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Direzione Nazionale Antimafia: eolico e criminalità nel 2010

Pubblichiamo le parti più interessanti della “Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Direzione nazionale antimafia nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso nel periodo 1° luglio 2009 – 30 giugno 2010″ a riguardo delle infiltrazionei della criminalità organizzata nel settore eolico.

P. 644: le indagini sui parchi eolici

Le indagini svolte nell’ultimo anno hanno evidenziato il particolare interesse della criminalità organizzata per il settore della c.d. energia rinnovabile. Sono stati colti numerosi segnali del coinvolgimento della ‘ndrangheta nel business dei parchi eolici in indagini svolte da diversi uffici giudiziari in tutta Italia.
Per quanto riguarda più specificamente la Calabria, ed in particolare il distretto di Catanzaro, le province maggiormente interessate sono quelle di Catanzaro e di Crotone. Le investigazioni in atto attengono a diversi profili di illiceità che comprendono la fase amministrativa di rilascio delle autorizzazioni, il mercato dei c.d. “certificati verdi”(1) fino agli investimenti e l’acquisizione di intere aree da parte delle cosche locali.
La Direzione Nazionale Antimafia nel corso di una riunione in data 20.05.2010, alla quale hanno partecipato diverse Procure distrettuali, ha avviato un monitoraggio dei procedimenti penali pendenti nei vari distretti relativi al settore dell’energia eolica e fotovoltaica al fine di verificare le infiltrazioni e i condizionamenti della criminalità organizzata.

Il quadro emerso è particolarmente allarmante in considerazione del sistema utilizzato da un unico gruppo di soggetti che sviluppano l’intero progetto: dal reperimento delle aree da destinare ai parchi ai contatti e le trattative con i locali gruppi criminali, alla procedura di rilascio della concessione e, infine, alla cessione a multinazionali del settore energetico che necessitano dei c.d. “certificati verdi” indicativi di una produzione che si avvale di energia rinnovabile.
Nel corso della medesima riunione è emerso un ulteriore dato che ha trovato una recente conferma nel provvedimento di sequestro emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, la centralità del personaggio Nicastri Vito nell’affare dell’eolico, quest’ultimo è destinatario del citato provvedimento di sequestro.
In particolare da indagini relative alla realizzazione di alcuni parchi eolici in territorio trapanese, è emerso che l’attività criminosa posta in essere da politici ed imprenditori, aveva ricevuto un “imprimatur” mafioso da parte di noti esponenti della “famiglia” di Mazara del Vallo, allo scopo di controllare lo specifico comparto produttivo, anche mediante l’affidamento dei lavori per la realizzazione degli impianti eolici a ditte compiacenti. NICASTRI Vito, è risultato coinvolto in vario modo nell’intreccio degli interessi politico – imprenditoriali – mafiosi che ruotavano intorno all’affare dei parchi eolici .
La vendita dei certificati verdi alle multinazionali dell’energia e la produzione di energia da fonti rinnovabili è il vero affare, valutabile in milioni di euro, cui è interessata la ‘ndrangheta nel settore dell’eolico, di qui l’infiltrazione nelle società che realizzano i parchi eolici, l’acquisizione delle aree ed il condizionamento della pubblica amministrazione per il rilascio delle autorizzazioni.
In tale contesto la Procura della Repubblica di Crotone il 15 settembre 2009 ha emesso diversi decreti di perquisizione nell’ambito dell’indagine sulla realizzazione dei parchi eolici di Melissa e Strongoli ai quali è interessata una società di Bologna.
Le indagini attualmente in corso presso la Direzione Distrettuale di Catanzaro confermano che la ‘ndrangheta ha individuato nel settore dell’eolico il futuro sviluppo dei propri affari per incrementare i già ingenti profitti che affluiscono dalle molteplici attività illecite controllate sul territorio nazionale ed internazionale.
Le indagini sul settore dell’eolico riguardano anche la provincia di Catanzaro ed in particolare Girifalco, ove sono stati realizzati parchi eolici, gli accertamenti riguardano il procedimento di individuazione delle aree, di autorizzazione e realizzazione delle opere.
Atti intimidatori (incendio dell’autovettura e di un trattore) sono stati posti in essere nei confronti di Salvatore Tolone che aveva denunciato le illiceità commesse nella realizzazione dell’opera.
L’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dell’eolico è alta, in tale ottica il Procuratore distrettuale ha rappresentato l’esigenza di un completo monitoraggio richiedendo a tutte le Procure circondariali del distretto di segnalare e trasmettere con tempestività ogni utile notizia in ordine a fenomeni criminali che possano collegarsi al tema di indagine di interesse.

P. 264: Operazioni finanziarie all’estero

Nel corso dell’anno sono pervenute all’UIF anche diverse segnalazioni di operazioni sospette relative a flussi finanziari di ingente ammontare, scambiati fra imprese e soggetti attivi nel settore dell’energia eolica e società situate in paesi a regime fiscale privilegiato. Si tratta di vicende finanziarie di particolare rilievo, in termini sia di numerosità di soggetti coinvolti sia di consistenza dei flussi movimentati, concentrate soprattutto in Sicilia ed in Calabria. Ed è stato avviato un sistematico monitoraggio delle segnalazioni in questione, anche a seguito di evidenze finanziarie sul coinvolgimento della criminalità organizzata nella fase di costituzione di alcune “società veicolo”, alle quali fanno capo gli impianti eolici. Dall’analisi finanziaria del fenomeno si è osservato che tali “società veicolo”, talvolta dopo alcuni passaggi di proprietà, finiscono nella titolarità di holdings costituite all’estero. Tali compravendite azionarie comportano possibili rischi di alterazione dei valori di mercato dei corrispondenti titoli societari. Inoltre, il settore d’affari in questione, essendo caratterizzato dal rilascio di concessioni ed autorizzazioni da parte degli enti pubblici, si presta al rischio di pratiche corruttive. Peraltro, le considerevoli risorse finanziarie necessarie all’acquisto degli impianti e la prospettiva di guadagni attesi elevati creano le condizioni per scambi finanziari di significativa entità, sostenuti da ingenti interventi creditizi. L’esistenza di finanziamenti agevolati ed il riconoscimento di contributi pubblici relativi all’energia prodotta attirano naturalmente l’attenzione delle organizzazioni criminali, che effettuano ingenti investimenti nel settore, favorite anche dal “controllo” del territorio nelle regioni meridionali.

P. 678 Coordinamento DDA in merito alle indagini relative alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella realizzazione del parchi eolici.
L’intervento della DNA si è reso necessario a causa della contemporanea pendenza, in diverse Procure di indagini riguardanti la presenza attiva e l’interesse della criminalità organizzata per i nuovi investimenti in materia di fonti energetiche rinnovabili ed in particolare per il settore degli impianti fotovoltaici.
Nel corso della riunione del 20 maggio 2009 alla quale hanno partecipato numerose DDA, è emerso che la maggior parte delle indagini ruotavano intorno alla posizione di Nicastri Vito, di recente destinatario di un decreto di sequestro emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani.
Il quadro emerso è particolarmente allarmante in considerazione del sistema utilizzato da un unico gruppo di soggetti che sviluppano l’intero progetto: dal reperimento delle aree da destinare ai parchi ai contatti e le trattative con i locali gruppi criminali, alla procedura di rilascio della concessione e, infine, alla cessione a multinazionali del settore energetico che necessitano dei c.d. “certificati verdi” indicativi di una produzione che si avvale di energia rinnovabile.
All’esito della riunione è stato concordato lo scambio degli atti di indagine di interesse tra le DDA ove sono in corso attività investigative riguardanti infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore delle fonti di energia rinnovabili.

L’intera relazione può essere scaricata qui.

  1. Nati come incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili i “certificati verdi” rappresentano il vero business per la loro caratteristica di titoli negoziabili che vengono ceduti a prezzi di mercato a compagnie che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili e che non sono in grado autonomamente di rispettare la percentuale prevista per legge. []