Via dal Vento non è contrario all’eolico in ogni caso ma ritiene che l’attuale situazione italiana di proliferazione incontrollata delle centrali eoliche sia insopportabile ed estremamente dannosa per l’ambiente ed il paesaggio italiano e quindi chiede che:
- L’installazione delle centrali eoliche avvenga in un quadro di programmazione nazionale (Piano Energetico Nazionale) che definisca i luoghi dove è possibile installare le centrali eolicheÂ
- L’identificazione a livello nazionale delle aree adatte agli impianti eolici dal punto di vista economico e paesaggistico-ecologico: in particolare dovrebbero essere privilegiati luoghi di scarso interesse paesaggistico e ambientale.
- Tutti i progetti vengano sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale obbligatoria, con competenza nazionale per quelli di dimensioni rilevanti
- Vengano esclusi gli impianti eolici da parchi nazionali e regionali, riserve naturali, SIC, ZPS, ANPIL, IBA, monumenti naturali, oasi di protezione della fauna e zone umide dichiarate di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Non consentire l’installazione di impianti eolici nelle aree vincolate paesaggisticamente ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio e dalle direttive della Legge Galasso
- Siano previste fasce di rispetto visivo per tutte le su elencate aree naturali protette e per le zone monumentali, tale da evitare che i frequentatori possano percepire la presenza degli aerogeneratori anche in lontananza. Imporre sulla base di decisioni da attribuire alla discrezionalità del Ministero dei Beni Culturali l’esclusione di installazioni eoliche nell’intero raggio di visibilità dai monumenti e dalle aree e parchi archeologici di importanza nazionale e dalle città d’arte.
La non visibilità va intesa nel senso che l’intero comprensorio che fa da contesto al monumento deve essere libero dalla presenza di questi giganteschi impianti industriali, assolutamente fuori scala e incompatibili se introdotti nel paesaggio storico - Vi sia un approfondimento sull’offshore (con distanza minima dalla costa di 20 km) e concentrazione della loro distribuzione e valutazione adeguata degli effetti ambientali
- Sia per gli impianti a terra che per quelli offshore, sia previsto il divieto lungo i corridoi migratori dell’avifauna che andranno sollecitamente individuati dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
- Venga messa in atto una ridefinizione del sistema degli incentivi con un allineamento delle tariffe incentivanti a quanto previsto nel resto d’Europa
- Venga stabilita per le torri eoliche una distanza minima obbligatoria dalle abitazioni e dalle strade aperte al pubblico
- Siano obbligatori studi preliminari approfonditi sull’avifauna e studi successivi sulla mortalità svolti da soggetti indipendenti dalla società proponente l’impianto
- Il divieto ora vigente per Regioni e Provincie di percepire royalties dalle centrali eoliche sia esteso anche ai Comuni
- Venga abolita la norma la quale prevede che le centrali eoliche (che beneficiano quasi esclusivamente soggetti privati) siano considerate opere di pubblica utilità , con conseguente possibilità di espropriare i terreni qualora non si raggiunga un’intesa con i proprietari
In attesa che venga definito un quadro normativo in grado di tutelare maggiormente l’ambiente ed il paesaggio Via dal Vento aderisce a quanto chiesto da EPAW (Piattaforma europea contro l’eolico) per un coordinamento di Associazioni dei paesi europei.