Don Chisciotte e le pale eoliche, le “dimensioni” dell’energia nella pianificazione del territorio

Segnaliamo l’estratto di una conferenza tenutasi all’Università di Roma avente ad oggetto l’impatto delle infrastrutture energetiche sul paesaggio:

“Molto si discute anche degli effetti che lo sfruttamento delle energie fossili ha sull’ambiente e sulla vita. Poco o quasi mai si parla dell’impatto che le strutture e le infrastrutture dedicate alla produzione, raccolta, distribuzione e trasporto dell’ energia, hanno sul paesaggio.
Quello che vi presentiamo oggi è il video del primo studio, di cui abbiamo conoscenza, in relazione diretta con il paesaggio e riferito all’impatto visivo, sociale e culturale che le strutture dedicate alla filiera energetica, provenienti da fonti sostenibili specialmente, hanno sul paesaggio. Lo studio, elaborato dalla dottoranda Emanuela Biscotto (sul video dal minuto 30:00), non è ancora completo ed è accompagnato da altri studi in divenire del Dottorato di Ricerca in Pianificazione Territoriale ed Urbana della Sapienza Università di Roma, che sono stati raccolti durante una tavola rotonda svoltasi nelle aule della Facoltà di Architettura della Sapienza lo scorso 23 gennaio 2012, presentata dal coordinatore Giovanna Bianchi e introdotta da Paolo De Pascali.
Le analisi della Biscotto cercano di capire le complicanze oggettive che le grandi infrastrutture energetiche hanno sulla percezione del paesaggio. In particolare lo studio cerca di comprendere anche la correlazione tra le diverse tipologie di produzione da fonti rinnovabili e la reazione delle popolazioni locali all’inserimento di queste. La ricerca porta ad interrogativi molto interessanti, come questo: perché culturalmente il ricorso alle energie rinnovabili è largamente condiviso dalla popolazione, se poi le si rifiuta a livello percettivo? Io credo sia il risultato di 30 anni di bombardamento mediatico sui danni ambientali provocati dal progresso, e di pari passo dal consumo non controllato di energia, e nessuna sensibilizzazione ai danni che il progresso e le infrastrutture dedicate all’energia provocano al paesaggio.”

Fonte: Paesaggio Critico.

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