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Energie rinnovabili selvagge nel Salento: i cittadini protestano

La gente del Salento è ormai esasperata e non ci sta a veder morire il proprio territorio per le ingordigie speculative ed industrializzanti di lobby politico-imprenditoriali che stanno uccidendo il Salento e la Puglia tutta. Il convegno sulle energie rinnovabili tenutosi a Cursi, in provincia di Lecce, organizzato dal PD domenica pomeriggio, è stato caratterizzato da una vera e propria sollevazione popolare dei cittadini; studiosi, madri di famiglia, direttrici di istituti scolastici e professionali, gente comune e di ogni livello professionale hanno chiesto, all’unisono e a gran voce, al consigliere regionale Antonio Maniglio, lì presente, in rappresentanza della Regione Puglia, la urgente moratoria di tutti gli impianti di energie rinnovabili da fonte eolica, fotovoltaica e da biomasse già autorizzati o in iter autorizzativo in tutto il Salento, (province di Brindisi, Taranto ed in particolare Lecce).

Il quadro emerso e denunciato, alla presenza anche del presidente Antonio Gabellone della Provincia di Lecce è stato sconcertante quanto chiaro: ovunque, dal Capo di Leuca al Brindisino, da Otranto a Gallipoli, sono migliaia i progetti per assordanti torri eoliche d’acciaio, alte 150m ciascuna, e per ettari di campi da sottrarre alla natura e alle produzioni silvo-agro-pastorali e da desertificare artificialmente per essere coperti di pannelli di silicio, cui si aggiungeranno decine e decine di camini fumosi, che immetteranno, 24 ore su 24, fumi altamente nocivi e cancerogeni in atmosfera per le decine di centrali a biomasse in previsione.

Fonte: Sudnews.it

Scritto da: Via dal Vento 28 gennaio 2010 Archiviato in Puglia. Condividi su Facebook !