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	<title>Via dal Vento &#187; Paesaggio</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Allarme finale contro l’eolico selvaggio in Molise</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un importante appello firmato da ADRIANO LA REGINA, ANTONIO PAOLUCCI, SALVATORE SETTIS: PER LA PROTEZIONE DI COMPLESSI MONUMENTALI ANTICHI DEL MOLISE. &#8220;Giganteschi impianti eolici previsti a ridosso delle principali località archeologiche del Molise, la città romana di Sepino e il santuario italico di Pietrabbondante, potrebbero snaturarne i caratteri storici e svilirne irrimediabilmente il paesaggio. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un importante appello firmato da ADRIANO LA REGINA, ANTONIO PAOLUCCI, SALVATORE SETTIS: </p>
<blockquote><p>
<strong>PER LA PROTEZIONE DI COMPLESSI MONUMENTALI ANTICHI DEL MOLISE.</strong></p>
<p>&#8220;Giganteschi impianti eolici previsti a ridosso delle principali località archeologiche del Molise, la città romana di Sepino e il santuario italico di Pietrabbondante, potrebbero snaturarne i caratteri storici e svilirne irrimediabilmente il paesaggio.<img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2012/01/17072008274.jpg" alt="17072008274" title="17072008274.jpg" border="0" width="450" height="337" /></p>
<p>Il pericolo sembra ormai inevitabile per Sepino, ove stanno per essere installate sedici torri alte centotrenta metri nonostante la ferma opposizione della locale direzione del Ministero dei beni culturali, del Comune e di un vasto schieramento di opinione pubblica.</p>
<p>Espletata inutilmente ogni ordinaria procedura amministrativa per garantire la tutela di questi luoghi, appare auspicabile l’approvazione di una speciale norma di legge, già adottata per Paestum, per i Sassi di Matera e per i Colli Euganei.</p>
<p>I due complessi monumentali ora minacciati costituiscono importanti risorse culturali per l’Italia, le principali per il Molise, e la loro importanza va anche oltre i rilevanti aspetti d’ordine storico: ne sono testimonianza le parole di Guido Piovene sul paesaggio arcadico di Sepino e di Cesare Brandi sulla magia delle rovine antiche di Pietrabbondante*.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.archeomolise.it/archeologia/105408-allarme-finale-contro-leolico-selvaggio-in-molise.html">Archeomolise</a>.</p>
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		<title>Nel Paese del Sole per l’eolico servono regole</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Vittorio Emiliani apparso sull&#8217;Unità del 27 dicembre 2011: L’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino ad oggi la più alta del mondo. Soltanto per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5.000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti la ventosità in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo di Vittorio Emiliani apparso sull&#8217;Unità del 27 dicembre 2011:</em></p>
<p>L’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino ad oggi la più alta del mondo. Soltanto per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5.000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1.500 ore/anno, ben al di sotto delle 2.000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva”. E’ soltanto un passo della lunga e argomentata lettera indirizzata in questi giorni ai ministri competenti (Clini, Ornaghi, Passera, ecc.) da associazioni come Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, VAS, Comitato per la Bellezza. Comitato Nazionale del Paesaggio, Amici della Terra, Altura, Movimento Azzurro, Terra Celeste e da decine e decine di Comitati nati soprattutto nelle zone appenniniche. Iniziativa che si deve soprattutto alla passione di Carlo Alberto Pinelli, regista di storici documentari per la Rai, alpinista e ambientalista.<span id="more-7680"></span>Il documento, giustamente critico nei confronti della politica di incentivi, insieme caotica e costosa, del governo Berlusconi, cerca di inquadrare il problema delle fonti energetiche rinnovabili, con un approccio “freddo”: per razionalizzare una materia complessa e arginare “il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia”. In tal senso fanno ben sperare le parole pronunciate dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini sul “rispetto degli usi bilanciati del territorio” e sulla necessità di “paragonare il valore economico e ambientale della generazione dell’elettricità da eolico con quello della protezione del paesaggio, prezioso per la nostra economia”. Rappresenta un delitto anche in termini di turismo culturale scempiare il paesaggio della mirabile città romana di Saepinum (Campobasso) o quello di zone vicine a grandi e affascinanti parchi, quali le Foreste Casentinesi, o ai monti solenni sopra Urbania e Urbino.<br />
Poiché la situazione economico-finanziaria del Paese è drammatica – come più volte sottolineato dal presidente Napolitano – bisogna riflettere tanto più attentamente sull’uso migliore delle risorse. Anche i maxi-impianti fotovoltaici pongono seri problemi se installati in zone coltivate, di elevato pregio agricolo. “Impianti che noi vorremmo vedere collocati – propone il documento &#8211; esclusivamente nelle aree industriali e sopra i tetti degli edifici recenti”. Pensate quanto sarebbe oggi più favorevole la situazione nel “Paese del sole”, se si fossero dotati per tempo di impianti fotovoltaici tutti i quartieri costruiti negli ultimi decenni, a cominciare da Roma e dal Sud. E se si fosse utilizzata, in modo accorto, anche la geotermia.<br />
E’ assolutamente indispensabile riportare in onore un’idea di fondo che in questi anni di deregulation berlusconiana (e uso già un termine nobile) è stata invece affossata: l’idea cioè di pianificare attentamente e quindi selezionare tutte le (limitate) risorse sia finanziarie che territoriali e paesaggistiche in un Paese la cui bellezza è stata brutalmente intaccata da sviluppi abusivi o “drogati”, pur rappresentando essa, se tutelata, anche un valore economico in termini di turismo culturale e naturalistico. Il documento propone queste linee di azione: a) andare ad una moratoria degli incentivi; b) ridurre la soglia dei certificati verdi emessi annualmente; c) detrarre le installazioni di fotovoltaico già eccedenti il valore obiettivo proposto dalla UE (8.000 MW, “mentre siamo già a quasi 12.000 MW in esercizio”) dalla quota prevista per l’eolico; d) ridefinire in sede governativa e non regionale, o, peggio, locale le quote dell’eolico per il quale hanno spinto e spingono con forza anche gruppi inquinati dalla criminalità e che ci hanno regalato parchi eolici in zone assai poco ventose. Un grido di dolore serio e motivato, questo delle associazioni e dei comitati, che, in un momento di vera emergenza, economica e paesaggistica, è bene che il governo Monti ascolti con molta attenzione.</p>
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		<title>Eolico, girano le pale sui Sassi di Matera</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Matera è, nell&#8217;immaginario di chiunque l&#8217;abbia mai vista, un presepe perfetto: l&#8217;affaccio sui Sassi regala emozioni natalizie in piena estate, ma è d&#8217;inverno che la città offre l&#8217;atmosfera magica di un patrimonio dell&#8217;Unesco perfettamente natalizio. Osservare il Barisano ed il Caveoso (i rioni storici di Matera) illuminati tramuta le coscienze, emoziona come una passeggiata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Matera è, nell&#8217;immaginario di chiunque l&#8217;abbia mai vista, un presepe perfetto: l&#8217;affaccio sui Sassi regala emozioni natalizie in piena estate, ma è d&#8217;inverno che la città offre l&#8217;atmosfera magica di un patrimonio dell&#8217;Unesco perfettamente natalizio.</p>
<p>Osservare il Barisano ed il Caveoso (i rioni storici di Matera) illuminati tramuta le coscienze, emoziona come una passeggiata per via di San Gregorio Armeno a Napoli nel periodo di Natale, quando gli artigiani mostrano le meraviglie presepiali: passeggiare per i Sassi, in questi giorni, è come rimpicciolirsi microscopicamente in un presepe d&#8217;arte e, forse, questa sensazione è tra le più caratteristiche del cosiddetto &#8216;clima natalizio&#8217; di Matera.</p>
<p>Il presepe sul torrente Gravina potrebbe in poco tempo vedersi sovrastare da una miriade di stelle comete che non annunciano esattamente la venuta di un Salvatore, quanto piuttosto quella della cosiddetta &#8216;lobby dell&#8217;eolico&#8217;; la Basilicata conta oggi 200 torri, principalmente lungo la dorsale appenninica, che diventeranno 1360 secondo il Piano Energetico Regionale (l&#8217;intera Francia ne conta 4mila), per una popolazione inferiore ai 600mila abitanti.</p>
<p>Per quanto un piano di sviluppo dell&#8217;eolico sia certamente interessante, il proliferare delle turbine nella &#8216;terra di nessuno&#8217; lucana diviene un problema, a fronte di un reale fabbisogno e di un&#8217;alterazione morfologica e paesaggistica di un&#8217;intera Regione.</p>
<p>Quando poi a modificarsi è la splendida cornice orografica unica per un patrimonio dell&#8217;umanità, i campi di grano che contornano la meravigliosa Matera e che hanno incantato l&#8217;Unesco tanto quanto il centro storico della città (venendo citati nella relazione che ha portato alla nomina dei Sassi a Patrimonio dell&#8217;Umanità), allora ci si viene a scontrare necessariamente con le concessioni allegre che ingrassano il business dell&#8217;eolico in Basilicata.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=13274&#038;Itemid=52">Agenzia Radicale</a>.</p>
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		<title>Scozia, le Associazioni di alpinismo denunciano l&#8217;assalto eolico alle montagne</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mountaineering Council of Scotland (MCofS) denuncia come il paesaggio montano scozzese sia sacrificato agli interessi dell&#8217;industria eolica. sotto accusa è la centrale di Alt Duine. Queste le parole della risoluzione approvata &#8221; Il paesaggio montano ha un valore scenico, culturale economico e iconico per la nazione scozzese cdi ben più alto valore del mero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mountaineering Council of Scotland (MCofS) denuncia come il paesaggio montano scozzese sia sacrificato agli interessi dell&#8217;industria eolica. sotto accusa è la centrale di Alt Duine. Queste le parole della risoluzione approvata &#8221; Il paesaggio montano ha un valore scenico, culturale economico e iconico per la nazione scozzese cdi ben più alto valore del mero valore economico agli investitori in fonti rinnovabili per la generazione di energia elettrica &#8230; le montagne portano benefici a alla maggioranza della popolazione piuttosto che alla minoranza che beneficia sproporzionatamente dei benefici e dei sussidi realizzati dalle multinazionali dell&#8217;energia e dei proprietari terrieri.&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scotsman.com/news/scottish-news/edinburgh-east-fife/save_our_slopes_from_wind_farms_scourge_urge_mountaineers_1_2013679">Scotsman,</a> <a href="http://www.mcofs.org.uk/assets/allt%20duine%20dec%202011.pdf">MCofS</a></p>
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		<title>Parco dei fanciulli e delle ninfe, il Consiglio di Stato ne autorizza la distruzione eolica</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il Consiglio di Stato ha detto sì al progetto del mega parco eolico nel &#8220;Bosco dei fanciulli e delle ninfe&#8221;: tre impianti industriali per la produzione di energia, venti torri da 125 metri di altezza nelle campagne di Minervino, Giuggianello e Palmariggi. Un luogo ribattezzato dagli studiosi &#8220;la Stonehenge megalitica italiana&#8221; per i suoi massi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Il Consiglio di Stato ha detto sì al progetto del mega parco eolico nel &#8220;Bosco dei fanciulli e delle ninfe&#8221;: tre impianti industriali per la produzione di energia, venti torri da 125 metri di altezza nelle campagne di Minervino, Giuggianello e Palmariggi.</p>
<p>Un luogo ribattezzato dagli studiosi &#8220;la Stonehenge megalitica italiana&#8221; per i suoi massi e i suoi dolmen, i menhir e il silenzio che avvolge l’area difesa da comitati che da tempo si muovono contro la realizzazione degli impianti. Il Tar di Lecce aveva accolto il ricorso degli ambientalisti ma il Consiglio di Stato ha dato ragione alle ditte e alla Regione Puglia e le pale gireranno.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilpaesenuovo.it/index.php/territorio/provincia/27784-parco-dei-fanciulli-e-delle-ninfe-il-consiglio-di-stato-dice-si-alle-torri-eoliche.html">Il Paese Nuovo</a>.</p>
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		<title>Basilicata: verso una Regione di qualità ed un territorio di eccellenza?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 18:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Vitantonio Iacoviello: Tempo addietro un amico mi ha rimproverato di non vedere le “buone pratiche “, ma solo quello che non va , nella nostra regione. E’ vero , sono il primo ad esserne sinceramente dispiaciuto, ma il mio amico ed io vediamo le cose da punti di osservazione diversi ,essendo egli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo di Vitantonio Iacoviello:</em></p>
<p> Tempo addietro un amico mi ha rimproverato di non vedere le “buone pratiche “, ma solo quello che non va , nella nostra regione.<br />
E’ vero , sono il primo ad esserne sinceramente dispiaciuto, ma il mio amico ed io vediamo le cose da punti di osservazione diversi ,essendo egli , valido professionista credo , vicino , molto vicino al potere  ed io osservatore terzo e talvolta cittadino forse troppo intransigente.<br />
Intransigente ed a volte  coinvolto al punto tale da lasciar trasparire la mia rabbia quando affronto argomenti quali la trasparenza negli atti delle pubbliche amministrazioni soprattutto in campo ambientale.<br />
D’altronde  questo è un campo&#8230;minato: E’ di poche ore infatti  la notizia dell’arresto del vicepresidente della regione Lombardia, già assessore all’ambiente , già , o ancora assessore alle energie , a riprova di quante tentazioni possono prendere chi si occupa di queste materie senza soluzione di continuità.<br />
Gravissimo errore quello di consentire ad un politico di occuparsi troppo a lungo di argomenti  così cruciali ed ancora più grave il fatto che in una amministrazione regionale nessun consigliere , di maggioranza od opposizione , si accorga che succedono cose strane ed avverta la impellente necessità di massima trasparenza &#8230;<br />
Ma per tornare a noi, sfogliando il Quotidiano di mercoledì scorso , non volevo credere ai miei occhi, finalmente una buona , una buonissima pratica!<br />
“La Regione Basilicata ed i ministeri per i Beni e le attività culturali e per l’Ambiente realizzeranno insieme un Piano di tutela e valorizzazione dei caratteri paesaggistici, storici,culturali e naturalistico-ambientali esteso a tutto il territorio regionale”,leggo con profonda soddisfazione.<br />
Tutela e valorizzazione &#8230;se non sono solo buone intenzioni è un fatto  senza precedenti , almeno in Basilicata: significa infatti non solo una mera imposizione di vincoli ,già di per sé importantissimo , ma addirittura la volontà di finalmente valorizzare le nostre risorse ambientali in senso lato intese.<br />
Quanti economisti sottolineano il valore anche economico ,oltre che civile del Bene Ambiente!</p>
<p><span id="more-7519"></span><br />
E quante iniziative sono state realizzate dal Dipartimento Ambiente della nostra regione , guidato politicamente da Agatino Mancusi e diretto tecnicamente dal dott.Donato Viggiano, nell’ambito di EPOS, progetto di educazione ambientale e sviluppo sostenibile , la cui responsabile è l’Architetto Anna Abate .<br />
Ma queste iniziative finora apparivano iniziative isolate   di Persone  e Dipartimenti particolarmente sensibili all’Ambiente, non inserite in una visione collegiale  di tutte le azioni della Basilicata.<br />
Il fatto che ora la mia regione si ponga questi obbiettivi mi riempie  finalmente di orgoglio,anche perché  la stessa prende contestualmente  precisi impegni di applicare, se pure a distanza di più di un  anno,il decreto ministeriale del 10 settembre 2010, le tanto attese linee guida per la progettazione degli impianti eolici e per il loro corretto inserimento nel territorio.<br />
Queste linee, molto articolate, raccomandano una cosa fondamentale e ne impongono due ,fondamentali allo stesso modo: raccomandano di costruire centrali eoliche in luoghi degradati e , ove non fosse possibile , anche in altri siti , ma con tutta una serie di sacrosante prescrizioni e restrizioni che la totalità dei progetti che ho esaminato tranquillamente ignorano; impongono di adeguare gli strumenti di programmazione (PIEAR)  alle linee stesse entro novanta giorni ,cosa che la regione non ha fatto, ed impongono di individuare aree ben precise da dichiarare non idonee alla installazione di impianti industriali eolici.<br />
Ma ora , dopo che la regione già fin dal 2004 aveva di fatto , con l’Atto di indirizzo per il corretto inserimento degli impianti eolici, posto un freno e regole stringenti alle installazioni , salvo poi a ritornare indietro ed allentare le maglie con il PIEAR, ora , finalmente pare avere decisamente imboccata la strada maestra: prioritaria e strategica  è la risorsa Ambiente per la nostra regione “ il piano (quello paesaggistico) sarà propedeutico all’adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale dei comuni ecc..” e “le previsioni del piano saranno prevalenti sulle disposizioni diverse eventualmente contenute in altri strumenti di pianificazione”.<br />
Tradotto : andranno adeguati gli strumenti  urbanistici ed andrà adeguato il PIEAR ed i Disciplinare relativo, naturalmente .<br />
Ma, nel frattempo? Come verranno esaminati i 300 progetti  giacenti in uno stanzone dell’ufficio Energia, dei quali la quasi totalità riguarda impianti eolici con una richiesta di installazione di  circa 3000 turbine alte quanto grattacieli di 50 piani?<br />
Che ne sarà dell’ambiente e del territorio che vogliamo salvare considerato che necessariamente lunghi saranno i tempi per la redazione ed approvazione del piano paesaggistico? Avremo ancora qualcosa da salvare?<br />
Se veramente l’annuncio dell’intesa è il preludio  di una  Regione di qualità e di un Territorio di eccellenza nei fatti e non solo un annuncio pubblicitario , c’è una ed una sola strada da seguire : la immediata moratoria di ogni impattante impianto industriale nel territorio della Basilicata, a partire ovviamente dagli impianti eolici e fotovoltaici a terra, di modo che si possa fare una  rigorosa selezione alla luce del piano paesaggistico.<br />
Non ci sono altre vie se vogliamo essere credibili:coraggio Presidente De Filippo , faccia seguire la coerenza agli annunci!<br />
vitantonioiacoviello@tiscali .it</p>
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		<title>Appello urgente alla Regione Basilicata per una immediata moratoria della  installazione di impianti industriali per la produzione di energia da fonti rinnovabili.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasmettiamo questo appello di Vitantonio Iacoviello firmato da molte personalità del mondo ambientalista e culturale (chi volesse aderire può scrivere a vitantonioiacoviello@tiscali.it ): Avendo appreso con enorme soddisfazione che la Regione Basilicata ha deciso, d’intesa con i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, di procedere alla redazione del Piano Paesaggistico esteso a tutto il territorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trasmettiamo questo appello di Vitantonio Iacoviello firmato da molte personalità del mondo ambientalista e culturale (chi volesse aderire può scrivere a vitantonioiacoviello@tiscali.it ):</em></p>
<p>Avendo appreso con enorme soddisfazione che la Regione Basilicata ha deciso, d’intesa con i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, di procedere alla redazione del Piano Paesaggistico esteso a tutto il territorio regionale ed alla contestuale piena applicazione delle linee guida governative del settembre 2010, soprattutto nella parte in cui le stesse prescrivono la individuazione di aree specifiche da dichiarare non idonee alla installazione di impianti eolici, i firmatari argomentano che:<br />
- un siffatto piano, proprio per i risultati ambiziosi che si prefigge, necessita di tempi non certo brevi;<br />
- negli stessi tempi non brevi procederebbero, in assenza di provvedimenti, regolarmente le istruttorie dei circa trecento progetti per la produzione di energia, da fonte eolica per la quasi totalità, in attesa di esame ed autorizzazione unica, i quali, se approvati, porterebbero allo scempio totale ed irreversibile del territorio lucano, data la previsione di circa tremila turbine alte come grattacieli di cinquanta piani.<br />
Alla luce di quanto sopra, e perché non risulti solo vano annuncio quanto concordato con i Ministeri, i firmatari ritengono  che la Regione Basilicata debba essere coerente con lo spirito  e la sensibilità che hanno  comportato la decisione di redigere ed approvare il piano paesaggistico ed il conseguente adeguamento degli strumenti di pianificazione e programmazione ad ogni livello e dunque i firmatari chiedono:<br />
LA IMMEDIATA MORATORIA DELLA INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI INDUSTRIALI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA EOLICO E FOTOVOLTAICO A TERRA E LA CONSEGUENTE SOSPENSIONE DELLE ISTRUTTORIE RELATIVE AI PROGETTI PRESENTATI.<span id="more-7502"></span>Firmato:<br />
Vitantonio Iacoviello<br />
Comitato Ambiente Paesaggio Sicurezza e Salute<br />
Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle  aree verdi</p>
<p>Carlo Ripa di Meana<br />
Ex Ministro dell’Ambiente<br />
Presidente del Comitato Nazionale Paesaggio</p>
<p>On. Elisabetta Zamparutti<br />
Commissione ambiente della Camera dei Deputati</p>
<p>Mario Pirani<br />
Scrittore  ed  editorialista del quotidiano La Repubblica</p>
<p>Rosa Filippini<br />
Presidente nazionale Associazione Amici della terra</p>
<p>Bianca Tragni<br />
Scrittrice-giornalista la Gazzetta del Mezzogiorno</p>
<p>Oreste Rutigliano<br />
Segretario del Comitato Nazionale Paesaggio</p>
<p>Enzo Cripezzi<br />
Lipu Nazionale, coordinatore Lipu Puglia e Basilicata</p>
<p>Nadia Bartoli<br />
Fondatrice Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi</p>
<p>Emilia Simonetti<br />
Ex Consigliere regionale della Basilicata</p>
<p>Oreste Caroppo<br />
Coordinamento civico per la tutela del territorio e la salute del cittadino – Salento</p>
<p>Nicola Abbiuso<br />
Comitato diritto alla salute Lavello</p>
<p>Fabio Tinelli Roncalli<br />
Comitato Nazionale Paesaggio<br />
Curatore del blog  www.viadalvento.org</p>
<p>Maurizio Bolognetti<br />
Coordinatore Radicali lucani</p>
<p>Nicola Frenza<br />
Pres. Osservatorio Molisano sulla Legalità</p>
<p>OLA<br />
Olambientalista   Basilicata</p>
<p>Comitato molisano Rete contro l’eolico selvaggio</p>
<p>Gianluigi Ciamarra<br />
Comitato Nazionale Paesaggio   Molise</p>
<p>Comitato Sabino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’eolico A San Giuliano Di Puglia devasta Il Tratturo e stravolge l’area in cui sorge l’antica chiesa di S. Elena</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il recente pronunciamento del TAR autorizza due società a realizzare impianti eolici con decine di pale in agro di Rotello, santa Croce di Magliano e San Giuliano di Puglia. Il tentativo isolato del Ministero dei Beni Culturali di preservare gli antichi percorsi tratturali, i rinvenimenti archeologici dell’area e la bella Chiesa di Sant’Elena, non ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il recente pronunciamento del TAR autorizza due società a realizzare impianti eolici con decine di pale in agro di Rotello, santa Croce di Magliano e San Giuliano di Puglia.<br />
Il tentativo isolato del Ministero dei Beni Culturali di preservare gli antichi percorsi tratturali, i rinvenimenti archeologici dell’area e la bella Chiesa di Sant’Elena, non ha retto ai colpi e alla forza d’urto delle imprese.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href='http://www.ecodelmolise.com/leolico-a-san-giuliano-di-puglia-devasta-il-trattuto-e-stravolge-larea-in-cui-sorge-lantica-chiesa-di-s-elena.htm'>Eco del Molise</a>.</p>
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		<title>Pale eoliche sui tratturi del Molise: appello alle autorità ministeriali e regionali</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 19:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un appello in favore dei tratturi molisani minacciati dalle centrali eoliche, firmato dalla LIPU, dal Movimento dei Cristiano Sociali, dall&#8217;Associazione degli Insegnanti di Geografia e da &#8220;La Fonte&#8221;: In considerazione del fatto che le sentenze del TAR Molise n. 00734 e n. 00735 del 15/11/2011 hanno annullato i provvedimenti assunti dalla Direzione Regionale dei Beni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un appello in favore dei tratturi molisani minacciati dalle centrali eoliche, firmato dalla LIPU, dal Movimento dei Cristiano Sociali, dall&#8217;Associazione degli Insegnanti di Geografia e da &#8220;La Fonte&#8221;:<br />
In considerazione del fatto che le sentenze del TAR Molise n. 00734 e n. 00735 del 15/11/2011 hanno annullato i provvedimenti assunti dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e Ambientali del Molise e che le imprese Nova Api Energia e Inergia S.p.A., salvo sospensiva del Consiglio di Stato o altro provvedimento amministrativo adottato dalle preposte autorità, potranno iniziare l’installazione di n. 22 pale eoliche in agro dei comuni di San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano e Rotello; tenuto conto che l’area in questione è attraversata da uno dei quattro tratturi millenari (Celano-Foggia), che collega la Puglia all’Abruzzo,  in agro del comune di San Giuliano di Puglia in prossimità della Chiesa di Sant’Elena, sottoposta a vincolo dal competente Ministero dei Beni Culturali, e che più in generale la zona in questione è al confine con la ZPS- Zona di Protezione Speciale dei Monti della Daunia e al confine con il “Vallone Santa Maria” zona SIC – Siti di Importanza Comunitaria, inseriti all’interno della Rete “Natura 2000” creata dall’Unione Europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie,  le scriventi Associazioni, Comitati e Movimenti, preoccupati sulle possibili conseguenze storico, ambientali, paesaggistiche e archeologiche che potrebbero determinarsi nella zona qualora le imprese menzionate procedessero ad installare tutte le pale eoliche previste, si appellano alle Autorità Ministeriali e Regionali affinché possano valutare ogni e diversa iniziativa, nei limiti del disposto dei Regolamenti Comunitari, delle Leggi Nazionali e Regionali di materia nonché delle Linee Guida Nazionali del 10/09/2010 e delle Linee Guida Regionali adottate con Delibera di Giunta Regionale n. 621 del 4/08/2011.</p>
<p>Movimento dei Cristiano Sociali del Molise         Loreto Tizzani<br />
LIPU Molise                    Carlo Meo<br />
Associazione Insegnanti di Geografia Molise       Rocco Cirino<br />
La Fonte                    Don Antonio di Lalla</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Clini: cautela con l&#8217;eolico</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessanti dichiarazioni del neo Ministro dell&#8217;Ambiente sulle fonti cosiddette rinnovabili: &#8221; Secondo Clini, &#8220;la Cina e&#8217; il paese che in questo momento sta differenziando di piu&#8217; sulle le fonti energetiche. La sfida che abbiamo oggi e&#8217; molto impegnativa perche&#8217; proprio l&#8217;economia cinese che ha bisogno di energia ma che non puo&#8217; utilizzare sempre il carbone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessanti dichiarazioni del neo Ministro dell&#8217;Ambiente sulle fonti cosiddette rinnovabili:</p>
<blockquote><p>&#8221; Secondo Clini, &#8220;la Cina e&#8217; il paese che in questo momento sta differenziando di piu&#8217; sulle le fonti energetiche. La sfida che abbiamo oggi e&#8217; molto impegnativa perche&#8217; proprio l&#8217;economia cinese che ha bisogno di energia ma che non puo&#8217; utilizzare sempre il carbone, sta lavorando su altre fonti. L&#8217;energia verde inizia ad essere molto importante per lo sviluppo di quell&#8217;economia e dovrebbe diventarlo anche della nostra&#8221;. E sempre a proposito delle energie alternative, Clini ha detto che &#8220;ci sono due soluzioni che viaggiano in parallelo, una e&#8217; l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza energetica: produrre di piu&#8217; consumando di meno e un esempio in questo caso e&#8217; quello dell&#8217;automobile che venti anni fa consumava 15 litri per fare cento chilometri e ora ne consuma cinque; l&#8217;altra e&#8217; quella delle fonti rinnovabili che pero&#8217; devono essere efficaci. Penso quindi &#8211; ha detto ancora il Ministro dell&#8217;Ambiente &#8211; che dobbiamo lavorare di piu&#8217; per migliorare le tecnologie in particolare la fonte solare che e&#8217; preziosa ed e&#8217; ancora suscettibile di grandi evoluzioni mentre invece,nel nostro Paese abbiamo sicuramente problemi sull&#8217;eolico perche&#8217;, bisogna ancora paragonare il valore economico e ambientale della generazione di elettricita&#8217; con l&#8217;eolico con quello della protezione del paesaggio, prezioso per la nostra economia. Qui dobbiamo essere molto cauti e considerare anche in questo caso la possibilita&#8217; di evoluzioni tecnologiche di energia eolica con minor impatto sul paesaggio&#8221;.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201111281302-eco-rt10081-conferenza_clima_clini_patto_globale_e_puntare_su_rinnovabili">AGI</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;invasione eolica devasterà Sepino? Un articolo di Mario Pirani</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 19:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di Mario Pirani apparso oggi su Repubblica: Immaginate una città romana che vi appare all&#8217;improvviso, in mezzo a un incantevole paesaggio di verdi pascoli e di neri boschi. Questo luogo esiste davvero. Si trova nel cuore dell&#8217;Italia, in Molise, sulla strada che da Venafro porta a Campobasso&#8230; al punto d&#8217;incrocio dei grandi tratturi, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;articolo di Mario Pirani apparso oggi su Repubblica:</em></p>
<p>Immaginate una città romana che vi appare all&#8217;improvviso, in mezzo a un incantevole paesaggio di verdi pascoli e di neri boschi. Questo luogo esiste davvero. Si trova nel cuore dell&#8217;Italia, in Molise, sulla strada che da Venafro porta a Campobasso&#8230; al punto d&#8217;incrocio dei grandi tratturi, le strade d&#8217;erba, percorse dagli armenti che per migliaia d&#8217;anni hanno attraversato questa parte d&#8217;Italia&#8230; È l&#8217;antico municipio di Sepino, che toccò il culmine del suo splendore tra la fine della Repubblica romana e il primo Impero, per poi lentamente decadere come città e riemergere in forma di borgo rurale e pastorale di inusuale bellezza&#8230; La città che per conto dell&#8217;imperatore governava il transito delle mandrie lungo i tratturi d&#8217;Abruzzo e di Molise venne abbandonata. Non del tutto però perché pastori e contadini continuarono per secoli a frequentare questo luogo e a usarlo come ricovero stagionale, come stazzo fortificato per radunare gli animali. Con le pietre e i marmi della città antica (sovrapponendosi l&#8217;architettura spontanea ai monumenti diruti e utilizzati come cave di materiali) costruirono case e stalle, ricoveri e fienili. Si tratta di una edilizia minore che, nel corso dei secoli, ha travato forme di umile osmosi con lo scheletro della città romana. Per cui accade che gli architravi delle casupole dove dormivano braccianti e mandriani siano costmite con colonne corinzie ed epigrafi spezzate, che sarcofagi strigilati assolvano alla funzione di abbeveratoi&#8230;<br />
<span id="more-7349"></span><br />
Ora Sepino, dopo un lungo, silenzioso lavoro di scavi, vincoli, acquisizioni, espropri, restauri durato oltre mezzo secolo, può dirsi totalmente recuperato, con risultati esemplari. La Soprintendenza del Molise ha portato a conclusione un lavoro ammirevole riuscendo a tutelare e a valorizzare il patrimonio archeologico ma anche l&#8217;agglomerato rurale e pastorale che è sorto intorno e sopra la città romana». Nessuno immaginava cosa il prossimo futuro riservava.<br />
Queste righe fanno, infatti, parte di un articolo del 1996 di un eminente storico dell&#8217;arte, Antonio Paolucci, che abbiamo voluto riportare proprio per dare ai nostri lettori una descrizione significativa di quale ambiente unico nel mondo stia per essere violentemente deturpato dall&#8217;ennesima invasione eolica: 16 pale alte 150 metri pari alla cupola di San Pietro, incomberebbero su di un paesaggio archeologico e storico che era stato da poco restaurato e recuperato. Siamo già ai terzo scontro di fronte	alla giustizia amministrativa tra il Direttore regionale ai Beni culturali che, assieme ad Italia nostra, difende l&#8217;integrità di Sepino e la SBS Power che gestisce l&#8217;impresa. Questa ha già utilizzato un antico trattura, sottoposto a vincolo per preservare le tracce della sistemazione romana, per sovrapporvi una strada di cantiere, che ha cancellato ogni reperto. Dietro ricorso del Direttore regionale è intervenuto il Tribunale di Campobasso sul piano penale, ha posto sotto sequestro il manufatto e accusato di danneggiamento aggravato la società. Questa gode illogicamente dall&#8217;appoggio della sezione del Consiglio di Stato che ha più volte ribaltato le sentenze contrarie della Corte dei conti. L&#8217;argomento del giudice amministrativo è davvero singolare: da un lato ignora il Codice dei Beni culturali che autorizza il Direttore archeologico a vietare o a disporre la sospensione di lavori qualora esse siano di danno per le caratteristiche artistico paesaggistiche di una località, tanto più se vincolata; dall&#8217;altra sostiene l&#8217;aberrante principio secondo cui, essendo in discussione la costruzione di un impianto industriale, le norme da applicare sono quelle che vigono per l&#8217;edilizia. L&#8217;esatto contrario di quanto sostiene il Codice che sancisce, proprio nelle norme sull&#8217;edilizia, che queste non possono trovare applicazione quando contrastino con la tutela archeologico-paesaggistica. 11 mese prossimo nuova sentenza. Speriamo che i venti di oscura origine vengano dissolti per la salvezza di Sepino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ambiente e Paesaggio: tutela o distruzione?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 19:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo contributo di Michele Graziadei sulla distruzione dell&#8217;ambiente in Basilicata: La salvaguardia del paesaggio nella nostra regione è sempre stata alquanto efficace. E’ gestita dai Comuni, dalla Regione e dalle Soprintendenze ma non sono esclusi i vari Parchi, l’Autorità di bacino e finanche la Forestale. Qualcuno ha fortemente sostenuto questo regime vincolistico fin troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo questo contributo di Michele Graziadei sulla distruzione dell&#8217;ambiente in Basilicata:</em></p>
<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/BasilicataWind.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/BasilicataWind-300x223.jpg" alt="" title="BasilicataWind" width="300" height="223" class="alignleft size-medium wp-image-7187" /></a>La salvaguardia del paesaggio nella nostra regione è sempre stata alquanto efficace. E’ gestita dai Comuni, dalla Regione e dalle Soprintendenze ma non sono esclusi i vari Parchi, l’Autorità di bacino e finanche la Forestale. Qualcuno ha fortemente sostenuto questo regime vincolistico fin troppo restrittivo che ha sempre creato forti limitazioni nell’utilizzazione del suolo. Molte volte abbiamo dovuto rinunciare a interessanti investimenti per tutelare quello che è sempre stato definito da tutti la più grande risorsa della nostra regione; “il paesaggio”. Dopo qualche decennio di applicazione di questo regime vincolistico che ci ha impedito di realizzare la “capanna dello zio Tom” sul crinale, nel bosco, o solo nei pressi di un fiume o di un lago, dopo decenni in cui ci hanno obbligati e convinti a utilizzare materiali eco-compatibili, quale legno, mattone, pietra, dopo che, per far nidificare le rondini, abbiamo realizzato tetti con cornicioni adeguati, dopo che abbiamo bandito le tegole di cemento, le lamiere, il calcestruzzo ma anche l’eccessivo uso del ferro, nonché le vetrate troppo ampie e le strade tinte di nero asfalto, ecco che siamo approdati ad una nuova concezione dell’ambiente e del paesaggio.<br />
<span id="more-7184"></span><br />
 <a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/BasilicataPV.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/BasilicataPV-300x225.jpg" alt="" title="BasilicataPV" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-7186" /></a>Sì, “siamo approdati”; tutti insieme, come comunità regionale, anche se vorrei proprio capire chi è stato a condurre questa barca verso un approdo così infausto. Il petrolio ci ha convinti che se abbiamo una risorsa la dobbiamo sfruttare, bisogna cercare di trarre da esso i migliori benefici, per noi e per i nostri figli. Abbiamo stretto i denti e ci siamo adeguati, ci siamo lasciati convincere che è possibile estrarre petrolio all’interno di un parco naturale, che con l’oleodotto il petrolio si trasporta in maniera sicura e garantita, che l’inquinamento dell’aria non esiste, è solo una suggestione, e poi …&#8230; poi ci sono tanti soldi che entrano nelle tasche. In fondo abbiamo creduto potesse essere una vera risorsa, un’occasione da non perdere, il grande riscatto di una terra che ha sempre sofferto la miseria. Ci siamo accorti che le cosiddette “royalties” non sono proprio un affare, anzi sono quasi una vergogna. Una vergogna per la miseria che valgono sotto il profilo economico e una vergogna perché ci ricordano l’incapacità politica e amministrativa di chi ha accettato percentuali così ridicole a nome di un’intera comunità regionale. L’acqua già l’avevamo venduta qualche decennio prima; anche lì è stato un grande affare ma, naturalmente, non per noi. Vista la nostra grande disponibilità, qualcuno ci ha raccomandati per custodire perfino le scorie radioattive. I lucani sono buoni, capiscono la situazione e non chiedono nemmeno troppo. Si accontentano di poco, ma solo se le cose le vengono a sapere, altrimenti con gli occhi chiusi dormono sonni tranquilli e non danno fastidio a nessuno.  Al vento abbiamo invece subito opposto resistenza. Sembrava che lo facessimo per difendere l’ambiente da queste torri tecnologiche poste proprio sui crinali più caratteristici del nostro paesaggio. Ma questa opposizione è durata giusto il tempo necessario per raggiungere un accordo politico su dove e quando insediare gli impianti, poi abbiamo “buttato tutto al vento” e la nostra regione è diventata terra di conquista per tanti investitori, anche stranieri. Al sole potevamo da subito aprire le porte. Ricordo che nel 1993 avevo proposto un intervento con pannelli fotovoltaici su una casa in campagna e mi fu subito detto che nella nostra regione queste cose non sarebbero state mai possibili, perché deturpavano il paesaggio. Oggi assistiamo alla resa su tutti i fronti. Ovunque, per terra, in mezzo ai campi, sorgono impianti fotovoltaici, anche in terreni di grande interesse paesaggistico. Lungo le principali arterie regionali sono istallati impianti da molti megawatt, senza alcuna vergogna e rispetto per tutto quello che sta loro intorno. Una per tutte è la piana di Sarnelli, dove hanno realizzato installazioni su diversi ettari, proprio nello scenario paesaggistico del Castello di Lagopesole. Forse non è un caso, è stato fatto apposta, vogliamo lanciare il messaggio e far capire a tutti che se è necessario, noi siamo disposti a venderci anche il Castello (a buon prezzo, ovviamente!). Amaramente mi complimento con tutti coloro che hanno saputo condurre questa politica, tutti quelli che hanno cercato di vendere a buon prezzo la regione e non ci sono riusciti perché l’hanno svenduta.  Comprendo i lucani che stanno andando via perché in questa regione, con tutte le risorse che ci sono, non si riesce nemmeno a sopravvivere. A tutti, giovani e meno giovani, dico che per tutto questo “provo vergogna”, sento che “è anche mia la colpa” aver assistito a questa distruzione, senza essere stato capace di impedirla. Alle generazioni che verranno “chiedo perdono” per come noi, in così poco tempo, siamo riusciti a rovinare questa regione.<br />
Michele Graziadei</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Centrali eoliche, nemiche dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 18:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Vitantonio Iacoviello pubblicato il 14 settembre 2011 sul Quotidiano di Basilicata: Ho letto un pezzo di sabato scorso sulla centrale eolica di Anzi che mi ha profondamente turbato ed offeso come Lucano e come Persona discretamente informata sull’argomento eolico, soprattutto per le dichiarazioni rilasciate dalle aziende costruttrici , le quali affermavano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo di Vitantonio Iacoviello pubblicato il 14 settembre 2011 sul Quotidiano di Basilicata:</em></p>
<p>Ho letto un  pezzo  di sabato scorso sulla centrale eolica di  Anzi che mi ha profondamente  turbato ed offeso come Lucano e come Persona  discretamente informata sull’argomento eolico, soprattutto per le dichiarazioni rilasciate dalle aziende costruttrici , le quali affermavano che “oggi la Regione Basilicata  rappresenta un esempio di chiarezza ed efficienza normativa”e che l’entrata in funzione del parco “lo dobbiamo anche al positivo contesto ambientale ed amministrativo nell’ambito del quale abbiamo produttivamente  cooperato con le amministrazioni locali e regionali della Basilicata”.</p>
<p>Quando ho letto il pezzo ero appena tornato da Sepino , la graziosa  cittadina molisana  sorta nelle immediate vicinanze della antica Sepinum , ove ero convenuto per portare, insieme con altri e più noti soggetti , singoli e rappresentanti di Organizzazioni nazionali in campo ambientale e naturalistico , solidarietà al Sindaco Filomena Zeoli  ed a tutta   quella Comunità fortemente minacciata dalla possibile installazione di centrali eoliche nei pressi di splendidi ed unici resti archeologici, questione della quale i media nazionali si occupano da tempo.</p>
<p>Per inciso , il mio pensiero , di fronte alla indignazione di quella Comunità,è andato alla mia Regione , alla mia amministrazione comunale,al sindaco di Lavello che senza battere ciglio ha dato parere favorevole a ben cinque grossi e devastanti progetti  eolici e che da due anni nicchia sulla predisposizione del piano di zonizzazione acustica previsto da una legge di venti anni addietro e che porrebbe un freno  allo scempio del Territorio nei suoi aspetti ambientali , paesaggistici ,naturalistici , archeologici e soprattutto economici per gli agricoltori che hanno proprietà nel raggio di qualche migliaio di metri dagli impianti,senza che la popolazione ne venisse adeguatamente informata come onestà intellettuale ed amministrativa vorrebbe.</p>
<p>Perchè  questo comportamento? Perché il sindaco di Lavello non si è accorto delle innumerevoli “imprecisioni “ed” omissioni” nella descrizione del territorio interessato contenute nei progetti ?&#8230;</p>
<p><span id="more-7164"></span> </p>
<p>Queste “imprecisioni “, qualcuno potrebbe anche arrivare a definirle bugie in qualche caso, sono  state da me , singolo cittadino ,segnalate alla Regione perché compia dovuti accertamenti , così come ho chiesto a Sua Eccellenza il  Prefetto  di Potenza la nomina di un Commissario ad acta per la redazione del piano di zonizzazione acustica, poiché , a causa della firma di “convenzioni “ che prevedono in sostanza l’impegno da parte della Amministrazione comunale di “non disturbare il manovratore”, di non intralciare cioè ma di agevolare l’iter delle istruttorie,la Amministrazione non appare più come “terzo” fra gli intersessi della  Cittadinanza e le Aziende .</p>
<p>Anche questo tipo di imprecisioni, verificate come elemento comune a quasi tutti i progetti presentati in Italia, sarà oggetto, fra tante altre considerazioni e fatti ,di un libro di prossima pubblicazione di Antonello Caporale di Repubblica.</p>
<p> Ma tornando a Sepino nel corso dell’incontro ho potuto avere conferma del fatto che il problema della minaccia dell’eolico e del fotovoltaico selvaggi è ormai avvertito in tutta Italia, che le installazioni indiscriminate e prepotenti hanno  provocato  già danni immani  all’Ambiente ed  alle popolazioni interessate( a Sepino ho conosciuto Persone  da tutta Italia che hanno portato la loro diretta testimonianza )e che è giunto ormai tempo che la Politica se ne preoccupi responsabilmente e rapidamente, anche perché in Italia siamo abbondantemente al di sopra della scaletta temporale  che il Protocollo di Kyoto ci impone in  ordine ai MW rinnovabili da produrre.</p>
<p>D’altra parte ,già tempo addietro  c’era chi affermava  responsabilmente preoccupato che “il proliferare di impianti eolici ,infatti ,potrebbe, se non correttamente e rigorosamente regimentato ,compromettere in modo irreversibile il profilo del paesaggio regionale inteso come bene primario del più complesso bene “ambiente” che è alla base di uno sviluppo eco-sostenibile”.</p>
<p>Non erano i soliti scellerati allarmisti a dirlo, ma la  Giunta regionale di Basilicata con del n° 2920 del 13 /12/2004, con la quale approvava un “Atto di Indirizzo per il corretto inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale “!</p>
<p>Detto Atto  prevede distanze  minime di rispetto e tutela  che vanno dai 5000 metri  dalle aree di nidificazione e caccia dei rapaci e dalle Aree della Rete Natura 2000 ai 2000 metri dai corridoi di transito di grossi mammiferi , dai Parchi ,dalle aree fluviali , dalle Aree Archeologiche ed Emergenze Monumentali , da ambiti urbani ecc,e prevede ancora la assoluta impossibilità di fare impianti in aree caratterizzate da paesaggio agrario antico , quali per esempio quelle della Daunia interna per la massiccia presenza di elementi documentanti le trasformazioni del territorio dal Neolitico all’età romana.</p>
<p>In questo Atto insomma c’è tutta la consapevolezza della classe politica ed amministrativa dell’epoca della enorme importanza del Territorio lucano , anche dal punto di vista economico, oltre che per tutta una serie di aspetti che non staremo ad elencare qui.</p>
<p>Bene,a distanza di soli 6 anni dalla approvazione di questo Atto, “per dare seguito a cotanta responsabile preoccupazione”, arriva una bozza di Piear che allarga le maglie e prevede misere distanze a difesa dell’Ambiente, dei Cittadini e delle loro proprietà ( 200 metri dalle abitazioni ,contro i 700-1000 di quei fessi incompetenti degli Amministratori del resto del Mondo, 300 metri dai Monumenti ecc. contro i 2000 previsti con la delibera del 2004,salta o viene fortemente ridimensionata la maggior parte delle tutele previste dalla stessa delibera ,si passa dai 450 Mw  ipotizzabili in base al possibile riparto nazionale oppure dai 750 ipotizzati dall’ANEV,l’associazione degli eolici,ad addirittura 1500).<br />
Successivamente il  Consiglio regionale migliora  le cose in parte , passando le distanze  a 300 metri per gli edifici ed a mille per i Beni culturali,entrambe insufficienti , ma abbatte  drasticamente le  altre tutele dell’Atto di Indirizzo.</p>
<p>Alla faccia delle preoccupazioni &#8230;ma non bastava questo a qualcuno, poiché successivamente , con un Disciplinare spacciato per “adeguato alle linee guida nazionali “e che andava al di là delle competenze che il Consiglio fissava per la Giunta in materia,stabilisce che , per avere diritto ad essere “salvati”, gli edifici sparsi , le abitazioni di campagna debbono avere il requisito della residenza  anagrafica, stalle, depositi  o abitazioni  che siano!</p>
<p>È forse questo  “l’esempio di chiarezza ed efficienza normativa  “ e “il positivo contesto ambientale ed amministrativo “ che le aziende eoliche riconoscono alla nostra Regione?<br />
E’ forse grazie a questo fatto , a questa chiarezza ed efficienza normativa che  ad oggi siamo con richieste che possiamo stimare in 5000-6000 MW, corrispondenti  a circa 6000 torri eoliche da 150 metri di altezza?</p>
<p>Chi li fermerà adesso, ammesso che ci sia la volontà politica di fermarli?Il tetto dei 1500 MW?</p>
<p>Non prendiamoci in giro&#8230;quando le istanze saranno esaminate ed eventualmente approvate nessuno potrà fermarli , le aziende ricorrerebbero al TAR se la Regione volesse fermare  i progetti eccedenti i 1500 MW , e vincerebbero ,poiché in assenza di riparto nazionale fra le Regioni  nessuna di queste può porre limiti quantitativi.<br />
Ma ammesso e non concesso che superato il tetto ci si possa fermare,è giusto , è conveniente per la nostra Regione approvare i progetti che si trovano  avanti per sorteggio , con il rischio che i successivi  magari sono migliori  e più convenienti perché più rispettosi del territorio?</p>
<p>Urge dunque una direttiva  del Consiglio regionale che , sulla scorta  anche delle Linee guida del  Settembre 2010,consenta agli Uffici di essere estremamente rigidi nella selezione dei progetti, in modo tale da approvare  effettivamente i migliori , bocciando e denunciando quelli che contengono&#8230;”imprecisioni ed omissioni” nella descrizione del territorio e degli elementi che danno diritto a priorità( linee guida statali).</p>
<p>Ma soprattutto , mi riconoscerei  in una classe politica che , al di là delle belle parole ,pretendesse dallo Stato tre cose :<br />
-L’immediato riparto delle quote di rinnovabili per Regioni.</p>
<p>-L’ immediato ridimensionamento degli incentivi agli impianti industriali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, i cui benefici non vanno certo a favore della Collettività e la previsione di forti incentivi per la realizzazione  di impianti di piccole dimensioni a favore di tutta la popolazione ed a favore delle aziende locali di produzione ed installazione.</p>
<p>-una forte ed immediata politica per il risparmio e la efficienza in campo energetico.</p>
<p>Questo sostanzialmente chiedono le numerose associazioni ambientali e naturalistiche , alcune storiche  ed altre sorte nella e grazie alla rete internet, questo chiedono i Cittadini ,mortificati di dovere difendere i propri diritti costituzionali addirittura contro le proprie Amministrazioni.<br />
vitantonioiacoviello@tiscali .it</p>
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		<title>Eolico a Piansano, Pompei (Arci/Caccia): “Si sta compiendo un vero e proprio scempio&#8230;”</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 17:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Di seguito una nota di Francesco Pompei, presidente provinciale Arci/Caccia: “S’avvicina l’inizio della stagione venatoria, e tanti cacciatori effettuano le prime perlustrazioni. Senza fucile, per pochi giorni ancora senza il fedele ausiliare, ma riprendono sui campi una consuetudine con gli ambienti naturali che è presupposto e condizione imprescindibile di questa tradizione popolare. Capita così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8221; Di seguito una nota di Francesco Pompei, presidente provinciale Arci/Caccia: “S’avvicina l’inizio della stagione venatoria, e tanti cacciatori effettuano le prime perlustrazioni. Senza fucile, per pochi giorni ancora senza il fedele ausiliare, ma riprendono sui campi una consuetudine con gli ambienti naturali che è presupposto e condizione imprescindibile di questa tradizione popolare.</p>
<p>Capita così che molti ci abbiamo avvicinato per segnalarci lo stravolgimento di un intero paesaggio ed ecosistema agricolo della nostra provincia. Quello che sta avvenendo nelle campagne di Piansano. Stanno realizzando gli impianti eolici, torri che ci dicono saranno alte oltre cento metri, visibili da ogni dove.<br />
&#8220;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ontuscia.it/news.php?extend.61691.5">On Tuscia</a>.</p>
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		<title>Controvento: il nuovo libro di Antonello Caporale tratta la questione eolica</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giornalista di Repubblica Antonello Caporale ha pubblicato in questi giorni un libro sull&#8217;eolico dal titolo &#8220;Controvento: il tesoro che il Sud non sa di avere&#8221;. Ecco un estratto apparso sul sito di Caporale: Opposti. Come il bianco e il nero. O il giorno e la notte. Antonio Colucci ha sempre amato la zappa. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista di Repubblica Antonello Caporale ha pubblicato in questi giorni un libro sull&#8217;eolico dal titolo <em>&#8220;Controvento: il tesoro che il Sud non sa di avere&#8221;</em>.<br />
Ecco un estratto apparso sul sito di Caporale:</p>
<blockquote><p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="controvento_copertina_picc1.jpg" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/controvento_copertina_picc1.jpg" alt="Controvento copertina picc1" width="187" height="260" border="0" />Opposti.<br />
Come il bianco e il nero.<br />
O il giorno e la notte.<br />
Antonio Colucci ha sempre amato la zappa. Anche le mucche. E il trattore. E la mietitrebbia. E non sapeva dire cosa fosse una pala eolica prima di averla vista sovrastare la sua casa.<br />
Dopo ha capito cos’è.<br />
Ha capito innanzitutto che la pala produce energia elettrica.<br />
Più gira e più produce. E se produce energia, produce anche soldi. E i soldi li trattiene la società proprietaria della pala, che sfrutta il vento del suo paese. il vento soffia su Ripabottoni, ma si infila in altre tasche. Antonio ha saputo anche che la pala produce soldi pure se non gira. Non ha capito bene perché, ma la legge stabilisce così e lui non è andato oltre.<br />
Tutti gli hanno detto che la pala non fa rumore, perché non c’è benzina nel suo motore. Anzi, il motore non c’è proprio. È un artiglio di acciaio, una colonna di ferro esile che guarda il cielo e poi si dipana come un fiore, con le eliche che la fanno sembrare una margherita.<br />
Però lui sa che la pala fa rumore anche se è silenziosa. È difficile da spiegare, ma se andate a casa di Antonio capirete, perché lui vi dirà quello che già sappiamo: per prima cosa che sono scappati tutti i topi, per colpa del rumore. Poi vi dirà che non è riuscito a prendere più sonno e gli sono venute le allucinazioni. E il medico ha confermato che non sta bene a causa di quel rumore che non si sente, ma che il fisico avverte. Sono onde.<br />
Sono andati anche a misurare il rumore e lo hanno trovato più del doppio di quello accettabile.<br />
Un rumore quieto. Ma che Antonio riconosce distintamente. infatti ha fatto causa alla ditta proprietaria e il giudice ha ordinato di fermare per qualche tempo le pale. Almeno le sette che gli stanno proprio intorno.<br />
L’unica cosa che Antonio non sa è invece cosa sia il paesaggio. Se è bene o male mettere le pale. Se le pale sulla montagna cambiano l’aspetto della montagna.</p></blockquote>
<p><a href="http://antonello-caporale.bcdeditore.it/2011/09/controvento-capiv-scirocco/#more-1119">Leggi il resto del IV capitolo sul sito di Antonello Caporale.</a></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Controvento-tesoro-avere-Strade-Fiction/dp/8804612983/ref=sr_1_4?ie=UTF8&amp;qid=1316016937&amp;sr=8-4">Compra il libro su Amazon.it</a></p>
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		<title>Requiem per l&#8217;Art. 9 della Costituzione</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/paesaggio/requiem-per-lart-9-della-costituzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 21:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/321954_2175773867786_1050027924_32299984_656751050_o.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/09/321954_2175773867786_1050027924_32299984_656751050_o-300x227.jpg" alt="" title="321954_2175773867786_1050027924_32299984_656751050_o" width="300" height="227" class="alignleft size-medium wp-image-7113" /></a></p>
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		<title>Il paesaggio ha bisogno d&#8217;aiuto</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-molise/il-paesaggio-ha-bisogno-daiuto/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 14:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune riflessioni di Gianluigi Ciamarra, Presidente della Sezione molisana del Comitato Nazionale del Paesaggio: La visione di un bel paesaggio naturale, di un paesaggio integro, suscita sempre in ciascuno di noi un sentimento di piacere e di appagamento. Nell’ammirare un paesaggio intatto, soprattutto di luoghi cari alla memoria, ci compiacciamo della sua immutabilità e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alcune riflessioni di Gianluigi Ciamarra, Presidente della Sezione molisana del Comitato Nazionale del Paesaggio:</em></p>
<p>La visione di un bel paesaggio naturale, di un paesaggio integro, suscita sempre in ciascuno di noi un sentimento di piacere e di appagamento. Nell’ammirare un paesaggio intatto, soprattutto di luoghi cari alla memoria, ci compiacciamo della sua immutabilità e della sua capacità di riportarci indietro nel tempo a rievocare lo stesso scenario vissuto anni addietro, sin dall’epoca della fanciullezza. Il paesaggio naturale è passato e presente. E futuro.<br />
Non conosce il tempo.<br />
Il paesaggio è i colori che percepiamo; è le forme che vediamo.<br />
E’ lo schermo della nostra vita, lo specchio dei nostri sentimenti.<br />
Tutto questo il paesaggio dovrà continuare ad essere. Sempre.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/08/MolisePaesaggio.jpg" alt="MolisePaesaggio" title="MolisePaesaggio.jpg" border="0" width="450" height="300" /></p>
<p><span id="more-7048"></span> </p>
<p> Il paesaggio italiano è oggi a rischio: numerosi sono i tentativi, colposi e dolosi, di attentare alla sua funzione. Uno dei maggiori e più subdoli pericoli che esso teme è il proliferare di impianti eolici e fotovoltaici piani realizzati e da realizzarsi in aree sicuramente non idonee a riceverli, attesa la evidente incompatibilità tra l’aspetto industrializzato che li caratterizza e le peculiarità ambientali che contraddistinguono i luoghi destinati ad accoglierli.<br />
 Nella lunga latitanza di regole in materia di pianificazione e programmazione e in mancanza di un Piano energetico, le leggi che attualmente regolano l’inserimento di impianti di produzione energetica da fonti eoliche e fotovoltaiche nel territorio si rivelano inammissibilmente approssimative ed inappropriate, andando esse ad incidere in modo deleterio su aree ancora incontaminate e provocando, di conseguenza, la perdita di grandi valori territoriali legati al paesaggio.<br />
Ma, soprattutto, tali leggi si pongono in chiaro contrasto con il dettato costituzionale (art. 9 comma 2), per il quale<br />
 “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, nonché con la Convenzione<br />
Europea del Paesaggio: la tutela costituzionalmente garantita non trova rigida applicazione nella realtà, venendo, anzi, spesso (troppo spesso), ignorata e disattesa.</p>
<p>Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, cui aderiscono numerosi altri comitati spontanei ed associazioni per la salvaguardia dell’ambiente, intende sollecitare su questi temi la nascita di un movimento di opinione, libero da logiche politiche o partitiche,  ponendosi non in contrasto con le scelte di sviluppo energetico da fonti rinnovabili, ma avversando quelle, tra esse &#8211; come l’eolico industriale ed il fotovoltaico piano -, che danneggiano<br />
irrimediabilmente il paesaggio, modificandolo o addirittura cancellandolo. Le quali fonti, oltretutto, sono alla base, in svariati casi, di illecite manovre speculative laddove non è la produzione energetica l’obiettivo da raggiungere (per ottenere percentuali apprezzabili di produzione energetica da fonti eoliche e fotovoltaiche, occorrerebbe tappezzare l’intero territorio della Penisola di pali eolici e pannelli fotovoltaici &#8230;&#8230;.), bensì il tornaconto personale a danno della comunità.<br />
Eliminare l’enorme spreco di risorse rappresentato dai certificati verdi e dagli incentivi alle energie industriali (distruttrici dell’ambiente, come l’eolico ed il fotovoltaico piano) è quanto il Comitato chiede alle Istituzioni.</p>
<p>La stretta e incisiva osservanza ed applicazione dell’art. 9 comma 2 della Costituzione italiana, della Convenzione Europea del Paesaggio, è quanto, ancora, pretende il Comitato, dalle Istituzioni e dagli Organi giurisdizionali.</p>
<p>Prendere coscienza del grave ed irreversibile danno che si arreca manomettendo il paesaggio e l’ambiente è ciò che il Comitato chiede a chi ha avuto la pazienza di leggere queste righe e condivide gli obiettivi che il Comitato stesso si<br />
pone.<br />
                                                                                                                                          Gianluigi Ciamarra<br />
                                                                                        Comitato Nazionale del Paesaggio – Sezione del Molise</p>
<p>IN PREVISIONE DI UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DA TENERSI A ROMA NEL PROSSIMO MESE DI OTTOBRE, IL COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO ED EOLICO NELLE AREE VERDI ORGANIZZA PER IL GIORNO 10 SETTEMBRE P.V., A SEPINO (CB), UN RADUNO DEI COMITATI ED ASSOCIAZIONI AD ESSO ADERENTI IN PREPARAZIONE DEL SIT-IN DI OTTOBRE.</p>
<p>PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL PROGRAMMA DELLA GIORNATA, VISITA LA PAGINA FACEBOOK DEL COMITATO ED IL SUO SITO<br />
(http://comitatonazionalecontrofotovoltaicoeolico.wordpress.com)</p>
<p> PARTECIPA E FAI PARTECIPARE</p>
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		<title>Molise, si fermino le aggressioni al territorio</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-molise/molise-si-fermino-le-aggressioni-al-territorio/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 19:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un accorato appello di Gianluigi Ciamarra, Presidente della Sezione Molisana del Comitato Nazionale del Paesaggio: L’opera di devastazione del territorio molisano non si arresta: dopo il crinale della Castagna, ove saranno installate 16 torri eoliche dell’altezza di 150 mt., ben visibili dal parco archeologico di Saepinum-Altilia; dopo l’individuazione di un’altra zona di particolare pregio archeologico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un accorato appello di Gianluigi Ciamarra, Presidente della Sezione Molisana del Comitato Nazionale del Paesaggio</em>:</p>
<p>L’opera di devastazione del territorio molisano non si arresta: dopo il crinale della Castagna, ove saranno installate 16 torri eoliche dell’altezza di 150 mt., ben visibili dal parco archeologico di Saepinum-Altilia; dopo l’individuazione di un’altra zona di particolare pregio archeologico, l’area di Pietrabbondante, a ridosso della quale sono previste altre 14 pale; dopo l’invasione di centinaia e centinaia di pale che hanno irreversibilmente modificato luoghi di particolare interesse naturalistico e paesaggistico sui monti del Molise, ora la ferraglia eolica interesserà un altro sito di notevole importanza: <a href="http://www.comune.matrice.cb.it/opencms/opencms/StoriaTradizioniCultura/SantaMariaDellaStrada.html">Santa Maria della Strada</a>, una Chiesa situata in una valle alle porte  di Matrice (CB), gioiello architettonico del 1100 e monumento nazionale, circondato da una zona archeologica di epoca romana. Anche questo luogo verrà aggredito e nascosto da un nuovo impianto eolico.<br />
Nel Molise, regione di appena 4.438 Km quadri, sono già state impiantate circa 480 pale eoliche, alle quali se ne aggiungeranno altre 3.500 se i progetti all’esame  dovessero essere approvati.<br />
<div id="attachment_7020" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/08/PaesaggioMolise.jpg"><img src="http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/08/PaesaggioMolise-225x300.jpg" alt="" title="PaesaggioMolise" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-7020" /></a><p class="wp-caption-text">Paesaggio in Molise</p></div></p>
<p>Estesi campi di fotovoltaico piano, realizzati soprattutto nelle aree del basso Molise, su fertilissimi terreni sottratti all’agricoltura, danno, poi, un quadro completo di come una regione, che ha come sua peculiarità la bellezza e varietà del paesaggio, la ricchezza di testimonianze storico-archeologiche, corra il rischio imminente e concreto di vedersi cancellata la sua identità.</p>
<p>Gianluigi Ciamarra</p>
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		<title>Arriva la recessione? Basta con le rinnovabili industriali</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 15:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le energie rinnovabili sono benefiche per l’ambiente se sono utilizzate per promuovere l’autoconsumo di energia, l’efficienza ed il risparmio energetico. Il cittadino che monta sul proprio tetto pannelli solari termici e fotovoltaici, che coibenta la propria abitazione e riduce gli sprechi energetici deve essere incentivato. Allo stesso modo devono essere incentivati gli artigiani e aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Le energie rinnovabili sono benefiche per l’ambiente se sono utilizzate per promuovere l’autoconsumo di energia, l’efficienza ed il risparmio energetico. Il cittadino che monta sul proprio tetto pannelli solari termici e fotovoltaici, che coibenta la propria abitazione e riduce gli sprechi energetici deve essere incentivato. Allo stesso modo devono essere incentivati gli artigiani e aziende che vogliono fare lo stesso nei propri luoghi di lavoro.</p>
<p>In Italia invece si incentivano, con costi enormi per la collettività, le energie rinnovabili industriali: enormi ed impattanti impianti eolici ed estesissimi impianti fotovoltaici sui terreni. Si distrugge l’ambiente nel nome dell’ambiente. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi. Gli speculatori hanno trovato la manna sotto forma di incentivi e possono fare enormi guadagni che tutti noi dobbiamo pagare con gli aumenti della bolletta della luce.</p>
<p>Le energie rinnovabili non devono essere usate per distruggere il territorio italiano e per far arricchire i già troppo ricchi.</p>
<p>Prima che l’intero sistema crolli e travolga i cittadini onesti bisogna immediatamente eliminare i certificati verdi e gli incentivi a eolico e fotovoltaico a terra. Incentiviamo i cittadini, non gli speculatori.&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://comitatonazionalecontrofotovoltaicoeolico.wordpress.com/2011/08/18/arriva-la-recessione-basta-con-le-rinnovabili-industriali/">Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi</a>.</p>
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		<title>ROBIN HOOD TAX – È solo l’inizio sulla strada della ricostruzione del nostro paesaggio nazionale!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 18:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un appello al ministro Tremonti da parte delle reti che si battono contro le rinnovabili selvagge: Un primo buon risultato: tassiamo i ricchi per restituire ai poveri. La Robin Hood Tax su eolico, fotovoltaico e biomasse, in discussione nella manovra di questi giorni, è un primo, positivo, passo avanti per restituire agli italiani i soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un appello al ministro Tremonti da parte delle reti che si battono contro le rinnovabili selvagge:</em></p>
<p>Un primo buon risultato: tassiamo i ricchi per restituire ai poveri. La Robin Hood Tax su eolico, fotovoltaico e biomasse, in discussione nella manovra di questi giorni, è un primo, positivo, passo avanti per restituire agli italiani i soldi che essi sono stati costretti a dare, con l’aumento delle bollette della luce, agli speculatori delle energie rinnovabili industriali.</p>
<p>Speculatori che si sono avvalsi di enormi finanziamenti e incentivi statali al fine di finanziare questa frode assurda della “Green Economy Industriale”, che, strumentalizzando e calpestando al contempo l’ecologia, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali. Un articolo alla cui stesura contribuì anche un giovanissimo Aldo Moro, all’epoca della costituente.</p>
<p>Un danno incalcolabile all’economia del NOSTRO AMATO PAESE che trova il suo fondamento principe sul turismo, attratto dal nostro splendido ed impareggiabile paesaggio e dalle nostre ricchezze storiche ed artistiche! Una bolla speculativa che Il ministro Tremonti ben conosce e che ha denunciato più volte con coraggio.</p>
<p>Esortiamo il ministro Tremonti a proseguire su questa strada.<br />
Ora il Governo deve imporre altre tasse, ben più esose, come la “tassa sul brutto”! E deve tagliare, azzerare ogni incentivo alla mala della Green Economy Industriale, che paghiamo tutti noi in bolletta, e cancellare la menzogna-frode dei “certificati verdi”, licenze in bianco ad inquinare!<br />
Questi speculatori devono presto trovare più conveniente bonificare i siti che hanno offeso e piantare lì boschi per risanare i suoli e migliorare clima, microclima locale e paesaggio!</p>
<p><span id="more-6991"></span> </p>
<p>All’indomani del referendum contro il nucleare, tutti gli Italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, ed hanno sperato che lo Stato lavorasse davvero con politiche volte all’indipendenza energetica per unità: abitative; artigianali ed industriali.</p>
<p>Invece, una corsa cieca ed incomprensibile ha operato per la disincentivazione dei piccoli impianti posizionati nei pressi dei siti energivori, in modo da salvaguardare la capacità massima di approvvigionamento energetico, evitando le onerose e inutili dispersioni che un trasporto a grandi distanze nella rete nazionale italiana, ovviamente, comporta. Si attenta così a tutte quelle realtà agricole e territoriali preservate finora da un’attività antropica deleteria all’ambiente ed al paesaggio.</p>
<p>Purtroppo si è ottenuto lo scopo contrario ai buoni propositi di “salvaguardia” dell’ecosistema: il fotovoltaico industriale che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano devono essere fermati!</p>
<p>CHIEDIAMO A VIVA VOCE:</p>
<p>CHE QUESTO DISEGNO DISTRUTTIVO CHE GENERA IRRIMEDIABILI ED IRRIPRISTINABILI DANNI ALL’AMBIENTE ED AL PAESAGGIO SIA SOSTITUITO DA UNA SANA E LUNGIMIRANTE POLITICA volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente ed ecologisticamente parlando, che si sostituiscano le forme industriali sopra esplicitate e fisiologicamente di grave impatto ambientale.</p>
<p>Occorre favorire pertanto l’autoproduzione di energia dal sole con pannelli fotovoltaici e termici ubicati sui tetti degli edifici, che non abbiano caratteristiche di valenza storica e/o artistica, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate, estesissime per centinaia e centinaia di ettari. L’ubicazione su di esse dei pannelli  ha evidentemente un impatto nullo ambientale ed estetico, con azzeramento del consumo di vivo suolo, e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici e centri storici. Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole, altri istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni, ecc. In tal modo si permette ai cittadini, che istallando i pannelli sui tetti di loro proprietà, autonomia energetica e salvaguardia diretta dell’ambiente. Ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero!</p>
<p>E’ necessaria, anche e soprattutto, la definitiva CONDANNA dell’industria dell’energia eolica, CONTROPRODUCENTE ALLA SOSTANZIALE CARATTERISTICA DEL NOSTRO PAESE, DEFINITO “IL GIARDINO D’EUROPA” ED OGGI, IN MOLTE PARTI, DEFINITIVAMENTE SFREGIATO E SFIGURATO DA QUESTI ENORMI MOSTRI ROTANTI, PER LA MAGGIOR PARTE, IMPRODUTTIVI. E’ evidente che il nostro paese non è caratterizzato, in larga parte, da quella qualità di vento utile a produrre energia con questo tipo di tecnologia, oramai vetusta, e con un rapporto costi-benefici ambientali che è evidentemente TROPPO SBILANCIATO, E QUINDI DANNOSISSIMO.</p>
<p>Si inizi, finalmente, a regalare agli italiani, il sogno di nuova ecologia che li anima con una politica energetica dei piccoli passi e dei piccoli impianti, autorizzati SOLO PER L’AUTOPRODUZIONE ENERGETICA.</p>
<p>La Ringraziamo enormemente per la sua attenzione e per il suo impegno in merito per salvare, con l’economia di questo nostro Paese, forse per la prima volta nella sua storia, anche il paesaggio e la natura, che questi impianti falso-ecologisti, e dalle false e artatamente gonfiate ricadute occupazionali, di eolico e fotovoltaico industriali, distruggono ignominiosamente!</p>
<p>Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi<br />
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadino<br />
Rete di Salvaguardia del Territorio</p>
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