Basilicata, urge approvare il piano paesaggistico

Un articolo di Vitantonio Iacoviello apparso il 7 marzo 2012 sul Quotidiano della Basilicata:

Finalmente, dopo tante domande e nessuna risposta, un politico lucano ammette in maniera esplicita che c’è qualcosa di illogico nel procedere della nostra regione sugli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Ci riferiamo a quanto dichiarato domenica scorsa , sulle pagine di Matera del Quotidiano di Basilicata,dal consigliere regionale Santochirico, circa la assoluta necessità ed urgenza di approvare in tempi rapidi il piano paesaggistico esteso a tutto il territorio lucano,prima di esaminare progetti eolici industriali che senza ombra di dubbio stravolgerebbero l’immagine della nostra regione.
Segnala poi il consigliere la necessità di procedere anche alla individuazione di aree non idonee alla installazione degli impianti di cui sopra, così come prevede un decreto del settembre 2010, finora completamente ignorato .
Argomenti sui quali organizzazioni e personalità nazionali avevano inviato appelli a tutti i consiglieri regionali (oltre che ai Ministri interessat) e richiesto formalmente incontri con la giunta e con il presidente della terza commissione:il silenzio, divenuto ormai norma in Basilicata, è stata la risposta.
E’ dunque con immensa soddisfazione che salutiamo una responsabile e netta presa di posizione invitando Santochirico a non limitarsi a fare interrogazioni al Presidente De Filippo, ma ad adoperasi in concreto per fare in modo che tutto il PD, maggior partito di governo, ponderi bene l’intera questione in occasione dalla conversione in legge della recente delibera di giunta in materia di energia da fonti rinnovabili.
Ovviamente però nessuno può esimersi dal fermarsi e riflettere ,come obbligo morale ancor prima che istituzionale, nessuna forza politica ,nessun amministratore e nessun consigliere può consentirselo ,questi sono momenti cruciali e decisivi , ora i momenti di riflessione non li chiedono più solo inguaribili “ambientalisti” o visionari “don Chisciotte

“ …
Un segnale confortante, da quello che abbiamo ascoltato all’atto della presentazione della nuova giunta regionale in consiglio da parte del presidente della stessa, e che ancora prima avevamo appreso dal Ministro Clini,è il fatto che la volontà politica sembrerebbe sia ora quella di indirizzarsi verso i piccoli impianti ,al servizio diretto di utenze e quindi senza infrastrutture per il trasporto dell’energia.
Concordiamo assolutamente da sempre, ma a patto di intendersi sulla dimensione dei piccoli impianti e dei microimpianti , che per noi sono quelli i cui limiti di potenza sono stati fissati dalle linee guida del settembre 2010 e ribaditi da un decreto del marzo 2011, e cioè fino a 60 kw.
L’incongruenza è che qualcuno ha fatto inserire in detto decreto un codicillo che concede alle regioni la “possibilità” di consentire installazioni fino a ben mille kw con procedure assolutamente semplificate e la regione Basilicata, senza dare spiegazioni ai propri “sudditi”, si “fionda” su questa possibilità, con il disegno di legge in esame.
A vantaggio di chi è questa norma che , inserita in precedenza anche nel PIEAR, era stata bocciata da massimi organismi dello Stato? Chi ha avuto interesse a brigare per far inserire questa assurda norma che divide l’Italia in regioni gelose del proprio territorio ed in regioni più permissive ?
Si può forse sostenere che sia a vantaggio dei singoli cittadini lucani ai quali , poiché hanno dannata fretta di spendere intorno a due miliardi di vecchie lire( il costo di una torre eolica da 1MW, alta 50-70 metri) di cui proprio non sanno che fare ,bisogna risparmiare “eccessiva burocrazia “?
Noi suggeriamo di spiegare accuratamente al popolo lucano a vantaggio di chi si persegue sì pervicamente questa agevolazione oppure ,meglio ancora , a scanso di equivoci e per evitare proprio le preoccupazioni di Santochirico ,( il quale certo saprà che per impianti “piccoli” ,al di sotto del MW, il PIEAR non prevede nessuna tutela in termini di distanze da Beni culturali) noi suggeriamo immediato ravvedimento operoso a tutela della popolazione tutta, eliminando dalla legge regionale in esame la iniqua norma della strasemplificazione della procedura per impianti fino a 1000kw.
Invitiamo invece a recepire quanto dettato dai decreti dello Stato senza appigliarsi a possibilità di deroghe per le procedure semplificate e dunque invochiamo la scelta civile della autorizzazione unica per gli impianti al di sopra delle soglie fissate dallo Stato , adottando conseguentemente per questi le stesse norme di tutela dei Beni culturali che il PIEAR fissa per gli impianti sopra il MW.
Ancora, l’occasione della legge è d’oro per cancellare l’obbrobrio dell’articolo 3 del disciplinare ,palesemente incostituzionale, censurato all’epoca duramente dalle organizzazioni agricole ( si facciano sentire , questo è il momento , prima e non dopo!) e dagli stessi componenti della terza commissione , all’unanimità ( anche per voi , consiglieri ,c’è una grande opportunità , ora siete voi , in consiglio , che avete il potere di “fare” la legge,non potete stavolta prendervela con la giunta che non recepisce i vostri suggerimenti).
Sempre nella legge in esame, si abbia cura ancora di ribadire la piena ed assoluta validità dell’art.9 del disciplinare,che precisa in modo inequivocabile come le istruttorie vadano fatte sulla scorta del progetto esecutivo presentato e che questo non possa essere variato o “integrato” durante l’istruttoria: ciò per evitare di consentire “sanatorie” circa “imprecisioni”nella descrizione del territorio.
Infine , invitando le autorità regionali a condividere con la collettività le considerazioni sulla bozza di riparto fra le regioni delle quote di produzione di energia da fonti rinnovabili,riportiamo una notizia che deve far riflettere sulla grande importanza di legiferare in modo responsabile ed accurato in questo campo soprattutto:in Puglia,nel 2011,su 589 ricorsi pendenti al TAR; ben 252 riguardano fotovoltaico ed eolico!
Dunque anche per evitare eccessivi ricorsi( ma non solo…) occorre rigore nelle istruttorie ed allo scopo è manifestamente indispensabile, nella legge regionale in esame, fare esplicito obbligo a carico degli esaminatori a tutti i livelli , dal regionale al comunale, di effettuare preventivi sopralluoghi e studi al fine di “verificare” sotto la propria responsabilità le dichiarazioni dei progettisti sugli stati di fatto , sulla descrizione puntuale dei territori negli aspetti più significativi e sugli impatti prevedibili.
vitantonioiacoviello@tiscali.it

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