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	<title>Via dal Vento &#187; Basilicata</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Integrazione VIA eolico Avigliano</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società Tiemes srl ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata in data 27/1/2012, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98 per un progetto eolico nel comune di Avigliano. L’impianto è localizzato Toppa Filicosa costituito da 3 aerogeneratori da 2 MW cad. per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La società Tiemes srl ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata in data 27/1/2012, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98 per un progetto eolico nel comune di Avigliano. L’impianto è localizzato Toppa Filicosa costituito da 3 aerogeneratori da 2 MW cad. per una potenza complessiva di 6 MW. E’ possibile presentare osservazioni entro 60 giorni, ovvero entro il 27/3/2012. L’avviso è stato pubblicato sulla Nuova del Sud del 27/1/2012</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href='http://www.olambientalista.it/index.php/integrazione-via-avigliano/'>Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Integrazioni VIA per eolico a Filiano</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[La società Sorgenia Green srl ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata in data 27/1/2012, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98 per un progetto eolico nel comune di Filiano. La titolarità è infatti passata da Sorgenia SpA alla nuova società. L’impianto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La società Sorgenia Green srl ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata in data 27/1/2012, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98 per un progetto eolico nel comune di Filiano. La titolarità è infatti passata da Sorgenia SpA alla nuova società. L’impianto è localizzato a Serra Daini costituito da 6 aerogeneratori da 3 MW cad. per una potenza complessiva di 18 MW. E’ possibile presentare osservazioni entro 60 giorni, ovvero entro il 27/3/2012. L’avviso è stato pubblicato sulla Nuova del Sud del 27/1/2012.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href='http://www.olambientalista.it/index.php/integrazioni-via-filiano/'>Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Che fare per fermare l&#8217;assalto (non solo eolico) alla Basilicata?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo questo interessante intervento dall&#8217;Arch. Langerano: Domenico Langerano, architetto di Tricarico, vi saluta. A chi di voi non sono conosciuto chiedo scusa per invadere il vostro privato utilizzando gli indirizzi raccolti dalle comunicazioni ricevute dagli ordini professionali e dall’INU – sezione Basilicata. Un qualche comune interesse professionale o culturale ci vede assieme in quegli indirizzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo questo interessante intervento dall&#8217;Arch. Langerano:</em></p>
<p>Domenico Langerano, architetto di Tricarico, vi saluta.<br />
A chi di voi non sono conosciuto chiedo scusa per invadere il vostro privato utilizzando gli indirizzi raccolti dalle comunicazioni ricevute dagli ordini professionali e dall’INU – sezione Basilicata.<br />
Un qualche comune interesse professionale o culturale ci vede assieme in quegli indirizzi e questo mi dà l’ardire di importunarvi con una chiacchierata-sfogo di un paio di paginette e di chiedervi un parere attorno a una questione che spero stia a cuore anche a voi e che dividerò in 3 parti, con una conclusione:<br />
•	Prima parte: in Basilicata la programmazione fa rima con la pianificazione?<br />
•	Seconda parte: esempi che avvalorano un mio convincimento non molto positivo.<br />
•	Terza parte: Cahiers de doléances?<br />
Un pensiero conclusivo: che fare?<span id="more-7975"></span>1.	PRIMA PARTE: in Basilicata la programmazione fa rima con la pianificazione?<br />
A fronte di notevoli risorse finanziarie che vi si spendono per una popolazione attorno ai 500mila abitanti, a tutti noi sfugge il motivo per cui aumenta la disoccupazione, continua l’emigrazione fuori regione dei nostri figli che con sacrificio facciamo laureare, continua l’abbandono dei piccoli centri delle aree interne, continua ad essere insufficiente ed inefficiente la rete delle infrastrutture, non abbiamo una robusta struttura produttiva, non abbiamo un’agricoltura competitiva, non abbiamo servizi scolastici e sanitari che frenino l’emigrazione scolastica e sanitaria.<br />
Perché i programmi sin qui realizzati non hanno avuto i risultati sperati e ci troviamo ad essere i più poveri, i più vecchi, fanalino di coda tra le regioni in molti settori?<br />
Eppure abbiamo studi e ricerche a profusione, gli uffici regionali e della formazione sono stracolmi di funzionari, di consulenti, di progetti, di corsi di aggiornamento, di osservatori e monitoraggio della spesa, veniamo persino gratificati di finanziamenti cosiddetti di premialità per una supposta capacità di spesa, che molte volte è solo impegno di spesa, e meniamo vanto delle risorse del nostro territorio (acqua, petrolio, risorse archeologiche, paesaggistiche, storiche, culturali). Allora?<br />
Intendo soffermarmi su una delle possibili cause per cui questo accade, forse non la decisiva, ma certamente la più sottovalutata dalla politica, e che molte volte vede coinvolti molti di noi o per responsabilità diretta o perché &#8220;usi obbedir tacendo e tacendo morir&#8221;.<br />
Mi riferisco al fatto che sempre più gli Enti Locali, soprattutto la Regione, formulano i loro programmi senza quasi mai simulare il loro impatto sul territorio per verificarne l’adeguatezza rispetto al bene comune da realizzare evitando sprechi, distorsioni o sconvolgimenti territoriali, né impongono tali verifiche, pur pagandoli, ai progettisti dei vari piani paesistici, piani strutturali, piani di area vasta, regolamenti urbanistici, piani d’ambito, piani di settore (soprattutto).<br />
E questo uso diciamo ‘preventivo’ della pianificazione territoriale dovrebbe essere praticato da chi ha il dovere di programmare: in realtà le decisioni difficilmente nascono da una valutazione oggettiva delle esigenze, delle opportunità, delle possibilità di sviluppo di un&#8217;area, e questo non perché non si conosce la geografia o non si abbia sufficiente fantasia, ma vengono prese con scienza e (in)coscienza a seconda delle pressioni che quell’area è in grado di esercitare sulla politica, senza rischiare inutili verifiche di (in)congruenza.<br />
Molte volte tale pressione non è nemmeno espressione di un territorio (Sindaci o organizzazioni professionali), ma di qualche impresa privata o pubblica (ANAS, TRENITALIA, Società del settore delle energie rinnovabili, ecc.), di impegni elettorali di politici anche di seconda e terza fila, per arrivare, forse, anche alla stanza di qualche potente funzionario romano o potentino o materano ‘collegato’ con big della politica o delle professioni liberali.<br />
2.	SECONDA PARTE: esempi che avvalorano un mio convincimento non molto positivo.<br />
La cartina al tornasole dei ‘tonfi’ della programmazione regionale potrebbe essere data dai tempi che intercorrono tra la programmazione e la realizzazione o il non completamento di alcuni lavori: molti superano bellamente il quarto di secolo, e questo vorrà dire che erano e sono ancora talmente necessari, indispensabili e urgenti che …. ne godranno i figli dei nostri nipoti.<br />
Che dire della furbizia di strade o di altri lavori pubblici (es. Cavonica, Bradanica, la stazione ferroviaria della Ferrandina-Matera, etc.) dei quali si realizzano prioritariamente il tratto intermedio, per poter vantare una priorità nell’assegnazione di ulteriori finanziamenti per il loro completamento con costi decuplicati rispetto alle previsioni iniziali. Con i prossimi finanziamenti dei fondi per il Sud verrà interamente finanziato (letto sui giornali) “il primo stralcio del terzo lotto del secondo tronco della Bradanica”, provate a rileggere!<br />
Che dire della localizzazione di dighe che una volta costruite ci si accorge che non raccolgono acqua e per riempirle si fa trasmigrare l’acqua da una valle all’altra o se ne progettano in modo tale che poi saranno necessari impianti di sollevamento per irrigare aree a monte delle stesse.<br />
Altri vantaggi avremmo avuto se la Bradanica fosse stata veramente Bradanica, come a suo tempo auspicava un poderoso studio del compianto Aldo Musacchio; se, a suo tempo, l’elettrificazione della Salerno-Taranto fosse stata l’occasione per ‘ripensarne’ il tracciato proponendo, come dice un mio amico, una rivoluzionaria infrastruttura ferroviaria di collegamento tra il porto di Salerno e il porto di Taranto, passando, questa sì, cari materani, per Potenza e Matera!); se invece di scocozzare i ‘piani’ del Mattino di Potenza fosse stata da tempo sistemata e resa operativa la pista Mattei; se, invece di incaponirsi per un’inutile ferrovia, Matera avesse preteso da tempo il completamento dell’utilissima strada a scorrimento veloce Matera-Bari, ancor oggi in itinere; se, se, se …<br />
Potremmo scrivere un libro bianco se questo servisse a recuperare un ruolo alla pianificazione, a correggere gli errori nei quali inspiegabilmente si continua a scivolare o almeno a ridurre i penalizzanti ritardi con i quali si realizza quel che è necessario per lo sviluppo.<br />
L’aspetto che più mi irrita ed è motivo per cui vi sto scrivendo e vi chiedo se sbaglio, è che ci tocca assistere al fatto che, in una situazione di pericolosissima crisi e di penuria di risorse, proponiamo programmi di opere che continueranno ad essere spreco di risorse o, al massimo, faranno la fortuna di quelle lobbies imprenditoriali, istituzionali o politiche innanzi citate che sono state causa dei fallimenti passati o recenti e dei quali non hanno memoria.<br />
Il completamento di un’opera già iniziata, una supposta ‘cantierabilità della spesa’ di opere di cui non esiste alcun progetto preliminare ma forse solo un semplice piano di fattibilità, l’asse di volta in volta strategico non si sa a che cosa, l’interregionalità, collegamenti all’alta velocità di una ferrovia elettrificata ma sulla quale quei pochi treni rimasti circolano trainati ancora da motrici a diesel, con spettacolari ritardi di tre o quattro ore, oltre il tempo richiesto, per un percorso di un centinaio di kilometri, ci si inventa di tutto pur di candidare a finanziamento infrastrutture che, programmate da più di qualche decennio, ora non hanno più senso perché in alcuni casi sono cambiati, come si suole dire, gli scenari; penso al centro internodale di Pisticci che avrebbe avuto senso se l’intera area non fosse ormai un museo a cielo aperto di archeologia industriale, quando ora, per l’agricoltura e il turismo, credo sarebbe più utile una potenziata e funzionante pista Mattei.<br />
Si arriva al comico che quando in qualche raro caso la verifica di pianificazione pur piegata a convenienze politiche, non può fare a meno di esprimere qualche perplessità, come nel caso del ‘corridoio di valico tra le valli del Basento e del Bradano’ deliberato il 12/02/1999 come itinerario Potenza-Matera, ‘idea-progetto particolarmente significativa e strategica’ ma che, per giustificarne il finanziamento, viene ora riciclata come collegamento Salerno-Bari, comprendendo la plurichilometrica galleria verso Tolve, vero obiettivo dell’operazione.<br />
La politica dovrebbe dotarsi di seri strumenti di pianificazione anche in altri settori oltre che quelli delle infrastrutture per la mobilità.<br />
Per esempio, ben altro strumento di Pianificazione ci vorrebbe, rispetto ai generici paletti elencati nel PIEAR, per limitare la violenza, lo scempio che sta per essere compiuto dai “parchi eolici” nelle aree più inermi, nel ventre molle della regione: è troppo chiedere una moratoria fino a quando non viene approvato il Piano Paesaggistico?<br />
Ben altra razionalità ci vorrebbe che non il timido auspicio del PIEAR di puntare a centrali a biomassa di piccolo taglio, quando speditamente vanno a VIA proposte di centrali a biomasse da 14 Mw (il doppio della Fenice, 10 volte l’impianto alle porte di Potenza mai entrato in funzione) in un territorio in cui lo stesso PIEAR dichiara che la quantità di cippato da bruciare non c’è e ai proponenti nessuno impone di documentare, con compromessi alla mano, da dove e da chi sarà fornita la materia prima.<br />
Possibile che non ci si ponga la domanda del perché, a fronte di 130 comuni, abbiamo avuto una richiesta di 155 parchi eolici? Di fronte allo schiacciante condizionamento economico che possono operare, chi controlla la contrattazione che avviene tra i comuni interessati e/o con i privati e le società del settore a responsabilità limitata anche uninominale? A qualcuno non può venire il dubbio che questo condizionamento può essere in grado di alterare profondamente l’equilibrio democratico, e non solo, delle nostre piccole comunità?<br />
E’ necessario che almeno gli strumenti di pianificazione più importanti come il Piano Paesaggistico e i Piani Strutturali delle due provincie diano studiate e giustificate indicazioni operative, per esempio:<br />
•	di dove possano atterrare queste macchine energetiche;<br />
•	di come distribuire sul territorio il pur necessario riordino e razionalizzazione dei servizi e delle infrastrutture come i trasporti e le strutture sanitarie, senza che le comunità si scannino tra di loro;<br />
•	in quale dimensione spaziale debba operare il governo del territorio in una Regione che in merito ha idee talmente chiare che, dopo aver commissariato le Comunità Montane, si è dotata di una legge istitutiva di Comunità Locali, ma, dopo un anno, ha dovuto revocarla per ‘impraticabilità’ della proposta di ripartizione del potere tra le forze politiche, e ora propone Aree Programma a partecipazione ‘volontaria’ salvo una sottintesa penalizzazione per i comuni che non si ‘aggreghino’. Tutti abbiamo dimenticato che, non molto tempo addietro, la Regione ha elaborato un Piano di Sviluppo Regionale postato su 7 aree + i due capoluoghi come ambiti di programmazione unitaria, e nel frattempo ha consentito la creazione di un arcipelago di centri di spesa a seconda della legge di riferimento (PIM, PIT, POIS, Parchi, Consorzi, GAL, ….), ognuna con piani, programmi e soprattutto remunerate poltrone di potere, oltre quelle di altri enti sub istituzionali che fanno riferimento alle competenze assessorili.<br />
Come scandalizzarsi quindi se i piccoli politici locali, forti del loro migliaio di voti comunali, abbiano solo la preoccupazione di come collocarsi sulla scacchiera del potere a livelli più alti e più remunerati, confondendo l’interesse locale e immediato per programmazione e pianificazione.<br />
3.	TERZA PARTE: Cahiers de doléances?<br />
No, nessuna commiserazione ma rabbia per un fallimento generazionale che viene venduto per modello di cui vantarsi, per una programmazione e una pianificazione blaterata e sempre tradita per cui ora sarà molto difficile affrontare il futuro che la crisi nazionale ci prospetta, soprattutto nelle aree interne.<br />
Il presidente Napolitano sta ripetendo la litania che il Nord può solo aver vantaggi qualora il governo Monti ponga mano allo sviluppo del Sud, ma lo Stato, Napolitano o Monti o chi per loro, non sanno che il Sud d’Italia, per quanto ci riguarda, non è genericamente la Basilicata, ma l’osso della Basilicata, le sue aree interne, per cui l’intera regione, per il postulato presidenziale, ne trarrebbe vantaggio solo se attuasse una politica di riequilibrio territoriale. Dubito che le proposte di spesa che ora si stanno proponendo vadano in questa direzione.<br />
Qualcuno ricorda gli obiettivi che i finanziamenti comunitari dovevano realizzare e che il governo regionale aveva posto a base del Piano Regionale di Sviluppo alla fine dello scorso decennio?<br />
“i) rafforzamento delle connessioni tra aree ad elevata specializzazione urbana e produttiva (le &#8220;aree forti&#8221;) ed aree con buone potenzialità di sviluppo …<br />
 ii) rafforzamento e la coesione interna delle aree attualmente escluse dai processi produttivi, opportunamente collegate a quelle di cui ai punti precedenti …<br />
iii)  innalzamento del grado di accessibilità attraverso la realizzazione di opportune infrastrutture … in grado di ridurre l&#8217;attuale tasso di perifericità soprattutto in un contesto a bassa densità demografica ed insediativa …”<br />
Sono stati mai pianificati robusti interventi per realizzare quegli obiettivi?<br />
Qualcuno propone per i nostri centri abitati ‘iniezioni’ demografiche di extracomunitari, soluzione già adottata per esempio nel 1500 per Garaguso, quando il feudatario Giovanni Antonio Poderico otteneva di ripopolarlo con 50 fuochi (2-300 persone) provenienti dai Balcani. (C. De Lellis, famiglie nobili del Regno di Napoli, Napoli 1654, rist. 1999, pag.143). Il principe De Curtis direbbe “ma mi faccia il piacere!” se non siamo in grado di frenare i trasferimenti che negli ultimi anni si sono riversati verso i due comuni capoluoghi e che, ai nostri giorni, hanno ripreso la strada verso le regioni centro settentrionali!<br />
Il fenomeno è grave per le sue dimensioni e riguarda ogni aspetto economico e sociale di queste aree che, dovesse continuare (come è nelle previsioni), potrebbe avere conseguenze sulla stessa identità regionale.<br />
Infatti, perfino i due comuni capoluogo rischiano quello che negli ultimi tempi hanno, in parte, loro stessi determinato per i centri minori: ci riferiamo all’accentramento di molti uffici pubblici, degli enti territoriali intermedi e di molti servizi, non ultimi quelli sanitari.<br />
Pensiamo agli atteggiamenti isterici che hanno avuto i politici potentini quando si è parlato della soppressione del distretto militare o la noiosa lamentela dei politici materani per la ferrovia che non c’è o perché trascurati nell’assegnazione dei fondi FAS: capoluoghi che non spendono una parola quando la riduzione dei servizi o il decadimento della loro qualità interessava o interessa i centri minori, capoluoghi a cui interessa come loro devono collegarsi con il resto del mondo e non come i paesi delle provincie di cui son capoluoghi si collegano ad essi. </p>
<p>Un pensiero conclusivo:<br />
Nei confronti degli organi di governo locale che molte volte, per diecimila motivi/scuse, perdono la bussola, è tempo di una testimonianza/collaborazione più ‘aggressiva’ da parte degli istituti culturali presenti in Basilicata, quali l’Università, l’I.N.U. (Istituto Nazionale di Urbanistica), gli Ordini professionali (se ancora hanno un senso), gli Uffici Tecnici, pubblici e privati, giornalisti e pubblicisti.<br />
E’ nelle edicole una raffinata rivista dal titolo “Territorio” (remake di una più antica rivista regionale?) e dal sottotitolo “mensile di impegno civile”.<br />
Sono molti in Basilicata che, come gli autori dell’iniziativa editoriale, non ne possono più “… delle critiche senza alcuna proposta” ma temo che la focosità di impegno resti confinata nel voler “… discuter senza timore, nel gusto di voler escogitare progetti, di riunirsi per fabbricare una visione da narrare”.<br />
Nell’articolo a pag. 40 del n.3 della rivista, gli autori non esitano, con l’entusiasmo da neofiti, a indicare l’Ambiente quale unico fattore di uno sviluppo vantaggioso della Regione che tutti gli altri comprende, elencando le priorità che la politica dovrebbe perseguire: difesa del suolo, manutenzione del territorio, sistema delle compatibilità tra le politiche energetiche e tutela del paesaggio, valorizzazione e rivitalizzazione dei centri storici, tutte cose che effettivamente potrebbero creare lavoro e realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato.<br />
Ma siamo pur sempre a dichiarazioni o al massimo ad indicazioni di proposte, di suggerimenti dei quali è ormai storicamente dimostrato che i nostri politici non sanno che farsene. Non si può sostenere che è sull’Ambiente che si deve puntare e non accorgersi che si realizzano scelte per un uso del territorio esattamente contrarie.<br />
Spero che, per il suo indubbio e storico prestigio culturale, l’INU-sezione di Basilicata in occasione della sua imminente Assemblea Congressuale, possa almeno discutere dello stato di attuazione della L.R. 23/99, denunciarne l’oggettivo fallimento, visto i ritardi con i quali i vari livelli di potere (Regione, Provincie, Comuni) approntano gli strumenti di pianificazione ivi previsti: pare che possano fare a meno della pianificazione, anche se pubblicamente e a ogni piè sospinto ne riconoscono l’importanza, e noi ne paghiamo le conseguenze.<br />
Vi chiedo, se non vi sarà di grave incomodo, la cortesia di una risposta a questa mia mail, positiva o negativa che sia: una sorta di sondaggio che non sia soltanto io a vaneggiare.<br />
•	Esagero nel suonare l’allerta per le scelte che i poteri locali vanno compiendo?<br />
•	Come organizzarci per contrastarle?<br />
•	Come fare affinché almeno la mia auspicata più aggressiva testimonianza/collaborazione degli istituti culturali innanzi citati incida a far cambiare rotta ai detentori del potere locale?<br />
Grazie e vi auguro buon anno<br />
Domenico Langerano</p>
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		<title>Eolico in Basilicata: sospendere autorizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) chiede agli assessori alle Attività Produttive e all’Ambiente, rispettivamente Erminio Restaino e Agatino Mancusi, e all’intera Giunta regionale di sospendere gli iter di autorizzazione per tutti gli impianti eolici industriali in Basilicata, sull’esempio di altre regioni italiane – come la Sardegna – dove un’inchiesta della magistratura sulle società eoliche ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) chiede agli assessori alle Attività Produttive e all’Ambiente, rispettivamente Erminio Restaino e Agatino Mancusi, e all’intera Giunta regionale di sospendere gli iter di autorizzazione per tutti gli impianti eolici industriali in Basilicata, sull’esempio di altre regioni italiane – come la Sardegna – dove un’inchiesta della magistratura sulle società eoliche ha rivelato loschi retroscena, speculazioni con intrecci di interessi pubblici e privati. In Basilicata sono già centinaia le richieste delle società eoliche inoltrate agli Uffici regionali preposti al rilascio delle autorizzazioni. Se prima non verranno rigidamente applicati dalla Regione i criteri delle linee guida nazionali, indicando le aree da escludere per la realizzazione di impianti eolici – evidenzia la nostra Organizzazione – c’è il rischio che l’abnorme richiesta di autorizzazioni, invogliata dall’elevata potenza prevista dal PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale), preluda ad una nuova deregulation, con ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di molte società, addirittura in concorrenza tra loro, con più progetti localizzati anche sullo stesso territorio comunale.</p>
<p>L’assessore Restaino corra subito ai ripari – piuttosto che lanciare accuse di “Don Chisciotte” – deridendo chi pone legittimi interrogativi con la conseguente necessità che la Regione applichi norme più stringenti per le società private. Lo faccia prima che sia troppo tardi, per non consentire che il territorio ed il paesaggio lucano vengano sfregiati da una selva di alte torri eoliche in aree sottoposte a tutela, di interesse paesaggistico-ambientale e zone protette, dal Vulture, a Matera, passando per gli spettacolari paesaggi naturali e geologici dei Calanchi lucani, per arrivare al Pollino, alla Val d’Agri e alle Dolomiti Lucane.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/sospendere-eolico/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>[Video] La passione contro la mediocrità</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Bosco delle Rose non piovono petali. Così recitava la storia di Vitantonio Iacoviello e di sua sorella Liliana. A distanza di tempo, Lavello (Pz) diventa l’ennesima location, questa volta per ascoltare le tante storie del Sud con l’incubo dell’eolico selvaggio, raccontate da Antonello Caporale, autore del libro “Controvento, il tesoro che il Sud non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Bosco delle Rose non piovono petali. Così recitava la storia di Vitantonio Iacoviello e di sua sorella Liliana. A distanza di tempo, Lavello (Pz) diventa l’ennesima location, questa volta per ascoltare le tante storie del Sud con l’incubo dell’eolico selvaggio, raccontate da Antonello Caporale, autore del libro “Controvento, il tesoro che il Sud non sa di avere”. L’incontro, organizzato dal Comitato Ambiente Paesaggio Salute e Sicurezza (Lavello) e Lipu Puglia e Basilicata, si è svolto lo scorso 4 gennaio 2012 presso il teatro Sacro Cuore della cittadina con la partecipazione di Ulderico Pesce, Elisabetta Zamparutti, Enzo Cripezzi e quindi del giornalista Antonello Caporale. Ola Channel ha seguito i momenti salienti della serata realizzando uno specifico video-format.  La passione contro la mediocrità è la risposta che giunge a un pezzo di Sud, la Basilicata, regione confinata e spesso dimenticata ma nuova frontiera dei signori del vento</p>
<p> <a href="http://www.olachannel.it/index.php/la-passione-contro-la-mediocrita/">Guarda il Video sul sito di Olachannel</a>.</p>
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		<title>Eolico, Radicali: Giù le mani da Matera. Interrogati i Ministri dell&#8217;Ambiente e dei Beni culturali su eolico industriale a Matera</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, e Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani, hanno dichiarato: “Lo sviluppo industriale delle rinnovabili a meri fini speculativi rischia di lasciare sul nostro territorio ferite profonde e insanabili. Registriamo con preoccupazione e rammarico l’ennesimo assalto alla diligenza da parte della “lobby del vento”. La prospettiva di 45 torri eoliche alte un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, e Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani, hanno dichiarato:<br />
“Lo sviluppo industriale delle rinnovabili a meri fini speculativi rischia di lasciare sul nostro territorio ferite profonde e insanabili. Registriamo con preoccupazione e rammarico l’ennesimo assalto alla diligenza da parte della “lobby del vento”. La prospettiva di 45 torri eoliche alte un centinaio di metri a ridosso di un sito considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è il segno tangibile della degenerazione in atto. Siamo di fronte ad un inaccettabile attacco portato ad un pezzo di storia della nostra regione, ad un patrimonio paesaggistico che è stato location di un pezzo della storia del cinema. Occorre – hanno detto gli esponenti Radicali – che gli incentivi siano rivisti in modo da sostenere impianti di piccola taglia e comunque non invasivi di terreni agricoli o comunque di pregio, e soprattutto ristabilire un minimo di democrazia attraverso la partecipazione dei cittadini, che devono poter dire la loro sull’uso che le amministrazioni fanno del territorio. Verrebbe da chiedersi cosa pensi di tutto questo l’avvocato materano ed ex assessore all’ambiente Vincenzo Santochirico, del quale al momento apprezziamo più che altro l’assordante silenzio.<br />
Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione ambiente, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dei Beni Culturali sull’aggressione da parte di imprenditori dell’eolico del territorio di Matera per chiedere di assumere iniziative a tutela del paesaggio, rendere partecipi i cittadini dei processi decisionali riguardanti l’uso del territorio ed infine per chiedere una rimodulazione degli incentivi a vantaggio di impianti di piccola taglia.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.radicali.it/comunicati/20120118/eolico-radicali-gi-mani-da-matera-interrogati-ministri-dellambiente-dei-beni-cul">Radicali italiani</a>.</p>
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		<title>Eolico a Matera: gli impianti in zone di alto valore paesaggistico</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno &#8220;Il dubbio più gettonato è quello dell’obolo pubblico. Nel senso che riguardo all’eolico spesso viene sottolineato un limite capace d’incidere sulla bolletta energetica collettiva: che più del vento può l’incentivo. Evidenziato questo aspetto non secondario e spingendo lo sguardo verso la valle del Bradano, è impossibile non impattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno</p>
<blockquote><p>&#8220;Il dubbio più gettonato è quello dell’obolo pubblico. Nel senso che riguardo all’eolico spesso viene sottolineato un limite capace d’incidere sulla bolletta energetica collettiva: che più del vento può l’incentivo. Evidenziato questo aspetto non secondario e spingendo lo sguardo verso la valle del Bradano, è impossibile non impattare contro le pale eoliche che svettano sul territorio del comune di Grottole. Il profilo del paesaggio, in quella direzione, è stato decisamente trasformato, in peggio, dalla presenza di quelli che sembrano enormi mulini a vento. Del resto, è il vento, la sua capacità di generare energia, che cercano di intercettare quelle pale bianche nel loro vorticoso e chissà quanto produttivo girare su se stesse. &#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2700&#038;IDNotizia=486062">Gazzetta del Mezzogiorno</a>.</p>
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		<title>Eolico. Così cambia l&#8217;aspetto di Matera</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 10:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;C’è bisogno di energia, eccome. Chi può negarlo? Ben venga il discorso sulle fonti rinnovabili, eolico compreso, purchè utili allo scopo. Ma se il rimedio inizia a rivelarsi peggiore del male, l’avanzarsi di qualche dubbio appare più che legittimo. A Matera si parla da una vita di radicamento, di segni straordinari e sedimentati nei millenni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;C’è bisogno di energia, eccome. Chi può negarlo? Ben venga il discorso sulle fonti rinnovabili, eolico compreso, purchè utili allo scopo. Ma se il rimedio inizia a rivelarsi peggiore del male, l’avanzarsi di qualche dubbio appare più che legittimo. A Matera si parla da una vita di radicamento, di segni straordinari e sedimentati nei millenni, di un territorio che non può non trarre vantaggi dalla sua irriproducibilità, di presenze della natura e della cultura spesso fusi in un solo straordinario paesaggio che attrae una quantità crescente di turisti. Insomma, la ricchezza di un lascito che viene da lontano è riconosciuta, interiorizzata, si potrebbe aggiungere. Ed è ormai nota a tutti anche la fragilità di quello che ci è stato consegnato, quindi, la necessità di salvaguardia attiva, oltre che di idonee condizioni per una buona fruizione. Di contro, nel registrare un sostanziale ritardo circa le pratiche di tutela, programmate e concretamente realizzate a favore della giusta restituzione su scala collettiva di un prezioso patrimonio, non mancano segnali contrastanti che sembrano imboccare direzioni diametralmente opposte&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=486061&#038;IDCategoria=12">La Gazzetta del Mezzogiorno</a>.</p>
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		<title>Integrazione VIA eolico a Genzano di Lucania</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L’amministratore della società Novawind Sud srl, Marco Vitali, ha presentato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIa ai sensi della L.R. 47/98 per il progetto eolico nel comune di Genzano di Lucania in località Monte della Croce. Il progetto prevede la realizzazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;L’amministratore della società Novawind Sud srl, Marco Vitali, ha presentato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata, l’integrazione al progetto per il rilascio del parere VIa ai sensi della L.R. 47/98 per il progetto eolico nel comune di Genzano di Lucania in località Monte della Croce. Il progetto prevede la realizzazione di 8 aerogeneratori per la potenza complessiva di 24 MW ed opere accessorie. E’ possibile presentare le osservazioni entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’Avviso (Il Quotidiano della Basilicata del 10/1/2012), ovvero entro il 10 marzo 2012.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/integrazione-via-eolico-genzano-2/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>VIA per impianto eolico nel comune di Melfi</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-basilicata/via-per-impianto-eolico-nel-comune-di-melfi-4/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La società T Power SpA ha presentanto presso l’ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione basilicata ai fini del rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98, un progetto eolico da realizzare nel comune di Melfi di potenza pari a 18 MW complessivi. E’ possibile presentare osservazioni al progetto entro 60 giorni dalla pubblicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;La società T Power SpA ha presentanto presso l’ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione basilicata ai fini del rilascio del parere VIA ai sensi della L.R. 47/98, un progetto eolico da realizzare nel comune di Melfi di potenza pari a 18 MW complessivi. E’ possibile presentare osservazioni al progetto entro 60 giorni dalla pubblicazione del relativo avviso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 5/1/2012, ovvero entro il 5/3/2011.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/via-eolico-melfi-3/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Successo per la presentazione del libro di Antonello Caporale a Lavello</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-basilicata/successo-per-la-presentazione-del-libro-di-antonello-caporale-a-lavello/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 09:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Notevole presenza di pubblico per la presentazione del libro di Antonello Caporale &#8220;Controvento&#8221; il 4 gennaio 2011 a Lavello (PZ). Giunge anche un messaggio da perte di Corrado Clini, Ministro per l&#8217;Ambiente. Avrei partecipato molto volentieri alla presentazione del libro di Antonello Caporale. La strada della crescita dell&#8217;economia italiana coincide con quella dello sviluppo sostenibile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notevole presenza di pubblico per la presentazione del libro di Antonello Caporale &#8220;Controvento&#8221; il 4 gennaio 2011 a Lavello (PZ). Giunge anche un messaggio da perte di Corrado Clini, Ministro per l&#8217;Ambiente.</p>
<blockquote><p>Avrei partecipato molto volentieri alla presentazione del libro di Antonello Caporale. La strada<br />
della crescita dell&#8217;economia	italiana	coincide con quella dello sviluppo sostenibile. Perché l&#8217;uso efficiente delle risorse naturali ed energetiche della nostra Bella, Italia è la chiave per creare valore aggiunto nei settori che avranno sempre più peso come il turismo, l&#8217;agricoltura di qualità e la valorizzazione del paesaggio, lo sviluppo di tecnologie avanzate per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, per la conservazione e la gestione integrata delle acque, per la protezione del territorio e l&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici. Nello stesso tempo lo sviluppo di queste competenze e di queste tecnologie sarà sempre di più un fattore di competitività a livello globale soprattutto in quelle economie emergenti che si confrontano con l&#8217;urgenza di conservare le risorse spesso compromesse da una crescita accelerata, come Brasile e Cina. In questa prospettiva sarà necessario promuovere in Italia un forte partenariato tra le comunità locali, le università e le imprese per rafforzare il nostro modello di crescita sostenibile, che è radicato nella storia dell&#8217;Italia dei Comuni.<br />
Corrado Clini, Ministro per l&#8217;Ambiente
</p></blockquote>
<p><span id="more-7805"></span> </p>
<p>I Lucani dovrebbero essere allarmati dalla recente dichiarazione di  Restaino : ” E’ da evidenziare che le circa 300 istanze ad oggi pervenute tra fotovoltaico ed eolico ,svilupperebbero una potenza di gran lunga superiore alle soglie definite dal PIEAR stesso. Per facilitare tutto ciò la Giunta regionale ha adottato questo disegno di legge “.<br />
Caro assessore,concordiamo con la prima affermazione  e facciamo notare come  la stragrande maggioranza delle istanze riguardino l’eolico e che  di queste tante sono per impianti sotto il MW, e dunque installabili con una semplice comunicazione!&#8230;Assessore , ci può dire chi sono i progettistici di quello che spudoratamente chiamate “minieolico” e chi in commissione ambiente ha sostenuto la drastica deregulation per questo tipo di impianti?<br />
 E poi , cosa intende con “ facilitare tutto ciò ? Facilitare cosa ed a vantaggio di chi? Facilitare forse lo “sconfinamento”rispetto alla già elevatissima soglia di MW fissata dal PIEAR ? Non ci provi ,assessore, la meravigliosa terra  di Basilicata non è sua e non può distruggerla sottraendone le bellezze e le risorse ai giovani, futuri fruitori!<br />
Nella stessa occasione,quella della presentazione di una proposta di legge sul PIEAR, il presidente De Filippo dichiara che “è interesse di tutti incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili&#8230; e che queste rappresentano una concreta opportunità di sviluppo sostenibile”.<br />
Caro presidente ,non si fanno affermazioni generiche, l’interesse ad incentivare i grandi impianti ( ed è quello che purtroppo si sta facendo) non è di tutti ma di pochissimi, con macchine fra l’altro prodotte in Svezia , Germania e Spagna, nazioni alle quali va la stragrande fetta  del beneficio occupazionale, mentre sarebbe veramente interesse di tutti incentivare i piccoli impianti  a basso  impatto( qui parliamo di rinnovabili in genere ovviamente) a vantaggio dei lucani e  delle piccole aziende locali, non le pare? ( vero , presidenti della Provincia di Potenza e della SEL?).<br />
E poi , caro presidente , la smetta di prenderci in giro :non è certo uno sviluppo sostenibile quello legato ai grandi impianti industriali di produzione di energia da fonti rinnovabili , non è sviluppo  sostenibile consentire la devastazione del territorio , oltretutto a vantaggio di pochissimi speculatori!<br />
Sulla intera proposta di legge ci  sarà modo di approfondire durante l’iter della discussione in terza commissione , a meno che la proposta venga blindata, come è accaduto per il Disciplinare ,ma qui sta ai singoli componenti, del consiglio regionale e delle commissioni,  difendere la dignità del ruolo istituzionale e la propria autonomia di pensiero al servizio unicamente degli interessi della  collettività, ed attuare il tanto decantato metodo della partecipazione popolare alle scelte.<br />
Da parte nostra  cercheremo ,il 4 gennaio a Lavello,di fornire informazioni alla popolazione e di sensibilizzare, sul tema rinnovabili ed interessi collettivi, gli amministratori regionali , provinciali e comunali che vorranno intervenire, in occasione della presentazione dell’ultimo bellissimo libro di Antonello Caporale, scrittore e giornalista de “La Repubblica”, dal titolo “Controvento”.<br />
Lo faremo con la competenza dell’autore , dell’on. Elisabetta  Zamparutti, componente della commissione ambiente della Camera,di Enzo Cripezzi della Lipu nazionale e con la passione che l’attore e regista lucano Ulderico Pesce mette nel difendere il suolo lucano.<br />
Vogliamo concludere lanciando un allarme e chiedendo l’intervento di tutta la popolazione del Vulture-Alto Bradano : nei comuni di Lavello ,Melfi , Maschito , Genzano ,Palazzo ,Banzi , Montemilone e Venosa, che complessivamente costituiscono circa il 10% del territorio lucano , è previsto  il concentramento del 42% delle ipotizzate pale e cioè più di 1300 su di un totale richiesto di quasi 3000 ,corrispondenti a circa 6000 MW risultanti dalle istanze presentate e tenuto conto di una media di 2MW a torre eolica.<br />
Parliamo ovviamente di richieste ,al lordo delle istruttorie e dei tetti imposti dal PIEAR, tetti che in assenza di riparto poco o nulla  vale .<br />
E’ da rilevare che i dati forniti su basilicatanet concernono solo la potenza complessiva dei singoli impianti proposti e non quella della singola pala, dunque il numero di pale complessive  può variare a seconda della potenza unitaria delle stesse:aumenta se la potenza singola  è superiore a quella media  da noi ipotizzata e cala in caso di utilizzo di mostri da 2MW in su , con altezze dunque superiori ai 150 metri.<br />
Tornando al Vulture-Alto Bradano,essendo un territorio fatto da colline ed altopiani ,questo sarà irrimediabilmente distrutto anche visivamente da questo esercito che sta già prepotentemente , con la complicità di alcuni e con la  colpevole inattività di altri  probabilmente,  abbattendo con  potenti arieti le  porte di casa nostra .<br />
Alla faccia di quanto dall’ assessore all’ambiente e dall’intera giunta era sancito nel 2004,e cioè la assoluta interdizione degli impianti eolici “nella Daunia interna riconoscibile nel territorio dell’alto Melfese ( territori comunali di Melfi ,Lavello,Venosa,Banzi e Genzano )”!<br />
Evidentemente , anche per effetto del “rilassamento” della normativa regionale dal 2004 ad oggi , le lobby  dei grandi impianti hanno tenuto conto del messaggio loro dato ,speriamo inconsciamente : prego , accomodatevi , in Basilicata si può.</p>
<p>Già&#8230;ma la regione ora corre ai ripari predisponendo il piano paesaggistico esteso a tutto il territorio regionale&#8230;peccato che , quando sarà approvato , verrà calato su un territorio ormai stuprato e ci sarà solo materia per denunciare inutile spreco di risorse pubbliche alla corte  dei conti e , chissà , magari anche materia per le procure della repubblica , se verrà cercata risposta ai tanti interrogativi sui comportamenti delle istituzioni coinvolte.<br />
Fermatevi : in tanti ,anche a livello nazionale , lo stiamo chiedendo a voi ed al Governo nazionale ed in tanti , Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura,stanno rivedendo le posizioni governative.<br />
vitantonioiacoviello@tiscali.it</p>
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		<title>VIA per impianto eolico nel Comune di Latronico</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;In data 29 dicembre 2011 la società Servizi e Investimenti innovativi srl ha presentato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata ai fini del rilascio del parere Via ai sensi della L.R. 47/98 un progetto eolico da realizzare in Contrada Tempa Paglioni nel Comune di Latronico con cabina elettrica nel comune di Lauria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;In data 29 dicembre 2011 la società Servizi e Investimenti innovativi srl ha presentato presso l’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata ai fini del rilascio del parere Via ai sensi della L.R. 47/98 un progetto eolico da realizzare in Contrada Tempa Paglioni nel Comune di Latronico con cabina elettrica nel comune di Lauria. L’impianto è composto da 15 aerogeneratori per una potenza complessiva di 30 MW. Per l’impianto ubicato in zone boscate al limite del parco nazionale del Pollino è possibile presentare osservazioni entro 60 gg, ovvero entro il 26/2/2012.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/via-eolico-latronico/">Olambientalista</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un mega eolico a Tricarico</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 12:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Enzo Palazzo: Dopo la Marcopolo Engineering, che realizzerà due impianti da circa 58 mw. nei territori di Montalbano Jonico e Matera, ecco arrivare una società tutta materana nella realizzazione e gestione diretta di un parco eolico. È la Adest srl ,con sede a Matera, in via Annunziatella 45. Ha presentato all’Ufficio compatibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo di Enzo Palazzo:</em></p>
<p>Dopo la Marcopolo Engineering, che realizzerà due impianti da circa 58 mw. nei territori di Montalbano Jonico e Matera, ecco arrivare una società tutta materana nella realizzazione e gestione diretta di un parco eolico. È la Adest srl ,con sede a Matera, in via Annunziatella 45. Ha presentato all’Ufficio compatibilità ambientale del Dipartimento ambiente della Regione, ai fini de del rilascio del parere Via, Valutazione di impatto ambientale, un progetto eolico per produrre 42 mw. di energia rinnovabile. Come tutti i progetti di questo tipo, neanche un kwh. andrà al territorio, nonostante incamererà qualche milione di euro all’anno di incentivi a carico dei contribuienti. Le torri eoliche della Adest srl ricadranno nel comune di Tricarico (località Corona Prima). Anche per questo impianto, come per quelli della Marcopolo, è possibile presentare osservazioni agli uffici regionali entro 60 giorni dalla pubblicazione, ovvero entro il giorno 11/2/2012.<br />
Continua, dunque, quella che gli ambientalisti, definiscono non un’alternativa rinnovabile all’energia fossile, ma un’aggressione speculatrice al territorio, con questi mega impianti che «non rendono energeticamente autonomo il territorio, che semplicemente si sostituiscono ai gestori monopolistici e tradizionali dell’energia alterando il panorama e mirando più agli incentivi che a produrre realmente energia alternativa».</p>
<p><span id="more-7717"></span><br />
È un dibattito molto aperto, in Italia e anche in Basilicata (previste dal Piano energetico lucano circa 1300 pale eoliche – attualmente ce ne sono circa 200), intorno a queste invasione di eliche che accresce le polemiche e le richieste di «tagliare gli ecoincentivi, soprattutto all’eolico, per combattere le speculazioni che mettono a rischio il paesaggio». Come dall’appello sottoscritto in questi giorni a livello nazionale da dieci associazioni: Altura, Amici della terra, Comitato nazionale del paesaggio, Comitato per la bellezza, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Terra Celeste e Verdi Ambiente e Società, indirizzato ai ministri dell’attuale governo, con il sostegno di oltre trenta comitati locali. E come da tempo predicano anche i movimenti e le associazioni lucane, con la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, che con pazienza certosina monitora sul suo sito ogni nuovo permesso eolico e minerario in Basilicata.<br />
Nella missiva delle associazioni al governo Monti, si chiede la modifica del sistema incentivante affinché «rispondano a criteri di equità e congruità visto che gli incentivi sono a carico dei contribuenti».<br />
Enzo Palazzo</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/mega-eolico-tricarico/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Antonello Caporale presenta il libro Controvento: le date</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giornalista di Repubblica Antonello Caporale presenta il proprio libro &#8220;Controvento&#8221;, dedicato al business dell&#8217;eolico con una serie di date nei prossimi giorni: il 2 gennaio ad Altomonte (Cs), ore 17:30 Sala del Consiglio comunale, il 3 gennaio a Cosenza, ore 16.30 alla Libreria Ubik, il 3 gennaio a Cerisano (Cs), alle ore 18:30 presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista di Repubblica Antonello Caporale presenta il proprio libro &#8220;Controvento&#8221;, dedicato al business dell&#8217;eolico con una serie di date nei prossimi giorni: il 2 gennaio ad Altomonte (Cs), ore 17:30 Sala del Consiglio comunale, il 3 gennaio a Cosenza, ore 16.30 alla Libreria Ubik, il 3 gennaio a Cerisano (Cs), alle ore 18:30 presso la Sala del Consiglio comunale, il 4 gennaio a Lavello (Pz) alle ore 17:00 presso il teatro Sacro Cuore, il 5 gennaio a Forenza (Pz), alle ore 18:00 presso la sala del consiglio comunale il 6 gennaio a Contursi Terme (Sa), alle ore 11:00 presso Sala del Consiglio Comunale.</p>
<p><a href="http://antonello-caporale.bcdeditore.it/">Altre informazioni sul blog di Antonello Caporale</a></p>
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		<title>Antonello Caporale presenta il libro Controvento il 4 gennaio 2012 a Lavello</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 09:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 gennaio 2012 a Lavello, in Basilicata, alle ore 17 presso il Teatro Sacro Cuore il giornalista di Repubblica e scrittore Antonello Caporale presenterà il proprio libro &#8220;Controvento&#8221; dedicato al grande affare dell&#8217;eolico. Presenterà Vitantonio Iacoviello ed interverranno, oltre all&#8217;autore, l&#8217;On Elisabetta Zamparutti (Radicali italiani), Enzo Cripezzi (LIPU Puglia e Basilicata), Ulderico Pesce (attore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 gennaio 2012 a Lavello, in Basilicata, alle ore 17 presso il Teatro Sacro Cuore il giornalista di Repubblica e scrittore Antonello Caporale presenterà il proprio libro <em>&#8220;Controvento&#8221;</em> dedicato al grande affare dell&#8217;eolico. Presenterà Vitantonio Iacoviello ed interverranno, oltre all&#8217;autore, l&#8217;On Elisabetta Zamparutti (Radicali italiani), Enzo Cripezzi (LIPU Puglia e Basilicata), Ulderico Pesce (attore e regista).</p>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/12/Locandina1.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/12/Locandina1-211x300.jpg" alt="" title="Locandina(1)" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7670" /></a></p>
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		<title>VIA per eolico a Banzi, Palazzo S.G. e Genzano di Lucania</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Continua senza ritegno l’assalto eolico al territorio lucano dove sono decine le richieste di realizzazione di impianti eolici. Ancora una volta   sono i comuni di Banzi, Palazzo San Gervasio e Genzano di Lucania ad essere interessati da un impianto eolico. La VRG Wind 127 srl ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Continua senza ritegno l’assalto eolico al territorio lucano dove sono decine le richieste di realizzazione di impianti eolici. Ancora una volta   sono i comuni di Banzi, Palazzo San Gervasio e Genzano di Lucania ad essere interessati da un impianto eolico. La VRG Wind 127 srl ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in data 14/12/2011 ai fini de del rilascio del parere VIA ai sensi della L.R.47/98 un progetto eolico da 36,9 MW ed opere di allacciamento alla rete elettrica (elettrodotto Matera – Santa Sofia). E’ possibile presentare osservazioni presso gli uffici regionali entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sulla Nuova del Sud del 23/12/2011, ovvero entro il giorno 11/2/2012.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/via-eolico-banzi-palazzo-genzano/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>VIA per impianto eolico nel Comune di Tricarico</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La società Adest srl con sede a Matera, via Annunziatella 45, ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in data 14/12/2011 ai fini de del rilascio del parere VIA ai sensi della L.R.47/98 e successiva autorizzazione unica un progetto eolico da 42 MW ricadente nel comune di Tricarico (località Corona Prima, ed opere di allacciamento alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;La società Adest srl con sede a Matera, via Annunziatella 45, ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in data 14/12/2011 ai fini de del rilascio del parere VIA ai sensi della L.R.47/98 e successiva autorizzazione unica un progetto eolico da 42 MW ricadente nel comune di Tricarico (località Corona Prima, ed opere di allacciamento alla rete elettrica (elettrodotto Matera – Santa Sofia). E’ possibile presentare osservazioni presso gli uffici regionali entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sulla Nuova del Sud del 23/12/2011, ovvero entro il giorno 11/2/2012.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/eolico-tricarico/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Sovrintendenza boccia progetto megaeolico Novawind Sud srl a Lavello</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata ha espresso parere negativo per l’autorizzazione alla costruzione di un impianto eolico della potenza di 84 MW nel comune di Lavello alla Novawind Sud srl (nota MBAC-SBAP-BAS 0010504 dell’11/8/2011. Contro questo provvedimento la società eolico è ricorsa al TAR Basilicata in data 21/11/2011 (n.428/2011 Ricorsi) per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata ha espresso parere negativo per l’autorizzazione alla costruzione di un impianto eolico della potenza di 84 MW nel comune di Lavello alla Novawind Sud srl (nota MBAC-SBAP-BAS 0010504 dell’11/8/2011. Contro questo provvedimento la società eolico è ricorsa al TAR Basilicata in data 21/11/2011 (n.428/2011 Ricorsi) per annullare gli effetti e realizzare l’impianto ricorrendo contro le decisioni conseguenti dell’Ufficio Energia del Dipartimento  Attività Produttive, Politiche d’Impresa della Regione Basilicata.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/bocciata-novawind/">Olambientalista</a>.</p>
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		<title>Eolico, girano le pale sui Sassi di Matera</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Matera è, nell&#8217;immaginario di chiunque l&#8217;abbia mai vista, un presepe perfetto: l&#8217;affaccio sui Sassi regala emozioni natalizie in piena estate, ma è d&#8217;inverno che la città offre l&#8217;atmosfera magica di un patrimonio dell&#8217;Unesco perfettamente natalizio. Osservare il Barisano ed il Caveoso (i rioni storici di Matera) illuminati tramuta le coscienze, emoziona come una passeggiata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Matera è, nell&#8217;immaginario di chiunque l&#8217;abbia mai vista, un presepe perfetto: l&#8217;affaccio sui Sassi regala emozioni natalizie in piena estate, ma è d&#8217;inverno che la città offre l&#8217;atmosfera magica di un patrimonio dell&#8217;Unesco perfettamente natalizio.</p>
<p>Osservare il Barisano ed il Caveoso (i rioni storici di Matera) illuminati tramuta le coscienze, emoziona come una passeggiata per via di San Gregorio Armeno a Napoli nel periodo di Natale, quando gli artigiani mostrano le meraviglie presepiali: passeggiare per i Sassi, in questi giorni, è come rimpicciolirsi microscopicamente in un presepe d&#8217;arte e, forse, questa sensazione è tra le più caratteristiche del cosiddetto &#8216;clima natalizio&#8217; di Matera.</p>
<p>Il presepe sul torrente Gravina potrebbe in poco tempo vedersi sovrastare da una miriade di stelle comete che non annunciano esattamente la venuta di un Salvatore, quanto piuttosto quella della cosiddetta &#8216;lobby dell&#8217;eolico&#8217;; la Basilicata conta oggi 200 torri, principalmente lungo la dorsale appenninica, che diventeranno 1360 secondo il Piano Energetico Regionale (l&#8217;intera Francia ne conta 4mila), per una popolazione inferiore ai 600mila abitanti.</p>
<p>Per quanto un piano di sviluppo dell&#8217;eolico sia certamente interessante, il proliferare delle turbine nella &#8216;terra di nessuno&#8217; lucana diviene un problema, a fronte di un reale fabbisogno e di un&#8217;alterazione morfologica e paesaggistica di un&#8217;intera Regione.</p>
<p>Quando poi a modificarsi è la splendida cornice orografica unica per un patrimonio dell&#8217;umanità, i campi di grano che contornano la meravigliosa Matera e che hanno incantato l&#8217;Unesco tanto quanto il centro storico della città (venendo citati nella relazione che ha portato alla nomina dei Sassi a Patrimonio dell&#8217;Umanità), allora ci si viene a scontrare necessariamente con le concessioni allegre che ingrassano il business dell&#8217;eolico in Basilicata.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=13274&#038;Itemid=52">Agenzia Radicale</a>.</p>
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		<item>
		<title>VIA per impianto eolico a Genzano di Lucania</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-basilicata/via-per-impianto-eolico-a-genzano-di-lucania-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 20:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Christine King, Amministratore unico della società Alvania srl con sede a Padova, ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, ai fini del rilascio del parere ai sensi della procedura Via ai sensi della L.R. 47/98, un progetto per la realizzazione di un impianto eolico nel Comune di Genzano di Lucania costituito da 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Christine King, Amministratore unico della società Alvania srl con sede a Padova, ha presentato presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, ai fini del rilascio del parere ai sensi della procedura Via ai sensi della L.R. 47/98, un progetto per la realizzazione di un impianto eolico nel Comune di Genzano di Lucania costituito da 22 aerogeneratori per una potenza totale di 50,6 MW. L’avviso è stato pubblicato  sulla Nuova del Sud del 21/12/2011. E’ possibile presentare osservazioni al progetto entro 60 giorni, ovvero entro il 9/2/2012.</p>
<p>&#8220;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.olambientalista.it/index.php/via-eolico-genzano/">Olambientalista</a>.</p>
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