Gli impatti “invisibili” ma gravi sul suolo e sulle reti degli impianti eolici.
Di Giovanni Mastino, Amici della Terra
I generatori eolici attuali che vengono sempre più frequentemente proposti per essere installati sul territorio, hanno impatti evidenti, quali:
- impatto sul territorio (per la necessità di strade di accesso e servitù varie);
- impatto visivo sul paesaggio;
- impatto acustico;
- impatto sull’avifauna;
dei quali, peraltro, finora non si tiene adeguatamente conto nella valutazione dei costi diretti ed indiretti.
Tali impianti, però hanno anche impatti “invisibili” che, pur essendo rilevanti, vengono sistematicamente ignorati, distorcendo profondamente gli elementi economici, sociali ed ambientali analizzati nelle procedure di approvazione dei progetti di realizzazione ed installazione di tali impianti.
Questi impatti invisibili riguardano:
- impatto dell’intermittenza aleatoria della produzione di energia sulla rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica;
- impatto sul suolo e sulle acque sotterranee dei basamenti delle torri eoliche;
- impatto sui valori di amenità dei siti e svalutazione economica delle proprietà immobiliari.
Al fine di una migliore comprensione degli elementi positivi e negativi di questo tipo di impianti, è stata condotta un’analisi di massima dei suddetti impatti invisibili.
Energia da fonti rinnovabili: come l’Italia e la Puglia hanno trasformato un’opportunità in una grossa speculazione
Un documento del Prof. Metafune (Università di Lecce)
Da cittadino mi chiedo: la regione da quale parte sta? Il “saccheggio” del territorio al quale stiamo assistendo è conseguenza della sua politica energetica. Come si fa a varare un piano energetico senza dettarne le norme di attuazione e individuare i siti degli insediamenti stessi (di concerto con la Province e i Comuni, magari anche al fine di verificare la fattibilità dello stesso)? Come si fa ad approvare un piano lungo e dettagliato che prevede anche ingenti misure di risparmio energetico e poi dare attuazione solo a limitate parti del ciclo produttivo? Anche se non condivido, per quanto detto, molto di quanto previsto dal PEAR, attuarlo solo in parte, aumentando solo la produzione e dimenticando il controllo della domanda di energia, non rende credibile la politica regionale e ne inficia in ogni caso i risultati.
Elettrogenerazione eolica: stato dell’arte:potenzialità applicative in Italia, problemi ambientali
Una completa introduzione all’elettrogenerazione da fonte eolica redatta da Carlo Brambilla per la Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI. Scaricabile qui
Stante la necessita’ inconfutabile di individuare fonti energetiche alternative, si riportano considerazioni oggettive e dati scientifici di diversa provenienza, convalidanti l’ipotesi che molti impianti eolici in Italia sono realizzati tecnicamente in condizioni anemologiche poco produttive. Cio’ fa ritenere necessario riconsiderare il soggiacente meccanismo d’incentivazione per la produzione elettrica: i“certificati verdi”.
Elementi cardine della trattazione sono:
- aleatorieta’ e discontinuita’ della fonte
- bassa concentrazione di energia primaria
- necessita’ di uso integrativo e non alternativo
Nello specifico del territorio italiano vanno considerate ulteriori criticita’:
- valore turistico e paesaggistico delle coste e delle parti sommatali dell’Appennino
- complessita’ delle caratteristiche orografiche e posizione della penisola
- Criticita’ individuate relativamente a
- popolazioni
- ecosistemi
- avifauna
gli elementi di ‘disturbo’ si concentrano e manifestano con:
- alterazione della percezione del proprio territorio e del suo sfruttamento
- riduzione di pascoli sommitali
- apertura nuova viabilita’
- movimenti d terra ingenti
- disturbo acustico
- traffico di mezzi pesanti
- servitu’ di cantiere
- minaccia per nidificazioni e flussi migratori
Programma eolico italiano
Un bilancio dei primi 10 anni di eolico in Italia al dicembre 2006. Costi e benefici per i cittadini. Di Domenico Coiante. Scaricabile qui.
Il valore economico dell’elettricità eolica è determinato dal credito del combustibile risparmiato, non riconoscendone alcuno alla capacità di potenza di tali impianti intermittenti.
Il meccanismo di incentivazione dei Certificati Verdi produce effetti notevoli dominando ed orientando lo sviluppo dell’eolico in Italia.
La loro presenza rende artificialmente remunerativi siti a bassa ventosità, scarsamente produttivi di energia. Cio’ determina sul territorio un pesante ed esteso impatto ambientale da parte degli impianti eolici.
Nel 2006 risultavano installati in Italia 2500 aerogeneratori determinanti un impatto visivo di 500 km di crinali (distanza fra Roma e Milano) se posizionati linearmente; o 100 km2, se reticolarmente.
Parallelamente si riflette su un dato economico: dal 2001 ad oggi, la curva dello sviluppo di questa tecnologia in Italia riporta valori consuntivi della produttività inferiori a quelli attesi. Il saldo economico finale, totale, dell’intera produzione di energia eolica dal 2002 al 2006 è negativo per 338 M€.
Ad oggi e’il contribuente a pagare.
Istruttoria sulla proliferazione dell’eolico in Italia
Un dossier istruttorio sulla reale dinamica della proliferazione degli impianti industriali eolici in Italia è stata preparato da CNP, Altura, Mountain Wilderness, Italia Nostra, OLA, LIPU Puglia nel 2007. Scaricabile qui
Approssimazione e mancanza di regole di pianificazione e programmazione stanno caratterizzando il proliferare degli impianti eolici in Italia, con la conseguenza di una progressiva perdita di valori paesaggistici/ambientali ed inevitabile decadenza di quelli democratici.
In assenza di un Piano Energetico Regionale la sostenibilita’ territoriale e’ assoggettata a scelte localiste dettate dal profitto.
Coerentemente l’analisi proposta non puo’ che vertere su:
- aspetti procedurali
- programmazione energetica ed incentivazione economica
- programmazione territoriale e tutela ambientale
- situazione italiana (al 31 dicembre 2006 il dato ufficiale e’ di 2575 torri installate)
Proposte:
- VIA obbligatoria per tutti i progetti di eolico industriale
- dirottare incentivi e risorse economiche verso il solare, il risparmio e l’efficienza energetica soddisfacendo comunque i parametri di Kyoto
- vincolistica governativa previa sospensione delle procedure
Relativamente alla situazione italiana il documento riporta in dettaglio dati, stati di avanzamento e procedure dei progetti di parchi eolici, regione per regione
Limiti e prospettive delle fonti rinnovabili in Italia
Relazione al Convegno “Nucleare: conviene? risolve?” promosso da Amici della Terra e Parlamentari radicali del 11 luglio 2008 di Domenico Coiante. Scaricabile qui
Conclusioni riassuntive
- Il potenziale energetico delle fonti rinnovabili è sovrabbondante rispetto al fabbisogno nazionale d’energia
- La quantità di emissioni ambientali durante tutto il ciclo di vita è basso tanto che l’uso su larga scala può contribuire al risanamento ambientale
- L’intermittenza casuale delle fonti introduce barriere tecniche ed economiche che impediscono di produrre quantità di energia elettrica in misura adeguata allo scopo del punto precedente
- L’attuale modello applicativo (sistemi senza accumulo in connessione diretta alla rete elettrica) permette la sostituzione marginale dei combustibili fossili (non riesce neppure a rispettare gli impegni di Kyoto)
- Occorre intervenire da subito con azioni di R&S sul sistema dell’offerta migliorando le tecnologie in modo da superare le barriere tecniche ed economiche
- Occorre completare i sistemi di produzione con sistemi di accumulo dell’energia a basso costo in modo da garantire la continuità temporale dell’erogazione di energia alle utenze
- Occorre mitigare l’impatto ambientale di tipo paesaggistico che si ha quando le fonti sono usate su larga scala
- Senza questi interventi, le incentivazioni pubbliche attuali poste sullo sviluppo del mercato rischiano di produrre risultati poco efficaci rispetto alle necessità di sostituzione dei combustibili fossili e del risanamento ambientale.
Dichiarazioni sull’eolico
Una raccolta di opinioni sfavorevoli sull’eolico da parte di illustri politici, scienziati giornalisti ed economisti a cura del Comitato Nazionale del Paesaggio. Scaricabile qui
Fotografie di centrali eoliche industriali
Comitato Nazionale del Paesaggio, Italia Nostra e Coldiretti hanno realizzato un quaderno fotografico che documenta l’impatto delle centrali eoliche sul paesaggio italiano. Il file PDF (di grandi dimensioni, circa 90 MB) è scaricabile qui. Se ne consiglia la stampa in formato A3. Scaricabile anche in formato PowerPoint per presentazioni
Calcolo della Gittata di un Frammento di Pala Eolica per il modello Vestas V90-2.0 MW
Estremamente rilevante, nel decidere la distanza minima degli aerogeneratori da case, strade e altri luoghi aperti al pubblico è, nel caso relativamente frequente di rottura degli aerogeneratori con conseguente distacco di una pala o di parte di essa, la distanza massima che tali frammenti possono raggiungere. Generalmente gli sviluppatori utilizzano a tal fine uno studio dell’azienda danese Vestas, che risulta però sottostimare di molto la gittata massima.
Pubblichiamo questo breve studio del Prof. Metafune, per una pala eolica Vestas V90 da 2 MW, che permette di stabilire che alla massima velocità operativa dell’aerogeneratore un frammento di pala può essere scagliato a circa 600 metri di distanza, mentre nel caso, comunque rilevante, di malfunzionamento dei meccanismi di blocco con conseguente superamento della massima velocità operativa si può arrivare a circa 1000 metri.
Calcolo della Gittata di un Frammento di Pala Eolica per il modello Vestas V90-2.0 MW
Eolico: “L’imposture”
Con una breve ma molto significativa prefazione di Valery Giscard d’Estaing, è uscito da pochi mesi in Francia un interessante libro dal titolo: ” L’Imposture – Pourquoi l’éolien est un danger pour la France”. L’autore è Jean Louis Butré, presidente della Federation Environnement Durable e della associazioni protezioniste locali Vent de Bocage e Vent de la Vienne. Il libro, nelle sue 152 pagine, smaschera con dovizia di argomentazioni l’impostura di enormi proporzioni che si nasconde dietro l’invasione degli aerogeneratori. Una impostura che costerà ai contribuenti francesi 35 miliardi di euro, senza nessun reale beneficio.
Certo, la situazione energetica in Francia è molto diversa da quella italiana. Da quella diversità discendono priorità e riflessioni non automaticamente sovrapponibili. Pur dedicando molte pagine e grande passione civile ai danni di una aggressione che “cannibalizza” lo spazio naturale e rurale e potrebbe finire con lo snaturare il 30% dei paesaggi francesi, l’accento della requisitoria batte principalmente sulla inesistente convenienza economica del ricorso all’eolico. Si tratta di un pessimo affare in una nazione che già possiede un sovrappiù di energia e ne esporta il 15% verso i paesi confinanti. Non sarà certo la risibile e inaffidabile quantità di energia elettrica prodotta dagli aerogeneratori a liberare la Francia dalla sua dipendenza dalle centrali nucleari. Ciò premesso, la lettura del libro è assai utile anche per noi italiani. Sia per la chiarezza con cui sono esposti molti dati incontrovertibili e poco noti, sia perché sono eguali , di là e di qua delle Alpi, i punti deboli e i lati oscuri dell’infatuazione per la produzione di energia dal vento. Pensiamo all’illusione di poter abbattere grazie all’eolico le emissioni di CO2, alle difficoltà del trasporto, ai costi delle installazioni sui basamenti di cemento, ai futuri costi degli abbattimenti degli impianti obsoleti, alla apertura di migliaia di strade di arroccamento, ai danni all’avifauna, ecc.
Infine Jean Louis Butré spiega con estrema chiarezza da dove derivi l’entusiasmo con cui le autorità della Francia sostengono l’opzione eolica e su quale vorticoso giro di denaro tale entusiasmo si radichi.
Per acquistare il libro J.B.Butré: L’Imposture, edizioni Toucan, 11,24 €, contattare www.amazon.fr ( CAP)
Biodiversità italiana
Il numero del giugno 2008 della rivista Biodiversità Italiana, edita dal Ministero dell’Ambiente, ha pubblicato un ampio articolo dal titolo “Eolico selvaggio” che riassume le criticità dello sviluppo italiano dell’eolico in relazione agli impatti sulla biodiversità. Scaricabile qui
Germania: La mania dei mulini a vento.
Un dossier del settimanale tedesco “Der spiegel” già nel 2004 critica l’utilità dell’eolico tedesco. Consultabile qui.
Con una breve ma molto significativa prefazione di Valery Giscard d’Estaing, è uscito da pochi mesi in Francia un interessante libro dal titolo: ” L’Imposture – Pourquoi l’éolien est un danger pour la France”. L’autore è Jean Louis Butré, presidente della Federation Environnement Durable e della associazioni protezioniste locali Vent de Bocage e Vent de la Vienne. Il libro, nelle sue 152 pagine, smaschera con dovizia di argomentazioni l’impostura di enormi proporzioni che si nasconde dietro l’invasione degli aerogeneratori. Una impostura che costerà ai contribuenti francesi 35 miliardi di euro, senza nessun reale beneficio.