“L’energia solare dovrebbe sostituire l’energia eolica”, dice Jack Steinberger,
Segnaliamo e traduciamo questo articolo apparso sul Times in cui il premio Nobel Steinberger, già direttore del Laboratorio di Fisica delle Particelle del CERN di Ginevra esprime la stessa opinione di un altro Nobel, l’italiano Rubbia:
L’Europa dovrebbe annullare il suo sostegno all’energia eolica al più presto e concentrarsi sulle molto più efficienti forme di energia pulita che stanno emergendo, ivi compresa l’energia solare termica. Così si è espresso ieri uno dei più famosi scienziati del mondo.
Il Prof. Jack Steinberger, Premio Nobel e direttore del laboratorio di fisica della materia del CERN a Ginevra, ha dichiarato che l’energia eolica è una tecnologia illusoria, una via senza uscita che si dimostra antieconomica e uno spreco di risorse nella lotta contro il cambiamento del clima.
“Il vento non è il futuro” ha detto alla riunione dei Premi Nobel alla Royal Society. Invece, secondo lui, tecnologie come quella dell’energia termo-solare in cui specchi parabolici riflettono i raggi solari per generare calore e elettricità, sono un modo più promettente di sostituire i carburanti fossili.
“Sono certo che l’energia del futuro si orienta verso il termo solare” ha dichiarato a Times. “Non esiste nulla di paragonabile. Prima ci concentriamo su questo tipo di energia, meglio è.”
Prof. Steinberger ha detto che tutte le risorse fossili saranno esaurite fra 60 anni e che una rete di impianti solari costruiti nel Sahara potrebbe sicuramente fornire quasi l’80 % del fabbisogno europeo di energia verso la metà del secolo. Ha fatto appello ai governi europei di formare un progetto pilota nell’Africa settentrionale collegato all’Europa per via di cavi ad alto voltaggio sotto il mare. Già adesso l’energia termo solare è economicamente vantaggiosa e farla avanzare un po’ la porterebbe presto a battere tutte le forme rivali di vento, geo-termale, onde ecc. “I governi concentrino gli sforzi in questa direzione proprio adesso”.
Un progetto termo solare di 3-3.5 gigawatt nell’Africa settentrionale, che produrrebbe sufficiente elettricità per due milioni di case, costerebbe £ 20 miliardi per la costruzione. “Sono convinto che potreste produrre elettricità and spedirla in Europa a un prezzo uguale a quello del carburante fossile”.
Ha ancora dichiarato che l’energia intermettente, come quella eolica, richiede elettricità di supporto, il che riduce il contributo alla riduzione delle emissioni. Invece l’energia solare può fornire elettricità per 24 ore.
L’Inghilterra dà la precedenza all’energia eolica allo scopo di ridurre le emissioni del 34 % entro il 2020. Il Governo pensa di costruire entro il 2020 impianti offshore di 33 gigawatt (nel mare). Il preventivo della società di servizi Ernst & Young prevede una spesa di oltre £ 100 miliardi. Secondo il Prof. Steinberger la spesa per l’Europa di rendersi indipendente dai carburanti fossili per l’80 %,dovrebbe aggirarsi su £ 440 nei prossimi 30 anni. Ma i governi devono prendere delle coraggiose decisioni su quale tecnologia impiegare.
Impianti termo solari su scala commerciale esistono già in Spagna, negli Stati Uniti e in Germania, ma occorre eseguire ulteriori ricerche per migliorare la tecnologia e ridurre i costi, ha aggiunto il professore. Per esempio, ancora non c’è accordo sul design più effciente dello specchio da usare, oppure sulla natura del “termovettore” la materia riscaldabile su cui i raggi solari sono riflessi nel processo di generare elettricità.
Prof. Burton Richter dell’Università di Stanford in California, ha dichiarato che l’energia solare è una delle più interessanti nuove tecnologie dell’energia, ma c’è posto anche per l’eolico.
La Cina ha in programma di lanciare un piano di energia solare nazionale del valore di miliardi di sterline. La Cina potrebbe diventare il paese della maggiore raccolta di energia solare del mondo. Il pacchetto di assistenza economica da parte del governo mira a incentivare grossi impianti solari e pannelli sui tetti, è stato detto ieri. La Cina è il più forte produttore di pannelli fotovoltaici del mondo, ma il 95 % è destinato all’esportazione. La crisi economica ha ridotto i prezzi dei pannelli del 30 %:
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