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Interrogazione di Mauro Pili sull’eolico

Segnaliamo il testo dell’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Pili sull’eolico:

l’energia eolica ipotizzata come alternativa energetica, collegata anche alle politiche di riduzione dei gas ad effetto serra rientranti negli accordi previsti dal protocollo di Kyoto, in realtà non sembra poter presentare prospettive significative in termini di produzione energetica; è importante evidenziare inoltre, che nell’ultimo Piano Energetico Nazionale (PEN) fatto nel 1988, si prevedevano per l’anno 2000 solo 600 MW eolici, in quanto erano stati considerati coltivabili soltanto i siti efficienti, cioè quelli con più di 2.000 ore all’anno di vento; sono molteplici le criticità che da più parti vengono segnalate sull’eolico. Tra le varie si ricordano la grande dimensione degli impianti, direttamente proporzionale alla produttività, l’impatto sul territorio (basti pensare alla viabilità servente agli impianti) e sul paesaggio (gli impianti superano i 120 metri di altezza e gli industriali tendono ad aggiungere altri impianti ai parchi già realizzati, in modo da sfruttare le economie di scala) e sulla stessa struttura economica dei territori (basti pensare alla realizzazione di impianti off shore di fronte ad aree di pregio o di interesse turistico); ad esempio, nel sito di Is Arenas, area di grande pregio naturalistico, nella provincia di Oristano, è previsto il progetto per l’installazione di un impianto off shore di fortissimo impatto sul territorio e sullo stesso sviluppo dell’economia locale;

Il testo completo dopo il link

Per sapere – premesso che:
il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili sono al centro dell’attenzione globale al fine di una migliore sostenibilità ed efficienza dell’uso dell’energia; i progetti per l’utilizzo dello sviluppo dell’energia eolica aumentano in misura esponenziale, anche a causa del notevole ritardo nella produzione di energia derivante da fonti alternative; l’energia eolica ipotizzata come alternativa energetica, collegata anche alle politiche di riduzione dei gas ad effetto serra rientranti negli accordi previsti dal protocollo di Kyoto, in realtà non sembra poter presentare prospettive significative in termini di produzione energetica; è importante evidenziare inoltre, che nell’ultimo Piano Energetico Nazionale (PEN) fatto nel 1988, si prevedevano per l’anno 2000 solo 600 MW eolici, in quanto erano stati considerati coltivabili soltanto i siti efficienti, cioè quelli con più di 2.000 ore all’anno di vento; sono molteplici le criticità che da più parti vengono segnalate sull’eolico. Tra le varie si ricordano la grande dimensione degli impianti, direttamente proporzionale alla produttività, l’impatto sul territorio (basti pensare alla viabilità servente agli impianti) e sul paesaggio (gli impianti superano i 120 metri di altezza e gli industriali tendono ad aggiungere altri impianti ai parchi già realizzati, in modo da sfruttare le economie di scala) e sulla stessa struttura economica dei territori (basti pensare alla realizzazione di impianti off shore di fronte ad aree di pregio o di interesse turistico); ad esempio, nel sito di Is Arenas, area di grande pregio naturalistico, nella provincia di Oristano, è previsto il progetto per l’installazione di un impianto off shore di fortissimo impatto sul territorio e sullo stesso sviluppo dell’economia locale;
la proliferazione degli impianti appare inoltre dipendere sia da finanziamenti diretti, sia da interventi indiretti, sia dall’acquisto a prezzo maggiorato dell’energia prodotta che garantisce redditività anche quando l’impianto non sarebbe di per sé conveniente; a tutto ciò si deve aggiungere l’esistenza di inchieste giudiziarie, anche recenti, che in varie circostanze sono state promosse in relazione ad appalti o procedure di istallazione di pale eoliche, e la sussistenza di fenomeni societari strutturati in maniera poco chiara, tali da non lasciare intendere la reale portata degli interessi coinvolti e talvolta anche con sedi poste in «paradisi fiscali»; con riferimento al parco eolico di Is Arenas, ad esempio, risulta da notizie di stampa che sia in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica di Oristano; sempre da notizie di stampa emerge che le indagini hanno anche l’obiettivo di accertare l’identità degli imprenditori interessati al progetto. Non è noto infatti se sia effettivamente la società Is Arenas renewable energies che realizzerà l’impianto oppure se alle sue spalle ci siano altri soggetti imprenditoriali pronti ad acquisire in un secondo tempo la concessione; la Is Arenas renewable energies risulta essere amministrata da Stefano Rizzi, residente a Montecarlo, è totalmente partecipata da un’altra società con sede in Lussemburgo, registrata anch’essa a nome di Stefano Rizzi, ha un capitale sociale di appena diecimila euro ed è stata registrata solo dieci giorni prima della presentazione della richiesta di concessione alla capitaneria di Oristano; la Is Arenas renewable energies secondo l’interrogante appare indirettamente inserita in un complesso intreccio societario di cui è parte fondamentale la società Krenergy, nata dalla fusione tra Kaitech e Eurinvest energia. Pare all’interrogante che tale società, pur non direttamente impegnata in attività nella regione Sardegna, abbia indirettamente «ereditato» i capitali e la storia imprenditoriale della vecchia Kaitech, che nel 2005 era stata coinvolta in accertamenti giudiziari con riferimento al cosiddetto «tesoro» dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino; in Sardegna si assiste ad una pressoché quotidiana presentazione di progetti di parchi eolici off shore per i quali sovente i soggetti proponenti risultano coperti da società con soci non ben identificabili e le cui residenze risultano collocate in cosiddetti «paradisi fiscali», da Lussemburgo a Monaco; a parere dell’interrogante sussiste il rischio che dietro iniziative definite di energia rinnovabile si possano celare interessi poco chiari, e forse anche il possibile utilizzo di denari di provenienza sospetta -:
di quali elementi disponga il Governo in relazione ai vari aspetti evidenziati in premessa circa il funzionamento del mercato dell’eolico, e se ritenga di assumere iniziative volte a fare chiarezza, in via generale, in relazione alle problematiche sopra ricordate con particolare riferimento all’affidabilità e riconoscibilità dei soggetti operanti nel mercato stesso e anche al fine di tenere conto di tali elementi nei procedimenti concernenti la concessione di aree per la realizzazione di tali impianti.

Scritto da: Via dal Vento 31 ottobre 2009 Archiviato in Italia, Sardegna.

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