SEL Sardegna pubblica un’analisi dei motivi che hanno portato al proliferare delle inchieste sull’eolico in Sardegna ed Italia.
Incentivi all’eolico uguale a istigazione a delinquere?
L’equazione potrebbe non essere esagerata se si da uno sguardo anche superficiale a quanto sta avvenendo intorno agli ”affari col vento” negli ultimi anni. Decine di procure della Repubblica, con prevalenza delle regioni meridionali e delle due grandi isole, hanno aperto indagini per truffa, corruzione, infiltrazioni mafiose camorristiche spesso in concorso con politici e amministratori pubblici. Ci sono già state alcune sentenze di condanna. Persino la stampa straniera, Le Monde e il Financial Time per esempio, ha più volte scritto sul malaffare eolico in Italia e le infiltrazioni mafiose ad esso correlate.
Come mai la corruzione, certo non rara in Italia, incide così pesantemente nella costruzione di parchi eolici?
La risposta è semplice, è stata già data da associazioni, quotidiani, esponenti politici: l’enorme squilibrio che esiste tra capitali da investire e ricavi garantiti e generosi che si possono ottenere nei quindici anni (prorogabili) successivi all’installazione di giganteschi piloni in cemento e relative pale.
Fonte: SEL Sardegna







