Skip to content


Proposte EPAW

 VIA DAL VENTO aderisce a quanto chiesto dalla EPAW (Piattaforma Europea contro l’Eolico), un  coordinamento di oltre 200 associazioni europee che ha inviato alla comunità le seguenti osservazioni e richieste:

  • l’effetto delle centrali eoliche sulla riduzione delle emissioni di CO2 è insignificante, a causa della necessità di ricorrere ad impianti termici di produzione elettrica per regolare l’energia intermittente generata dalle turbine eoliche. Per lo stesso motivo l’energia prodotta dal vento non riduce in modo significativo i costi della dispendiosa e significativamente crescente importazione di combustibili fossili
  • le centrali eoliche comportano necessariamente il potenziamento della rete ad alta tensione attraverso tutta l’Europa, e la messa a punto di nuove capacità di regolazione. L’esperienza  insegna che la stabilità della rete è messa a rischio dalla natura intermittente dell’energia eolica. Inoltre i suoi costi, le nuove linee ad alta tensione, causano ulteriori e inaccettabili aggressioni all’ambiente
  • per mantenere attive ed efficienti le centrali eoliche è necessaria una colossale spesa di fondi pubblici, eppure le centrali eoliche rimangono, dopo diversi decenni di progresso tecnologico, ancora economicamente non convenientii. Inoltre, gli eccessi di questo mercato artificiale favoriscono scandalose fortune individuali a spese dei contribuenti e dei consumatori, senza alcun beneficio ecologico, tutt’altro
  • le centrali eoliche alterano l’eredità naturalistica e culturale dell’Europa con il loro effetto deleterio sul paesaggio e sulle costruzioni storiche. Hanno anche un fortissimo impatto sui valori immobiliari, che nel caso di proprietari terrieri spesso rappresentano il frutto di una vita di lavoro e sacrifici
  • le centrali eoliche compromettono la qualità della vita dei residenti, in alcuni casi minacciandone anche la salute
  • le centrali eoliche mettono fortemente a rischio le specie protette, e distruggono gli habitat naturali che fino ad ora sono sopravvissuti ai poteri distruttivi causati dagli enormi macchinari per rimuovere la terra, dal cemento, e dalla dilagante attività umana

 

Da un confronto con le spudorate contraddizioni esistenti tra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Unione Europea e gli allarmanti risultati dell’attuale linea politica sulle centrali eoliche, l’EPAW richiede formalmente all’Unione Europea: 

 

1.Una moratoria immediata su tutti i progetti riguardanti la costruzione di centrali eoliche nell’Unione Europea, compresi quelli già autorizzati 

2.Un vero controllo dei risultati ad oggi ottenuti dalla linea politica dell’Unione Europea riguardante le centrali eoliche, controllo da affidare a un gruppo di esperti attendibili e indipendenti, in modo particolare per ciò che riguarda: 

Risparmio di carbonio: 

Andrà misurata la quantità di emissioni di anidride carbonica durante la costruzione, il mantenimento, la sorveglianza e lo smantellamento delle centrali eoliche. Andranno anche valutate le conseguenze dirette del loro utilizzo, ad esempio la quantità di CO2 emessa durante la regolazione dell’elettricità intermittente generata dalle centrali eoliche, che richiede l’operatività di impianti di produzione di combustibili fossili 24h/7. 

Una relazione dei controlli su riportati dovrebbe così fornire il reale contributo della linea politica dell’Unione Europea sulle centrali eoliche agli obiettivi del Protocollo di Kyoto 

Impatto economico: 

Andranno stimati i costi diretti e indiretti dell’installazione delle centrali eoliche, descrivendo dettagliatamente l’impatto totale sulla spesa pubblica e, a lungo termine, sulle bollette di elettricità delle case private, delle industrie ed altri consumi. 

L’analisi delle spese dovrà comprendere: 

  • sovvenzioni, vantaggi fiscali e tariffe speciali delle quali si avvale l’industria delle centrali eoliche, 
  • le spese per la costruzione impianti di produzione di combustibili fossili per bilanciare l’energia intermittente del vento, linee ad alta tensione per collegare le centrali eoliche alla rete, centri regolatori per amministrare l’imprevedibile variabilità del vento, e l’aumento delle reti elettriche. 

Poiché le centrali eoliche assorbono una considerevole quantità di fondi pubblici, l’EPAW richiede che venga effettuata un verifica degli affari e delle pratiche industriali. Dovranno essere verificate, tra le altre cose, gli organismi delle compagnie e il loro eventuale ricorso a paradisi fiscali. 

Impatto sociale: 

Andrà controllato l’impatto che le centrali eoliche hanno sulla salute umana, attraverso l’osservazione di una rappresentanza di residenti locali. 

Altri dovranno valutare lo sviluppo delle condizioni ambientali dei residenti locali, e valutare l’impatto delle centrali eoliche sul valore terriero e immobiliare, così come sull’attrattiva turistica nel tempo, nelle aree dove sono state installate centrali eoliche. 

Impatto ambientale: 

Lo studio dovrà includere un inventario degli habitat naturali danneggiati dall’installazione di centrali eoliche, e del paesaggio sacrificato in violazione alla Convenzione Europea sul Paesaggio, che riconosce che: «Il paesaggio concorre all’elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale dell’Europa, contribuendo così al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell’identità europea. E’ in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana. ». 

L’EPAW ritiene inaccettabile che le istituzioni Europee possano promuovere la distruzione del paesaggio europeo, uniformandolo in estese zone scure con migliaia di torri eoliche che si innalzerebbero dalla Lapponia a Gibilterra, alcune impiantate nel cuore di riserve naturali a spese del programma dell’Unione Europea Natura 2000. 

Ornitologi e biologi, la cui imparzialità verrà esplicitamente riconosciuta dall’EPAW, valuteranno obiettivamente gli effetti delle centrali eoliche e le loro linee ad alta tensione sulle specie protette e il loro habitat. 

Infine il controllo riguarderà l’inquinamento, causato dalla costruzione e dall’impiego delle centrali eoliche, del sottobosco, dello strato superficiale del terreno, dei ruscelli e dei fiumi, così come delle falde acquifere, tenendo conto anche di incidenti come la fuoriuscita di lubrificante dalle turbine che perdono liquido o che sono cadute.

Altri aspetti da esaminare: 

  • l’impiego massiccio di cemento per la costruzione della base delle torri eoliche 
  • la costruzione di strade di accesso con conseguenti sedimentazioni su ruscelli e fiumi, che avranno effetti sulla riproduzione di trote e salmoni
  • la propagazione periodica di agenti pulenti sulle turbine e sulle lame delle torri 
  • le frane (come accaduto in Irlanda)
  • le «fuoriuscite fortuite» di lubrificanti e altri agenti usati nelle aree circostanti.Â