Petrosino, il danno e la beffa dell’eolico off-shore

C’erano i pescatori di Marsala e Petrosino, i rappresentanti locali di Legambiente, i No Muos, le associazioni di pesca subacquea. Mancavano gli amministratori delle altre città. Cosa è successo. A Petrosino non stanno un attimo tranquilli, perché adesso, oltre agli altri allarmi ambientali si aggiunto quello sulla realizzazione di un parco eolico off-shore.
L’amministrazione Giacalone non ci sta, perché ha letto il progetto, studiato le carte, e sembra una bella presa in giro. Molto pericolosa però. Si sta parlando di un parco eolico da 48 aerogeneratori, così si chiamano le pale, conficcate giù sul fondale a 2 miglia di distanza dalla costa petrosilena, esattamente in corrispondenza della zona che va da Capo Feto a Punta Biscione: ad esempio le pale saranno ad una distanza di 5.833 metri da Punta Biscione, 4.313 metri da Punta Giardinello, 4.823 metri da Capo Feto. Il parco interessa una superficie di circa 40 km/q. Oltre alle pale c’è la realizzazione dei relativi cavidotti di asservimento in atterraggio sulla costa siciliana (Petrosino). Gli aerogeneratori, hanno un’altezza totale di 195 metri e emergono dal mare per 150 metri, verranno posizionati a profondità batimetriche variabili da 19 a 40 metri. Ma lo “scherzo” non sta tanto nelle caratteristiche tecniche della pale. Quanto alla stessa denominazione del progetto: Impianto eolico off-shore a Mazara del Vallo.

via Marsala.it.

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