Pubblichiamo questo comunicato da Italia Nostra Sud Salento
Nel prendere atto favorevolmente delle iniziative intraprese di recente dalla Provincia di Lecce (nelle varie sedi istituzionali) per far fronte al proliferare incontrollato e indiscriminato di impianti energetici sul territorio salentino (eolici, fotovoltaici e da biomasse) – che, per la quantità , la natura e la localizzazione andranno a determinare, nel giro di pochi mesi, *una devastazione del territorio di proporzioni inimmaginabili* ed i cui effetti ambientali, economici e sociali non siamo assolutamente in grado di poter calcolare – l’Associazione Italia Nostra ritiene necessario ancora una volta sottolineare la necessità che la Regione Puglia, ed ogni Comune della provincia di Lecce, adottino tempestivamente provvedimenti adeguati a far si *che ogni procedimento amministrativo, relativo ai progetti di cui trattasi, sia immediatamente sospeso, affinché sia possibile acquisire una completa informazione e conoscenza in ordine alle reali dimensioni del problema*.
Risulta infatti che i dati forniti sino ad oggi da una parte dei Comuni della Provincia di Lecce, nell’ambito dell’indagine posta in essere dalla Provincia di Lecce, non corrispondono alla realtà : gli 800 impianti che sono stati calcolati dovrebbero infatti, in base ad informazioni in nostro possesso, essere raddoppiati nel numero, sia perché un terzo dei Comuni non ha fornito alcuna informazione alla Provincia, sia perché molti dei dati forniti non risultano corrispondenti a ciò che in realtà viene progettato.
Allo stesso tempo è doveroso evidenziare che allorquando un’associazione impegnata nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico e artistico – in questo caso Italia Nostra – si attiva con ricorsi al TAR per impugnare provvedimenti autorizzativi illegittimi, trovando riscontro nelle sentenze (vedasi sentenze per la centrale eolica di Palmariggi e quella fotovoltaica di Scorrano) ecco che istituzioni quali la Regione e il Comune, invece di sostenere e affiancare le iniziative dell’Associazione impegnata con tutte le sue forze a tutelare gli interessi generali, si prodigano invece, con nostra sorpresa, nel tutelare gli interessi delle aziende.
E’ certo, così come da tempo andiamo affermando, che il settore delle energie rinnovabili doveva essere tempestivamente governato e regolamentato affinché le stesse potessero risultare una opportunità per l’intero territorio e non solo l’affare di qualcuno. Proprio per questo Italia Nostra – a livello sia nazionale che locale – si è mobilitata per evidenziare la necessità che il ricorso alle energie rinnovabili debba essere realizzato attraverso una rigorosa pianificazione energetica ed ambientale e non, invece – come purtroppo sta avvenendo – in una situazione di liberalizzazione pressocché totale. Inoltre, non ci si è resi conto che, a fronte delle briciole che le diverse società del Nord Italia e del Nord Europa andranno a riconoscere ai Comuni o ai proprietari terrieri, nella casse di queste società (a volte costituite ad hoc, magari per riciclare denaro sporco) affluiscono utili inimmaginabili, per cui il Salento – di fatto – sta diventando territorio da invadere e conquistare.
Per questo risulta urgente che le istituzioni, le forze politiche, sindacali e di categoria e tutte le associazioni ed ogni comunità locale che si senta impegnata a garantire un futuro per il nostro territorio si mobiliti prima che la situazione diventi irreversibile. E’ inoltre oltremodo necessario che le forze dell’ordine e la magistratura avviino appropriate indagini per verificare la regolarità delle procedure e la legittimità dei soggetti che stanno effettuando siffatti interventi, al fine di escludere – così come ha evidenziato chiaramente il Sindaco di Cursi – possibili forme di corruzione coinvolgenti amministratori e/o pubblici funzionari.
Insomma, serve una mobilitazione generale dell’intero Salento perché questo territorio, tanto decantato e pubblicizzato sui media e nelle vetrine delle fiere del turismo, non diventi una landa deserta in cui le masserie, le costruzioni a secco, gli uliveti ed i vigneti diventino un vago ricordo di un Salento che fu o, al massimo, esangui cornici per distese di pannelli di silicio, gigantesche centrali eoliche o asfissianti impianti di combustione.
Parabita, 29 gennaio 2010
Italia Nostra Sud-Salento
Il Presidente
Marcello Seclì
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