Dall’eolico ai soldi nell’armadio

Un articolo sulla truffa eolica di Portoscuso, in Sardegna:

“Tutto comincia con la zuffa seguita alle dimissioni dell’assessore Sanna La svolta dell’inchiesta dopo la perquisizione in casa del sindaco Sono diecimila le conversazioni intercettate a Portoscuso in undici mesi. Ma, se l’inchiesta trae indubbiamente spunto dagli ascolti, c’è anche una valanga di indizi raccolti in un’indagine alla vecchia maniera: sul campo. Tutto comincia nel luglio 2010, con l’esposto firmato dal vice sindaco Giorgio Alimonda, l’assessore Alessio Santus, i consiglieri Paolino Serra, Attilio Sanna e Angelo Cremone. Al centro c’è la delibera con cui, il 15 luglio, vien dato l’ok all’installazione di 34 pale eoliche su siti di interessi comunitari e aree gravate da usi civici: l’accordo con la Portovesme srl prevede la restituzione di 64 ettari di terreno e la possibilità di costruire residenze turistico-alberghiere su altri cinque ettari. L’iter va avanti fra le tensioni che il 15 marzo 2011 sfociano nelle dimissioni dell’assessore Valeria Sanna. Il clima è così teso che il giorno dopo una zuffa col sindaco Adriano Puddu porta la Sanna al pronto soccorso mentre il primo cittadino la denuncia: «Mi ha aggredito»”

Fonte: Unione Sarda via Regione Sardegna.

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