, turistici, storico-culturali patrimoniali e di qualità della vita;</p>
<p>l&#8217;incremento della spesa energetica a carico dei cittadini sui quali si scarica integralmente il peso dell&#8217;inefficienza;</p>
<p>lo sviluppo di un sistema finanziario speculativo che drena risorse in danno di impieghi più efficienti e sul quale si innestano attività di gruppi criminali;</p>
<p>sono prossimi sia la scadenza triennale del regime di incentivazione delle energie rinnovabili, sia la pubblicazione delle Linee guida per la realizzazione di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, di cui all&#8217;articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>a valutare la necessità di effettuare con la massima urgenza una indagine sul fenomeno della diffusione non sostenibile, sia a livello ambientale e sia a livello paesaggistico e culturale, degli impianti eolici di grossa potenza soprattutto al fine di verificare se non sia il caso di imporre una moratoria alla loro realizzazione così da impedire che la loro espansione arrechi danni irreparabili a valori fondamentali tutelati quali la conservazione dell&#8217;ambiente, la protezione del paesaggio e la salvaguardia della cultura tradizionale dei territori italiani;</p>
<p>ad intraprendere iniziative per ridurre le tensioni speculative e i rischi di utilizzo impropri della risorsa territorio connessi alla realizzazione di impianti eolici;</p>
<p>a valutare la congruità dell&#8217;attribuzione di opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti di cui all&#8217;articolo, 12 comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, in favore degli impianti eolici industriali realizzati da privati, visto l&#8217;impatto sul territorio e sul paesaggio, sopprimendo la possibilità prevista per i soggetti economici privati di espropriare i terreni sui quali intendano realizzare gli impianti;</p>
<p>a non consentire la possibilità automatica di realizzare gli impianti eolici in zone classificate agricole, tenendo conto quanto meno della presenza di insediamenti boschivi, colturali o zootecnici attivi, in particolare se pregiati;</p>
<p>ad introdurre disposizioni che tengano conto degli effetti cumulativi di più impianti progressivamente collocati nella medesima area ed a valutare se non sia opportuno reintrodurre a fini di tutela ambientale l&#8217;obbligo della «verifica di assoggettabilità a VIA» per gli impianti eolici da 1 MW, così da avere il controllo degli effetti cumulativi ed evitare la segnalata elusione di qualsivoglia valutazione di carattere ambientale per progetti che implicitamente sono di più MW, ma che vengono artificiosamente frazionati in pale da 1MW;</p>
<p>a prevedere un adeguato diritto di veto del Ministero per i beni e le attività culturali in relazione agli impianti da realizzare nelle aree sottoposte a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio;</p>
<p>a considerare i criteri di buona progettazione, minor consumo di territorio e riutilizzo di aree degradate previsti dal paragrafo 16.1 dello schema delle Linee Guida, quali elementi utili alla valutazione favorevole del progetto;</p>
<p>ad individuare con la massima precisione possibile le aree non idonee alla realizzazione di impianti industriali di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, direttamente per quanto concerne le aree di responsabilità statale, includendovi in ogni caso Parchi nazionali e aree protette comunque definite, o indirettamente, tramite obblighi in capo alle regioni per quanto di loro competenza, in via sostitutiva in caso di loro inerzia;</p>
<p>ad introdurre elementi di valutazione riguardo ai possibili danni derivanti alle attività turistico o ad altre attività produttive, dall&#8217;installazione e l&#8217;esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, prevedendo azioni di ristoro, come quelle già previste per altri insediamenti energetici o la possibilità che tali danni, se giudizialmente verificati, possano essere oggetto di richiesta di risarcimento;</p>
<p>ad assicurare la partecipazione di tutti i soggetti economici e giuridici e degli enti territoriali interessati alle Conferenze di servizi, oltre che, in qualità di osservatori, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste riconosciute e dei comitati di cittadini allo scopo costituiti, che ne facciano richiesta al soggetto titolare del procedimento, nonché modalità di accesso e di divulgazione al pubblico, privilegiando i canali informatici, dei contenuti progettuali ma anche e soprattutto dei provvedimenti dirigenziali regionali, secondo criteri di massima trasparenza e completezza;</p>
<p>a fissare a livello nazionale le distanze minime non derogabili da strade e abitazioni, secondo criteri di prudenza, sia in termini di incidenti che di tutela della salute pubblica, che comunque si ritiene non possano essere inferiori a un chilometro dalle civili abitazioni e dai centri abitatati ed a 500 metri dalle strade e dagli insediamenti zootecnici;</p>
<p>aprevedere la cauzione obbligatoria a garanzia dei lavori per lo smantellamento degli impianti a fine esercizio, determinata da soggetti terzi indipendenti;</p>
<p>a prevedere che le Linee Guida si applichino anche ai progetti, per i quali non si sia ancora espressa la Valutazione di Impatto Ambientale positiva oltre che per quelli a cui non sia stata definitivamente rilasciata l&#8217;Autorizzazione unica ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;</p>
<p>ad introdurre in favore delle comunità locali la possibilità di richiedere un contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, secondo il modello già adottato per altre strutture energetiche (articolo 2, comma 558, della legge 24 dicembre 2007, n. 244).</p>
<p>(7-00350)<br />
«Alessandri, Guido Dussin, Lanzarin, Togni, Aprea, Marinello, Bernardo, Pagano, Gioacchino Alfano, Mario Pepe (PdL)». </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sostenere le rinnovabili, non le speculazioni.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 24 giugno 2010. Le Associazioni ambientaliste schierate in difesa del paesaggio e contro l&#8217;eolico selvaggio intervengono sull&#8217;art. 45 della manovra di Tremonti per contrastare il coro di critiche indiscriminate che ne ha accolto l&#8217;annuncio e per sostenerne il significato di fondo. L&#8217;attuale congiuntura rende inderogabile un riordino e una rimodulazione di tutta la normativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma, 24 giugno 2010. Le Associazioni ambientaliste schierate in difesa del paesaggio e contro l&#8217;eolico selvaggio intervengono sull&#8217;art. 45 della manovra di Tremonti per contrastare il coro di critiche indiscriminate che ne ha accolto l&#8217;annuncio e per sostenerne il significato di fondo. L&#8217;attuale congiuntura rende inderogabile un riordino e una rimodulazione di tutta la normativa a sostegno delle rinnovabili. Nelle more dell&#8217;emanazione di questa nuova normativa il Governo blocchi ogni speculazione e imponga una ragionevole moratoria agli impianti eolici.</strong></p>
<p>La normativa attuale accorda agli investitori nelle energie rinnovabili (principalmente eolico e biomasse) un privilegio che obbliga il GSE ad acquistare tutti i certificati verdi non assorbiti dalla domanda e che ha l&#8217;effetto di mantenerne alto il prezzo sul mercato. Quest&#8217;obbligo, introdotto dalla legge finanziaria del 2008, ha trasformato i certificati verdi da strumento che, attraverso il mercato, avrebbe dovuto ridurre al minimo i costi di incentivazione a carico degli utenti a sistema controllato in maniera tale da assicurare gli incentivi più alti d&#8217;Europa. </p>
<p>Inoltre, i kWh considerati per il rilascio dei Certificati Verdi sono quelli previsti e non quelli a consuntivo, un meccanismo che assicura implicitamente cospicui finanziamenti senza interessi. A ciò si aggiunge il fatto che l&#8217;incentivo è erogato sulla base della produzione dell&#8217;impianto e non per l&#8217;energia effettivamente utilizzata dalla rete, una disposizione apparentemente ragionevole se non fosse che la scarsa prevedibilità della produzione eolica rende difficile al gestore della rete assorbirne tutti i quantitativi prodotti, a tutela della sicurezza della rete stessa. </p>
<p>Con simili privilegi, questo sistema ha favorito, particolarmente nel settore dell&#8217;eolico, speculazioni e infiltrazioni mafiose, documentate in decine di inchieste giudiziarie, ed ha determinato un&#8217;aggressione gravissima ai valori naturalistici, culturali, economici del paesaggio e al territorio protetto in tutta Italia, attraverso la sregolata installazione di pale eoliche persino dove il vento è scarso.</p>
<p><span id="more-3248"></span></p>
<p>L&#8217;art. 45 della manovra si propone di abrogare questo privilegio e occorre darne atto al Ministro Tremonti: in tempi di crisi, mentre si chiedono sacrifici ai cittadini italiani, sarebbe moralmente inaccettabile mantenere una normativa che pesa per 600 milioni di euro all’anno sulle bollette degli utenti e favorisce la speculazione.</p>
<p>Tuttavia, il taglio imprevisto, oltre a minare in modo generalizzato il principio della certezza degli investimenti, potrebbe scoraggiare anche le altre fonti rinnovabili, mettendo a rischio l&#8217;impegno preso con l&#8217;Unione europea per il 2020. E&#8217; ormai evidente che occorre un riordino complessivo della materia delle incentivazioni alle rinnovabili che tenga conto di tutte le esperienze fin qui maturate, del diverso potenziale di ogni tecnologia e di un accurato bilancio di costi e benefici per ogni impianto autorizzato. </p>
<p>Ci auguriamo che questo sia anche il senso delle critiche all&#8217;art. 45 della manovra da parte del Sottosegretario Saglia e che non sia più ritardata l&#8217;emanazione di rigorose normative di riordino, comprensive di linee guida nazionali per la corretta installazione degli impianti ad energia rinnovabile solo là dove sia assicurata una sufficiente ventosità e dove non ne traggano detrimento i prioritari valori ambientali, naturalistici, culturali e economici legati al paesaggio . </p>
<p>Nel frattempo, anche alla luce dei recenti scandali, il problema non può più essere ignorato. Occorre fermare subito le speculazioni, o con l&#8217;art.45 (che segna comunque, al di là dei suoi limiti, una virtuosa inversione di tendenza), o con una moratoria che blocchi per il tempo necessario l&#8217;installazione di nuovi impianti eolici industriali.</p>
<p>Italia Nostra<br />
Amici della Terra,<br />
Club Alpino Italiano<br />
LIPU<br />
Mountain Wilderness<br />
Movimento Azzurro<br />
Comitato Nazionale del Paesaggio<br />
Altura<br />
Fare Verde<br />
Comitato per la Bellezza<br />
Associazione per la Wilderness<br />
VAS – Verdi Ambiente e Società<br />
Federazione nazionale Pro Natura	</p>
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		<title>&#8220;Eolico all&#8217;italiana&#8221;. Dossier su di un business troppo critico</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/eolico-allitaliana-dossier-su-di-un-business-troppo-critico/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 07:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[La sezione Toscana di Italia Nostra ha realizzato un approfondito dossier sull&#8217;eolico in Italia analizzandone la produttività energetica e i vari impatti.
Nel recente convegno &#8220;Il vento fa bene all’Italia&#8221;, organizzato a Roma dagli industriali dell&#8217;e- olico e da Legambiente, sono stati trionfalmente presentati i dati sull&#8217;impiantistica e sulla produzione di elettricità relativa: circa 5.000 MW [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sezione Toscana di Italia Nostra ha realizzato un approfondito dossier sull&#8217;eolico in Italia analizzandone la produttività energetica e i vari impatti.</p>
<blockquote><p>Nel recente convegno &#8220;Il vento fa bene all’Italia&#8221;, organizzato a Roma dagli industriali dell&#8217;e- olico e da Legambiente, sono stati trionfalmente presentati i dati sull&#8217;impiantistica e sulla produzione di elettricità relativa: circa 5.000 MW di potenza installata; 6,7 TWh/a prodotti. (sebbene i dati reali 2009 da statistiche Terna siano di 4.850 MW di potenza installata e di 6,076 TWh/a prodotti). Per i meno informati sono solo numeri, che potrebbero anche apparire un ri- sultato positivo; ma per chiunque conosca l&#8217;aritmetica la realtà è ben diversa. Difatti dividendo l&#8217;energia prodotta per la potenza installata si ottengono le ore di produzione. Quindi 6.076 GWh diviso per 4,85 GW dà come risultato 1.252 h/anno, ossia il numero di ore di produzio- ne media in Italia. Un vero fallimento!<br />
Siamo partiti da questo paradosso per evidenziare che qualcosa non va come dovrebbe, poiché negli altri paesi 2.000 ore/anno costituiscono il discriminante per la fattibilità e la convenienza economica degli impianti eolici, su cui gli istituti di credito valutano il potenziale a restituire il debito contratto, attraverso i proventi generati. Il valore italiano delle ore reali, inferiore del 37% del minimo utile nel resto del mondo, rappresenta un segnale non trascurabile e su cui è necessaria una seria riflessione, a prescindere da qualsiasi altro discorso di costi/benefici e di impatti ambientali.<br />
E&#8217; per questo motivo che abbiamo ritenuto necessaria una analisi dello scenario negli aspetti determinanti, evitando posizioni preconcette e descrizioni criptiche, ma anzi accessibili anche ai meno informati sulla materia sia sul piano tecnico che normativo, la materia è complessa ed articolata, tuttavia, proprio per questi motivi, è necessario diffondere la conoscenza dell&#8217;impiego ottimale, degli strumenti di misura, delle criticità e dei limiti. In concreto non andremo a discutere sull&#8217;estetica opinabile delle torri eoliche o sul numero di decibel di rumore prodotto e percepibile, ma su dati reali e incontrovertibili, appoggiandoci ai consuntivi e statistiche di Terna o di GSE , difficilmente tacciabili di faziosità. In particolare analizzeremo principalmente gli aspetti socioeconomici, trascurando quelli ambientali e paesaggistici, non per minori valenze di questi ultimi, ma per consentire un bilancio sulla strategia alla luce della crisi generale in atto che impone verifiche ed eventuali correttivi.</p></blockquote>
<p><a href="http://http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/06/Energia-e-ambiente-Italia-Nostra-Toscana-Eolico-pdf.pdf">Scarica il dossier di Italia Nostra Toscana</a>.</p>
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		<title>LIPU: eolico, la situazione è fuori controllo</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/lipu-eolico-la-situazione-e-fuori-controllo/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 19:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:
EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.
Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.
E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:</p>
<p>EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.<br />
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:<br />
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.</p>
<p>Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.</p>
<p>E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo sviluppo in Italia dell’energia eolica, che tra impianti attivi (4.845 megawatt a fine 2009), impianti autorizzati (altri 7.674 megawatt) e pareri ambientali positivi ha messo un’ipoteca di oltre 11mila megawatt, raggiunti all’insegna di una “sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva programmazione o analisi preventiva da parte dello Stato o delle Regioni”. Senza contare gli altri 70mila megawatt che derivano da istanze in istruttoria presso le autorità preposte.</p>
<p>Uno sforzo immane, quello dello sviluppo di impianti eolici, in termini di costi (a regime 3,7 miliardi di euro all’anno) e purtroppo di perdita di biodiversità e paesaggio, in cambio di un contributo pari solo all’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale, tra comparto elettrico, dei trasporti, civile e industriale. Dunque un contributo modesto agli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, che ora impone tagli all’anidride carbonica che saranno da ricercarsi – secondo la LIPU &#8211; soprattutto nei comparti dell’edilizia e dei trasporti.</p>
<p> <span id="more-3214"></span></p>
<p>In Italia l’eccessiva contribuzione pubblica sull’eolico, pari a circa il doppio delle media europea e valida per 15 anni rinnovabili con la ristrutturazione della turbina, “è alla base di una distorsione del mercato, di spinte ingovernabili, di condizionamenti nell’adozione delle regole e nella comunicazione e di sempre più numerosi episodi di malgoverno o di vero e proprio malaffare, che ha visto infiltrazioni anche da parte della malavita organizzata”.</p>
<p>Tutto ciò in assenza di Linee Guida nazionali per l’inserimento di rinnovabili sul territorio, previste dal decreto legislativo 387 del 2003, linee guida una cui bozza è attualmente all’esame della Conferenza Unificata Stato Regione ma che risulta essere un documento inadeguato alle esigenze di tutela del territorio e alla fissazione di obblighi non derogabili.</p>
<p>“Il tema è molto delicato e ormai scottante – afferma Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali LIPU-BirdLife Italia &#8211; Da un lato, c’è in gioco l’importantissima questione della riduzione delle emissioni e dunque dell’utilizzo di “cattive” forme di energia. D’altro canto, abbiamo la necessità di salvaguardare quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità e il paesaggio italiano, a partire dai siti di Rete Natura 2000, delle altre aree protette e da tutti i territori con alto valore paesaggistico o naturalistico.</p>
<p>“Le due cose – prosegue Selvaggi &#8211; possono e devono essere conciliate. Per questo avanziamo un accorato appello a Governo, Parlamento, Commissioni Ambiente di Camera e Senato, nonché alle regioni riunite in Conferenza unificata, con tre richieste precise: si adottino subito misure serie per la tutela di valori naturalistici e paesaggistici non ancora compromessi; si rimodulino gli incentivi per l’eolico, uniformandoli al mercato europeo e legandoli alla sostenibilità anche naturalistica degli impianti; si preveda un limite programmatico e non derogabile all’insediamento di tecnologie eoliche e fotovoltaiche nelle aree non urbanizzate, assieme alla promozione di obiettivi di pianificazione a medio e lungo termine. E si faccia presto – conclude Selvaggi &#8211; prima che dell’Italia che conosciamo, con le sue bellezze straordinarie, resti poco o nulla”.</p>
<p>15 giugno 2010</p>
<p>UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA 0521.1910706 – 340.3642091</p>
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		<title>Perplessità dal Presidente del CAI sull&#8217;eolico in Italia</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/perplessita-dal-presidente-del-cai-sulleolico-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Club Alpino Italiano, Prof. Annibale Salsa, esprime pesanti perplessità sullo sviluppo dell&#8217;energia eolica in Italia. L&#8217;occassione è una lettera inviata all&#8217;On. Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.
A due anni dalla approvazione del Documento , il Club Alpino Italiano considera tuttora validi i principi indicati in quanto se rispettati garantirebbero equilibrio ecologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Club Alpino Italiano, Prof. Annibale Salsa, esprime pesanti perplessità sullo sviluppo dell&#8217;energia eolica in Italia. L&#8217;occassione è una lettera inviata all&#8217;On. Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.</p>
<blockquote><p>A due anni dalla approvazione del Documento , il Club Alpino Italiano considera tuttora validi i principi indicati in quanto se rispettati garantirebbero equilibrio ecologico e rispetto dell’ambiente.<br />
Per contro, gli allarmanti dati e le considerazioni riportate in allegato 1, indicano che per gli impianti eolici in esercizio, l’obiettivo produttivo è scarsamente conseguito e, quindi, ne deriva la loro scarsa sostenibilità energetico – ambientale.<br />
Inoltre, a fronte di situazioni reali di impatto ambientale e sociale, nonché di gestione del territorio, procurate da uno sviluppo impiantistico non convenientemente pianificato , si assiste, purtroppo, alla proliferazione di impianti a fonte rinnovabile caratterizzati da benefici energetici non corrispondenti alle attese , non potendosi escludere finalità marcatamente utilitaristiche e di sfruttamento disordinato del territorio.<br />
Il Club Alpino Italiano ribadisce, pertanto, la necessità di risolvere le carenze e le ambiguità che hanno consentito fino ad ora la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile energeticamente insignificanti ed altamente impattanti sul territorio , con un sistema dï regole e pianificazione nazionale , anche condizionando più severamente la concessione di incentivi attualmente previsti, soprattutto per gli impianti eolici industriali, prevenendo gli aspetti speculativi dell’attuale corsa alle fonti rinnovabili d’energia ed il conseguente spreco di risorse ambientali.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/documenti/eolico-e-associazioni/club-alpino-italiano-lettera-del-presidene-allon-alessandri/">Leggi l&#8217;intera lettera.</a></p>
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		<title>La manovra finanziaria di Tremonti  riuscirà a fermare chi specula sulle rinnovabili?</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/la-manovra-finanziaria-di-tremonti-riuscira-a-fermare-chi-specula-sulle-rinnovabili/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 05:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un comunicato stampa di Italia Nostra sulle modifiche al sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili:
Era ora che si mettesse mano alla razionalizzazione del sistema incentivi! E va senz&#8217;altro preso in considerazione il rapporto costi/benefici della cosiddetta Green economy, alla luce del fatto che gli incentivi a pioggia di cui beneficiano gli impianti di energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo un comunicato stampa di Italia Nostra sulle modifiche al sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili:</p>
<p>Era ora che si mettesse mano alla razionalizzazione del sistema incentivi! E va senz&#8217;altro preso in considerazione il rapporto costi/benefici della cosiddetta Green economy, alla luce del fatto che gli incentivi a pioggia di cui beneficiano gli impianti di energia rinnovabile (siamo il paese d&#8217;Europa che li paga quasi il doppio degli altri) producono alla collettività più danni che benefici .<br />
Quasi sempre gli impianti eolici si sottraggono alla pianificazione territoriale, togliendo  quote ad altre energie di minore impatto, ma soprattutto vengono approvati anche in aree ad alta fragilità ambientale e paesaggistica,  mettendo in ginocchio economie locali basate sul turismo e sulle produzioni eno-gastronomiche strettamente correlate alla qualità del paesaggio.<br />
Tra l&#8217;altro, pur nell&#8217;esiguità del contributo al fabbisogno energetico del Paese  (1,5 % dei consumi totali a fine 2009), troppo spesso l&#8217;energia prodotta eccede la stessa capacità di distribuzione della rete elettrica, rete che non ritira la potenziale energia, pagandola ugualmente ai proprietari degli impianti a spese dei contribuenti.<br />
Questo giochino potrebbe costare al Paese &#8211; in base alle autorizzazioni già concesse finora &#8211; 3,7 miliardi di euro per 11000 MW di potenziale produzione elettrica da eolico.<br />
Così si mette a rischio il paesaggio collinare e montano peninsulare per un ritorno aleatorio, se non dannoso, per l&#8217;intera comunità.  In un momento in cui la grave crisi mette in ginocchio vasti settori economici e la stessa qualità di vita di gran parte degli italiani, continuare a elargire abbondanti incentivi a favore di poche multinazionali (perlopiù straniere) che colonizzano i nostri territori più pregiati, senza produrre energia, sarebbe non solo insostenibile, ma anche immorale.<br />
Urge perciò porre mano anche a un piano energetico nazionale che privilegi gli interessi degli utenti e non degli speculatori.</p>
<p>Mariarita Signorini gruppo di lavoro nazionale energia  ITALIA NOSTRA<br />
Firenze 4 giugno 2010</p>
]]></content:encoded>
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