Operazione Via col vento. Così la ‘ndrangheta si spartiva in Calabria il mercato dell’eolico

Gli arresti arrivano dopo un’articolata indagine avviata nel 2012 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri dello Stretto, coordinati dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Antonio De Bernardo (oggi alla Dda di Catanzaro), Giovanni Calamita e Antonella Crisafulli.Gli investigatori parlano di una “sistematica infiltrazione” da parte di alcune delle blasonate cosche della ‘ndrangheta nel complesso delle opere necessarie alla realizzazione dei parchi eolici in Calabria, in particolare nel reggino, catanzarese, crotonese e vibonese.Dalle indagini emergerebbe come i clan abbiano “condizionato in modo invasivo” il settore con una serie di attività illecite spregiudicate, prevalentemente estorsioni, perseguite in ogni fase della realizzazione dei parchi eolici.Un controllo esercitato da cosche “importanti”, dicevamo, come quelle dei Paviglianiti di San Lorenzo e Bagaladi (Reggino), dei Mancuso di Limbadi (Vibonese), i Trapasso di Cutro (Crotonese) e gli Anello di Filadelfia (Vibonese).

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Consiglio dei Ministri impugna moratoria siciliana su eolico e fotovoltaico

La norma siciliana, decretando la sospensione del rilascio delle autorizzazioni, violerebbe l’articolo 41 della Costituzione, che tutela la libertà dell’iniziativa economica privata.
Per questo motivo, lo scorso 6 luglio il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 (legge di stabilità 2018); tra i punti contestati, anche l’articolo 17 con cui era stata stabilita una sospensione di 120 giorni – dall’11 maggio all’8 settembre 2018 – del rilascio delle autorizzazioni per impianti eolici e fotovoltaici.

Tale moratoria, che si applica a prescindere dalle aree idonee/non idonee per gli impianti eolici già individuate dalla Regione, era stata giustificata dall’obiettivo di “verificare, attraverso un adeguato strumento di pianificazione del territorio regionale, gli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica o fotovoltaica (…).”

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Primi nelle energie rinnovabili. Ma a che prezzo?

Siamo di gran lunga i più generosi per incentivi unitari tra tutti i ventisei paesi (ad esclusione della Repubblica Ceca); i nostri sussidi per MWh, nella media tra le varie fonti, sono quasi il doppio di quelli degli altri paesi; la Francia è più generosa nel solare, ma per un ammontare complessivo molto contenuto e solo per impianti di piccola taglia.Il sussidio medio di 44 euro per ogni MWh prodotto non è lontano dal costo di produzione elettrica dalle fonti più efficienti: con gli aiuti alle rinnovabili abbiamo quasi raddoppiato il costo medio dell’energia elettrica prodotta in Italia. I sussidi, che costituiscono la gran parte degli “oneri generali di sistema” quantificati nelle nostre bollette non vengono pagati solo dai consumatori. Per più di due terzi gravano sulle imprese, per le quali l’energia costa un 20 per cento in più della media europea con evidenti effetti negativi per la competitività del paese e quindi per crescita e occupazione.Il primato raggiunto non è il risultato di un disegno politico coerente, consapevole e approvato dal parlamento, ma il punto di arrivo di una combinazione di interessi di bottega, di ideologie astratte e, soprattutto, di malgoverno.

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Con la nuova SEN dovremo continuare ad indebitarci per comperare le pale eoliche tedesche

Paradossi di una Europa a traino tedesco. Nonostante la Germania appaia destinata a fallire il suo impegno di ridurre le proprie emissioni di CO2 al 2020 a causa di una “inaspettata crescita economica”, continua a dare lezioni di austerità ai partner europei. Il modello Germania si è coperto di ridicolo. La Germania usa con spudoratezza gli obiettivi climatici (e non solo), per il tramite della Commissione UE, per mere finalità mercantilistiche o per attuare grossolane politiche commerciali del tipo “beggar thy neighbor”, mal celandole sotto il velame di politiche umanitaristiche o ambientalistiche. Ad esempio per vendere a tutta l’Europa i propri aerogeneratori, che l’Italia, dopo l’imminente Piano Nazionale Energia e Clima derivante dalla nuova SEN, sarà costretta a comperare, nonostante il suo enorme debito pubblico.

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Le strane idee sulla sicurezza di Francesco Pietrantuono 

L’assessore regionale all’ambiente ci fa sapere che in Basilicata sarà introdotto il libretto di sicurezza nel campo della produzione delle energie rinnovabili. Ed è contento, l’assessore, perché è convinto che sia un successo. “Con il libretto di sicurezza saranno assicurati i controlli e garantita, in particolare per le pale eoliche, maggiore sicurezza con meno rischi per i cittadini e l’ambiente”. Questa roba che l’assessore chiama “Libretto”, è stata definita già nel 2009 con diverse leggi e decreti fin

Sorgente: Le ‘palle’ eoliche di Francesco Pietrantuono – basilicata24.it

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Monte Calvi, “il progetto di parco eolico è stato ritirato” 

Potrebbe essersi conclusa qui la vicenda del progetto del parco eolico su Monte Calvi. Stando a quanto dice il Comitato per Campiglia, sembra che sia stato ritirato dal proponente. Una notizia che, per il momento, rassicura chi vedeva in questo progetto un danneggiamento al paesaggio della Val Di Cornia e al suo patrimonio naturalistico e archeologico.

Sorgente: Tirreno Elba News

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Le associazioni ambientaliste scrivono al Governo per richiamare l’attenzione sui pericoli dell’eolico speculativo

Pubblichiamo l’appello rivolto ai Ministri competenti del nuovo governo dalle associazioni che si sono da sempore battute contro le speculazioni in materia di energie rinnovabili:

Al Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa

Al Ministro per l’Economia Giovanni Tria

Al Ministro per i Beni e Attività Culturali Alberto Bonisoli

Al Ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Erika Stefani

Al Ministro degli Affari Europei Paolo Savona

Roma, 25 giugno 2018

Egregi Ministri,

Il 31 luglio dello scorso anno le scriventi associazioni ambientaliste, tutte fautrici delle fonti energetiche rinnovabili (di seguito FER) ma consce dei limiti delle fonti rinnovabili elettriche intermittenti – e delle conseguenze della colossale speculazione finanziaria e territoriale che caratterizza il loro sviluppo da anni ingovernato – avevano trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri interessati una lettera di osservazioni al documento sottoposto a consultazione pubblica “Strategia Energetica Nazionale” (di seguito SEN), individuandone alcune implicazioni negative (LINK). Lo scopo era quello di richiamare una più rigorosa valutazione, in primo luogo, sulle gravi conseguenze derivanti dal perdurare di una politica disinvolta in materia di insediamento di centrali eoliche.

In estrema sintesi, si chiedeva allora di fermare il non necessario disastro urbanistico, territoriale, ambientale, paesaggistico in atto con la corsa all’eolico (e ad alcune altre tecnologie impattanti come il cosiddetto mini-idro), e di dirottare più utilmente le risorse finanziarie verso serie politiche di efficienza e risparmio energetico, riscaldamento-raffrescamento, trasporti e soprattutto ricerca e innovazione. Si accettava una eventuale, moderata crescita delle rinnovabili elettriche non modulabili solo con il fotovoltaico sulle superfici edificate.

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Eolico: mezzi pesanti sulle provinciali, monta la protesta dei pendolari 

CASTIGLIONE MESSER MARINO – Eolico: mezzi pesanti sulle provinciali, monta la protesta dei pendolari. Intanto sul tratto Castiglione-Montazzoli sono iniziati dei piccoli interventi di miglioramento della sede stradale, ma le frane nessuno le tocca. Un continuo via vai di camion, ruspe, escavatori, mezzi pesanti sulle provinciali dell’Alto Vastese e del Sangro. E il bello è che nessun cantiere risulta attivo sulle provinciali di zona, nessun centesimo dello sbandierato Masterplan è stato speso sui monti tra il Sangro e il Vastese. I mezzi pesanti in questione, che stanno massacrando quel che restava della viabilità montana, sono quelli che lavorano per i “signori del vento

Sorgente: Eolico: mezzi pesanti sulle provinciali, monta la protesta dei pendolari | l’Eco

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Eolico, Regione può riconvocare conferenza dei servizi per sopravvenuti criteri restrittivi

E’ legittimo il comportamento della Regione che, successivamente alla chiusura positiva della conferenza dei servizi, decida di riaprirla per tenere conto delle nuove disposizioni normative.Con sentenza n. 4041 del 18 giugno 2018, i giudici del Tar Campania hanno respinto il ricorso di un’azienda che si era vista negare il rilascio dell’Autorizzazione unica per un impianto eolico da 59,99 kW, sulla base dei criteri contenuti nelle delibere di giunta regionale n. 533/2016 e 532/2016, con cui la Regione Campania ha individuato – rispettivamente – le aree non idonee e gli indirizzi per la valutazione degli impatti cumulativi per impianti eolici sopra i 20 kW.Il diniego della Regione era arrivato in seguito alla riapertura della conferenza dei servizi, dopo che la prima si era conclusa con esito positivo ma precedentemente al rilascio dell’Autorizzazione unica. Il sopravvenire della due citate delibere regionali aveva richiesto ulteriori integrazioni progettuali, dalla cui valutazione era emerso un nuovo parere conclusivo (questa volta, di segno negativo).

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Basilicata terra di nessuno. Chi tutela il territorio dal saccheggio?

Nonostante la scadenza del termine di validità del Giudizio Favorevole di Compatibilità Ambientale e del termine di ultimazione dei lavori,12 marzo 2018, Terna spa continuava a lavorare indisturbata. Fino a quando, pressata dalle proteste dei cittadini, sospende i lavori il 7 giugno 2018. Soltanto a sospensione avvenuta, i Comuni di Tolve e Oppido Lucano emanano un’ordinanza di sospensione dei lavori. Con colpevole ritardo. Intanto la Regione tace.Nel frattempo, tra parchi eolici selvaggi e lavori per la Trasversale, il territorio è devastato.Il dubbio va sciolto. Le due ordinanze sono firmate dai responsabili dell’area tecnica. Non sappiamo che cosa pensino i due sindaci, Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. La questione non è esclusivamente tecnica, ma anche e soprattutto politica.

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Eolico: -34% di installazioni nei primi quattro mesi del 2018 rispetto al 2017

Risulta complessivamente in calo l’eolico che nei primi quattro mesi del 2018 raggiunge quota 49,2 MW (-34% rispetto allo stesso periodo del 2017). Per questo comparto si registra un notevole decremento (-91%) anche delle unità di produzione.Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (99%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia. Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono soltanto lo 0,7% del totale installato fino ad aprile 2018, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 98% del totale. Da segnalare l’attivazione nel mese di aprile 2018 di un impianto eolico da 23 MW in Basilicata in provincia di Potenza.

Sorgente: FER: -4% di installazioni nei primi quattro mesi del 2018 rispetto al 2017

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Parco Eolico a Tolve. Colpevoli silenzi della Regione Basilicata?

Perché la Regione Basilicata non risponde rispetto al giudizio di compatibilità ambientale relativo al Parco eolico in agro del Comune di Tolve e dei comuni di Oppido Lucano, Irsina e Genzano di Lucania,? Questa la domanda che ci poniamo a distanza di tre mesi dalla presentazione di una specifica interrogazione a Pittella la cui risposta non è mai arrivata. Il 21 marzo 2018 presentavamo un’interrogazione a risposta immediata per chiedere spiegazioni in merito alla rideterminazione dei termini di validità d

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Eolico a Pontelandolfo, Maglione (M5s) incontra i cittadini: “Abbiamo il dovere di tutelare l’area”

Il portavoce Pasquale Maglione, in rappresentanza della deputazione sannita del Movimento 5 Stelle, ha incontrato, ieri, il Comitato di Pontelandolfo contro l’eolico selvaggio.“Al cospetto di un folto gruppo di rappresentanti dei cittadini – si legge nella nota del M5s – è stata esaminata la allarmante situazione di pericolo e di diffusi danni alla salute che il proliferare incontrollato di parchi eolici sta determinando nell’area della valle del Tammaro.In relazione alla realizzazione di 6 torri eoliche nel territorio di Pontelandolfo sembrerebbero disattese diverse disposizioni normative così come attesta il decreto di sequestro preventivo adottato dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento.Come nel comune di Morcone dove l’avvio dei lavori di scavo sta interferendo con la struttura carsica del territorio e quindi con la ricca risorsa idrica che lo contraddistingue.“È stato un incontro molto proficuo perché dal confronto con i cittadini e i tecnici sono nate diverse iniziative da porre essere sia a livello regionale che governativo per fermare l’aggressione al paesaggio che si sta perpetrando in questa area. Inoltre ho appreso che anche la Procura di Benevento sta attenzionando l’area e i lavori in corso e questo mi conforta. Purtroppo siamo vittime dell’incapacità della Giunta De Luca di programmare lo sviluppo territoriale delle are interne e quello che dovrebbe essere il fabbisogno energetico della Regione Campania”, afferma il portavoce Maglione che aggiunge: “c’è un piano cinico del governatore della Campania di distruggere le aree interne attraverso un atteggiamento di totale disinteresse di fronte all’aggressione al paesaggio e all’ambiente e perseguendo una politica di tagli dei servizi essenziali. Il Movimento 5 Stelle ha il dovere di tutelare il valore paesaggistico, storico-culturale e ambientale del Sannio che la Giunta Regionale ha deciso di ignorare e saccheggiare”

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Olanda: protesta dei pescatori contro l’eolico offshore

I pescatori olandesi manifestano contro l’eolico offshore: si lamentano per i danni provocati dalle nuove centrali allla loro attività, i cui spazi sono sempre più ridotti a causa delle restrizioni alla navigazione attorno agli aerogeneratori

Sorgente: The Guardian

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Impianti eolici e oneri economici, il Comune non può pretendere alcun pagamento 

Interessante sentenza del Tar sugli oneri economici dei proprietari degli impianti eolici verso Comune, Stato e Regioni. Solo lo Stato e le regioni possono semmai prevedere misure compensative, mai meramente economiche, ma solo di carattere ambientale e territoriale, alla luce del favor della legge verso le energie rinnovabili. (Tar Puglia – Bari, sez. I, 24 maggio 2018, n. 737) Il ricorrente chiedeva una declaratoria di inesistenza di qualsivoglia credito del Comune nei suoi confronti collegati all’impiant

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In Basilicata. Millenni di storia seppelliti dalle pale eoliche – YouTube

Alcuni reperti e strutture risalenti probabilmente al V secolo erano coperte da teli di plastica.Siamo riusciti a scoprire che cosa si nascondeva sotto quei teli.Le immagini si commentano da sole.

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Eolico a Morcone, il Tar Campania ha rigettato il ricorso

A seguito del via libera del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, che ha rigettato il ricorso presentato dal Sindacato venatorio italiano e dalla Coldiretti, si continua a discutere dell’impianto di energia elettrica da fonte eolica che dovrebbe sorgere tra Morcone e Pontelandolfo e che prevede l’installazione di quindici aereogeneratori per una potenza nominale massima di 48 MW.

via Il Sannio Quotidiano.

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Eolico a San Lorenzo Maggiore, in Commissione Via tuona il ‘no’ di De Libero

In Commissione Via (Valutazione impatto ambientale) il sindaco di San Lorenzo Maggiore ha ribadito la totale contrarietà all’installazione dell’eolico nel proprio Comune. L’organismo che ha convocato il primo cittadino di San Lorenzo Maggiore nella giornata di lunedì si è visto rispondere un secco “no” dalla fascia tricolore motivato dal fatto che “costruire impianti eolici significa non tenere conto delle politiche sane e coerenti di sviluppo del territorio nel rispetto dell’ambiente”.

via Il Sannio Quotidiano/a>.

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Impianto eolico di monte Poggio, partono gli espropri tra Mignanego e Busalla

La Città metropolitana ha avviato le procedure di esproprio relative ai terreni di circa 150 proprietari tra Mignanego e Busalla, a seguito della presentazione della domanda di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico, denominato “Monte Poggio”, alla Provincia di Alessandria, nel cui territorio ricadono gli aerogeneratori in progetto. Il progetto che prevede la creazione di 7 pale eoliche nei comuni di Fraconalto e Voltaggio è firmato dall’impresa Seva.Nell’ambito delle opere connesse all’impianto, alla Città Metropolitana di Genova spetta la competenza per l’autorizzazione di una parte della linea elettrica di connessione alla rete nazionale, dal momento che il tracciato in progetto interessa i territori dei Comuni di Busalla e di Mignanego.

via Il Secolo XIX.

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Continuano le iniziative del Comitato NO EOLICO Reventino: una lettera ai Sindaci

Nelle Scorse settimane è stato affisso in tutte le città ricadenti nel comprensorio del Reventino un MANIFESTO e trasmesso una LETTERA di pressione ai Sindaci dei Comuni.

Dallo scorso mese di dicembre, si è appreso dell’intenzione di realizzare, sulla dorsale del Monte Reventino, diversi impianti per la produzione di energia da fonte eolica.
Appena la notizia è stata diffusa dalla stampa locale, numerose sono state le prese di posizioni di cittadini, associazioni, istituzioni, contro questi progetti, che, se realizzati, deturperebbero l’intero comprensorio del Reventino, fra queste, il Wwf, Italia Nostra, la Giunta Comunale di Lamezia Terme, la Giunta Comunale di Gizzeria riguardo agli impianti proposti sul suo territorio, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani della Zona del Reventino, l’Associazione Imprenditori del Reventino – Air, (Liquorificio Gentile, Acqua Sorbello, Camillo Sirianni, Rubbettino, Lanificio Leo, Artigianafunghi, Palahotel Vallenoce, Cantina Le Moire, Allasia Plant, Profiltek, Idea Vetro, Luna Funghi, Hotel Caligiuri, La rosa nel bicchiere, FerroMG, Tecnicalluminio), mentre molte altre prese di posizione ufficiali si preannunciano a difesa dell’identità paesaggistica del nostro territorio.

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