Segnaliamo quanto apparso sul “Quotidiano di Foggia”
Eolico senza limiti, in Capitanata. Le pale sorgono ormai dappertutto, “contaminando”, spesso irreversibilmente un paesaggio che pure rappresenta una formidabile risorsa per il futuro del territorio.
Il Gruppo Archeologico Daunio, che si sta da tempo impegnando perché l’utilizzazione del territorio a fini di sfruttamento energetico non penalizzi il patrimonio archeologico, ha denunciato su Facebook un incredibile episodio, purtroppo amaramente significativo dell’enorme prezzo che il nostro paesaggio sta pagando all’invasione dei parchi eolici.
È accaduto a Monteleone di Puglia dove un’antica grangia (fabbricato rurale medievale) è stata praticamente distrutta dall’installazione di una pala eolica, a soli 10 metri di sostanza. “Fra il 1997 e il 2002, il GAD, – scrivono i rappresentanti del Gruppo nel loro “stato” sul popolare sito di socialnetworking – sulla scorta di molte segnalazioni di aree archeologiche intercettate e distrutte dai cantieri eolici, in mancanza di controlli istituzionali efficienti, documentò una serie di modalità d’impianto molto “discutibili” delle torri e dei cavidotti che rappresentavano solo la prima “ondata” dei parchi eolici nel Subappennino Meridionale. La foto, da noi ripresa nel 1999 in agro di Monteleone di Puglia, mostra un’antica grangia del XVI sec,in stile catalano, già precedentemente compromessa, ma completamente crollata in seguito all’impianto di una pala a soli 10 metri di distanza.”

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