E’ scontro tra Regione Puglia e Governo in merito alla possibilità di insediare impianti di produzione energetica all’interno di aree protette.
Ma il cuore della questione riguarda la possibilità di insediarsi (e come) all’interno di aree protette, parchi nazionali, Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale. Su questo tema, l’ente parco nazionale dell’Alta Murgia ha sostenuto un vero e proprio braccio di ferro, giungendo in alcuni casi a invocare e ottenere l’intervento della magistratura ordinaria (ci sono state anche alcune pronunce della Corte di Cassazione, sia pure in fase cautelare e quindi non ancora definitive) contro la violazione di meccanismi di tutela della flora e della fauna selvatica così come individuati dalle direttive dell’Unione europea.
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In questo dibattito emerge peraltro chiara la posizione di un organismo periferico dello Stato, la direzione regionale per i beni culturali e Paesaggistici della Puglia. In una lettera dei giorni scorsi, il direttore Ruggero Martines sottolinea come gli impianti eolici e fotovoltaici (ritenuti «incompatibili con centri storici e aree di coltivo tipiche della Puglia»), «se da un lato producono energie rinnovabili, stanno producendo un grave detrimento a un bene che rinnovabile non è: il paesaggio».
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
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