Eolico, la mano della camorra nella green economy

“Il tribunale di Santa Maria sta indagando su alcuni progetti di una società impiegata nelle energie rinnovabili e negli impianti di depurazione; la società è sotto sequesto. Secondo il tribunale di Santa Maria, si tratterebbe di una società strettamente collegata al clan dei Casalesi. L’azienda intendeva fare affari con l’energia eolica, sfruttando fondi pubbici ma senza benefici per il territorio: solo una discreta somma per l’occupazione del suolo.

Se non fossero gestiti dalla camora, i rifiuti potrebbero portare migliaia di posti di lavoro. Oggi il governo Monti si affanna per garantire una certa occupazione e per farlo si dovrebbe sottrarre alla camorra la gestione di diversi settori. Con la green economy il rischio è opposto: la camorra continua a diffondersi e lo fa attraverso l’energia eolica. Efficace l’intervento delle aturità nel territorio campano.

Il piano dell’attività mafiosa era molto semplice: sfruttare una società esistente solo su carta, per accaparrarsi i fondi pubblici e realizzare un parco eolico nella zona di Casertavecchia. Tra i nomi degli indagati vi sono personaggio implicati più volte nell’economia criminale campana. La società che è attualmente sotto sequesto, era sfuggita ai passati accertamenti finché non sono stati rinvenuti dei documenti durante una perquisizione tenuta dalle autorità locali.”

Fonte: ideegreen.

Questa voce è stata pubblicata in Criminalità e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.