USA, sovrastimati i vantaggi occupazionali dell’eolico

Le cifre relative all’impatto occupazionale legato alla costruzione delle centrali eoliche (che fanno parte dei tanto contestati “green jobs”) sono spesso oggetto di polemica, da noi come negli USA. Se le cifre diffuse in Italia dalla lobby eolica sono totalmente inventate e frutto di palesi esagerazioni, negli USA è prassi standard utilizzare un modello economico di top input-output realizzato dal Ministero dell’energia per valutare i posti di lavoro e l’impatto economico derivanti dall’installazione di centrali di conversione energetica nella comunità.

Nei mesi scorsi, visto che le cifre proposte da tale modello spesso non trovavano riscontro nella realtà, tale modello (chiamato JEDI) è stato al centro di pesanti critiche. In particolare una testimonianza di Robert J. Michaels, docente di economia all’Università della California, ha criticato pesantemente il modello. in particolare il modello non tiene conto in nessun modo della perdita di posti di lavoro legate alla costruzione di tali impianti, non è stato creato da un economista e non è stato sottoposto ad un processo di pere review e i suoi risultati non sono mai stati confrontati con i posti di lavoro effettivamente creati. La conclusione è che si tratta di un modello palesemente inadeguato.

Fonte: Industrial Wind Action

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