Eolico sull’Appennino: il taglio dei boschi e il dissesto idrogeologico

Il secondo articolo dell’inchiesta di Paolo Fior sull’eolico nell’Appennino tosco-emiliano e sull’impianto previsto sul Monte dei Cucchi:

La risposta è semplice: il territorio di Monte dei Cucchi è terribilmente franoso, così franoso che dall’inizio del ’900 – e in particolare in epoca fascista – sono state piantate intere foreste di conifere per cercare di tener su la montagna. Fin dai tempi antichi sui versanti interessati nessuno si è mai azzardato a costruire alcunché, né in tempi più recenti avrebbe potuto farlo legalmente visto che gran parte dell’area è classificata come “non idonea ai fini urbanistici”. Negli anni ’50 una frana ha travolto un paese a valle e, sbarrando un torrente, ha formato un piccolo lago: gli “stacchi” si vedono a occhio nudo e le frane si susseguono con sconcertante regolarità, bloccando anche strade importanti come è successo l’anno scorso. Nella mia passeggiata sui crinali sono stato accompagnato da Alberto Cuppini, guida esperta, simpatica e dotata di Gps. Con la mappa del progetto e il Gps ho potuto consatare come alcuni degli aerogeneratori previsti dal progetto Agsm Verona siano subito sopra stacchi di frana e uno addirittura in un punto a strapiombo appena sopra la strada provinciale. Deforestare, modificare la viabilità, sbancare sono tutte attività invasive per il territorio, ma lo diventano ancora di più se questo è soggetto a frane.

Fonte: Cronache.org

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