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Club Alpino Italiano: lettera del Presidente all’On. Alessandri

All’ on. ANGELO ALESSANDRI Presidente della Commissione Ambiente e Territori della Camera dei Deputati

Con riferimento al Suo invito, rivolto alle Associazioni ambientaliste in occasione dell’incontro pubblico svoltosi a Bologna il 30 aprile u.s., ad esprimere un loro parere sul tema degli Impianti Eolici Industriali, al fine di considerarne i vari aspetti nel corso dei lavori parlamentari sull’argomento, il Club Alpino Italiano ribadisce quanto giaÌ€ espresso in merito con il Documento:
“ENERGIA – Generatori eolici” approvato dal Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo in dati 29.03.2008, di cui si riportano di seguito alcuni passi significativi, confortati dai dati statistici pubblicati sul sito WEB dai Gestore Servizi Elettrici (GSE) nel 2009, riportati e commentati nell’allegato.
I punti salienti di detto documento sono i seguenti ;
l ) si riconosce che « la politica energetica europea, e non solo, indirizza la produzione elettrica verso l’utilizzo ed il maggior impiego di fonti rinnovabili … » e << questo ha portato allo sviluppo di tecnologie che sfruttano fenomeni naturali, come il vento > >.
2) si afferma che « La produzione elettrica industriale diventa economicamente fattibile e conveniente quando la velocitaÌ€ del vento si mantiene con continuitaÌ€ costante entro determinati valori per un periodo di tempo minimo; ovvero quando questi generalmente eÌ€ in grado di produrre ali ‘anno almeno 2.000 MWh per ogni MegaWatt installato. >>
3) si ricorda che «La normativa vigente individua zone precluse a quesli impianti (ZPS e ZSC) e fissa come indispensabile la Valutazione d’incidenza (Vinca) e la Valutazione Impatto Ambientale
(VIA): in subordine la normativa regionale prevede ulteriori criteri e individua ulteriori aree di preclusione (Regione Toscana) anche per caratteri paesaggistici. Comunque in tutti i casi si deve applicare la procedura discriminante di AUDIT ed una ricerca puntuale con osservazioni che par
non meno dì due armi monitorano il vento nelle sue componenti. »
4) per le piccole produzioni «Il Club Alpino Italiano considera positivamente l’utilizzo delle fonti rinnovabili, e particolarmente dell’eolico, per quelle infrastrutture isolate, come rifugi e malghe, che vedono l’installazione di piÌ€ccoli generatori »
5) per la produzione industriale richiede che

« il sito presentì ampiamente, con verifiche pluriennali, le caratteristiche di ventosità annua necessarie al funzionamento economico degli impianti e sia in zona individuata
dai piani energetici nazionali e regionali e dai conseguenti piani di settore;
la zona non si trovi in posizioni protette dalle vigenti legislazioni nazionali o regionali;
siano presi tutti gli accorgimenti di valutazione affinché ragionevolmente il bilancio ambientale costi/benefici renda consigliabile l’insediamento;
che in tutte le fasi significative di verifica del progetto sia presentato il progetto esecutivo e non elaborati di massima o progetti incompleti.»
6) il Club Alpino Italiano si impegna a favorire studi e applicazioni che riguardano l’energia eolica, »
7) Si ritiene opportuno evidenziare che la fattibilità produttiva debba prescindere da qualsiasi considerazione incentivante a meno che non sia garantita l’economicitaÌ€ dell’impianto per tutta la durata. In tale considerazione sono compresi anche i “certificati verdi” »
8 ) Localmente il CAI, vigilando, si impegna affinché vengano rispettate le norme vìgenti ed attuate efficacemente tutte le procedure di AUDIT, a cui partecipare con cultura e coerenza.
9) « Più ingenerale si ritiene prioritario e doveroso un impegno di stimolo nei confronti del Governo Centrale e di quelli Regionali affinché a monte di tutto e diÌ€ ogni qualsiasi considerazione sia realizzato un piano energetico nazionale ed i conseguenti piani di settore per l’individuazione delle aree idonee agli insediamenti per la produzione di energia.»
A due anni dalla approvazione del Documento , il Club Alpino Italiano considera tuttora validi i principi indicati in quanto se rispettati garantirebbero equilibrio ecologico e rispetto dell’ambiente.
Per contro, gli allarmanti dati e le considerazioni riportate in allegato 1, indicano che per gli impianti eolici in esercizio, l’obiettivo produttivo eÌ€ scarsamente conseguito e, quindi, ne deriva la loro scarsa sostenibilità energetico – ambientale.
Inoltre, a fronte di situazioni reali di impatto ambientale e sociale, nonché di gestione del territorio, procurate da uno sviluppo impiantistico non convenientemente pianificato , si assiste, purtroppo, alla proliferazione di impianti a fonte rinnovabile caratterizzati da benefici energetici non corrispondenti alle attese , non potendosi escludere finalità marcatamente utilitaristiche e di sfruttamento disordinato del territorio.
Il Club Alpino Italiano ribadisce, pertanto, la necessitaÌ€ di risolvere le carenze e le ambiguità che hanno consentito fino ad ora la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile energeticamente insignificanti ed altamente impattanti sul territorio , con un sistema dï regole e pianificazione nazionale , anche condizionando più severamente la concessione di incentivi attualmente previsti, soprattutto per gli impianti eolici industriali, prevenendo gli aspetti speculativi dell’attuale corsa alle fonti rinnovabili d’energia ed il conseguente spreco di risorse ambientali.

Milano, 20.05.2010
II Presidente Generale del Club Alpino Italiano Prof ANNIBALE SALSA

Leggi la lettera originale con gli allegati