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	<title>Via dal Vento &#187; Dissesto idrogeologico</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>E&#8217; questa l&#8217;energia pulita?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 06:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Un video che documenta la distruzione delle foreste del Vermont per costruire una centrale eolica: This is Green Energy? from Catamount on Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video che documenta la distruzione delle foreste del Vermont per costruire una centrale eolica:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/31645747?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="265" frameborder="0" webkitAllowFullScreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/31645747">This is Green Energy?</a> from <a href="http://vimeo.com/user9000517">Catamount</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Disponibili gli atti del convegno dell&#8217;Unione Bolognese Naturalisti e Pro Natura sull&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 05:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo che sono disponibili gli atti del Convegno Eolico, sì, eolico no, eolico ???&#8221; organizzato da Pro Natura e dall&#8217;Unione Naturalisti Bolognesi il 20 marzo 2010 a Ozzano Emilia. Il file PDF è scaricabile qui. Gli interventi sono: L’EOLICO ED I SUOI IMPATTI: LA BATTAGLIA DEI MULINI A VENTO di Elio Garzillo CHE ARIA TIRA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo che sono disponibili gli atti del Convegno Eolico, sì, eolico no, eolico ???&#8221; organizzato da Pro Natura e dall&#8217;Unione Naturalisti Bolognesi il 20 marzo 2010 a Ozzano Emilia. <a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/06/ATTIconvegnoUBN.pdf">Il file PDF è scaricabile qui</a>.</p>
<p>Gli interventi sono:</p>
<p>L’EOLICO ED I SUOI IMPATTI: LA BATTAGLIA DEI MULINI A VENTO di Elio Garzillo<br />
CHE ARIA TIRA PER L’EOLICO? TESTIMONIANZA E COMMENTO DI UN GEOLOGO di Gian Battista Vai<br />
L’IMPATTO DELLE CENTRALI EOLICHE SUL PAESAGGIO E SULL’AVIFAUNA di Riccardo Santolini<br />
NORMATIVA IN MATERIA DI ENERGIE ALTERNATIVE di Claudia Corbetta<br />
TECNICA E POLITICA INDUSTRIALE DEGLI AEROGENERATORI: un’esperienza personale di Francesco Vai</p>
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		<title>Acqua: quei caniteri che distruggono le sorgenti di mezzo appennino</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 10:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Paolo Rumiz apparso su repubblica oggi parla degli impatti delle centrali eoliche sull&#8217;Appennino: Attenti, oggi nessun titolare di acque libere è al sicuro. C&#8217;è sempre qualcuno che la pensa altri menti e può sfrattarti per renderti dipendente dalla &#8220;tubocrazia&#8221; centralizzata. Questa, per esempio, è la storia di due giovani. Cristiano e Silvia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di Paolo Rumiz apparso su repubblica oggi parla degli impatti delle centrali eoliche sull&#8217;Appennino:</p>
<blockquote><p>Attenti, oggi nessun titolare di acque libere è al sicuro. C&#8217;è sempre qualcuno che la pensa altri menti e può sfrattarti per renderti dipendente dalla &#8220;tubocrazia&#8221; centralizzata. Questa, per esempio,	è la storia di due giovani. Cristiano e Silvia, che decidono di stabilirsi in montagna, trovano una valle di sogno in Appennino (comune di Firenzuola, Toscana), si fanno la loro casetta e si conquistano la loro acqua di fonte, purissima, in alleanza con altri abitanti. Posto fuori dal mondo, in mezzo a oasi comunitarie dove nidifica il falco pellegrino e si aggira il gatto selvatico. Terreno di fuga di chi non ne può più della città e del rumore.<br />
Ma un bel giorno, sul monte Faggiola da cui sgorgano le sorgenti, compare un anemometro. Ci vuole poco a capire: c&#8217;è un progetto di centrale eolica. Ma nessuno sa nulla nei paesi di Coniale e Tirli, alimentati dalle stesse acque. Cristiano Tarantino e Silvia Paolini sono gli ultimi arrivati lassù, ma sono di città, usano internet e mangiano la foglia. Sanno che Firenzuola è il territorio appenninico più violentato d&#8217;Italia. Una ventina di cave, il bucone della Tav Bologna-Firenze, una mega-discarica e la variante di valico dell&#8217;autostrada. Tutti lavori che hanno portato soldi al Comune ma hanno ucciso decine di sorgenti millenarie, come quella dell&#8217;abbazia di Moscheta, e disseccato l&#8217;alveo di torrenti.<br />
Scoprono un progetto di impianto industriale che cambierebbe i connotati a uno degli ultimi paradisi dello spazio toscoemiliano. Nove rotori di 125 metri, piantati sopra la valle perduta, a 400 metri dalla loro casa, con pali di fondazione di venti metri che schiaccerebbero il terreno facendo morire le fonti. Non basta: alcune pale ruoterebbero sopra la strada di crinale, con pericolo grave peri passanti. L&#8217;impianto è  ancora sotto posto a esame di impatto ambientale ma la &#8220;Infrastrutture spa&#8221; di Milano paga già un affitto 170 mila euro l&#8217;anno per l&#8217;uso dell&#8217;area e un pezzo di bosco è già stato abbattuto.<br />
Qualche mese fa Cris e Lucia vanno dal sindaco, Claudio Scarpelli, e manifestano allarme. &#8220;Che problema c&#8217;è?&#8221; replica lui, &#8220;Se intercettiamo l&#8217;acqua, vi portiamo su il nostro acquedotto&#8221; . Nostro di chi? Della municipalizzata emiliana Hera che porta l&#8217;acqua a mezzo Mugello.Il &#8220;noi è autorizzato, perché Scarpelli è dipendente della società. Lavora per gli acquedotti emiliani. Firenzuola e Hera sono da tempo la stessa cosa. E l&#8217;impianto eolico è uno strumento utile a smantellare le ultime acque libere per consegnarle ai padroni di pianura, come vorrebbe la legge Tremonti, quella che ha scatenato il referendum. Non contro il privato, ma contro il grosso (coi padrini giusti) che si mangia il piccolo indipendente.</p></blockquote>
<p><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&#038;currentArticle=10DG8O&#038;articleCurrentPage=1">Leggi l&#8217;intero articolo</a></p>
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		<title>Le motivazioni della bocciatura dell&#8217;eolico al Monte Dei Cucchi</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/le-motivazioni-della-bocciatura-delleolico-al-monte-dei-cucchi/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 18:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo le motivazioni con cui la Provincia di Bologna ha bocciato la centrale eolica del Monte dei Cucchi L’interesse pubblico sotteso alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con conseguente limitazione del ricorso alle fonti energetiche convenzionali e limitazioni delle emissioni di CO2, non può prescindere dalla necessità di salvaguardare i preminenti valori ambientali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo le motivazioni con cui la Provincia di Bologna ha bocciato la centrale eolica del Monte dei Cucchi</p>
<blockquote><p>L’interesse pubblico sotteso alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con conseguente limitazione del ricorso alle fonti energetiche convenzionali e limitazioni delle emissioni di CO2, non può prescindere dalla necessità di salvaguardare i preminenti valori ambientali e paesaggistici dei siti interessati dai progetti di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.<br />
Nel caso specifico, nel sito interessato dal progetto di impianto eolico proposto da AGSM in comune di San Benedetto Val di Sambro è stata accertata la presenza consistente di bosco sottoposto a tutela dai Piani Regionali, Provinciali e Comunali, la presenza di un elevato grado di rischio archeologico, la presenza di una specie di cui all&#8217;Allegato II e IV della Direttiva Habitat, nonché il mancato rispetto dei limiti previsti dalla normativa in merito all&#8217;inquinamento acustico.<br />
Nel bilancio complessivo delle ricadute ambientali, la rilevante positività nei confronti della componente energia (e conseguentemente l&#8217;impatto positivo su clima e atmosfera) non può compensare, a giudizio di questa Amministrazione, gli impatti negativi sull&#8217;ambiente<br />
89<br />
riscontrati specificamente nelle sue componenti rumore, vegetazione, fauna, paesaggio e archeologia, come riscontrabili anche nei pareri espressi dagli Enti competenti.<br />
Le presenti conclusioni assorbono ogni possibile eccezione in ordine alla legittimazione del proponente a richiedere avvio della procedura di VIA ed autorizzazione unica.<br />
La Provincia di Bologna esprime pertanto<br />
<strong>valutazione di impatto ambientale negativa.</strong><br />
Non si verificano, quindi, le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione unica, ai sensi dell’art. 12 del D. Lgs. 387/2003.</p></blockquote>
<p>L&#8217;intero documento può essere scaricato qui:<a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/04/VIA-negativa.pdf'>VIA negativa Monte dei Cucchi</a>.</p>
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		<title>Eolico nato su fondamenta d’argilla</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/dissesto-idrogeologico/eolico-nato-su-fondamenta-d%e2%80%99argilla/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 19:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Prof. Gian Battista Vai, docente di Geologia Stratigrafica al Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali all’Università di Bologna, critica la scelta del sito per la centrale eolica di Casoni di Romagna: &#8220;CASTEL DEL RIO – (bri.mi.) La segnalazione legata all’intensificarsi del dissesto idrogeologico nella zona di Casoni di Romagna, dove sorgono da due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Prof. Gian Battista Vai, docente di Geologia Stratigrafica al Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali all’Università di Bologna, critica la scelta del sito per la centrale eolica di Casoni di Romagna:</em></p>
<p>&#8220;CASTEL DEL RIO – (bri.mi.) La segnalazione legata all’intensificarsi del dissesto idrogeologico nella zona di Casoni di Romagna, dove sorgono da due anni 16 aerogeneratori, era partita qualche settimana fa a opera del consigliere regionale della Lega Nord Manes Bernardini che aveva presentato un’interrogazione in Regione. Ma c’è chi aveva previsto molto prima il degenerare di una situazione connessa alla realizzazione di un impianto eolico in una zona ad alto rischio geologico. Si tratta di Gian Battista Vai originario di Borgo Tossignano e docente di Geologia Stratigrafica al Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali all’Università di Bologna.</p>
<p>Vai si era immediatamente scagliato contro le Valutazioni di impatto ambientale eccessivamente sbrigative e che lasciavano fuori del tutto gli studi a carattere geologico.</p>
<p>‘Nel protocollo d’intesa del 7 giugno 2000 – ricorda Vai – stipulato con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Beni e Attività Culturali dalla Provincia di Bologna è scritto che esso è volto a favorire la diffusione delle fonti rinnovabili con criteri idonei a salvaguardare beni storici, artistici, architettonici, paesaggistici e ambientali. Ammesso che questi criteri siano stati rispettati, mi chiedo se il loro substrato geologico va considerato o no prima di ogni altra valutazione. Di questo non vi è alcun cenno’.</p>
<p><span id="more-5986"></span> </p>
<p>Per Vai tutto ciò potrebbe ‘sembrare un paradosso’ eppure ‘è un’insanabile contraddizione che non tarderà a dare i suoi frutti avvelenati’. ‘E’ risaputo – prosegue il geologo – che l’89% del comuni d’Italia e una percentuale molto alta del territorio nazionale è instabile o è sede di frana in atto o quiescente. Per non parlare del territorio collinare e montano che lo è quasi al 100%’.</p>
<p>Com’è stato possibile allora che, nella zona di Casoni di Romagna si sia potuto procedere a realizzare un impianto di dimensioni tali da renderlo, per ora, il più grande del Nord Italia? ‘Questa purtroppo – allarga le braccia Vai – è la confusione mentale e la deplorevole cultura di governo ambientale somministrata al popolo italiano e quella dei suoi politici, di ogni colore, e dei quadri intermedi. E i risultati si vedono. E’ come se dicessero: abbiamo pochi parchi veri? Allora istituiamo i parchi. Abbiamo poca energia da fonti rinnovabili? Allora impiantiamo pale eoliche. Dove? Nei parchi, aggiungendo la qualifica di eolici. Ma così li snaturiamo! E chi se ne accorge? Basta non dirlo o dire il contrario. Ma è antieconomico! E chi se ne importa, pagheranno i nostri figli. E così le aree protette possono diventare laboratori privilegiati dove impiantare, sperimentare e sviluppare l’uso di energie rinnovabili’.</p>
<p>Proprio l’impianto di Casoni, secondo Vai, ‘appare ubicato nella maniera peggiore possibile per stabilità e durata sul piano geologico’. ‘La formazione rocciosa ospitante – afferma – è la porzione più argillosa e caotica delle cosiddette Argille Scagliose. Un’area certamente inadatta all’insediamento di ogni tipo di pale e di ogni infrastruttura necessaria a un impianto eolico per causa della sua diffusa franosità superficiale e profonda. Si può prevedere un aggravamento della franosità in atto sui versanti prossimi alle pale, che si estenderà ai crinali inclinati su cui stanno gran parte delle pale, fino a minare la loro stessa stabilità in breve tempo. I danni si limiteranno alla perdita dell’impianto, e non è poco, visto che l’area è già di per sé compromessa, ma non al punto di scoraggiare l’insediamento di amanti della natura selvaggia e dell’agricoltura biologica integrale’.</p>
<p>‘Sarebbe però estremamente preoccupante – conclude Vai – che si osasse ancora realizzare altri impianti in terreni così franosi e declivi’.</p>
<p>(La Voce di Romagna, 31/03/2011) &#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2011/04/02/eolico-nato-su-fondamenta-dargilla/">RRC</a>.</p>
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		<title>Le osservazioni del comune di Acquaviva delle Fonti alla centrale eolica in progetto</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-puglia/le-osservazioni-del-comune-di-acquaviva-delle-fonti-alla-centrale-eolica-in-progetto/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 06:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo le osservazioni presentate dal Comune di Acquaviva delle Fonti alla Regione Puglia per una centrale eolica: Osservazioni al progetto depositato presso il Settore Ambiente della Provincia di Bari dalla società Altra Tensione s.r.l. e relativo alla realizzazione di una centrale di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica denominata “ACQUAVIVA &#8211; LOC. DIFESA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo le osservazioni presentate dal Comune di Acquaviva delle Fonti alla Regione Puglia per una centrale eolica:</p>
<p>Osservazioni al progetto depositato presso il Settore Ambiente della Provincia di Bari dalla società Altra Tensione s.r.l. e relativo alla realizzazione di una centrale di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica denominata “ACQUAVIVA &#8211; LOC. DIFESA DELLA TERRA” da installare nel Comune di Acquaviva delle Fonti (BA) in località “Difesa della Terra” e di potenza prevista pari a 47,6 MWp ca.</p>
<p>Il territorio del Comune di Acquaviva delle Fonti è collocato a ridosso del confine sud-est del Parco Nazionale dell’alta Murgia e si insinua tra l’alta e bassa Murgia e la piana di Bari, con, all’interno, una importante zona di interesse comunitario (SIC) denominata “Bosco di Mesola”.<br />
Il tessuto produttivo si caratterizza soprattutto per la spiccata vocazione agricola, connotata da storiche e preziose tradizioni: la valorizzazione dei prodotti tipici locali &#8211; tra cui la cipolla rossa di Acquaviva che ha ottenuto il marchio nazionale DOP, il primitivo DOC di Gioia del Colle e l’olio d’oliva &#8211; rappresenta da sempre un brand unico oltre che un patrimonio irrinunciabile. Il consolidamento di questa economia ha consentito di sviluppare un importante indotto alimentato, negli anni, dal turismo rurale e da manifestazioni enogastronomiche che rappresentano un punto di riferimento, ormai consolidato, anche per le economie dei paesi vicini.<br />
L’attuale Amministrazione, insediatasi a maggio 2010, sta compiendo scelte, programmando investimenti e partecipando a bandi per finanziare il potenziamento e/o la realizzazione anche di attività che contribuiscano significativamente all’ulteriore sviluppo del turismo naturalistico ed agro-alimentare.<br />
Il Comune di Acquaviva delle Fonti, richiamandosi ai valori della sostenibilità ambientale, è seriamente preoccupato dalle possibili ricadute negative che deriverebbero dalla realizzazione di due parchi eolici della potenza di 47,6 MWp/cadauno e costituiti da 28 aerogeneratori di oltre 160 metri di altezza. In particolare l’Amministrazione Comunale è preoccupata dalla deturpazione del paesaggio locale che l’installazione degli aerogeneratori irrimediabilmente provocherebbe.</p>
<p><span id="more-5933"></span> </p>
<p>La collocazione dell’impianto eolico è prevista in ambiente carsico a spiccata vocazione agricola (uliveti e frutteti): sono previste 28 torri eoliche dell’altezza complessiva di 161 metri. I gravi problemi idrogeologici che l’impianto in questione può comportare sono di due tipi:</p>
<ul>
<li>rischio di perforazione dello strato superficiale della falda di superficie</li>
<li>rischio idrogeologico ed idraulico di superficie</li>
</ul>
<p>La lunghezza di sicurezza dei pali di fondazione (caratteristica costruttiva di ogni palo eolico) oscilla tra 18 e 24 metri: si tratta di profondità che lasciano presagire con ragionevole sicurezza la perforazione dei depositi marini terrazzati sino a giungere i calcari alla base. Tra le due formazioni è presente uno strato impermeabile di limi e argille quaternarie che permette di reggere la falda superficiale particolarmente diffusa nell’area Acquaviva &#8211; Cassano.</p>
<p>La perforazione dello strato impermeabile determinerebbe tre tipi di effetti:</p>
<ul>
<li>l’immissione di acque di superficie, spesso inquinate da prodotti agricoli, verso la falda carsica profonda;</li>
<li> il rischio di impoverimento della falda sottile;</li>
<li> il rischio di gravi problemi di stabilità degli edifici dei centri storici di Acquaviva delle Fonti e Cassano Murge</li>
</ul>
<p>Il primo dei problemi evidenziati porterebbe a compromettere la chimica delle acque di falda profonda con un danno incalcolabile ed irreversibile. L’impoverimento della falda superficiale porrebbe inoltre seri problemi alle economie agricole (soprattutto ai vitigni). La malaugurata ipotesi della mancanza di questa falda sarebbe, infine, una vera e propria sciagura per la stabilità degli edifici dei centri storici di Acquaviva delle Fonti e di Cassano. Le fondamenta di questi manufatti di epoca medievale spesso sono posti su strati arenacei sottili inframezzati ai limi dei depositi marini terrazzati. La mancanza di acqua di falda porterebbe alla mancanza di pressione interstiziale dei depositi con diminuzione di portanza dei terreni. Assisteremmo così al collasso strutturale di questi edifici e alla loro condanna definitiva.</p>
<p>Il progetto definitivo, così come proposto da Altra Tensione, impone una sostanziale riconfigurazione del sistema viario, attualmente costituito da strade interpoderali spesso larghe non più di 3 metri, e uno stravolgimento del paesaggio agrario tradizionale per come lo si percepisce oggi. Le opere propedeutiche alla realizzazione del parco eolico, inoltre, produrrebbero un significativo impatto che deriverebbe dal passaggio di mezzi di trasporto eccezionale per il trasferimento verso i siti di installazione dei componenti necessari all’assemblaggio dei pali e delle poderose pale; dall’abbattimento di svariate decine di metri dei tradizionali muretti a secco che da centinaia di anni delimitano i confini delle proprietà rurali e delle strade vicinali; dall’estirpazione di centinaia di alberi (soprattutto ulivi).</p>
<p>Si ritiene, ancora, che l’installazione di aerogeneratori abbia &#8211; anche in ragione del numero considerevole e delle dimensioni delle macchine previste &#8211; un impatto visivo devastante sia per chi giunge nel Comune di Acquaviva delle Fonti, sia per chi se ne allontana, con una forte alterazione dei valori paesaggistici, tanto più che almeno 3 dei 14 aerogeneratori previsti ricadono, sulla base degli elaborati del PRG adottato ed in fase di definitiva approvazione (Tav. n. 6 – ATE), n. 2 in Ambiti Territoriali Estesi di tipo “B” (valore rilevante) e n. 1 in Ambito Territoriale Esteso di tipo “C” (valore distinguibile).</p>
<p>Appare dunque indispensabile che gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni di rito compiano una seria riflessione ed un’attenta valutazione sulla reale opportunità di realizzare un intervento così impattante sul territorio e in considerazione delle pesanti ed irreversibili ricadute</p>
<ul>
<li>sull’aspetto della viabilità rurale, ridisegnata, livellata (per ridurre le pendenze) e lasciata al dilavamento delle piogge</li>
<li>  sui numerosi ulivi che verranno espiantati</li>
<li>sulle piccole architetture rurali e sulle recinzioni costituite da muretti a secco che verranno demoliti e ripristinati in cemento</li>
<li> sul paesaggio agrario complessivo, aggredito e deturpato da colossi rumorosi e visibili in una zona decisamente pianeggiante</li>
</ul>
<p>Il Comune di Acquaviva delle Fonti chiede pertanto:</p>
<p>    la Valutazione di Impatto Ambientale per garantire la compatibilità ambientale del progetto nell’accezione paesaggistico-ambientale</p>
<p>    la Valutazione Ambientale Strategica quale composizione degli interessi ambientali in sede pianificatoria, posto che il giudizio di compatibilità e di sostenibilità ambientale non è più riferito, in tale sede, al singolo progetto, bensì agli interi atti e provvedimenti di pianificazione e programmazione</p>
<p>Acquaviva delle Fonti, 24 marzo 2011</p>
<p> *Ufficio Stampa del Comune di Acquaviva</p>
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		<title>Avifauna e rischio idrogeologico hanno bloccato l&#8217;eolico a Castelguidone</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono state rese note dalla Regione Abruzzo le motivazioni del giudizio negativo alla Valutazione di Impatto Ambientale delle centrale eolica nel comune di Castelguidone. L&#8217;area proposta è ad alto rischio idrogeologico e gli interventi avrebbero potuto generare fenomeni di dissesto. Inoltre gli studi dell&#8217;avifauna sono stati giudicati carenti e non coerenti con il progetto. Scarica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state rese note dalla Regione Abruzzo le motivazioni del giudizio negativo alla Valutazione di Impatto Ambientale delle centrale eolica nel comune di Castelguidone. L&#8217;area proposta è ad alto rischio idrogeologico e gli interventi avrebbero potuto generare fenomeni di dissesto. Inoltre gli studi dell&#8217;avifauna sono stati giudicati carenti e non coerenti con il progetto.</p>
<p><a href="http://www.regione.abruzzo.it/xambiente/asp/redirectAsApprofondimenti.asp?pdfDoc=01872910680/ipotenusa.pdf">Scarica il verbale dal sito della Regione Abruzzo.  </a></p>
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		<title>Appello per l&#8217;eolico del Mindino al Consiglio dei Ministri</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 19:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[In caso di dissenso tra le amministrazioni dello Stato convocate in conferenza di servizi per dare il parere relativo all&#8217;autorizzazione ad una centrale eolica, è previsto dalla normativa che la decisione spetti al Consiglio dei Ministri. E&#8217; quanto avvenuto per la centrale eolica del Mindino, in Provincia di Cuneo che si scontra con il no [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In caso di dissenso tra le amministrazioni dello Stato convocate in conferenza di servizi per dare il parere relativo all&#8217;autorizzazione ad una centrale eolica, è previsto dalla normativa che la decisione spetti al Consiglio dei Ministri. E&#8217; quanto avvenuto per la centrale eolica del Mindino, in Provincia di Cuneo che si scontra con il no della sovrintendenza ai B.C., in quanto da realizzarsi in zona vincolata ai sensi della Legge Galasso. Le decisione è prevista per il 26 gennaio 2011. </p>
<p>Il Direttore della <a href="http://www.cipra.org">CIPRA </a>(Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, ONG internazionale da più di mezzo secolo impegnata nella difesa dell&#8217;ambiente alpino), Francesco Pastorelli, ci invia le osservazioni contrarie alla centrale per motivi di tutela del paesaggio, dell&#8217;avifauna, di dissesto idrogeologico e altro, formulate dalla sua Associazione e da tutte le principali associazioni ambientaliste piemontesi.</p>
<p>Documenti allegati:<br />
<a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/EOLICO-MINDINO-Associazioni.pdf'>Osservazioni contro il progetto della Associazioni Regionali </a>: WWF Piemonte e Valle D&#8217;Aosta; Legambiente Piemonte e Valle D&#8217;Aosta, Italia Nostra Piemonte e Valle D&#8217;Aosta, LIPU Torino, Mountain Wilderness Torino</p>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/CAI-GARESSIO-Lettera-eolico-mindino-ed-allegati.pdf'>Osservazioni contrarie al progetto del Club Alpino Italiano, Sez. di Garessio</a></p>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/Lettera-Mindino.pdf'>Osservazioni contrarie al progetto della Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA)</a></p>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/Eolico-Mindino-Locali.pdf'>Osservazioni contrarie al progetto delle Associazioni locali</a>: Pro Natura Cuneo, Legambiente Circolo di Cuneo, WWF Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, LIPU Sezione di Cuneo, Associazione Cuneobirding, Comitato Mindino Libero</p>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/Microsoft-Word-Eolico-Mindino-CAI-Piemonte.doc.pdf'>Osservazioni contrarie al progetto del Club Alpino Italiano Piemonte</a></p>
<p>Altre informazioni sul sito contro la centrale eolica <a href="https://giulemanidalmindino.wordpress.com/">&#8220;Giù le mani dal Mindino&#8221;</a>:</p>
<blockquote><p>Le Alpi sono una delle ultime regioni naturali rimaste nell&#8217;Europa centrale e ospitano 30.000 specie animali e 13.000 specie vegetali che documentano la grande diversità biologica presente. Le Alpi Liguri, di cui il Monte Mindino fa parte, all&#8217;interno dell&#8217;area naturalistica del Colle di Casotto e dell&#8217; Alpe di Perabruna, tutelata a livello Regionale, rappresentano una delle aree europee di maggior interesse naturalistico per la sua biodiversità vegetale ed animale. RISPETTIAMO LA MONTAGNA! DICIAMO SI A PROGETTI SOSTENIBILI CHE SERVANO A TUTTA LA COMUNITA&#8217;! DICIAMO NO ALLA SPECULAZIONE VERDE ed a PARCHI EOLICI INDUSTRIALI NELLE ALPI !</p></blockquote>
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		<title>Eolico sull&#8217;Appennino: il taglio dei boschi e il dissesto idrogeologico</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo articolo dell&#8217;inchiesta di Paolo Fior sull&#8217;eolico nell&#8217;Appennino tosco-emiliano e sull&#8217;impianto previsto sul Monte dei Cucchi: La risposta è semplice: il territorio di Monte dei Cucchi è terribilmente franoso, così franoso che dall’inizio del ’900 – e in particolare in epoca fascista – sono state piantate intere foreste di conifere per cercare di tener [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.cronache.org/?p=2078">secondo articolo</a> dell&#8217;inchiesta di Paolo Fior sull&#8217;eolico nell&#8217;Appennino tosco-emiliano e sull&#8217;impianto previsto sul Monte dei Cucchi:</p>
<blockquote><p>La risposta è semplice: il territorio di Monte dei Cucchi è terribilmente franoso, così franoso che dall’inizio del ’900 – e in particolare in epoca fascista – sono state piantate intere foreste di conifere per cercare di tener su la montagna. Fin dai tempi antichi sui versanti interessati nessuno si è mai azzardato a costruire alcunché, né in tempi più recenti avrebbe potuto farlo legalmente visto che gran parte dell’area è classificata come “non idonea ai fini urbanistici”. Negli anni ’50 una frana ha travolto un paese a valle e, sbarrando un torrente, ha formato un piccolo lago: gli “stacchi” si vedono a occhio nudo e le frane si susseguono con sconcertante regolarità, bloccando anche strade importanti come è successo l’anno scorso. Nella mia passeggiata sui crinali sono stato accompagnato da Alberto Cuppini, guida esperta, simpatica e dotata di Gps. Con la mappa del progetto e il Gps ho potuto consatare come alcuni degli aerogeneratori previsti dal progetto Agsm Verona siano subito sopra stacchi di frana e uno addirittura in un punto a strapiombo appena sopra la strada provinciale. Deforestare, modificare la viabilità, sbancare sono tutte attività invasive per il territorio, ma lo diventano ancora di più se questo è soggetto a frane.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.cronache.org/">Cronache.org</a></p>
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		<title>Centrale eolica offshore di Su Pallosu e erosione della costa</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 06:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo video di Andrea Atzori sull&#8217;erosione della costa che il ventilato impianto eolico di Is Arenas potrebbe causare. Altri video sull&#8217;eolico si possono trovare sul nostro canale youtube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questo video di Andrea Atzori sull&#8217;erosione della costa che il ventilato impianto eolico di Is Arenas potrebbe causare.</p>
<p>Altri video sull&#8217;eolico si possono trovare sul <a href="http://www.youtube.com/viadalventoeolico">nostro canale youtube</a>.<br />
<object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oKUAkXWMKDQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oKUAkXWMKDQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
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		<title>Gli impatti invisibili degli impianti eolici</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/italia/gli-impatti-invisibili-degli-impianti-eolici/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo documento di Giovanni Mastino (Amici della Terra) dal titolo &#8220;Gli impatti &#8220;invisibili&#8221; ma gravi sul suolo e sulle reti degli impianti eolici.&#8221; I generatori eolici attuali che vengono sempre più frequentemente proposti per essere installati sul territorio, hanno impatti evidenti, quali: impatto sul territorio (per la necessità di strade di accesso e servitù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo documento di Giovanni Mastino (Amici della Terra) dal titolo <em><a href="http://www.viadalvento.org/impatti/dissesto-idrogeologico/gli-impatti-invisibili-ma-gravi-sul-suolo-e-sulle-reti-degli-impianti-eolici/">&#8220;Gli impatti &#8220;invisibili&#8221; ma gravi sul suolo e sulle reti degli impianti eolici.&#8221;</a></em></p>
<blockquote>
<p>I generatori eolici attuali che vengono sempre più frequentemente proposti per essere installati sul territorio, hanno impatti evidenti, quali:</p>
<ul>
<li>impatto sul territorio (per la necessità di strade di accesso e servitù varie);</li>
<li>impatto visivo sul paesaggio;</li>
<li>impatto acustico;</li>
<li>impatto sull’avifauna;</li>
</ul>
<p>dei quali, peraltro, finora non si tiene adeguatamente conto nella valutazione dei costi diretti ed indiretti.</p>
<p>Tali impianti, però hanno anche impatti “invisibili” che, pur essendo rilevanti, vengono sistematicamente ignorati, distorcendo profondamente gli elementi economici, sociali ed ambientali analizzati nelle procedure di approvazione dei progetti di realizzazione ed installazione di tali impianti.</p>
<p>Questi impatti invisibili riguardano:</p>
<ul>
<li>impatto dell’intermittenza aleatoria della produzione di energia sulla rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica;</li>
<li>impatto sul suolo e sulle acque sotterranee dei basamenti delle torri eoliche;</li>
<li>impatto sui valori di amenità dei siti e svalutazione economica delle proprietà immobiliari.</li>
</ul>
<p>Al fine di una migliore comprensione degli elementi positivi e negativi di questo tipo di impianti, è stata condotta un’analisi di massima dei suddetti impatti invisibili.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/impatti/dissesto-idrogeologico/gli-impatti-invisibili-ma-gravi-sul-suolo-e-sulle-reti-degli-impianti-eolici/">Leggi l&#8217;intero documento</a></p>
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