Eolico a Riparbella, carabinieri in Comune

Hanno controllato gli archivi e fotocopiato i documenti. Non è passata inosservata la visita dei carabinieri in Comune a Riparbella. I militari del Noe (Nucleo operativo ecologico) sono rimasti a palazzo civico per tutto il pomeriggio di mercoledì. «Sono venuti a prendere i progetti sul parco eolico – dice Ghero Fontanelli – hanno fotocopiato i faldoni e sono andati via. Sono rimasti diverse ore perché la documentazione è voluminosa. C’è un esposto alla magistratura, facevano il loro lavoro. Non so altro». In realtà, sull’iter che porterà alla realizzazione del parco eolico di poggio Malconsiglio (il progetto è in mano alla Agsm, società partecipata del Comune di Verona) fino a qualche settimana fa pendevano due esposti: uno presentato dalla lista civica “Insieme per cambiare Riparbella” e l’altro dall’architetto Elena Pirrone, una privata cittadina che si è fatta portavoce di una parte dei residenti della località Felciaione. Su quell’area dal 18 aprile scorso gli operai sono al lavoro per realizzare la sottostazione elettrica.

E come dicono in paese: “vanno avanti come treni”. Gli esposti – poi unificati in un unico fascicolo in mano al pm Antonella Tenerani – sono stati presentati per presunte difformità rispetto al progetto esecutivo che si trova nei cassetti di palazzo civico. La ditta appaltatrice starebbe realizzando la sottostazione elettrica a circa 100 metri di distanza rispetto alla collocazione prevista dai documenti. E nel versante opposto se si considera la strada che taglia il Felciaione. “Sono un architetto – dice Pirrone – e riesco a leggere i progetti. Per questo mi sono fatta portavoce di alcuni residenti. I lavori rispetto al progetto depositato in Comune non sembrano corrispondenti. Per questo ho chiesto agli enti preposti e alla Procura di prendere provvedimenti in attesa di una verifica”. Se fosse confermato, l’intervento sarebbe stato avviato senza nessuna autorizzazione e nel mancato rispetto della Via (Valutazione impatto ambientale).Intanto, c’è già un atto. La Regione Toscana il 21 maggio scorso, con un provvedimento amministrativo, ha deciso di annullare parzialmente l’autorizzazione unica che interessava la sottostazione del Felciaione. Nonostante tutto i lavori non si sono mai fermati. «Per sbrogliare la situazione della sottostazione e la sua collocazione – dice il sindaco – la Regione ha deciso di riaprire una parte della conferenza dei servizi. Indubbiamente ci sono dei passaggi poco chiari»

Fonte : Il Tirreno 8 giugno 2012, ed. Cecina

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