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Alcune proposte alla finanziaria 2010 riducono gli incentivi all’eolico

Alcuni emendamenti proposti alla finanziaria 2010 riducono il valore massimo dei certificati verdi, il cui valore massimo passerebbe da 180 €/MWh a 120 €/MWh (sempre ampiamente superiore rispetto a quanto previsto in altri paesi europei).
Verrebbero diminuiti i coefficienti di incentivazioni delle fonti rinnovabili non programmabili (da quanto sembrerebbe di capire si diminuirebbero il numero di certificati verdi assegnati a tali fonti per MWh prodotto, essenzialmente l’eolico) e a Terna verrebbe assegnato il compito di fissare un limite massimo di produzione di energia elettrica non programmabile che può essere connessa ed erogata.

Vedremo se questi provvedimenti avranno l’effetto di riportare l’incentivazione dell’eolico ai livelli europei e se avranno l’effetto di favorire quelle fonti rinnovabili che forniscono energia programmabile (ovvero di migliore qualità) come geotermia, biomasse ed idroelettrico. Vedremo anche se questi emendamenti riusciranno a resistere al fuoco di sbarramento della lobby eolica e se non succederà come negli anni passati quando alcune norme che ponevano limiti all’eolico erano state ritirate in seguito ad azioni lobbystiche.

Scritto da: Via dal Vento 26 novembre 2009 Archiviato in Costi per la collettività, Italia, Rete elettrica.

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