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Inghilterra, boom degli impianti eolici e la fabbrica delle turbine chiude

Segnaliamo questo articolo apparso sul Times Online:

In Inghilterra le campagne e la fascia costiera saranno invase da 2.700 nuovi aerogeneratori entro il 2012 – cioè il doppio di quelli già esistenti – secondo la relazione di un organo di controllo degli impianti approvati.

Queste cifre sono in contrasto con quanto dichiarato da Vestas, proprietario della più  importante fabbrica di turbine. Secondo Vestas la domanda è troppo bassa per giustificarne la ulteriore produzione.

La compagnia danese si recherà oggi stesso in Tribunale per ottenere l’autorizzazione a licenziare i 18 dipendenti che da dieci giorni si sono barricati negli uffici della fabbrica a Newport, isola di Wight.

I 18 dipendenti protestano contro l’imminente chiusura della fabbrica con la conseguente perdita di 625 posti di lavoro. La produzione è stata interrotta la settimana scorsa e la fabbrica deve chiudere venerdì. Ieri Vestas ha licenziato i 18 uomini per grave condotta negativa. Rischiano di perdere fino a £ 10.000 ciascuno di liquidazione.

Uno dei lavoratori, Mark Smith, ha dichiarato che la protesta continuerà finché la Vestas non accetterà  di riprendere la produzione, oppure finché il governo non provvederà alla nazionalizzazione della fabbrica.

Vestas ha ribadito il suo punto di vista: la fabbrica chiude perché i gruppi di pressione contrari all’eolico hanno gravemente danneggiato il mercato bloccando le domande di programmazione. Un portavoce ha dichiarato ieri: “Abbiamo bisogno di un mercato stabile per continuare la produzione, ma questo mercato non c’è.”

Tuttavia, in un’indagine da parte dell’Associazione Britannica per l’Energia Eolica, di cui Vestas è uno dei soci principali, si legge che in Inghilterra oltre 190 impianti eolici sono in via di costruzione oppure lo saranno nei prossimi tre anni. Si lavora per la produzione di 737 turbine e per altre 1.989 c’è già l’autorizzazione e cominceranno a produrre elettricità entro il 2012. Gli impianti produrranno elettricità per cinque milioni di abitazioni.

Attualmente abbiamo 2.539 turbine per due milioni di abitazioni. In sostanza nei prossimi tre anni saranno installati più aerogeneratori di taglia industriale di quanti ne siano stati innalzati nei passati diciassette anni.

La fabbrica di Newport produceva pale per il mercato americano, ma nell’agosto dell’anno scorso Vestas informò i lavoratori che stava valutando la possibilità di produrre pale più lunghe per gli impianti inglesi. In dicembre vinse un contratto per 100 turbine per un impianto “offshore” nell’estuario del fiume Tamigi. Tuttavia, quattro mesi più tardi dette l’avviso di licenziamento a tutti i 625 dipendenti, dicendo che non era più possibile sostenere il costo della conversione della fabbrica. Tutte le 2.700 nuove turbine saranno fabbricate altrove, soprattutto in Danimarca e in Germania.

L’agenzia governativa per la strategia dell’energia rinnovabile, nella sua pubblicazione di questo mese suggerisce la messa in opera di 10.000 turbine entro il 2020, ma tace sul luogo dove saranno prodotte.

Il Ministero per l’Energia ha offerto questa settimana £ 6 milioni alla Vestas come sostegno alla realizzazione di un nuovo centro di ricerche sulle turbine a vento a Newport. Lord Mandelson, il Ministro, ieri ha destinato £ 150 milioni ad alcuni produttori di alta tecnologia, per la creazione o la salvezza di 2.400 posti di lavoro.

Bob Crow, segretario del sindacato RMT, ha dichiarato: “C’è un enorme divario tra le dichiarazioni del governo sui posti di lavoro “verdi”, energia e relativa produzione e la brutale realtà dei 625 lavoratori della Vestas, che la compagnia butta nel mucchio delle discariche se non li blocchiamo.”

Criticata la Compagnia Energetica

La Compagnia Energetica E.ON ha prodotto materiale di promozione per lo sviluppo di un impianto eolico con turbine alte metà di quelle precedentemente programmate (scrive Patrick Foster). L’autorità preposta alla pubblicità ha stabilito che il materiale distribuito sullo schema proposto a Northumberland potrebbe indurre il pubblico a erronea interpretazione, per cui ha proibito alla compagnia di distribuire tale materiale. E.ON aveva detto al funzionario dell’Autorità che le immagini “sarebbero usate solo allo scopo illustrativo”. Un portavoce della E.ON ha dichiarato: “Tentavamo di rappresentare l’aspetto generico di un impianto eolico.”

Scritto da: Via dal Vento 30 luglio 2009 Archiviato in Estero, Occupazione.

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