I sindaci vendono i crinali del Molise

Una nota di Tiziano Di Clemente, coordinatore regionale del Molise del PCL:

Diversi sindaci del Molise – salvo qualche eccezione come a Jelsi – hanno stipulato e vorrebbero stipulare delle sciagurate convenzioni con le società titolari dei mostri eolici, dove in cambio di denaro, si consente l’installazione degli impianti sui crinali dei nostri monti.
E’ evidente che tali somme di denaro inserite nelle dette convenzioni, rappresentano uno dei punti di forte pressione e condizionamento delle scelte dei sindaci molisani, con conseguente pericolosa alterazione degli stessi equilibri democratici.
In tal modo i capitalisti che speculano sull’eolico riescono a comprare un facile assenso comunale, cioè uno degli importanti apripista per i loro scopi, con la conseguente devastazione dei nostri beni paesaggistici e culturali, degli ecosistemi locali e di quant’altro già pubblicamente denunciato.
Non a caso tali sindaci molisani cercano di dissimulare questa barbarica operazione trincerandosi dietro la gretta definizione dell’eolico come il “loro nuovo tesoro”, disvelando il proprio ruolo di camerieri delle “lobby eoliche” e dimostrando di non avere nessuna cultura del paesaggio, nessuna comprensione dei beni culturali ed in generale nessun amore per la propria terra.
Si badi: questo scambio rimane gretto ed incivile ex sé, a prescindere dal quantum, cioè dal fatto – pur vero – che i capitalisti dell’eolico a fronte dei miliardi incamerarti lasciano le briciole.

Se non fermiamo in tempo questi sciagurati sindaci non sarà solo danneggiato il presente, ma sarà cagionato, anche per le future generazioni molisane, un grave danno alle prospettive di valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali.
Vogliamo perciò incalzare questo Stato, anche per dimostrare come di fronte al capitale esso viola le sue stesse leggi, formalmente vigenti.
Perciò rendiamo noto che abbiamo trasmesso alle tre Procure penali ed alla Procura della Corte dei Conti del Molise, l’allegato esposto – denuncia datato 18-11-2010 dove si chiede di accertare se, in capo ai sindaci ed amministratori comunali del Molise che hanno deliberato e stipulato le dette convenzioni con le società titolari di impianti eolici, si possano ravvisare il reato di abuso d’ufficio ex art.323 c.p. e quant’altro, oltre che i danni erariali.
In generale, come l’ordinamento non consente atti di disposizione del proprio corpo (ad esempio vendersi un rene in cambio di denaro) così non consente evidentemente ad un Comune di farsi devastare il paesaggio o i beni culturali in cambio di denaro, stante in particolare l’art.9 della Costituzione.
Ed infatti le convenzioni comunali suddette hanno una “causa giuridica” illecita, laddove violano l’art.1 comma 4 della Legge n.239/2004, che, appunto, prevede come “misure di compensazione” correlate alla installazione dei mostri eolici solo quelle di carattere ambientale e territoriale, non anche quelle economico-patrimoniali. La stessa disciplina è confermata dal punto 6.12 delle linee guida nazionali.
Proponiamo anche a tutta la rete popolare mobilitata contro l’eolico selvaggio, l’organizzazione di sit-in sotto le sedi delle predette Procure per chiedere conto dello stato delle inchieste sull’eolico selvaggio.
Rimane fermo che solo la mobilitazione popolare, solo la gestione pubblica e democraticamente controllata dell’energia, potranno fermare questa barbarie.

*coordinatore Molise regionale PCL

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