Il Sannio Quotidiano denuncia, in seguito al caso Vigorito, l’anarchia con cui si è sviluppato negli ultimi anni l’eolico nella Provincia di Benevento:
In provincia di Benevento la installazione di parchi eolici ha dapprima riguardato il bacino del Fortore, causando nel breve volgere di qualche anno la devastazione di un intero territorio tra i più belli e incontaminati del Sannio. Decine di parchi eolici con pali sempre più alti hanno occupato le vette dell’appenino sannita modificandone sensibilmente il profilo. Non trascurabili anche i danni provocati alle colture in zone tradizionalmente votate all’agricoltura, così come sono accertati gli effetti negativi sull’habitat naturale di specie animali (soprattutto uccelli) a rischio estinzione.
La piaga dell’eolico selvaggio è stata denunciata da qualche associazione di tutela territoriale come il Comitato del paesaggio presieduto da Carlo Ripa di Meana, Fareverde, Italia Nostra, Amici della Terra, Altura, da organizzazioni di categoria di primaria importanza (su tutte la Coldiretti) e da pochi esponenti politico – istituzionali. E’ il caso di citare Luca Colasanto, consigliere regionale nativo di Baselice, che da anni evidenzia i danni provocati al paesaggio da insediamenti indiscriminati, spesso favoriti dall’incontro tra gli interessi delle aziende private e quelli di amministratori locali poco attenti alla salvaguardia del territorio. Inizialmente limitata al Fortore, la installazione delle ‘fattorie del vento’ ha rapidamente interessato anche le colline del Tammaro, della Valle Caudina al confine con il Casertano e della Valle Telesina – Titernina.







