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SINOPSI DEI PROBLEMI DI SALUTE CAUSATI DALLA VICINANZA DI TURBINE EOLICHE

A cura di Arabella Bedini Rodriguez

Roccalbegna GR

Febbraio 2010

Questo testo è da considerarsi come una breve sinopsi dei problemi riguardanti la salute delle persone e un riferimento per le autorità locali, ai molti ottimi studi già effettuati, alcuni dei quali sono qui citati alla fine. Lo scopo è di introdurre il concetto di danno alla salute delle persone provocato dal vivere vicino a turbine eoliche su scala industriale, in modo che i governi e le autorità locali possano fare progetti appropriati nel collocamento di quest’ultime

Negli ultimi anni, dati sempre in aumento,provenienti da ricerche scientifiche e mediche, svoltesi in molte parti del mondo, hanno indicato che le turbine eoliche hanno un effetto deleterio sulla salute umana. Sebbene I campioni di popolazione presi in considerazione siano piccoli e si debbano effettuare ulteriori ricerche, vi è una conformità di opinione che suggerisce che questi risultati siano molto di più di un caso fortuito. Sfortunatamente, attualmente in tutto il mondo le autorità competenti si basano su un’informazione fornita dagli stessi produttori di turbine che sono stati avari di informazione oppure genuinamente ignoranti della minaccia rappresentata dal loro prodotto alla salute delle persone.

Gli effetti sulla salute sono finora causati largamente dal rumore, sebbene siano stati riscontrati notevoli disturbi visivi causati dallo sfarfallamento sia di ombra che di luce solare. Si stima che la frequenza dello sfarfallamento sia troppo bassa per provocare crisi di epilessia e che, anche se molto fastidiosa, si colloca al secondo posto rispetto ai disturbi provocati dal rumore.(1)

Il rumore emesso dalle turbine eoliche copre – eccede – I parametri dell’udito umano, che al livello più basso iniziano a circa 20Hz e raggiungono I 20kHz. Le alte frequenze si propagano molto vicino alle turbine stesse,mentre le frequenze più basse e le rilevanti frequenze infrasoniche possono propagarsi a molti kilometri. Queste non vengono assorbite dalle pareti, e nemmeno dal paesaggio ed effetti di risonanza possono prodursi in aree collinose ed in alcuni edifici. Inoltre il fruscio delle pale modula un ronzio persistente con un effetto martellante e l’accumulo di parecchie turbine che martellano in modo asincrono può essere molto molesto.(2)

Il termine “SINDROME DA TURBINA EOLICA” è stato coniato per includere la lista dei sintomi specifici presenti quando si vive in prossimità delle turbine(3) ed è clinicamente differente dalla “Malattia Vibroacustica”. In tutti I casi I sintomi erano assenti prima dell’esposizione al rumore della turbine e sparivano quando il soggetto, se era abbastanza fortunato, si trasferiva. Aspetto molto importante: I sintomi non avevano nessuna relazione nè con l’attitudine del soggetto verso le turbine nè con i disturbi causati da un’ansia sottostante Questi sintomi includono;

  • Sensazione di instabilità
  • Vertigine
  • Ronzio auricolare
  • Pressione auricolare
  • Nausea
  • Visione offuscata
  • Tachicardia
  • Emicrania
  • Depressione
  • Ansietà
  • Problemi di memoria
  • Disturbi del sonno e insonnia
  • Episodi di panico

Sia I bambini e gli adulti ne possono essere affetti. Sono particolarmente a rischio I bambini piccoli I cui sistemi di equilibrio sono ancora in sviluppo,le persone al di sopra dei 50 anni e coloro il cui udito è stato compromesso dall’esposizione a rumore industriale, a certi farmaci prescritti o a malattia.

In molte parti del mondo il regolamento attuale sul rumore impone limiti sui rumori provenienti sia da areoporti, strade che da installazioni industriali. Il problema con le turbine eoliche è che il rumore è costante, notte e giorno. Coloro che vivono relativamente vicino ad esse lamentano un maggiore disturbo di quello provocato dal rumore del traffico stradale.(4)

Fra queste ragioni vi sono:

  • L’inevitabile durata del rumore (24 ore)
  • La forte componente di bassa frequenza che penetra attraverso le pareti, le finestre e tappi per le orecchie (5).
  • L’ubicazione delle stesse turbine, situate normalmente in tranquille aree rurali, dove non vi è sufficiente rumore ambientale per mascherare quello prodotto dalle stesse.

Il grado di questo cosí chiamato “fastidio” è tale da indurre la maggior parte della popolazione studiata, ad andarsene, ed alcuni anche ad abbandonare le loro case.(6)(7)

Nella maggior parte dei casi, i regolamenti sul rumore sono limitati poichè utilizzano misure in dB (A), molto utili per i suoni di natura costante alla portata dell’udito umano (ad esempio: le strade). La grande dose di frequenze infrasoniche nel rumore delle turbine non è coperta da questa misura, poichè l’udito umano è effettivamente meno sensibile ai suoni al di sotto di 100Hz.

La questione qui non sembra essere quanto forte sia il rumore, ma quanto disturbo fisiologico, in particolare vestibolare, provochi. In realtà molti degli effetti di inquinamento da infrasuono si manifestano a frequenze molto inferiori alla soglia dell’udito. Sebbene queste frequenze non vengano percepite come particolarmente forti, esse ingannano il corpo facendogli credere di essere in movimento(8) e creando una sensazione di vertigine, instabilità o panico. Le basse frequenze, molto inferiori alla soglia dell’udito umano (fra 4 e 20 Hz) possono provocare nausea, peggiorare l’emicrania o provocare sintomi oculari quali offuscamento della vista, mentre il suono da 50 a 100Hz risuona anche nel torace. Ciascuno di questi suoni può essere causa di instabilità vestibolare e disorientamento; non è necessario che siano udibili (inferiori a 20H), ma nemmeno forti. Questi fenomeni sono ben conosciuti e sono stati impiegati nel controllo delle folle e sono alla base della concezione delle armi più recenti dell’esercito israeliano. Questi sintomi sono completamente fisiologici, e l’ansietà o la depressione derivano da sensazioni di disturbo fisico e non da un’avversione pre-esistente per le turbine. La figura presentata qui sotto è tratta dal lavoro dei Dottori Frey & Hadden intitolato: “Noise Radiation from Wind Turbines Installed near Homes: Effects on Health”(9)

Fig. Frequenza di risonanza per varie parti del corpo umano. Valori tratti dalla International Standards Organisation – I standards ISO 2631

  1. bulbo oculare, strutture intraoculari – 20-9-Hz
  2. Testa – 20-30Hz
  3. Avambraccio 16-30Hz
  4. Cingolo scapolare 4.Hz
  5. Addome 4-8Hz
  6. Torace 50-100Hz
  7. Mano 30-50Hz
  8. Braccio 5-10Hz
  9. Colonna Vertebrale 10-12Hz
  10. Ginocchio in estensione 20Hz; Ginocchio flesso 2Hz

In alcuni paesi, ad esempio l’Italia, le turbine non sono contemplate dal Regolamento di emissione di rumore assoluto che viene applicata invece ad aeroporti e strade e ricadono sotto i Regolamenti sul Rumore Differenziale meno rigidi. Ciò significa che in un area completamente silenziosa (0dBA) le turbine possono aggiungere 40dB (A) di rumore durante la notte senza sorpassare i limiti fissati. In pratica, anche se improbabile, esse possono facilmente produrre più di 30dB (A) di rumore in un ambiente tranquillo, sovrastando il dolce rumore degli uccelli notturni , il canto dei grilli e tenendo sveglia la gente. Si è suggerito di misurare le emissioni di rumore in dB (C), misura normalmente riservata a ambienti industriali molto rumorosi; poichè la misura in dB (C) prende più in considerazione l’infrasuono.

Sarebbe ancora meglio utilizzare la misura dB (G) specifica per gli infrasuoni. In ogni caso, le emissioni di rumore dovrebbero essere incluse nei limiti di Rumore Assoluto e non di quello Differenziale.

Non si può più mettere in dubbio il fatto che le turbine eoliche causino problemi di salute agli esseri umani. Le restrizioni approvate sull’inquinamento da rumore sono chiaramente inadeguate e debbono essere riviste. L’infrasuono e più difficile da udire,ma è più dannoso. Le autorità competenti devono tenere presente il fatto che, quando concedono il permesso per queste installazioni, mettono a rischio la salute delle persone ed esse devono prima informarsi adeguatamente. Esse non devono semplicemente continuare a credere sulla parola I costruttori di turbine. Ci sono troppe prove che vanno in direzione opposta perchè esse continuino a ignorare o a non prestar fede al coro delle proteste. Chiaramente le turbine sono ancora costruite troppo vicino alle abitazioni delle persone e le autorità competenti debbono prendersi la completa responsabilità del danno che ne deriva alla vita della gente.

Per un più completo riferimento si consultino i seguenti studi, i quali contengono l’abbondanza di dati dai quali è stato estratto il testo di cui sopra e che, a loro volta, contengono riferimenti a molti altri studi.

  1. Dr. Amanda Harry, “Wind Turbines, Noise and Health”, Febbraio 2007
  2. Frey & Hadden, “Noise Radiation from Wind Turbines Installed Near Homes: Effects on Health”, Febbraio 2007, Giugno 2007
  3. Dr. Nina Pierpont, “Wind Turbine Syndrome – A Report on a Natural Experiment”, December 2009
  4. Minnesota Department of Health, Environmental Health Division, “Public Health Impacts of Wind Turbines”, Maggio 2009
  5. Dr. M A Swinbanks, lettera del gennaio 2010
  6. Rogers, Anthony; Manwell James; and Wright, Sally “Wind Turbine Acoustic Noise” Gennaio 2007
  1. Dr. Nina Pierpont, “Wind Turbine Syndrome – A Report on a Natural Experiment”, December 2009 []
  2. Minnesota Department of Health, Environmental Health Division, “Public Health Impacts of Wind Turbines”, Maggio 2009 []
  3. Dr. Nina Pierpont, “Wind Turbine Syndrome – A Report on a Natural Experiment”, December 2009 []
  4. Dr. Amanda Harry, “Wind Turbines, Noise and Health”, Febbraio 2007 []
  5. Minnesota Department of Health, Environmental Health Division, “Public Health Impacts of Wind Turbines”, Maggio 2009 []
  6. Dr. Amanda Harry, “Wind Turbines, Noise and Health”, Febbraio 2007 []
  7. Dr. Nina Pierpont, “Wind Turbine Syndrome – A Report on a Natural Experiment”, December 2009 []
  8. Dr. Nina Pierpont, “Wind Turbine Syndrome – A Report on a Natural Experiment”, December 2009 []
  9. Frey & Hadden, “Noise Radiation from Wind Turbines Installed Near Homes: Effects on Health”, Febbraio 2007, Giugno 2007 []