Segnaliamo un articolo apparso il 25 luglio sul quotidiano “Finanza e Mercati”: come da noi scritto in precedenza, alla faccia delle promesse occupazionali, l’industria eolica sta effettuando pesanti licenziamenti in tutta Europa, in primis la danese Vestas che ha licenziato 2.000 persone sia per effetto della crisi che per aprire fabbriche nel più promettente mercato USA.
Scrive Finanza e Mercati:
All’epoca lo stabilimento della Vestas fu presentato come la prova concreta che si stava andando nella direzione giusta. Ma l’azienda chiude la sua sede a Newport (sull’Isola di Wight) appunto per mancanza di ordini. Nonostante Vestas abbia recentemente annunciato un aumento nelle vendite di circa il 59%, infatti dalla Gran Bretagna non arrivano abbastanza ordinativi e mantenere uno stabilimento sembra non convenire più al colosso svedese che punta, come molte altre aziende, a sedi oltreoceano.
Ma la chiusura dello stabilimento ha provocato la reazione dei dipendenti una ventina dei quali hanno occupato la fabbrica, con il supporto dei gruppi ambientalisti. L’Associazione Europea dell’Industria Eolica (EWEA) ha criticato tale occupazione prendendo le parti di Vestas, il suo membro più importante, respingendo duramente le richieste dei manifestanti di nazionalizzare la fabbrica.
Fonti: Spiked online, EU observer, Finanza & Mercati







