Basilicata e burden sharing

Un’interessante analisi di Vitantonio Iacoviello sulla ripartizione degli obbiettivi nazionali per le fonti cosiddette rinnovabili tra le regioni, analizzando il caso della Basilicata:

Bene stanno facendo in terza commissione consiliare regionale a chiedere la cancellazione dell’articolo 11 del ddl regionale in materia di energia, recante la disposizione secondo la quale molte tipologie di impianti “ non concorrono al raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di cui alla parte III,paragrafo 1.2.3.,tabella 1-4 del PIEAR”( il Quotidiano del 12 u.s.).
Proviamo a spiegare perché, anche alla luce del recente decreto del 15 marzo scorso, che definisce gli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili e le modalità di intervento dello Stato in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle regioni.
Per stare alla Basilicata, la nostra regione ha appunto fissato gli obiettivi con il PIEAR ,ed ora lo Stato ne fissa altri con il suddetto decreto: per ora non entriamo nel merito del paragone fra quelli regionali e quelli nazionali , di obiettivi , non essendo materia che si po’ esaurire in un solo articolo di giornale e non volendo tediare i lettori.
Gli uni o gli altri che siano , sono comunque obiettivi vincolanti.
Un buon padre di famiglia cosa farebbe ora?Semplice…cercherebbe di raggiungere gli obiettivi sommando( passateci la semplificazione) tutti gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ( l’art.2 del citato decreto ci porta per mano),in modo tale da essere più sicuro ed evitare grane.
E perché mai invece la Basilicata deve danneggiarsi da sola escludendo varie tipologie di impianti,in parte addirittura già realizzati, dal computo,rendendosi così impervia la strada del raggiungimento degli obiettivi?


Un paradosso incredibile che favorirebbe solo la speculazione ,donandole ulteriore spazio libero!
Noi suggeriamo caldamente non solo di cancellare l’art.11, ma di approfittare del ddl per introdurre un articolo semplicissimo, chiaro, che ricalchi non i nostri suggerimenti , ma che semplicemente recepisca l’art.2 di cui sopra.
Questo anche perché qualcuno , non sappiamo chi , ha fatto anche un pesantissimo “regalo” alla Basilicata ed alle regioni meridionali , che hanno largheggiato quantitativamente con i loro obiettivi nei piani energetici:qualcuno , non sappiamo chi, non ha vigilato( quante volte abbiamo pubblicamente messo in guardia la nostra classe politica?) nelle sedi opportune quando è stato formulato il decreto di cui trattiamo, che contiene una norma assolutamente iniqua.
Si tratta di questo: abbiamo parlato di obiettivi , regionali o statali,mai di limiti invalicabili , che finora le regioni non potevano porre ( sentenze TAR), in assenza di riparto fatto dallo Stato.
Ora il decreto (art.3 comma 6) consente di porre limiti,ma “in misura non inferiore a 1,5 volte gli obiettivi previsti nei rispettivi strumenti di pianificazione energetica per la medesima fonte”!
Comprende benissimo il lettore come l’1,5 di un obiettivo piccolo( regioni oculate e gelose del proprio territorio) costituisce un limite facilmente raggiungibile, mentre l’1,5 di un obiettivo largheggiante come quello fissato dalla Basilicata ( molto più elevato delle rosee previsioni dell’ANEV, nel caso dell’eolico),costituisce un limite molto alto ,che consente tranquillamente di riempire la Basilicata di migliaia di pale eoliche,… a beneficio di chi?
Alla luce di questo appare ancora più inspiegabile,se non autolesionistico, porre da sé stessi degli intralci ( art.11 ) al raggiungimento di obiettivi e limiti…

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