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Civita di Bagnoregio e uno scempio da evitare


Un articolo di Paolo Crepet:

Per decenni Civita di Bagnoregio è stato chiamato il “paese che muore”. Oggi potrebbe tornare a nuova vita, anzi diventare un modello unico e irripetibile, l’emblema del borgo, la più nobile e profonda identità della nostra comunità. Per secoli terremoti e frane l’hanno flagellata, rendendola fragile e precaria.
Un accordo tra il Comune di Bagnoregio e la facoltà di Architettura dell’università di Venezia, da me fortemente voluto, è stato firmato e segnerà l’inizio di una nuova fase di crescita culturale e economica e in quest’ambito la collaborazione con l’Associazione Civita sarà strategica.
Civita è un patrimonio dell’umanità non solo italiano. Eppure, come se le frane e i terremoti non fossero bastati, un’altra minaccia si profila. L’Enel ha individuato nell’area del Comune di Bagnoregio il sito per un nuovo parco eolico costituito da 20 pale alte ciascuna 165 metri, ovvero un palazzo di 55 piani, più alto della Basilica di San Pietro.
Uno scempio terrificante, uno stupro a un paesaggio, a un luogo, a una civiltà.


Cosa avrebbe detto il Papa se, quando è venuto a rendere omaggio al suo maestro frate Bonaventura, avesse dovuto transitare sotto quei mostri che emettono rumori insopportabili per uomini ed animali? Come l’avrebbe dovuto spiegare quell’ecomostro l’associazione Civita al Presidente della Repubblica quando fece visita al borgo dal quale si vedrebbero spuntare 60 metri di quelle pale? Qui non si vuole discutere della bontà dell’energia rinnovabile, ma discutere della salvaguardia dell’unica risorsa indiscussa che l’Italia possiede: il suo paesaggio, la sua storia, il suo patrimonio artistico. Non inganniamo la popolazione locale con promesse da marinai: l’eolico non crea occupazione, devasta per sempre il territorio, inquina con il rumore l’area rendendo impossibile la vita, il turismo, l’agricoltura.
Quelle pale sorgeranno a pochi metri dalla via franchigena, la via sacra per i pellegrini di tutto il mondo. Mi chiedo perché volere questo scempio. Per risparmiare lo 0,1 per cento della bolletta elettrica o per favorire qualche società di costruzioni magari non proprio illibata sotto il profilo penale il cui ingresso nella provincia di Viterbo è già stato segnalato dalla cronaca di questi giorni? Spero che un lampo di dignità e coraggio illumini le menti dei nostri amministratori.

Paolo Crepet

Scritto da: Via dal Vento 11 aprile 2011 Archiviato in Lazio.

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