Un ennesimo impianto è stato proposto fra Castropignano e Ripalimosani.
La LIPU molisana ha recentemente presentato alla Regione Molise le proprie osservazioni in merito ad un impianto eolico da 44 Mw che si vorrebbe far sorgere in una delle zone più intatte e più belle dal punto di vista paesaggistico.
“Il Molise rischia di diventare un’orrenda selva di torri eoliche – segnalano alla LIPU – impianti sono stati proposti in quasi tutti i comuni, ormai siamo all’abuso bello e buono”.
Lo spauracchio di soldi che entrano nelle casse dei comuni e di un’ energia cosiddetta “pulita”, spingono i sindaci, ignari di quello che li aspetta, a sacrificare il proprio territorio anziché tutelarlo e valorizzarlo in modo sostenibile.
Per gli ambientalisti non è eticamente accettabile richiedere impianti eolici solo per risolvere i problemi di bilancio dei comuni coinvolti. I deficit vanno sanati con una politica di risparmio e razionalizzazione delle spese, investendo sulla tutela dell’ambiente e non nella sua devastazione.
Inoltre vi è anche un problema di tipo naturalistico. Ormai sono ben documentati con studi e filmati i danni alla fauna causata dalle pale in movimento.
Nell’area in questione si riproducono specie rare e minacciate e inserite nelle Direttive comunitarie come il Nibbio reale, il falco Pecchiaiolo, il Lodolaio, la Tottavilla e sostano in transito migratorio le Gru in stormi di centinaia di individui mentre le Albanelle reali svernano regolarmente.
Su queste specie l’Unione Europea ha imposto severe misure di conservazione ma la Regione non fa nulla per tutelare i loro areali, niente Piani di gestione per le ZPS, niente aree protette, ma solo scellerati progetti di cave, autostrade ed impianti eolici.
Non è più tollerabile a questo punto che gli interessi affaristici di aziende private prevalgano sulla bellezza del paesaggio, la sicurezza pubblica e la sopravvivenza di specie animali minacciate.
Intanto anche a Campomarino, Gildone, S. Biase, Cercemaggiore e numerosi altri posti si prospetta la stessa triste sorte, quella di un territorio imbruttito e banalizzato da inutili impianti che forniscono solo energia a singhiozzo senza che vi sia un criterio o una programmazione.







