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	<title>Via dal Vento &#187; Nord Italia</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Friuli, l&#8217;eolico di Trasaghis potrebbe uccidere i grifoni di Forgaria</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è preoccupazione in Friuli per il progetto di una centrale eolica nei pressi della riserva naturale di Forgaria, centro di uno delle rarissime popolazioni di grifoni in Italia: Un enorme danno per i grifoni che popolano la riserva. Ecco cosa significa per Forgaria il parco eolico il cui progetto è di recente stato approvato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è preoccupazione in Friuli per il progetto di una centrale eolica nei pressi della riserva naturale di Forgaria, centro di uno delle rarissime popolazioni di grifoni in Italia:</p>
<blockquote><p>Un enorme danno per i grifoni che popolano la riserva. Ecco cosa significa per Forgaria il parco eolico il cui progetto è di recente stato approvato dal consiglio comunale di Trasaghis. Se anche solo uno, due grifoni l’anno dovessero imbattersi nelle pale e perdere la vita, nel giro di un decennio tutti gli sforzi fatti per ripopolare la zona di avvoltoi e i soldi spesi (oltre 2 milioni di euro) sarebbero vanificati». A dirlo è il vicesindaco del Comune di Forgaria, Enrico Frucco, che precisa: «Non siamo contro l’energia pulita. Tutt’altro. Ma non possiamo permetterci di mandare in fumo un lavoro, importante e oneroso, realizzato con fior fiore di progetti comunitari e vanto di tutta la regione». Ed è proprio nella Regione che il Comune di Forgaria spera: sarà infatti Trieste a far da arbitro in questa “disputa”, valutando la questione anche in base alle osservazioni ricevute dalle amministrazioni comunali coinvolte</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://cjalcor.blogspot.com/2010/08/eolico-nostrano-perplessita-forgarine.html">Alesso e dintorni</a></p>
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		<title>Il business eolico a Morbegno</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 10:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;edizione di Sondrio de &#8220;Il Giorno&#8221; riporta nuovi dettagli sull&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto del Presidente della Comunità Montana di Morbegno: Ed è questo il caso di uno degli episodi contestati in particolare a Passamonti, presidente della comunità montana di Morbegno, ma anche a Luca Spagnolatti, project manager della società pubblica Eventi Valtellinesi, controllata proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;edizione di Sondrio de &#8220;Il Giorno&#8221; riporta nuovi dettagli sull&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto del Presidente della Comunità Montana di Morbegno: </p>
<blockquote><p>Ed è questo il caso di uno degli episodi contestati in particolare a Passamonti, presidente della comunità montana di Morbegno, ma anche a Luca Spagnolatti, project manager della società pubblica Eventi Valtellinesi, controllata proprio dall’ente montano di Morbegno per il 90% e dal Comune della Città del Bitto per il restante 10%. Nella contabilità della società sono state infatti rinvenute tracce di flussi finanziari riconducibili ad una società creata ad hoc per produrre studi in vista di un fantomatico progetto finalizzato all’installazione d’impianti eolici sul Passo San Marco.<br />
Società che risulta essere stata costituita con l’utilizzo di prestanome, ma con soldi personalmente erogati dal presidente della Comunità montana morbegnese. C’era Passamonti, in realtà, dietro alla società che è riuscita ad ottenere un consistente contributo da parte della Regione Lombardia, 50mila euro, per realizzare un importante studio che avrebbe dovuto consentire la realizzazione del tanto discusso impianto eolico. Studio che, però, non è mai stato eseguito.<br />
Le fatturazioni dei progetti, in realtà inesistenti, hanno permesso l’incasso di circa 50.000 euro cui ha fatto seguito un veloce prelievo in contanti e la chiusura dell’impresa, come se non fosse mai esistita. Le tracce dei flussi finanziari, però, sono rimaste nei conti della Eventi Valtellinesi e hanno permesso la ricostruzione dell’ingegnoso giro.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://ilgiorno.ilsole24ore.com/sondrio/cronaca/2010/06/23/349031-buisness_eolico.shtml">Il giorno</a></p>
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		<title>Valtellina, sette arresti per l&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 05:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Sondrio ha portato alla scoperta di un vasto giro di corruzione nella Comunità Montana di Morbegno con sette arresti. Parte dell&#8217;inchiesta è legata alla progettata centrale eolica del Passo di San Marco, che dovrebbe essere (se mai vedrà la luce) la prima centrale eolica del Nord Italia. Poi, nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Sondrio ha portato alla scoperta di un vasto giro di corruzione nella Comunità Montana di Morbegno con sette arresti. Parte dell&#8217;inchiesta è legata alla progettata centrale eolica del Passo di San Marco, che dovrebbe essere (se mai vedrà la luce) la prima centrale eolica del Nord Italia. </p>
<blockquote><p>Poi, nella contabilità della società sono state rinvenute tracce di flussi finanziari riconducibili ad una società creata ad hoc per produrre studi in vista di un fantomatico progetto finalizzato all’installazione d’impianti eolici su Passo San Marco.</p>
<p>Detta società è stata costituita con l’utilizzo di prestanome, ma con soldi personalmente erogati dal presidente della Comunità Montana Morbegnese. Le fatturazioni degli studi, in realtà inesistenti, hanno permesso l’incasso di circa 50mila euro cui ha fatto seguito un veloce prelievo in contanti e la chiusura della impresa. Poiché l’erogatore di quest’ultima somma era un importante gruppo d’imprese lecchese, gli accertamenti si orientavano nell’accertare la vera natura dei rapporti sottostanti la dazione di denaro. Risultava che lo stesso gruppo d’imprese &#8211; cita la nota delle Fiamme Gialle &#8211; aveva offerto una breve vacanza a Dubai alle predette persone che vi si recavano nel febbraio 2008. Questi, però, beneficiavano anche di regalie concernenti orologi di grande marca e d’elevato valore. Contestualmente, era individuata una congerie d’illeciti commessi dallo stesso Presidente della Comunità Montana, insieme all’attuale direttore generale della medesima Comunità, all’ex sindaco di Cercino, al segretario del medesimo Comune e a consiglieri della passata maggioranza. In sostanza, erano commessi una serie di falsi che permetteva da un lato di modificare il P.I.P (Piano Insediamenti Produttivi) comunale e dall’altro d’eseguire gravi pressioni nei confronti di proprietari di appezzamenti di terra che erano avvicinati sia dal predetto Presidente sia dal Direttore Generale della Comunità Montana sia dall’oggi ex Sindaco di Cercino sia da altri. Sotto la minaccia di esproprio, detti proprietari sono stati costretti a vendere la loro terra a un prezzo di 11 euro al metro quadro. Questa, poi, era invece valutata dalla “Commissione per gli espropri” a un prezzo di 50 euro al metro quadrato. 21, i proprietari costretti alla vendita. Uno di questi ha raccontato agli inquirenti di essersi sentito come se “qualcuno fosse venuto con la pistola a minacciarmi di vendere”. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.vaol.it/it/notizie/guardia-di-finanza-sette-arresti-interessata-la-cm-di-morbegno-e-la-societa-eventi-valtellinesi.html">Vaol.it</a></p>
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		<title>WWF FRIULI, PALE EOLICHE PERICOLOSE PER I GRIFONI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 04:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzare un &#8221;Parco eolico&#8221; nel comune di Trasaghis (Udine) in considerazione della vicinanza con la Riserva naturale del Lago di Cornino e del progetto di reintroduzione nell&#8217;area dell&#8217;uccello grifone. &#8221;Le pale eoliche &#8211; spiega in una nota il Wwf del Friuli Venezia Giulia &#8211; rappresentano uno dei maggiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzare un &#8221;Parco eolico&#8221; nel comune di Trasaghis (Udine) in considerazione della vicinanza con la Riserva naturale del Lago di Cornino e del progetto di reintroduzione nell&#8217;area dell&#8217;uccello grifone. &#8221;Le pale eoliche &#8211; spiega in una nota il Wwf del Friuli Venezia Giulia &#8211; rappresentano uno dei maggiori fattori di mortalita&#8217; e il grifone risulta, in numerosi studi, una delle specie piu&#8217; colpite, se non espressamente quella che subisce le maggiori perdite&#8221;. L&#8217;importanza della popolazione di grifone e&#8217; elevatissima dal punto di vista naturalistico, ecologico e in relazione al turismo naturalistico di tutta l&#8217;area e dei Paesi limitrofi. Si tratta &#8211; spiega il Wwf &#8211; dell&#8217;unica popolazione nidificante sull&#8217;intera catena alpina, che ha assunto un ruolo strategico sempre maggiore per le colonie di grifoni della Croazia e per gli uccelli che trascorrono il periodo estivo sulle Alpi italiane, austriache e slovene.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agi.it/trieste/notizie/201006071516-cro-r010369-ambiente_wwf_friuli_pale_eoliche_pericolose_per_i_grifoni">AGI</a></p>
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		<title>Il programma della seconda passeggiata sul crinale &#8220;Dove osano le pale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 giugno si terrà sul crinale di San Godenzo la seconda passeggiata organizzata dal Comitato Ariacheta in difesa del crinale appenninico dall&#8217;assalto eolico: Le nostre motivazioni Perché ripetere la passeggiata sul crinale? Perché la società EDVT (creata da Infrastrutture e sostenuta da Monte Paschi), nonostante le proteste espresse da ALTURA, ASOER, CAI, CNP, Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 giugno si terrà sul crinale di San Godenzo la seconda passeggiata organizzata dal Comitato Ariacheta in difesa del crinale appenninico dall&#8217;assalto eolico:</p>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/05/locandina-A5.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2010/05/locandina-A5-211x300.jpg" alt="" title="locandina A5" width="211" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-3032" /></a></p>
<p><strong>Le nostre motivazioni</strong></p>
<p>Perché ripetere la passeggiata sul crinale? Perché la società EDVT (creata da Infrastrutture e sostenuta da Monte Paschi), nonostante le proteste espresse da ALTURA, ASOER, CAI, CNP, Italia Nostra, Mountain Wilderness, ProNatura, WWF, dal Comitato Ariacheta e numerosi cittadini di San Godenzo e del Mugello, continua a voler scempiare un’area protetta di Interesse Comunitario (SIC Muraglione – Acquacheta) costruendo un grande impianto eolico industriale di 14 pale da 3,3 MW ciascuna, in una delle zone più belle dell’Appennino tosco-romagnolo, a meno di 1 km dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.<br />
Un tale impianto, oltre a ridurre una delle poche zone integre della provincia di Firenze ad area industriale e degradata, darebbe il via a una serie di altri impianti simili che letteralmente ricoprirebbe l’intero Mugello di pale di grandi dimensioni, snaturando completamente l’area del crinale per un tratto di decine di km.<br />
Il precedente sindaco di San Godenzo ha firmato con leggerezza una convenzione con questa società, senza preoccuparsi di verificare gli esiti che il progetto avrebbe avuto su territorio e abitanti.<br />
Per questo un anno fa, alla presentazione del progetto, è sorto un comitato di cittadini, che cerca in tutti i modi di impedire una follia che non porterebbe alcun reale beneficio energetico (cfr. i dati ufficiali sull’eolico in Italia), ma solo devastazione e speculazione economica. Sul nostro e su altri siti potete trovare tutta la documentazione del caso. (http://ariacheta.blogspot.com &#8211; www.viadalvento.org).</p>
<p>In più di un anno di attività il comitato ha raccolto l’appoggio e la solidarietà di Enti e associazioni di livello locale, nazionale e internazionale, tra le quali ricordiamo:<br />
Altura, ASOER, CAI Toscana ed Emilia Romagna, Coldiretti, Comitato nazionale per il Paesaggio, Italia Nostra Toscana ed Emilia Romagna, ProNatura Toscana ed Emilia Romagna, European Platform Against Windfarm, Mountain Wilderness, WWF Toscana ed Emilia Romagna, che saranno presenti alla passeggiata. A queste si aggiungono molte altre associazioni ambientaliste e locali (forniremo elenco aggiornato).</p>
<p>Lo ribadiamo: siamo favorevoli all’eolico, soprattutto quello direttamente gestito da chi abita il territorio, purché rispetti i vincoli esistenti e i danni non superino i vantaggi; siamo contrari alla speculazione indiscriminata, che porta tanti soldi pubblici, sotto forma di finanziamenti, nelle tasche di pochi speculatori. Crediamo che le energie alternative debbano avere un impatto sostenibile, ed essere proprietà di tutti.</p>
<p><span id="more-3033"></span></p>
<p><strong>Programma della giornata</strong></p>
<p>(con l’adesione di: Altura, ASOER, CNP, Italia Nostra Toscana ed Emilia Romagna, Mountain Wilderness, ProNatura Toscana ed Emilia Romagna, WWF Mugello, WWF Forlì)</p>
<p>Come raggiungerci<br />
Ingrandendo la mappa si può vedere che sulla SS67 (Firenze – Forlì) sul versante toscano, prima di arrivare al passo del Muraglione, c’è una strada bianca (sterrata, ottima) che porta prima alla Fiera dei Poggi, poi alla Colla dei Lastri e quindi, dopo 4 Km, alla Colla della Maestà, (dove c’è il n. cerchiato 22). Si parcheggia nello spiazzo e poi lungo la strada, che è larga. Il ritrovo è alle 9.30, la partenza alle 10 (da Dicomano si arriva in 30’, da Forlì in un’ora).<br />
Attenzione: portate acqua in abbondanza, perché lungo tutto il percorso della camminata non ci sono fonti.</p>
<p>La camminata: incontrare la natura<br />
Dalla Colla della Maestà il percorso è in parte strada sterrata in parte sentiero (in caso di piogge recenti potrebbe esserci fango, e per i meno esperti un bastone sarebbe un valido aiuto), pianeggiante ma con alcuni tratti in pendenza, spesso nel bosco, con radure e panorami di grande bellezza. Si passa dai 1000 m ai 1200 della vetta del Peschiena. La passeggiata dura poco più di un’ora, e noi ci fermeremo a metà per ascoltare cosa ci raccontano gli amici delle associazioni sui pericoli che incombono sul bosco, l’ambiente circostante e gli abitanti.</p>
<p>L’informazione sulle torri<br />
Segnaleremo i punti dove è prevista la collocazione delle singole torri, mentre alla partenza e all’arrivo vi proporremo dei pannelli informativi, che illustrano cifre e misure, cercando di mostrare cosa significa costruire strutture industriali alte 155 metri in mezzo a un bosco, sottoposte all’enorme pressione del vento; proveremo a immaginare le strade di grandi dimensioni, i basamenti di calcestruzzo, le cabine di servizio, l’interramento dell’elettrodotto… Tra gli amici del Comitato saranno presenti esperti dei vari settori, che ci spiegheranno quali sono le problematiche legate a questo tipo di impianto.<br />
E riprendendo a camminare ciascuno, dentro di sé, potrà provarsi a ragionare sui costi di questa energia.</p>
<p>La festa del suono umano<br />
Lungo il percorso per sostenere il nostro umore e attenti a non disturbare troppo gli abitanti del bosco, interverranno amici musicisti che suoneranno e canteranno in acustico &#8211; per ricordarci che cosa vuol dire stare nel silenzio e romperlo, per ascoltare tra fruscii e cinguettii suoni lontani, musica e canti. Niente a che vedere con il rumore molesto delle pale, forte come quello di un trattore montato su un palo alto 100 metri…</p>
<p>Arrivo all’anemometro<br />
La fine della camminata coinciderà con l’ora di pranzo (al sacco, ciascuno si porti il suo). È prevista una lunga sosta nella faggeta che sta sotto la cima del Peschiena, dove è piazzato l’anemometro, alto “solo” una sessantina di metri.<br />
In uno spiazzo del bosco, ci sarà la possibilità di suonare, ballare e divertirci, godendo la bellezza e l’integrità del paesaggio.</p>
<p>È consigliato munirsi di teli per sedersi, acqua, un maglione e una giacca contro gli acquazzoni.</p>
<p>In caso di pioggia la camminata sarà annullata, mentre con cielo coperto si deciderà sul momento (per informazioni: Gabriela 328-3818014, Daniele 338-4788019, Elisa 340-3258726, Luca 3898183508).</p>
<p><strong>Sì alla responsabilità ambientale!</strong></p>
<p>Nei giornali e nei media finalmente sta emergendo l’aspetto speculativo dei grandi impianti eolici, la truffa a danno di TUTTI i cittadini &#8211; perché l’ambiente è di tutti, come lo è il denaro dei finanziamenti. Quella che veniva presentata come un’alternativa energetica pulita si è rivelata un fallimento: i “parchi” eolici si distinguono per resa scarsissima, manutenzione e smantellamento difficoltosi, danni irreversibili al paesaggio e al turismo, infiltrazioni illegali e mafiose, società fallimentari, degrado ambientale e strage dell’avifauna, gravi disagi alla popolazione residente. Mese dopo mese vengono pubblicati nuovi dati e cifre, mentre si moltiplicano i siti, i comitati e le inizative di opposizione: lo testimoniano articoli e trasmissioni che iniziano a mostrare il vero volto di questo brutto sogno da cui ci stiamo svegliando, in Italia come in altri paesi europei.</p>
<p>Lo Stato Italiano nel 2007 prevedeva una potenzialità eolica di 10.000 MW installati on-shore e 2.000 off-shore. In Italia risultano in esercizio a fine 2009 già 4845 MW, che in realtà all’ottobre 2009, considerando tutti gli impianti già autorizzati, lievitavano a 7674 MW. Tuttavia, considerando tutti i pareri ambientali positivi (pareri sostanziali e quindi preludio all’autorizzazione finale) il dato complessivo è pari a oltre 11.000 MW, raggiunti all’insegna di una sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva pianificazione, programmazione o analisi preventiva da parte di Stato o Regioni. Ad esasperare questa già sconcertante situazione, premono istanze in istruttoria presso le Autorità preposte per ulteriori 70.000 MW, ad emblema di una situazione inverosimile ma in cui le società maturano diritti giuridici sugli uffici preposti.<br />
Il futuro eolico italiano, a fronte di oltre 10.000 MW di potenza installata, con la spesa spropositata di circa 3,7 MLD di euro all’anno e le note criticità ambientali, contribuirà solo a circa l’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale (elettrico, trasporti, civile e industria).</p>
<p>Le grandi associazioni (CAI, Lipu, WWF, la stessa Legambiente) dopo comprensibili esitazioni iniziali prendono una posizione sempre più netta, così come stanno facendo anche le più avvedute forze politiche. A un anno di distanza lo ribadiamo, questo non è che l’inizio dello scontento.</p>
<p>Per la difesa l’Appennino il momento è cruciale: se verranno approvati i molti progetti, il crinale verrà devastato dalla proliferazione incontrollata di larghe strade, elettrodotti, e soprattutto dai giganteschi piloni d’acciaio alti più di 100 m, che sostengono pale rotanti di dimensioni maggiori a quelle di un campo di calcio.</p>
<p>Siamo stufi di dire sempre no!</p>
<p>Quest’anno con la nostra passeggiata vogliamo dire sì:</p>
<p>- sì alle energie alternative, diffuse, intelligenti e di tutti<br />
- sì alla responsabilità ambientale<br />
- sì allo sviluppo sostenibile<br />
- sì alla tutela delle risorse naturali.</p>
<p>I nostri sì devono bastare a bloccare la speculazione sul territorio: i grandi impianti industriali danno tanti soldi – prelevati dalle bollette! – a pochi speculatori, e sfruttando l’immagine dell’eolico come energia pulita sottraggono ai cittadini della montagna il loro territorio, trasformando una fonte di benessere collettivo in danno e disagio. È la nuova strategia di sfruttamento dell’Appennino: i grandi potentati esercitano facilmente pressione sui piccoli comuni del Mugello (Barberino, Scarperia, Borgo, Palazzuolo, Firenzuola, Vicchio, Marradi, San Godenzo, Londa), poco abitati ma con grandi estensioni territoriali sul crinale e di grande rilevanza ecologica.</p>
<p>È l’anno internazionale della Biodiversità: battiamoci perché anche l’eolico, come l’acqua e il fotovoltaico, diventi un’energia davvero compatibile e alla portata di tutti.</p>
<p>Comitato spontaneo Ariacheta &#8211; San Godenzo (Fi), 2 Giugno 2010</p>
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		<title>Pro Natura dice no all&#8217;eolico al passo del Lagastrello</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/pro-natura-dice-no-alleolico-al-passo-del-lagastrello/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[La sezione reggiana della Federazione Nazionale Pro Natura è stata informata della possibile realizzazione di una Centrale di generazione Eolica al passo di Lagastrello, nella zona che è rinomata a livello nazionale per la presenza dell’antica Badìa Medievale di Linari. Esprimiamo il più vivo sconcerto per l’eventuale realizzazione di un tale impianto in questa zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sezione reggiana della Federazione Nazionale Pro Natura è stata informata della possibile realizzazione di una Centrale di generazione Eolica al passo di Lagastrello, nella zona che è rinomata a livello nazionale per la presenza dell’antica Badìa Medievale di Linari. Esprimiamo il più vivo sconcerto per l’eventuale realizzazione di un tale impianto in questa zona di così grande rilevanza storico-culturale e paesaggistica che verrebbe irrimediabilmente scempiata con la realizzazione di giganteschi apparati che potrebbero superare  l’altezza di 100 metri, con pale del diametro di 30 e forse anche più metri.<br />
Non si può sbarrare il Passo di Linari con un impianto di generazione eolica, che si noterebbe a distanza di decine e decine di Km. Abbiamo da tempo inviato richiesta di chiarimenti al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano ma non abbiamo mai avuto risposta: chiediamo che il Parco Nazionale si esprima pubblicamente in merito a questa eventualità, evitando di dare l’avvallo alla realizzazione di un’opera che, qualora attuata, costituirebbe null’altro che la “porta del degrado al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano”. In questi ultimi tempi si assiste ad una vera e propria corsa all’eolico, in conseguenza del fatto che lo Stato garantisce lauti profitti a chi si impegna nella realizzazione di tali impianti, che, senza il sussidio dello Stato sarebbero del tutto fuori mercato.Per questo motivo si sono create le condizioni per l’ingresso a tutto campo del “malaffare” nell’eolico: proprio in questi giorni la stampa nazionale ha dato ampio risalto alla infiltrazione della cosiddetta “mafia verde” nella costruzione  delle centrali eoliche. La realizzazione di questi giganteschi apparati, oltre a devastare in modo completo il paesaggio, vanifica di fatto qualsiasi volonterosa azione di promozione del turismo, costituisce anche un’opera irreversibile in quanto, per ancorarli al suolo è necessario perforare anche per decine di metri il terreno con masse di cemento e calcestruzzo che nessuno mai più smuoverà. Senza contare che le grandi pali sono veri e propri “tritacarne” per gli uccelli rapaci, in modo particolare per le aquile reali che dovrebbero invece costituire il “vanto” del Parco Nazionale”.<br />
Stiamo correndo il pericolo grave che, di fronte ad incentivi di stato, si assista ad una corsa all’eolico che, una volta venuti a meno tali incentivi, lascerà le nostre montagne pervase da mostruose icone dello sfruttamento territoriale, che nulla hanno a che fare con le cosiddette “energie alternative” e che sancirebbero, una volta di più, un’ulteriore testimonianza delle italiche “bufale” che vanno a vantaggio, come al solito, dei soliti “furbi”. Non è in questo modo che si aiutano le comunità locali che per “30 denari” non possono essere spinte a rinnegare le loro radici, e la loro cultura, lasciandosi in tal modo derubare del loro paesaggio, da parte di affaristi senza scrupoli. Oggi, una volta di più, di fronte al devastante espandersi della globalizzazione, occorre invece riscoprire e difendere le proprie radici, la propria identità e la propria terra, che è un bene autentico ed irreversibile, opponendosi fermamente alla realizzazione di opere di questo tipo che, a monte di una minimale produzione energetica, rispetto ai bisogni nazionali, posseggono l’effetto devastante di svuotare l’identità delle genti locali, derubandole  del loro paesaggio.</p>
<p>Il direttivo di Pro Natura Reggio Emilia</p>
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		<title>Stop dalla Conferenza dei servizi all&#8217;eolico sul Passo di San Marco</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i bergamaschi anche la Provincia di Sondrio mette dei &#8220;paletti&#8221; alle pale eoliche al Passo San Marco. Uno stop è venuto dalla conferenza dei servizi di martedì 27 aprile quando il progetto presentato dalla società Centuria di Milano è stato sospeso per sessanta giorni. Il motivo? Il disegno delle pale non è stato ridotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dopo i bergamaschi anche la Provincia di Sondrio mette dei &#8220;paletti&#8221; alle pale eoliche al Passo San Marco. Uno stop è venuto dalla conferenza dei servizi di martedì 27 aprile quando il progetto presentato dalla società Centuria di Milano è stato sospeso per sessanta giorni. Il motivo? Il disegno delle pale non è stato ridotto come richiesto e in più è spuntato un capannone prima non previsto alto nove metri. A quel punto anche la Provincia di Sondrio ha pensato di fermare il progetto e di dare tempo due mesi alla società per rivederlo</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=25416">BergamoNews</a></p>
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		<title>Eolico al Passo di San Marco, ancora polemiche e l&#8217;altezza delle torri è ridotta</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 07:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Coordinamento Orobie Vive si dice contrario alle pale eoliche sul Passo di San Marco, mentre secondo le ultime notizie di stampa l&#8217;altezza delle torri eoliche in progetto sarebbe stata ridotta da 90 a 50 metri (si presume al mozzo) Il coordinamento Orobioevive, favorevole allo sfruttamento delle fonti di energia pulita, ritiene tuttavia che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento Orobie Vive si dice contrario alle pale eoliche sul Passo di San Marco, mentre secondo le ultime notizie di stampa l&#8217;altezza delle torri eoliche in progetto sarebbe stata ridotta da 90 a 50 metri (si presume al mozzo)</p>
<blockquote><p>Il coordinamento Orobioevive, favorevole allo sfruttamento delle fonti di energia pulita, ritiene tuttavia che il “Parco eolico” da realizzare al Passo di San Marco sia un’impresa controproducente rispetto ai presunti vantaggi economici perché gravemente dannosa sul piano paesaggistico.<br />
Mettereste sulle Tre Cime di Lavaredo una batteria di pale eoliche? Appoggereste al colonnato di piazza S. Pietro una bella serie di pannelli fotovoltaici? Le esigenze di sviluppo devono avere sempre e comunque la meglio sul rispetto dei luoghi e della loro irripetibilità?<br />
Il Passo di San Marco è uno dei più bei passi della Lombardia; secondo solo al Gavia per imponenza e bellezza dei paesaggi. Considerati i numerosi alpeggi raggiungibili dal Passo, tra i quali alcuni di proprietà della Regione, è un elemento chiave per un turismo “interno” basato sulla valorizzazione delle vallate orobiche e sul collegamento che mette in circuito Valtellina e Orobie bergamasche.<br />
Disincentivando un turismo di prossimità (ma non di scarsa qualità) che trova sul territorio &#8211; a breve distanza &#8211; elementi di attrattiva e interesse, quanta energia si disperde in carburanti per viaggi lontani? Di certo molta, più di quella che possono produrre 4 (di numero) pale eoliche, per installare una capacità di 6 MW (si pensi che i piccoli impianti a biogas delle aziende zootecniche della Bassa arrivano a 1 MW). Ci si chiede se tale capacità produttiva giustifichi la deturpazione.</p></blockquote>
<p>Fonti: <a href="http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=25174">BergamoNews</a>, <a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/129105_passo_s._marco_dopo_le_proteste_le_pale_eoliche_saranno_pi_basse/">Eco di Bergamo</a></p>
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		<title>Eolico al Colle San Bernardo</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 06:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[San Pellegrino e Nestlé hanno in previsione di realizzare una centrale eolica al Colle San Bernardo, composta da 5 pale eoliche di grandi dimensioni. Fonte Casa e Clima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Pellegrino e Nestlé hanno in previsione di realizzare una centrale eolica al Colle San Bernardo, composta da 5 pale eoliche di grandi dimensioni.</p>
<p>Fonte <a href="http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=3992:energia-eolica-alla-fonte-dacqua-sbernardo&#038;catid=39:brevi&#038;Itemid=84">Casa e Clima</a></p>
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		<title>Legambiente dice no all&#8217;eolico del Passo San Marco</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-nel-nord-italia/legambiente-dice-no-alleolico-del-passo-san-marco/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 18:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche Legambiente provinciale si esprime in modo negativo sul progetto di centrale eolica al Passo di San Marco tra Val Brembana e Valtellina (ci auguriamo che per questa coraggiosa e ragionata presa di posizione l&#8217;esponente di Legambiente non debba subire rappresaglie dalla sezione centrale dell&#8217;Associazione, come successe per il Circolo Emilia Est, radiato da Legambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Legambiente provinciale si esprime in modo negativo sul progetto di centrale eolica al Passo di San Marco tra Val Brembana e Valtellina (ci auguriamo che per questa coraggiosa e ragionata presa di posizione l&#8217;esponente di Legambiente non debba subire rappresaglie dalla sezione centrale dell&#8217;Associazione, come successe per il Circolo Emilia Est, radiato da Legambiente perché contrario ad una centrale eolica)</p>
<blockquote><p>L&#8217;utilizzo delle potenzialità eoliche è meno immediato e si concentra perlopiù su alti crinali e spartiacque. E proprio in uno di questi luoghi, il Passo di San Marco, si pensa ad un parco eolico che sorprende per le dimensioni delle sue torri. È ancora al vaglio delle istituzioni il progetto per  la collocazione al San Marco di quattro aerogeneratori, ciascuno con altezza superiore ai 100 metri per una potenza complessiva di circa 6 MW. Anche solo per il trasporto delle componenti degli aerogeneratori occorrerà allargare la strada da Morbegno fino al passo. Ogni torre richiede un&#8217;ampia piattaforma; serve anche un edificio per il collettamento dell&#8217;energia; infine è necessaria una connessione all&#8217;elettrodotto che valica il passo. I cantieri prevedono la realizzazione di accessi alle quattro torri; per garantire la manutenzione queste strade sono conservate anche dopo la fase di cantiere». Insomma, un intervento altamente impattante secondo l&#8217;associazione ambientalista. A ciò si aggiunge la delicatezza dell&#8217;ecosistema dentro il quale il cantiere andrebbe calato.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/125830_eolico_al_san_marco_no_di_legambiente/">La Provincia di Sondrio</a></p>
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		<title>Eolico al passo di San Marco: impatto su paesaggio e avifauna</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 17:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo questa segnalazione da Michele Corti: &#8216;Piccolo (sic!) Parco Eolico&#8217; al Passo di San Marco, nelle Alpi Orobie tra le provincie di Sondrio e di Bergamo. Voluto solo dai valtellinesi il &#8216;Piccolo Parco&#8217; doveva essere costituito da 6 aerogeneratori. Poi ridotti a 4 ma più potenti, ora da un progetto esposto al pubblico in Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo questa segnalazione da Michele Corti:</p>
<blockquote><p>&#8216;Piccolo (sic!) Parco Eolico&#8217; al Passo di San Marco, nelle Alpi Orobie tra le provincie di Sondrio e di Bergamo. Voluto solo dai valtellinesi il &#8216;Piccolo Parco&#8217; doveva essere costituito da 6 aerogeneratori. Poi ridotti a 4 ma più potenti, ora da un progetto esposto al pubblico in Provincia a Sondrio paiono 7-8. La potenza nominale di cui si è parlato è sempre la stessa: 6MW. La Valtellina ha una buona insolazione. Con il serpente di capannoni che affianca la SS38 si potrebbero installare pannelli fotovoltaici a volontà senza impattare (il fondovalle è già un obbrobrio). Al Passo si deturpa la storica Via Priula, si va ad intervenire in una ZPS istituita per le rotte migratorie. Si mettono a rischio specie di avifauna protette. Si deturpa il proposto Parco degli alpeggi storici del Bitto (o dei calec&#8217;) per i l quale sono stati avviati progetti dall&#8217;Università di Milano nell&#8217;ambito del Forum University Unesco</p></blockquote>
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		<title>Appello contro l&#8217;eolico del Passo di San Marco sulle Orobie</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 18:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Amamonte e il Prof. Michele Corti lanciano un appello contro la prima centrale eoliche prevista in Lombardia, al Passo di San Marco che mette in comunicazione la Val Brembana con la Valtellina: Al grido di “no allo scempio eolico al passo San Marco” Michele Corti, docente di sistemi zootecnici e pastorali montani all&#8217;Università di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Amamonte e il Prof. Michele Corti lanciano un appello contro la prima centrale eoliche prevista in Lombardia, al Passo di San Marco che mette in comunicazione la Val Brembana con la Valtellina:</p>
<blockquote><p>Al grido di “no allo scempio eolico al passo San Marco” Michele Corti, docente di sistemi zootecnici e pastorali montani all&#8217;Università di Milano e vice presidente Amamont (Associazione amici degli alpeggi e della montagna di Sondrio) lancia un appello a «tutti coloro (valtellinesi, bergamaschi e lombardi) che intendono opporsi al progetto del parco eolico». Corti invita ad aderire a un incontro che si terrà alla Cà San Marco con lo scopo di promuovere una petizione popolare da indirizzare in Regione «per bloccare lo scempio» e invita a organizzare «pacifiche manifestazioni al Passo per attirare l&#8217;attenzione su questa inaccettabile svendita del nostro patrimonio storico, paesaggistico, turistico».<br />
La protesta di Corti prende di mira il progetto dell&#8217;impianto eolico ideato sul versante valtellinese del passo San Marco, poco sotto i 2.000 metri, nella zona fra Albaredo e Bema. Intervento che interessa la società Centuria di Milano (che ha concluso le modifiche richieste dagli enti pubblici di Sondrio ed è pronta a presentare il progetto conclusivo). L&#8217;impianto ha già ottenuto il via libera dalla Regione per la valutazione dell&#8217;impatto ambientale.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/124682_amamont_raccoglie_firme_contro_leolico_a_san_marco/">La Provincia di Sondrio</a></p>
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		<title>Perplessità da Legambiente sulla centrale eolica del Passo San Marco</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione ambientalista Legambiente, tra le più sfegatate promotrici dell&#8217;eolico, per bocca della propria sezione orobica nutre alcune perplessità sulla prima centrale eolica lombarda, prevista al Passo San Marco in Val Brembana: «A seguito delle dichiarazioni del consigliere regionale Saffioti – spiega in un comunicato il referente per le tematiche montane dell’associazione, Paolo Locatelli – Legambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione ambientalista Legambiente, tra le più sfegatate promotrici dell&#8217;eolico, per bocca della propria sezione orobica nutre alcune perplessità sulla prima centrale eolica lombarda, prevista al Passo San Marco in Val Brembana:</p>
<blockquote><p> «A seguito delle dichiarazioni del consigliere regionale Saffioti – spiega in un comunicato il referente per le tematiche montane dell’associazione, Paolo Locatelli – Legambiente Bergamo ribadisce la sua posizione in merito al parco eolico sul passo San Marco: siamo favorevoli a qualsiasi intervento rispettoso del territorio e aperto alla partecipazione dei cittadini. In particolare riteniamo che le pale siano uno dei progetti da tenere maggiormente in considerazione per la produzione di energia pulita, nel rispetto dell’ambiente. Le nuove tecnologie consentirebbero la realizzazione di impianti molto meno invasivi rispetto a quelli di cui si sta parlando (impianti che arrivano fino a 90 metri d’altezza non sono necessari). Riteniamo, però, che sia innanzitutto necessario avviare un approfondimento sull’effettiva incidenza territoriale e sulle implicazioni reali dell’intervento, come i possibili danni per l’avifauna».</p>
<p>E aggiunge: «Passo San Marco merita una valutazione più complessiva, prevedendo anche una bonifica generale dell’area con l’abbattimento dei piloni e dei tralicci dell’Enel e il ripristino, dunque, di migliori condizioni paesaggistiche. Sarebbero significative delle assemblee pubbliche convocate dagli enti istituzionali interessati e con la presenza delle società che promuovono il piano, in cui si diano informazioni dettagliate supportate da dati e rilevamenti scientifici e vengano mostrate proiezioni reali di quali saranno le effettive conseguenze»</p></blockquote>
<p>E&#8217; curioso come la richiesta di impianti meno invasivi (la centrale di cui si discute è composta di soli quattro pali) non venga avanzata dalla stessa Associazione al Sud Italia dove interi crinali appenninici vengono sfigurati con l&#8217;installazione di centinaia e centinaia di aerogeneratori. Le &#8220;nuove tecnologie meno invasive&#8221; al sud non esistono? Le Alpi valgono di più degli Appennini?</p>
<p>Citiamo anche l&#8217;intervento del consigliere Regionale Saffioti sulla centrale in questione:</p>
<blockquote><p>Nutro qualche perplessità sul progetto del parco eolico sul Passo San Marco. Trovo inopportuno deturpare parti importanti e significative del territorio locale e nazionale con l’obiettivo di posizionare delle pale eoliche che da una parte sono antiestetiche e dall’altra non garantiscono una continuità sul fronte della resa. Il paesaggio naturale dei nostri monti va tutelato e non deturpato a favore di progetti che non hanno un sicuro ritorno per il territorio e che rischiano, al contrario, di danneggiarlo.</p></blockquote>
<p>Fonti: <a href="http://news.valbrembanaweb.com/index.php/parco-eolico-al-san-marco-anche-legambiente-frena/">ValleBrembanaNews</a>, <a href="http://www.carlosaffioti.tv/?p=411">CarloSaffioti.tv</a></p>
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		<title>Al Passo San Marco la prima centrale eolica lombarda</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata autorizzata la prima centrale eolica della Lombardia, al Passo San Marco al confine tra Val Brembana e Valtellina. Come prassi usuale della lobby eolica le zone prescelte sono tra le meno sviluppate dal punto di vista economico e turistico della regione, anche se di notevole bellezza, e di conseguenza le meno adatte a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata autorizzata la prima centrale eolica della Lombardia, al Passo San Marco al confine tra Val Brembana e Valtellina. Come prassi usuale della lobby eolica le zone prescelte sono tra le meno sviluppate dal punto di vista economico e turistico della regione, anche se di notevole bellezza, e di conseguenza le meno adatte a difendersi dalla proliferazione che sempre segue la realizzazione di un primo impianto, spesso piccolo e relativamente poco impattante. Come accade spesso la zona scelta è una zona di confine con un comune che incassa i benefici dell&#8217;impianto (in questo caso sul versante valtellinese) e uno che ne subisce gli impatti (sul versante bergamasco).<br />
A questo si aggiungono le nostre perplessità per un impianto realizzato in una zona dalle condizioni climatiche difficili, spesso ricoperto da abbondanti nevicate per molti mesi all&#8217;anno e con temperature proibitive: prevediamo ingenti costi di manutenzione (d&#8217;altronde in alta Italia per trovare venti sufficienti bisogna quasi sempre posizionarsi sui crinali alpini).<br />
La centrale ha già suscitato una notevole dose di polemiche: segnaliamo i pareri discordanti riportati sul sito <a href="http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=18421">Bergamo News</a> e le parole del Consigliere Regionale Saffioti<a href="http://www.bergamonews.it/valli/articolo.php?id=18449"> che giudica l&#8217;impianto inopportuno</a>. Contrari alla centrale si sono dichiarati il Parco delle Orobie e il Cai Alta Valle Brembana.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/101761_pale_eoliche_al_passo_san_marco/">Eco di Bergamo</a></p>
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		<title>In progetto una centrale eolica nel golfo di Trieste</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 07:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Offshore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ansaldo Sistemi sta progettando una centrale eolica offshore nel golfo di Trieste. La tecnologia utilizzata dovrebbe essere simile a quella delle piattaforme petrolifere e la distanza dalla costa di circa 15 miglia. Fonte: Il Giornale del Friuli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ansaldo Sistemi sta progettando una centrale eolica offshore nel golfo di Trieste. La tecnologia utilizzata dovrebbe essere simile a quella delle piattaforme petrolifere e la distanza dalla costa di circa 15 miglia.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/11/16/un-parco-eolico-offshore-nel-golfo-di-trieste/">Il Giornale del Friuli</a></p>
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		<title>Approvata la centrale eolica di Rivoli Veronese</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Veneto ha approvato un progetto di AGSM Verona che prevede la realizzazione di quattro aerogeneratori nei pressi del lago di Garda. fonte: AGI News]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Veneto ha approvato un progetto di AGSM Verona che prevede la realizzazione di quattro aerogeneratori nei pressi del lago di Garda.<br />
fonte: <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200911161219-eco-rt11106-energia_regione_veneto_approva_impianto_eolico_agsm_di_rivoli">AGI News</a></p>
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		<title>L&#8217;Emilia Romagna si impegna a disciplinare l&#8217;installazione delle centrali eoliche</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo dal gruppo consiliare Sinistra Democratica Emilia Romagna: Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha ritirato questa mattina i suoi ultimi emendamenti alla legge regionale di modifica alle norme sulla pianificazione paesaggistica, a fronte dell’impegno della Giunta di predisporre e sottoporre in Commissione Ambiente una bozza di Direttiva regionale che disciplina l’installazione di impianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dal gruppo consiliare Sinistra Democratica Emilia Romagna:</p>
<p>Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha ritirato questa mattina i suoi ultimi emendamenti alla legge regionale di modifica alle norme sulla pianificazione paesaggistica, a fronte dell’impegno della Giunta di predisporre e sottoporre in Commissione Ambiente una bozza di Direttiva regionale che disciplina l’installazione di impianti industriali di produzione e trasporto dell’energia elettrica. </p>
<p>E’ stato dichiarato infatti, in Commissione, dal relatore della legge di modifica, Mario Mazzotti, che la bozza di Direttiva è già disponibile per avviare una discussione. Essa sarà presentata la prossima settimana in Commissione. </p>
<p>“E’ una svolta rilevante – ha dichiarato Mazza &#8211; perché l’Assemblea ha più volte richiesto alla Giunta un atto che disciplinasse le installazioni industriali di energia rinnovabile, atto che ora era diventato particolarmente urgente, visto il rischio di proliferazione incontrollata di impianti eolici di grandi dimensioni, quasi sempre imposti alle popolazioni locali e con impatti non sufficientemente discussi e valutati sulla base delle percezioni degli abitanti e dei frequentatori della collina e della montagna, così come richiesto invece dalla Convenzione Europea del paesaggio”. </p>
<p>L’obiettivo, secondo il consigliere Sd, è quello di “favorire la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, ma operando per un corretto inserimento e una adeguata mitigazione degli impatti sul paesaggio, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica”.</p>
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		<title>Tutela della concorrenza: il garante sanziona la società pubblica che investe in eolico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha deliberato di avviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di AGSM Verona, società monopolista nella gestione del servizio di illuminazione pubblica nel Comune di Verona, che svolge diverse attività in regime di concorrenza (tra cui l&#8217;eolico) senza aver proceduto alle separazioni societarie previste dalla L. 287/90. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha deliberato di avviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di AGSM Verona, società monopolista nella gestione del servizio di illuminazione pubblica nel Comune di Verona, che svolge diverse attività in regime di concorrenza (tra cui l&#8217;eolico) senza aver proceduto alle separazioni societarie previste dalla L. 287/90.</p>
<p>La sanzione nasce da una segnalazione del <a href="http://www.comitatomontedeicucchi.com/">Comitato Monte dei Cucchi</a> che si oppone ad una centrale eolica progettata da AGSM sul crinale tosco-emiliano</p>
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		<title>Voci critiche sull&#8217;eolico in Emilia-Romagna</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 12:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[In Commissione Ambiente della Regione Emilia Romagna, vivace dibattito sull&#8217;eolico in occasione della discussione della Legge a difesa del paesaggio: Nel dibattito, Ugo Mazza (sd) ha espresso dubbi sulla capacità dei comuni di difendere efficacemente il loro paesaggio. &#8220;Sono l&#8217;anello più debole della catena, ha detto, e spesso non hanno strumenti per contrastare gli interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Commissione Ambiente della Regione Emilia Romagna, vivace dibattito sull&#8217;eolico in occasione della discussione della Legge a difesa del paesaggio:</p>
<blockquote><p>Nel dibattito, Ugo Mazza (sd) ha espresso dubbi sulla capacità dei comuni di difendere efficacemente il loro paesaggio. &#8220;Sono l&#8217;anello più debole della catena, ha detto, e spesso non hanno strumenti per contrastare gli interessi dei costruttori, oltre al fatto che le royalties provenienti dall&#8217;attività edilizia finiscono nelle casse comunali&#8221;. Il consigliere ha poi sollecitato un controllo dei modi di acquisizione delle varianti ai piani paesistici, oggi concordate con le province, citando a questo proposito l&#8217;impianto eolico industriale, approvato (1) dalla provincia bolognese, sul Monte dei Cucchi, e chiedendo alla Regione di svolgere un reale ruolo di controllo.<br />
Anche per Daniela Guerra (verdi) la capacità dei livelli territoriali inferiori di tutelare il paesaggio, resistendo alle pressioni delle forze economiche o alle richieste dei cittadini, sono deboli; per questo la Regione, che è un ente &#8220;super partes&#8221;, dovrebbe cogliere l&#8217;occasione di questa legge per riprendersi alcune competenze.<br />
A parere di Ubaldo Salomoni (fi-pdl), bisogna semplificare le norme, anche per renderle realmente applicabili. Il consigliere ha poi criticato l&#8217;eccesso di autorizzazioni alla costruzione d&#8217;impianti di energia alternativa, che spesso &#8211; ha detto-, compromettono il paesaggio, senza produrre significativa ricchezza energetica.</p></blockquote>
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		<title>Petizione contro la pala eolica del Monte Tregnago</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 05:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rumore e salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Duecento residenti di Praole, Rosaro e Cerro firmano una petizione depositata al Comune di Cerro e per conoscenza al sindaco di Grezzana Mauro Bellamoli in cui &#8220;pur consapevoli della necessità di trovare energie non inquinanti e meno costose2 esprimono &#8220;la loro contrarietà all&#8217;impianto industriale (aerogeneratore da un megawatt, attualmente in deposito all&#8217;Enel, con una torre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Duecento residenti di Praole, Rosaro e Cerro firmano una petizione depositata al Comune di Cerro e per conoscenza al sindaco di Grezzana Mauro Bellamoli in cui &#8220;pur consapevoli della necessità di trovare energie non inquinanti e meno costose2 esprimono &#8220;la loro contrarietà all&#8217;impianto industriale (aerogeneratore da un megawatt, attualmente in deposito all&#8217;Enel, con una torre di 50 metri, in grado di produrre 2 milioni di chilowattora) proposto dal sindaco di Cerro&#8221; .</p>
<p>Tra i motivi dei firmatari per esprimere l&#8217;opposizione il rumore, la possibilità di fulmini e la svalutazione del patrimonio immobiliare.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.larena.it/stories/Home/95219_contro_la_pala_eolica_200_firme_fa_rumore_e_svaluta_larea/">L&#8217;Arena</a></p>
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