Eolico a Morcone, il Tar Campania ha rigettato il ricorso

A seguito del via libera del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, che ha rigettato il ricorso presentato dal Sindacato venatorio italiano e dalla Coldiretti, si continua a discutere dell’impianto di energia elettrica da fonte eolica che dovrebbe sorgere tra Morcone e Pontelandolfo e che prevede l’installazione di quindici aereogeneratori per una potenza nominale massima di 48 MW.

via Il Sannio Quotidiano.

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Eolico a San Lorenzo Maggiore, in Commissione Via tuona il ‘no’ di De Libero

In Commissione Via (Valutazione impatto ambientale) il sindaco di San Lorenzo Maggiore ha ribadito la totale contrarietà all’installazione dell’eolico nel proprio Comune. L’organismo che ha convocato il primo cittadino di San Lorenzo Maggiore nella giornata di lunedì si è visto rispondere un secco “no” dalla fascia tricolore motivato dal fatto che “costruire impianti eolici significa non tenere conto delle politiche sane e coerenti di sviluppo del territorio nel rispetto dell’ambiente”.

via Il Sannio Quotidiano/a>.

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Impianto eolico di monte Poggio, partono gli espropri tra Mignanego e Busalla

La Città metropolitana ha avviato le procedure di esproprio relative ai terreni di circa 150 proprietari tra Mignanego e Busalla, a seguito della presentazione della domanda di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico, denominato “Monte Poggio”, alla Provincia di Alessandria, nel cui territorio ricadono gli aerogeneratori in progetto. Il progetto che prevede la creazione di 7 pale eoliche nei comuni di Fraconalto e Voltaggio è firmato dall’impresa Seva.Nell’ambito delle opere connesse all’impianto, alla Città Metropolitana di Genova spetta la competenza per l’autorizzazione di una parte della linea elettrica di connessione alla rete nazionale, dal momento che il tracciato in progetto interessa i territori dei Comuni di Busalla e di Mignanego.

via Il Secolo XIX.

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Continuano le iniziative del Comitato NO EOLICO Reventino: una lettera ai Sindaci

Nelle Scorse settimane è stato affisso in tutte le città ricadenti nel comprensorio del Reventino un MANIFESTO e trasmesso una LETTERA di pressione ai Sindaci dei Comuni.

Dallo scorso mese di dicembre, si è appreso dell’intenzione di realizzare, sulla dorsale del Monte Reventino, diversi impianti per la produzione di energia da fonte eolica.
Appena la notizia è stata diffusa dalla stampa locale, numerose sono state le prese di posizioni di cittadini, associazioni, istituzioni, contro questi progetti, che, se realizzati, deturperebbero l’intero comprensorio del Reventino, fra queste, il Wwf, Italia Nostra, la Giunta Comunale di Lamezia Terme, la Giunta Comunale di Gizzeria riguardo agli impianti proposti sul suo territorio, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani della Zona del Reventino, l’Associazione Imprenditori del Reventino – Air, (Liquorificio Gentile, Acqua Sorbello, Camillo Sirianni, Rubbettino, Lanificio Leo, Artigianafunghi, Palahotel Vallenoce, Cantina Le Moire, Allasia Plant, Profiltek, Idea Vetro, Luna Funghi, Hotel Caligiuri, La rosa nel bicchiere, FerroMG, Tecnicalluminio), mentre molte altre prese di posizione ufficiali si preannunciano a difesa dell’identità paesaggistica del nostro territorio.

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Enna, associazioni e gruppi Facebook per dire no al parco eolico

«La situazione è drammatica. È un attacco al territorio talmente vasto da non essere stato mai registrato prima come quello che sta avvenendo oggi». La drammatica  denuncia è stata lanciata dai rappresentanti di ben  17 associazioni che si sono riuniti nei giorni scorsi per fare il punto sul Parco eolico, che dovrebbe essere realizzato nell’area di Rossomanno. A sottoscrivere l’appello per una mobilitazione comune sono Siciliantica, Accademia Pergusea, Fai, Sicily Erei, AltreMenti, Comitato promotore dei diritti dei cittadini, Hisn Al Giran, Cotas, Medici italiani, comitato residenti di Castellazzo, Assoro prima di tutto, I Zanni, Gruppo Facebook contro l’eolico selvaggio, Lipu, Wwf, Legambiente e Gruppo Facebook Nostra Città Enna. Nell’ultimo incontro si sono uniti alla protesta le sezioni di Siciliantica di Piazza Armerina e Pietraperzia. Ma ci sarebbe di più. Chi si è riunito avrebbe anche notizia dell’imminente realizzazione di un mega parco fotovoltaico nei pressi di Morgantina che occuperebbe ben 170 ettari.

via Giornale di Sicilia.

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Rigassificatore ed eolico off shore ad Agrigento, Di Rosa: “Siamo stati svenduti”

Così è avvenuto per lo "Sblocca Italia così come prima è successo per il rigassificatore di Porto Empedocle, con l’Ars incapace di approvare la mozione dei 5 stelle per ottenere lo stop alla costruzione dell’impianto. Il decreto "Sblocca italia" autorizza oltre agli impianti off-shore di estrazione petrolifera, anche l’installazione di due impianti eolici off -shore dinnanzi il mare di San Leone e questo è inaccettabile per la nostra città. Così come il rigassificatore, anche gli impianti off-shore sarebbero disastrosi per la nostra terra. L’assenza della deputazione nazionale e regionale del Pd e dell’assessore regionale nonché vice presidente Mariella Lo Bello non è passata certamente inosservata, hanno svenduto la nostra Sicilia, hanno venduto il nostro patrimonio naturalistico e le nostre città alle multinazionali dell’energia

via Agrigento Notizie.

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Eolico, ricostruita a Roma l’attività di Carboni “C’era una rete per aggirare i divieti regionali”

“Entra nel vivo il versante sardo del processo su P3 e affari. Secondo gli investigatori Flavio Carboni, per entrare nel business dell’eolico, aveva creato una rete di contatti capace di aggirare i divieti regionali.

Decine di telefonate con politici, magistrati e imprenditori per tessere rapporti. Flavio Carboni voleva entrare nel business dell’eolico e per farlo si appoggiava al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e al senatore Marcello Dell’Utri perché spingessero il governatore Ugo Cappellacci a nominare Ignazio Farris all’Arpas. È il contenuto dell’udienza di ieri a Roma nel processo sulla ‘P3’, la presunta organizzazione segreta creata per condizionare organi costituzionali e statali. Tra gli imputati anche l’ex governatore sardo, accusato di abuso d’ufficio per la nomina di Farris. In aula si è parlato del convegno al Forte Village che Carboni avrebbe organizzato per allargare la sua rete di “

(Via “Unione Sarda”.)

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Paura a Calangianus: precipita turbina eolica

calamgianusEolico

Al primo soffio di vento è venuta giù da trenta metri d’altezza, come una girandola di carta sotto l’incalzare del maestrale. Una turbina eolica da 30 kilowatt di potenza che la Suntronic di Milano aveva posizionato ai bordi di una vigna nella vallata di San Leonardo è precipitata al suolo nella mattinata di ieri, quando nella zona il vento di maestrale soffiava a poco meno di venti nodi all’ora.

Sul posto, per verificare che la caduta del rotore e delle tre pale da dieci metri l’una non avesse provocato danni a cose o persone, si è fiondata una pattuglia di rangers del Corpo forestale regionale. Che hanno segnalato l’accaduto alla procura della Repubblica di Tempio, che ha disposto l’immediato sequestro della struttura e di quanto rimaneva ancora intatto, solamente la torre con in cima, a 30 metri d’altezza, l’aerogeneratore, il motore che “cattura” l’energia del vento e la trasforma in elettricità.

via la Nuova Sardegna.

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Affari Climatici

Un articolo di Rosa Filippini e Alberto Cuppini apparso sull’Astrolabio, newsletter degli Amici della Terra – Italia:

Raggiunti (e largamente superati) con 5 anni di anticipo tutti gli obiettivi per le rinnovabili al 2020. Ma il Governo fa finta di non saperlo e promette alla lobby dell’eolico altri incentivi subito. Prosegue senza più pudori l’assalto all’indifesa diligenza delle bollette elettriche degli italiani.

Gli Amici della Terra lo avevano già detto nel loro ultimo Rapporto presentato alla 6° Conferenza sull’efficienza energetica del dicembre scorso. Ora  il rapporto mensile Terna sui risultati provvisori della produzione e dei consumi elettrici dell’anno 2014 lo conferma:  per il terzo anno consecutivo, si è consolidata la tendenza ad una preoccupante diminuzione dei consumi elettrici, da ormai tre anni stabile nell’ordine di 10 Twh, senza aumenti proporzionati in termini di efficienza energetica, a testimonianza di una inarrestabile deindustrializzazione del Paese. Eccellenti risultati, invece, per quanto riguarda la produzione da FER (Fonti di Energia Rinnovabili) elettriche.

via l'Astrolabio.

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Sammichele, il consiglio comunale dice ‘no’ alle pale eoliche

Via le pale eoliche dal territorio di Sammichele. E’ questo l’orientamento espresso giovedì scorso, in consiglio comunale, da tutti i componenti della pubblica assise cittadina, sia di maggioranza che di opposizione. L’assemblea, dunque, ha deliberato all’unanimità il suo parere sfavorevole in merito all’installazione dell’impianto eolico, che potrebbe portare alla realizzazione in agro sammichelino di otto pale alte oltre 150 metri (altre quattro potrebbero essere innalzate nelle campagne di Casamassima), al fine di raccogliere l’energia del vento per poi trasformarla in corrente elettrica. La questione, arrivata in aula consiliare su richiesta del gruppo di opposizione ‘Sammichele nel cuore’, rappresentato tra i banchi da Catia Giannoccaro e Lorenzo Netti, ha quindi portato a questa scelta da parte dell’intero consiglio.

via maximanotizie.

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Basilicata: troppe volte i progetti sono andati avanti nonostante servisse una nuova procedura»

Un articolo di Vitantonio Iacoviello, Presidente della sezione di Italia Nostra Vulture-Alto Bradano apparso sul quotidiano della Basilicata:

Dovrebbe proprio essere arrivato il momento di sospendere tutto in autotutela e di accertare eventuali responsabilità, anche economiche, oltre che amministrative e penali ove ne ricorressero gli estremi.
Mi riferisco all’eolico, grande, piccolo o medio che sia. Con tutte le conseguenze del caso, derivanti dal fatto di aver escluso i cosiddetti “piccoli” impianti, sberle di pali di più di 50 metri di altezza, dalla potenza fino a ben mille chilowatt dalla necessità di ricorrere alla autorizzazione unica regionale. L’iter di questa Autorizzazione Unica, insieme con quanto previsto dal piano regionale Piear, dal relativo Disciplinare applicativo e dalle Linee guida nazionali, comporta un esame complesso che darebbe un minimo di garanzie per la tutela del paesaggio e per la salute e sicurezza dei cittadini, nonché del valore delle loro proprietà. Sulla carta.
Sono quasi tutte sulla carta le tutele, perché poi quando si va nella pratica applicazione, si sacrificano il paesaggio e l’interesse dei cittadini lucani alla presunta prevalenza, rispetto a questi valori, della produzione di energia da rinnovabili. Eppure fior sentenze sanciscono il contrario.

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Parco eolico con pale giganti nel barese. La denuncia di Legambiente e M5S

Come documentano già dal lontano 2011 le cronache del nostro sito Acquavivanet.it e Gioianet.it (due dei deici siti e cartacei del network “La Voce del Paese”), nel territorio tra Casamassima e Sammichele di Bari, è prevista la realizzazione un mega-impianto eolico con pale giganti, per ricavare energia elettrica dal vento.

Si prevedono ben quattro aerogeneratori in contrada “Masseria Caperroni” a Casamassima e a “Masseria Colombo”. Il progetto è a cura della società Micropower di Cesena. Il sito si estenderebbe per un’area complessiva di circa 450 ettari, a sud-est di Acquaviva delle Fonti e a sud-ovest di Sammichele, non molto distante dal centro abitato. Il baricentro dell’impianto eolico disterebbe 6,3 Km da Acquaviva, 3,3 Km da Sammichele di Bari, 8,3 Km da Gioia del Colle e 8,6 Km da Casamassima.

Per la precisione in località “Masseria San Francesco”, a Casamassima, il progetto prevede l’installazione di una stazione elettrica che fungerebbe da anello di congiunzione tra l’impianto a pale eoliche e la rete nazionale.

via CasamassimaWeb.

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Eolico, nel 2014 crollano le nuove installazioni in Spagna, Italia e Danimarca.

Oltre al crollo delle installazioni italiane nel 2014 si è assistito ad un drastico ridimensionamento delle velleità eoliche anche in Danimarca (-90%) e Spagna (-75%).
via FT.com.

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La selva eolica che oscura il paesaggio lucano

La Regione Basilicata, dopo aver redatto ed approvato il PIEAR Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale che concede alle lobby eoliche quasi 1.000 MW di potenza ed altrettante pale eoliche di tipo industriale pari ad 1 MW e/o superiore, cerca di correre ai ripari, purtroppo senza risultati, contro quello che viene definito “effetto selva” eolico, ovvero la proliferazione di torri eoliche situate a breve distanza tra loro. Un effetto che determina un impatto visivo notevole sulle prospettive visuali al quale bisogna aggiungersi le pale del cosiddetto minieolico che di “mini” hanno spesso solo la definizione. Situazione questa che i burocrati regionali non avevano messo in conto, essendo il minieolico autorizzabile con semplice DIA Dichiarazione Inizio Attività rilasciata dai Comuni.

via Olambientalista.

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Un altra centrale eolica di nove pale a San Giorgio la Molara

La Direzione Sviluppo Economico autorizza un altro impianto da 22,5 Mw di picco. Tra i pareri favorevoli quello della Soprintendenza ai Beni Archeologici, ma con prescrizioni tecniche. Per le connessioni coinvolti anche Buonalbergo, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino e Casalbore. L’allaccio per il trasporto
è previsto sull’elettrodotto a 380 kV «Benevento 2 – Foggia» che sta costruendo la Terna.

via Il Sannio Quotidiano.

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Eolico a Ginezzo, arriva il definitivo “No

E’ arrivata in questi giorni, dopo ben 4 anni, la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla ditta Acciona in opposizione al diniego formulato dalla Regione Toscana per la costruzione della centrale eolica sul Monte Ginezzo nel territorio del comune di Cortona.
L’azienda spagnola, come si ricorderà, aveva presentato un progetto per la realizzazione di un parco eolico che prevedeva la messa in opera di 16 aereogeneratori da 2,5 Megawatt in grado di produrre l’energia elettrica sufficiente per il fabbisogno delle attività produttive e della popolazione presente nel territorio del Comune
La sentenza, nonostante le controdeduzioni presentate da Acciona, ha ribadito il principio dell’autonomia dell’ente territoriale che può decidere la presenza o meno di detti impianti. Nonostante la possibilità che la Regione Toscana possa modificare, in qualsiasi momento, la propria posizione, le possibilità di vedere realizzato il parco eolico sul Monte Ginezzo sono ridotte al minimo in considerazione dell’attuale diversa situazione economica, molto meno favorevole di quella di quattro anni fa per grandi investimenti di questo tipo.

via Val di Chiana Oggi.

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Repowering eolico nel Vastese, in arrivo impianti molto più alti

Se le notizie "ufficiose" provenienti dalla riunione del comitato VIA saranno confermate nel Vastese diminuirà il numero di impianti installati nel parco eolico Alto Vastese, che vede 188 aerogeneratori nei comuni di Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo, Roccaspinalveti, Fraine, Roio del Sangro, Montazzoli e Monteferrante. La Edison Energie Speciali (Edens) aveva presentato il progetto un anno fa per smantellare 106 pale eoliche che si trovano nei comuni di Roccaspinalveti, Castiglione e Schiavi d’Abruzzo, sostituendole con modelli più grandi in grado di produrre maggiore energia

via Zona Locale.

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Enna. Grido d’allarme: fermiamo gli ‘avvoltoi’ del territorio ennese

Oltre al disegno di cancellare i presidi istituzionali della nostra provincia, alcuni già attuati (Banca d’Italia, Tesoreria dello Stato, Camera di Commercio), altri annunciati (Prefettura), vi sono in atto altri tristi obiettivi riguardanti l’azzeramento di tutto ciò che si è costruito nei decenni trascorsi. Primo fra tutti la distruzione del patrimonio boschivo delle zone interne per ‘foraggiare’ gli impianti di Biomasse e in second’ordine, non meno invasivo, la volontà da parte dei “signori” del vento di realizzare dei mega parchi eolici. Alla notizia della sentenza favorevole presso il Tar di Palermo del ricorso per motivi ambientali contro la realizzazione del parco eolico di Rossomanno e Grottacalda – programmato circa due anni fa, il cui esito si deve alla caparbia ‘attenzione’ di Giuseppe Maria Amato e di un palermitano al quale sta a cuore le sorti del nostro territorio – è di questi giorni un nuovo grido di allarme riguardo alle istallazioni dei parchi eolici nelle zone di maggior interesse ambientale della nostra provincia.

via Vivienna.it.

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Eolico selvaggio nel Sannio. Convegno a S.Croce del Sannio

"Non fateci girare le pale!" Un titolo forte ma significativo quello scelto dal Comitato Civico Pro Sannio e dal Comune di S.Croce del Sannio che hanno organizzato un convegno-dibattito sull’eolico nel Sannio, ‘bene rinnovabile’ che però ha bisogno di una nuova regolamentazione sul territorio onde evitare casi di ‘eolico selvaggio’.
L’evento è organizzato in sinergia con il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna e verrà moderato dal giornalista Michele Palmieri de ‘Il Quaderno.it’. Appuntamento mercoledì 18 febbraio alle 18 presso l’aula consiliare del Comune di S.Croce del Sannio. Sono previsti gli interventi del sindaco santacrocese, Antonio Di Maria, di Oreste Rutigliano (Consigliere nazionale ‘Italia Nostra’), Gennaro Masiello (presidente Coldiretti Campania), Giulia Abbate (consigliere regionale Pd), Michele Pietraroia (vice-presidente Giunta Regione Molise), Gino Iannace (docente universitario), Michele Fappiano (portavoce Fsdm), Michele Ponte (comitato civico ‘Tutela e Salvaguardia Montagna di Morcone’), Marcello Stefanucci (delegato Lipu Benevento) e Donato De Marco (Cooperativa Lentamente).

via Il Quaderno.

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I tentacoli della ‘ndrangheta: ditta di Caorle scelta per l’eolico a Cutro

Avrebbe sede a Caorle la società che venne scelta dal clan ‘ndranghetista emiliano/cutrese come capofila per un affare importante: il cosiddetto “Piano Cutro”, cioè la costruzione di un parco eolico nella campagna cutrese realizzato grazie ai finanziamenti dell’Unione europea. E’ quanto denuncia in una nota la Legambiente del Veneto. Il dettaglio emergerebbe dall’informativa dell’Arma dei carabinieri in relazione all’inchiesta della Procura bolognese contro la cosca Grande Aracri attiva tra Cutro e Reggio Emilia.

"Nel novembre 2011 un crotonese residente in provincia di Verona divenne amministratore della società. Nel luglio dello stesso anno, secondo quanto scrivono i carabinieri nella loro relazione, viene messo a punto il "Piano Cutro" – continua Legambiente – Per la presentazione del progetto viene individuata, quale capofila, la società di Caorle sul cui capitale sociale subentrerà il cutrese R.O.".

via Venezia Today.

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