Riflessioni su eolico e fotovoltaico rapportati al tessuto storico e ambientaleti

Segnaliamo il sitoR-evolution, con alcune considerazioni interessanti sullo sviluppo delle fonti cosiddette rinnovabili in Italia

Se io guardo dei pannelli solari montati sopra il tetto di un capannone industriale penso: “Geniale, straordinario come si possa utilizzare la forza del sole per un’energia pulita”. Se io guardo dei pannelli solari montati sopra un ameno prato collinare in posizione più o meno panoramica penso: “Ma non c’era un altro posto dove metterli?”. Mi domando una cosa. Se un paese, una località di campagna vede spuntare attorno a sé distese di ferro, cavi e silicio, o meglio (detto in altri termini) vede sparire attorno a sé i prati, non significa forse ammazzare in partenza le molteplici possibilità e potenzialità di sviluppo turistico che si sarebbe potuto ipotizzare per quella zona? Come si può pensare che in un luogo irrimediabilmente votato alle nuove “industrie” di produzione energetica, o anche allo sfacelo urbanistico di troppo “rapidi” prefabbricati, sorgeranno agriturismi, sentieri escursionistici, parchi naturalistici ma anche investimenti edilizi? (Naturalmente ci si augura che questi ultimi non siano lottizzazioni operate in luoghi inopportuni e, in generale, non consumino nuovo suolo ma, ove possibile, utilizzino quello dove in passato si era già costruito).

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