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Paolo Rumiz sulla depredazione delle risorse pubbliche

Segnaliamo questo intervento dello scrittore Paolo Rumiz sullo sfruttamento privato di beni collettivi in cui, ai margini della discussione sulla “privatizzazione” dell’acqua, affronta anche la questione dell’eolico:

Guardate cosa succede con l’eolico.
Gli emissari di una multinazionale dell’energia si presentano a un comune di cinquecento-mille abitanti.
Offrono centomila euro l’anno per due o tre pale eoliche alte come grattacieli di trenta piani.
Il sindaco al verde non ha alternative. Accetta. Per lui quelle pale sono il solo modo per pagare l’illuminazione pubblica e gli impiegati.
La Regione e lo Stato non intervengono. In nome dell’emergenza energetica passano sopra a tutto, anche a un bene primario come il paesaggio.
Risultato? Oggi la rete eolica italiana non è il risultato di un piano ma del caso. Segna come le pustole del morbillo i territori deboli, incapaci di contrattare.

Fonte: Acqua di Prevalle

Scritto da: Via dal Vento 7 gennaio 2010 Archiviato in Costi per la collettività.

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