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Introdacqua, opposizione alla centrale eolica sul Monte Genzana

Il Comitato contro l’eolico di Introdacqua, in Abruzzo, ha raccolto 200 firme contro la prevista centrale eolica prevede la realizzazione di 20 pale eoliche alte settanta metri, con una base in cemento armato di 40 metri quadri l’una. Il tracciato, lungo circa 6 chilometri e mezzo, attraversa i monti Genzana e Rognone, e i colli Sardo e Serra Rufigno.

Chiediamo al Comune di revocare la delibera di consiglio comunale approvata all’unanimità a giugno del 2008, con cui è stato dato il via libera al parco eolico, e agli altri enti di respingere le richieste di autorizzazione per l’istallazione delle pale”.
È quanto chiedono 200 introdacquesi, che hanno firmato la petizione del Comitato civico contro le pale eoliche, coordinato da Licia Mampieri.
Il Comitato, nato alla fine di dicembre, ha tenuto stamattina ad Introdacqua una conferenza stampa per spiegare i motivi del no al parco eolico, già autorizzato dal Comune.

Opposizione anche dalle Associazioni ambientaliste:

LIPU Abruzzo e l’Associazione “Il Nibbio” di Castel di Sangro, federata a Pro-Natura, esprimono la loro piena e totale solidarietà al Comitato Civico di Introdacqua … . La centrale, voluta dall’amministrazione comunale, oltre a devastare in modo irreversibile uno dei paesaggi montani più belli e suggestivi dell’Abruzzo, visibile, nelle giornate limpide, anche da decine di chilometri di distanza, arrecherebbe un danno gravissimo ad un ambiente naturale di importanza prioritaria a livello comunitario, giustamente incluso tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC), la cui tutela è obbligo preciso dell’Italia nei confronti dell’Unione Europea. L’area del Monte Genzana è stata dichiarata SIC per la presenza di diverse specie di piante e di animali di importanza europea, tra cui, in primo piano, l’orso bruno marsicano, che frequenta abitualmente la zona. La realizzazione della centrale eolica comporterebbe inevitabilmente un pesante degrado degli ambienti naturali della zona, a causa dell’impatto dei lavori, dell’ apertura di strade, del disturbo che ne seguirebbe, con aumento del bracconaggio e di altre attività incompatibili con la necessità di conservare la zona in condizioni soddisfacenti a garantire la presenza dell’orso e di altre specie significative. Tutta la zona è frequentata abitualmente dalle aquile reali nidificanti non lontano, e che la utilizzano come territorio di caccia.

Fonte: Tuttoabruzzo.it, Rete5.tv

Scritto da: Via dal Vento 15 febbraio 2010 Archiviato in Abruzzo, Avifauna. Condividi su Facebook !