La perdita di valore delle proprietà vicino alle centrali eoliche in Basilicata

Un articolo di Vitantonio Iacoviello apparso l’8 febbraio 2013 sul Quotidiano della Basilicata:

Abbiamo già visto come,a fronte degli enormi guadagni ricavati dagli industriali dell’eolico, ai singoli proprietari ed alla collettività non va quasi niente, se si eccettua il ristoro per la vendita forzata di ritagli di terra all’interno di appezzamenti e “misure di compensazione e di riequilibrio ambientali”. Spiegare dettagliatamente cosa sono ci porterebbe lontano, basti sapere che non si tratta di soldini,ma di “misure compensative”,fra l’altro solo “eventuali”.
Qualche eterno pessimista dice che si tratta di “fiori di carità” per il funerale del nostro prezioso paesaggio, dopo aver subito tutta un’altra messe di “benefici”.
Vediamo un po’. Tu, lettore, compreresti mai un terreno sopra il quale, ma proprio sopra, incombe una torre alta quanto un grattacielo di 50 piani,con tre pale rotanti a formare un cerchio sospeso di cento metri di diametro(!) col suo rumore, i suoi dannosi infrasuoni, con il pericolo che ti caschi addosso ( evento recentissimo di Ariano), con lo “sfarfallio” fastidiosissimo prodotto dai raggi del sole intercettati dalle pale in movimento?
Io credo di no, io credo che , se proprio di questi tempi tu avessi del denaro da investire per coltivare la terra o per farti una casetta,gireresti al largo come farei io, compreresti altrove.
Ora, il terreno espropriato o affittato per la piazzola è di circa 2.500mq ed al proprietario viene pagato in media 15.000( euro mediamente ad ettaro)x0,25×3(maggiorazione in caso di coltivatore diretto), cioè11.250euro.

Ma l’area del terreno sul quale grava la proiezione della pala, quella che loro chiamano “area di spazzamento”, è pari al raggio al quadratox3,14, dunque, per un raggio di 50 metri è pari a circa 8.000mq che, in assenza di pala, varrebbero, sul libero mercato (senza moltiplicare per 3) 0,8×15.000 e cioè 12.000euro.
Allora, caro proprietario, sembrerebbe proprio che tu abbia fatto un affare: se non stazioni troppo a lungo sotto la pala, questi ti hanno pagato i 2.500mq praticamente quanto valgono 8000mq.
Se hai solo questo piccolo pezzetto di terra,se non ti interessa quello che succede intorno a te, ad altri per effetto della tua decisione,hai fatto un affare.
Sennonché, caro “furbacchione”,qualcun altro sarà pure proprietario dei terreni circostanti e noi vogliamo capire che succede a questi,magari invitandoti a riflettere: forse comprenderai che, certo non volendo,qualche problemino hai contribuito a crearlo pure tu.
La legge regionale lucana,la n° 1/2010,prevede una distanza delle turbine da fabbricati ed abitazioni, tale che sia “compatibile” con gli effetti dovuti alle vibrazioni emesse a tutte le frequenze, allo Shadow-Flickering ( sfarfallio dell’ombra) ed al lancio di “frammenti” di pala (obbligo di calcolo ribadito dalla DdGR n°2260/2010).
Nelle mie osservazioni a dei progetti eolici credo di aver dimostrato che tale compatibilità è appena sufficientemente raggiunta con distanze intorno ai mille metri. Per la verità ormai da decenni scienziati di ogni parte del mondo raccomandano di tenere distanze ben superiori,per tutta una serie di ragioni altre volte dettagliate.
E’ evidente che si riconosce la “non convenienza” a circolare ed a maggior ragione ad abitare nei dintorni di questi gingilli cosicché proprio sotto le pale nessuno ci starebbe e dunque quel terreno vale zero, avendo perduto senza meno qualcuna delle potenzialità importanti per un terreno,a parte la coltivazione, quali quella di farsi la casetta, quella della libertà di circolazione, di stazionamento,di pieno godimento dei propri beni.
Ma, se pure qualcuno volesse farsi colà una casetta, non ti darebbero mai la concessione edilizia, dato che la legge riconosce la “non compatibilità” di quei luoghi con la presenza stabile di esseri viventi.
La Giustizia campana anni addietro ha ordinato di smantellare due pale situate entro la distanza di 700 metri da un’abitazione. Una signora che ivi abita, da me interpellata telefonicamente,alla mia domanda se era soddisfatta, mi riferiva che non bastava, poiché anche a causa delle altre pale più lontane,la vita era diventata “un inferno”.Provi il lettore, prima di rallegrarsi della presenza dei famosi benefattori, a documentarsi interrogando chi abita entro i 1000-2000 metri dalle pale.
Dunque quei terreni, quelli posti in un raggio di almeno 700 metri dalle pale, subiscono indiscutibilmente un crollo del loro valore, così come crolla il valore dei fabbricati preesistenti ,dei quali qui non trattiamo ,sicuri che il lettore saprà fare le proprie valutazioni.
Riguardo al valore dei soli terreni, ritengo che si possa ragionevolmente ipotizzare un calo medio del 40% in questa fascia, tenuto conto che da calcoli risulta che la gittata di frammenti di pala e/o di ghiaccio può arrivare fin quasi ai mille metri, che mille metri è la distanza che i proponenti ammettono essere necessaria per eliminare il fastidioso sfarfallio e che almeno 1.500 metri occorrono per ridurre gli effetti nocivi dovuti agli “infrasuoni”,di cui ha trattato recentemente il Corriere della sera.
Dunque, se consentissimo l’installazione di queste 2250 pale, le “fasce” del tipo descritto coprirebbero una superficie di 2.250( n° di pale)x700x700x3,14(area del cerchio di raggio 700metri),pari a 346.000 ettari. Questa volta , per tenerci prudenti, prendiamo il valore minimo dei terreni, non quello medio,prendiamo a base 11.000 euro.
Il “disvalore “ subito sarebbe allora di 11.000×40%x346.000 e cioè 1.522 milioni di euro, senza tener conto del disvalore che subirebbero i fabbricati!
L’agricoltura lucana, i proprietari lucani di terreni intorno ad un raggio di soli 700 metri dalle 2250 pale, in cambio dei 25 milioni “una tantum”per la “vendita forzata” dei loro terreni (3×15.000×0,2500×2250), o in cambio di 6.000 euro x2.250x25anni in caso di contratto di fitto rispettato e cioè di 337milioni di euro, perderebbero 1522 milioni di euro per la svalutazione delle loro proprietà!!!
Ma non è finita,dato che gli effetti delle pale non si fermano ai 700 metri,poiché i terreni oltre i 700 metri non acquistano certo di valore per la presenza di questi ornamenti: dunque altre centinaia di migliaia di ettari svalutati.
E non abbiamo ancora affrontato la vera questione,quella del disvalore a danno del paesaggio, della nostra storia, della nostra dignità,i quali non hanno prezzo.
In realtà la rovina del nostro paesaggio,che è anzitutto un bene per la nostra salute psicofisica, ma che ha anche un vero e proprio valore economico ( prof. Tiziano Tempesta , Università di Padova) la pagheremo molto cara,quando gli stranieri che oggi guardano a noi con molto interesse in sostituzione della Toscana,scapperanno via ancor prima di aver cominciato ad operare.
Qualcuno dice che sono allarmista, che tanto ormai ci sono le aste per assegnare gli incentivi, che il fenomeno degli impianti eolici si sta sgonfiando, che non ci sono reti a sufficienza,che non si faranno più, che devo starmene tranquillo.
Il fatto è che se i progetti saranno approvati, avremo un esercito che premerà per invaderci, un esercito fortissimo ed affamato di lucro che non smetterà di premere sul prossimo parlamento continuando a recitare la parte dei benefattori, di coloro che tanto amano l’ambiente,che tanto ci amano e che tanto ci arricchiranno.
Per mio conto, sarò tranquillo solo quando potrò mettere tappeti rossi sulla strada della loro ritirata.
Ma è possibile che con me,come me, si sbaglino le tante associazioni che in Italia ed in tutto il mondo si oppongono al fotovoltaico ed all’eolico industriali.
Come la pensano i candidati,come la pensano non solo e non tanto a livello personale,ma a livello di partiti? Abbiamo il diritto di sapere in anticipo, in modo chiaro e netto, come la pensano e quali provvedimenti intendono concretamente adottare al riguardo una volta eletti?
Uno per uno,esprimetevi dunque e finalmente con chiarezza ed assumete degli impegni precisi,non per piacere ma per dovere!
vitantonioiacoviello@tiscali.it

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