Carboni: facevamo le leggi per l’eolico in Sardegna

Flavio Carboni, nel corso degli interrogatori ai giudici, spiega come interveniva nel settore eolico in Sardegna:

Il giudice, che pare poco convinto dalle risposte, passa al tema Cappellacci e investimenti nell’energia eolica in Sardegna. Carboni è categorico: «L’ho sostenuto, Cappellacci, è vero», ma poi ne avrebbe avuto solo svantaggi. Perché ha cancellato la «legge Soru», dice, che «consentiva alle grandi società di intervenire nel mondo dell’eolico». Insomma: «Da quando è stato eletto questo signore ha creato danni a tutti, non solo a me. E’ vero che è ricolmo di sorrisi, che è venuto da Verdini, è venuto a Roma, ci siamo incontrati, ma per tutto l’anno non ha fatto nessuna legge». Però ci sono telefonate in cui Carboni, dopo gli incontri col governatore, riferiva che «è andata benissimo», ma l’indagato replica: «Ecco, guardi i risultati. Meno male che è andata benissimo… ». Ci sono pure conversazioni su provvedimenti normativi che Carboni e soci dovevano preparare in bozza, per farli approvare. Risposta: «Questo è normale, mi scusi.. Per qualunque imprenditore, cosa che è successa e continua a succedere sia nel campo immobiliare che nel campo dell’energia, di qualunque iniziativa commerciale, la cosa migliore da fare è andare a trattare con il sindaco, con gli assessori, e quindi si va dal presidente… Lo facciamo tutti». E quando il giudice chiede quale fosse la ragione del sostegno di Martino a Cosentino in Campania, Carboni risponde: «Mi permetto di dire che qualunque imprenditore, dico proprio qualunque, più onesto del mondo, ha interesse a che il politico che va a governarlo sia magari suo amico, e questo non credo che costituisca reato…».] l giudice, che pare poco convinto dalle risposte, passa al tema Cappellacci e investimenti nell’energia eolica in Sardegna. Carboni è categorico: «L’ho sostenuto, Cappellacci, è vero», ma poi ne avrebbe avuto solo svantaggi. Perché ha cancellato la «legge Soru», dice, che «consentiva alle grandi società di intervenire nel mondo dell’eolico». Insomma: «Da quando è stato eletto questo signore ha creato danni a tutti, non solo a me. E’ vero che è ricolmo di sorrisi, che è venuto da Verdini, è venuto a Roma, ci siamo incontrati, ma per tutto l’anno non ha fatto nessuna legge». Però ci sono telefonate in cui Carboni, dopo gli incontri col governatore, riferiva che «è andata benissimo», ma l’indagato replica: «Ecco, guardi i risultati. Meno male che è andata benissimo… ». Ci sono pure conversazioni su provvedimenti normativi che Carboni e soci dovevano preparare in bozza, per farli approvare. Risposta: «Questo è normale, mi scusi.. Per qualunque imprenditore, cosa che è successa e continua a succedere sia nel campo immobiliare che nel campo dell’energia, di qualunque iniziativa commerciale, la cosa migliore da fare è andare a trattare con il sindaco, con gli assessori, e quindi si va dal presidente… Lo facciamo tutti». E quando il giudice chiede quale fosse la ragione del sostegno di Martino a Cosentino in Campania, Carboni risponde: «Mi permetto di dire che qualunque imprenditore, dico proprio qualunque, più onesto del mondo, ha interesse a che il politico che va a governarlo sia magari suo amico, e questo non credo che costituisca reato…».

Fonte: Corriere della Sera

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