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	<title>Via dal Vento &#187; Occupazione</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Ancora licenziamenti per l&#8217;eolico, Iberdrola lascia a casa 50 persone</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica e l&#8217;incertezza sul rinnovo degli incentivi da parte del governo federale provocano ancora licenziamenti nel settore eolico USa. E&#8217; il turno di Iberdrola che ha licenziato 50 persona dei 900 che compongono la forza lavoro americana. Fonte: OPB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica e l&#8217;incertezza sul rinnovo degli incentivi da parte del governo federale provocano ancora licenziamenti nel settore eolico USa. E&#8217; il turno di Iberdrola che ha licenziato 50 persona dei 900 che compongono la forza lavoro americana. </p>
<p>Fonte: <a href="http://news.opb.org//article/wind_farm_developer_announces_layoffs/">OPB</a>.</p>
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		<title>Vestas dopo il crollo in borsa licenzia 2.335 persone. Altre 1.600 a rischio negli USA.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i recenti crolli in borsa, dovuti alla concorrenza cinese e alla crisi economica, Vestas, il principale produttore mondiale di aerogeneratori annuncia un drammatico piano di ristrutturazione. Saranno licenziate 2.335 persone (di cui 1.300 ad Aarhus in Danimarca), a cui se ne aggiungeranno 1.600 nel caso non dovessero essere riconfermati gli incentivi all&#8217;eolico negli USA. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i recenti crolli in borsa, dovuti alla concorrenza cinese e alla crisi economica, Vestas, il principale produttore mondiale di aerogeneratori annuncia un drammatico piano di ristrutturazione. Saranno licenziate 2.335 persone (di cui 1.300 ad Aarhus in Danimarca), a cui se ne aggiungeranno 1.600 nel caso non dovessero essere riconfermati gli incentivi all&#8217;eolico negli USA. Il management resterà invece ben saldo al comando nonostante i cattivi risultati. </p>
<p>Fonte:<a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-01-12/vestas-to-cut-2-335-jobs-worldwide-more-at-risk-in-u-s-this-year.html"> Bloomberg</a></p>
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		<title>C&#8217;è ancora un futuro per Vestas?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 06:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il crollo in borsa di ieri emergono pesanti dubbi sulla capacità dell&#8217;azienda danese Vestas, il principale produttore mondiale di aerogeneratori, di sopravvivere. Il mercato, che ha visto il valore del titolo in borsa crollare del 92% dal 2008 non ha più fiducia nel management della società, che soffre per il taglio dei sussidi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il crollo in borsa di ieri emergono pesanti dubbi sulla capacità dell&#8217;azienda danese Vestas, il principale produttore mondiale di aerogeneratori, di sopravvivere. Il mercato, che ha visto il valore del titolo in borsa crollare del 92% dal 2008 non ha più fiducia nel management della società, che soffre per il taglio dei sussidi e per la sempre più forte concorrenza cinese. La società annuncia un importante piano di ristrutturazione che porterà alla delocalizzazione di fabbriche fuori dall&#8217;Europa e un modello di business più leggero con meno centri operativi regionali e un approccio globale. In altre parole si annunciano pesanti licenziamenti, perlomeno in Europa. Non è escluso che la società possa essere acquisita da qualche gruppo cinese o coreano.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-01-04/vestas-to-restructure-as-turbine-delays-cut-sales-by-1-3-billion.html">Bloomberg</a></p>
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		<title>Licenziamenti eolici, persi altri 100 posti negli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 07:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA crisi colpisce ancora in particolare i cosiddetti green jobs negli USA, fortemente legati al rinnovo degli incentivi pubblici in discussione al congresso. E&#8217; la volta della AMSC, fabbricante di componentistica per torri eoliche, che licenziato 100 persone nel suo stabilimento di Devens. Fonte: Boston Herald]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA crisi colpisce ancora in particolare i cosiddetti green jobs negli USA, fortemente legati al rinnovo degli incentivi pubblici in discussione al congresso. E&#8217; la volta della AMSC, fabbricante di componentistica per torri eoliche, che licenziato 100 persone nel suo stabilimento di Devens.</p>
<p>Fonte: <a href="http://news.bostonherald.com/business/technology/general/view/2011_1129devens_clean_energy_company_cuts_more_jobs/srvc=home&#038;position=recent">Boston Herald</a></p>
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		<title>La spagnola Gamesa apre una fabbrica di aerogeneratori. In Cina.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 07:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Spagna in pieni crisi finanziaria e con una disoccupazione del 20% non può certamente aspettare che l&#8217;industria speculativa dell&#8217;eolico pensi agli interessi nazionali. La società spagnola Gamesa, il quinto produttore mondiale di aerogeneratori, ha deciso di aprire la propria sesta fabbrica cinese, nella regione di Datnag, per approfittare dei bassi costi locali. Fonte: Romandie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Spagna in pieni crisi finanziaria e con una disoccupazione del 20% non può certamente aspettare che l&#8217;industria speculativa dell&#8217;eolico pensi agli interessi nazionali. La società spagnola Gamesa, il quinto produttore mondiale di aerogeneratori, ha deciso di aprire la propria sesta fabbrica cinese, nella regione di Datnag, per approfittare dei bassi costi locali.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.romandie.com/news/n/_Eolien_nouveau_contrat_et_sixieme_usine_en_Chine_pour_l_espagnol_Gamesa301120111111.asp">Romandie</a>.</p>
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		<title>Eolico in Francia: dodici licenziati</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 05:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società Windtechnics di Anzacs à Bapaume, creata un anno fa per la manutenzione di aerogeneratori ha chiuso i battenti e licenziato dodici persone. Fonte: La Voix Eco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società Windtechnics di Anzacs à Bapaume, creata un anno fa per la manutenzione di aerogeneratori ha chiuso i battenti e licenziato dodici persone.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lavoixeco.com/actualite/Secteurs_activites/Sous_traitance_industrielle/2011/09/20/article_windtechnics-en-liquidation-judiciaire-d.shtml#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss_A_la_une&#038;utm_campaign=flux_rss">La Voix Eco</a></p>
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		<title>Green jobs, disoccupati più a lungo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 05:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio dell&#8217;ente francese CEREQ (Centre d’études et de recherches sur les qualifications) i lavoratori con una formazione in campo ambientale hanno un percorso di inserimento sul lavoro più lungo rispetto al resto degli occupati. I laureati in tale campo hanno il 35% di probabilità in meno di un accesso al mondo del lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio dell&#8217;ente francese CEREQ (Centre d’études et de recherches sur les qualifications) i lavoratori con una formazione in campo ambientale hanno un percorso di inserimento sul lavoro più lungo rispetto al resto degli occupati. I laureati in tale campo hanno il 35% di probabilità in meno di un accesso al mondo del lavoro veloce e durevole e il 33% di rischio in più di ritrovarsi stabilmente disoccupati.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cereq.fr/index.php/actualites/La-bulle-des-formations-environnementales">CEREQ</a></p>
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		<title>USA, ancora 50 licenziamenti nel settore eolico</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 18:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La DMI industries, società che costruisce le torri di acciaio degli aerogeneratori negli USA haannunciato il licenziamento di 50 persone. Fonte: Niagara Falls Review.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La DMI industries, società che costruisce le torri di acciaio degli aerogeneratori negli USA haannunciato il licenziamento di 50 persone.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.niagarafallsreview.ca/ArticleDisplay.aspx?e=3305568">Niagara Falls Review</a>.</p>
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		<title>Green jobs: falliscono ovunque</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 20:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo un nuovo studio sui cosiddetti &#8220;green jobs&#8221; (cosiddetti perché non ci si è nemmeno mai trovati d&#8217;accordo su come definirli) di Gordon Hughes dal titolo &#8220;The myth of green jobs&#8221;. Hughes critica l&#8217;efficienza in un&#8217;ottica di analisi dei costi e dei benefici l&#8217;efficacia di politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili per il raggiungimento degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo un nuovo studio sui cosiddetti &#8220;green jobs&#8221; (cosiddetti perché non ci si è nemmeno mai trovati d&#8217;accordo su come definirli) di Gordon Hughes dal titolo &#8220;The myth of green jobs&#8221;. Hughes critica l&#8217;efficienza in un&#8217;ottica di analisi dei costi e dei benefici l&#8217;efficacia di politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obbiettivi di riduzione di CO2. Vediamo dopo il link alcune delle argomentazioni. Nel frattempo, sul campo in molti paesi si assiste al drammatico fallimento delle politiche ubblliche che miravano alla creazione di green jobs:</p>
<p>A Seattle in un anno <a href="http://www.komonews.com/news/local/127844048.html">un programma da 20 milioni di dollari</a> ha creato solo 14 posti di lavoro con risultati disastrosi.</p>
<p>Nel Nevada le politiche del senatore democratico Harry Reid di fare dello stato la capitale dell&#8217;energia pulita non sembrano aver portato grandi risultati in uno stato con un elevato tasso di disoccupazione, secondo quanto scrive il <a href="http://www.nationaljournal.com/energy/promise-of-jobs-from-solar-wind-power-a-hard-sell-in-the-desert-20110829?mrefid=mostViewed">National Journal</a>.</p>
<p>La fabbrica della American Superconductor a Middleton nel Wisconsin, che produce componenti per torri eoliche, magnificata nel 2009 da Obama come esempio di crescita &#8220;green&#8221;<a href="http://host.madison.com/ct/business/biz_beat/article_d096fd76-c450-11e0-8207-001cc4c03286.html#ixzz1UlEyxYVa"> licenzia 150 persone</a>.</p>
<p><a href="http://www.nytimes.com/2011/09/06/opinion/brooks-where-the-jobs-arent.html?_r=2&#038;smid=tw-nytimesopinion&#038;seid=auto">Un editoriale di David Brooks sul New York Times</a> elenca molti casi in cui i posti di lavoro sperati e pagati con i soldi dei contribuenti non si sono materializzati e spiega come l&#8217;intervento pubblico dovrebbe essere indirizzato a creare un contesto istituzionale favorevole all&#8217;innovazione.</p>
<p>Peter Glover, <a href="http://www.energytribune.com/articles.cfm/8304/The-Green-Subsidy-Job-Loss-Nexus">su Energy Tribune</a>, mostra come sia negli USA che a livello mondiale le politiche di incentivazione hanno creato pochi posto di lavoro e spesso a scapito di posti di lavoro esistenti.</p>
<p>Infine il caso più drammatico: la chiusura della fabbrica di pannelli solari Solyndra, con il conseguente licenziamento di 1100 lavoratori,  dopo aver incassato oltre 500 milioni di dollari di contributi pubblici. Ne parla <a href="http://www.corriere.it/ambiente/11_settembre_01/solyndra-obama-economy_897e17f0-d4c5-11e0-b70d-4333dfe15096.shtml">anche il Corriere della Sera</a>.</p>
<p><span id="more-7108"></span> </p>
<ul>
<li>Raggiungere gli obbiettivi di riduzione di CO2 con le fonti rinnovabili sarà molto costoso</li>
<li>La bontà delle politiche pubbliche non dovrebbe essere misurata sui lavori creati ma sul valore aggiunto per l&#8217;economia </li>
<li>Non ci sono prove che giustifichino l&#8217;affermazione che le politiche &#8220;verdi&#8221; aumenteranno il livello totale di occupazione nel medio e lungo termine. Esse porteranno ad una diversione degli investimenti dal resto dell&#8217;economia</li>
<li>Uno studio più attento delle politiche di incentivazione delle rinnovabili mostra come esse siano industrie ad alta intensità di capitale.</li>
<li>Il 35% dell&#8217;investimento in centrali eoliche offshore è destinato al pagamento di salari e stipendi contro il 70% tipico delle politiche di investimento pubbliche.</li>
<li>Se le politiche di investimento in energia pulita sono finanziate utilizzando risorse da altre forme di investimento, l&#8217;impatto immediato sarà neutrale ma nel lungo periodo l&#8217;impatto totale sarà inferiore.</li>
<li>Si dice che tali politiche promuoveranno l&#8217;innovazione e lo sviluppo di nuove industrie, ma poiché ogni nazione fa questi proclami i conti non tornano. Qualche piccola nazione, come la Danimarca e Israele ha guadagnato un certo vantaggio iniziale che si sta lentamente erodendo. Nel lungo termine è indubbio che il principale beneficiario sarà la Cina.</li>
<li>I prezzi dell&#8217;elettricità devono salire del 100% per recuperare i più alti costi di investimento per le energie rinnovabili. Questo andrà a discapito delle industrie che producono beni scambiati con l&#8217;estero, che devono competere con paesi che non seguono le stesse politiche.</li>
<li>La risposta più probabile per le attività industriali che vedono aumentare i costi dell&#8217;energia e la delocalizzazione della produzione. Così a fronte del guadagno di pochi occupati nell&#8217;energia rinnovabili si avrà una perdita di posti di lavoro molto maggiore nel settore industriale.</li>
<li>Tali politiche energetiche avranno un impatto sull&#8217;inflazione di 0,6-0,7 punti. Poiché la Banca d&#8217;Inghilterra ha degli obbiettivi d&#8217;inflazione fissi questo significherà che saranno necessarie politiche monetarie restrittive negli altri settori.</li>
<li>L&#8217;impatto cumulativo sul PIL sarà una perdita potenziale del 2-3% per vent&#8217;anni o più</li>
<li>Il valore di tali politiche deve essere valutato considerando i costi per usare le rinnovabili per ridurre la CO2. Tale costo è di 250 sterline per ogni tonnellata.</li>
<li>La scelta di ridurre del 2% il PIl per abbattere il 4% delle emissioni di CO2 deve essere portata a conoscenza del pubblico. Le affermazioni dei lobbysti sulla creazione di migliaia di posti di lavoro non trovano riscontro nella realtà, e se anche lo trovassero sarebbero irrilevanti. </li>
</ul>
<p><a href='http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/hughes-green_jobs.pdf'>Scarica l&#8217;intero studio in formato PDF</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Danimarca chiede soldi per ricollocare i disoccupati eolici</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/estero/la-danimarca-chiede-soldi-per-ricollocare-i-disoccupati-eolici/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la lobby eolica nostrana propaganda le fantomatiche opportunità occupazionali offerte dall&#8217;energia eolica il governo di Copenaghen chiede soldi all&#8217;Unione Europea per ricollocare i licenziati dalle fabbriche di torri eoliche: &#8220;Nella stessa occasione Bruxelles ha dato il proprio accordo ad un contributo di 3,9 milioni di euro alla Danimarca (che inizialmente aveva chiesto sei milioni) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la lobby eolica nostrana propaganda le fantomatiche opportunità occupazionali offerte dall&#8217;energia eolica il governo di Copenaghen chiede soldi all&#8217;Unione Europea per ricollocare i licenziati dalle fabbriche di torri eoliche:</p>
<blockquote><p>&#8220;Nella stessa occasione Bruxelles ha dato il proprio accordo ad un contributo di 3,9 milioni di euro alla Danimarca (che inizialmente aveva chiesto sei milioni) per venire in aiuto a 325 lavoratori che hanno perso il posto di lavoro nel settore dell&#8217;industria eolica.<strong> I finanziamenti sono destinati a diversificare la loro formazione verso settori produttori che offrono piu&#8217; opportunita&#8217; occupazionali, ad esempio il turismo.</strong> &#8220;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=117610">ANSA via Valle d&#8217;Aosta</a>.</p>
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		<title>La lobby eolica in Puglia gioca la carta del ricatto occupazionale</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-puglia/la-lobby-eolica-in-puglia-gioca-la-carta-del-ricatto-occupazionale/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La società NextWind, già nota per aver organizzato una campagna pubblicitaria dal titolo Lecce 2080, il cui succo era che se non avessero potuto prelevare incentivi dalle nostre tasche e rovinare il paesaggio pugliese con le loro centrali eoliche saremmo finiti tutti allagati e trasformati in uomini pesce a causa di mutazioni genetiche, adesso attacca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società NextWind, già nota per aver organizzato una campagna pubblicitaria dal titolo Lecce 2080, il cui succo era che se non avessero potuto prelevare incentivi dalle nostre tasche e rovinare il paesaggio pugliese con le loro centrali eoliche saremmo finiti tutti allagati e trasformati in uomini pesce a causa di mutazioni genetiche, adesso attacca il Governatore Vendola minacciando fantomatici licenziamenti se non arrivano le autorizzazioni per le centrali:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ebbene, oggi, dalla Puglia ambientalista di Vendola giunge una notizia fosca: la Nextwind, società che produce fonti rinnovabili, chiude i battenti e manda a casa 20 giovani laureati assunti a tempo indeterminato. Motivo? Il governo regionale non autorizza i parchi eolici dopo quattro anni di paralisi per i progetti tenuti sede di valutazione di impatto ambientale. Secondo i responsabili della società i giovani laureati sarebbero potuti diventare 200 &#8220;se solo ci fosse stata data la possibilità&#8221;, si legge sul sito dell’azienda www. lecce2080. it. I quattro progetti di Nextwind prevedevano la realizzazione un parco eolico composto da 17 torri per un totale di 51 megawatt nelle campagne tra Martano e Zollino; altre 14 torri da 42 megawatt tra Nardò e Salice Salentino; un terzo parco di 48 megawatt tra Galatone, Sannicola, Neviano, Seclì e Tuglie e un quarto quarto parco eolico da 33 megawatt, con 11 torri da impiantare tra Neviano e Parabita, nel Salento. Nonostante &#8220;il governo regionale ha dapprima ritenuto idonee quelle aree attraverso le norme vigenti&#8221; &#8211; si legge sul sito di Nexwind &#8211; &#8220;ora si parla di invasione selvaggia senza nemmeno valutare i quattro progetti&#8221;. Sarà che il piano della Nextwind aveva effettivamente provocato dure critiche da parte delle associazioni ambientaliste timorose di un&#8217;invasione di impianti eolici nel tacco d&#8217;Italia. Sarà che pare appena ieri vedere Lecce tappezzata di gigantografie con la scritta &#8220;Lecce 2080&#8243; a sostegno dei progetti di Nextwind ormai ridotta a perdita di opportunità per decine di laureati già assunti.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://affaritaliani.libero.it/politica/la_puglia_di_vendola_frena_sulle_rinnovabili250611.html?refresh_ce">Affari italiani</a>.</p>
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		<title>UK, i costi delle politiche climatiche fanno scappare le industrie</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 07:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Forte preoccupazione del mondo industriale britannico per l&#8217;aumento dei costi energetici dovuti alle politiche di incentivazione delle fonti cosiddette rinnovabili. Il Presidente della Associazioni industriali chiede una qualche forma di supporto pubblico per le industrie colpite dagli aumenti di prezzi. Il gruppo indiano Tata ha annunciato che tra i motivi che hanno portato alla chiusura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forte preoccupazione del mondo industriale britannico per l&#8217;aumento dei costi energetici dovuti alle politiche di incentivazione delle fonti cosiddette rinnovabili. Il Presidente della Associazioni industriali chiede una qualche forma di supporto pubblico per le industrie colpite dagli aumenti di prezzi. Il gruppo indiano Tata ha annunciato che tra i motivi che hanno portato alla chiusura di uno stabilimento che dava lavoro a 1500 persone hanno giocato un ruolo importante le politiche climatiche dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/energy/8570141/UK-faces-job-losses-as-businesses-threaten-to-flee-abroad-to-escape-green-energy-levies.html">Telegraph</a></p>
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		<title>Italy and the Eco-Mafia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo apparso su The American, giornale dell&#8217;American Enterpirise Institute, nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta sui cosiddetti green jobs, fa il punto sugli scarsi ritorni occupazionali legati alle fonti cosiddette rinnovabili e sulle infiltrazioni della criminalità: Come in Spagna la corruzione ha corso in parallelo al settore delle energie rinnovabili. In Italia, invece di avere singoli individui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo apparso su The American, giornale dell&#8217;American Enterpirise Institute, nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta sui cosiddetti green jobs, fa il punto sugli scarsi ritorni occupazionali legati alle fonti cosiddette rinnovabili e sulle infiltrazioni della criminalità:</p>
<blockquote><p>Come in Spagna la corruzione ha corso in parallelo al settore delle energie rinnovabili. In Italia, invece di avere singoli individui impegnati a truffare lo Stato, è coinvolta la mafia. Come scrive Nick Squirrel sul Telegraph, &#8220;Attirati dalla prospettiva di generosi incentivi  per incrementare l&#8217;utilizzo delle energie verdi la cosiddetta ecomafia ha cominciato a incassare fraudolentemente milioni di euro dal governo Italiano e dall&#8217;Unione europea.&#8221;<br />
&#8230;.<br />
Come questa serie di articoli sull&#8217;esperienza europea mostra la spinta per l&#8217;energia rinnovabile è stata frettolosa e insostenibile. I risultati, peraltro ampiamente prevedibili, sono stati: perdite di posti di lavoro, perdite economiche, abuso degli incentivi pubblici, energia più costosa, corruzione e sprechi.
</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.american.com/archive/2011/may/on-green-energy-italy-and-the-eco-mafia">The American</a></p>
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		<title>I danesi licenziano i lavoratori dell&#8217;eolico per andare in Cina e l&#8217;Unione Europea paga i sussidi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha approvato un pacchetto di sussidi a favore dei lavoratori di due aziende danesi per favorire il ritorno all&#8217;impiego di lavoratori copiti dalla globalizzazione. La domanda danese riguarda una fabbrica navale l’Odense Steel Shipyard il fabbricante di pale eoliche LM Glasfiber che hanno licenziato rispettivamente 1356 e 1650 lavoratori. LM Glasfiber ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Europea ha approvato un pacchetto di sussidi a favore dei lavoratori di due aziende danesi per favorire il ritorno all&#8217;impiego di lavoratori copiti dalla globalizzazione.<br />
 La domanda danese riguarda una fabbrica navale l’Odense Steel Shipyard il fabbricante di pale eoliche LM Glasfiber che hanno licenziato rispettivamente 1356 e 1650 lavoratori.</p>
<p>LM Glasfiber ha licenziato 1650 lavoratori quando ha deciso di chiudere le fabbriche di Lunderskov e Hammelev per spostare la propria produzione in Asia, dove il mercato eolico è in grande espansione e ha migliori prospettive. La società ha inaugurato due stabilimenti nel 2009 in Cina uno nella Provincia del Xinjiang e l&#8217;altro nella città di Qin Huang Dao.</p>
<p>Quindi non solo l&#8217;eolico non crea occupazione come sostengono le lobby (o meglio la crea in Cina) ma a carico della collettività rimangono anche i sussidi per reinserire nel mondo del lavoro i lavoratori licenziati.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.fenetreeurope.com/php/page.php?section=actu&#038;id=20894">Fenetre sur l&#8217;Europe</a></p>
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		<title>Energie rinnovabili, c&#8217;è poco da invidiare la Germania</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/analisi-energetica/energie-rinnovabili-ce-poco-da-invidiare-la-germania/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 16:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio pubblicato di recente dall&#8217;Istituto di Ricerca Rheinisch-Westfälisches Institut für Wirtschaftsforschung (RWI) mette in luce come le politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili in Germania, lungi dall&#8217;essere un modello da imitare per altri paesi, abbiano fallito gli obiettivi ambientali, sociali ed economici che si erano proposti. Queste le più interessanti conclusioni dello studio: Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato di recente dall&#8217;Istituto di Ricerca Rheinisch-Westfälisches Institut für Wirtschaftsforschung (RWI) mette in luce come le politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili in Germania, lungi dall&#8217;essere un modello da imitare per altri paesi, abbiano fallito gli obiettivi ambientali, sociali ed economici che si erano proposti. Queste le più interessanti conclusioni dello studio:</p>
<ul>
<li>Le energie rinnovabili hanno fatto aumentare il prezzo della bolletta elettrica del 7,5%</li>
<li>I costi totali dell&#8217;eolico installato finora sono pari a oltre 20 miliardi di euro (senza contare eventuali installazioni offshore), quelli del fotovoltaico a oltre 53 miliardi</li>
<li>Ridurre le emissioni di CO2 con l&#8217;eolico costa il triplo del valore attribuito alla CO2 sul mercato europeo</li>
<li>Per quanto riguarda le riduzioni di emissioni di C02 conseguite nel settore elettrico vengono annullate dalla partecipazione della Germania al mercato europeo dell&#8217;anidride carbonica (ETS): tali riduzioni permettono ad altri settori di aumentare le proprie emissioni. L&#8217;effetto dell&#8217;incentivazioni delle energie rinnovabili è dunque pari a zero.</li>
<li>Gli effetti occupazionali della promozione delle rinnovabili sono in gran parte sopravvalutati: infatti i dati spesso citati non tengono conto di due effetti negativi: la riduzione dei posti di lavoro nella produzione  di energia tradizionale e l&#8217;impatto sull&#8217;attività economica dell&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;elettricità.</li>
<li>Gli investimenti in eolico e solare non avrebbero fatto granché nemmeno per migliorare la sicurezza energetica del paese: l&#8217;intermittenza di tale fonti fa si che siano sempre necessari centrali di back-up, in gran parte funzionanti a gas metano, importato dalla Russia, partner commerciale ritenuto poco affidabile.v</ul>
<p><a href="http://en.rwi-essen.de/publikationen/ruhr-economic-papers/74/">Scarica lo studio in inglese</a></p>
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		<title>Leitwind, l&#8217;eolico italiano che in gran parte non è italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 14:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualsiasi iniziativa industriale trova in Italia condizioni non certo favorevoli: alto costo dell&#8217;energia e del lavoro, incertezze burocratiche e quant&#8217;altro. Non fa certo eccezione l&#8217;industria eolica che vede l&#8217;unico produttore italiano, la sudtirolese Leitwind, spinoff dell&#8217;azienda Leitner, spesso accreditarsi come un successo nazionale. Ma se la sede dell&#8217;Azienda è a Vipiteno, tre dei quattro stabilimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi iniziativa industriale trova in Italia condizioni non certo favorevoli: alto costo dell&#8217;energia e del lavoro, incertezze burocratiche e quant&#8217;altro. Non fa certo eccezione l&#8217;industria eolica che vede l&#8217;unico produttore italiano, la sudtirolese Leitwind, spinoff dell&#8217;azienda Leitner, spesso accreditarsi come un successo nazionale. Ma se la sede dell&#8217;Azienda è a Vipiteno, tre dei quattro stabilimenti che producono le pale eoliche sono all&#8217;estero: in Austria e a Chennai, in India. Una quota importante dei 400 collaboratori è quindi all&#8217;estero e l&#8217;ultimo modello di torre eolica è stato sviluppato in parte in India, dove è stato anche costruito il prototipo.</p>
<div id="attachment_5807" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/03/LeitwindRiparazioni.jpg"><img class="size-large wp-image-5807  " title="LeitwindRiparazioni" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/03/LeitwindRiparazioni-1024x768.jpg" alt="" width="430" height="323" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;impianto eolico di Montecatini V.C., primo progetto in Italia con torri LeitWind è stato funestato da numerosi guasti e fermi macchina il primo anno di operazioni. In questa foto vengono sostituiti componenti nella torre nr. 1 dopo alcuni mesi dalla costruzione. Numerosi anche i disagi ai vicini residenti per l&#39;impatto acustico.</p></div>
<p>Niente di male e cosa assolutamente normale nel mercato globale, ma tutti fattori di cui tener conto nel valutare gli scarsi impatti occupazionali dell&#8217;eolico.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quello che non dicono sui green jobs&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;analisi di Gürcan Gülen (Senior Energy Economist, Center for Energy Economics, University of Texas &#8211; Austin) ha preparato per il Copenaghen Consensus Center un dettagliato studio che critica le molte omissioni negli studi che promettono un incremento dei posti di lavoro investendo nelle fonti di energia cosiddette rinnovabili. Le conclusioni dello studio è che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;analisi di Gürcan Gülen (Senior Energy Economist, Center for Energy Economics, University of Texas &#8211; Austin) ha preparato per il Copenaghen Consensus Center un dettagliato studio che critica le molte omissioni negli studi che promettono un incremento dei posti di lavoro investendo nelle fonti di energia cosiddette rinnovabili. Le conclusioni dello studio è che le incertezze e le omissioni sono tali che è altamente improbabile che tali politiche portino un incremento di posti di lavoro per una serie di motivi:</p>
<p><span id="more-5519"></span> </p>
<ol>
<li>Ogni studio da una definizione di versa di &#8220;green job&#8221; e in particolare</li>
<ul>
<li>Non sempre è messa in evidenza la separazione tra posti di lavoro temporanei legati alla costruzione degli impianti e posti di lavoro stabili legati alla loro operatività</li>
<li>Alcuni studi assumono che i &#8220;green jobs&#8221; comportino stipendi più elevati rispetto alla media. Non c&#8217;è alcuna evidenza di ciò.</li>
<li>Esistono molte persone che già lavorano nell&#8217;industria tradizionale e che vengono utilizzati anche per i &#8220;green jobs&#8221;. In tal caso non c&#8217;è creazione di nuovi posti di lavoro.</li>
</ul>
<li>Spesso non viene fatta alcuna analisi delle perdite di posti di lavoro causate da tali politiche:</li>
<ul>
<li>L&#8217;aumento dei costi energetici per famiglie e industrie ridurrà il consumo in altri beni e servizi, con conseguente perdita di posti di lavoro in altri settori dell&#8217;economia.</li>
<li>Le fonti verdi ridurranno la domanda di combustibili tradizionali e questo si tradurrà in licenziamenti in tali settori</li>
</ul>
<li>Alcuni benefici macroeconomici proposti dagli autori degli studi (aumento di produttività, maggior reddito a disposizione, minor costo delle attività di impresa) non trovano alcun riscontro nella realtà e sono inconsistenti con la realtà delle tecnologie &#8220;verdi&#8221; e dei mercati energetici. </li>
<li>Gli studi si basano su tassi di crescita delle rinnovabili molto aggressivi e al di sopra di quanto previsto dagli stessi Governi.</li>
<li>Molti studi non dicono quanti investimenti (in termini di capitale e di aumento dei costi energetici) sarebbero richiesti da tali politiche </li>
<li>Un&#8217;assunzione implicita, e a volte esplicita, è che ci sia ampia disponibilità di posti di lavoro specializzati per tali settori, cosa che non è detto che sia sempre vera.</li>
<li>Molti studi presuppongono l&#8217;adozione di politiche protezioniste per favorire la creazione di posti di lavoro locali. Tali politiche hanno però un costo che non è preso in considerazione.</li>
<li>Viene spesso citata come beneficio economico la ridotta dipendenza dal petrolio e il conseguente abbassamento dei prezzi del carburante. Ma il collegamento è molto debole perché l&#8217;uso del petrolio nella generazione elettrica è ormai del tutto marginale.</li>
<li>non vengono presi in considerazione elementi come la mancanza di linee di trasmissione, le limitazione tecniche all&#8217;integrazione di fonti intermittenti (come l&#8217;eolico) nella rete e la sempre crescente avversione sociale agli impianti a fonte rinnovabile</li>
<li>E&#8217; criticabile cil fatto che tali politiche vengano proposte come una via d&#8217;uscita alla recessione. L&#8217;alto costo-opportunità, fa sì che, anche nell&#8217;ottica keynesiana, sia molto più conveniente investire in altri settori dell&#8217;economia in grado di creare più posti di lavoro con lo stesso investimento.</li>
</ol>
<p>In conclusione gli studi su green jobs sono delle analisi costi/benefici che dimenticano in larga parte la sezione dei costi delle politiche che intendono promuovere.</p>
<p><a href="http://www.copenhagenconsensus.com/Default.aspx?ID=1431">Leggi l&#8217;intero documento (in inglese)</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’impatto economico delle rinnovabili: il caso del Montana</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio eseguito dalla Suffolk University ha cercato di calcolare quali saranno gli impatti economici della Legge che prevede una quota obbligatori di energia rinnovabile sull&#8217;economia dello stato americano del Montana. Lo Stato, che prevede di soddisfare questo obbligo prevalentemente con energia eolica, prevede al 2015 di produrre il 15% di elettricità rinnovabile. L&#8217;analisi calcola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio eseguito dalla Suffolk University ha cercato di calcolare quali saranno gli impatti economici della Legge che prevede una quota obbligatori di energia rinnovabile sull&#8217;economia dello stato americano del Montana. Lo Stato, che prevede di soddisfare questo obbligo prevalentemente con energia eolica, prevede al 2015 di produrre il 15% di elettricità rinnovabile. L&#8217;analisi calcola quanto incideranno gli aumenti dei costi elettrici sul funzionamento dell&#8217;economia</p>
<p>Le conclusioni più importanti sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>Si prevede un aumento del 18% del costo dell&#8217;elettricità</li>
<li>Il costo totale nel periodo sarà di 1163 dollari per i clienti residenziali e 137,419 dollari per ogni consumatore industriale</li>
<li>Questo porterà ad una riduzione di 1874 posti di lavoro</li>
</ul>
<p><a href="http://www.atinstitute.org/uploads/File/MontanaRPSstudy.pdf">Leggi lo studio (in inglese)</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Anche le energie rinnovabili possono rivelarsi dei “mostri” ecologici</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 06:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Giorgio Prinzi, presidente del CIRN, a proposito della corsa alle rinnovabili: Aver investito nelle istallazioni di pannelli o mulini a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici, quindi una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere”. Aggiungiamo noi. Una bolla speculativa che, proprio perché resa possibile da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di Giorgio Prinzi, presidente del CIRN, a proposito della corsa alle rinnovabili:</p>
<blockquote><p>Aver investito nelle istallazioni di pannelli o mulini a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici, quindi una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere”. Aggiungiamo noi. Una bolla speculativa che, proprio perché resa possibile da generose regalie pubbliche, ha finito con suscitare anche gli appetiti di comitati d’affari e organizzazioni malavitose.<br />
Chi si è gettato a capofitto nel miraggio dei guadagni facili ha sotto-valutato l’impatto della clausola delle revisioni periodiche delle regalie che, di limatina in limatina, possono mettere in serie crisi questi “intraprendenti imprenditori”. A scorrere la stampa in questi giorni è tutto un allarme su posti di lavoro, purtroppo fasulli come quelli dei forestali di una certa regione in dissesto, che sono a carico del pubblico sottraendo risorse per il rilancio della vera reale economia produttiva. In realtà la domanda da porsi è quanti posti di lavoro reali e produttivi fa perdere un fasullo posto di lavoro nelle fonti da intemperie? Autorevoli studi ritengono almeno quattro. Noi pensiamo un numero ben maggiore a causa del collaterale effetto negativo del costo dell’energia sul sistema produttivo. I casi Alcoa e Fiat di Termini Imerese sono al riguardo emblematici.
</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.opinione.it/view_journal.php?file=03022011.opinione.pag10.c.pdf">L&#8217;Opinione</a></p>
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		<title>Eolico negli USA, licenziate altre 150 persone</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 20:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La società LM Wind Power ha annunciato il licenziamento di 150 persone presso il proprio stabilimento di Grand Forks nel Nord Dakota, a causa della drammatica riduzione del numero di installazione di aerogeneratori negli ultimi mesi Fonte: Grand Forks Herald.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società LM Wind Power ha annunciato il licenziamento di 150 persone presso il proprio stabilimento di Grand Forks nel Nord Dakota, a causa della drammatica riduzione del numero di installazione di aerogeneratori negli ultimi mesi</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.grandforksherald.com/event/article/id/189842/">Grand Forks Herald</a>.</p>
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