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	<title>Via dal Vento &#187; Paesaggio</title>
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	<description>Osservatorio sull'impatto dell'energia eolica in Italia</description>
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		<title>Oliviero Toscani: fermiamo lo stupro del paesaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche il fotografo si associa all&#8217;appello lanciato da Sgarbi in difesa del paesaggio italiano contro l&#8217;assalto delle fonti &#8220;rinnovabili&#8221;:
Dobbiamo fermare lo stupro del paesaggio italiano. A fronte dell&#8217;ambientalismo a parole che prolifera a destra come a sinistra, proprio in questi giorni vediamo come il nostro patrimonio venga minacciato in maniera bipartisan.
Vittorio Sgarbi ha messo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il fotografo si associa all&#8217;appello lanciato da Sgarbi in difesa del paesaggio italiano contro l&#8217;assalto delle fonti &#8220;rinnovabili&#8221;:</p>
<blockquote><p>Dobbiamo fermare lo stupro del paesaggio italiano. A fronte dell&#8217;ambientalismo a parole che prolifera a destra come a sinistra, proprio in questi giorni vediamo come il nostro patrimonio venga minacciato in maniera bipartisan.<br />
Vittorio Sgarbi ha messo in guardia dall&#8217;abominio di pale eoliche e pannelli fotovoltaici trasformati da simboli di energia pulita in strumento di devastazione dei terreni agricoli e delle campagne italiane. La buona intenzione delle rinnovabili lascia il posto alla paradossale speculazione delle aziende ( a volte in odore di mafia o malaffare) che pur di incassare sovvenzioni i e rimborsi statali sradicano interi campi di ulivi, vigne o coltivazioni che rappresentano il simbolo dell&#8217;eccellenza del nostro paese in tutto il mondo.</p></blockquote>
<p>Fonte: il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2010</p>
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		<title>Angelo Spina contro l&#8217;eolico a Santa Maria di Monteverde</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 07:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Campobasso si pronuncia così sul progetto eolico a Santa Maria di Monteverde:
&#8220;Sono vicino alle popolazioni dell&#8217;area interessata dallo sciagurato progetto di installazione di un impianto di pale eoliche vicino Santa Maria di Monteverde. Chi come me ha ricevuto un mandato amministrativo per rappresentare gli interessi collettivi non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Campobasso si pronuncia così sul progetto eolico a Santa Maria di Monteverde:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono vicino alle popolazioni dell&#8217;area interessata dallo sciagurato progetto di installazione di un impianto di pale eoliche vicino Santa Maria di Monteverde. Chi come me ha ricevuto un mandato amministrativo per rappresentare gli interessi collettivi non può rimanere in silenzio di fronte allo scempio del territorio. &#8211; Angelo Spina, Assessore provinciale ai Lavori pubblici e rappresentante proprio del Collegio che ricomprende anche i Comuni coinvolti dalla sciagurata ipotesi di costruzione della centrale, non usa mezzi termini &#8211; . Per la verità &#8211; prosegue Spina &#8211; va ribadito che la Provincia di Campobasso, così come in molte altre occasioni, non ha fatto mancare il suo appoggio all&#8217; iniziativa dei Beni Culturali che ha posto il vincolo sull&#8217;area. Una zona di enorme valore storico, culturale e archeologico; per di più ricca di testimonianze sannite e connotata dai resti di strutture fortificate e tracciati viari. Purtroppo le pale eoliche questa volta insidiano il complesso monumentale della Chiesa e del Convento di Santa Maria di Monteverde. Luoghi che, come ha recentemente sostenuto il Presidente D&#8217;Ascanio, andrebbero curati e valorizzati soprattutto per dare sostanza ad una nuova economia del turismo</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=33404">Prima Pagina Molise</a></p>
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		<title>Eolico nei luoghi d&#8217;arte, avanza il fronte del no in Molise</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste le parole dell&#8217;Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Montanaro: 
«Non sono contrario all&#8217;energia eolica ma credo che sia opportuno, per salvaguardare le ricchezze del Molise, evitare i siti archeologici e i beni di interesse culturale». A parlare è l&#8217;Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Pietro Montanaro, il quale ha espresso tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste le parole dell&#8217;Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Montanaro: </p>
<blockquote><p>«Non sono contrario all&#8217;energia eolica ma credo che sia opportuno, per salvaguardare le ricchezze del Molise, evitare i siti archeologici e i beni di interesse culturale». A parlare è l&#8217;Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Pietro Montanaro, il quale ha espresso tutto il suo disappunto per la paventata installazione di parchi eolici nei siti di interesse artistico della nostra regione. «In Molise &#8211; ha aggiunto Montanaro &#8211; la situazione potrebbe diventare presto drammatica. Non è assolutamente concepibile l&#8217;installazione di pali eolici nei pressi di beni culturali o siti archeologici che contraddistinguono la nostra terra. Abbiamo delle risorse che vanno assolutamente valorizzate. Con l&#8217;installazione di parchi eolici, si rischia di vanificare il lavoro svolto fino a ora dai vari Enti presenti in regione</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.iltempo.it/molise/2010/07/12/1178941-eolico_luoghi_arte_avanza_fronte.shtml">Il Tempo</a></p>
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		<title>Vittorio Sgarbi: difendo il paesaggio, no ai pannelli solari.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorio Sgarbi interviene sul Corriere della Sera contro gli abusi paesaggistici compiuti in nome delle fonti di energia cosiddette rinnovabili:
Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l&#8217;agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell&#8217;Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittorio Sgarbi interviene sul Corriere della Sera contro gli abusi paesaggistici compiuti in nome delle fonti di energia cosiddette rinnovabili:</p>
<blockquote><p>Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l&#8217;agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell&#8217;Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un&#8217;alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l&#8217;articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell&#8217;Unione Europea, indirizziamoli all&#8217;unica energia vera che è l&#8217;energia dell&#8217;agricoltura. Questi soldi, diamoli all&#8217;agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti.</p></blockquote>
<p><span id="more-3375"></span></p>
<p>Difendo il paesaggio: no ai pannelli solari</p>
<p>VITTORIO SGARBI</p>
<p>Caro Direttore, l&#8217;11 maggio, in forma solenne, al presidente della Repubblica, nel giorno della sua visita a Salemi per la ricorrenza del 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, ho richiamato l&#8217;articolo 9 della Costituzione, chiedendogli una promessa o un&#8217;attenzione particolare, perché un altro valore dell&#8217;Italia oltre quello dell&#8217;Unità, che è il suo paesaggio, sìa rispettato. Quel paesaggio che è simbolo dell&#8217;Unità più di ogni altra cosa, dal Nord al Sud, ma soprattutto nelle regioni meridionali, dove è colpito e sfregiato. Ieri da un vento di mafia (che io per primo ho denunciato e di cui abbiamo prove certe) con l&#8217;installazione di migliaia di pale eoliche, oggi da una nuova minaccia, gli impianti fotovoltaici.<br />
Nel richiamare la tutela dell&#8217;integrità del paesaggio e di quei luoghi del cuore e della storia, come Salemi e Calatafimi, lo scorso maggio ho ricordato al presidente le pagine dello scrittore Cesare Brandi: «Per andare a Mozia da Palermo, se uno vuol fare una delle strade più belle del mondo, prende la Costiera e passa da Castellammare e quello che vede è così multiplo e diverso, come se invece di percorrere quelle poche centinaia di chilometri, ne facesse migliaia: tanto in poco spazio il panorama è variato e il mare si offre in modi così differenti e così belli». Il paesaggio raccontato da Brandi è quello in cui sono state installate le pale eoliche e in cui oggi si vorrebbero distendere migliaia di pannelli solari, come è già avvenuto a Ragusa dove hanno montato oltre 10 mila pannelli, distruggendo secolari muretti a secco e la campagna circostante. Al posto della civiltà agricola un immenso specchio di vetro. L&#8217;incombenza di questa nuova minaccia all&#8217;integrità del paesaggio — pannelli solari al posto di vigneti e uliveti — mi spinge a chiedere nuovamente alpresidente della Repubblica di aiutarci a difendere il grande paesaggio italiano. Lo faccio ora che, passata la<br />
sbornia di un finto ambientalismo-che ha assistito in silenzio allo sfregio del territorio da parte degli impianti eolici, un nuovo miraggio di facili guadagni sembra abbia accalappiato agricoltori in crisi e molti imprenditori in cerca di provvidenze pubbliche. Riecheggiano, a sostegno del fotovoltaico, considerazioni che ho già sentito: nuovi posti di lavoro e cospicue remunerazioni per i proprietari dei terreni che smetterebbero di coltivare l&#8217;uva, le arance, gli ulivi, per dare in affitto i poderi. Un nuovo business viene dunque prospettato agli agricoltori, mentre si ignora che le infiltrazioni mafiose nell&#8217;eolico, indipendentemente dalla devastazione del paesaggio, inducono oggi tutta la classe politica della Regione Siciliana e Confindustria a dire che non vanno più bene.<br />
Temo che si ripeta quel che è accaduto con gli impianti eolici. Qualcuno li ha visti installare, qualcuno ne ha ricavato un immediato beneficio economico. Certamente la politica è rimasta a guardare, non ha fatto nulla per impedirle. E allora dico: se la politica oggi può prevenire la devastazione del paesaggio non vedo perché non lo debba fare. Non vedo perché si debba cancellare la civiltà agricola per dare spazio a fonti di energia rinnovabile. E poco importa se certe indicazioni sono previste dal protocollo di Kyoto. Tentano di far passare una serie di bubbole e quando se ne accorgeranno sarà sempre troppo tardi. Si scelgano altri siti.<br />
Il miraggio dì questo nuovo business legato al fotovoltaico è arrivato anche a Salemi, la città di cui sono sindaco dal 2008. In un&#8217;assemblea con una minoranza di agricoltori vittime della globalizzazione e disperati per l&#8217;erosione dei redditi, e con imprenditori pronti a utilizzare il fiume di contributi pubblici dell&#8217;Unione Europea, mi è stato chiesto di autorizzare l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici nelle campagne. Ho risposto: fin quando sono sindaco, decido io. E faccio parlare Salemi in tutto il mondo per la sua civiltà, non per lo stupro del paesaggio. Sul fotovoltaico nelle campagne non c&#8217;è alcuna mediazione possibile. Questa è la mia posizione. Diversamente, sceglietevi un altro sindaco, uno che sarà felicissimo di riempire le campagne di fotovoltaico così come le hanno riempite di pale eoliche. Non ho nessuna intenzione di far prevalere la dissennatezza. Bisogna smetterla con la retorica per cui siccome c&#8217;è gente che deve lavorare, si continua a distruggere il paesaggio. Non si tiene certo aperta una fabbrica che inquina solo perché bisogna garantire uno stipendio ai dipendenti. Tuttavia, non avendo pregiudizi sul fotovoltaico, ho anche indicato un&#8217;alternativa. In Italia abbiamo un numero impressionante dì edifici orrendi su cui si possono installare i pannelli.<br />
Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l&#8217;agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell&#8217;Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un&#8217;alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l&#8217;articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e ilpatrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell&#8217;Unione Europea, indirizziamoli all&#8217;unica energia vera che è l&#8217;energia dell&#8217;agricoltura. Questi soldi, diamoli all&#8217;agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti.<br />
sindaco di Salemi</p>
<p>Il Corriere della Sera<br />
12/07/2010</p>
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		<title>APPELLO PER  IL MOLISE E PER I SUOI LUOGHI EMBLEMATICI STORICO-CULTURALI, SOTTO UN INVEROSIMILE ATTACCO EOLICO</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-molise/appello-per-il-molise-e-per-i-suoi-luoghi-emblematici-storico-culturali-sotto-un-inverosimile-attacco-eolico/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Nazionale del Paesaggio lancia un appello per la salvaguardia dei luoghi storici molisani (se volete aderire segnalatelo qui):
 “ Si all’eolico, ma prima nelle zone industriali e lontano dai luoghi emblematici. Quando sorvolo certi paesi europei non provo certo invidia.”
Così Sarkozy, che ha a cuore la Francia, il suo paesaggio e il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Nazionale del Paesaggio lancia un appello per la salvaguardia dei luoghi storici molisani (<a href="http://www.cnp-online.it/contatti.html">se volete aderire segnalatelo qui</a>):</p>
<blockquote><p> “ Si all’eolico, ma prima nelle zone industriali e lontano dai luoghi emblematici. Quando sorvolo certi paesi europei non provo certo invidia.”</p></blockquote>
<p>Così Sarkozy, che ha a cuore la Francia, il suo paesaggio e il suo primato turistico in Europa.</p>
<p>E’ su queste sagge parole che Le rivolgiamo un appello Signor Ministro On. Sandro Bondi, per la più piccola e indifesa Regione d’Italia, sulla quale si è concentrato un attacco insostenibile al paesaggio ed ai “ suoi siti emblematici “.<br />
Una Regione, peraltro, che vede nel turismo e nell’agricoltura di pregio il suo futuro.</p>
<p>Su 4437 KM quadrati sono state installate già torri eoliche per 238 MW, ne sono state autorizzate per  450 MW e sono depositati progetti per altri 3000 MW. ( fonte TERNA: dato sottostimato ).Si va verso le 3000 torri.<br />
Inevitabile colpire la qualità della vita delle popolazioni per lo pù rurali, e con simile densità colpire i “ luoghi emblematici “:</p>
<ol>
<li>Saepinum Altilia, la città romana sul tratturo, nella sua intatta conca montana densa di valori archeologici</li>
<li> Pietrabbondante, un unicum con il teatro Sannitico e i suoi templi affacciati sull’infinito del paesaggio molisano</li>
<li>la chiesa romanica di S.Maria della Strada a Matrice</li>
<li> i Tratturi: 430 km di percorsi storici , la più grande ricchezza molisana ancora da scoprire  e mettere a reddito</li>
</ol>
<p>Contro la omologazione e dequalificazione del territorio e della sua cifra identitaria archeologica, romano-italica, ora una rete di cittadini colti e sensibili, con l’aiuto degli agricoltori, manifesta il suo rifiuto ieri a Toro, oggi a Pietrabbondante e domani a Matrice, per la sua meravigliosa chiesa romanica, che si vuole circondare di torri rotanti.<br />
<span id="more-3293"></span><br />
La regione Molise aveva fatto una legge di regolamentazione accettabile, ma incostituzionale in assenza di linee guida nazionali.<br />
Ora senza quella legge siamo al disastro.<br />
Gli uffici regionali non respingono nessun progetto.</p>
<p>Tutto rimane sulle spalle dei funzionari, dei dirigenti delle Sopintendenze e della Direzione Regionale BBCC di Stato, che tentano di fare fino in fondo il loro dovere, tra denunce e ricorsi delle società eolico che intendono sfondare il fronte della tutela.</p>
<p>Cosa chiediamo al  Signor Ministro:<br />
-        un intervento tecnico di assoluta difesa senza compromessi di sorta per i luoghi emblematici;<br />
-        Un intervento politico per esortare la Regione ad agire con una legge regionale, per così dire provvisoria, in attesa delle linee guida, per salvare i siti emblematici:<br />
Infine delle sue dichiarazioni, affinchè non ci si senta più soli, come cittadini che credono nella validità dell’art 9 della Costituzione</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sgarbi difende i luoghi storici molisani</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo intervento del critico d&#8217;arte contro l&#8217;eolico, questa volta in difesa dei siti archeologici più sacri del Molise:
Vittorio Sgarbi difende il Molise e il suo paesaggio:‘L&#8217;assoluta indifferenza che si riserva al Molise&#8217;. E&#8217; così che ha sintetizzato il rischio di sacrificare anche Altilia e Pietrabbondante al business dell&#8217;eolico. L&#8217;eolico è una straordinaria opportunità di produrre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesimo intervento del critico d&#8217;arte contro l&#8217;eolico, questa volta in difesa dei siti archeologici più sacri del Molise:</p>
<blockquote><p>Vittorio Sgarbi difende il Molise e il suo paesaggio:‘L&#8217;assoluta indifferenza che si riserva al Molise&#8217;. E&#8217; così che ha sintetizzato il rischio di sacrificare anche Altilia e Pietrabbondante al business dell&#8217;eolico. L&#8217;eolico è una straordinaria opportunità di produrre energia pulita ma quando si passa il limite del buon senso somiglia troppo ad una speculazione fine a se stessa e può devastare i territori, proprio come accade con le produzioni inquinanti. La coscienza del proprio paesaggio è una ricchezza che i molisani non hanno mai imparato a difendere, forse perché abituati alla bellezza, come fosse scontata e intoccabile. Così non è e l&#8217;abbiamo imparato in pochi anni, senza avere il tempo di evitare scempi che invece evitabili lo sono. Basta un po&#8217; di buon senso e un po&#8217; di orgoglio in più. </p>
<p>Nel suo intervento alla presentazione del progetto di Oliviero Toscani &#8216;Nuovo paesaggio italiano&#8217;,  Sgarbi ha denunciato il rischio di perdere per sempre la bellezza di Altilia e di Pietrabbondante: &#8220;Un paesaggio già deturpato da mille pale eoliche che ora minacciano anche luoghi sublimi come quello di Altilia, a Sepino, e la zona archeologica di Pietrabbondante, ad Isernia,  nell&#8217;assoluta indifferenza che si riserva al Molise&#8221;.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=32255&#038;goback_link=index.php">Prima Pagina Molise</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>LIPU: eolico, la situazione è fuori controllo</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/avifauna/lipu-eolico-la-situazione-e-fuori-controllo/</link>
		<comments>http://www.viadalvento.org/avifauna/lipu-eolico-la-situazione-e-fuori-controllo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 19:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Costi per la collettività]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:
EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.
Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.
E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo comunicato della LIPU:</p>
<p>EOLICO: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO.<br />
LIPU A GOVERNO E PARLAMENTO:<br />
ADOTTARE MISURE SERIE DI TUTELA, RIVEDERE GLI INCENTIVI, PREVEDERE LIMITI.</p>
<p>Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali.</p>
<p>E’ il quadro della LIPU-BirdLife Italia riguardo lo sviluppo in Italia dell’energia eolica, che tra impianti attivi (4.845 megawatt a fine 2009), impianti autorizzati (altri 7.674 megawatt) e pareri ambientali positivi ha messo un’ipoteca di oltre 11mila megawatt, raggiunti all’insegna di una “sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva programmazione o analisi preventiva da parte dello Stato o delle Regioni”. Senza contare gli altri 70mila megawatt che derivano da istanze in istruttoria presso le autorità preposte.</p>
<p>Uno sforzo immane, quello dello sviluppo di impianti eolici, in termini di costi (a regime 3,7 miliardi di euro all’anno) e purtroppo di perdita di biodiversità e paesaggio, in cambio di un contributo pari solo all’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale, tra comparto elettrico, dei trasporti, civile e industriale. Dunque un contributo modesto agli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, che ora impone tagli all’anidride carbonica che saranno da ricercarsi – secondo la LIPU &#8211; soprattutto nei comparti dell’edilizia e dei trasporti.</p>
<p> <span id="more-3214"></span></p>
<p>In Italia l’eccessiva contribuzione pubblica sull’eolico, pari a circa il doppio delle media europea e valida per 15 anni rinnovabili con la ristrutturazione della turbina, “è alla base di una distorsione del mercato, di spinte ingovernabili, di condizionamenti nell’adozione delle regole e nella comunicazione e di sempre più numerosi episodi di malgoverno o di vero e proprio malaffare, che ha visto infiltrazioni anche da parte della malavita organizzata”.</p>
<p>Tutto ciò in assenza di Linee Guida nazionali per l’inserimento di rinnovabili sul territorio, previste dal decreto legislativo 387 del 2003, linee guida una cui bozza è attualmente all’esame della Conferenza Unificata Stato Regione ma che risulta essere un documento inadeguato alle esigenze di tutela del territorio e alla fissazione di obblighi non derogabili.</p>
<p>“Il tema è molto delicato e ormai scottante – afferma Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali LIPU-BirdLife Italia &#8211; Da un lato, c’è in gioco l’importantissima questione della riduzione delle emissioni e dunque dell’utilizzo di “cattive” forme di energia. D’altro canto, abbiamo la necessità di salvaguardare quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità e il paesaggio italiano, a partire dai siti di Rete Natura 2000, delle altre aree protette e da tutti i territori con alto valore paesaggistico o naturalistico.</p>
<p>“Le due cose – prosegue Selvaggi &#8211; possono e devono essere conciliate. Per questo avanziamo un accorato appello a Governo, Parlamento, Commissioni Ambiente di Camera e Senato, nonché alle regioni riunite in Conferenza unificata, con tre richieste precise: si adottino subito misure serie per la tutela di valori naturalistici e paesaggistici non ancora compromessi; si rimodulino gli incentivi per l’eolico, uniformandoli al mercato europeo e legandoli alla sostenibilità anche naturalistica degli impianti; si preveda un limite programmatico e non derogabile all’insediamento di tecnologie eoliche e fotovoltaiche nelle aree non urbanizzate, assieme alla promozione di obiettivi di pianificazione a medio e lungo termine. E si faccia presto – conclude Selvaggi &#8211; prima che dell’Italia che conosciamo, con le sue bellezze straordinarie, resti poco o nulla”.</p>
<p>15 giugno 2010</p>
<p>UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA 0521.1910706 – 340.3642091</p>
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		<title>Lo scempio delle pale, la Puglia irriconoscibile</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 06:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo articolo di Nino Sangerardi, apparso sul sito &#8220;L&#8217;ira del tacco&#8221;
Il paesaggio che non c&#8217;è più. Arrivando nei pressi del casello autostradale di Candela(Foggia) balza agli occhi la piantagione senza fine di torri eoliche. Pale meccaniche e aerogeneratori che tentano di catturare gratis il vento che agita le colline di Ascoli Satriano, Accadia, Sant&#8217;Agata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questo articolo di Nino Sangerardi, apparso sul sito &#8220;L&#8217;ira del tacco&#8221;</p>
<blockquote><p>Il paesaggio che non c&#8217;è più. Arrivando nei pressi del casello autostradale di Candela(Foggia) balza agli occhi la piantagione senza fine di torri eoliche. Pale meccaniche e aerogeneratori che tentano di catturare gratis il vento che agita le colline di Ascoli Satriano, Accadia, Sant&#8217;Agata di Puglia, Rocchetta S.ant&#8217;Antonio. E appresso impianti energetici sulle  montagne pietrose di Minivervino Murge, a breve nelle contrade di Spinazzola , Gravina e Poggiorsini, a seguire Altamura e Santeramo in Colle ai confini con la Basilicata. Paesi  città e agglomerati che incassano una rendita annuale più o meno ridicola ( si va dai cento ai 400 mila euro) e  però si vedono intaccata per sempre la geografia dei luoghi, l&#8217;antica sapienza urbanistica: caratteristiche irripetibili  e fondamentali per chi vuol coltivare la vocazione del turismo ambientale e culturale. Soprattutto si manomette il sentimento del tempo.</p>
<p>Che vuol dire? E&#8217; quella sensibilità, emozione che permette al viaggiatore&#8211; ma pure al turista che ha  voglia di conoscenza non solo consumistica e dozzinale&#8211; di scoprire le epoche, la storia umana, amtropologica, architettonica e religiosa stratificata di un Paese, di una metropoli, di un borgo. Fate una gita semplice a Gubbio o a Lucca o a Vienna o a Guardia Perticara o a Spello o a Berlino o Praga o a Dublino o a Cutriba( Brasile) e vi accorgerete di essere dentro il tempo, la memoria costruita e preservata da chi abita, vive il territorio, la città, il paese. </p></blockquote>
<p><a href="http://www.liradeltacco.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=975:lo-scempio-delle-pale-la-puglia-irriconoscibile&#038;catid=34:cronaca&#038;Itemid=54">Continua a leggere</a></p>
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		<title>Eolico a Matrice, preoccupazione dal Consigliere Petraroia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 18:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consigliere regionale molisano del PD esprime preoccupazione per una possibile centrale eolica a Matrice (CB) e l&#8217;eventuale impatto sui beni culturali:
segnala la presenza della Chiesa di Santa Maria della Strada che sorge lungo il Tratturo rappresentando una rara testimonianza architettonica, paesaggistica e culturale di notevole valenza. &#8220;E&#8217; indubbio che l&#8217;installazione delle pale eoliche determinerebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il consigliere regionale molisano del PD esprime preoccupazione per una possibile centrale eolica a Matrice (CB) e l&#8217;eventuale impatto sui beni culturali:</p>
<blockquote><p>segnala la presenza della Chiesa di Santa Maria della Strada che sorge lungo il Tratturo rappresentando una rara testimonianza architettonica, paesaggistica e culturale di notevole valenza. &#8220;E&#8217; indubbio che l&#8217;installazione delle pale eoliche determinerebbe un mutamento paesistico, ambientale e naturale con la possibile perdita irreversibile degli attuali tratti storici e paesaggistici&#8221;</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=31323">Prima Pagina Molise</a></p>
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		<title>Galileo sulle rinnovabili in Puglia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 06:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito della rivista scientifica Galileo propone un articolo sulla corsa sfrenata alle rinnovabili in Puglia:

Oltre cinquemila impianti per una produzione di 95,4 GWh. Con queste cifre la Puglia è la regina italiana del fotovoltaico, e non solo. Sempre in questa regione si conta la maggiore potenza installata e la maggior produzione da fonte eolica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito della rivista scientifica Galileo propone un articolo sulla corsa sfrenata alle rinnovabili in Puglia:</p>
<blockquote><p>
Oltre cinquemila impianti per una produzione di 95,4 GWh. Con queste cifre la Puglia è la regina italiana del fotovoltaico, e non solo. Sempre in questa regione si conta la maggiore potenza installata e la maggior produzione da fonte eolica nel Paese. Numeri imponenti e destinati ad aumentare; ma senza una pianificazione energetica, denunciano le associazioni: l’avanzata delle rinnovabili non è accompagnata da un programma regionale di dismissione delle fonti fossili e l’energia elettrica supera di molto le reali necessità. Così, complici le autorizzazioni facili e i lauti finanziamenti, imprenditori locali e grosse aziende straniere hanno ingaggiato una vera e propria corsa all’oro per accaparrarsi suoli votati all’agricoltura e al pascolo e impiantarvi filari di pannelli solari o torri eoliche, trasformandoli di fatto in aree industriali.<br />
&#8230;<br />
Cifre che farebbero pensare a un paradiso dell’energia pulita. Ma non è proprio così: le centrali termoelettriche che bruciano carbone, olio e gas producono ancora più del 90 per cento dell’energia elettrica consumata nella regione. Inoltre, sommando a questa produzione quella delle rinnovabili, la Puglia già nel 2008 faceva registrare l’86 per cento di energia in più rispetto ai consumi: 37 miliardi di chilowattora contro i 19,9 del suo fabbisogno (dati Terna). Il surplus viene esportato verso regioni meno ‘fortunate’. Tutto ciò senza alcun vantaggio per i cittadini pugliesi che non ricevono sgravi sulla bolletta e con un impatto non trascurabile su paesaggio e agricoltura. Sotto i pannelli e intorno alle pale il terreno diventa sterile a causa delle zone d’ombra e all’uso dei diserbanti, che inquinano anche le falde, e i chilometri di cavi elettrici e cabine ad alta tensione per il trasporto dell’energia prodotta non sono certo un bel vedere. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.galileonet.it/primo-piano/12768/quei-pannelli-di-troppo">Galileo</a> </p>
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		<title>Nuova centrale eolica in provincia di Caserta contro il parere della Soprintendenza</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 05:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata concessa l&#8217;autorizzazione alla costruzione e all&#8217;esercizio di un impianto per produzione di energia, con tecnologia eolica, della potenza di 40 MW da realizzare in località Monte Frattiello, Torre Pizzuta, Monte Pozzillo, Ragazzano, La Colla, nei comuni di Giano Vetusto-Pontelatone e
Camigliano (CE) ad opera della DE.DI Srl. con sede legale in Capua alla Piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata concessa l&#8217;autorizzazione alla costruzione e all&#8217;esercizio di un impianto per produzione di energia, con tecnologia eolica, della potenza di 40 MW da realizzare in località Monte Frattiello, Torre Pizzuta, Monte Pozzillo, Ragazzano, La Colla, nei comuni di Giano Vetusto-Pontelatone e<br />
Camigliano (CE) ad opera della DE.DI Srl. con sede legale in Capua alla Piazza Duomo n° 9.<br />
Il tutto nonostante, nel corso del procedimento autorizzativo, siano state evidenziati alcuni punti contrari in partciolare<br />
- la nota della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Caserta e Benevento, con la quale si esprimeva parere negativo.<br />
Si è però ritenuto che l’interesse paesaggistico tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, risulti degradato ad interesse semplice in presenza di valutazione d’impatto ambientale con esito positivo (come nel caso in oggetto) e che il vincolo boschivo esistente non era insuperabile per l’ordinamento, ma da contemperare alla luce dei diversi interessi correlati al progetto, che sono stati valutati, come spesso avviene, in senso favorevole dai funzionari regionali campani.</p>
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		<title>Gli ambientalisti contrari all&#8217;eolico selvaggio ascoltati dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 18:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno 17 maggio il Consiglio Superiore dei Beni Culturali, presieduto dal prof. Andrea Carandini, ha convocato Rosa Filippini, presidente degli Amici Della Terra, Carlo Alberto Pinelli, presidente onorario di Mountain Wilderness e Oreste Rutigliano, consigliere di Italia Nostra e animatore del Comitato Italiano per il Paesaggio, per ascoltare una loro relazione sui devastanti effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 17 maggio il Consiglio Superiore dei Beni Culturali, presieduto dal prof. Andrea Carandini, ha convocato Rosa Filippini, presidente degli Amici Della Terra, Carlo Alberto Pinelli, presidente onorario di Mountain Wilderness e Oreste Rutigliano, consigliere di Italia Nostra e animatore del Comitato Italiano per il Paesaggio, per ascoltare una loro relazione sui devastanti effetti che gli impianti eolici industriali hanno sul &#8216;patrimonio naturale e sulla qualità del paesaggio italiano. Uscendo dall&#8217;audizione i tre si sono dichiarati particolarmente soddisfatti per la favorevole accoglienza che è stata riservata alle loro documentate argomentazioni.</p>
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		<title>I maxi-impianti eolici e fotovoltaici devono essere pianificati nel pieno rispetto del paesaggio e realizzati con operazioni trasparenti</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo appello redatto dal Comitato per la Bellezza di Vittorio Emiliani e firmato da un nutrito gruppo di personalità del mondo della cultura:

I maxi-impianti eolici e fotovoltaici devono essere pianificati nel pieno rispetto del paesaggio e realizzati con operazioni trasparenti


Il ricorso a fonti rinnovabili di energia e quindi la diffusione di impianti per energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questo appello redatto dal Comitato per la Bellezza di Vittorio Emiliani e firmato da un nutrito gruppo di personalità del mondo della cultura:</p>
<p><strong>
<p>I maxi-impianti eolici e fotovoltaici devono essere pianificati nel pieno rispetto del paesaggio e realizzati con operazioni trasparenti</p>
<p></strong><br />
<em>
<p>Il ricorso a fonti rinnovabili di energia e quindi la diffusione di impianti per energia pulita sono più che mai indispensabili e quindi da noi pienamente condivisi. Su questo punto non deve esserci ombra di dubbio. Tuttavia sentiamo la necessità di dire che la diffusione dei parchi eolici, anche dei mega-impianti, è avvenuta e sta avvenendo senza pianificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, e in modo a volte assai poco trasparente (si veda il caso della Sardegna e della Sicilia), investendo e manomettendo anche panorami particolarmente belli e intatti. Di recente il Tar della Toscana ha convalidato l’installazione di un parco eolico a ridosso del Castello di Montepò a Scansano (Grosseto) e a poche centinaia di metri da vigneti di Morellino doc. Altre maxi-pale eoliche sono previste in Comuni fra l’Alta Maremma e l’Amiata (Roccalbegna, Cana, Semproniano, ecc.). Altre ancora, di 150 m., vengono minacciate nel paesaggio delle Foreste Casentinesi, versante romagnolo. Mentre si prevede di disseminare mega-impianti off-shore vicino a coste splendide come quella del Gargano.<br />
Di recente, un referendum popolare ha bocciato con l’81 % di “no”, a Urbania, presso Urbino, un mega-parco eolico sui monti, intatti, della zona, ma gli installatori stanno tornando alla carica. Nel Sud numerosi crinali dell’Appennino sono già stati invasi proponendo, a Comuni poveri e indebitati, incentivi che non hanno compensato in alcun modo la manomissione del paesaggio e dell’ecosistema, con la fuga degli uccelli, degli insetti “buoni”, ecc. oltre a quella dei turisti, ovviamente, infastiditi dal forte rumore e da presenze comunque disturbanti. Da qui le numerose istanze di moratoria proposte anche dal Wwf.<br />
Tutto è avvenuto, in modo disordinato, senza la definizione &#8211; d’intesa con le Soprintendenze regionali e di settore &#8211; di piani, quanto meno regionali, di “compatibilità”. Si è appena iniziato a discutere in Consiglio Superiore dei maxi-impianti off-shore. Un discorso che ora si pone con forza anche per i mega-impianti fotovoltaici, come ha denunciato di recente sulla stampa il creatore di Sloow Food, Carlo Petrini, ponendo in evidenza che con essi troppi terreni agricoli, a coltivo o a pascolo, vengono sottratti alla produzione e quindi anche alla tutela del paesaggio agrario. Un tema sollevato, con ripetuti allarmi, anche dalla Coldiretti.<br />
In primo luogo ci sembra sbagliata la filosofia della concentrazione di maxi-impianti, sia eolici che fotovoltaici, tanto più in zone agro-silvo-pastorali. In secondo luogo ci sembra radicalmente sbagliato procedere alla loro installazione sotto la pressione di industrie produttrici o di loro intermediari, quindi in base a logiche privatistiche e speculative, con poca trasparenza. Dove realizzare allora – si obietterà &#8211; i parchi eolici e gli impianti fotovoltaici? Entrambi possono venire installati nelle aree portuali (sta accadendo a Savona ad opera di quella Autorità portuale), nei poli o nei nuclei industriali pianificati a suo tempo (quando anche in Italia si pianificava) o in zone ex industriali dismesse. Mentre il fotovoltaico, che sta crescendo moltissimo e che è più adatto all’Italia dell’eolico, va installato nelle aree urbane, al di fuori, ovviamente, dei centri storici, evitando così altro consumo di suolo agricolo.<br />
In generale, il fenomeno va al più presto ricondotto a logiche di utilità pubblica e quindi diffuso laddove non ci siano vincoli paesaggistici e ambientali e comunque, ripetiamo, non nel rapporto diretto industrie-installatori-Comuni, bensì  in modo chiaro, all’interno di piani regionali. Diversamente, come sta avvenendo, gli impianti – quelli maggiori – per l’energia pulita si diffonderanno a danno di paesaggi, montani e marini, irrecuperabili, con evidenti danni culturali ed anche economici (per il turismo, culturale e naturalistico, per le produzioni agricole qualificate, ecc.).<br />
Rivolgiamo pertanto un pressante, allarmato appello ai ministri competenti, agli organismi tecnico-scientifici del Ministero per i Beni e le Attività culturali, alla Conferenza Stato-Regioni, ai presidenti e agli assessori regionali competenti, all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia affinché l’installazione di impianti per l’energia pulita – certamente necessari &#8211; avvenga, di qui in avanti, in modo anch’esso “virtuoso”, cioè rispettoso della trasparenza e dei fondamentali valori tutelati con forza dall’articolo 9 della Costituzione e ai quali tante volte si è richiamato, e ci ha richiamato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.<br /></em><br />
<strong>Il Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Desideria Pasolini dall’Onda, Salvatore Settis, Marisa Dalai, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Irene Berlingò, Gaia Pallottino, Bernardo Rossi Doria, Gianfranco Amendola, Corrado Stajano, Maria Pia Guermandi, Antonio Pinelli, Edoardo Salzano, Pier Luigi Cervellati, Andrea Emiliani, Rita Paris, Antonio Lubrano, Annarita Bartolomei, Fernando Ferrigno, Violante Pallavicino, Nino Criscenti, Giovanna Borgese, Arturo Osio, Bernardino Osio, Giuseppe Basile, Montse e Andrea Manzella, Carla Sepe, Roberto De Marco, Giuliano Montaldo, Marco Tullio Giordana, Paolo Sorcinelli, Nicola Spinosa, Renato Nicolini, Sallie Marcucci, Oliviero Beha, Enzo Marzo, Andreina De Tomassi, Paolo Baldeschi, Sauro Turroni, Clelia Arduini, Georg Frisch, Milton Gendel, Gabriele Simongini, Giuseppe Marchetti Tricamo, Carlo Catalogna, Giulio Castelli, Franco Monteleone, Magda Mercatali, Pino Coscetta, Sergio Guidi, Valentino Podestà, Paola Migliorino, Raffaella Prandi, Andrea Costa, Anna Cammarano, Sergio Bracco, Donatella Fagioli.<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Deciderà il TAR sull&#8217;eolico presso il sito archeologico di Pietrabbondante</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 07:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tar del Molise sara&#8217; chiamato a dirimere la controversia tra una societa&#8217; di energia eolica e il ministero dei Beni Culturali, per definire se sul sito archeologico di Pietrabbondante, uno dei luoghi storici piu&#8217; importanti dell Italia pre-Romana possano essere installate 13 torri del vento alte come la cupola di S.Pietro.
  &#8220;Il Molise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tar del Molise sara&#8217; chiamato a dirimere la controversia tra una societa&#8217; di energia eolica e il ministero dei Beni Culturali, per definire se sul sito archeologico di Pietrabbondante, uno dei luoghi storici piu&#8217; importanti dell Italia pre-Romana possano essere installate 13 torri del vento alte come la cupola di S.Pietro.<br />
  &#8220;Il Molise &#8211; ha sostenuto il consigliere del Pd, Michele Petraroia &#8211; non ha la forza per fermare l invasione di una miriade di micro srl che hanno depositato istanze per costruire in una regione che misura 4 mila km quadrati, poco piu&#8217; di 3 mila torri eoliche. Cosa si cela dietro i traffici, gli affari e gli investimenti del settore e&#8217; cosa che progressivamente sta emergendo dalla Sicilia alla Calabria e passando per Campania e Sardegna. Dietro e dentro lo slogan sulla Green Economy, di verde rischia di rimanerci solo il colore dei soldi&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.agi.it/campobasso/notizie/201005102222-cro-rt10273-teatro_italico_pietrabbondante_tar_su_parco_eolico">AGI</a></p>
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		<title>Eolico nella Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, un articolo di Sergio D&#8217;Elia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 12:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo articolo di Sergio D&#8217;Elia, apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 26 aprile scorso:
La leggenda racconta che Eracle, sbarcando sulle coste salentine, scagliò contro i terribili Giganti, che abitavano il luogo, alcuni macigni strappati alla scogliera. Molte pietre sono ancora lì, sparse tra i Massi della Vecchia sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questo articolo di Sergio D&#8217;Elia, apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 26 aprile scorso:</p>
<p>La leggenda racconta che Eracle, sbarcando sulle coste salentine, scagliò contro i terribili Giganti, che abitavano il luogo, alcuni macigni strappati alla scogliera. Molte pietre sono ancora lì, sparse tra i Massi della Vecchia sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, conosciuta localmente come «Serra», acropoli naturale di un`antica civiltà che sorge tra i paesi di Minervino, Giuggianello e Palmariggi nell`immediato entroterra di Otranto.</p>
<p>L`opera scultorea del tempo ha dato alle pietre sacre le forme più strane e la fantasia popolare ha associato loro nomi bizzarri e antiche leggende che si tramandano di padre in figlio. Come il «Piede d`Ercole», un monolite a forma di zampa di un grosso animale. Oppure «`U Furticiddhu della Vecchia» che richiama la rondella di un fuso (furticiddhu in dialetto locale). Il monumento viene detto anche «Masso oscillante d`Ercole» in riferimento al mito originario. Oppure il «Letto della Vecchia», una grossa pietra calcarea di forma circolare che assomiglia a un enorme giaciglio. Secondo la leggenda, la strega trasforma in pietra chiunque non riesca a rispondere alle sue domande, mentre a chi risponde correttamente dona un gallina con sette pulcini d`oro.</p>
<p><span id="more-2877"></span></p>
<p>Storie misteriose, miti pagani e riti sacri ammantano la Serra coi suoi massi popolati da ninfe e folletti, diavoli e santi, streghe e madonne, orchi malvagi e fate buone, giganti e pastorelli, viandanti e spiriti del luogo, tesori meravigliosi, forze magiche ed energie cosmiche.</p>
<p>Un arco di tempo plurimillenario ha lasciato miracolosamente intatte le loro tracce, ed è straordinario come in così poco spazio siano rappresentate tutte le epoche della storia dell`uomo. Dal paleolitico al neolitico giungono fino a noi evidenze di villaggi capannicoli e grotte cultuali. Dolmen e menhir richiamano l`età del rame e del bronzo, mentre dell`età del ferro e della civiltà prima greco-messapica e poi romana è testimone una torre militare di avvistamento. Al Medioevo ci riportano chiese paleocristiane, cenobi dei monaci greci dell`ordine di San Basilio, cripte e chiesette rupestri bizantine come quella dedicata a San Giovanni, villaggi quale il casale di Quattro Macine. All`epoca moderna datano numerose masserie, alcune anche fortificate, tru lli e caratteristici abituri in pietra a secco e a tegole o addirittura con coperture megalitiche. Tutto questo sopravvive in un paesaggio rurale e naturale ancora vergine, caratterizzato da ulivi monumentali, vecchi tratturi e muri a secco, boschi e macchia mediterranea, dove vegetano le ultime sugherete salentine come quelle di Bosco Paletta, le più orientali al mondo, con querce rare per il basso Salento, quali il fragno, il tutto intervallato da campi agricoli e preziosi pascoli rocciosi di tutelata steppa mediterranea. Il sito è frequentato dalle rare e protette cicogne bianche, che a detta dei locali hanno nidificato ancora nell`altopiano di Santu Vasili.</p>
<p>Con una stratificazione di culti e mescolanza di sacro e profano, sono sorti santuari cristiani di fortissima devozione, come quello di Montevergine nel feudo di Palmariggi legato alle apparizioni della Madonna, con una chiesa settecentesca costruita, accanto a un menhir, su una grotta-laura basiliana affrescata con l`icona di una Vergine con Bambino. Così, nell`area Belvedere, la Grotta di San Giovanni legata a miracoli di guarigione e apparizioni del santo, per cui nel luogo si celebrano ogni anno frequentatissime feste religiose e concomitanti fiere, con canti e balli popolari. E poi la bella ed enigmatica chiesetta della Madonna della Serra di Giuggianello, pure animata da leggende e feste religiose.</p>
<p>La Collina dei Fanciulli e delle Ninfe,coi suoi massi impregnati di leggende pagane e cristiane e oggetto di antichissime ritualità e venerazione, rischia ora di essere irrimediabilmente profanata.</p>
<p>Su questa importante e praticamente unica collina del Salento, tra pietre mitologiche e contorti ulivi, cripte bizantine ed edicole votive, santuari e chiese legate al locale intenso culto mariano, vogliono realizzare un imponente impianto eolico di venti mega aerogeneratori. Le torri eoliche ubicate su questo dolce rilievo che non supera i 115 metri sul livello del mare sarebbero alte 125 metri, dominerebbero il paesaggio nel raggio di chilometri, alterandone e distruggendone il profilo.</p>
<p>Non solo, diverse torri eoliche e connesse opere di sbancamento e colate di cemento necessarie per realizzarle, con chilometri di cavi elettrici e nuove distruttive reti viarie, sono previste in corrispondenza di accertati giacimenti archeologici neolitici o addirittura in aree come il campo di ulivi millenari e di massi sacri «de la Vecchia» o nella zona Belvedere di Grotta San Giovanni.</p>
<p>All`inquinamento elettromagnetico potenzialmente causa di tumori e all`inquinamento visivo a danno dell`orizzonte quotidiano, si aggiungerebbe anche quello notturno legato alle luci rosse lampeggianti delle necessarie segnalazioni per gli aerei, vero e proprio oltraggio alla mirabilità del firmamento.</p>
<p>Piazzare mega-torri eoliche sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe sarebbe per i salentini quasi come per i romani vederle spuntare sul Colle del Campidoglio o per gli ateniesi sulla loro sacra e mitologica Acropoli. In barba all`altissimo valore culturale e ambientale del sito e in netta contraddizione con il suo stesso Piano Paesaggistico Territoriale, la Regione Puglia ha prima dato un parere &#8211; privo di una seria valutazione di impatto ambientale &#8211; favorevole agli impianti sulla Serra e, poi, contro le cautelative sentenze del TAR di Lecce, ha fatto appello al Consiglio di Stato.</p>
<p>«La poesia è nei fatti», ha rivendicato Nichi Vendola nella sua campagna elettorale. Sarebbe ora paradossale se a essere violato fosse proprio un luogo del Salento pregno di poesia, magia e sacralità, quella Collina dei Fanciulli e delle Ninfe che duemila anni fa ha ispirato le narrazioni di opere classiche come le “Metamorfosi” di Ovidio o le “Audizioni meravigliose” attribuite ad Aristotele. Sarebbe non solo un errore, ma un «misfatto», un crimine contro l`umanità. La preziosa Collina andrebbe piuttosto tutelata, come fosse patrimonio dell`Unesco e &#8211; come è stato proposto &#8211; venga vincolata l`intera Serra, il che potrebbe contribuire anche a fermare, in una regione che già produce il doppio dell`energia elettrica che consuma, la superflua e intollerabi le minaccia dei tre impianti eolici di Giuggianello, Minervino e Palmariggi.</p>
<p>I Giganti della mitologia che Ercole mise in fuga a sassate nella notte dei tempi potrebbero tornare da un momento all`altro sotto forma di mostri dalle potenti ali d`acciaio. E non si vede all`orizzonte un Ercole pronto a scacciarli; ci sono solo piccoli Davide – i pochi attivisti, comitati e amministratori locali -a sfidare i Golia del mega-eolico&#8230; e i loro gemelli parimenti mostruosi del mega-fotovoltaico, già pronti coi loro supertecnologici pannelli di silicio a livellare, disboscare, diserbare e cementificare migliaia di ettari di prezioso terreno agricolo e paesaggio naturale salentini, suoli rocciosi carsici e campi paludosi, ricchissimi delle più varie forme di vita.</p>
<p>Tutto ciò sembra venga fatto in nome dell`Ambiente e del Protocollo di Kyoto, di uno sviluppo eco-sostenibile e dell`occupazione. Ordinari scempi industriali e «affari sporchi» da cui traggono vantaggi solo la mafia, la politica e le ditte interessate, si presentano invece come fonti miracolose di «energia pulita». Si annuncia l`avvento di una «nuova civiltà», ma è solo il deserto &#8211; ambientale, civile e culturale &#8211; che si sta progettando per il Salento. </p>
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		<title>Eolico al Passo di San Marco, ancora polemiche e l&#8217;altezza delle torri è ridotta</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 07:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Coordinamento Orobie Vive si dice contrario alle pale eoliche sul Passo di San Marco, mentre secondo le ultime notizie di stampa l&#8217;altezza delle torri eoliche in progetto sarebbe stata ridotta da 90 a 50 metri (si presume al mozzo)
Il coordinamento Orobioevive, favorevole allo sfruttamento delle fonti di energia pulita, ritiene tuttavia che il “Parco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento Orobie Vive si dice contrario alle pale eoliche sul Passo di San Marco, mentre secondo le ultime notizie di stampa l&#8217;altezza delle torri eoliche in progetto sarebbe stata ridotta da 90 a 50 metri (si presume al mozzo)</p>
<blockquote><p>Il coordinamento Orobioevive, favorevole allo sfruttamento delle fonti di energia pulita, ritiene tuttavia che il “Parco eolico” da realizzare al Passo di San Marco sia un’impresa controproducente rispetto ai presunti vantaggi economici perché gravemente dannosa sul piano paesaggistico.<br />
Mettereste sulle Tre Cime di Lavaredo una batteria di pale eoliche? Appoggereste al colonnato di piazza S. Pietro una bella serie di pannelli fotovoltaici? Le esigenze di sviluppo devono avere sempre e comunque la meglio sul rispetto dei luoghi e della loro irripetibilità?<br />
Il Passo di San Marco è uno dei più bei passi della Lombardia; secondo solo al Gavia per imponenza e bellezza dei paesaggi. Considerati i numerosi alpeggi raggiungibili dal Passo, tra i quali alcuni di proprietà della Regione, è un elemento chiave per un turismo “interno” basato sulla valorizzazione delle vallate orobiche e sul collegamento che mette in circuito Valtellina e Orobie bergamasche.<br />
Disincentivando un turismo di prossimità (ma non di scarsa qualità) che trova sul territorio &#8211; a breve distanza &#8211; elementi di attrattiva e interesse, quanta energia si disperde in carburanti per viaggi lontani? Di certo molta, più di quella che possono produrre 4 (di numero) pale eoliche, per installare una capacità di 6 MW (si pensi che i piccoli impianti a biogas delle aziende zootecniche della Bassa arrivano a 1 MW). Ci si chiede se tale capacità produttiva giustifichi la deturpazione.</p></blockquote>
<p>Fonti: <a href="http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=25174">BergamoNews</a>, <a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/129105_passo_s._marco_dopo_le_proteste_le_pale_eoliche_saranno_pi_basse/">Eco di Bergamo</a></p>
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		<title>Le pale eoliche tra i menhir neolitici</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 05:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo articolo del Corriere del Mezzogiorno a proposito dell&#8217;eolico nella serra di Giuggianello nel Salento:
LECCE &#8211; In passato i contadini vietavano ai figli di attraversare la serra di Giuggianello. Qui c’era il rischio di incontrare delle fate che potevano trasformarli in alberi. Oggi in questo lembo di terra tra Palmariggi, Minervino e Giuggianello, conosciuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questo articolo del Corriere del Mezzogiorno a proposito dell&#8217;eolico nella serra di Giuggianello nel Salento:</p>
<blockquote><p>LECCE &#8211; In passato i contadini vietavano ai figli di attraversare la serra di Giuggianello. Qui c’era il rischio di incontrare delle fate che potevano trasformarli in alberi. Oggi in questo lembo di terra tra Palmariggi, Minervino e Giuggianello, conosciuto da tutti come la «Collina dei fanciulli e delle ninfe», si aggira un altro spettro. Quello delle pale eoliche. Leggende a parte, questa zona del basso Salento è considerata dagli studiosi l’acropoli della civiltà messapico-salentina. Sono innumerevoli i menhir neolitici, senza dimenticare la presenza di una cappella bizantina del IX secolo dopo Cristo. A poche centinaia di metri da questi rilevanti siti potrebbero sorgere, a breve, tre parchi eolici, con in tutto 20 pale alte 125 metri. Il meccanismo è semplice. Le società di energia, quasi tutte del Nord, individuano le zone dove sistemare le torri: ai Comuni vanno le royalty, ai proprietari dei suoli una quota per l’affitto. E sul territorio — si lamenta la popolazione — non arrivano benefici, ma danni.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2010/13-aprile-2010/pale-eoliche-menhir-neoliticiil-vento-vale-come-1000-ulivi-secolari--1602827388073.shtml">Corriere del Mezzogiorno</a></p>
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		<title>USA, l&#8217;eolico offshore devasta il patrimonio storico e culturale</title>
		<link>http://www.viadalvento.org/paesaggio/usa-leolico-offshore-devasta-il-patrimonio-storico-e-culturale/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 14:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa l&#8217;opinione dell&#8217;ACHP (Advisory Council on Historic Preservation, ente federale preposto alla tutela dei siti di interesse storico negli USA) a proposito della centrale eolica offshore di Cape Wind che impatterebbe la baia di Nantucket, Cape Cod e Martha&#8217;s Vineyard, oltre a siti di importanza religiosa per la tribù nativa dei Wampanoag:
Le località di interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa l&#8217;opinione dell&#8217;ACHP (Advisory Council on Historic Preservation, ente federale preposto alla tutela dei siti di interesse storico negli USA) a proposito della centrale eolica offshore di Cape Wind che impatterebbe la baia di Nantucket, Cape Cod e Martha&#8217;s Vineyard, oltre a siti di importanza religiosa per la tribù nativa dei Wampanoag:</p>
<blockquote><p>Le località di interesse storica interessate dal progetto sono significative, estese e tra loro strettamente correlate &#8230; gli effetti negativi saranno diretti e indiretti e non possono essere mitigati in modo soddisfacente &#8230; il progetto introdurrà elementi visivi che estranei alle caratteristiche dei luoghi storici e ne cambierà il contesto che contribuisce inestricabilmente alla significatività storica. Questi effetti negativi risultano dalla intrusione visuale di un&#8217;alta concentrazione di moderni aerogeneratori di larga taglia nei panorami storici &#8230;<br />
Il paesaggio alterato dell&#8217;orizzonte orientale nella baia di Nantucket che risulterà da questo progetto avrà un significativo effetto negativo sulle pratiche tradizionali delle tribù Wampanoag &#8230; il progetto avrà come conseguenza la distruzione fisica, il danno e  l&#8217;alterazione del fondo marino. Gli effetti fisici diretti delle attività di scavo e costruzione hanno la potenzialità di distruggere reperti archeologici &#8230;<br />
L&#8217;AHCP raccomanda che il Segretario agli Interni non approvi il progetto. Gli effetti diretti e indiretti del progetto sull&#8217;insieme dei luoghi storici saranno pervasivi, distruttivi e, nel caso della distruzione del suolo marino, permanenti. Per la natura del progetto, questi effetti non possono essere adeguatamente mitigati.</p></blockquote>
<p>Ci auguriamo che i sopraintendenti ai beni culturali italiani, dove le memorie storiche vanno ben oltre quelle della baia di Nantucket (che peraltro è un luogo importantissimo per la memoria storica americana), traggano qualche lezione dagli enti preposti alla tutela del territorio negli USA.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.achp.gov/docs/CapeWindComments.pdf">ACHP</a></p>
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		<title>Eolico in Grecia: richiesta d&#8217;aiuto per salvare il paesaggio e il Falco della Regina</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 14:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo questa richiesta d&#8217;aiuto da Dimitri Psarras:
In questi giorni è stata votata la nuova legge sulle energie rinnovabili in Grecia.
Prevede l&#8217; installazione di centrali eoliche  dentro le aree protette dentro le Zone di protezione ZPS, dentro le aree di foresta e sul le isole piccole rocciose dove nidifica il 85% della popolazione globale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo questa richiesta d&#8217;aiuto da Dimitri Psarras:</p>
<blockquote><p>In questi giorni è stata votata la nuova legge sulle energie rinnovabili in Grecia.<br />
Prevede l&#8217; installazione di centrali eoliche  dentro le aree protette dentro le Zone di protezione ZPS, dentro le aree di foresta e sul le isole piccole rocciose dove nidifica il 85% della popolazione globale del Falco della regina (Falco eleonorae).<br />
Prima di arrivare alla corte europea e molto importante farci sentire presso il commissario europeo e la stampa estera.<br />
In Grecia, quei pochi che non sono terrorizzati dalla crisi, scrivono già al commissario ma serve aiuto estero, in modo che tante lettere arrivino al commissario,  all&#8217;ambasciata greca e all&#8217;ufficio ellenico di turismo.
</p></blockquote>
<p>Invitiamo tutti a scrivere una lettera di protesta contro l&#8217;installazione di centrali eoliche in aree naturali protette, nelle foreste e nei dintorni di luoghi di nidificazione di rapaci protetti come il Falco della Regina.</p>
<p>Le lettere dovrebbero essere indirizzate al Commissario Europeo:<br />
janez.potocnik@ec.europa.eu<br />
joseph.hennon@ec.europa.eu</p>
<p>all&#8217;ambasciata greca in Italia</p>
<p>gremroma@tin.it </p>
<p>e all&#8217;ente del turismo ellenico:</p>
<p>Roma: enetroma@getnet.it<br />
Milano: turgrec@tin.it</p>
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		<title>Il Times: con l&#8217;eolico sacrificati i paesaggi più preziosi per scarsissima energia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 06:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Via dal Vento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[La conferma a quanto da noi sempre sostenuto arriva dall&#8217;autorevole pubblicazione inglese Times che dedica due articoli alla questione:
Il primo dettagliato studio delle centrali eoliche britanniche suggerisce che alcuni preziosi paesaggi possano essere stati rovinati solo per piccoli vantaggi in termini di energia verde. L&#8217;analisi rivela che più di 20 centrali eoliche producono meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La conferma a quanto <a href="http://www.viadalvento.org/documenti/rosa-filippini-perche-il-gioco-delleolico-non-vale-la-candela/">da noi sempre sostenuto</a> arriva dall&#8217;autorevole pubblicazione inglese Times che dedica due articoli alla questione:</p>
<blockquote><p>Il primo dettagliato studio delle centrali eoliche britanniche suggerisce che alcuni preziosi paesaggi possano essere stati rovinati solo per piccoli vantaggi in termini di energia verde. L&#8217;analisi rivela che più di 20 centrali eoliche producono meno di 1/5 del loro potenziale massimo di produzione<br />
&#8230; questo potrebbe non sembrare importante se non fosse che la bassa produttività fa aumentare il già alto costo dell&#8217;energia eolica. E, ancora peggio, molte di queste centrali eoliche hanno avuto l&#8217;autorizzazione perché avevano promesso livelli di produzione che non sono mai stati ottenuti. Le comunità locali si sono ritrovate con enormi, rumorose centrali di fronte alle loro case, sapendo che stanno producendo ben poca energia
</p></blockquote>
<p>Naturalmente in Italia, dove la produttività è ancora più bassa, la situazione è ben peggiore.</p>
<p>Fonte: Times On Line <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article7069938.ece">1</a> e <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/leading_article/article7069806.ece">2</a> </p>
]]></content:encoded>
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