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	<title>Via dal Vento &#187; Toscana</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>I danni neurologici provocati dagli aerogeneratori</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 07:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Rumore e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Alberto Cuppini per la Rete di Resistenza sui Crinali: &#8220;Riproducendo le stesse condizioni negative in un contesto caratterizzato però dalla presenza di alcune centinaia di abitazioni (in particolare a Pian di Balestra ed a Valserena), ci si può verosimilmente attendere di provocare disturbi neurologici più o meno seri a decine di persone. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di Alberto Cuppini per la Rete di Resistenza sui Crinali:</p>
<blockquote><p>&#8220;Riproducendo le stesse condizioni negative in un contesto caratterizzato però dalla presenza di alcune centinaia di abitazioni (in particolare a Pian di Balestra ed a Valserena), ci si può verosimilmente attendere di provocare disturbi neurologici più o meno seri a decine di persone. La valle sottostante il monte Bastione potrà quindi diventare un laboratorio a cui tutta l’Italia potrà fare riferimento per studiare i danni alla salute e la reazione di una popolazione certamente non avvezza a subire prepotenze feudali di questo tipo. Se si deciderà di costruire l’impianto si potranno perciò valutare con più chiarezza, oltre ai danni provocati, l’efficacia delle reazioni collettive per ottenere i risarcimenti, l’ammontare dei medesimi, l’utilità degli screening medici a cui si sottoporranno preventivamente tutte le potenziali vittime, e, soprattutto, l’entità delle condanne penali che saranno inflitte ai pubblici amministratori chiamati a vigilare sulla salute delle persone (attenzione: non solo dei loro amministrati) e che avranno dato il loro consenso alla costruzione dell’impianto.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2012/01/27/i-danni-neurologici-provocati-dagli-aerogeneratori/">Rete di Resistenza sui Crinali</a>.</p>
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		<title>Le curiose motivazioni di Legambiente Val di Cornia per opporsi all&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il circolo di Legambiente Val di Cornia, evidentemente in cerca di motivazioni per dire no ad una devastante centrale eolica con 17 torri alte 150 metri nella campagna toscana senza al contempo apparire troppo antieolico, ha da ridire sulla disposizione delle torri nel progetto che preferirebbe più &#8220;ordinato&#8221;: &#8220;Le linee guida nazionali sull’eolico indicano – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il circolo di Legambiente Val di Cornia, evidentemente in cerca di motivazioni per dire no ad una devastante centrale eolica con 17 torri alte 150 metri nella campagna toscana senza al contempo apparire troppo antieolico, ha da ridire sulla disposizione delle torri nel progetto che preferirebbe più &#8220;ordinato&#8221;:</p>
<blockquote><p>&#8220;Le linee guida nazionali sull’eolico indicano – inizia Legambiente -  di “preferire gruppi omogenei di turbine piuttosto che macchine individuali disseminate sul territorio perché più facilmente percepibili come un insieme nuovo”, ” ove possibile, vanno assecondate le geometrie consuete del territorio quali, ad esempio, una linea di costa o un percorso esistente. In tal modo non si frammentano e dividono disegni territoriali consolidati” e “sarebbe opportuno inserire le macchine in modo da evitare l’effetto di eccessivo affollamento da significativi punti visuali”.<br />
Il progetto di grande eolico in Val di Cornia presentato in questi  giorni non rispetta le indicazioni per la mitigazione dell’impatto contenute nella legge nazionale. Anche se queste indicazioni non sono obbligatorie è chiaro che il progetto non si inserisce correttamente nel territorio della Val di Cornia. Sono pale disseminate che non vanno ad assecondare le linee e le geometrie del territorio, si vedrebbero praticamente da tutta la val di Cornia e per il loro numero sarebbero percepite con un effetto di eccessivo affollamento.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriereetrusco.it/2012/01/25/legambiente-leolico-deve-assecondare-le-geometrie-del-territorio/">Corriere Etrusco</a>.</p>
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		<title>La Regione Toscana smonta gli studi sull&#8217;avifauna degli eolici</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo le importanti ed esemplari motivazioni con cui la Regione Toscana ha bocciato l&#8217;eolico di Monterotondo Marittima, nella parte relativa all&#8217;avifauna: Il rappresentante del Settore “Politiche agroambientali, attività faunistico-venatoria e pesca dilettantistica ” ha fornito nel corso della riunione della conferenza interna del 16 giugno 2010 il seguente contributo: “ricordato il contenuto della Risoluzione adottata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo le importanti ed esemplari motivazioni con cui la Regione Toscana ha bocciato l&#8217;eolico di Monterotondo Marittima, nella parte relativa all&#8217;avifauna:</em></p>
<p>Il rappresentante del Settore “Politiche agroambientali, attività faunistico-venatoria e pesca dilettantistica ” ha fornito nel corso della riunione della conferenza interna del 16 giugno 2010 il seguente contributo:<br />
“ricordato il contenuto della Risoluzione adottata dagli ornitologi italiani durante il XV Convegno Italiano di Ornitologia svoltosi nello scorso mese di ottobre; in riferimento allo Studio di Impatto Ambientale e alla relativa Valutazione di Incidenza presentata dal proponente emerge un quadro notevolmente contraddittorio, in quanto si afferma prima che esistono numerosissime specie di uccelli migratori e non, soprattutto rapaci rarissimi e una notevole presenza di chirotteri con colonie riproduttive nelle immediate vicinanze dell’impianto, ma successivamente si raggiungono conclusioni che prevedono un impatto trascurabile dell’impianto sull’avifauna locale e migratoria. In sostanza la Valutazione di Incidenza arriva ad affermare che il rischio di collisioni è presente, e la perdita anche solo di pochissimi esemplari ogni anno presenta una minaccia importante per alcune specie a rischio estinzione in Toscana ma anche in Italia e in Europa. Questo non può essere considerato accettabile soprattutto per specie particolarmente protette e a rischio estinzione come il falco Lanario e il Biancone.<br />
Il fattore di densità dei rapaci è da considerarsi con importanza relativa alle specie e alle popolazioni: una bassa probabilità di incidenza diretta (collisione) a carico di individui di una popolazione a bassa densità come quella di Lanario (presente nell’area) può determinare con maggiori probabilità l’estinzione totale della specie in quel territorio.</p>
<p><span id="more-7942"></span><br />
In merito alla protezione delle colonie riproduttive dei chirotteri presenti in zona è evidente una criticità non risolta relativa ad una colonia che si è stabilizzata nell’edificio n. 5 analizzato dal monitoraggio del proponente. Se da una parte si evidenza l’importanza di tale colonia e si precisa come il progetto preliminare sia stato modificato in modo da escludere ogni turbativa dell’edificio n. 5, dall’altra si trascura l’affermazione fatta dallo stesso proponente che indica una distanza tra l’edificio n. 5 e l’impianto di circa 1,5 km, insufficiente per annullare un eventuale impatto negativo. Infatti i Chirotteri compiono spostamenti giornalieri di diversi chilometri per raggiungere le aree di foraggiamento. Sempre secondo l’analisi del proponente si ricorda che la presenza di impianti eolici nei pressi di aree di foraggiamento (piccolo lago vicino all’impianto) può avere sia effetti diretti (collisioni) sia effetti indiretti (allontanamento spontaneo e conseguente perdita dell’area di foraggiamento). Ulteriore elemento di rischio emerge dall’affermazione che riguarda la non conoscenza esatta delle rotte percorse dai Chirotteri nella zona e quindi non è possibile stabilire se l’area dell’impianto si trovi o meno lungo una direttrice. Per di più il proponente continua sostenendo che è estremamente difficile stimare soglie critiche di mortalità tali da evitare l’estinzione locale dei pipistrelli, ciò è dovuto al fatto che non si conoscono stime relative alle popolazioni delle varie specie di Chirotteri presenti in zona. Non si capisce come, dopo tali affermazioni, il proponente possa ritenere che il numero di morti sostenibili sarà molto basso, ed anzi, viene correttamente ricordato che i Chirotteri sono molto vulnerabili ad eventuali morti accidentali causate dall’impatto con le pale dei generatori eolici, in particolare se queste riguardano femmine riproduttive in stato di gravidanza.<br />
Tutto ciò fa supporre quindi che il monitoraggio sia insufficiente a stabilire con relativa attendibilità stime accettabili di impatto dell’avifauna e dei Chirotteri sull’impianto in oggetto. Per quanto riguarda la determinazione dello status attuale dell’avifauna e della fauna (mammiferi) presente nella zona, vengono descritte come risorse rare, rinnovabili, strategiche descrivendo in ogni fase di realizzazione dell’impianto il valore d’impatto su fauna ed avifauna locale. In particolar modo, nella fase di cantiere il proponente afferma che potrebbero verificarsi impatti a causa di sbancamenti,<br />
22	Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 2 del 11.1.2012<br />
riporti di terreno, scavi ect ect. Questa evenienza costituisce un reale pericolo soprattutto per le specie ungulati che inevitabilmente dovranno spostarsi dalla zona interessata dai lavori e, considerando che nelle vicinanze dell’area dell’impianto è presente la strada provinciale SP160 che interessa il lato sud ed est dell’impianto, si potranno verificare attraversamenti del tratto stradale citato con conseguente rischio di incidenti stradali causati da fauna selvatica. Durante la fase di esercizio il proponente dichiara impatti “medi”, reversibili a lungo temine per il Biancone. Questa perdita non è assolutamente insostenibile per una specie inserita nella Red List internazionale delle specie a rischio estinzione.<br />
Per quanto riguarda la stima delle collisioni bisogna rilevare che essa appare volta a fornire dati minimizzanti perché basata sul numero di passaggi effettuati dai rapaci nell’area dell’impianto solo nel limitato periodo di monitoraggio. Il monitoraggio avifaunistico, infatti, condotto dal proponente, non può dirsi esaustivo della frequentazione dell’area dell’impianto da parte di rapaci residenti in aree limitrofe, in migrazione e svernamento. In particolare, come evidenziato dallo stesso proponente, il territorio scelto per la realizzazione dell’impianto si trova al centro tra due Siti di Interesse Regionale e le rotte di spostamento dell’avifauna presente nell’area attraverserebbero inevitabilmente l’impianto eolico (come emerge dalla tavola 2.2b del monitoraggio avifaunsitico predisposto dal proponente dal titolo “Direzioni di migrazione e areali di frequentazione”).<br />
Il fattore “capacità di schivare le pale” è assolutamente non definibile e rende, dunque, non credibile qualsiasi calcolo minimizzante basato su di esso. Pare anzi vero il contrario, cioè che molte specie siano attratte dal movimento delle pale e quindi soggette a collisione.<br />
Da sottolineare, inoltre, che per specie come il Lanario anche la perdita di un basso numero di individui all’anno costituirebbe un grave danno alla conservazione della specie, nidificante a poche centinaia di metri dall’impianto previsto e non presa affatto in considerazione. Conclusioni: per quanto sopra esposto il parere di questo Ufficio risulta negativo in merito al procedimento di VIA attualmente in corso nei confronti dell’impianto eolico in oggetto”;<br />
- [...] per tutto quanto sopra [...] il progetto risulta incompatibile con l’ambiente in relazione agli impatti critici non mitigabili sulle componenti “paesaggio” e “avifauna”;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/Delibera-negativa-progetto-eolico-Monterotondo.pdf">DGR Toscana nr. 1206/2011</a></p>
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		<title>La Val di Cornia, aggredita dalle rinnovabili selvagge</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/la-val-di-cornia-aggredita-dalle-rinnovabili-selvagge/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Un comunicato di Giuliano Parodi, della Lista Civica Uniti per Suvereto (LI): «Il territorio della Val di Cornia aggredito in questi anni dal fotovoltaico a macchia di leopardo, ha trasformato gran parte dei nostri terreni agricoli in campi di specchi, e’ ora terra di conquista da parte delle aziende che installano pale eoliche. Il grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un comunicato di Giuliano Parodi, della Lista Civica Uniti per Suvereto (LI):</em></p>
<p>«Il territorio della Val di Cornia aggredito in questi anni dal fotovoltaico a macchia di leopardo, ha trasformato gran parte dei nostri terreni agricoli in campi di specchi, e’ ora terra di conquista da parte delle aziende che installano pale eoliche.<br />
Il grande progetto in discussione in questi giorni delle 17 pale da oltre cento metri di altezza distribuite tra Piombino e Campiglia, sta gia’ scaldato gli animi, ma per condurre un dibattito serio e ponderato e’ bene mettere sul tavolo alcune considerazioni.<br />
Per incentivare il ricorso a fonti rinnovabili, tanto ai nuovi operatori, quanto all’ex monopolista ENEL, parte della energia immessa in rete deve provenire da impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili.<br />
Tale obbligo, però, può essere soddisfatto non solo producendo in proprio, ovvero acquistando energia dai proprietari di impianti, ma anche acquistando i “Certificati Verdi” dai proprietari stessi (che abbiano immesso, anche vendendola separatamente, energia nella rete nazionale).<br />
<span id="more-7939"></span> </p>
<p>La necessità di “assistere” l’immissione in rete di energia tradizionale con la produzione di energia da rinnovabile, ha scatenato una vera e propria corsa alla realizzazione di impianti da rinnovabile. Con una inversione tra mezzo e fine, l’obiettivo non sembra tanto quello di incrementare, per quote significative, il ricorso a fonti rinnovabili, quanto piuttosto quello di consentire la partecipazione di operatori di mercato del tutto peculiari alla borsa per la contrattazione dei “certificati verdi”.<br />
Con l’obiettivo di valutare se questo impianto costituisca davvero un motore per lo sviluppo del territorio, oppure solo una speculazione che lascia le briciole alla comunità e’ bene fare qualche calcolo per stimare la producibilità e soprattutto l’introito monetario per questa azienda.<br />
Per calcolare i ricavi si utilizzerà il prezzo medio ponderato di acquisto del Certificato Verde nell’anno 2011 pari a 82,02  €/MWh e per quel che riguarda la vendita dell’energia, dal sito del GME è possibile ricavare il prezzo unico di acquisto medio dell’anno 2010 pari a 64,12 €/MWh.<br />
A pagina 55 della relazione tecnica presentata dalla Societa’ WKNE-Piombino, stimano una produzione di 71.485MWh, ossia stando ai prezzi sopra citati un guadagno annuo che si aggirera’ sui 10 milioni di euro. Generalmente i comuni accettano di ricevere in cambio non piú del 2% del fatturato e sarebbe interessante capire i comuni di Piombino e Campiglia M.ma a fronte della devastazione del paesaggio per i prossimi 20 anni cosa chiederanno in cambio per compensare i disagi che arrecheranno alle comunita’ locali.<br />
La partita delle rinnovabili in Italia, e’ drogata dagli eccessivi incentivi e dal mercato dei Certificati Verdi che hanno trasformato un incredibile occasione di emancipazione dal petrolio nel business per pochi. Le nostre bollette aumentano, i soldi dei cittadini servono per pagare incentivi che nella maggior parte dei casi finiscono nelle tasche delle finanziarie estere, non dimentichiamoci che Rete Rinnovabile la societa’ di TERNA che si occupava di fotovoltaico e’ stata venduta ad un fondo speculativo Inglese. (Terra Firma private equity)<br />
I cittadini hanno bisogno di risposte precise dalle Amministrazioni, siamo stanchi di vedere svendere il territorio per un pugno di certificati, non certo per contribuire ad emancipare l’Italia dalle fonti fossili».<br />
Giuliano Parodi<br />
Capogruppo UpS</p>
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		<title>Definitivamente bocciato l&#8217;eolico di Monterotondo Marittimo</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/definitivamente-bocciato-leolico-di-monterotondo-marittimo/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 10:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Italia Nostra Firenze: Il progetto eolico di Monterotondo Marittimo, che era stato bocciato dall&#8217;ufficio VIA della Regione Toscana, è stato bocciato anche dalla delibera di Giunta n 1206 del 27 dicembre scorso. (2011). Italia Nostra, i Comitati locali e la lista civica del comune avevano firmato le osservazioni al progetto. Ora la stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo da Italia Nostra Firenze:</em></p>
<blockquote><p>Il progetto eolico di Monterotondo Marittimo, che era stato bocciato dall&#8217;ufficio VIA della Regione Toscana, è stato bocciato anche dalla delibera di Giunta n 1206 del 27 dicembre scorso. (2011).<br />
Italia Nostra, i Comitati locali e la lista civica del comune avevano firmato le osservazioni al progetto.<br />
Ora la stessa Regione confermando la bocciatura del settore Via l&#8217;ha definitivamente cassato.</p>
<p>Maria Rita Signorini, Vice Presidente della sezione fiorentina di Italia Nostra e del gruppo energia consiglio nazionale Italia Nostra</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/Delibera-negativa-progetto-eolico-Monterotondo.pdf" title="Delibera negativa progetto eolico Monterotondo.pdf" alt="Delibera negativa progetto eolico Monterotondo">Leggi la delibera della Regione Toscana con le motivazioni della bocciatura</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Eolico offshore a Pisa. Seva: &#8220;Sulle autorizzazioni la partita è ancora aperta&#8221;</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/eolico-offshore-a-pisa-seva-sulle-autorizzazioni-la-partita-e-ancora-aperta/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Offshore]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Si attende il parere tecnico della Capitaneria di Porto di Livorno prima di dare il via alla Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto di realizzazione del parco eolico offshore, presentato dalla società S.e.v.a, ma intanto, pare che gli enti locali si siano espressi sul merito &#8220;sbagliato&#8221;. A dirlo sarebbe lo stesso Ministero delle Infrastrutture, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Si attende il parere tecnico della Capitaneria di Porto di Livorno prima di dare il via alla Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto di realizzazione del parco eolico offshore, presentato dalla società S.e.v.a, ma intanto, pare che gli enti locali si siano espressi sul merito &#8220;sbagliato&#8221;.</p>
<p>A dirlo sarebbe lo stesso Ministero delle Infrastrutture, che in una lettera dello scorso 9 novembre, indirizzata per conoscenza anche alla stessa S.e.v.a, avrebbe rimandato indietro i pareri negativi formulati dai comuni interessati &#8211; Pisa, Vecchiano, San Giuliano &#8211; ma anche dalla provincia, dall&#8217;Ente Parco e dalla Soprintendenza di Pisa, perché non espressamente richiesti in questa fase istruttoria.</p>
<p>L&#8217;ingegnere Alessandro Ratti della S.e.v.a spiega cosa prevede l&#8217;iter: &#8220;In sostanza il Ministero delle Infrastrutture ha inviato una lettera alla Capitaneria di Porto di Livorno, incaricata del rilascio della concessione demaniale marittima, nella quale chiede di dare conto dell&#8217;esito dell&#8217;istruttoria. Contestualmente però &#8211; afferma Ratti &#8211; il Ministero ha affermato che questi pareri raccolti dalla Capitaneria dovranno essere rimessi agli enti, perché riguardano aspetti ambientali e paesaggistici, e non pareri sulla navigabilità, che sono gli unici necessari in questo passaggio per il parere tecnico della Capitaneria. Quelli ambientali infatti andranno raccolti in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, e sarà compito del Ministero dell&#8217;Ambiente portare avanti questa procedura&#8221;. &#8220;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://pisanotizie.it/news/news_20120110_seva_eolico_offshore_pareri_rimessi_ministero_infrastrutture_ratti.html">Pisa Notizie</a>.</p>
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		<title>Comune dei cittadini sull&#8217;eolico di Venturina</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/comune-dei-cittadini-sulleolico-di-venturina/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lista Civica Comune dei Cittadini sul&#8217;eolico a Campiglia: &#8220;I Cittadini devono sapere come funziona la democrazia a  Campiglia. Solo poche settimane fa, con un’ interpellanza, abbiamo chiesto al Sindaco di informarci se esistevano progetti per il grande eolico. La risposta fu “non risultano agli atti di questa amministrazione progetti per la realizzazione di impianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Lista Civica Comune dei Cittadini sul&#8217;eolico a Campiglia:</em></p>
<p>&#8220;I Cittadini devono sapere come funziona la democrazia a  Campiglia. Solo poche settimane fa, con un’ interpellanza, abbiamo chiesto al Sindaco di informarci se esistevano progetti per il grande eolico. La risposta fu “non risultano agli atti di questa amministrazione progetti per la realizzazione di impianti di grandi eolico”.  In questi giorni la società WKN di Catania ha presentato pubblicamente il progetto per 17 grandi pale eoliche, alte 150 metri, con chilometri di reti di trasporto disseminate nella campagne  a est e ad ovest del fiume Cornia. Un territorio enorme che comprende Banditelle, Amatello, Pescinone, La Sdriscia, Franciana, Affitti, Ponte di Ferro, Rinsacca, Populonia, Granai, Pozzi Magona, Lavoriere, Diacci Vecchi, ecc. .<br />
La potenza complessiva del progetto è pari a 34 MW, il costo  previsto è di 48 milioni di euro.<br />
Un progetto così non si redige in poche settimane, ma richiede mesi, forse anni, di rilevazioni del vento,  studi d’impatto ambientale, verifiche sul territorio, contatti con i proprietari dei terreni che si vogliono acquisire, ecc. Immaginiamo che i costi sostenuti non siano proprio marginali.<br />
Vuol far credere, il Sindaco, che non era a conoscenza di nulla? La risposta è sin troppo scontata e conferma che i nostri amministratori non sanno cosa significa trasparenza e rispetto  dei cittadini.</p>
<p><span id="more-7902"></span><br />
Ma c’è di più. Oggi il Sindaco invoca “accuratezza del procedimento di valutazione d’impatto ambientale regionale” per “capire se l’impianto è o meno compatibile con l’area individuata”. Forse ha dimenticato che, solo pochi mesi fa, ha fatto approvare alla sua maggioranza un Regolamento Urbanistico che ammette  ovunque  grandi impianti eolici nelle campagne, senza limiti di altezza e potenza, e senza preoccuparsi minimamente degli impatti negativi che questa scelta comportava per l’agricoltura e per il turismo? Quelle norme, così permissive e scriteriate, hanno attratto interessi delle imprese energetiche.<br />
Oggi sembra temere che il progetto presentato possa non trovare il consenso dei cittadini e invoca la partecipazione.  Ma nel 2011 la sua maggioranza ha respinto tutte le osservazioni dei cittadini, delle associazioni dei coltivatori, delle associazioni ambientaliste, dei comitati e dei gruppi politici, come il nostro, che segnalavano il pericolo.<br />
Si discuta dunque del progetto, ma Sindaco e maggioranza non possono sottrarsi alle loro responsabilità. Se quel progetto è stato presentato è grazie alle scelte fatte dai regolamenti urbanistici comunali senza meditare troppo sulle loro conseguenze. O forse meditandoci per far prevalere poi gli interessi industriali energetici su quelli dell’agricoltura, del paesaggio e del turismo».&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriereetrusco.it/2012/01/15/venturina-botta-e-risposta-sul-grande-campo-eolico/">Corriere Etrusco</a>.</p>
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		<title>Gli appuntamenti con il libro di Antonello Caporale: Controvento</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei prossimi giorni continuano le presentazioni del libro Controvento, l&#8217;inchiesta sul business eolico del giornalista Antonello Caporale : 14 gennaio &#8211; Lamezia Terme (Cz), ore 18:00 Auditorium Istituto Campanella 14 gennaio &#8211; Carlopoli (Cz), ore 21:00 Sala del Consiglio comunale 21 gennaio &#8211; Montale (Pistoia), ore 16:30 Castello della Smilea 25 gennaio &#8211; Napoli, ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni continuano le presentazioni del libro Controvento, l&#8217;inchiesta sul business eolico del giornalista <a href="http://antonello-caporale.bcdeditore.it/">Antonello Caporale</a></p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/NewImage.png" alt="NewImage" title="NewImage.png" border="0" width="187" height="260" />:</p>
<p>14 gennaio &#8211; Lamezia Terme (Cz), ore 18:00 Auditorium Istituto Campanella</p>
<p>14 gennaio &#8211; Carlopoli (Cz), ore 21:00 Sala del Consiglio comunale</p>
<p>21 gennaio &#8211; Montale (Pistoia), ore 16:30 Castello della Smilea</p>
<p>25 gennaio &#8211; Napoli, ore 17:30 Libreria Guida con il governatore della Campania Stefano Caldoro e il direttore del Mattino Virman Cusenza</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uomini siate vigilanti&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la bella lettera di Cristiano Tarantino, Presidente del Comitato Monte Faggiola, al termine di una battaglia durata due anni contro un devastante impianto eolico industriale in progetto sull&#8217;Appennino tosco-emiliano: Finalmente sembra essersi conclusa definitivamente la travagliata vicenda del Monte Faggiola. Solo ieri sera ho appreso dalla mail dell&#8217;infaticabile Mariarita Signorini di Italia Nostra sez. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la bella lettera di Cristiano Tarantino, Presidente del Comitato Monte Faggiola, al termine di una battaglia durata due anni contro un devastante impianto eolico industriale in progetto sull&#8217;Appennino tosco-emiliano:</em></p>
<p>Finalmente sembra essersi conclusa definitivamente la travagliata vicenda del Monte Faggiola. Solo ieri sera ho appreso dalla mail dell&#8217;infaticabile Mariarita Signorini di Italia Nostra sez. Toscana (che ringrazio immensamente!) della delibera di Giunta e lo confesso, è stato un momento difficile da spiegare viste le preoccupazioni.<br />
<a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/siatevigilanti.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/siatevigilanti-200x300.jpg" alt="" title="siatevigilanti" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7867" /></a><br />
Questo risultato, che auguro di cuore ai comitati e alle persone che si stanno impegnando e stanno vivendo una situazione simile alla nostra, è stato possibile solamente grazie a tutti quelli che in ogni modo, in qualsiasi modo, ci hanno aiutato e ci hanno supportato; un aiuto sempre incondizionato e assolutamente sincero arrivato da tanta gente, senza il quale la storia sarebbe probabilmente finita in modo ben diverso, e che ha rappresentato la vera forza, il cuore pulsante del movimento.<br />
Sembrerà banale e forse scontato a dirsi, ma quasi due anni di preoccupaz ioni quotidiane, di problemi che sembrano a volte insuperabili e di strenua difesa di un&#8217;area meravigliosa che per tanta gente vuol dire molto, vengono ampiamente ricompensati da questa delibera che è una grossa pietra a nostro favore.<br />
Il nostro pensiero e il nostro aiuto concreto va ora a quelle persone che, non molto distanti da noi, si trovano nella nostra medesima situazione, cioè quella di dover fronteggiare progetti che sembrano più grossi di loro e che portano con sè gli enormi interessi che tutti ben conosciamo.<br />
<span id="more-7858"></span><br />
 Le esperienze di Monte dei Cucchi e Monte Faggiola (solo per citare quelle più recenti) fanno capire che con l&#8217;aiuto di molti, un buon coordinamento e un pizzico di doverosa fortuna, si può arrivare a risultati importanti. La cosa essenziale ora, che ritengo assolutamente fondamentale, è quella di non sprecare ciò che a fatica si è creato e non far finire t utto nel nulla solo perchè la prima partita la si è vinta. Combattere battaglie simili e coinvolgere tanta gente vuol dire creare una profonda coesione e motivare cittadini locali spesso rassegnati a non avere influenza sul corso degli eventi; tutto questo, che rappresenta una risorsa e una ricchezza, è bene che continui e sfoci per esempio in attività per la valorizzazione o la tutela dell&#8217;area e in una sorta di &#8220;vigilanza&#8221; del territorio perchè ricordiamocelo, fra qualche anno i nomi potrebbero cambiare e i furbetti di turno, spinti da interessi e facili speculazioni, potrebbero ripassare a far danni&#8230; Per questo secondo me è importante continuare a lavorare e non perdere mai di vista il fine ultimo, cioè quello di preservare luoghi come questo dal degrado e dalla mercificazione.<br />
Il paesaggio e la biodiversità sono tesori da conservare e proteggere, non si possono acquistare al supermercato o produrre artificialmente e sono risorse queste &#8220;non rinnovabili&#8221; che se si perdono, si perdono per sempre. E&#8217; assurdo parlare di energie &#8220;pulite&#8221; quando per produrle si deve sconvolgere e devastare un&#8217;area come questa o come tante altre. L&#8217;abbiamo sempre detto e lo ribadiremo sempre: non siamo contrari alle fonti alternative ma devono essere razionalizzate, concepite in maniera sostenibile e posizionate con coerenza e rispetto del territorio, magari ponendole in aree già degradate e già compromesse, dove il dazio da pagare non voglia dire poter perdere qualcosa per sempre.</p>
<p>Grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno aiutato e appoggiato. La lista sarebbe lunghissima e rischierei, pr eso dall&#8217;umana emozione di questi momenti di fare un torto a qualcuno, dimenticandolo. Tutti quelli coinvolti, poco o tanto che sia, sappiano che se circa 500 persone possono finalmente tirare un sospiro di sollie vo e guardare finalmente la Faggiola con soddisfazione e la speranza che rimanga così com&#8217;è ora, bellissima, è anche merito vostro.</p>
<p>Concludo citando la premonitrice frase scolpita sul monumento ai Caduti della Resistenza che troneggia proprio in cima al Monte Faggiola: &#8220;uomini siate vigilanti&#8221;. Mi sembra questo un monito davvero importante ed azzeccato.</p>
<p>Cristiano Tarantino, presidente Comitato Monte Faggiola.</p>
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		<title>Nuovo impianto eolico nel Comune di Firenzuola, loc. Bruscoli La Faggeta.</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 17:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato da AGSM Verona un progetto per la realizzazione di una centrale eolica composta da 14 aerogeneratori di potenza di 850 Kw ciascuno sul crinale appenninico, in località Bruscoli. Immediata la reazione del comitato di Bruscoli e del Monte dei Cucchi, nato per combattere un impianto eolico già presentato nella zona che lancia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato presentato da AGSM Verona un progetto per la realizzazione di una centrale eolica composta da 14 aerogeneratori di potenza di 850 Kw ciascuno sul crinale appenninico, in località Bruscoli.</p>
<p>Immediata la reazione del comitato di Bruscoli e del Monte dei Cucchi, nato per combattere un impianto eolico già presentato nella zona che lancia questo comunicato:</p>
<blockquote><p>IL 3 GENNAIO 2012 L’AGSM HA DEPOSITATO IL PROGETTO DI IMPIANTO EOLICO SUL CRINALE DEL MONTE BASTIONE, IN LOCALITA’ LA FAGGETA – CONFIENTI, CHE SOVRASTA LA FRAZIONE DI BRUSCOLI.<br />
Si tratta di 14 pale eoliche alte 100/120 mt.<br />
PURTROPPO, in nostri timori erano fondati e rilevanti saranno gli impatti sul nostro territorio: danni al paesaggio, distruzione del bosco, sterminio dei pipistrelli, abbattimento dei rapaci e degli uccelli di passo, fuga della selvaggina (caprioli, cervi e cinghiali), dissesto idrogeologico, fine del turismo, chiusura delle attività di agriturismo presenti in zona, fine della caccia, svalutazione del valore degli immobili, oltre 1000 trasporti eccezionali attraverserebbero Bruscoli durante la fase di cantiere e danni alla salute degli abitanti. Riguardo a quest’ultimo aspetto l’impatto è molto rilevante perché le torri sarebbero a meno di 200 mt dalle case di Pian di Balestra ed a circa 500 mt da quelle di Valserena, in comune di San Benedetto val di Sambro ed a 800 mt dalle prime abitazioni di Bruscoli.</p>
<p>MERCOLEDI&#8217; 11 GENNAIO 2012 ALLE ORE 20,30</p>
<p>NEI LOCALI ADIACENTI LA CHIESA DI BRUSCOLI</p>
<p>CI SARA&#8217; LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO</p>
<p>NON MANCATE !!!!!
</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/territorio/pianificazione_territorio/rubriche/visualizza_asset.html_1440502253.html">Regione Toscana</a></p>
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		<title>Nuovo progetto di mega eolico lungo il Cornia tra Venturina e Piombino</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 17:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato dalla società WKNPEPiombino la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per una centrale eolica composta di 17 aerogeneratori da 2MW ciascuno con altezza totale di 145 metri nel tratto di pianura costiera toscana compreso tra Venturina e Piombino per circa 10 km di estensione, terminando a breve distanza dall&#8217;abitato di Venturina. Occuperà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato presentato dalla società WKNPEPiombino la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per una centrale eolica composta di 17 aerogeneratori da 2MW ciascuno con altezza totale di 145 metri nel tratto di pianura costiera toscana compreso tra Venturina e Piombino per circa 10 km di estensione, terminando a breve distanza dall&#8217;abitato di Venturina. Occuperà direttamente circa 22 ettari di territorio e richiederà ingenti quantitativi di materiali dalle cave della zona pari a circa 82.000 metri cubi di materiale. E&#8217; prevista anche la realizzazione ex-novo di 57.000 mq di strade di accesso.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/territorio/pianificazione_territorio/rubriche/visualizza_asset.html_1440502253.html">Regione Toscana</a></p>
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		<title>Si stringe sempre di più l’assedio eolico alla valle del Taro</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 06:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[La gazzetta di Parma del 2 gennaio, nell’articolo “Salvaguardare il paesaggio”, ci informa che, dopo l’approvazione dell’impianto di Zeri, in provincia di Massa Carrara, per il quale è stato presentato un ricorso al TAR. Un altro secco no all’eolico è giunto anche dal versante opposto, quello del passo Santa Donna”. Ecco di seguito il testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La gazzetta di Parma del 2 gennaio, nell’articolo “Salvaguardare il paesaggio”, ci informa che, dopo l’approvazione dell’impianto di Zeri, in provincia di Massa Carrara, per il quale è stato presentato un ricorso al TAR.</p>
<p>Un altro secco no all’eolico è giunto anche dal versante opposto, quello del passo Santa Donna”. Ecco di seguito il testo integrale dell’appello per salvare l’oasi WWF dei Gherardi minacciato dalle pale:</p>
<p><strong>Abbiamo bisogno del TUO aiuto</strong><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/Valle-di-Donna.png" alt="Rendering dell'impianto eolico di Santa Donna" title="Valle di Donna.png" border="0" width="450" height="303" /><br />
Rendering impianto Passo di Santa Donna</p>
<p>Il 9 novembre 2011 è stata depositata presso la Regione Emilia- Romagna – Servizio di Valutazione impatto e Promozione sostenibilità  ambientale la documentazione relativa alla richiesta di costruzione di  un impianto industriale di produzione di energia elettrica sul Passo di  Santa Donna, a soli 2, 5 Km dal territorio della Riserva Naturale dei  Ghirardi.</p>
<p>L’impianto, costituito da tre generatori eolici alti ognuno 150  metri, si va a collocare in una area naturalisticamente  importantissima, dove nidificano biancone, astore e falco pecchiaiolo, danneggiando irreparabilmente il paesaggio fin’ora intatto di questa  porzione di Appennino, dalla lunga e celebrata storia, valico della  strada che da Luni conduceva a Veleia in epoca romana, poi luogo di  transito dei pellegrini medioevali sulla Via degli Abati, e teatro di  scontri sanguinari durante la repressione nazista.<span id="more-7788"></span>Dire NO all’impianto industriale significa salvaguardare l’unica  risorsa rimasta nelle nostre montagne, il PAESAGGIO, fonte di reddito  per gli operatori turistici che stanno lavorando con impegno per  garantire un futuro alla valle.</p>
<p>Una centrale industriale di generazione elettrica sul crinale significa:<br />
• alterare per sempre lo skyline delle nostre montagne, facendolo  apparire minuscolo e insignificante, cancellando la sua appetibilità  turistica<br />
• ridurre di conseguenza il valore immobiliare di edifici e terreni  di tutta l’area tra Compiano, Borgotaro e Bardi, come verificato in  tanti luoghi d’Italia dove l’interesse turistico è stato cancellato<br />
dalla costruzione di impianti industriali di elettrogenerazione eolica<br />
• cancellare per sempre un importante luogo della memoria, dando il  via alla distruzione dei crinali dopo quella quasi completata del  fondovalle Taro.<br />
• allontanare le specie animali di rilevante interesse comunitario  che nidificano nell’area, come biancone, astore, falco pecchiaiolo,  averla piccola, tottavilla, succiacapre, come verificatosi anche nel  vicino impianto del passo della Cappelletta<br />
• uccidere tramite collisione diretta esemplari dei grandi rapaci  veleggiatori che frequentano l’area per nidificare, di quelli che  cacciano regolarmente nella zona, come l’aquila reale proveniente da<br />
prossime aree di riproduzione, e di quelli che utilizzano il valico  durante la migrazione, come il falco di palude nei mesi primaverili,  nonchè i pipistrelli in migrazione notturna.</p>
<p>SE siete della nostra stessa opinione circa l’opportunità di  distruggere il paesaggio e causare la perdita di valori economici e  culturali della montagna, vi preghiamo di scrivere una mail in sostegno  della nostra protesta, al comune di Borgo Val di Taro.</p>
<p>Potete copiare il seguente testo:</p>
<p>Oggetto:<br />
No all’eolico del Santa Donna<br />
Testo:<br />
Pregiatissimo sig. Sindaco,<br />
ci appelliamo a Lei perché prenda in considerazione l’opportunità di  NON autorizzare la costruzione dell’impianto eolico sul Passo di Santa  Donna.<br />
Distruggere il paesaggio, porre ostacoli allo sviluppo turistico e  causare la perdita di importante biodiversità NON è lo sviluppo che  vogliamo per Borgotaro e la sua valle.</p>
<p>Ricordiamo di firmare con nome e cognome e, nel caso vogliate  modificare il testo, di mantenersi nel massimo della cortesia e buona  educazione.</p>
<p>Indirizzare la mail a sindaco@comune.borgo-val-di-taro.pr.it<br />
e per conoscenza a oasighirardi@wwf.it</p>
<p>Ti preghiamo di far girare questo appello e diffonderlo il più  ampiamente possibile.</p>
<p>Il futuro della Riserva Naturale dei Ghirardi dipende da TE.<br />
Grazie  per prendertelo a cuore.</p>
<p>Il locale comitato CISATEL fa notare che quei prati e quegli alberi si trovano nel cuore dell’oasi, a maggiore dimostrazione del devastante impatto di quelle tre torri, l’ultima a destra delle quali, addirittura, emerge da una pineta luogo di nidificazione del rarissimo biancone.<br />
Lascia in particolare sbigottiti l’indifferenza delle altre amministrazioni locali, danneggiate dal susseguirsi di questi impianti di enorme altezza, e per le quali non esiste neppure la giustificazione di volere fare cassa con le (vietatissime dalla legge!) royalties a cui aspirano i Sindaci dei Comuni dove gli aerogeneratori vengono collocati.<br />
E questo del monte Santa Donna è solo uno dei numerosi impianti di cui si vociferava nella valle del Taro. A poco a poco si vanno tutti concretizzando, contribuendo a trasformare, in un futuro prossimo, tutta la zona in un panorama da incubo.</p>
<p>Gli Articoli della Gazzetta di Parma <a href="http://reteresistenzacrinali.files.wordpress.com/2012/01/articolo-eolico.jpg">1</a> e <a href="http://reteresistenzacrinali.files.wordpress.com/2012/01/articolo-eolico.jpg">2</a></p>
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		</item>
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		<title>Parco eolico in mezzo al mare: il parere della Sovrintendenza di Pisa</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 15:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Offshore]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Arriva il no anche della Sovrintendenza di Pisa al parco eolico in mezzo al mare di fronte a Marina di Pisa. Dopo il parere negativo dell&#8217;Ente Parco di San Rossore e dei Comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano, si aggiunge un nuovo ostacolo per la Seva srl, la società che ha intenzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Arriva il no anche della Sovrintendenza di Pisa al parco eolico in mezzo al mare di fronte a Marina di Pisa. Dopo il parere negativo dell&#8217;Ente Parco di San Rossore e dei Comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano, si aggiunge un nuovo ostacolo per la Seva srl, la società che ha intenzione di innalzare i 38 aerogeneratori in acqua. La Capitaneria di Porto di Livorno sta raccogliendo i pareri dei vari enti per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrà appunto dare o meno il via libera al progetto.</p>
<p>Secondo la Sovrintendenza il parco eolico, che coprirebbe una superficie di circa 90 ettari ad una distanza di 4 chilometri dalla costa pisana, non tiene conto dei vincoli paesaggistici, visto che le pale sarebbero innalzate proprio nei pressi del Parco di San Rossore tra le foci dei fiumi Arno e Serchio&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.pisatoday.it/cronaca/parco-eolico-mare-pisa-parere-sovrintendenza.html">Pisa Today</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non vogliamo il parco eolico nel paradiso del Faggiola</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/non-vogliamo-il-parco-eolico-nel-paradiso-del-faggiola/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Pietro del Re apparso su Repubblica: &#8221; Ci sono tracce di lupi sul Monte Faggiola, nell&#8217;alto Mugello, e un silenzio primordiale. L&#8217;aria profuma di foglie cadute. Durante l&#8217;ascesa incontriamo un capriolo solitario e, quando finalmente arriviamo in cima, sopra un mare di faggi e castagni vediamo stagliarsi contro il cielo color piombo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di Pietro del Re apparso su Repubblica:</p>
<blockquote><p>&#8221; Ci sono tracce di lupi sul Monte Faggiola, nell&#8217;alto Mugello, e un silenzio primordiale. L&#8217;aria profuma di foglie cadute. Durante l&#8217;ascesa incontriamo un capriolo solitario e, quando finalmente arriviamo in cima, sopra un mare di faggi e castagni vediamo stagliarsi contro il cielo color piombo due poiane che veleggiano pigramente. E&#8217; doloroso pensare che un tale scrigno naturalistico possa scomparire per l&#8217;impianto di una decina di ciclopiche pale eoliche, che qui sarebbero davvero come una bestemmia in paradiso. Eppure è quello che rischia questo luogo così remoto e così fiabesco, dove ancora caccia il gatto selvatico e dove nidificano l&#8217;aquila reale e il falco pellegrino. </p>
<p>Un&#8217;azienda milanese, la Infrastrutture Spa, vorrebbe crearvi un &#8220;parco&#8221; eolico: un epiteto che ha ovviamente il sapore della beffa, poiché consisterebbe nell&#8217;innalzamento di nove aerogeneratori di 130 metri ognuno, alti cioè come palazzi di 40 piani, che sfigurerebbero per sempre questo paesaggio di straordinaria bellezza. Le pale sarebbero disposte lungo un crinale laterale del Faggiola, quello che affaccia sul Santerno, torrente incontaminato dove s&#8217;immerge il merlo acquaiolo e dove ancora si pescano gamberi di fiume. &#8220;Non siamo contrari allo sfruttamento di energie alternative, ma preferiremo farlo in zone già degradate&#8221;, dice Cristiano Tarantino, presidente di un comitato locale 1 che con 450 firmatari si oppone alla creazione dell&#8217;impianto eolico. &#8220;V&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/18/news/pale_mugello-26839430/?rss">Repubblica.it</a>.</p>
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		<title>La Toscana si ribella alla colonizzazione eolica padana</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 17:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Protesta la Lista Civica di Riparbella contro l&#8217;eolico di AGSM VErona che distruggerà il paesaggio toscano per poter continuare ad inquinare al Nord: «Non vogliamo diventare la colonia eolica di Verona e lotteremo perché venga concesso quel referendum già negato dal sindaco». Alessandro Lucibello Piani, consigliere comunale di Insieme per Riparbella, commenta così la notizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Protesta la Lista Civica di Riparbella contro l&#8217;eolico di AGSM VErona che distruggerà il paesaggio toscano per poter continuare ad inquinare al Nord:</em></p>
<p>«Non vogliamo diventare la colonia eolica di Verona e lotteremo perché venga concesso quel referendum già negato dal sindaco». Alessandro Lucibello Piani, consigliere comunale di Insieme per Riparbella, commenta così la notizia che la Agsm, azienda municipalizzata del Comune di Verona, espande i suoi interessi in Toscana e annuncia il suo ingresso nel progetto eolico di Poggio Malconsiglio a Riparbella. La società veronese aveva investito 160mila euro nel parco eolico di Chianni per soddisfare l’obbligo di bilanciare la produzione di CO2 (anidride carbonica) dei suoi impianti grazie ai certificati verdi toscani e considera interessante investire negli impianti a energia rinnovabile grazie ai lucrosi incentivi.<br />
 «Abbiamo sempre sottolineato i rischi di lasciare a logiche estranee al territorio la gestione delle produzioni di energia in particolare quando contano più gli incentivi che la vera produzione &#8211; dice Lucibello, tra coloro che si sono sempre opposti al progetto &#8211; Durante l’iter autorizzativo il socio danese di maggioranza della proponente fu dichiarato fallito, oggi ci ritroviamo un nuovo padrone, una società pubblica di Verona in area Lega Nord, che viene qui a deturpare i nostri crinali per bilanciare le sue emissioni di CO2 e poter poi inquinare i cittadini veronesi più di prima con il nuovo inceneritore».<br />
 L’operazione potrebbe rimettere in moto la costruzione dei mega impianti già autorizzati ma fermi da più di un anno. «Si è sempre in attesa della formalizzazione dei promessi benefici per la cittadinanza &#8211; aggiunge Lucibello &#8211; Da parte del sindaco Ghero Fontanelli promesse tante, fatti concreti nessuno e ora che l’impianto è autorizzato il potere contrattuale del Comune è pari a zero. Una vicenda che assomiglia tanto alla pessima gestione dell’autovelox dove Riparbella è stato l’unico Comune italiano a perderci soldi».<br />
 «Ma non ci arrendiamo &#8211; conclude Lucibello &#8211; e lavoriamo perché sia fatto il referendum negato dal sindaco, la voce del territorio deve contare di più degli interessi finanziari dei danesi ieri e dei veronesi oggi peraltro già sconfitti in provincia di Bologna dove, con l’aiuto dei cittadini, è stato bocciato un progetto eolico grazie anche ad amministratori più sensibili dei nostri».</p>
<p>Fonte: Il Tirreno 6 dicembre 2011</p>
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		<title>Poggio Tre Vescovi: la decisione torna alle Regioni</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 16:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Saranno le Regioni interessate, Emilia Romagna e Toscana, a dover dare il parere definitivo sul devastante impianto eolico di Poggio Tre Vescovi, che prevede 36 pale alte 180 metri sul crinale appenninico. Gli organi tecnici competenti delle due Regioni hanno già espresso parere ambientale negativo. &#8220;La commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno le Regioni interessate, Emilia Romagna e Toscana, a dover dare il parere definitivo sul devastante impianto eolico di Poggio Tre Vescovi, che prevede 36 pale alte 180 metri sul crinale appenninico. Gli organi tecnici competenti delle due Regioni hanno già espresso parere ambientale negativo.</p>
<blockquote><p>&#8220;La commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che doveva decidere sulla realizzazione dell’impianto eolico del Poggio Tre Vescovi, dopo il parere negativo delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna alla Conferenza Interregionale dei Servizi, si è conclusa col rinvio del progetto alla stessa Conferenza dei Servizi.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriereromagna.it/cesena/valle-savio/2011-12-03/poggio-tre-vescovi-eolico-il-progetto-torna-alle-regioni">Corriere di Romagna</a>.</p>
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		<title>Lettera aperta sull&#8217;eolico del Monte Bastione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la Lettera aperta indirizzata alle autorità competenti dal Comitato Monte dei Cucchi &#8211; La Faggeta in relazione ad una progettata centrale eolica sull&#8217;Appennino tosco-emiliano. LETTERA APERTA da valersi anche quale esposto qualora nei fatti ivi riportati si ravvisino fattispecie a rilevanza penale e. p.c. Al Presidente della Regione Toscana Agli Assessori della Giunta regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la Lettera aperta indirizzata alle autorità competenti dal Comitato Monte dei Cucchi &#8211; <a href="http://comitatilafaggeta.blogspot.com/">La Faggeta</a> in relazione ad una progettata centrale eolica sull&#8217;Appennino tosco-emiliano.</em></p>
<p>LETTERA APERTA<br />
da valersi anche quale esposto qualora nei fatti ivi riportati si ravvisino fattispecie a rilevanza penale<br />
e. p.c.<br />
Al Presidente della Regione Toscana<br />
Agli Assessori della Giunta regionale Toscana<br />
Ai Consiglieri regionali della Toscana<br />
Alla Unione dei Comuni Mugello ( ex Comunità Montana Mugello)<br />
Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana<br />
Alla Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato<br />
Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana All’Autorità di Bacino del Reno Direzione generale politiche territoriali e ambientali della Regione Toscana Al Responsabile Settore V.I.A. della Regione Toscana Al Sindaco di Firenzuola Al Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato Al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato Al Comando della Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Firenzuola Al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze All’A.R.P.A.T.<br />
Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Firenze<br />
<em>Oggetto: Massicci tagli di boschi in comune di Firenzuola (Fi) &#8211; frazione di Bruscoli (75 ettari, di cui 59 di latifoglie e 16 di abetaia)<br />
Bruscoli (FI) – San Benedetto val di Sambro (BO), 28 Novembre 2011</em><br />
Vi scriviamo per sottoporre alla vostra attenzione un aspetto di natura ambientale, paesaggistica e di salvaguardia dell’assetto del territorio nel quale ci siamo imbattuti di recente e che riguarda un’ampia e pregevole zona boschiva, in territorio di Firenzuola &#8211; frazione di Bruscoli, relativa ad una abetaia di circa 16 ettari, a cui si aggiunge una vasta area adiacente di boschi, di circa 59 ettari, in prevalenza di faggio.<br />
<span id="more-7475"></span> </p>
<p>Andiamo con ordine, per far comprendere i motivi per i quali i cittadini di Bruscoli e San Benedetto val di Sambro si stanno interessando a questi aspetti.<br />
Nello scorso giugno il comune di Firenzuola ha organizzato un incontro con la cittadinanza, al quale ha partecipato anche la AGSM S.p.A. in qualità di proponente, per la presentazione, a grandi linee, di un progetto di impianto eolico costituito da 16/18 aerogeneratori alti dai 100 ai 150 metri. Il crinale interessato è quello del monte Bastione che sovrasta la frazione di Bruscoli e che fa anche da confine con la regione Emilia Romagna. Su questo crinale è stato posizionato nel 2010 dalla società di cui sopra un anemometro e poche settimane fa ne è stato montato un altro di circa 100 mt. di altezza.<br />
Dall’esposizione del progetto è parso subito chiaro alla cittadinanza che questo progetto potesse presentare delle forti criticità, quali ad esempio:<br />
1) l’area interessata è coperta di boschi (faggete ed abetaie); 2) tutto il crinale è rotta di numerose specie migratorie e, per questo, la cima del monte<br />
Bastione è addirittura interdetta la caccia di appostamento per un raggio di mt. 1.000, come si evince dalle tabelle apposte in ossequio all’art . 22 della Legge Regionale 15 marzo 1980 nr. 17 (v. all. 8);<br />
3)	nell’area stanziano specie di rapaci (alcuni dei quali protetti); 4) il crinale che sovrasta la frazione di Bruscoli ha un assetto idrogeologico delicato,<br />
(siamo in presenza di zone classificate come rosse nella mappa del rischio) ed alcune frane hanno lambito la frazione stessa, richiedendo nel tempo più di un intervento di messa in sicurezza dei terreni a cura degli enti pubblici preposti (consorzi di bonifica);<br />
5) il crinale del monte Bastione è attraversato perpendicolarmente dalla strada Romana “Flaminia militare”, che congiunge Bologna con Fiesole, con resti di basolato in arenaria, portati alla luce di recente (www.flaminiamilitare.it);<br />
6) il crinale sul quale dovrebbero essere posizionate le pale dista circa 700 mt. dal centro della frazione di Bruscoli, circa 500 mt. dalla frazione di Valserena e soltanto mt. 150 dalle frazioni di Pian di Balestra, entrambe in comune di San Benedetto val di Sambro. Le indicazioni che emergono dalla attuale letteratura scientifica internazionale non ritengono queste distanze sufficienti per garantire un impatto sanitario trascurabile sulle popolazioni presenti nella zona.<br />
I cittadini di Bruscoli e di San Benedetto Val di Sambro, preoccupati, pur se il progetto non era ancora stato presentato (come è tutt’ora), hanno quindi costituito due comitati svolgendo da subito una attività di ricerca documentale e di informazione. Ad oggi hanno aderito al comitato toscano circa 400 persone ed a quello emiliano circa 800 persone.<br />
Con formale accesso agli atti, è stato richiesto, tra l’altro:<br />
a) di avere copia del contratto di compravendita e di tutti gli atti (contratti, convenzioni, finanziamenti, ecc.) intercorsi tra la Regione Toscana (che ne era proprietaria) e l’attuale proprietario del podere “Confienti”, all’interno del quale insistono i terreni sui quali dovrebbe essere realizzato l’impianto eolico (v. all. 1). Questo perché abbiamo fondate ragioni di ritenere che tali atti contengano impegni e/o obblighi da parte dell’acquirente ed eventuali vincoli che avremmo voluto verificare essere stati regolarmente adempiuti/rispettati dalla data di acquisto ad oggi.<br />
Purtroppo, la Comunità Montana Mugello (ora Unione Comuni Mugello) NON ha accolto la nostra richiesta di accesso (v. all. 2) e questi documenti ci sono stati, per il momento, negati. Riteniamo non giustificato questo diniego e, pertanto, abbiamo già presentato motivato ricorso al Difensore Civico (v. all. 9).<br />
Rinnoviamo comunque la richiesta a codesto Ente perché riteniamo che sulla base della normativa vigente (Legge regionale n. 40/2009 – punto 1 delle premesse ed artt. 5 e 7) tali documenti ci possano essere forniti in quanto le stesse norme prevedono che l’accesso possa essere anche non motivato. Anche se “formalmente” il progetto non è ancora stato presentato in Regione, riteniamo che siano presenti nella nostra domanda “l’attualità e la concretezza” (pur non rilevati dall’Ente) in quanto sono installati su questi terreni due anemometri, si è già tenuta l’assemblea pubblica citata sopra ed il Sindaco Scarpelli ha rilasciato pubblicamente ai media interviste riguardo ad un impianto eolico nei pressi di Bruscoli: si vedano La Nazione 18/8/2011 (v. all. 3), TG di Teleiride TV del 29/8/2011 (link http://www.teleiride.tv/video/tg- lunedi-290811), La Nazione 14/11/2011 (v. all. 4).<br />
Su questo punto chiediamo espressamente ai soggetti in indirizzo che, in forza della carica e delle responsabilità che ricoprono, svolgano loro le verifiche che, per il momento, non ci sono state consentite e valutino se negli atti di vendita di questi terreni vi sono degli obblighi o dei vincoli ed in caso positivo, che accertino se sono stati adempiuti/rispettati da parte dell’acquirente.<br />
b)	Di conoscere se su alcuni terreni individuati come attuali abetaie, ma che un tempo erano adibiti a seminativo (v. all. 5), siano stati effettuati rimboschimenti con denaro pubblico ed in quale periodo. A questa domanda, nessuno degli Enti interpellati ha risposto (i termini sono scaduti): Assessore all’Agricoltura, Assessore all’Urbanistica e Territorio, Comunità Montana Mugello (ora Unione Comuni Mugello) e Sindaco di Firenzuola.<br />
Insistiamo per avere una risposta perché la richiesta non è di poco conto, se messa anche in relazione al successivo punto c). Anche perché, secondo la memoria, trasmessa oralmente degli abitanti del luogo, questi rimboschimenti furono finanziati con denaro pubblico. Come anche la realizzazione del laghetto che vi si trova all’interno e che avrebbe dovuto servire per irrigare i terreni circostanti.<br />
Anche su questo aspetto chiediamo espressamente ai soggetti in indirizzo che, in forza della carica e delle responsabilità che ricoprono, svolgano loro le verifiche e di informarci circa i risultati.<br />
c) Di conoscere se siano stati autorizzati(o siano in corso di autorizzazione)tagli di alberi delle abetaie di cui al precedente punto b) (v. sempre all. 5). A seguito di questa domanda il comune di Firenzuola ci ha consegnato copia della “Richiesta di Autorizzazione Ambientale” presentata dal proprietario dei terreni (v. all. 6) in data 17/02/2011, con allegata copia dell’”Atto Dirigenziale” della Comunità Montana Mugello n. 92/10 del 21/05/2010 (v. all. 7), precisando che l’autorizzazione “de quo” non è ancora stata rilasciata.<br />
Un breve inciso: come mai la Comunità Montana, alla quale era stato inviato la stessa richiesta di accesso agli atti (v. sempre all. 5), non ci ha fornito (i termini sono ampiamente scaduti) il suo Atto Dirigenziale 21/5/2010, che contiene al punto IV.5 il parere favorevole di massima (?!) al taglio dell’abetaia?<br />
La richiesta di Autorizzazione Ambientale presentata in Comune precisa: -	A pag. 4 – RELAZIONE PAESAGGISTICA – PREMESSA – TIPOLOGIA DELL’OPERA E/O DELL’INTERVENTO che l’intervento consiste nella “&#8230;.. trasformazione di fustaia di conifere di origine antropica in prati pascolo a servizio del<br />
bestiame aziendale &#8230;&#8230;”. &#8211; A pag 4 &#8211; RELAZIONE PAESAGGISTICA – PREMESSA – INQUADRAMENTO<br />
TERRITORIALE &#8230;.. che “&#8230;&#8230;. L’area è stata oggetto di rimboschimenti<br />
operati dall’ente pubblico preposto risalenti agli anni 60’-70 &#8230;&#8230;.”.<br />
- A pag 8 – STATO ATTUALE DEL BENE PAESAGGISTICO INTERESSATO – 1.1 DESCRIZIONE DEL CONTESTO PAESAGGISTICO DI RIFERIMENTO: che l’area oggetto dell’intervento è di tipo “Agricolo tradizionale”.<br />
-	A pag 8 – STATO ATTUALE DEL BENE PAESAGGISTICO INTERESSATO – NOTE DESCRITTIVE&#8230;&#8230; che “L’area interessata dall’intervento è ubicata in prossimità della Frazione di Bruscoli ed è localizzata all’interno del sistema B, “Sasso di Castro – Monte Beni – Colle di Canda”, Sub-sistema “del Parco Nord-Est”. &#8230;&#8230; L’intervento proposto riguarda una superficie complessiva di circa 16 ettari ed è già stato oggetto di parere favorevole di massima da parte della Comunità Montana Mugello &#8230;&#8230;..<br />
Si tratta di un’area molto vasta tutelata per le caratteristiche paesistiche del complesso, le cui forme sono il risultato di una secolare presenza antropica e di una duratura azione di modellamento del territorio, innestata su forma naturali di tipo collinare-montano molto scenografiche.<br />
Non si tratta quindi di dati puntuali ma piuttosto di una forma complessiva<br />
che si presta ad una percezione particolare”.<br />
-	A pag. 9 &#8211; 1.2 INDICAZIONE E ANALISI DEI LIVELLI DI TUTELA &#8230;&#8230;.. STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA &#8230;&#8230;.	che sono presenti sull’area:<br />
“I. Vincolo paesaggistico D.Lgs. 42/2004 (aree tutelate per legge), II. Vincolo idrogeologico (l. r. 39/00 e s.m.i., D.P.G.R. 48/R/2003 e s.m.i.). III. Zone sismiche”.<br />
-	A pag. 9 &#8211; 1.2 INDICAZIONE E ANALISI DEI LIVELLI DI TUTELA &#8230;&#8230;.. EVENTUALE PRESENZA NELLE VICINANZE DEL LUOGO DI INTERVENTO DI BENI CULTURALI TUTELATI &#8230;&#8230;. Riguardo alla presenza di beni culturali che sono “Non presenti”.<br />
-	A pag. 10 – PRESENZA DI AREE TUTELATE PER LEGGE (art. 142 D.Lgs. 42/04 e ss.mm.ii.) (&#8230;&#8230;.territori coperti da foreste e da boschi, &#8230;&#8230; zone di interesse<br />
archeologico) che è presente sull’area la tutela di cui all’”Articolo 142, comma 1 punto g: i terreni coperti da boschi, &#8230;&#8230;&#8230;, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, comma 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;”.<br />
- A pag. 11 – 2 DESCRIZIONE SINTETICA DELL’INTERVENTO &#8230;&#8230;&#8230;. Che “L’intervento previsto consiste nel taglio raso di un popolamento arboreo di origine antropica &#8230;&#8230;&#8230;&#8230; L’intervento proposto mira &#8230;&#8230;&#8230; a recuperare come prato pascolo a servizio del bestiame aziendale in seguito al recente ampliamento dell’allevamento bovino”.<br />
- L’Atto Dirigenziale della Comunità Montana Mugello n. 90/10 in data 21/5/2010, a corredo della richiesta di autorizzazione, dispone a pag. 3, punto IV.4. “di ESPRIMERE PARERE FAVOREVOLE di massima circa la trasformazione delle fustaie di conifere in prati-pascolo, &#8230;.. per una superficie di circa 16 ettari”.<br />
Su questo punto e sulla base dei documenti esaminati, oltre che dei fatti accaduti negli ultimi anni, sorge spontanea una domanda: vi è relazione tra la richiesta di taglio di cui all’Atto Dirigenziale citato, in parte per l’avviamento ad alto fusto, in parte per il taglio a sterzo ed in parte di diradamento di bosco ceduo, oltre alla richiesta di taglio completo delle abetaie, in totale circa 75 ettari di boschi (16 di abetaia più 59 di ceduo), con la imminente presentazione di un progetto di impianto eolico che insisterebbe proprio su quell’area, di proprietà dello stesso soggetto?<br />
Dalle modalità di taglio delle faggete avviate da alcune settimane nei pressi dell’anemometro sembrerebbe proprio di si (basta recarsi sul posto): si ravvisa una chiara sovrapposizione delle aree sottoposte a taglio con quelle che dovrebbero interessare il futuro impianto eolico (come illustrato dalle foto- simulazioni proiettate da AGSM nel citato incontro pubblico a Bruscoli). Riguardo a questi tagli, già iniziati, chiediamo espressamente ai soggetti in indirizzo, di attivare gli Organi preposti ai controlli, affinché verifichino:<br />
i – se le aree interessate corrispondono a quelle autorizzate;<br />
ii – se le modalità ed i periodi di taglio sono quelli autorizzati. Ad ogni buon conto, nella denegata ipotesi in cui detta richiesta di autorizzazione ambientale per il taglio completo dell’abetaia presentata dal sig. Sauro Giuliani venga accolta dal Comune di Firenzuola, si chiede sin d’ora che le preposte autorità impongano, come condizione (mediante la stipula di apposito accordo ex art. 11 della L. n. 241/1990), il vincolo trentennale di destinazione a pascolo dell’intera area, come in effetti richiesto, al fine di evitare che si realizzi un evidente “sviamento”, dato che il taglio risulterebbe funzionale non a quanto richiesto (pascolo), ma ad altri fini.<br />
Ci si deve quindi domandare se tutti i tagli richiesti per questa vasta area non siano da mettere in diretta relazione con il progettato impianto eolico.<br />
Riteniamo lecita questa domanda perché proprio due dei tanti motivi della recente bocciatura del progetto di impianto eolico sul monte di Cucchi, (zona limitrofa al Monte Bastione) in comune di San Benedetto Val di Sambro (BO) &#8211; proposto dalla stessa AGSM &#8211; sono stati:<br />
-	il disboscamento di circa 15 ettari di boschi; -	il taglio di pinete ed abetaie che furono a suo tempo impiantate utilizzando<br />
denaro pubblico. Circostanze ben precisate sia dalla Comunità Montana che dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici competenti, nei loro pareri contrari al progetto.<br />
A conferma della liceità della domanda va aggiunto che agli atti della VIA per l’impianto di Monte dei Cucchi vi sono documenti prodotti dal Comitato Monte dei Cucchi a testimonianza del fatto che, oltre due anni fa, l’AGSM ed il proprietario dei terreni sui quali dovrebbe essere realizzato l’impianto di Bruscoli stavano accordandosi per l’uso dei terreni ai fini della realizzazione di un impianto eolico.<br />
Cosa poi confermata da tutti i fatti successivi.<br />
Occorre anche far notare che queste trattative sono precedenti, sia all’Atto Dirigenziale della Comunità Montana Mugello che alla presentazione della Richiesta di Autorizzazione Ambientale per il taglio completo dell’abetaia. Sicuramente, se le faggete fossero massicciamente diradate e l’abetaia fosse tagliata prima della presentazione del progetto di impianto eolico si eliminerebbero, preventivamente, due grossi problemi per l’accettazione del progetto stesso.<br />
Con altre parole si potrebbe però affermare che, di fatto, sarebbero già iniziati i lavori per la realizzazione dell’impianto eolico con una scientifica ed accurata “preparazione del terreno” (nel vero senso del termine) propedeutico alla realizzazione di piazzole, strade di accesso, ecc., senza aver chiesto la V.I.A, &#8211; Valutazione di Impatto Ambientale,<br />
Entrando nel merito del taglio dei boschi, noi riteniamo che, indipendentemente dalla presentazione del progetto di impianto eolico, una abetaia di circa 16 ettari, pacificamente impiantata negli anni ’60 – ’70, non possa essere totalmente espiantata, come pure un bosco di latifoglie di circa 59 ettari non possa essere massicciamente diradato, per i seguenti motivi:<br />
1) La Legge Regionale Forestale n. 32/2000 ed il regolamento n. 48/2003 non consentono il taglio dell’abetaia, sia per la vastità dell’area (16 ettari) che per l’età (appena 50 anni), oltre che per la tipologia.<br />
2) A maggior ragione non sarebbe consentito se questa abetaia fosse stata impiantata utilizzando denaro pubblico.<br />
3) A suo tempo gli enti pubblici decisero di consolidare quel versante, perché erano (e sono tutt’ora) fragili, da un punto di vista idrogeologico, come la presenza del vincolo citato nel stessa Richiesta di Autorizzazione e di frane che lambiscono l’abitato di Bruscoli, stanno ad indicare. Non vorremmo mai che una lungimirante azione di rimboschimento (con denaro pubblico?) a salvaguardia di un delicato versante e che ha svolto la sua funzione per decenni, venisse cancellata in un sol colpo e si riproponessero, anche in alto Mugello, i tristi avvenimenti che hanno colpito troppo spesso le zone di montagna della Toscana, come accaduto di recente in Lunigiana. E’ preferibile di gran lunga la prevenzione (sia in termini economici, di opere e di disagi alle popolazioni), al dover intervenire per mettere in sicurezza. Il rischio di destabilizzazione di questi terreni è reale, basti pensare all’erosione da parte delle acque di terreni “nudi”.<br />
4) Tutta l’area è di una particolare bellezza naturalistica e paesaggistica, come è confermato sia dal vincolo paesaggistico di cui al D.Lgs. 42/2004 che dalla tutela di cui all’art. 142, comma 1 punto g (terreni coperti da boschi e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento), come definiti dall’articolo 2, comma 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, citati anche nella stessa Richiesta di Autorizzazione Ambientale.<br />
5) Sull’area, contrariamente a quanto indicato nella Richiesta di Autorizzazione Ambientale, sono presenti beni culturali degni di tutela.<br />
Il primo è un rudere che si trova proprio sul confine Est dell’abetaia, in località “La Faggeta”. Abbiamo motivo di ritenere che riguardo a questa costruzione, che ora è un rudere ma che solo qualche anno fa non lo era, vi sia qualche obbligo o vincolo posto a carico dell’attuale proprietario da parte della Regione Toscana (anche per questo riteniamo indispensabile esaminare gli atti di vendita). Questo è un elemento importante perché questa costruzione ha origini molto antiche, probabilmente è di epoca “romana”.<br />
Il secondo è la strada romana “Flaminia Militare” che fiancheggia sempre il confine Est dell’abetaia. Questa strada, nota anche come “Via degli Dei” è percorsa ogni anno da migliaia di escursionisti che, provenendo da tutto il mondo, la percorrono da Bologna a Firenze.<br />
Questo fatto attribuisce una notevole importanza a questi luoghi, dal punto di vista della percezione del paesaggio, come gli esperti insegnano, che un intervento di completo taglio di un’abetaia di 16 ettari comprometterebbe, irrimediabilmente.<br />
Anche su questo punto chiediamo espressamente: A) alla Unione dei Comuni Mugello (ex Comunità Montana Mugello) che,<br />
sia sulla base degli elementi forniti e/o di ulteriori accertamenti che vorrà disporre e sia sulla base della documentazione depositata, rivaluti (in via di autotutela) le proprie decisioni riguardo alle autorizzazioni rilasciate con l’Atto Dirigenziale n. 92/10 del 21/5/2010. A testimonianza del pregio della zona si fa presente che il 2 di novembre u.s. è stata depositata nelle mani del dr. Stefano Manni, presso gli Uffici della Unione dei Comuni Mugello al settore competente, la documentazione necessaria per la segnalazione di alberi monumentali per n. 25 elementi, molti dei quali si trovano all’interno dell’area prevista per il taglio (scheda prevista dalla L.R. toscana elencante le caratteristiche di pregio degli stessi e documentazione fotografica). L’ufficio ha dichiarato di trasmettere la documentazione a competenti organi regionali e, pertanto, chiediamo anche che – nelle more della decisione &#8211; siano assunte le necessarie “misure di salvaguardia” , atte ad impedire la distruzione dei beni oggetto di futura tutela.<br />
B) A tutti i soggetti in indirizzo che, in forza della carica e delle responsabilità che ricoprono, svolgano loro le verifiche ed adottino i provvedimenti che riterranno opportuni in merito a quanto da noi denunciato ed, in particolare, verifichino se per i terreni oggetto della richiesta di cui all’Atto Dirigenziale appena richiamato vi siano, o vi siano state in passato, trasformazioni in coltura ad alto fusto, con sovvenzionamenti statali, europei e/o, comunque, pubblici ed in caso affermativo che accertino se questo fatto è compatibile con i massicci tagli di boschi in corso di attuazione o di previsione.<br />
Stante l’evidente importanza per l’intera collettività (e non solo per i due Comitati rappresentati) delle questioni sin qui segnalate, nonché la delicatezza di alcuni aspetti che potrebbero inerire al mancato rispetto di principi fondamentali quali la tutela del paesaggio quale bene primario e costituzionalmente garantito, il rispetto e la salvaguardia della salute delle persone, la trasparenza nell’attività della pubblica amministrazione, l’uguaglianza degli interessi privati e il loro doveroso contemperamento rispetto al prevalente interesse di ordine generale e la destinazione di fondi e/o risorse pubbliche per opere di pubblico rilevanza escludendo qualsivoglia indebito vantaggio patrimoniale personale proprio o di altri, abbiamo ritenuto doveroso con questa missiva porre anche l’Autorità Giudiziaria a conoscenza di tutta la vicenda relativa al progetto in itinere di realizzazione dell’impianto eolico industriale sul c.d. Podere Confienti in località Bruscoli, affinché la stessa A.G. voglia valutare se esperire opportune indagini al fine di acclarare l’eventuale sussistenza di fatti aventi valenza penale.<br />
Nel ringraziarvi per l’attenzione e confidando nell’accoglimento delle nostre richieste, ovvero – quanto meno – in un concreto riscontro a questa nostra lettera-denuncia, porgiamo distinti saluti.<br />
_________________________________________<br />
Angelo Farneti<br />
Coordinatore e Portavoce Comitato di Bruscoli – La Faggeta Comitato Monte dei Cucchi – La Faggeta<br />
Via del Faggio n. 6 – San Benedetto val di Sambro (BO)<br />
angelo.farneti@libero.it<br />
Gli allegati dal n. 1 al n. 9 sono nel CD, qui accluso<br />
Pag. 8 di 8</p>
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		<title>I Comitati della Toscana denunciano: Legambiente racconta balle</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 16:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta che denunciano le inesattezze del Presidente di Legambiente Toscana, sedicente associazione ecologista. Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo il comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta che denunciano le inesattezze del Presidente di Legambiente Toscana, sedicente associazione ecologista.</em></p>
<p>Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta</p>
<p>I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali appenninici,</p>
<p><strong> esprimono il proprio pieno apprezzamento per l’operato della Regione Toscana</strong></p>
<p><strong>e denunciano le pubbliche  menzogne di Baronti, presidente di Legambiente Toscana</strong></p>
<p> dopo avere appreso che nel corso alla trasmissione “Girotondo”, andata in onda su TELEIRIDE il 27 ottobre (e tuttora visibile all’indirizzo internet www.teleiride.tv/video/girotondo-271011) il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, hanno aspramente e sprezzantemente criticato l’operato dei tecnici della Regione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale che ha espresso parere NEGATIVO sui mastodontici progetti proposti dalla società privata EDVT sui territori dei comuni di Firenzuola e San Godenzo.</p>
<p>Nel fervore di propagandare l’innocuità dei progetti da lui sostenuti, Baronti non ci ha risparmiato affermazioni false (per chi volesse verificare, al minuto 45.45″ della trasmissione in questione): il dato di fatto negato è che l’impianto eolico industriale di San Godenzo viene di fatto proposto all’interno del sito di interesse comunitario “SIC Muraglione Acquacheta”, facente inoltre parte della Rete Natura 2000 e qualificato dagli strumenti urbanistici comunali e dalla Regione come un’area di transito della fauna migratoria, adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; incomberebbe altresì sulla valle dell’Acquacheta, il cui immenso valore paesaggistico è riconosciuto anche dal Comune.</p>
<p><span id="more-7433"></span> </p>
<p>I comitati ritengono pertanto doveroso informare ed allarmare la popolazione su questa campagna denigratoria condotta verso le istituzioni, confermando la propria piena fiducia nell’operato dei funzionari, del loro staff e del loro Ufficio tutto, nel cui operato riconoscono e apprezzano imparzialità, competenza, rispetto della normativa vigente di tutela.</p>
<p>Tanto più meritevoli risultano tali valutazioni per la limpidezza e trasparenza delle motivazioni, a contrasto con le fumose argomentazioni dei loro detrattori. In tali argomentazioni denunciamo allarmati l’espressione di forti pressioni di carattere politico e finanziario che tutti facilmente possiamo immaginare accumularsi nei meandri dei palazzi.</p>
<p>Cogliamo inoltre l’occasione per esprimere sentito ringraziamento da parte del territorio e di chi lo abita e vive anche alle numerose Associazioni Ambientaliste che ci hanno appoggiato in questi anni di lotta, piccoli Davide contro feroci Golia (dove la speculazione eolica può portare si è visto nel meridione), e in particolare:</p>
<p>Italia Nostra tutta e in particolare Mariarita Signorini, sempre e ovunque presente<br />
WWF sezione regionale dell’Emilia Romagna e delle province romagnole<br />
Legambiente, ovvero tutte quelle sezioni locali che si sono con fermezza opposte  all’inaccettabile alleanza pro-eolico industriale stipulata dei vertici<br />
Rete per la Resistenza sui Crinali, animata da Alberto Cuppini e Andrea Benati<br />
Mountain Wilderness, rete nazionale e locale<br />
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dei Monti Falterona e Campigna<br />
Pro Natura, Toscana ed Emilia Romagna<br />
CAI, sezioni locali e direzione nazionale<br />
Asoer, Associazione degli ornitologi dell’Emilia Romagna<br />
Lipu, Lega per la protezione degli uccelli<br />
Coldiretti, Mugello e nazionale<br />
CNP, Comitato Nazionale per il Paesaggio<br />
Altura, Associazione Nazionale per la Tutela dei Rapaci<br />
… per non dimenticare infine le associazioni minori e tutti i singoli cittadini del Mugello e della Romagna che hanno inteso il rischio cui è sottoposto il nostro territorio e la nostra salute, e che in questi anni hanno sostenuto le nostre iniziative…</p>
<p> 24 novembre 2011</p>
<p> Comitato Monte Faggiola (Firenzuola)</p>
<p>Comitato Ariacheta (San Godenzo)</p>
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		<title>Nasce il Comitato contro l&#8217;eolico della Biancarda e di Poggio Tre Vescovi</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato costituito il comitato di cittadini &#8220;Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi&#8221;. Il ruolo di questi cittadini contro i giganteschi impianti eolici della Biancarda e di Poggio Tre Vescovi, in Romagna e sui crinali toscani ai confini con Romagna e Marche, è quello di &#8220;sentinelle del territorio&#8221; (come è stato definito nella manifestazione dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato costituito il comitato di cittadini &#8220;Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi&#8221;.<br />
Il ruolo di questi cittadini contro i giganteschi impianti eolici della Biancarda e di Poggio Tre Vescovi, in Romagna e sui crinali toscani ai confini con Romagna e Marche, è quello di &#8220;sentinelle del territorio&#8221; (come è stato definito nella manifestazione dello scorso 12 novembre a Roma<br />
Emergenza ambientale e di legalità da &#8220;<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/339592">Green Economy industriale!</a>&#8220;, presso la Camera dei Deputati) in supplenza (ci auguriamo temporanea) di chi dovrebbe esserne istituzionalmente obbligato.<br />
La nascita di questo comitato, che ha esordito con la distribuzione di questo volantino, dimostra che l&#8217;asserito appoggio totale ed incondizionato delle popolazioni della val Marecchia (più volte ripetuto durante la recente conferenza dei servizi a Firenze) era dovuto esclusivamente alla mancanza di informazione a proposito di questi impianti.<br />
Paradossalmente sono state proprio le reazioni irritate e rumorose, riportate dalla stampa, in seguito alla valutazione negativa di impatto ambientale per Poggio Tre Vescovi a portare a conoscenza del grande pubblico dell&#8217;esistenza di progetti così devastanti e ad innescare una prima reazione popolare, a fianco delle associazioni ambientaliste che già si erano impegnate nel contrastarli.<br />
Questo significa che, purtroppo anche nelle nostre regioni, il &#8220;muro di gomma&#8221; è più efficace della disinformazione.<br />
Sarà nostro impegno appoggiare questo nuovo comitato e seguirlo con simpatia nelle sue iniziative tramite questo sito web.<br />
Per avere informazioni lo si può contattare direttamente all&#8217;indirizzo Fumaiololibero@Tiscali.it</p>
<p><span id="more-7431"></span> </p>
<p><strong>Diciamo NO ai mega impianti eolici alla Biancarda e a Poggio Tre Vescovi</strong></p>
<p>Chi ci governa svende le nostre montagne promette ricchezza e occupazione ma non dà alcuna garanzia che questo si avveri Ai nostri sindaci hanno raccontato di nuove opportunità di lavoro, mega produzione di energia, benefìci per le casse comunali, ripristino dell’ambiente devastato&#8230; tutte favole!! Nemmeno le aziende che propongono il progetto sanno con sicurezza quanto potranno produrre questi impianti, esistono solo stime grossolane. Persino Confindustria ha chiesto al governo di sospendere la costruzione di nuovi mega impianti, dato che l’attuale rete non é in grado di assorbirne la produzione. Queste opere arricchiscono solo costruttori, mediatori, facilitatori, gestori e grandi gruppi industriali e finanziari, grazie al perverso sistema degli incentivi, creati facendo pagare a ciascuno di noi una quota su ogni bolletta della luce.</p>
<p>L’unica certezza sarà la totale devastazione del nostro crinale, dei boschi, dei pascoli e delle vene d’acqua Per i due impianti si prevede di installare un totale di 49 enormi aerogeneratori, ciascuno alto da 120 a 180 m, diametro del pilone di oltre 8 m e pale fino a 51 m, pesanti 12 ton ciascuna &#8230;ci pensi?!? il grattacielo di Cesenatico é alto 116 metri! Per fare arrivare i pezzi dai porti di Ravenna e Livorno, con centinaia di viaggi di giganteschi camion, dovranno modificare le strade esistenti, abbattere intere macchie e alberi secolari. Verranno devastate centinaia di ettari di terreno ora boscato e pascolivo, scavati oltre 100 km di fossi di scolo, iniettati nel terreno quasi 100mila mc di cemento (e solo per le 49 piattaforme!), stesi 89 km di cavi di collegamento alla rete elettrica, abbassato il livello delle falde acquifere e alterato il regime di sorgenti e ruscelli; saranno costruite decine di km di nuove strade per il transito di super autoarticolati, distruggendo tracciati storici e persino il Cammino di San Vicinio, su<br />
un’area complessiva di 240 ettari alla Biancarda e 926 ettari a Poggio Tre Vescovi &#8230;ma te lo immagini?!?</p>
<p>Questi impianti nascono già vecchi, oggi si progettano aerogeneratori molto più piccoli ed efficienti. Ci rifilano il vecchiume e sanno già che durerà pochi anni, poi andrà smantellato o riammodernato. A noi resterà una montagna di ferraglia e cemento e la completa devastazione del nostro ambiente</p>
<p>“Una festa per gli occhi che possono correre e spaziare sui crinali di tre regioni, sbirciare tra le fronde di piante secolari come il Cerro della Casanova o il Faggio della Straniera e scoprire pareti vertiginose come la Ripa della Moia e terrazze naturali che nelle giornate più limpide portano lo sguardo fino al Golfo di Venezia”. Così il Comune di Verghereto promuove le meraviglie della natura e le principali risorse turistiche del suo territorio, giustamente vincolate dalla regione Em-Romagna e dalla provincia di FC come “Zona di Particolare Interesse Paesaggistico e Ambientale”. Qui, se uno qualsiasi di noi vuole costruire anche solo un capannino per i polli ha vita dura. Invece un mega progetto miliardario ottiene il via libera e proprio dalle stesse autorità che hanno posto i vincoli ambientali<br />
tutto questo ti sembra giusto?!?	RIBELLIAMOCI a questo SCEMPIO!!!<br />
diciamo invece SI’ alla produzione di energie rinnovabili efficienti e rispettose dell’ambiente<br />
L’alternativa al mega industriale? Un consorzio tra enti locali per promuovere una rete efficiente che coniughi fotovoltaico, eolico e idroelettrico di piccole dimensioni, senza devastare aree verdi, per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica della popolazione locale. Solo l’eventuale esubero verrà venduto alla rete nazionale, con conseguente beneficio della popolazione, dell’ambiente e delle casse comunali. Solo questi piccoli impianti diffusi possono garantire localmente effettivi posti di lavoro<br />
Comitato cittadino “Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi”	sei con noi? fumaiololibero@tiscali.it vuoi sapere di più? www.reteresistenzacrinali.wordpress.com -	www.viadalvento.org</p>
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		<title>WWF, VAS, Asoer e Altura contro l’impianto eolico di Zeri</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato presentato dalle Direzioni Nazionali del WWF e della VAS, nonchè da Asoer e da Altura, un ricorso al TAR della Toscana contro la Regione Toscana ed il Comune di Zeri per richiedere l’annullamento della pronuncia positiva di compatibilità ambientale sul progetto “vento di Zeri”, previsto sul territorio nel Comune omonimo, in provincia di Massa Carrara, e proposto dalla società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato presentato dalle Direzioni Nazionali del WWF e della VAS, nonchè da Asoer e da Altura, un ricorso al TAR della Toscana contro la Regione Toscana ed il Comune di Zeri per richiedere l’annullamento della pronuncia positiva di compatibilità ambientale sul progetto “vento di Zeri”, previsto sul territorio nel Comune omonimo, in provincia di Massa Carrara, e proposto dalla società FERA.<br />
L’impianto, da costruire sui monti Colombo e Pianella, sul crinale ai confini tra Toscana ed Emilia, prevede 7 aerogeneratori di potenza di 1,5 MW ciascuno e verrebbe collocato in un territorio incontaminato, del quale le fotografie forniscono solo una pallida impressione, senza alcuna vocazione ad accogliere opere manifatturiere di questo tipo e dimensione.<br />
Ma le obiezioni nel ricorso sono della più varia natura, per cui è raccomandata una attenta lettura del testo. (<a href="http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/?attachment_id=1049">disponibile in formato PDF</a>)&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2011/11/23/wwf-nazionale-vas-asoer-e-altura-contro-limpianto-eolico-di-zeri/">Rete Resistenza sui crinali</a>.</p>
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